A Mediaset il trionfalismo è quello dei grandi momenti. Dopo gli entusiasmi di Massimo Donelli, direttore di Canale5, arrivano quelli di Giancarlo Scheri, direttore della fiction Mediaset: l’oggetto della sua apologia è, giustamente, la serie de I Cesaroni, un autentico trionfo degli ascolti, addirittura la serie tv più seguita dell’anno, con picchi di 9 milioni di spettatori, nonostante la terza stagione non sia stata certamente foriera di chissà quali svolte narrative.
“I Cesaroni hanno definitivamente riportato in auge la commedia all’italiana. Si ride, si sorride, ci si commuove, si piange per l’emozione. I Cesaroni sono diventati, stagione dopo stagione, puntata dopo puntata, un vero evento televisivo, la punta massima di un genere, la fiction (e la fiction Mediaset in particolare), di grande valore strategico per i palinsesti della tv generalista”.
Si avvertono, anche in queste parole rilasciate da Scheri alla stampa, i timori reverenziali nutriti nei confronti del terzo polo d’assalto, cioè Sky, i cui progetti futuri e il potenziale di raccolta pubblicitaria stanno cominciando a diventare argomenti lungamente trattati nelle riunioni aziendali tanto di Mediaset quanto della Rai. Intanto, comunque, Scheri può oggettivamente esultare: dal 7 giugno si partirà subito con le repliche della seconda stagione, in attesa di capire quante e quali saranno le reali defezioni del cast per la stagione numero 4, quella della consacrazione o del fallimento. Dice ancora il direttore:
“In attesa della quarta serie che gli autori hanno già iniziato a scrivere facciamo i complimenti e ringraziamo la sagacia creativa di Carlo Bixio e di tutto lo staff della Publispei, il cast eccezionale, Elena Sofia Ricci, Claudio Amendola, Antonello Fassari, Max Tortora, Elda Alvigini, Alessandra Mastronardi, Matteo Branciamore, Ludovico Fremont e tutti, tutti gli altri, i registi Stefano Vicario e Francesco Pavolini e, naturalmente, il gruppo degli sceneggiatori, perchè una buona scrittura è alla base di qualsiasi racconto televisivo di successo”.
La “vedovanza” de I Cesoroni si allarga. Dopo la bella Alessandra Mastronardi, anche Elena Sofia Ricci abbandona la fortunata serie televisiva griffata Mediaset, almeno stando alle indiscrezioni trapelate dall’agenzia di stampa “Prima Comunicazione”: per l’attrice, che nella più famosa famiglia di Garbatella impersona la moglie di Claudio Amendola, troppi impegni professionali. Stile Simona Ventura, insomma. In attesa della quarta stagione, certamente una notizia non piacevolissima per i numerosi appassionati.
L’idea degli sceneggiatori per sopperire all’improvvisa mancanza, prevederebbe - sempre secondo le notizie trapelate - un improvviso allontanamento di Lucia-Elena da casa Cesaroni per motivi non ancora noti. In questo modo, un po’ come succede nelle soap operas, il personaggio della Ricci potrebbe rientrare nel cast con comodità di copione. Staremo a vedere.
Il tutto, comunque, si manifesta con un piccolo colpo di scena “thrilling”, vista la pazzesca coincidenza che questa uscita di scena del personaggio della Ricci può vantare con il suo alter ego spagnolo, localizzazione da dov’è tratta la serie. Prima di parlarne, però, per sicurezza estrema, vi rimando a dopo il salto, per evitare fastidiosi problemi di spoiler.
I Cesaroni, la famiglia di baristi più famosa della Garbatella, diventa una raccolta di figurine, le più famose, quelle Panini. Una storia lunga più di quarant’anni quella dei fratelli Benito e Giuseppe Panini, cominciata nel 1960 con il primo album “Calciatori”. Da allora la storia è risaputa: basti sapere che in tanto tempo l’azienda ha prodotto oltre 20 miliardi di figurine.
Le celeberrime photocards (è il termine tecnico…) raffigureranno adesso, anche i volti e le vicende di Claudio Amendola, Elena Sofia Ricci e compagni, protagonisti assoluti, tra gli altri interpreti, della fortunatissima serie tv tutta italiana targata Mediaset. Giusto il 21 aprile, cioè domani, in concomitanza con il Natale di Roma, si svolgerà alla discoteca “Gilda” (via Mario de’ Fiori 97), a due passi da Piazza di Spagna, l’evento “Festa Panini: I love Cesaroni”, organizzata dalla Panini stessa per lanciare ‘‘I Cesaroni. Il book fotografico di Mimmo’‘, la nuova collezione di figurine, appunto, appena giunta nelle edicole. Presenti alla serata Matteo Branciamore (che interpreta Marco), Nunzio Giuliano (Budino), Giulia Luzi (Jolanda), Sara Mollaioli (Regina) e Filippo Vitte (Lorenzo). L’album sarà composto da 96 foto, rappresentanti i personaggi e le scene topiche della terza serie. Un commento, in proposito, viene proprio da Matteo Branciamore, intervistato da Il Corriere della Sera:
“Ho collezionato per anni le figurine dei calciatori Panini. Quell’odore particolare delle bustine e la ricerca continua del campione mancante, un mito. Da piccolo speravo di finirci un giorno sull’album, da calciatore ovviamente… Mai avrei pensato di comparire come attore. Sui Cesaroniè stato fatto di tutto: il troppo merchandising non mi piace, ma la Panini è storia e martedì, alla festa, ci sarò per festeggiare soprattutto i positivi risultati della nostra fiction, che continua ad andare bene e, alla terza edizione, è diventata un appuntamento fisso per il pubblico”.
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Era lo scorso maggio quando, dopo una primavera segnata da un successo in crescendo settimana dopo settimana, finiva la sconda stagione de “I Cesaroni”. Che fine avranno fatto Giulio, Lucia, Stefania, Ezio e i rispettivi figli, tra cui spiccano Marco ed Eva? La risposta arriverà da stasera, quando alle 21:10 Canale 5 manderà in onda la terza stagione del telefilm tratto dallo spagnolo “Los Serranos”.
Nelle 15 puntate previste (qui la gallery con immagini spoiler), quindi, si cercherà di bissare un successo arrivato piano piano, ma che ha saputo anche tenere testa alla scorsa edizione del Festival di Sanremo -e che ha fatto un po’ montare la testa a Claudio Amendola-, creando un fenomeno televisivo ad hoc per tutta la famiglia.
Quali saranno le novità? Innanzitutto, si continua nella tradizione lanciata lo scorso anno di avere numerose guest star: dal presidente della Lazio Claudio Lotito (che darà filo da torcere a Giulio), a Francesco Pannofino -che sarà uno strano bidello-, passando per Alessandro Haber, Debora Caprioglio, Eleonora Giorgi ed i Cugini di Campagna. Una puntata, poi, sarà tutta “nobile”, con la partecipazione di Patrizia e Giada De Blanc, il Principe Giovanelli, Ascanio Pacelli e la moglie Katia.

Ritornano da domani sera, le avventure di quelli della Garbatella che piacciono anche al nord est - come ama ripetere il direttore di Mediaset Fiction Giancarlo Scheri -: I Cesaroni 3.
La popolare serie di derivazione spagnola, che abbiamo presentato nella sua nuova stagione, seguendola per voi allo scorso Roma Fiction Fest, come ricorderete, sarà di nuovo in onda in 15 prime serate, tutti i venerdì: Venerdì di sicuro successo, al punto che Claudio Amendola non teme nemmeno lo scontro con il Sanremo di Bonolis:
venerdì 20 febbraio andremo contro il festival di Sanremo, ma a noi ci farà un baffo.
Sarà giustificata, tutta questa sicumera? Lo scopriremo ben presto: di certo il venerdì non è il giorno ideale per il Festival di Sanremo.
Nel frattempo, sappia, il pubblico a casa, che è già in scrittura la quarta stagione - ma non è una vera notizia. L’originale spagnolo, Los Serrano, di stagioni, ne conta già otto -, per la quale le puntate previste saranno ben venti.

Cambia giorno di programmazione Amiche mie, la fiction Mediaset di produzione Mediavivere, che dal mercoledì si sposterà alla domenica per la messa in onda dei due episodi conclusivi, Io non ho paura e Mea culpa. Non ne abbiamo più parlato dopo aver recensito gli episodi iniziali, che ci avevano totalmente convinto e nei quali avevamo riscontrato vari elementi di modernità e originalità rispetto al resto dei prodotti nostrani. Ma come si è evoluto il telefilm nelle serate seguenti? Ha mantenuto le aspettative oppure è calato? Cerchiamo di analizzarlo.
Innanzitutto è innegabile che la qualità realizzativa si sia mantenuta sugli altissimi livelli dell’esordio. E per qualità realizzativa intendiamo tutto quell’insieme di elementi che servono a confezionare il prodotto finale, dalla regia alle scenografie, passando per le luci e i costumi e terminando con l’ottima colonna sonora. Anche gli attori, protagonisti e non, hanno continuato a convincere dal punto di vista recitativo. Ciò che invece è forse leggermente calato, pur mantenendosi comunque su buoni livelli, è la qualità della sceneggiatura.
Cerchiamo di spiegarci meglio. Non si è di certo avvertito un calo tra i singoli episodi, che hanno continuato a portare a termine il loro intento iniziale di divertire e commuovere allo stesso tempo, ma proprio quell’originalità che aveva contraddistinto l’esordio di Amiche mie e che avrebbe potuto portare a “scenari alternativi”, è pian piano scemata, lasciando spazio ad una trama più “classica” e in parte scontata. Che sarebbe successo se si fosse osato di più, senza dare per forza allo spettatore ciò che si sarebbe aspettato fin dall’inizio dai personaggi? Se il linguaggio a volte colorito fosse andato di pari passo con la “forza” delle storie?
Continua a leggere: Amiche mie - Domenica le puntate conclusive

Amiche mie (gallery) è finalmente andato in onda, dopo un battage pubblicitario notevole. Chi si aspettava una fiction come tante altre, passibile di critiche dal primo all’ultimo minuto, si sarà probabilmente ricreduto vedendone gli episodi iniziali, trasmessi questa sera da Canale5. Non si tratta di un capolavoro, questo no, ma di un prodotto che riesce comunque ad alzare qualitativamente la media dei prodotti nostrani. E non di poco. Su queste pagine è apparsa proprio oggi un’intervista al produttore creativo della serie, Cristiana Farina, e qualche maligno potrebbe pensare ad un giudizio positivo “pilotato”. Non si tratta però di piaggeria, ma di una valutazione oggettiva sulla realizzazione del telefilm e soggettiva sul prodotto finale, che per il gusto di chi scrive è sicuramente valido.
Ci sono note di modernità in questa serie tv. Scenografie di alto livello, sia negli interni, ben confezionati, ariosi, solari, che negli esterni, con quei bellissimi scorci di Milano e le inquadrature dall’alto che da sole valgono almeno un’occhiata alla fiction. E le storie, con donne mature - psicologicamente parlando - che non cercano il principe azzurro, ma la realizzazione di se stesse dopo una vita passata al servizio degli altri, o accanto a uomini che non le hanno apprezzate. Forse in alcuni punti si poteva osare con un pizzico di originalità in più, non ricorrendo così spesso al tradimento come causa di separazione, ma si apprezza comunque lo sforzo di unire temi importanti a parentesi divertenti. E come non citare positivamente la recitazione.
Uno dei problemi principali delle fiction di casa nostra è proprio la recitazione, che è forse l’elemento che differenzia nell’immediato Amiche mie dalla maggior parte delle altre italiche produzioni: un cast di qualità, che anche nelle parti minori offre esempi di buona interpretazione - simpatici e azzeccati sia Lillo che Franco Neri, sui quali si potevano avere le maggiori perplessità iniziali - e che come protagoniste ha attrici di alto livello, che non peccano di “caricaturizzazione”, ma piuttosto cercano di apparire più naturali possibile, riuscendoci per buona parte del tempo.
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Questa sera alle 21:10 su Canale 5 prenderà il via Amiche Mie, serie trasmessa in 6 serate prodotta da Mediavivere. Come vi abbiamo già accennato, è la storia di 4 donne che per motivi diversi si ritrovano single alla soglia dei 40 anni. Abbiamo intervistato il produttore della fiction, Francesco Pincelli, che ci ha anche parlato delle novità in arrivo.
Nei giornali si parla di Amiche Mie come la versione nostrana di Desperate Housewives e Sex & the City. Anche Cristiana Farina, produttore creativo della fiction, su Tv Sorrisi e Canzoni ha parlato di ideale proseguimento della serie ambientata a Manhattan. Vi siete realmente ispirati a queste serie?
“Secondo me Amiche Mie non c’entra niente con Sex and the City. E’ una serie molto italiana con delle storie sentimentali e un’ambientazione e dei personaggi che sono tipicamente italiani. Credo che gli unici punti di contatto siano quelli di raccontare 4 amiche che parlano di sentimenti e di sesso. Tra l’altro Sex and the City parla di donne single slegate da qualsiasi tipo di relazione, mentre qui invece sono tutte storie che partono da una relazione molto stretta che evidemente viene rotta per creare un incidente iniziale. Amiche mie è caratterizzata da personaggi più coraggiosi per come sono scritti, i quali sono messi un po’ a nudo; parlano, pensano, esprimono le loro emozioni in maniera diretta senza filtri, dando profondità alla storia senza tralasciare la commedia con un ritmo serrato di dialoghi brillanti e una recitazione che non da’ la possibilità di commettere sbagli. In questa serie abbiamo dovuto prendere un cast che non doveva sbagliare un colpo e infatti sono stati tutti eccezionali.”
A proposito di cast, quello di Amiche Mie si presenta molto forte con grandi attrici di cinema, televisione e teatro. Come è stato il clima sul set? Le varie personalità delle attrici si sono amalgamate?
“Innanzitutto diciamo che è forte anche il cast maschile in Amiche Mie. Sono molto soddisfatto di loro, è stato un miracolo perchè non era prevedibile, ma evidentemente nel dna della serie c’era uno stimolo generato dall’originalità del progetto che ha tirato dentro tutti che ha premesso di realizzare qualcosa di particolare. Inoltre, ho lavorato con le quattro protagoniste in modo molto libero, avendo delle idee iniziali che poi non sono state quelle finali. Mi spiego meglio: abbiamo fatto un lavoro di lettura dei copioni lungo e intenso con registi e attrici e ad un certo punto abbiamo fatto delle scelte diverse, cambiando i rispettivi ruoli delle donne e scegliendone di diversi rispetto a quelli a cui erano abituate. Per essere più precisi, il cast normale di questa serie sarebbe stato: Elena Sofia Ricci nel ruolo di Margherita Buy, la Buy in quello della Ranieri, la Ranieri nel ruolo di Cecilia Dazzi e così via. Mettendo però mano al prodotto ci siamo accorti che queste attrici avevano voglia di sperimentare e quindi la Ricci ha preso il ruolo più spregiudicato della mangiauomini, Luisa si è sentita di fare la donna nevrotica e infelice, Cecilia che è una ribelle di suo, ha fatto la madre di famiglia tradita e Margherita ha fatto la rozza che viene dal di fuori ed entra in un ambiente sofisticato. Abbiamo lavorato sui copioni, rovesciando completamente le carte con un risultato che è stato decisamente ottimo.”
Di Amiche mie (gallery), nuovo telefilm di Canale5 sul mondo femminile, si parla addirittura da qualche anno. Facile il paragone con Sex and the City (o in parte con Desperate Housewives) quando è stato presentato per la prima volta, ma finalmente avremo modo di non ragionare più solo per ipotesi, dato che il prossimo 5 novembre l’ammiraglia Mediaset ne manderà in onda i primi episodi. Ad onor del vero, il nostro Malaparte ha già avuto modo di darne un giudizio sommario lo scorso luglio, grazie ad un lungo trailer andato in onda durante il RomaFictionFest. Per lui un voto non proprio positivo proprio per quella sensazione di “già visto” che la serie tenderebbe a dare, ma non mancheremo di vedere la versione “completa” e di criticare o elogiare il prodotto.
Non un traguardo, ma un punto di partenza. Sono questo i 40 anni per Anna (Margherita Buy), Francesca (Elena Sofia Ricci), Marta (Luisa Ranieri) e Grazia (Cecilia Dazzi), le 4 protagoniste dei 12 episodi da 50 minuti (6 prime serate) di Amiche Mie. La fiction, prodotta da Francesco Pincelli per Mediavivere, è diretta da Paolo Genovese e Luca Miniero ed è scritta da Cristiana Farina - che ne è anche produttrice creativa - e da Paola Fossataro. Ambientata a Milano, racconta la storia di 4 amiche tra i 35 e i 40 anni che, come oggi capita a tante, per motivi diversi si ritrovano single e fanno dell’amicizia il loro punto di forza.
Le protagoniste scoprono che i 40 anni per una donna possono essere una conquista di libertà vissuta con più forza e consapevolezza. Infatti, l’obiettivo di Francesca, Anna, Grazia e Marta è quello di mettersi in gioco, costi quel che costi, affrontando la paura, i pregiudizi, le difficoltà, ma anche vivendo appieno l’eccitazione e la gioia di una vita che somiglia ogni giorno di più a quella che hanno sempre sognato e con la certezza di poter contare una sull’altra.
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Sbarcano al Roma Fiction Fest I Cesaroni con il loro Volume 3, accolti da un pubblico festante e plaudente, al punto che si rende necessario un cambio sala al Cinema Adriano: è la 4, la più grande, a ospitare la presentazione del maggior successo italiano nel campo fiction, oggetto di fandom ai limiti del fanatismo. E si merita persino la presenza di Steve Della Casa a introdurre il tutto.
Delle novità della serie non arriva molto rispetto a quanto abbiamo già detto. Il trailer, montato con pezzi di backstage, ci aiuta a capire che in questa stagione si citerà a piene mani da tutto e tutti: Il grande Lebowsky, The Full Monty, La tigre e il dragone, Karate Kid, Thelma e Louise, Vacanze Romane. Abbiamo visto Matteo Branciamore in versione Cugini di campagna, un Max Tortora (forse) traditore, un’apparizione di Francesco Pannofino (direttamente da Boris) e la battuta da una famiglia allargata è facile passare a una famiglia fracica
Dopo le parole entusiastiche che ho speso nei confronti di Romanzo Criminale, è giunto il momento di tornare con i piedi per terra. E lo dico, credetemi, senza entusiasmo. Perché - anche in questo caso la premessa è necessaria - vorrei parlar bene della fiction italiana. Vorrei, ma certe volte è davvero complicato.
Intendiamoci, di Amiche Mie si è visto solo un trailer (8 minuti. Personalmente ritengo siano sufficienti per farsi un’idea di quel che ci si può aspettare da una serie). Non è un brutto prodotto, ci mancherebbe altro. Probabilmente potrebbe anche andare bene in termini di ascolti. Il cast è interessante: Margherita Buy, Cecilia Dazzi, Luisa Ranieri, Elena Sofia Ricci. I registi, Paolo Genovese & Luca Miniero, sono bravi. Cristiana Farina, produttrice creativa è in gamba - e meriterà un discorso a parte la sua richiesta ai produttori: date credito agli autori italiani -.
Però. Però c’è almeno un però. E’ nel concept, nell’idea stessa di questa serie: quattro splendide quarantenni che si ritrovano single e si rimettono in gioco. E possiamo sbandierare finché si vuole il fatto che è un’idea originale e non un format. Benissimo Ma è anche un balzo nel passato, un viaggio a ritroso di 10 anni, un dejavù, un già visto, rivisto, stravisto, almeno per chi ama e studia la lunga serialità estera. Poi, ci sono altri però, ci sono i miei dubbi sul mood un po’ troppo sopra le righe - come sempre, ormai, nella comedy all’italiana -, supportato da questa fotografia bella ma immotivatamente pop. Insomma, no, per quel che mi riguarda non ci siamo. Eppure, le carte in regola per fare bene c’erano tutte, almeno la sufficienza era a portata di mano. Laddove, la sufficienza è il livello minimo che ci proviene dagli States.

E - la cattiveria avanza - mi vedo costretto a bocciare anche Anna e i cinque. Che probabilmente andrà bene, che probabilmente è per famiglie e bla bla. Ma la sufficienza è ben lontana. Tanto per cominciare, siamo di fronte a un format spagnolo, un riadattamento, com’è prassi, come se non si potesse creare, in Italia. Come se non ci fossero idee.
Poi, la splendida Sabrina Ferilli spogliarellista in un night dove non mostra neanche il seno - un night, quindi, concepibile nelle fantasie degli anni ‘50 forse. O forse nemmeno - è ai limiti dell’incredibile.
Continua a leggere: Roma Fiction Fest - Visti per voi - Amiche mie - Anna e i cinque
Un Roma FictionFest più popolare? E’ questa l’ambizione del nuovo direttore artistico Steve Della Casa, coadiuvato da Raimondo Astarita in qualità di direttore generale. Sono state appena annunciate le novità della seconda edizione del festival, che si terrà dal 7 al 12 luglio a Roma:
“Puntiamo alla fiction popolare, ma fatta bene. Abbiamo l’ambizione di rivolgerci non solo agli addetti ai lavori ma anche alla signora Cecioni”.
Quest’anno la manifestazione potrà contare su un budget di 7,5 milioni di euro, visti gli sponsor istituzionali coinvolti dalla Regione. La madrina sarà Elena Sofia Ricci, regina dei Cesaroni. Le proiezioni, tra Auditorium della Conciliazione e multisala Adriano, saranno più di 200. Tra le più attese, Einstein di Liliana Cavani, targata RaiFiction, con Vincenzo Amato e Maya Sanza (sulla vita del fisico premio Nobel) e Anna e i Cinque di Monica Vullo (Mediaset) con Sabrina Ferilli, Pierre Cosso e Riccardo Garrone, incentrata sulla storia di una tata-spogliarellista.
Continua a leggere: Roma FictionFest, le anteprime dell'edizione 2008

Pubblichiamo oggi l’intervista realizzata ad Elda Alvigini, che interpreta il ruolo di Stefania nella serie italiana I Cesaroni. Le domande sono le migliori scelte tra quelle che voi lettori ci avete inviato attraverso questo post e di cui abbiamo già pubblicato l’intervista a Ludovico Fremont.
1. Con I Cesaroni sei chiaramente arrivata al grande pubblico, ma qual è il percorso artistico di Elda? (di gnappetto)
“Premesso che è tutto scritto nel mio sito, sono cresciuta volendo fare l’attrice, ho avuto la fortuna di aver avuto una maestra delle elementari che mi faceva fare le recite, il mio gioco preferito da piccola. Un giorno uno mi disse che per questo gioco si sarebbe stati pagati così decisi che da grande avrei fatto questo lavoro. Da allora tutte le scelte fatte sono state in funzione di arrivare a realizzare questo sogno: ho frequentato il Liceo Classico, poi all’Università mi sono laureata in Storia Critica del Cinema, ho frequentato il Centro Sperimentale e così via. Ho cercato di fare il più possibile per prepararmi a questo.”
2. Ma prima de I Cesaroni che esperienze hai avuto? Si è detto del Medico in Famiglia…
“A dir la verità ho fatto solo una posa nel Medico in Famiglia, ho recitato in due film al cinema molto carini: uno diretto da Francesco Apolloni, La verità ti prego sull’amore e l’altro di Falaschi, Emma sono io, che hanno vinto il Nine Festival di New York, il Festival del cinema italiano in America. Mi piace ricordare che in entrambi i film sono stata in coppia con Pier Francesco Favino, uno degli attori emergenti italiani. Tornando quindi alla domanda di prima, mi sono diplomata al Centro Sperimentale, poi ho fatto Teatro off a Roma, ho recitato al cinema in opere prime che non hanno avuto la distribuzione dei blockbuster italiani. Certamente sono stati film che sono stati apprezzati dagli addetti ai lavori, ma non mi hanno regalato la notorietà al grande pubblico come invece avvenuto con I Cesaroni. In televisione ho lavorato poco: ho recitato in Tequila & Bonetti accanto ad Alessia Marcuzzi, poi ho fatto un film con Sabrina Ferilli dal titolo Cuore di Donna. Ho dovuto dire di no alla partecipazione nelle più famose soap opera italiane, un po’ vittima di quel clichè che diceva che se fai un certo tipo di televisione ti veniva preclusa la via al cinema. “.
Continua a leggere: Elda Alvigini: "Mi sono ispirata ai miei professori per interpretare Stefania"
Abbiamo già parlato di Amiche Mie, la nuova serie che si sta girando in questi giorni prodotta da MediaVivere che andrà in onda su Canale 5 a partire dal prossimo autunno. Debora ci aveva anticipato le quattro donne protagoniste, oggi sveliamo il cast maschile.
Innanzitutto il ruolo più atteso: ad interpretare il Dottor G. sarà un volto non notissimo al grande pubblico ma con un nutrito curriculum televisivo e cinematografico alle spalle, Guido Caprino. Inoltre faranno parte della serie in 12 episodi divisi in 6 serate altri volti celebri per partecipazioni in fiction di successo o pellicole cinematografiche di richiamo. E’ il caso per esempio di Stefano Pesce, rimpianto protagonista delle prime stagioni di R.I.S. o Franco Castellano che molti ricorderanno nella fiction Commesse e successivamente in Orgoglio.
Oltre a loro, saranno della partita anche il comico di Zelig e di Striscia La Notizia Franco Neri, l’attore Massimo Poggio (visto di recente in Zodiaco e Questa è la mia terra vent’anni dopo), Lillo (al secolo Pasquale Petrolo), Michele La Ginestra, Pino Quartullo e Daniele Formica. Il cast maschile si aggiungerà alle quattro donne protagoniste: Luisa Ranieri, Elena Sofia Ricci, Cecilia Dazzi e Margherita Buy.

Di Caravaggio si è molto parlato a causa del suo continuo spostamento nel palinsesto di RaiUno. La lavorazione del film tv è infatti terminata già quasi un anno e mezzo fa e la messa in onda, prevista inizialmente per il 2007, è stata rimandata fino ad oggi. Tutto è bene quel che finisce bene comunque, e anche noi stasera e domani sera potremo ammirare su RaiUno la vita di uno dei maggiori esponenti della pittura italiana di tutti i tempi, Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio, interpretato dal bravo Alessio Boni.
A realizzare il progetto, la Titania di Ida Di Benedetto insieme a Rai Fiction e in coproduzione con Francia, Spagna e Germania. Oltre al citato Alessio Boni nei panni di Merisi, il film tv vede la partecipazione dell’onnipresente Elena Sofia Ricci nel ruolo della Marchesa Costanza Colonna e di Jordi Mollà (già visto ne “La Mala Educación”), nei panni del Cardinal del Monte. Sono presenti inoltre Sarah Felberbaum (Lena) e Maria Elena Vandone (Beatrice).
Michelangelo Merisi nasce a Caravaggio, in una famiglia che lavora per i Colonna, potentissima famiglia milanese. Già a sei anni Michele promette eterno amore e fedeltà a Costanza Colonna, di poco più grande di lui, che a sua volta non mancherà di proteggerlo e favorirlo per il resto dei suoi giorni. A dodici anni Michele viene mandato a studiare nella bottega di Peterzano, a Milano, dove impara la tecnica del colore e l’amore per le sacre scritture in un regime di disciplina ferrea e punitiva.
Continua a leggere: Caravaggio, stasera e domani sera su RaiUno