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Rai 4 vs. La5: nasce la controprogrammazione anche sul digitale terrestre free

pubblicato da Michele Biondi


Può una ‘vecchia volpe’ della tv come Carlo Freccero, direttore di Rai 4, temere la concorrenza della neonata La5, diretta dal suo ‘dirimpettaio’ e capo di Canale 5 sulla generalista, Massimo Donelli? Sembrerebbe quantomeno prematuro anche solo pensarlo, anche perchè stiamo parlando di una rete, Rai 4, molto amata dai giovani, che ha già un proprio pubblico affezionato e che si sta affermando nel panorama del digitale terrestre da quasi 2 anni come una delle più viste in prima serata insieme alla sorpresa Boing. Al contrario La5 è nata solo il 12 maggio e, anche se sta scalando velocemente le vette degli ascolti più visti (come detto da Aldo Grasso sul Corriere) di strada ne deve giustamente ancora fare per catturare un pubblico stabile e duraturo.

Su segnalazione di un lettore molto attento, dopo una serie di riflessioni che anche noi abbiamo fatto, abbiamo seguito nelle scorse settimane fino a ieri ciò che veniva trasmesso dalla rete del digitale terrestre Rai e da quella del gruppo Mediaset per capire se fosse in atto la nascita di una controprogrammazione come ci era stato scritto. Non abbiamo la prova certa di quanto affermiamo logicamente, però da alcuni fattori sembrerebbe che l’ex direttore di Italia 1 e poi di Rai 2, dall’alto della sua esperienza pluriennale e della sua storia televisiva anche internazionale (ha diretto anche La Cinq, la tv francese di Fininvest), stia temendo l’ingresso nel panorama del digitale terrestre di una tv tematica come La5 e la stia controprogrammando anche in maniera ‘chirurgica’.

Nulla di male s’intende, anzi questa è la dimostrazione che certi soloni (soprattutto giornalisti politicizzati e sia detto senza che nessuno si debba ritenere offeso) che affermano che Rai e Mediaset non si controprogrammano, che esiste solo RaiSet e che sono tutti dello stesso padrone, come al solito vengono smentiti dai fatti, ma la cosa assai divertente della faccenda è proprio come Freccero controprogrammi Donelli, con prodotti sullo stesso genere e talvolta simili. Andiamo a vedere in dettaglio alcune sere che abbiamo analizzato.

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Dal 12 maggio arriva La5 sul Digitale Terrestre: tra soap opera, film e telefilm anche le Veline di Striscia?

pubblicato da Redazione TvBlog

La5
A partire da mercoledì 12 maggio sulla piattaforma del Digitale Terrestre di Mediaset, prenderanno il via le trasmissioni de La5, il nuovo canale dedicato alle donne (dai 15 ai 40 anni) ma non solo. A dirigere l’emittente, che si può definire la sorella minore di Canale 5 è Massimo Donelli, responsabile anche dell’ammiraglia Mediaset.

Come rivela oggi “Tv Sorrisi e Canzoni”, La5 sarà dedicata principalmente all’universo femminile con un palinsesto incentrato su film, telefilm, soap opera e serie tv. Inoltre sarà una sorta di ‘seconda opportunità‘ poichè riproporrà a poche ore dalla messa in onda i programmi ‘femminili’ trasmessi dall’ammiraglia. Del palinsesto vero e proprio si sa ancora poco, in attesa di una conferenza stampa che si terrà nei prossimi giorni dove verrà svelato tutto; su La5 non mancheranno spin-off del “Grande Fratello“, probabilmente di “Amici” e di tutti i reality show realizzati da Mediaset. Oltre a riproposizioni di marchi e programmi storici (si parla anche della prima ’storica’ edizione di “Grande Fratello”), film graditi alle donne e telefilm a tema.

Testimonial della rete che rappresentano di fatto le varie facce del canale, sono Silvia Toffanin (giovane padrona di casa felicissima perchè tra pochi giorni diventerà mamma), Geppi Cucciari che porterà la sua ironia e autoironia che sta mettendo in mostra anche ad Italia’s Got Talent, Alessia Marcuzzi ossia la spontaneità e Marco Carta che all’apparenza può apparire fuori posto ma invece è molto amato dalle ragazzine e rappresenta il talento e i talent show.

Ma è la presenza delle Veline, al secolo Federica Nargi e Costanza Caracciolo, nell’articolo di “Sorrisi” e anche un pezzo di Laura Rio sul “Il Giornale” che parla di Antonio Ricci che ci fa pensare che queste due figure ormai indissolubili possano far parte del palinsesto di La5, e forse anche con un programma inedito. Perchè se diciamo che “Tv Sorrisi e Canzoni”, l’house-organ del Gruppo, pubblica le foto delle Veline e il ‘Giornale’ di famiglia parla di un progetto ideato da Antonio Ricci, è facile fare 1+1 e pensare a qualche programma che il genio autoriale del papà di “Striscia la Notizia” si sia inventato.

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Digitale terrestre: arriva il sì a Sky

pubblicato da Stefano Sgambati

Digitale terrestre: arriva il sì a SkyRupert Murdoch potrà trasmettere in Italia sul digitale terrestre. E’ quanto sostiene una fonte Reuters in merito alla querelle legata al gruppo Sky e alla possibilità affiancarsi a Mediaset in un mercato di cui non disponeva minimamente fino ad ora. La Commissione Europa starebbe dunque per concedere il via libera all’acquisto di frequenze. Si chiude così un caso che aveva appassionato i fruitori italiani del mezzo televisivo in questi ultimi mesi. Questo il testo del comunicato Reuters:

“La Commissione consentirà a News Corp di presentare offerte per una frequenza in digitale e utilizzarla per trasmissioni in chiaro”.

Secondo le precedenti regole, il gruppo News Corp di Murdoch non avrebbe potuto operare al di fuori del mercato satellitare per questioni legate all’antitrust fino alla fine del 2011. Il magnate australiano ha richiesto una modifica sostanziale di tale regolamento alla luce degli sviluppi di mercato e al criterio di concorrenza.

Dal 22 marzo parte La7D (come "Donna") su Dtt: l'ennesimo aggregatore di soap operas?

pubblicato da Stefano Sgambati

Un nuovo canale digitale di Telecom Italia Media prenderà il via il prossimo 22 marzo su digitale terrestre: si tratta di La7D(onna) e sarà interamente dedicato a un pubblico femminile. Prenderà il posto di QOOB (uno strano e poco fortunato connubio-community che unisce televisione e Web): il varo era già stato annunciato qualche settimana fa dalla stessa Telecom Italia Media e da qualche giorno sulle frequenze del canale sta “transitando” (è il caso di dirlo) un video loop ambientato a bordo di un treno in cui si intravede la data del 22 marzo e la scritta “Un viaggio di ricerca non consiste nel cercare nuove terre ma nell’avere nuovi occhi”, un aforisma di Marcel Proust attribuito dalla rete erroneamente ad Andrea Pazienza (ma la frase è stata per molto tempo attribuita anche a Voltaire, nel consueto balletto della primogenitura letteraria). Il rischio che si tratti di un doppione di Lei - quindi una sorta di catalizzatore maschilista di soap operas e di programmi per ricette, quasi che le donne fossero dei subumani interessati solamente a rimbambirsi - effettivamente c’è. Non ci resta che attendere il 22 marzo per una prima analisi.

Tivù Sat, un primo bilancio: già vendute più di mezzo milione di card

pubblicato da Stefano Sgambati

TivÃ�¹ Sat, un primo bilancioUn primo bilancio per Tivù Sat, la piattaforma satellitare gratuita italiana compartecipata da Rai, Mediaset e Telecom Italia Media: sul mercato dallo scorso agosto, ha già doppiato i propri obiettivi di crescita. In una nota ufficiale emessa dal gruppo, infatti, si legge che ad oggi sono state vendute ai produttori di decoder e televisori ben carte, quindi il doppio del numero prefissato nei mesi passati che si era fermato a 300mila.

Traducendo, ciò significa che tanti sono i decoder immessi sul mercato italiano e destinati alle case dei telespettatori laddove il segnale del digitale terrestre “canonico” non riesce ad arrivare per motivi tecnici, orografici, strutturali, ambientali, tecnologici. Numero importante anche per le attivazioni che sono salite a circa 1500 al giorno. Il primo dato importante, in merito, era arrivato circa un mese fa, quando il primo bilancio parlò di “crescita costante”: allora il numero di smart card attivate era assestato a 1000 al giorno.

Ricordiamo che i produttori di decoder hanno già da alcune settimane ampliato la gamma con nuovi modelli compatibili con Tivù Sat: dopo HUMAX Combo DTS9000 e ADB iCan 1110SH, è disponibile il Telesystem TS9000 Tivù e per questo mese di dicembre sono previsti tre ulteriori modelli (Fuba, Zodiac ed Irradio).

Switch-off nel Lazio: i dati medi Auditel della prima settimana dopo il passaggio al Digitale Terrestre

pubblicato da Michele Biondi

Switch-Off Lazio
L’Italia sta progressivamente passando al Digitale Terrestre che dal 2012 sarà la piattaforma attraverso cui si potranno seguire i canali generalisti come Canale 5 o RaiUno, RaiDue o Italia 1, trasmessi oggi in analogico. Per effettuare questo passaggio, nel corso del 2009 molte regioni passeranno o sono già passate alla nuova tecnologia attraverso il cosiddetto switch-off, ossia lo spegnimento totale dell’analogico e l’accensione del digitale. Questo è avvenuto in Sardegna, usata come regione test, poi più recente in Piemonte (dove il Biscione ha organizzato per sensibilizzare la popolazione del luogo i Mediaset Days con il concerto di Amici e il Talk sul GF9), dal 16 novembre il Lazio, esclusa la provincia di Viterbo, è migrata al Dtt e tra breve anche la Campania.

Come sempre accade in questi casi, la migrazione non avviene in un giorno ma richiede un periodo di assestamento affinchè le famiglie, che non sono ancora dotate di decoder o di televisore abilitato alla ricezione, abbiano a disposizione le strutture necessarie per poter tornare a seguire la tv tradizionale. Nei giorni scorsi a questo proposito, alcuni organi di stampa web hanno diramato dei dati allarmistici per quanto riguarda la cosiddetta tv generalista che facevano supporre che il Lazio, a differenza poi di quanto avvenuto in Piemonte e nella stessa Sardegna dove la situazione si è normalizzata, avesse abbandonato completamente la tv tradizionale per passare totalmente a quella satellitare.

La realtà dei fatti è diversa. Si è trattato di un errore di valutazione in quanto, per certificare i numeri non si sono andati a prendere i valori medi (che per intenderci sono quelli che vediamo tutti i giorni nel post Auditel) bensì i contatti. Facciamo un esempio pratico: sarebbe come se per citare gli ascolti di Chi ha incastrato Peter Pan? anzichè i 7 milioni e 400mila realizzati nell’ultima puntata, andassimo a prendere lo share degli oltre 19 milioni di contatti o se per Annozero, anzichè i 4.600.000, dicessimo che è stato visto da uno share di x pari a 14 milioni). E’ evidente quindi l’errore. Ci siamo pertanto andati a informare quali fossero i dati REALI della prima settimana (dal 16 al 22 novembre) nel Lazio e abbiamo scoperto quello che vedrete dopo il salto.

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C'è da diventare ciechi: boom di Nitegate, la prima tv digitale a pagamento solo per adulti. Già 100mila smart card prevendute

pubblicato da Stefano Sgambati

NitegatePoi uno dice la crisi. Per carità: la recessione c’è ed è seria. Una tragedia economica che ha nomi e cognomi alla voce “colpevoli”. Fa solo specie constatare come le teorie e le tecniche di risparmio dei cittadini vadano a farsi benedire di fronte alla chimera del sesso.

I numeri di Nitegate, la prima tv digitale terrestre a pagamento con contenuti solo per adulti, lanciata dal gruppo Profit di Raimondo Lagostena, parlano chiaro: 100mila smart card già prevendute e un obiettivo di 500mila card da raggiungere entro il primo anno di attività. Un boom che riempie di fiducia gli investitori e, tutto sommato, anche i nostri animi. Parafrasando il principe Fabrizio, de Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, il quale faceva riferimento alla Morte, potremmo dire, nel caso nostro, che finché c’è sesso c’è speranza.

Il costo? Contenuto: sostanzialmente un euro a notte per vedersi garantito l’accesso a sei ore di programmazione, dalle 24 alle 6, su quattro canali (Sexo Exclusive, Sexo Exotica, Sexo Amatorial e Sexo Trasgression). Quattro film per notte, 7 giorni su 7, per una library che prevede un totale di circa mille film. La smart card richiesta è del tutto anonima e ricaricabile. Insomma, signore e signori, c’è da perdere la vista.

Queste le offerte previste per il consumatore:

Bronze con 30 giorni consecutivi di visione per i quattro canali a 30 euro;
Silver con 90 giorni consecutivi di visione a 60 euro
Gold con 180 giorni consecutivi di visione a 110 euro.

Il segnale è ricevibile sulle frequenze dei multiplex del Gruppo Profit e affiliati: Odeon Tv, Telecampione, Telereporter, Canale 10, Telegenova, Telereporter Roma, Telereporter Sud, Arezzo Tv, Nova Tv, Odeon Sat, Telecolor, Canale 8, Telecentro, Canale 24.

Dal 3 aprile non sarà più consentita la vendita di televisori senza dtt integrato. Sta per cominciare la nuova era televisiva

pubblicato da Stefano Sgambati

Switch OffC’è poco da fare: questo momento mediatico-televisivo ce lo ricorderemo. Aver avuto la fortuna di viverlo oggi ci permetterà, in futuro, di poter raccontare a chi vorrà saperlo come e quando la tv cambiò alla fine della prima decade degli anni Duemila. Dei contenuti abbiamo già parlato diffusamente, in lungo e in largo; dei nuovi interpreti, di “SkRaiSet”, della diffusione tematica e capillare di Sky. S’è già detto tutto di tutto e quello che resta da fare, adesso, è aspettare e vedere come si assesterà la nuova sostanza.

L’ultima novità, non certo inattesa, ma comunque corposa, è che da venerdì 3 aprile, in Italia potranno essere venduti solo televisori con il decoder digitale terrestre integrato. Si tratta del terzo e ultimo atto previsto dal decreto legge approvato il 3 ottobre 2007 (n. 159), vale a dire quello in merito agli “Interventi urgenti in materia economico-finanziaria, per lo sviluppo e l’equità sociale”.

Ripercorriamoli velocemente questi “atti”, poi diremo qualche altra cosa in merito alla vendita esclusiva dgli apparecchi integrati: in primis fu l’etichettatura di tutti gli schermi e gli imballaggi delle tv analogiche con una dicitura del tipo: “questo televisore non è abilitato a ricevere autonomamente trasmissioni in tecnica digitale”. Quindi, circa un anno dopo, la richiesta rivolta ai produttori perché costruissero solo tv con con sintonizzatore digitale integrato. Adesso il terzo passaggio, fondamentale, sulla distrubuzione e vendita. Insomma ci siamo: lo switch off totale previsto nel 2012 sembra procedere secondo le scadenze.

Ma torniamo a bomba.

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L'Italia verso il DTT. Andrea Ambrogetti, presidente di Dgtv, assicura sui tempi: "Nessun rallentamento"

pubblicato da Stefano Sgambati

I tempi dello switchoff

Ormai lo sanno anche i cactus ma l’argomento - tanto per restare in tema vegetale - è spinoso e, siccome ripetita iuvant, vediamo di riassumere nella maniera più breve possibile quello che sta per accadere in Italia dal punto di vista della regolamentazione televisiva: in sostanza la transizione dalla TV analogica (ovvero il modello di televisione che ci ha accompagnati per gli ultimi 50 anni) a quella digitale coinvolgerà progressivamente gli oltre 20 milioni di abitazioni e 50 milioni di apparecchi televisivi del nostro Paese, e dovrà essere completata - come previsto da una legge del Parlamento italiano - entro il 2012, secondo l’immagine esemplificativa posta a capo di questo articolo.

Andrea Ambrogetti, presi­dente di Dgtv, associazione che riunisce quasi tutte le reti televisive sul territorio, conferma, in un’intervista a L’Avvenire, ripresa dal Magazine DigitalSat, tutte le date previste sulle scadenze di fine anno, smentendo i ventilati ritardi:

“A me sembra il contrario. Non vedo motivi per rallentare. Anzi, se devo dire, si sta facendo di tutto per accelerare ulteriormente. Certo il passaggio al digitale di Torino, Roma e Napoli è complesso dal punto di vista organizzativo ma stiamo affrontando tutte le difficoltà per risolverle in tempo utile. Le date verranno rispettate. Fra la fine di settembre e l’inizio di ottobre il Piemonte occidentale, fra la metà di novembre e la metà di dicembre il Lazio e la Campania”.

A proposito proprio di queste ultime due regioni, Ambrogetti garantisce una copertura di frequenze degne della nuova tecnologia:

“Stiamo lavorando per superare le difficoltà. Alla fine anche nel Lazio non ci saranno problemi. Per quel che riguarda la Campania sarà un po’ più difficile, invece, garantire l’erogazione dei contributi per le fasce più deboli, essendo la regione a più alto tasso di evasione del canone Rai, i finanziamenti sono legati al pagamento della tassa tv.

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Là sui monti con Annette torna su Boing

pubblicato da Francesca Camerino

Là sui monti con Annette Ricordate la bambina bionda di nome Annette nel cartone che riprende un po’ le atmosfere di Heidi (anche se non é come l’anime precedente in quanto a originalità e complessità dei personaggi)?

Là sui monti con Annette (Alps monogatari Watashi no Annette) torna in tv dal 17 settembre su Boing il lunedì, mercoledì, venerdì, domenica alle 23.30. Il cartone composto da 48 episodi del 1983 fa parte del ciclo di cartoni World Masterpiece Theater (su Cartonbaleno trovate la cronologia degli anime) tratti da romanzi classici per ragazzi, ed è basata sul libro per ragazzi ‘I tesori della neve’ di Patricia St. John.

E’ la storia di Annette che ha 12 anni e vive nel piccolo villaggio Rossinière sulle Alpi (anche lei in Svizzera) con la famiglia e il fratellino Dany. L’armonia familiare, il gioco sereno con i coetanei sulla neve e le corse sulla slitta, però, vengono meno quando sua madre Francine muore nel giorno del compleanno di Dany. Nella sofferenza Annette trova sostegno nel suo amico più caro Lucien. Ma non sarà sempre rosa e fiori tra i due bambini.

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Il libro della giungla: l'anime arriva su Boing

pubblicato da Francesca Camerino

The jungle book Devo essere sincera non sapevo esistesse anche una versione animata giapponese del romanzo di Kipling ‘Il libro della giungla’. Ma sentendo la sigla della D’Avena mi sono ricordata.

La serie che vi segnalo oggi del 1989, dal titolo Il libro della giungla (Janguru Bukku Shonen Moguri), é composta di 52 episodi ed é prodotta da Nippon Animation. Questo anime che ha per protagonista il cucciolo d’uomo é noto per il sorprendente livello di violenza, eccessivo per un prodotto indirizzato ai bambini (guardate questo video dove il protagonista e si suoi amici lupi combattono con estrema violenza contro i nemici).

Ma d’altra parte la tenera versione di Disney del 1967 non aveva niente a che fare con il romanzo. Si presero, infatti, molte libertà rispetto alla storia e alla caratterizzazione dei protagonisti.

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