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Carlo D'Amicis spiega Tv e famiglia con il libro "La Battuta perfetta". E su Aldo Busi dice che...

pubblicato da Marina

Carlo D'Amicis: la battuta perfetta Gli intellettuali sono irrimediabilmente attratti dalla televisione e dal suo potere di seduzione. Questa volta a parlare di tv è Carlo De Amicis in un nuovo libro “La battuta perfetta” (ed. Minimun fax) che mette a confronto due generazioni, attraverso le parole di un padre e di un figlio, che si confrontano sui programmi televisivi dagli esordi a oggi.

Infatti entrambi lavorano in tv ma hanno a che fare con materiali completamente diversi. L’esperienza del padre e del figlio raccontata da D’Amicis non è frutto di fantasia, ma affonda le radici nel lavoro dello scrittore che da 30 anni è collaboratore per la Rai a Radio3 con puntate su Radio2.

Lo spartiacque tra la televisione che fu e la televisione che è nasce con la tv commerciale e con il programma Drive In che ebbe un impatto decisamente innovativo quantomeno sdoganando l’idiozia della normalità in quella che era stata fino a quel momento la televisione per le famiglie italiane. Spiega Carlo D’Amicis:

Resta un dato di fatto: l’avvento nel 1983 di ‘Drive In’ è stato liberatorio per il nostro Paese. Ha avuto una portata rivoluzionaria. Il corpo seminudo delle ballerine e la stessa volgarità, andando in prima serata non facevano più pensare al peccato. Per la prima volta le persone si sono sentite legittimate a essere stupide. Da scrittore mi interessava risalire all’origine di questa degenerazione, che ha anche lati che da un certo punto di vista mi inteneriscono: dopo tutto per l’Italia si è trattato di un ritorno all’adolescenza….

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Da lunedì 21 settembre alle 20:35 su Canale 5 torna Striscia la Notizia. E da fine ottobre anche la domenica

pubblicato da Michele Biondi

Federica Nargi, Ezio Greggio, Enzo Iacchetti, Costanza Caracciolo
Antonio Ricci nella consueta conferenza stampa tenutasi presso la sede istituzionale di Mediaset a Milano ha annunciato ufficialmente il ritorno di Striscia la Notizia a partire dal 21 settembre alle 20:35 su Canale 5. Forse. La messa in onda prevista potrebbe saltare in omaggio alla giornata di Lutto Nazionale che sarebbe prevista proprio lunedì nella quale si terranno i Funerali di Stato dei soldati caduti nel tragico attentato a Kabul. Ricci, che ha parodiato il discorso recente di Berlusconi autodefinendosi ironicamente il miglior autore televisivo degli ultimi 150 anni, ha però sottolineato che il programma potrebbe anche andare in onda in versione ridotta, solo a livello giornalistico, come già avvenuto in caso di altri drammatici avvenimenti passati, quali ad esempio la morte del Papa.

Vediamo innanzitutto le novità di questa stagione. Tra i nuovi personaggi, arriverà anzi tornerà un certo Ugo Eco, nulla a che vedere con Umberto, che sarà interpretato da più di una persona e sarà la rappresentazione dell’intellettuale organico che incarna tutte le istanze del popolo e ci sarà una rubrica fatta dai cittadini che daranno risposte o soluzioni a grossi problemi dell’Italia. E da fine ottobre, Striscia probabilmente con un titolo diverso, andrà in onda anche la domenica in un’edizione particolare condotta dagli inviati a rotazione…

L’atmosfera nella quale ci muoviamo quest’anno è già particolarmente frizzante, tutta l’estate non ha fatto altro che portare frecce al nostro arco“, ha esordito Ricci in conferenza. “La nostra difficoltà sarà trovare la misura in una situazione in cui la misura non è ancora ben conosciuta“. La squadra dello scorso anno è stata tutta riconfermata, a cominciare dalle veline nonostante le continue voci di sostituzione che aleggiavano sin da maggio e a proposito di Veline, il papà di Striscia ha voluto rispondere in maniera anche polemica nei confronti di quanti hanno attribuito quanto accaduto negli ultimi mesi ai programmi di cui lui era autore, primo fra tutti il mitico “Drive In”.

“Abbiamo subito questo sconvolgente attacco tutta l’estate delle Veline - ha proseguito Ricci - nome che è andato in giro in tutto il mondo. […] Nessuna nostra velina è stata mai coinvolta in uno scandalo. Un inviato inglese è venuto a vedere Striscia alla fine di maggio, ha chiesto di vedere la trasmissione, ha filmato e alla fine mi ha chiesto: Ma le veline fanno veramente questo o lo fate proprio perchè ci siamo noi qui?. Chissà cosa si immaginavano… Ha guardato le puntate precedenti e, visto che non c’era niente, non hanno più realizzato il servizio”.

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Gianfranco D'Angelo ritorna in tv (dopo il flop di Comedy Club). Farà uno show tutto suo su RaiUno?

pubblicato da Lord Lucas

gianfranco d'angelo Gianfranco D’Angelo è uno di quei personaggi leggendari della televisione via via dimenticati dalle nuove generazioni. Storico cabarettista, nel senso più pregiato del termine, prima di debuttare in tv ha svolto i più svariati mestieri: venditore di giornali, rappresentante di commercio, scrutatore del Totocalcio, manovale, commesso di supermercati e impiegato dell’azienda telefonica. Il suo esordio televisivo avviene in Rai nel 1971 con il programma Foto di gruppo, nel quale affianca l’attore Raffaele Pisu.

Non si può negare, tuttavia, che la sua popolarità come comico sia esplosa con il passaggio a Fininvest, nello storico programma di Antonio Ricci Drive In: lì vestiva i panni di un imbonitore da circo, insieme al famoso cane Has Fidanken. Sempre da un’idea di Antonio Ricci nacque il varietà del sabato sera Odiens, di una sola stagione ma meritevole di aver generato da una sua costola la stessa Striscia. Lì D’Angelo rivestiva i panni di un riuscitissimo imitatore. Manco a dirlo, nell’1988-89, arriva la co-conduzione di Striscia la notizia al fianco di Ezio Greggio, sempre sotto l’egida di Ricci.

Tra le esperienze tv più note, si ricordano anche la sitcom di Canale 5 Casa dolce casa, il varietà di RaiUno Luna di miele al fianco di Gabriella Carlucci e, dunque, il ritorno in Rai in pianta stabile insieme a Raffaella Carrà, nella celebre trasmissione Carràmba che sorpresa. D’Angelo ne fu il mattatore dal 1995 al 1997, cavalcando una delle sue più riuscite imitazioni, ovvero quella della stessa showgirl (l’intesa tra i due era sbocciata a Fantastico 12). Nel maggio del ‘99 è stato anche accanto a Michele Cucuzza e Katia Ricciarelli nel varietà di RaiUno Segreti e… bugie.

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Francesco Salvi contro Un Medico in Famiglia. E la venalità di Banfi

pubblicato da Lord Lucas

francesco salvi e lunetta savinoFrancesco Salvi è un personaggio davvero bizzarro, ma al contempo da non sottovalutare. Nella sua carriera televisiva si è cimentato nei ruoli più diversi, da comico del Drive In nei panni dello storico camionista (al primo anno prendeva 600 mila lire a puntata, ma per le serate 10-20 milioni per quindici minuti di apparizione) a nuova recluta di Un Medico in Famiglia (nelle ultime serie ha interpretato un surreale impresario funebre ammogliato con Cettina). Ma come dimenticarlo nelle vesti di inviato de La Fattoria 3, con una delle performances più nevrasteniche della categoria (e una Barbara D’Urso più esasperata che mai)?

In attesa di tornare sul piccolo schermo con Bakhita - nei panni di Don Antonio - conferma di aver pagato anche lui l‘allarme cachet del gran finale di Un Medico in Famiglia. Del suo personaggio, infatti, non dovrebbe esserci più traccia, come rivelato da lui stesso a Vanity Fair:

“Io non sono mai stato spinto da qualcuno… Anzi…. Adesso devono girare la nuova serie del Medico in famiglia e il mio Torello probabilmente non ci sarà. Hanno deciso che torneranno sia Giulio Scarpati che Pietro Sermonti. Puntano sul serio e tendono a ridurre il lato comico della serie. Quando ci hanno provato l’anno scorso, con Kabir Bedi e la sua famiglia, gli ascolti sono precipitati. Anche Lino Banfi non è soddisfatto, ma per lui contano molto i soldi”.

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Mediaset a tutta amarcord con Super Show

pubblicato da Michele Biondi

Super ShowDa stasera ogni domenica alle ore 20:40 circa su Canale 5 andrà in onda Super Show, ovvero la riproposizione dei momenti di intrattenimento e non solo che hanno caratterizzato quasi 30 anni di storia televisiva sulle reti Mediaset.

Update: la puntata di oggi avrà tra gli altri i seguenti protagonisti: Ale & Franz, Claudio Bisio e Fabio De Luigi.

Chi non si ricorda del mitico Drive In? E chi rammenta di Emilio? E che dire di Risatissima con un irresistibile Lino Banfi e una bravissima Milly Carlucci? E perchè non ricordarsi del primo Mai Dire Gol che ha lanciato personaggi del calibro di Luciana Littizzetto e Antonio Albanese? Finalmente, dopo vari annunci che risalgono addirittura ad un anno fa, Canale 5 ha realizzato il programma amarcord che farà conoscere ai più giovani e rivedere a quelli più attempati sketch, gags, eventi che hanno fatto parte delle reti del Biscione.

Super Show si prefigge di raccontare con un ritmo incalzante i vari momenti della televisione Mediaset. Nelle prime cinque puntate il filo-conduttore sarà la comicità: sarà l’occasione per rivedere i divertenti sketch tra Teo Teocoli, Luciana Littizzetto, Antonio Albanese, Maurizio Crozza, Corrado Guzzanti e tanti altri comici che hanno iniziato la propria grande carriera proprio su Canale 5, Italia 1 e Rete 4.

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Corsi e ricorsi del vallettume e un'eccezione: la Ciuffini

pubblicato da Lord Lucas

La storia del vallettume televisivo è contrassegnata da stagioni evolutive come da segni di involuzione. A studiare la fenomenologia del termine valletta è stato persino un illustre linguista come Bruno Migliorini, che non poteva non sottolinearne la stretta derivazione dal sostantivo maschile ‘valletto’, usato per indicare un paggio, garzone o staffiere adibito a una mansione servile:

“Felicemente originale è il metodo a cui si è ricorsi nel coniare il nuovo termine di valletta per indicare in alcune trasmissioni televisive la giovane assistente di scena: originale in quanto il termine valletto è ormai quasi arcaico… l’uso del femminile contribuisce a cancellare nella parola quel vago ricordo di servilità che ancora poteva serbare”.

L’immagine della valletta si è andata negli anni modificando, passando dal prototipo Edy Campagnoli, semplice assistente di Mike Bongiorno a Lascia o raddoppia? perfettamente a suo agio nel ruolo di presenza muta, a Sabina Ciuffini, che rivendica tutt’ora sulle pagine di ‘A’ la sua dignità di bellezza pensante. E’ considerata da molti la madre del femminismo catodico, visto che ai tempi del Rischiatutto ha segnato l’emancipazione della donna in tv. Ma, come ci tiene a sottolineare, usando la testa:

“Io andavo alle manifestazioni. Io ero una. Le veline di oggi sono tante. E non a caso. Nel ‘72 in Rai arrivò una circolare che chiedeva ai presentatori di non avere più una sola valletta. Non volevano che le ragazze diventassero personaggi: se no acquisti potere. Solo Mike poté continuare a fare di testa sua. E oggi è così che funziona: meglio tante, allo sbaraglio, intercambiabili”.

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Lorella Cuccarini e Odiens

pubblicato da Malaparte

Evidentemente non aveva bisogno della par condicio, Lorella Cuccarini che stravince - malgrado le dichiarazioni del sottoscritto - la sua sfida impossibile con Heater Parisi e che, grande esclusa delle ultime stagioni televisive senza una vera motivazione, reclama Miss Italia.

Ebbene, a tutti i suoi fan farà piacere che si siano recuperati questi “documenti storici” tratti da Odiens - un programma, guardate un po’, di Antonio Ricci. Odiens fu in un certo senso l’anello di congiunzione nella scala evolutiva della televisione fra Drive In e Striscia la Notizia. Ezio Greggio (nell’immagine con Diego Armando Maradona che fu ospite del programma) conduceva con Gianfranco D’Angelo e Lorella, che fra le altre cose cantava e ballava la sigla di testa -.
Ecco a voi dunque il video de La notte vola, coreografie di Iaia De Capitani, che vi avevamo proposto qualche tempo fa. Ma non finisce qui. A seguire, infatti, vi proponiamo la nostra Lorella che imita Kim Basinger in un celeberrimo spogliarello, sempre a Odiens.


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Gino e Michele in video per Smemoranda

pubblicato da Debora Marighetti

Gino e MicheleLa Smemoranda, l’agenda più conosciuta ed acquistata, compie quest’anno 30 anni (o meglio, 30 “edizioni”). Per l’occasione, Gino Vignali e Michele Mozzati (in arte Gino & Michele), creatori dell’agenda nonché famosi scrittori e autori televisivi (tra gli altri, di Zelig e Drive In), hanno deciso di “mettere la loro faccia”: da qualche settimana, infatti, li vediamo nella veste di professori in tre diversi spot che pubblicizzano l’agenda. L’ambientazione è quella tipica degli esami di maturità e il maturando col quale i due sfortunati prof hanno a che fare, è un indisciplinato Checco Zalone.

Per Gino & Michele si tratta della prima apparizione in un progetto di questo tipo e, abituati a stare “dietro le quinte” e restii alle telecamere come sono, non dev’essere stato affatto facile.
Gli spot, molto carini, anche se un po’ troppo ripetitivi, sono stati creati da AngelVideo con la regia di Marco Salom e la direzione artistica di Nico Colonna, il terzo fondatore di Smemoranda. Vediamoli insieme.


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Drive In

pubblicato da Debora Marighetti

Drive InL’Amarcord suscita sempre un certo fascino, o almeno questo è ciò che è emerso dai commenti al post dedicato ad Odiens.
Per continuare con la carrellata dei programmi diretti dal grande Beppe Recchia, ho scelto di mostrarvi oggi la sigla di Drive In.

Anche chi non era ancora nato all’inizio degli anni ‘80 - Drive In è andato in onda dall’83 all’88 - o era troppo giovane per seguire certi programmi, avrà sicuramente sentito nominare questa trasmissione divenuta un cult e ideata da Antonio Ricci.
Ad onor del vero, la prima edizione non ha avuto la regia di Beppe Recchia, ma quella di Giancarlo Nicotra. Il nome di Recchia, che ne ha diretto ben quattro edizioni, è comunque storicamente legato al programma.

Tra i tantissimi artisti che sono passati in quell’incredibile contenitore di comicità, ricordiamo Ezio Greggio, Gianfranco D’Angelo, Zuzzurro e Gaspare, Carlo Pistarino, Enrico Beruschi, Enzo Braschi, Giorgio Faletti e tanti altri. Molti di essi sono ancora ricordati proprio per i personaggi che interpretavano al tempo: come dimenticare i quadri di Teomondo Scrofalo venduti da Greggio (nella foto), il “giumbotto” di Faletti o il “Pippo, Pippo, Pippo” del Tenerone D’Angelo?

Ecco a voi la sigla di Drive In:

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Attori ingrati: Giorgio Tirabassi rinnega Distretto

pubblicato da Lord Lucas

giorgio tirabassi distretto di poliziaGli attori ingrati, quelli che sparlano sulla tv e sul proprio curriculum, costituiscono una delle categorie più deprecabili dello showbiz nostrano. All’elite snob dei Pietro Sermonti e dei Marco Leonardi, su cui si è argomentato qualche tempo fa, si aggiunge un professionista insospettabile, che avevamo imparato ad amare e rispettare ma che ha distrutto ogni scampolo di credibilità con una sola intervista. Poi dicono che è sempre colpa di Vanity Fair (persino Tiziano Ferro, che in una puntata di Trl si è in parte disconosciuto dal suo ritratto depresso sbattuto dalla rivista in copertina).
Ma, di fronte a esternazioni così circostanziate e difficilmente fraintendibili, c’è poco da manipolare:

Ho rinunciato a Distretto per scappare dalla routine e dalla noia. Ormai per me era diventato una specie di fumetto western dagli intrecci e dai dialoghi improbabili. Volevo lasciare già alla quarta serie, ma il produttore Valsecchi mi diede il tempo di girare Borsellino per poi farmi un’offerta che non si poteva rifiutare. C’è chi ha avuto l’ipocrisia di premiare la quinta serie di Distretto, che non lo meritava, al posto di Borsellino.

Parole indegne, per un attore che non era nessuno prima di diventare il personaggio di punta del Distretto più acclamato della serialità italiana. Un atteggiamento così supponente non meriterebbe la fiducia che Valsecchi e la Taodue gli hanno accordato negli ultimi anni, trasformandolo da attore anonimo a professionista strapagato. Nel 2008 lo vedremo ne I Liceali, promettente fiction scritta da Paolo Virzì e incentrata sul mondo della scuola superiore, in cui è protagonista sul set assieme a Claudia Pandolfi. Entrambi hanno avuto molto da Valsecchi, che non tradendo i suoi pupilli punta sulla loro crescita artistica per investirci ancora nel tempo.
Certo che, di fronte a tanta ingratitudine, riesce difficile pensare che Tirabassi si meriti un altro successo, sostenuto ancora una volta da una casa di produzione che vanta la leadership in Italia in quanto a qualità e consenso della critica.
La delusione non finisce qui, la boria del nostro personaggio è incontenibile…

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