Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag diretta

Grande Fratello - Operazione riuscita per Massimo Scattarella

pubblicato da Stefano Sgambati

Massimo Scattarella sta bene. Il pittbull acciaccato del Grande Fratello numero 10 è stato operato al braccio al Cto di Milano, dopo che una gara di Braccio di Ferro, durante Mattino 5 di ieri, giovedì 1 aprile (qualcuno aveva pensato a un Pesce…), gli aveva causato la frattura scomposta dell’omero. Lui stesso è intervenuto sempre durante Mattino 5 per tranquillizzare gli astanti in diretta telefonica. Anche il dottor Mantovani, che lo ha operato, ha fatto il punto sul quadro clinico del paziente precisando che sarà dimesso già nei prossimi giorni. Non è un buon momento per gli ultimi concorrenti del Grande Fratello, dopo i malesseri patiti dal vincitore Mauro Marin.

Io Canto - Roberto Cenci a TvBlog: "Ho mandato io Luca Pitteri allo sbaraglio nel medley dei Queen"

pubblicato da Hit

Io Canto - Roberto Cenci a TvBlog: Ho mandato io Luca Pitteri allo sbaraglio nel medley dei Queen

Nei giorni scorsi abbiamo parlato di quello che è successo durante l’ultima puntata di “Io canto” andata in onda lo scorso sabato su Canale5. Nello specifico del coro che ha visto protagonisti i ragazzi del cast del programma, con la partecipazione del maestro Luca Pitteri, sulle note delle più celebri canzoni interpretate dai Queen: successi senza tempo come The show must go on e Somebody to love. Nel pezzo, abbiamo sottolineato come il risultato fosse stato imbarazzante, prima ancora che per i ragazzi, sopratutto per il maestro Luca Pitteri che li aveva supportati con la sua voce.

A tal proposito ci ha contattato il capo progetto di “Io canto” nonchè direttore artistico dello show del sabato sera di Canale5 Roberto Cenci che ci tiene a puntualizzare la sua versione dei fatti su quello che è accaduto sabato sera allo studio 20 di Cologno Monzese. Ecco quello che ha detto a TvBlog Cenci:

A proposito del coro di sabato scorso dei ragazzi di “Io canto” a cui ha partecipato il maestro Luca Pitteri, ci tengo a sottolineare che la colpa di quanto è accaduto, se colpa è stata, è solo ed esclusivamente mia. Per la precisione, mentre eravamo in diretta ci siamo accorti che Francesco, uno dei bimbi che doveva cantare il pezzo dei Queen era totalmente senza voce. Allora io stesso, ripeto mentre eravamo in onda, ho chiesto a Luca di sostituirlo ed in qualche modo di supportare il resto del gruppo. Luca quindi si è trovato su due piedi a dover affrontare queste canzoni, che non sono esattamente cosi semplici, senza aver provato assolutamente nulla e alle prese con una tonalità non sua.

Il regista del programma poi ci tiene inoltre ad aggiungere:

Continua a leggere: Io Canto - Roberto Cenci a TvBlog: "Ho mandato io Luca Pitteri allo sbaraglio nel medley dei Queen"

Pippo Baudo si racconta a TvBlog dal passato al futuro: “Ripetermi? No grazie, ho tante idee per nuovi programmi" (Seconda parte)

pubblicato da Hit

Pippo Baudo si racconta a TvBlog dal passato al futuro: “Ripetermi? No grazie, ho tante idee per nuovi programmi, se bussano alla mia porta mi troveranno” (Seconda parte)

50 anni di carriera non sono davvero pochi, se poi parliamo di un numero uno come Pippo Baudo diventa difficile toccarne tutte le tappe. Noi di TvBlog abbiamo l’onore oltre che il piacere di poterlo fare direttamente con lui stesso. Ieri nella prima parte di questa nostra intervista ci siamo soffermati sul passato, oggi parleremo invece maggiormente dell’attualità. Tratteremo dei suoi impegni odierni e futuri, di come vede oggi il mondo della televisione, dei suoi progetti che sono annotati nell’ agenda pronti ad essere trasformati in realtà. Insomma un colloquio a tutto campo fra programmi clonati, Domenica in, Sanremo e tanto altro. Buona lettura

Dopo le dimissioni da Mediaset rimase parecchio tempo fermo, fino al ritorno in Rai con Serata d’onore

Davvero un grande ritorno, facemmo oltre 13 milioni di telespettatori e presentammo al grande pubblico un personaggio assolutamente nuovo come Lorenzo Jovanotti. Un rientro in Rai migliore davvero non lo potevo ipotizzare.

Come mai non è voluto mai diventare direttore di rete, anche quando per esempio Letizia Moratti le offrì RaiUno?

Non posso fare il direttore di me stesso.

E se dovesse decidere di lasciare il video lo farebbe?

Oggi è difficilissimo fare il direttore…

Parlando di direttori, il suo rapporto con l’ex capo di RaiUno Fabrizio Del Noce è stato piuttosto turbolento, effettivamente come sono andate le cose fra di voi?

Con Fabrizio ho avuto alti e bassi ma con una correttezza di fondo sempre esemplare. Le critiche che Fabrizio mi faceva erano sempre pubbliche e mai dietro le quinte, io altrettanto nei suoi confronti.Abbiamo avuto un rapporto se vogliamo vivace però molto corretto, infatti ora siamo amicissimi. Mi risulta per esempio che ha da poco presentato il nuovo piano della fiction 2010 che è stato approvato all’unanimità dal CDA della Rai, quindi gli faccio i miei complimenti ed il mio in bocca al lupo.

Con l’attuale direttore Mauro Mazza come va?

Bene, ci stiamo studiando, ci stiamo conoscendo. E’ ancora passato poco tempo, anche lui sta studiando per fare il direttore di RaiUno.

Ha avuto come partner quest’anno a Domenica in Valeria Marini, come è andata fra di voi?

La Marini è stata simpaticamente ospite per un certo periodo e adesso sta facendo “I Raccomandati”. Se un personaggio può funzionare io lo accolgo con entuasiasmo però non è che debba essere per forza eterno. Il pubblico della domenica ha bisogno di un rinnovamento continuo altrimenti si annoia.

Parliamo ora del futuro, rifarà ancora Domenica in il prossimo anno?

Continua a leggere: Pippo Baudo si racconta a TvBlog dal passato al futuro: “Ripetermi? No grazie, ho tante idee per nuovi programmi" (Seconda parte)

Il Tg5 compie 18 anni: puntata speciale alle 15 (che non si vede...) con la Parodi e Alessia Marcuzzi. Mentana: "Tornare? Perché no..."

pubblicato da Stefano Sgambati

Il Tg5 compie 18 anni: puntata speciale alle 15 con la Parodi e Alessia MarcuzziAbbiamo celebrato il genetliaco del Tg3 - e di tutta la rete -, è giusto ricordare lo stesso anche per il Tg5, che proprio oggi compie 18 anni e celebrerà l’evento in una puntata speciale in onda, per la prima volta, alle ore 15, con Cristina Parodi alla conduzione e Alessia Marcuzzi, Yves Confalonieri e Massimo Donelli come ospiti. Per l’occasione il tutto andrà in onda in esclusiva in diretta Web su Mediaset.it. Un’altra novità sarà la possibilità data agli spettatori di partecipare all’evento, mandando in diretta le loro domande agli ospiti della trasmissione: verranno presentate le novità della nuova area video del portale, di cui abbiamo già parlato. UPDATE: gli utenti segnalano che lo speciale in questione non si visualizza sul sito Mediaset. Ad un controllo, effettivamente, nulla si muove (e sono passate abbondantemente le 15). Problemi tecnici dovuti alla relativa giovinezza del portale?

Un commento sull’evento arriva da un grandissimo ex, quell’Enrico Mentana “epurato” a febbraio dello scorso anno. Intervistato radiofonicamente da Alfonso Signorini, nella sua trasmissione su Radio Montecarlo, Mitraglia ha detto, non senza un pizzico di nostalgia:

“I miei 18 anni in Mediaset sono stati i più importanti della mia vita professionale. Certo, ci sono stati scontri, ma c’è stato anche tutto il resto. Sul Tg5 mi fu data carta bianca e alla fine è stato un successo. Un mio ritorno in Mediaset? Non si sa mai. Siamo obiettivi: passato un anno dalla mia assenza, Mediaset e il panorama televisivo non ci hanno guadagnato e nemmeno io. Dunque perchè no?”.

Un’occasione, oggi, per ritrovare contatto “umano” con un telegiornale, quello diretto da Clemente Mimun, negli ultimi tempi considerato dai tanti critici del settore eccessivamente di parte e fin troppo apertamente “megafono” del governo, il cui “capo” detiene sia la presidenza del Consiglio dei Ministri che la stessa rete dove il telegiornale va in onda. Buon compleanno, dunque, anche al conflitto d’interessi.

Pippo Baudo racconta a TvBlog 50 anni di carriera partendo da una foto in bianco e nero (Prima parte)

pubblicato da Hit


Nel bar di via Teulada a Roma, fra tavolini con caffè fumanti, tramezzini e brioches campeggia una enorme fotografia in bianco e nero. Non è una foto qualunque, essa ritrare la Rai. No, non è la foto del cavallo di viale Mazzini, ma è la foto di chi la Rai l’ha fatta, anzi l’ha creata, costruita dal nulla e fatta crescere. Quella foto la vedete qui sopra. Da destra verso sinistra ci sono gli indimenticati Enzo Tortora, Corrado, Mike Bongiorno e da ultimo Pippo Baudo. Baudo è l’unico rimasto di questo fantastico gruppo. Un gruppo che attraverso il proprio lavoro ha contribuito in maniera determinante alla crescita e alla storia della Rai Radio Televisione Italiana, sicuramente più di tutti i dirigenti e consiglieri di amministrazione messi assieme che si sono avvicendati in tutti questi anni. TvBlog ha oggi l’onore di avere ospite sulle sue colonne Pippo Baudo, che ha accettato, in occasione dei suoi 50 anni di carriera, di fare una carrellata sulla sua vita professionale. Una carrellata per forza di cose non completa, che abbiamo deciso di dividere in due parti. In quella di oggi partiremo proprio da quella foto per arrivare poi domani a parlare della TV di oggi e di domani, perché il grande Pippo ha in serbo ancora tante idee per nuovi programmi. Buona lettura.

Partiamo dall’inizio anzi per meglio dire dalla svolta della sua carriera e cioè dalla famosa foto con Mike Bongiorno, Corrado ed Enzo Tortora, le sue impressioni di quel giorno a Studio Uno

Quella è stata la mia promozione sul campo. Mi invitò Guido Sacerdote che era il produttore del programma di Mina che era molto contenta di avermi in studio. Io a dire la verità non credevo di essere al livello di loro tre, quindi mi parve di toccare il cielo con un dito.

Come l’accolsero gli altri tre?

Non è che l’accoglienza fu festosissima. Un po’ di concorrenza ovviamente c’era, poi loro facevano molto muro, un muro professionale quasi inespugnabile. Però poi durante le prove abbiamo familiarizzato, abbiamo scherzato e venne vuori un bel numero in onda.

Durante quei momenti con chi aveva avuto più feeling?

Sicuramente con Enzo, con Tortora, perché ci capivamo, scherzavamo, poi il destino in futuro ci ha portato a fare anche delle cose insieme (”Italia parla” su Rete4, ndr). Poi c’era la bonomia di Corrado, mentre Mike, soprattutto all’inizio, stava sempre un po’ sulle sue, poi però anche lui in quel caso fu molto carino.

Di quella foto lei è l’ultimo rimasto, sente sulle sue spalle questa responsabilità, la responsabilità di portare avanti “la vecchia guardia?

No a dire il vero non sento questa responsabilità, anzi sento l’onore di essere l’ultimo e anche la fortuna di esserlo, ma è soltanto un motivo anagrafico. Mi adopererò perché questa resistenza continui… (ride)

Parlando di Corrado lei lo ha sostituito in due occasioni, la prima fu dopo la “Canzonissima” che Corrado presentò assieme a Raffaella Carrà nei primi anni ‘70, come andò in quel caso?

Canzonissima avrei dovuta farla prima. L’allora direzione della Rai avendomi apprezzato a “Settevoci” e al Festival di Sanremo del 1968 voleva affidarmela. Poi mi hanno chiamato all’ultimo momento e mi dissero che volevano lanciare la coppia Corrado-Carrà. Per questo motivo sono restato fermo per un po’ di anni, quindi mi fecero fare “La freccia d’oro” dove lanciai Loretta Goggi e proprio con lei feci poi Canzonissima nel 1972.

E poi sostituì Corrado anche nel 1979 a Domenica In, come la prese quella volta il grande presentatore romano?

Questa sostituizione per la verità Corrado non l’accettò molto piacevolmente. Aveva avuto una specie di battibecco con l’allora presidente della Rai Paolo Grassi, persona intellettuale e raffinata sovrintendente del teatro alla Scala e fondatore con Giorgio Strehler del Piccolo teatro di Milano. A Grassi l’aria casereccia di Domenica in e di Corrado non piacevano molto. Lo disse in una pubblica intervista e questa cosa decretò la fine del rapporto di Corrado con la Rai. In quel momento mi fu quindi affidata “Domenica in”, allora decisi di rivoluzionarla togliendogli il telefilm e ne feci un grande rotocalco della domenica con libri, cinema e teatro. Ebbe un grande successo, ma ebbe anche delle grandi critiche, soprattutto dalle case editrici che dicevano che ero il più grande editore italiano, perché determinavo i bilanci delle case editrici in base ai libri che decidevo di promovuore nel programma. Tanto che dovetti fare un specie di manuale Cencelli con il quale assegnare i posti ai vari libri da promuovere in base alla dimensione delle varie case editrici.

Quindi da conduttore di varietà puro si trovò anche a fare il giornalista, non ci furono delle critiche all’interno della Rai soprattutto dai giornalisti?

Continua a leggere: Pippo Baudo racconta a TvBlog 50 anni di carriera partendo da una foto in bianco e nero (Prima parte)

In Spagna arriva il Grande Fratellino. Su Telecinco il reality della discordia: 10 bimbi e 10 bimbe sotto le telecamere

pubblicato da Stefano Sgambati

In Spagna arriva il Grande Fratellino. Su Telecinco il reality della discordia: 10 bimbi e 10 bimbe sotto le telecamereCi mancava solo il Grande Fratellino per completare il palinsesto perfetto della Tv del Niente. Dal 23 dicembre, infatti, per ora limitatamente alla Spagna, esiste un nuovo reality show che si chiama Dejadnos Solos (Lasciateci Soli) e che ha per protagonisti dieci bimbi e dieci bimbe, di età compresa tra i 10 e i 12 anni: queste creature innocenti, evidentemente proveniente dalle Famiglie Addams di tutta penisola iberica, devono convivere nella stessa casa per dieci giorni, senza genitori e fuori dal consueto contesto famigliare. Il programma è trasmesso da Telecinco, rete per il 50,1% di proprietà di Mediaset, dalle 22 alle 22,50 e ha finora realizzato un discreto successo per la fascia oraria, con uno share dell’8,7% e raccogliendo 1 milione e 597mila spettatori.

Non sono mancate le proteste, com’è ovvio: la Asociación Pro Derechos del Niño (Apdn), che difende l’infanzia, ha già chiesto l’intervento del Tribunale dei minori e del Governo: anche il quotidiano conservatore El Mundo si è schierato apertamente contro e numerosi blog, in Spagna, hanno alimentato l’onda di protesta e dissenso. Non c’è un premio per il vincitore, non esistono nomination e non esistono eliminazioni. Abbandonata anche la via del televoto. Naturalmente i genitori dei baby-concorrenti si trovano a portata di mano per tutta la durata dello show e assistono via tv a circuito chiuso a tutto il percorso dei figli: sono loro a commentare in diretta i comportamenti dei giovinetti che non sanno di essere osservati continuamente.

Una caratteristica: maschietti e femminucce non si incontrano mai tra di loro. Un’altra caratteristica: c’è una sola interruzione pubblicitaria, durante la trasmissione della puntata, però lunghissima, di nove minuti, contenente ben 27 spot (nessuno dei quali - fa notare giustamente il quotidiano La Stampa - è indirizzato specificatamente ai bambini). Così si è espresso Leonardo Baltanàs, direttore dei contenuti di Telecinco:

“Tutti coloro che hanno figli si sono chiesti qualche volta come loro se la caverebbero se li lasciassero soli. La cosa sorprendente dello show è che, nelle stesse condizioni e davanti alle stesse sfide, bambini e bambine si organizzano e si comportano in modo molto diverso”.

Ci aspettiamo un’imminente trasposizione italiana. Semmai con il figlio di Alessia Marcuzzi alla conduzione…

Roberto Cenci a TvBlog: Da “Ti lascio una canzone” a “Io Canto” ed i perché di una scelta in mezzo a due canzoni

pubblicato da Hit

Roberto Cenci a TvBlog: Da “Ti lascio una canzone” a “Io Canto” ed i perché di una scelta in mezzo a due canzoni

Cosa c’è di meglio di una buona musica con delle belle parole sopra. Un ritmo, una melodia, una poesia mixate assieme che fanno nascere magicamente una canzone. Una canzone può dare un senso ad un ricordo, accende le emozioni sopite del passato, ci aiuta a ricordare, ci aiuta a sopportare, ci aiuta a vivere la nostra vita, accompagnadoci nelle nostre scelte umane e professionali a volte anche difficili. Un bisogno quindi per certi versi irrinunciabile che sicuramente è nelle corde di uno dei più grandi registi ed autori che la televisione contemporanea conosce. Una persona il cui talento professionale è pari a quello umano, è nostro ospite oggi Roberto Cenci già autore, ideatore e direttore artistico su RaiUno di “Ti lascio una canzone” ora impegnato a far nascere “Io canto” dal 9 gennaio in prime time su Canale5. Gli abbiamo chiesto di parlarci di questa sua nuova avventura professionale, del suo ieri in quel di Sanremo con Antonella Clerici e di tutto quello che c’è in mezzo e intorno a queste due scelte che, come ci ha spiegato, non sono solo professionali ma anche e forse soprattutto umane. Il contenuto di questa nostra conversazione è, cari lettori di Tvblog, tutto vostro qui di seguito, buona lettura.

Partiamo subito con questa nuova avventura su Canale5 “Io canto” in partenza da gennaio,come sarà, cosa ci puoi anticipare?

Si parte sabato 9 gennaio in diretta dallo studio 20 di Cologno Monzese con la conduzione di Gerry Scotti. E’ un talent fatto da ragazzi dai 7 ai 15 anni canterini ed è un programma di Mediaset. Si tratta di una formula che più o meno ricalca quella consueta di questo genere di programmi, quindi ci sono questi ragazzi che cantano, la gente a casa ha la possibilità di televotare la canzone, quella più votata passa in finale, mentre una giuria in studio si riserva di decidere quale è stata l’ interpretazione che più gli è piaciuta e portare quindi l’interprete e la sua canzone nella fase finale del programma.

Quante canzoni ci saranno per ogni puntata?

Saranno 12 canzoni per ogni trasmissione.

Avete già deciso i nomi di chi comporrà la giuria?

No, non l’abbiamo ancora conclusa, comunque ti posso dire che sarà formata da 4/5 componenti.

C’è la possibilità che ci sia qualche ex giurato che ha frequentato il palco di Sanremo nella scorsa primavera?

Non lo so vedremo (ride…) Forse un giurato potrebbe essere Katia Ricciarelli.

E ci saranno alcuni piccoli protagonisti che avevamo già visto a “Ti lascio” ?

No, ho fatto nuove selezioni quindi ci saranno tutti ragazzi nuovi e già ti dico che ci saranno alcune belle sorprese in questo senso.

A tuo giudizio nella sfida auditel con “Ballando” chi vincerà?

Assolutamente non c’è proprio da far paragoni. “Ballando” ha un fidelizzazione con il pubblico tale che non penso proprio che potremo rubare loro telespettatori. Noi giochiamo per un risultato che possa andare bene alle rete e che non sia troppo basso , raggiunto questo sarò più che soddisfatto.

Come sarà il cast del programma?

Continua a leggere: Roberto Cenci a TvBlog: Da “Ti lascio una canzone” a “Io Canto” ed i perché di una scelta in mezzo a due canzoni

Buon compleanno RaiTre: Telekabul compie trent'anni

pubblicato da Stefano Sgambati

Buon compleanno RaiTre: la più giovane delle reti Rai nasceva precisamente il 15 dicembre del 1979: alle 18.30 la “terza rete” cominciava le sue trasmissioni con il Tg3 che proprio oggi, per l’occasione, festeggia con un restyling quasi completo del sito. Sulla bocca della cronaca pubblica nelle ultime settimane per l’immotivato avvicendamento al vertice Ruffini-Di Bella, RaiTre è stato sicuramente il canale più anticonformista della tv di Stato: in molti ricorderanno che con Sandro Curzi alla direzione, il “terzo” telegiornale interpretò per primo i malumori e le insofferenze verso la cosiddetta Prima Repubblica e che, per questo, fu soprannominato dagli avversari politici “Telekabul”, dalla capitale dell’Afghanistan occupata dall’Urss negli anni Settanta. Un modo di fare che il più delle volte è stato tacciato d’essere eccessivamente di parte da coloro i quali non capivano e tuttora non capiscono che un punto di vista forte, preciso ma critico e libero è l’unico modo per fare informazione pulita.

Sul sito del Tg3 è possibile, oggi, consultare le edizioni storiche con le notizie più importanti di questi ultimi tre decenni d’Italia. Sul sito Rai.tv, analogamente, oltre 800 clip saranno caricate con lo stesso scopo. Tra i servizi più importanti quelli dell’11 settembre 2001, quelli del marzo 2003, con le immagini in diretta da Baghdad, fino al primo Tg della terza rete Rai andato in onda alle 19 del 15 dicembre 1979. RaiTre ha avuto il merito di lanciare programmi capaci di diventare un vero e proprio marchio televisivo: pensiamo a La tv della ragazze, lo straordinario Un giorno in pretura, Chi l’ha visto?, Mi manda Lubrano (poi diventato Mi Manda Raitre), Quelli che il calcio, Samarcanda (oggi Annozero), unitamente a volti talmente caratteristici da risultare oggi vere e proprie icone: Fabio Fazio, Michele Santoro, Piero Chiambretti, Serena Dandini, Aldo Biscardi, Corrado e Sabina Guzzanti. Nota di ricordo a parte merita certamente il signor Ghezzi e la creatura impazzita Blob. Tutti programmi rivoluzionari, almeno nelle prime edizioni, che sono stati capaci, tutti, di cambiare il modo di fare e percepire la televisione.

I tifosi della Fiorentina contro la Rai: servizio pubblico tradito. Se la tv di Stato si comporta come quella privata...

pubblicato da Stefano Sgambati

I tifosi della Fiorentina contro la Rai: servizio pubblico traditoVisto com’è andata finora, la Fiorentina potrebbe pure provare a sottoscrivere un contratto con la Rai del tutto speciale, del tipo: “mai più trasmessi da voi”. La squadra viola, qualificata da prima della classe agli ottavi di Champions League, è la squadra italiana che più di tutte ha convinto in territorio europeo, battendo due volte il Liverpool, in casa e fuori, e facendo strabuzzare gli occhi ai propri sostenitori e ai tifosi del pallone. Non per la tv di Stato, però, che ha sempre snobbato le partite della squadra di Prandelli a favore di altre ritenute più importanti, cioè a turno Milan, Juve o Inter. Dappertutto, sul Web, è possibile leggere il furioso malcontento nei confronti dell’ennesimo disservizio evidente della Rai nei confronti dei propri abbonati: di nuovo l’impressione è che a Viale Mazzini ragionino esattamente come una tv commerciale, privata, anteponendo cioè l’ideologia del consumo a quella del servizio pubblico. Vince, in questo caso, non chi fa più gol ma chi ha più potenziali spettatori: un discorso che reggerebbe se a perpetrarlo fosse Mediaset, per esempio, o la stessa Sky, ma non la Rai, che fornire dovrebbe, con puntualità ed onestà, il proprio servizio a chicchessia, soprattutto in un discorso di turnazione. Così il direttore di Rai Sport Eugenio De Paoli a Repubblica:

“Mai pensato all’audience ma abbiamo solo privilegiato l’interesse del pubblico, cioè trasmettere quella partita che poteva essere determinante per la qualificazione. E vorrei ricordare che il nostro diritto acquistato dall’Uefa, prevede la possibilità di poter avere la diretta di una sola partita il mercoledì. Fiorentina-Liverpool era certamente un appuntamento che rispondeva ai criteri che ci eravamo imposti, ma purtroppo era in programma il martedì. Onestamente tra Lione-Fiorentina e Inter-Barcellona con i campioni d’Europa e il ritorno di Ibrahimovic a Milano ci è sembrato giuisto mandare in diretta l’Inter. Comunque agli ottavi daremo grande spazio alla Fiorentina…”.

Questo non lo spieghi a un tifoso, c’è poco fa fare. Ancor meno lo spieghi a un tifoso pagatore regolare di canone, che già si è dovuto sorbire, in tutti questi mesi, i continui criptaggi operati dalla Rai. Tra l’altro la tv pubblica aveva già “oscurato” la Fiorentina in occasione della Coppa Uefa dell’anno scorso (oggi Europa League): allora i gigliati erano addirittura finiti su Conto Tv.

I Muse sconfessano la Ventura. Elio e le Storie Tese la prendono in giro

pubblicato da Stefano Sgambati

I Muse sconfessano Simona Ventura

I Muse sconfessano Simona Ventura. Ricordate il pasticciaccio brutto di Quelli che il Calcio dello scorso 20 settembre, quando la conduttrice non si accorse minimamente dello scambio di ruoli tra Matt Bellamy e Dominic Award? Simona rivelò che trattavasi di una divertente messa in scena, coordinata prima della diretta: in realtà, a distanza di un paio di mesi, sono gli stessi artisti britannici a spiegare che quello fu un semplice e brillante stratagemma per affrontare con ironia la forzatura del playback imposto dalla struttura del programma. Ha raccontato Howard a Tv, Sorrisi e Canzoni in edicola oggi:

“Volevamo far ridere il pubblico. Il playback viene bene solo se non lo prendi sul serio. Sembri un idiota se cerchi di mimare esattamente la musica. Volevamo prendere in giro noi stessi, non fare uno scherzo alla conduttrice. So che la Ventura poi ha detto che ci eravamo messi d’accordo con lei, ma non è vero. Lei non ci ha proprio riconosciuti…”.

Intanto nella puntata di domenica scorsa di Quelli che il Calcio, i geniali Elio e le Storie Tese hanno scimmiottato meravigliosamente la stessa Ventura, comportandosi esattamente come i Muse (della cosa hanno già parlato i colleghi di Soundsblog). Faso si è sistemato alla batteria, Elio al piano (senza mai suonarlo…), Cesareo al basso, alla chitarra si è messo Rocco Tanica e alla voce (voce in playback di Elio) Christian Meyer, il quale, attenzione, ha indossato anche una maglietta recante il nome dei Muse. Al termine dell’esibizione, che vi proponiamo dopo il salto, la Ventura ha scherzato con loro, dimostrando di aver capito il riferimento, rifiutandosi però di entrare troppo nel merito della questione e passando subito all’intervista di rito.

Continua a leggere: I Muse sconfessano la Ventura. Elio e le Storie Tese la prendono in giro

Adam Lambert (American Idol) tagliato dalla Abc: sesso simulato con un musicista agli American Music Awards

pubblicato da Stefano Sgambati

American Idol censurato

Il successo può dare alla testa anche a un American Idol. Adam Lambert è arrivato secondo nell’ottava edizione del celeberrimo talent show americano, facendosi notare per le sue doti vocali (ottime performances di pezzi di Queen, Michael Jackson, Led Zeppelin ed Aerosmith) e fisiche: capello giovane, aria leggermente ermafrodita à la Tokyo Hotel, capacità intrinseca di stupire, oltraggiare, confondere e provocare il pubblico. In una parola: carisma. Adam ha chiuso il concerto degli American Music Awards a Los Angeles facendosi nientemeno censurare dal network ABC. Dopo un profondo bacio ad un musicista (anche qui, difficilissimo dire se trattavasi di uomo o donna…), il signorino si è intrattenuto con quest’ultimo nella simulazione di un atto di sesso orale. Il tutto davanti a una folla adorante e a responsabili di palinsesto con le mani nei capelli. Il risultato è stato che la diretta televisiva si è immediatamente chiusa dopo il bacio. Vi proponiamo la gallery.

Adam Lambert simula un atto oraleAdam Lambert simula un atto oraleAdam Lambert simula un atto oraleAdam Lambert simula un atto orale

Continua a leggere: Adam Lambert (American Idol) tagliato dalla Abc: sesso simulato con un musicista agli American Music Awards

PopCorn Tv: cinema, sport e musica in streaming senza abbonamento

pubblicato da Stefano Sgambati

Pop Corn TvSpesso TvBlog si è sentito in dovere, almeno nella mia persona, di trattare i nuovi fenomeni di televisione online, la cosidetta web tv, un connubio che in capo a pochi anni correrà il rischio di sovvertire gli ordini di preferenza “catodica” del cittadino medio. In meno, una soluzione del genere, rispetto alla televisione tradizionale, ha di certo la fruizione e la diffusione; in più - è ormai cosa nota e lapalissiana - può vantare una maggiore libertà e un minor legame con i meccanismi politici.

Parliamo oggi di PopCorn Tv, la prima televisione web italiana dedicata a gli internauti appassionati di cinema, sport e musica. Ideata da Delta Pictures, la caratteristica principale sta nel fatto che la fruizione è interamente possibile senza alcun abbonamento o particolare dotazione tecnica. Queste la parole di Nicola Burgay, amministratore delegato di PopCorn Tv, intervistato da Tgcom:

“Popcorn è una televisione che di fatto si può fruire dalla rete Internet. E’ un progetto che si articola su 3 canali e che giungerà nell’arco di breve tempo a coprire 1500 ore di prodotto. Acquisiti i diritti degli eventi, li offriamo al pubblico senza nessun obbligo di registrazione. Il nostro è un format basato su tre generi commerciali (cinema, sport, musica). Non c’è bisogno di decoder o di strumentazione altra, basta collegarsi a Internet col pc o collegare il pc alla tv”.

Continua a leggere: PopCorn Tv: cinema, sport e musica in streaming senza abbonamento

Rai fuori da Sky? Gli ascolti calano. Intanto lo schermo blu è già comparso 168 volte. Adiconsum: "La soluzione è il decoder multiscript"

pubblicato da Stefano Sgambati

Schermo bluIl problema della Rai, quello più svelato, giunti a questo punto della guerra televisiva più cruenta che si ricordi in tempi recenti, è che si comporta precisamente come una tv commerciale. Lei, che dovrebbe essere soprattutto una questione pubblica. Se perfino in Argentina - dove di certo non stanno meglio di noi - la televisione di Stato decide di offrire gratuitamente ai propri abbonati tutto il campionato di calcio, per ovviare alla crisi che lo stava bloccando, capiamo bene come il nostro Paese sia un meraviglioso coacervo di contraddizioni e bugie.

Come si apprende da un articolo di Repubblica, a firma Aldo Fontanarosa, in 19 giorni - cioè tra il 2 e il 20 agosto - sono stati ben 168 i programmi Rai oscurati: nello specifico 19 eventi di RaiUno; 23 eventi di RaiTre; addirittura 126 di RaiDue. Si tratta di cartoni animati, serie televisive, film e partite di calcio. In tal senso, basti ricordare la mancata diretta di Lazio-Elfsborg, match di Europa League programmato su Rai3, così come la finale di Supercoppa a Pechino, l’amichevole della Juve con il Villarreal, la partita della Nazionale italiana con la Svizzera e così via. Un’overdose bulimica che lascia interdetti i corretti pagatori e gli osservatori del settore.

Citiamo direttamente dall’articolo di Fontanarosa:

“L’oscuramento ha invaso tre fasce orarie. Quella mattutina di RaiDue, intanto. Tre le 7 e 30 e le 10 e 45, non si vendono più sei serie di cartoni animati (dalla “Sirenetta” a “I miei amici Tigro e Pooh”). Colpita anche la fascia pomeridiana di RaiDue, da cui sono sparite serie di telefilm come “Streghe” e “Law & Order”. Ma è soprattutto RaiTre a pagare un prezzo alto. L’8 agosto, ad esempio, la Terza Rete ha subìto un oscuramento totale che è iniziato alle 21 (con il film “Collateral”) ed è proseguito alle 23,30 con il film “Carter”. Stesso copione il 15 agosto, quando il doppio colpo di spugna ha cancellato prima “La banda degli onesti”, a seguire “Getaway” con Steve McQueen”.

Tutto ciò con un collasso degli ascolti. La seconda rete - sempre secondo l’articolo di Repubblica - perde lo 0,8% in termini di share. Tale crisi sfiora l’1% nella fascia dei telefilm (tra le 14 e le 18); mentre la perdita di RaiTre (in prima serata, tra le 21 e le 23) arriva all’1,4%.

“Chi invece difende l’opportunità del divorzio potrà aggrapparsi ad un altro dato dell’Auditel, stavolta favorevole alla tv di Stato. Parla di una tenuta, anzi di un progresso di RaiUno (che aumenta ad agosto fino al 2,9% in prima serata). E’ come se molti italiani - trovando lo schermo blu su RaiDue oppure su RaiTre - abbiano riparato intanto su RaiUno”.

Da qui si torna a bomba: la Rai decide, per una questione di pura economia, di non rendere disponibile una parte della propria programmazione semplicemente a chi non è “cliente” diretto (un abbonato Sky, per esempio). Questa deviazione diabolica è alla base del più ovvio meccanismo commerciale, appunto.

Continua a leggere: Rai fuori da Sky? Gli ascolti calano. Intanto lo schermo blu è già comparso 168 volte. Adiconsum: "La soluzione è il decoder multiscript"

Carlo Nesti si scusa con gli spettatori per la telecronaca "dal tubo". Ma Garimberti, Masi & Co. dove sono?

pubblicato da Stefano Sgambati

Carlo NestiLa polemica per la telecronaca tragicomica, prodotta dalla Rai in occasione della finale di Supercoppa Italiana tra Lazio e Inter, continua a farsi sentire. E’ un argomento interessante che trascende le apparenze sportive per sfociare in quelle politico-economiche della tv di Stato, che giusto in questo periodo presta molto facilmente il fianco a critiche relative al proprio assetto economico e finanziario. Ci sembra giusto, dopo averne parlato subito dopo la partita, sabato scorso, dare spazio allo stesso Carlo Nesti che ha scritto una lettera alla Gazzetta dello Sport per raccontare la sua versione dei fatti in merito:

“Quando mi è stata affidata la telecronaca della partita di Pechino, non ho potuto provare altro se non una grande soddisfazione. Ho accettato anche il rischio costituito da 2 ore di diretta davanti a un monitor, a migliaia di chilometri dalla Cina. E’ normale che, senza la visuale che avrei avuto con la presenza fisica nello stadio, siano stati commessi degli errori. Con gli sms in arrivo dai colleghi inviati a Pechino, ho cercato di supplire a ciò che non potevo vedere. Oltretutto, le formazioni ufficiali, pubblicate anche su Gazzetta.it, non presentavano Suazo in panchina. E’ questa la ragione per la quale ho preferito non sbilanciarmi, per non incorrere nella farsa di «far giocare» un atleta lasciato in tribuna: così si spiegano i problemi, nel finale, nell’identificazione degli elementi di colore dell’Inter. Mi scuso con voi e con i telespettatori, ma, credetemi, sarebbe stato un impegno pesante per chiunque”.

Va bene. Le scuse, quando fatte, vanno sempre accettate, perché ingrediente assai raro in questo Paesello che è diventato l’Italia; il problema è che si continua a guardare il dito che indica la luna e non la luna. Non è Carlo Nesti che deve scrivere una lettera di scuse a chicchessia, bensì il direttore della Rai Garimberti, il direttore generale Masi, il direttore di RaiSport De Paoli, al limite, e gran parte del Consiglio d’Amministrazione di Viale Mazzini. Sono loro che dovrebbero fare un passo avanti verso di noi, questi tizi qui, retribuiti con assegni mensili i cui zeri non sono nemmeno immaginabili dal comune mortale, il quale deve limitarsi a pagare, zitto zitto, di anno in anno, e profumatamente, un servizio PUBBLICO che sta diventando sempre più prossimo all’assurdo; loro sono i colpevoli, i responsabili, non Carlo Nesti, o Salvatore Bagni, dei quali è possibile discutere solo della capacità tecnica, giornalistica e professionale, al limite. Garimberti, Masi - e dovremmo metterci anche tutti i vicedirettori di rete, partendo da quel Gianluigi Paragone di cui abbiamo già tristemente parlato - questa è la gente che, saltando da una poltrona eccellente all’altra, mai punita per errori, sviste, manchevolezze o incapacità, si fa ricca e impoverisce una risorsa culturale fondamentale del Paese qual è la Rai, cioè la televisione pubblica.

Perdonateci se esistiamo, ma, signori capi della Rai, quando mai vedremo una vostra lettera di scuse indirizzata a noialtri?

Dopo il salto proponiamo la feroce critica di Aldo Grasso relativa a tutta la questione.

Continua a leggere: Carlo Nesti si scusa con gli spettatori per la telecronaca "dal tubo". Ma Garimberti, Masi & Co. dove sono?

Lazio e Inter in campo, ma a Pechino non ci sono i telecronisti. Il direttore di RaiSport: "Problemi di budget". Mamma Rai già non arriva a fine mese

pubblicato da Stefano Sgambati

SupercoppaI mancati introiti provenienti da Sky cominciano già a farsi sentire in casa Rai. E’ una provocazione, si intende, ma quanto successo alla prima iniziativa pubblica importante della stagione potrebbe ripetersi in condizioni assai più disperanti ed esasperanti per il regolare pagatore di canone nel futuro immediato. In breve, come tutti gli appassionati di calcio già sapranno, è andata in onda quest’oggi la diretta della finale di Supercoppa Italiana tra Lazio e Inter. La tv di Stato ha trasmesso regolarmente in diretta l’evento, culminato con la vittoria dei capitolini per 2-1, ma sul posto, cioè a Pechino, non v’era nessuno. I due telecronisti, infatti, un obsoleto Carlo Nesti e un distrattissimo Salvatore Bagni, hanno commentato la partita “dal tubo” come si dice in gergo, cioè comodamente sistemati in poltrona in uno studiolo di Viale Mazzini, seguendo il match come tutti gli altri, ovvero in video, e “raccontando” la diretta da tubo catodico.

Il neodirettore di RaiSport Eugenio De Paoli non si è nascosto, ammettendo: “Una questione di budget…”.

Da segnalare che la Tv di Stato aveva acquistato l’evento già a un prezzo calmierato rispetto alla prima richiesta della Lega Calcio (600mila euro). Al termine di una faticosa trattativa si era arrivati all’accordo: purtroppo le casse in rosso adesso si sono fatte sentire e s’è deciso per un servizio a metà. Tra l’altro possiamo dire, per avervi assistito in prima persona, che s’è trattato di una telecronaca spesso e volentieri tragicomica, dove non demenziale, con nomi di giocatori sbagliati, azioni di gioco non raccontate per colpa di reiterati replay, dubbi mai risolti e tanta, troppa superficialità.

Cara Rai, se gli abbonati Rai decidessero di pagare “col tubo” il rinnovo del canone, non dovresti mica tanto meravigliarti.