
A dare del filo da torcere questa sera a L’ombra del destino, sarà un’altra fiction, stavolta trasmessa da RaiUno: Cugino e Cugino, nuova commedia in onda per 6 serate, che vede come protagonisti due personaggi molto amati, Giulio Scarpati e Nino Frassica. Una produzione LDM Comunicazione in coproduzione con Rai Fiction. Una serie ideata e diretta da Vittorio Sindoni. Nel cast Euridice Evita Axen, Edy Angelillo, Denny Mendez, Massimo Corvo, Toni Garrani, Andrea Lolli, Ugo Fangareggi e Gabriele Caprio per la prima volta sullo schermo.
La storia di Cugino e Cugino narra le vicende quotidiane di una famiglia non convenzionale: due uomini e un bambino. Sono Filippo Raimondi (Giulio Scarpati) e suo figlio Marco (Gabriele Caprio) ai quali si unisce, inaspettatamente, Carmelo Mancuso (Nino Frassica), un cugino cuoco che, in cerca di fortuna, lascia la Sicilia e piomba a Roma, direttamente in casa Raimondi. Il regista Vittorio Sindoni parla con entusiasmo della serie:
L’idea richiama chiaramente La strana coppia, l’indimenticabile commedia di Neil Simon con la regia di Billy Wilder e con quei due mostri di bravura che hanno il nome di Jack Lemmon e Walter Matthau. Il solo riferimento a quel capolavoro farebbe tremare i polsi a qualsiasi regista. E anche i miei polsi hanno tremato. Ma l’avere avuto miei compagni di viaggio due attori come Giulio Scarpati e Nino Frassica, e un gruppo di sceneggiatori all’altezza del compito mi ha consentito di arrivare in porto con una certa tranquillità, dando una credibile versione italiana di questa “coppia strana” formata da due singolari e divertenti cugini.
Cugino e Cugino, la fiction di RaiUno



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Il tasto dolente del razzismo continua a minacciare la buona fede della programmazione televisiva. Nel caso di Denny Mendez, discussa Miss Italia di colore, si rivelò in passato un alibi per giustificare le sue pecche professionali, dopo il cocente flop della sua fiction da protagonista Chiaroscuro (e dire che al suo fianco c’era persino Nino Manfredi):
“La Tv è molto più indietro della società. In altri Paesi, come gli Stati Uniti, è normale che in un telefilm siano presenti tutti i colori di pelle. Da noi, no. Le storie d’amore ci sono solo per le bionde con gli occhi azzurri e i capelli lisci: mai una ragazza abbronzatina o una cinese. Ed è solo questione di colore, appunto. E io, perchè devo fare sempre la colf, la pupa del boss, quella che non si integra o la prostituta?”.
A smentire la nomea di tv razzista affibbiata alla tv italiana, il grande successo di Fiona May nella scorsa stagione televisiva, che l’ha vista prima trionfare a Ballando con le Stelle e poi come attrice della fiction Butta la luna, di cui è stata confermata una seconda stagione. A suo tempo, sempre a tal proposito, la nostra Debora rilevò una condivisibile leggerezza di fondo, più che un indice di razzismo vero e proprio, nel rappresentare in tv tematiche multietniche, dando una visione stereotipata degli immigrati, quasi che “un nero valga l’altro”.
Veniamo a noi e al nuovo caso televisivo che scuote l’opinione pubblica per le forti ripercussioni sociali. L’attrice Shukri Said, trentacinquenne ex miss Somalia, che vive e lavora in Italia da 15 anni, ha deciso di fare causa alla Lux Vide e alla Rai per mobbing. Motivo? Il suo personaggio nella serie Don Matteo, terminata ieri sera su Raiuno, è sparito dopo le prima puntate:
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