Su RaiUno le ultime due puntate de Il Commissario Manara. Visti i risultati, si teme fortemente che possa tornare con una seconda stagione.
Su RaiDue Annozero ovviamente tratta il caso-Englaro. Ospiti in studio: il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, l’esponente del Pd Pierluigi Bersani, Irene Pivetti e lo storico Paul Ginsborg.
Su RaiTre, nuovi episodi di Medium
Su Canale5, l’ennesima edizione di Scherzi a parte, che, signora mia, come il pane, non ha più il sapore di una volta. Anche se c’è la Belen, eh, che forse manda sua sorella a La fattoria.
Su Italia1, Rambo III, ovvero come prendere un gran film che ammorbato il pubblico con il secondo capitolo e che è diventato minestra riscaldata nel terzo.
Su Rete4 Tempesta d’amore ritorna, come di consueto, nel prime time della soap.
Su La7 Crossing Jordan
Su MTV, Kebab from breakfast
Su AllMusic Mono e Deejay chiama Italia
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Ripetere una giornata non proprio felice, avendo così una seconda possibilità di far quadrare le cose è un’idea che abbiamo già visto al cinema, coi film “Ricomincio da capo” e “E’ già ieri”, ma anche in musica, nel videoclip di “Seven days”. Nel 2006 se ne è appropriata la tv, col telefilm “Day Break” (gallery).
In onda sulla Abc, la serie è già stata trasmessa in Italia quest’estate prima su Steel, poi su Rai 4 e stasera su Raitre, alle 22:40. Creata da Paul Zbyszewski e diretta da Rob Bowman (regista di “X-Files”), adatta l’idea sopra citata plasmandola per un crime, tutto tensione e colpi di scena.
La storia comincia -e ricomincia- alle 6:17 di un giorno qualunque, quando il detective Brett Hopper (Taye Diggs, ora in “Private Practice”) si sveglia, saluta la sua ragazza Rita (Moon Bloodgood, “Journeyman”) e va a lavoro. Da lì a poco Brett verrà arrestato per l’omicidio di un sostituto procuratore. L’accusa non sta in piedi, Hopper capisce di essere stato incastrato ma non c’è verso. Fin quando la sera, rapito da degli sconosciuti che lo “invitano” a confessare, si addormenta e si ritrova nel letto della sua ragazza, a rivivere la stessa giornata.
A tutto campo, l’Annunciatrice Misteriosa nella video guida di oggi, spazia dai TvBlog Awards alle dimissioni di Mentana.
La storia di Day Break ha alcuni punti di contatto con quelle di tante sfortunate serie tv americane che a causa di ascolti deludenti non ottengono la gratificazione del pubblico e vengono cancellate prima del previsto senza tanti complimenti. La differenza, piuttosto rilevante, è che il telefilm intepretato da Taye Diggs (Detective Brett Hopper), ottenne effettivamente dei ratings imbarazzanti. L’ABC aveva previsto di coprire proprio con Day Break il lungo hiatus di Lost nell’inverno del 2006, lo stesso che produsse danni piuttosto seri agli ascolti della serie di J.J. Abrams. Alla fine andarono in onda solo sei dei 13 episodi previsti.
Eppure, parere assolutamente personale, si è trattato di uno dei flop più strani degli ultimi anni. La trama di Day Break era assolutamente avvincente, l’interpretazione degli attori di buon livello, la suspense è continua e il gioco composto dalla complessa sceneggiatura mantenuto in piedi con grande maestria. Come alcuni di voi probabilmente sapranno il Detective Hopper rimaneva “bloccato”, costretto a rivivere in continuazione le 24 ore più brutte della sua vita: accusato ingiusticamente dell’omicidio del Procuratore Distrettuale Alberto Garza è braccato dalla polizia e da un’oscura organizzazione che minacciava di uccidere la sua fidanzata, interpretata dalla stupenda Moon Bloodgood (Fotogallery), se non si dichiarerà colpevole.
La vita dell’onesto poliziotto è sconvolta e il suo obiettivo, rimettere le cose al loro posto, scagionare se stesso, salvare i suoi cari e assicurare i colpevoli alla giustizia, si tramutava in un rompicapo influenzato da centinaia di variabili. Dopo la cancellazione l’ABC ha reso disponibili gli episodi mancanti attraverso il suo sito e ha naturalmente realizzato un cofanetto di DVD. In Italia la serie è stata proposta da Mediaset Premium sul canale Steel e per domani è prevista la messa in onda, a partire dalle 21, degli ultimi tre episodi. Un buon segno in vista di una probabile futura collocazione, probabilmente in estate anche se mancano notizie precise in merito, su Raidue.

Dal 18 gennaio è stata presentata la nuova offerta Premium Gallery, comprendente tre nuovi canali diversi ognuno indirizzato ad un target ben preciso. Il giorno 29 gennaio a Milano, presso la sede di Mediaset in Via Paleocapa a Milano, sono state annunciate le novità per i primi sei mesi relative a Joi, Mya e Steel. Erano presenti i direttori dei tre canali (Gianpaolo Parenti per Joi, Geraldina Neri per Mya e Giorgina DiSanto per Steel) e il responsabile di Mediaset Premium, Marco Leonardi.
Leonardi ha ricordato i numeri che Premium ha raggiunto (2.300.000 abbonati tramite la tessera ricaricabile ottenuto quasi interamente grazie al calcio). Per aumentare questi numeri e ampliare l’offerta, un accordo quadriennale con due grandi major per la fornitura in esclusiva di serie first run, film prodotti da Warner e Universal e library precedentemente trasmessa da Rai o da Sky (compatibilmente con il termine dei diritti di quest’ultimi).
“Il digitale terrestre sta avendo un rilancio. Dal 2012 verrano spente le frequenze analogiche e si potrà trasmettere solo in digitale che rimarrà l’unica piattaforma gratuita per seguire la tv. Sul digitale terrestre oggi, oltre ai canali Rai, Mediaset, La 7, Mtv sono presenti anche altri 15-20 tra cui il fiore all’occhiello, Boing. A proposito di questo, ci tengo a sottolineare che è il primo gratuito per bambini ed è diventato il terzo canale digitale in Italia dopo Fox Crime e Disney Channel. Oggi ci sono circa 6,5 milioni e mezzo di famiglie che ricevono il digitale terrestre, composto da 5.200.000 di box interattivi e 1.200.000 di televisori con decoder digitale incorporato.“
Addison balla da sola. In tutti i sensi, dato che nel primo episodio della nuova serie “Private practice” la troviamo entusiasta della sua nuova vita a Los Angeles mentre si esibisce appena uscita dalla doccia in una divertente coreografia, mentre il suo vicino di casa nonché collega Sam assiste sbalordito a tutta la scena (potete vederlo nella gallery)…
Questa è, a mio avviso, una delle scene più divertenti della prima puntata dello spin-off di “Grey’s anatomy”, in onda ogni mercoledì sulla ABC.
I personaggi non sono del tutto sconosciuti al pubblico: sono infatti già stati presentati durante gli episodi 22-23 della terza serie creata da Shonda Rimes (che firma anche “Private practice” e che è “colpevole”, tra l’altro, del film con Britney Spears “Crossroads”), intitolati “L’altro lato della nostra vita” (già andati in onda su Sky, a breve su Italia1).
Saranno loro ad animare il Oceanside - Wellness Group, clinica privata (da cui il titolo, che in italiano suonerebbe all’incirca “studio privato” o “libera professione”), specializzata in terapia di coppia e in procreazione assistita (legale in California), con le loro storie professionali e private.
La serie dovrebbe esordire in Italia già dal prossimo dicembre, affiancata dalla quarta stagione della serie madre, su FoxLife (canale 111 di Sky), in attesa di approdare in chiaro su Italia1 (magari in una rinnovata serata Doc?).
Nell’attesa del suo arrivo da noi, scopriamo qualcosa di più sui personaggi e sulle storie che ruotano attorno al noto chirurgo neonatale Addison Forbes Montgomery (Kate Walsh), donna dal carattere forte e determinato, al punto che decide di trasferirsi a Seattle per riconquistare la fiducia del marito Derek (Patrick Dempsey), tradito col migliore amico di lui (Mark, Eric Dane), per poi rinunciare al prestigioso incarico di caporeparto e traslocare a Los Angeles, dove iniziare una nuova vita e, chissà, trovare l’amore.
Continua a leggere: Private Practice, lo spin-off di Grey's Anatomy
Se i trionfi di Ugly Betty ai Golden Globe non possono che essere na grande soddisfazione per la ABC sono state ben tre le serie tv chiuse prima del tempo per i pessimi rating in questa stagione e sulle quali il network di Lost e Desperate Housewives puntava.
Si tratta di Day Break, The Nine e Six Degrees.
Del primo vi avevamo parlato all’annuncio della cancellazione, la miniserie da 13 episodi che doveva occupare lo spazio del Mercoledì sera durante la lunga pausa di Lost è stato un vero disastro in termini di ascolti, nonostante fosse piuttosto accattivante, ed è stata trasmessa per sole 5 puntate.
The Nine, recensito a dovere da Marcus qui, doveva essere un prodotto destinato alla lunga serialità e raccontava le vite di 9 persone molto diverse fra loro unite dall’aver vissuto insieme un’esperienza traumatica: restare ostaggio di due criminali per più di 24 ore durante una rapina in banca finita male.
Six Degrees, anche questo recensito da Marcus, era un’altra delle creature di J.J. Abrams e puntava sullo sviluppo della teoria dei sei gradi di separazione per raccontare gli incroci fra diversi personaggi nell’affascinante ambientazione newyorkese.
L’annuncio della ABC è che tutti e tre i telefilm verrano mandati in onda nel giro di qualche mese, nelle loro puntate inedite, su internet tramite il portale del network.
La novità è che non ci si limiterà a sfruttare la rete per un’operazione sullo stile “non si butta via niente“, ma al contrario i lavori di post-produzione degli episodi inediti e già girati non saranno trascurati e gli sforzi si concentreranno per offrire comunque un prodotto finale di ottimo livello.
A riprova di ciò per quanto riguarda The Nine, che nei 13 episodi ordinati da ABC non era previsto trovasse una sua conclusione, non si esclude la possibilità di girare delle nuove scene da montare per permettere agli autori di soddisfare la curiosità dei telespettatori a proposito del mistero della rapina, motore principale della trama.
Che dire, sicuramente è più di quanto ci si possa aspettare da un network che dovrebbe teoricamente puntare solo al “profitto”, un tipo di rispetto nei confronti dei tanti fans delle serie tv che sarebbe stato difficile da immaginare. In questo senso un plauso alla ABC ci sta tutto.
Non è durata a lungo la miniserie di 13 episodi che la ABC stava programmando il mercoledì sera per riempire il vuoto lasciato da Lost in questa pausa invernale. L’andamento di Day Break non era stato brillantissimo sin dall’esordio, ma il peggioramento ulteriore e progressivo ha convinto i dirigenti del network americano a gettare la spugna.
Il sesto episodio, andato in onda tre giorni fa, ha avuto un rating imbarazzante e dei dati di ascolto che hanno evidenziato come il pubblico non resti esattamente “incollato alla sedia“: ben 1/3 dei telespettatori ha cambiato canale prima che la puntata finisse.
Eppure la trama, seppur non esattamente originalissima, era costruita proprio per appassionare e mantenere alta la tensione. Il Detective Brett Hopper (Taye Diggs) si sveglia alle 6:18 del giorno in cui verrà incastrato da una misteriosa organizzazione che minaccia l’incolumità della sua ragazza e di sua sorella se non confesserà l’omicidio del sostituto procuratore Alberto Garza.
Con lo stesso espediente narrativo del celebre film “Ricomincio da capo“, il protagonista rimane intrappolato in quel determinato giorno e continua a riviverlo apparentemente senza soluzione di continuità qualsiasi cosa faccia per cambiarne il corso. La missione di Hopper è riuscire a proteggere i suoi cari mentre raccoglie gli elementi che gli consentano di dimostrare la sua innocenza. A mio parere si tratta di un buon prodotto e sorprendono dei risultati tanto deludenti: probabilmente l’astinenza da Lost e il confronto inevitabile con quest’ultima rendono gli spettatori più selettivi ed esigenti.
Chissà che in futuro, magari grazie al p2p, non si riescano a reperire gli ultimi episodi nella versione pre “post-produzione” come è accaduto per altri telefilm cancellati in passato: in questo caso, essendo una miniserie, si potrebbe sapere in maniera definitiva “come andava a finire“.