
L’8 aprile 1990 l’America entrava per la prima volta nel mondo di “Twin Peaks”, la serie che sarebbe diventare subito un cult e fonte d’ispirazione per numerosi telefilm successivi. La storia scritta da David Lynch e Mark Frost per la Abc, ai tempi, attirò ben 22 milioni di telespettatori, preannunciando un successo che sarebbe presto arrivato anche da noi (in Italia, debuttò il 9 gennaio 1991 su Canale 5, con 11 milioni di persone davanti allo schermo).
Per celebrare i 20 anni della serie, il mistero dell’omicidio di Laura Palmer sta per tornare in tv: l’appuntamento è su Steel di Mediaset Premium dal 24 maggio alle 23:20, e poi ogni lunedì alle 22:40 con due episodi. Un’occasione per rivedere la serie (che in realtà in questi anni è già stata replicata in tv, da Rete 4, Italia 7 Gold, Jimmy, RaiTre e Fantasy) , ma anche per farla conoscere a chi, ai tempi, era ancora troppo piccolo per “reggere” la tensione di cui lo show era rivestito.
L’omicidio di una brava -all’apparenza- ragazza in una tranquilla cittadina dello Stato di Washington è infatti solo il punto di partenza di un telefilm grazie a cui il grande pubblico ha conosciuto il mondo onirico di Lynch che, unito ad una forte componente poliziesca, ha permesso che la semplice domanda “Chi ha ucciso Laura Palmer?” diventasse un’ossessione per milioni di persone.
Da stasera, ogni venerdì fino al 22 agosto, alle 21 SciFi (visibile su Steel di Mediaset Premium) trasmetterà le tre puntate delle miniserie fantascientifica “Dune”, andate in onda sull’omonimo canale americano nel 2000.
Tratto dal libro del 1965 di Frank Herbert -vincitore dei Premi Nebula e Hugo, i massimi riconoscimenti nel settore fantascientifico-, “Dune” è diventato un cult per gli appassionati di fantascienza soprattutto dopo la sua rivisitazione cinematografica, avvenuta per mano di David Lynch nel 1984, nonostante lo scarso risultato al botteghino.
La miniserie, sceneggiata da John Harrison (al lavoro anche sul film Disney “Dinosauri”), ha permesso un maggiore sviluppo della trama e dei personaggi del romanzo, dando loro un maggiore spessore rispetto al film. Protagonista è Paul Atreides (Alec Newman), figlio del Duca Leto (William Hurt), in missione per il misterioso pianeta di Arrakis, meglio conosciuto, appunto, come Dune, l’unico in cui sia possibile trovare la “spezia”, ovvero una sorta di droga che dona, a chi la assume, straordinari poteri e forze.
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In un intervista della settimana scorsa, in occasione dell’uscita online di “Dr. Horrible”, Joss Whedon aveva detto che con “Dollhouse” c’era qualche problema, ma nulla di grave, ed aveva confermato la messa in onda per gennaio sulla Fox.
Ora, il problema di cui parlava era probabilmente il fatto che il primo episodio girato non andava molto a genio, né a lui né ai dirigenti del network, che gli hanno chiesto di rimettersi al lavoro e di riscrivere la sceneggiatura. Whedon si è messo subito al lavoro, soprattutto dopo aver mostrato, stando ad alcune indiscrezioni, parte dell’episodio pilota al regista David Lynch, che gli ha espresso qualche perplessità.
Così, Whedon ha deciso di utilizzare la trama del secondo episodio, adattandola a parti del girato appartenente al primo. Una scelta che, a detta stessa dell’autore, non coincide con un malcontento da parte della Fox ma solo con l’intenzione di attirare più pubblico e di rendere più comprensibile la storia. La stessa sorte era toccata più o meno al primo episodio di “Buffy”, che a sua volta era molto diverso rispetto al film da cui è derivato. Whedon ha spiegato così la sua decisione:
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Già qualche anno fa circolava la voce che “Lost” avrebbe chiuso il suo ciclo non in televisione ma al cinema, a suggellare quel fenomeno seriale che con gli anni è diventata la creatura di J.J. Abrams. Ieri questa ipotesi ha ripreso a circolare, secondo cui il creatore di “Alias”, “What about Brian” e del cinematografico “Cloverfield” sarebbe intenzionato a fare concludere le vicende dei naufraghi dell’Oceanic 815 e degli Altri proprio sul grande schermo.
Un’ipotesi che non ha ancora nulla di certo, ma già alimenta aspettative e preoccupazioni da parte dei fan. Carlton Cuse e Demon Lindelof in questi anni hanno tanto insistito con la Abc per ottenere -cosa rara in televisione- la certezza della data di conclusione dello show, fissata per il 2010, dopo poco più di 100 puntate. Il film servirebbe a sciogliere quei nodi che un finale per la tv non saprebbe fare, ed in questo modo la sceneggiatura dei prossimi episodi non si complicherebbe ulteriormente.
Se davvero l’idea del film dovesse concretizzarsi, i loro piani andranno a monte, e il finale televisivo lascerà indubbiamente misteri irrisolti, o la pellicola prenderà altre strade? E voi, andreste al cinema a seguire la fine di Locke e Sawyer o vi rifiutereste “di pagare per una cosa che potete vedere gratis in tv” -come dice Homer Simpson all’inizio, appunto, del film sulla sua famiglia-?
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