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The Show Must Go Off - Fabi, Gazzè e Silvestri sostituiscono Elio e le Storie Tese

pubblicato da Malaparte

Max Gazzè, Niccolò Fabi e Daniele Silvestri - The Show Must Go Off del 28 gennaio 2012

Quando fai lo show-nonsense del sabato sera puoi anche permetterti dei lussi. Come, per esempio, non avere live la band resident e farla sostituire da tre musicisti che si presentano con le maschere degli Elii. Accade nella seconda puntata di The Show Must Go Off.

Trattasi, nientemeno, di Niccolò Fabi, Max Gazzè e Daniele Silvestri che, con estrema ironia, sostituiscono Elio e le Storie Tese, impegnati in un live a Roma, improvvisando un nuovo gruppo, i Niente popo’ di meno.

I tre “giocano” a non saper fare gli stacchetti, rivendicano con la Dandini di essere stati a Sanremo (ma lei risponde «Un Sanremo non si nega a nessuno») poi si sostituiscono in tutto e per tutto agli Elii, parodiando le loro stesse canzoni e prestandosi al gioco con grande autoironia.

Max Gazzè, Niccolò Fabi e Daniele Silvestri - The Show Must Go Off

Modulo Project - Il corpo di ballo di The Show Must Go Off

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A volte ritornano (meno male): Simona Cavallari ne Il Capo dei Capi

pubblicato da Lord Lucas

simona cavallari e daniele silvestriPer fortuna ci si ricorda che esistono le veterane. Simona Cavallari era la classica brava attrice uscita dal giro e ci voleva una fiction importante come il Capo dei Capi per ridare onore al suo talento. Ne va fiera anche lei in un’intervista rilasciata a Vanity Fair:

“In Italia non si premia il talento e quando esci dal giro ti dimenticano facilmente, specie se non sei raccomandata e non fai vita mondana. Ora lavoro di meno, ma cerco di scegliere di più”.

Nella serie tv sulla vita di Totò Riina, partita con boom di ascolti su Canale 5, la Cavallari interpreta la moglie di un poliziotto legato al clan dei Corleonesi, alias Daniele Liotti. I due attori avevano già lavorato insieme -recitando il ruolo di due fratelli - nella fiction Donna, che il sottoscritto ricorda ancora con piacere visto che vantava un cast eccezionale, da Ottavia Piccolo ad Angelo Infanti passando per Edwige Fenech.
A sua volta, la Cavallari non è nuova a storie di mafia, visto che ha ricevuto la ribalta da La Piovra al fianco di Michele Placido:

“E’ un argomento che mi ha sempre affascinata. Dal dopoguerra in poi la mafia è entrata a far parte della storia e della mentalità dei siciliani, e questa fiction lo racconta molto bene”.

Dunque, è proprio il caso di dire ‘gallina vecchia fa buon brodo’, volendo qui alludere, oltre alla sua navigata professionalità sul campo, anche all’invecchiamento al trucco indispensabile per entrare nella parte. La nostra Simona, infatti, è ancora giovane e ha tutta la vita d’avanti, da trascorrere con il suo inseparabile compagno (convivono dal 2000 e hanno due figli) Daniele Silvestri. Non resta che augurarle un roseo futuro in tutti i sensi.

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Silvestri e Cristicchi: il finto imbarazzo e il vero impegno

pubblicato da Lord Lucas

daniele silvestri simone cristicchiOrmai è da diversi mesi che ci siamo lasciati Sanremo alle spalle. Ancora una volta di molti cantanti abbiamo perso ogni traccia (e il fatto che Patrizio Baù presentasse il suo ultimo singolo a L’Italia sul Due Giovani, dopo gli aneddoti sulla Celentano di Agata Reale, la dice già lunga sul post-Festival). Se omettiamo il martellante invito a pensare del guru Fabrizio Moro, del Festival non è rimasto poi tanto. Ma ci sono due big che si sono contesi in un testa a testa mozzafiato la vittoria finale ed erano dati per favoriti sin dagli inizi: Simone Cristicchi e Daniele Silvestri. Il primo ce l’ha fatta e ora ha appena iniziato il suo Tour Dall’altra parte del cancello, che lo vedrà in scena con il suo spettacolo sui matti. Insomma, è finalmente riuscito ad emergere con la sua piena identità artistica. L’altro si sarebbe aspettato qualcosa in più e, uscito dalla latitanza apposta per la vetrina sanremese, si definisce su Corriere Magazine un po’ imbarazzato:

“A Sanremo ho sentito spesso un certo imbarazzo. Un po’ per snobismo. Ma anche perchè il pezzo che porti assume un valore diverso da quello che vorresti. La Paranza ora rischia di soffocare il resto dell’album. A Sanremo si trova il meglio e il peggio del mondo della musica. Io non amo l’aspetto del vendersi, ma devo ammettere che quindici giorni a Sanremo, col naso turato, hanno un valore immenso sulla promozione. Io quest’anno a Sanremo ci sono andato soprattutto perchè se no non avrei mai finito il disco. Ha funzionato da dead line”.

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