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Tutti gli articoli con tag daniele luttazzi

Amarcord: Andy Kaufman's "going-too-far-corner"

pubblicato da Gabriele Capasso

Sul suo blog Daniele Luttazzi segnala un video tratto dall’unico show di Andy Kaufman ed è impossibile resistere alla tentazione di riproporvelo. Per quanti non lo conoscessero Kaufman è una figura storica della comicità americana, un autore ed interprete assolutamente geniale che ha lasciato il segno nonostante la brevissima carriera. Curiosamente Wikipedia offre anche in italiano una sua biografia piuttosto completa.

In questo estratto il “song and dance man“, come amava autodefinirsi Kaufman, è protagonista di un’originalissima e surreale “rubrica” del suo show: “The going-too-far-corner“, traducibile come “L’angolo dell’andare troppo oltre” o “dell’esagerazione”. Nello sketch l’immagine di cattivo gusto che mostra gli costa l’immediata chiusura del programma e il confino su un’isola deserta, una situazione impossibile dalla quale Kaufman esce alla sua maniera.

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Daniele Luttazzi - La sesta di Decameron questa sera all'Ambra Jovinelli

pubblicato da Malaparte

La sesta puntata di Decameron di Daniele Luttazzi, quella che non andrà mai in onda su La7, verrà proposta questa sera al teatro Ambra Jovinelli di Roma - per intenderci, per i non capitolini, vicino alla Stazione Termini.

I seicento biglietti - gratuiti - a disposizione del pubblico sono andati esauriti nel giro di un’ora e si è deciso di approntare un maxischermo all’esterno del Teatro perché anche chi non è riuscito a accaparrarsi un posto al coperto possa vedere lo spettacolo.

La tv è potente: oscura, nasconde, tace, omette, rivela parzialmente.
La vita vera, fortunatamente, trova il modo di manifestarsi anche altrove. E siamo certi che la sesta puntata di Decameron si troverà presto anche in rete.

Chi dovesse trovarsi da quelle parti, potrebbe, per una volta, seguire un consiglio sui generis, spegnere la tv e uscire all’aperto.

La7 pubblica una nuova nota sul caso Luttazzi-Decameron

pubblicato da Malaparte

La7 Com’è naturale, il caso Luttazzi-Decameron-La7 è molto dibattuto su TvBlog. Per questo motivo, sembra logico e naturale, dopo aver riportato le parole di Luttazzi, proporre ai nostri lettori anche la nuova nota dell’emittente, che ci è stata segnalata nei commenti. Si può leggere di seguito, e dopo il salto.

La7 scrive:

Ci sono parole che stanno perdendo il loro significato profondo. Sono parole che per molti non evocano più nulla di prezioso, di raro. Ma sono proprio queste le parole per cui vale le pena battersi.
Una di queste è la parola “Libertà”.
Un’altra, altrettanto importante, è la parola “Responsabilità”.

Noi, con incrollabile cocciutaggine, crediamo che fare gli editori, maneggiare sapere, informazioni e contenuti, sia un dovere e un impegno morale. E che solo navigando lungo la rotta di queste due parole si riesca a dare vita a un rapporto speciale con i propri collaboratori e col proprio pubblico, un rapporto fatto di rispetto e fiducia.

Tutto quello che è accaduto con Daniele Luttazzi, ha origine nel “tradimento” di questo patto.

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Luttazzi e il plagio della battuta incriminata

pubblicato da Gabriele Capasso

Ancora Luttazzi al centro delle polemiche, questa volta è Repubblica ad alimentare un nuovo caso. Il sito del quotidiano riporta nella “colonnina morbosa”, non citando la fonte indicata genericamente come “i blog”, la notizia di un presunto “plagio” del comico riguardante proprio la famosa battuta che ha causato la chiusura di Decameron. La “scoperta” è attribuibile a 7yearwinter, successivamente citato da Luca Sofri, e non aveva alcun intento denigratorio alla fonte.

Luttazzi non avrebbe copiato un collega qualsiasi, ma nientepopodimenoche Bill Hicks, americano con molti “similitudini” biografiche con il nostro comico. Tanto per citarne alcune Hicks, scomparso nel ‘94, incise alcuni dischi, era noto per il suo stile corrosivo e spesso “sopra le righe”, era chiaramente influenzato da Woody Allen e venne censurato dopo alcune performance al David Letterman Show.

L’accusa è platealmente pretestuosa anche senza tirare in ballo la legittimità, per ogni comico, di poter “trarre ispirazione” da altri colleghi, soprattutto quando appartengono ad altre culture, epoche o paesi. Luttazzi ha già replicato sul suo blog a Repubblica. Ci potremmo avviare nell’infinito dibattito su dove sia il confine fra “plagio” e “citazione”, ma se proprio vogliamo parlare di qualcosa che Luttazzi ha indubbiamente copiato possiamo fare riferimento ad un’altra battuta su Ferrara, quella sul “giulianone”.

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Daniele Luttazzi - La sesta di Decameron a teatro e la mail a Repubblica

pubblicato da Malaparte

Daniele Luttazzi Daniele Luttazzi non si ferma. Dopo aver annunciato sul suo blog di aver sporto denuncia e di aver ottenuto il sequestro probatorio di tutto il girato di Decameron, sta per portare la sesta puntata di Decameron, quella mai andata in onda, a teatro. Avrebbe dovuto essere l’Ambra Jovinelli, ma non sarà così: i fan aspettano una nuova location, a breve.

E non basta: il comico scrive una mail a Repubblica, già ripresa da varie agenzie e siti di informazione in cui chiarisce una volta di più il suo pensiero. Eccola, per esteso:

La volgarità è la tecnica della satira. Con questa tecnica, la satira esprime idee e opinioni, censurare la satira (in nome del cattivo gusto o di altri principi volatili e capziosi) è censurare le opinioni. E’ fascismo. Chi si attarda in disquisizioni sul buon gusto è un censore. Punto. L’unico limite lo stabilisce la legge: diffamazione, calunnia. La satira è arte: o è totalmente libera, o non è satira.

Se io parlo del sostegno immondo di Ferrara alla guerra criminale di Bush, Blair e Berlusconi in Iraq, e voi vi scandalizzate dei toni satirici invece che di Abu Grahib o del napalm a Falluja, la vostra scala di valori è corrotta. Era questo il significato di quel monologo. Come volevasi dimostrare

Decameron, Luttazzi, la rete e la censura. Lettera aperta

pubblicato da Malaparte


Cari dirigenti di La7, Caro Antonio Campo Dall’Orto.

Si discute in rete se questa, la vostra, sia censura o no. Francamente mi importa poco. Mi importano i fatti.
Il fatto è che lo show di Daniele Luttazzi è stato cancellato - o sospeso? -. Il fatto è che ieri sera Crozza ha detto - ovviamente per voler di La7 - che il girato di Decameron non verrà cancellato, ma che Luttazzi, sul suo blog, dice che la cosa sta accadendo proprio ora. Accadrà?

Il fatto è che non ci sono commenti ufficiali - eccezion fatta per la noticina sul vostro sito e per le prime dichiarazioni in difesa della scelta operata - né da parte di Giuliano Ferrara anche se Giuliano Ferrara, con una lettera, chiarisce che sì, era satira (!). Antonio Campo Dall’Orto non dice più nulla. Né lo fanno altri.
Il fatto è che su La7 non si trova più alcuna traccia video dell’operato di Luttazzi fin qui trasmesso. Cosa, ci concederete, abbastanza sospetta: non bastava eliminare quella famigerata battuta? Sul sito di La7 Decameron non è mai esistito, non fosse, appunto, per questa nota ufficiale che conferma la sospensione a causa dell’ormai famigerata battuta su Ferrara - che Luttazzi riprende sul suo blog e che, come ricorda il nostro Notuno, era stranota al pubblico di Daniele. Possibile che non fosse nota a voi? -.

La rete, quella sì, rende giustizia, per ora, e le varie puntate di Decameron trasmesse si trovano - ancora per quanto? - a pezzi su YouTube. Anche se se ne trovano sempre meno.
Ma, amici di La7, Antonio Campo Dall’Orto, qui su TvBlog vi abbiamo sempre messi su un piedistallo, difesi come paladini della tv che vorremmo e della libertà esaltando le vostre scelte e il vostro operato. Dove siete, ora? Cosa avete da dire in risposta a tutti coloro che, allibiti, vi scrivono? Volete veramente farci credere che la battuta su Ferrara non la conoscevate, che è stata quella la causa scatenante? Parlate, saremmo felici di ascoltarvi.

Per ora, dopo il salto, l’ennesimo stralcio di Decameron che proponiamo, fieri di farlo, ancora una volta sostenendo il potere della rete contro quello della tv. Questa volta, con rammarico, anche contro La7.

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La 7, Luttazzi e la libertà

pubblicato da Massy

Caso Luttazzi: turbolenze a La 7

pubblicato da Gabriele Capasso

Sono state due le reazioni di Daniele Luttazzi dopo la cancellazione del suo Decameron decretata da La 7, entrambe sono state affidate al suo blog personale. La prima è una geniale citazione di Shining, il film di Stanley Kubrick tratto dall’omonimo libro di Stephen King: un lungo post che riporta solo la frase “Il Mattino ha l’oro in bocca“, la stessa che la moglie di Jack Torrance trova ripetuta ossessivamente nel manoscritto del marito, uno dei primi segnali della follia che porterà il personaggio interpretato da Jack Nicholson a sfogare la sua violenza omicida.

La seconda è il racconto di quanto accaduto nella serata di sabato negli studi di La 7:

Stasera è successo un fatto gravissimo: per motivi legali ( nessuna comunicazione ufficiale della sospensione del programma ) io e Franza Di Rosa abbiamo completato al montaggio la puntata n.6 che doveva andare in onda. Verso le 20, dei funzionari di La7 sono entrati in sala montaggio per impedire fisicamente che proseguissimo. Hanno occupato la stanza, hanno intimato al tecnico di sospendere ( senza averne titolo ), uno di loro si è seduto al mio posto alla consolle e non se ne andava, sfidandoci. Ho telefonato all’avvocato: stavano commettendo un reato ( violenza privata ) e potevo chiamare la polizia. A quel punto sono usciti. Poi, quando ho finito e me ne sono andato, uno di loro è entrato per CANCELLARE TUTTO IL GIRATO di Decameron, passato e futuro. Spero non l’abbiano fatto.

Quanto racconta Luttazzi getta un’ulteriore ombra sinistra sulla sospensione del programma avvenuta in seguito alla battuta che aveva fra i protagonisti Giuliano Ferrara. A La 7 l’aria è sempre più tesa mentre latitano i commenti del Direttore del Foglio e di Antonio Campo Dall’Orto sulla vicenda. Il Comitato di Redazione del Tg della rete ha chiesto un chiarimento alla direzione dopo la decisione di oscurare la notizia su Luttazzi nell’edizione notturna del Venerdì.

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Decameron di Luttazzi sospeso da La 7 dopo una battuta su Ferrara

pubblicato da Gabriele Capasso

La 7 ha deciso di sospedere, con effetto immediato ed a partire dalla puntata di stasera (la sesta delle dieci previste) il Decameron di Daniele Luttazzi. La decisione, inaspettata e maldestra, arriva ufficialmente solo nella serata di oggi con una motivazione a dir poco singolare: una battuta, forte ma volutamente provocatoria e surreale, che aveva come protagonista Giuliano Ferrara. (Qui il video)

La rete non deve essere stata particolarmente vigile visto che la battuta in oggetto ha di fatto aperto la puntata di Sabato 1 Dicembre, regolarmente andata in replica Giovedì senza che nessuno avesse da ridire. Questo è un estratto della nota rilasciata da La 7:

Daniele Luttazzi ha gravemente insultato e offeso Giuliano Ferrara, che con la stessa La 7 collabora da anni come co-conduttore di Otto e mezzo. Le espressioni usate sono palesemente in contrasto con la satira e si configurano come una provocazione alla dignita’ e all’onore personale di un nostro collaboratore. La 7 si riserva anche di considerare la questione sotto il profilo legale per i possibili danni di immagine, trattandosi di una emittente fondata sul binomio inscindibile di liberta’ e responsabilita’ verso le persone cosi’ come verso il pubblico.

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Celentano delude, non negli ascolti

pubblicato da Malaparte


Celentano non convince ma La situazione di mia sorella non è buona supera i 9 milioni.

Era quasi scontato, giusto (per i dati precisi attendiamo il quotidiano post di Share con i dati Auditel di lunedì 26 novembre 2007)?
Ma qui non si ha paura di andare controcorrente, né di dire quel che si pensa.

E anche chi lo ha stimato in altri momenti - il sottoscritto, per esempio -, si trova a dover constatare che quanto si legge nella nostra diretta di ieri è vero: La situazione di mia sorella non è buona, il one man show una tantum di Adriano Celentano è stato un brutto programma.
Un maxi-spot al disco.
Un concentrato di ospitate con regia incerta, gobbi a vista e sketch d’altri tempi con pochi momenti di buona musica.
Un’accozzaglia di luoghi comuni, tematiche vecchie, verità buone per tutte le stagioni e cerchiobottismo da quattro soldi.

Eppure si leggono cose che fanno riflettere, si legge di gente che pensa che quelle di Celentano di ieri siano state bordate sparate a destra e a manca.
Non me ne vogliate: a chi vuol bordate - a chi vuol sapere cosa significhi sparar davvero bordate, in televisione, in Italia, oggi, continuo a suggerire una puntata di Decameron. Una qualsiasi. Cominciate da questa per esempio.
Daniele Luttazzi. Lui fa satira, lui spara bordate, lui dice cose contestualizzate e concrete e non fa predicozzi dall’alto di pulpiti inesistenti.

Illuminante, in questo senso, la critica di oggi di Aldo Grasso, mirata, incisiva, puntuale.

Non ci resta - non mi resta. Se a voi il Celentano di ieri sera è piaciuto, ditelo: l’opinione è tale in quanto opinabile - che attender Benigni, sperando in qualcosa di meglio.

E confidando nella prossima puntata di Decameron, il sabato, in terza serata, quando gli spettatori di Luttazzi sanno già quel che Luttazzi dirà loro, ma comunque saranno lì. A godersi le bordate.

Quanto al caro vecchio Adriano, immagino che bisognerà darsi appuntamento all’uscita del prossimo disco, giusto? Tornerà, farà 8 milioni e mezzo: lo spettatore, quando cerca le bordate, ha bisogno che siano rassicuranti pure quelle.

Scandalo Rai-Mediaset? Te lo spiega Luttazzi

pubblicato da Gabriele Capasso

Altro tipico vizietto italiano: che fine ha fatto lo scandalo intercettazioni Rai-Mediaset animatosi pochi giorni fa? Non ne parla più nessuno, tutto finito.

Sembrava dovesse trattarsi di un terremoto, verbali con Dirigenti Rai (di nomina berlusconiana) e Dirigenti Mediaset che parlano fra loro nel tentativo di condizionare i palinsesti (di entrambi i network) per proteggere in ogni modo possibile il Governo, prima dall’inquietudine causata dall’agonia e la conseguente morte del Papa, poi dai disastrosi risultati elettorali delle Regionali.

Il clamore con il quale questi scandali (di ogni genere) esplodono per poi concludersi con un sostanziale nulla di fatto ha anestetizzato l’opinione pubblica, tutto è gravissimo, però tutto sommato normale. Il gioco delle parti della politica ha compiuto il percorso classico, il centrodestra a minimizzare e difendere l’operato del “Capo” e il centrosinistra a stracciarsi le vesti per poi non arrivare a nessun risultato.

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Luttazzi, meglio non reagire

pubblicato da Malaparte

Daniele Luttazzi Luttazzi il giorno dopo. L’analisi del programma l’ha già fatta il nostro Notuno.
Alla stessa mi sentirei di precisare che sì, le risate finte sono una scelta infelice, perché privano Luttazzi del contatto diretto con il pubbico e perché sembra tutto più artefatto.
Ma al tempo stesso preservano Decameron da fughe di notizie prima della messa in onda e sembrano scelta estetica che in qualche modo stigmatizza quella tv’dove è tutto curato e patinato. Certo, però, che il risultato è a tratti troppo scialbo.

Ma non è di questo che mi preoccuperei. Mi preoccuperei piuttosto della totale mancanza di reazioni, da destra a sinistra, alle esternazioni del comico. Che, diciamocelo, ha detto tutto quel che doveva dire, un fiume in piena, a tratti anche difficile da seguire se non con perfetta padronanza dei fatti narrati - fatti che, diciamoci anche questo, gli spettatori di ieri sera conoscevano fin troppo bene -.

Non c’è stato alcun commento. Non commenta il pernacchiato Berlusconi, non commenta Prodi, massacrato nelle pessime scelte del suo Governo - che, ricorda Luttazzi, non ha risolto il conflitto di interessi, ci lascia in una situazione di guerra, non ha risolto il problema del precariato e via dicendo - non commentano Mastella e Di Pietro.

Luttazzi ne ha avuto per tutti - persino per Benigni, recentemente immortalato in braccio al Ministro della Giustizia -, non ultima per la televisione. Eppure la strategia comune, come in un tacito accordo, è quella del silenzio.

Non dare importanza alle parole del comico, non replicare per evitare che le stesse abbiano ulteriore cassa di risonanza, per evitare l’effetto-Grillo nelle mani di qualcuno che, comunque, continua a fare l’artista, il comico, l’attore e non il trascinatore di folle. E, per questo stesso motivo, è molto più pericoloso per lo status quo.

Non reagire, dunque, per non far pubblicità a Decameron.
Ma non si preoccupino, lorsignori. Ci penseremo noi, ci penserà la rete a far pubblicità, se la tv non bastasse.

Decameron: il giorno dopo

pubblicato da Gabriele Capasso

Daniele Luttazzi, di nuovo in tv con Decameron
E’ finalmente arrivato l’esordio/ritorno di Daniele Luttazzi con il suo Decameron su La7. La prima puntata è ormai “storia”, l’evento si è consumato insieme a tutta la sua spasmodica e frustrante attesa durata 6 anni dopo l’Editto Bulgaro di Berlusconi.

Prima di tutto chiedo a voi lettori un giudizio sulla trasmissione, mi auguro il più sincero e meno “ideologico” possibile, attraverso il nostro sondaggio. Solo dopo il continua vi offrirò la mia primissima impressione “a caldo“, mi auguro utile come spunto per una discussione costruttiva.

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Luttazzi torna in tv

pubblicato da Massy

Decameron - Il grande ritorno di Luttazzi. Durerà?

pubblicato da Malaparte

Daniele Luttazzi Chi ha assistito alle registrazioni è pronto a scommettere sulla chiusura immediata di Decameron, il grande ritorno di buoni propositi, già espressi a RT - Rotocalco Televisivo di Enzo Biagi e riportati da Repubblica:

Fosse per me, aprirei le cataratte e farei uscire tutta la bile accumulata in questi anni. Ma poi me ne pentirei, quindi cercherei di centellinare la bile con battute ad hoc

(nel post di ieri, dedicato a Biagi, potete rivedere quell’intervista che ripercorre, nella sua introduzione, la carriera di Luttazzi. Una carriera fatta di battute scomode e allontanamenti) pare proprio che il buon Daniele non abbia risparmiato nessuno, in questa prima puntata che si fa attendere da anni e che promette scintille, contro tutto e tutti (Vaticano incluso).

Ovviamente, qui ci si augura che la sua satira per adulti abbia il successo che merita e che il programma faccia il suo corso naturale. E voi cosa ne pensate?

Dopo il continua, il promo su La7 che riprende l’appello di Santoro a Anno Zero, con un ironico troppo tardi.

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