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Tutti gli articoli con tag daniele luttazzi

Bill Hicks al David Letterman. La tv che in Italia non vedremo mai

pubblicato da Malaparte

D’accordo: il panorama è desolante. Quello televisivo, intendo. Con buona pace di chi pensa che quando si critica qualcosa si “sputi” nel piatto dove si mangia. Una retorica inaccettabile. Si mangia parlando di televisione. Italiana. Purtroppo, aggiungerei.
Perché, con buona pace dei fan, la tv di qualità non si fa stabilendo il record di durata del Grande Fratello, per dire.
Il discorso non è difficile, non vuole essere una giustificazione né un modo per mettere le mani avanti, né una captatio benevolentiae. Che siano tempi bui, dovrebbe essere evidente a tutti.

Che la deriva della tv nostrana sia concausa e vittima, allo stesso tempo, di questi tempi bui, anche. Ecco perché è il caso di provare a creare qualche appuntamento alternativo al già visto. E non me ne vogliano i nerd da YouTube - fra cui mi annovero, affinché nessuno si offenda - se proporrò loro cose che, per loro, sì, sono altrettanto già viste. Perché la tesi di questo spazio che mi ritaglio per cambiare un po’, è che ci sono minuti, ore intere di televisione, sparsi in giro per il mondo, che in Italia non vedremo mai. Non solo perché non ci vengono proposte - o perché, al massimo, vengono proposte su canali non accessibili a tutti o a orari improbabili - nella loro forma originale. Ma anche perché la nostra tv non riesce a partorire personaggi di spessore. Nemmeno i frontman più acclamati ce la fanno più, a uscire da quel vortice di buonismo per famiglie misto a finta volgarità, quando tentano, per dire, di far ridere. L’intrattenimento senza entertainment, insomma.

E nemmeno chi vorrebbe fare approfondimento da un punto di vista informativo, politico e quant’altro riesce più a darci una visione d’insieme non drogata da quel tifo fazioso e cieco che ha ridotto il dibattito televisivo a un concentrato di concetti svuotati di significato, a un appiattimento culturale senza pari nella storia dell’informazione. E così, per provare a scuotere un po’ questa situazione stagnante, credo che si possa ripartire anche da qui, da TvBlog. Non temete: non faremo lezioni di sorta, né potremo svincolarci dalla situazione attuale. Questo c’è, di questo parliamo. Ma possiamo parlare anche d’altro. E così, ecco un pezzo straordinario: è del 1993. Il 9 ottobre 1993, per la precisione, Bill Hicks avrebbe dovuto fare la sua comparsa per la dodicesima volta al Late Show with David Letterman. Con un monologo al vetriolo in cui si parlava anche della Pasqua. Ma venne censurato. Prendete questo post, e il video che lo accompagna, dunque, come una sorta di augurio pasquale - per quanto dissacrante e sui generis.

    Credits: il video che vedete qui sopra, lo trovate anche sul canale YouTube di PompelmoMeccanico, autore dei sottotitoli. Gestisce, con passione e dedizione, il bel sito Comedysubs.org, un gruppo di fansubs che si dedicano alla traduzione sistematica di monologhi di comici stranieri. Su Comedysubs.org si può respirare un po’ d’aria buona, che vi proporremo anche su queste pagine web.

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pubblicato da Massy


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Rai4: Carlo Freccero vuole Daniele Luttazzi?

pubblicato da Debora Marighetti

Daniele Luttazzi
E’ apparsa ieri su Il Giornale un’interessante indiscrezione che riguarda Carlo Freccero, responsabile di Rai4, canale del digitale terrestre che sta andando particolarmente bene in quanto ad ascolti. A quanto pare Freccero avrebbe manifestato la volontà di offrire un “posto” a Daniele Luttazzi, per farlo tornare sugli schermi. Per lui si starebbe pensando ad un nuovo programma di satira che dovrebbe andare in onda in autunno, nonostante il budget del canale sia alquanto “ristretto”.

E più che un problema di budget, a noi pare un problema di scontro con la dirigenza. Anche Rai4 infatti fa capo al dirigente generale Mauro Masi, uno che, soprattutto di recente, è sembrato avere una particolare avversione per i personaggi schierati politicamente (a sinistra). Masi potrebbe mai dare il proprio assenso ad un progetto che ha come protagonista Daniele Luttazzi?

Oltre a questo, la cattiva pubblicità della quale è stato oggetto recentemente Luttazzi - ricorderete le accuse di plagio evidente, con svariati video a sostegno della tesi - potrebbero aver fatto calare non di poco l’appeal del personaggio. Oramai Luttazzi ha la fama del copione e la sua difesa è sembrata il classico “arrampicarsi sui vetri”.

Insomma, l’idea di Freccero da una parte sembra essere irrealizzabile, dall’altra potrebbe rivelarsi una topica.

Luttazzi copione? Forse. Luttazzi spocchioso e arrogante? Sicuro

pubblicato da Gabriele Capasso


    Update: A sostegno della mia tesi mi fanno notare una cosa che avevo completamente rimosso, un mio vecchio post su Luttazzi e proprio su un’accusa di plagio. L’articolo è datato Dicembre 2007, lo potete trovare qui.

Si fa un gran parlare, in questi giorni, di una notizia in realtà vecchia di quasi due anni (almeno per chi segue su internet il sottobosco di ex fan spietati cacciatori di plagi). Daniele Luttazzi copia, questo in sintesi il messaggio. Molte battute, sono circa 250, di una produzione che si immaginava completamente originale, sono riadattamenti o traduzioni di cose scritte e recitate da mostri sacri della satira americana come Bill Hicks, George Carlin, Bill Maher, Steven Wrigth e Robert Schimmel. Le potete trovare qui e, promettono i “cacciatori”, sono destinate ad aumentare.

Partiamo da un punto: chi scrive qui è un fan di Luttazzi, dichiarato, da anni. Sin dai tempi della Gialappa’s. Per la mia personale passione credo anche di poter affermare di aver visto/letto l’intera produzione di Hicks e buona parte di quella di Carlin. Mi ero già accorto che alcune battute (una ventina a testa) fossero anche parte del repertorio del comico di Santarcangelo. Basta per parlare di plagio? Luttazzi si giustifica dicendo che questa sua pratica era dichiarata da tempo: si tratterebbe di una “caccia al tesoro”. Disseminare i suoi monologhi di citazioni di altri comici, sviluppando un confronto con i suoi fan.

Ecco, io non credo che Luttazzi copi, ma credo che il suo “saccheggio” avrebbe meritato una giustificazione più onesta: “Sono grandi battute e a me non erano venute in mente, in pochi le conoscono e io le integro al mio lavoro“. Se nel corso degli anni avesse risposto così non ci sarebbero ulteriori discussioni, nessun polverone mediatico con orde di “ex fan delusi” che arrivano a rammaricarsi perché alcune delle risate strappate da Luttazzi erano risate “truffa”.

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Sta per nascere una Santoro Tv?

pubblicato da Gabriele Capasso


Dopo l’inattesa notizia della risoluzione consensuale del contratto fra Michele Santoro e la Rai ritorna d’attualità un rumor circolato qualche settimana fa, soprattutto su Libero e Il Giornale, al quale pochi avevano dato credito. Dietro l’uscita di scena di Santoro dalla Rai, fatto salvo il misterioso ed indefinito ruolo di “collaboratore” per i prossimi due anni, potrebbe esserci l’intenzione del giornalista di fondare la sua televisione.

La “Santoro Tv” non nascerebbe dal nulla, ma sarebbe l’evoluzione di Red Tv (ex Nessuno Tv), il canale satellitare lanciato da Massimo D’Alema per dare voce alla sua corrente interna al PD quando il segretario era ancora Walter Veltroni. D’Alema ha progressivamente perso interesse per la sua tv, ormai sostanzialmente alla deriva, senza un progetto editoriale forte per il futuro e con i redattori in cassa integrazione, così Santoro avrebbe avviato una trattativa per rilevarla, magari insieme ad un finanziatore illustre: l’ex presidente della regione Sardegna Renato Soru, fondatore di Tiscali, che di capitali ne ha.

L’idea sarebbe stata ispirata dal successo di Rai per una notte, l’iniziativa di protesta del 25 Marzo al Paladozza di Bologna contro il blocco dell’informazione per la Par Condicio che attraverso un network di tv locali, al satellite e a siti internet aveva raggiunto un considerevole audience. Se Annozero dovesse, come probabile, sparire dagli schermi Rai potremmo ritrovare (anche se lontana dalle potenti frequenze della tv generalista) una “Annozero Tv” nella quale ospitare i personaggi sgraditi al Governo che devono lottare per comparire in video, come Marco Travaglio, o che ne sono stati definitivamente estromessi, come il geniale Daniele Luttazzi. Una nuova tv completamente “libera”, orgogliosamente di parte, al di fuori di un servizio pubblico ormai definitivamente colonizzato “dal nemico” di Santoro.

Raiperunanotte - Chi ci restituirà gli ultimi otto anni di televisione?

pubblicato da Stefano Sgambati

Raiperunanotte

Parlare ancora per un attimo di Raiperunanotte è un ottimo spunto per discutere di televisione, che è poi la cosa che, se non sbaglio, più ci aggrada.

Non so se siamo d’accordo, ma Raiperunanotte è stato soprattutto un bell’evento televisivo, talmente bello che la Rai, azienda di Stato a cui tutti noi, per carità, siamo visceralmente affezionati, dovrebbe adesso prendere e rifondarsi da capo a piedi, licenziando e “de-poltronando” tutti i vertici che si sono succeduti in questi ultimi, diciamo, otto anni. Motivo? Pensiamo a Luttazzi. L’avete sentito? L’avete visto ieri sera? Ne ha parlato Malaparte, e meno male. Ci rendiamo conto che questo signore, piaccia o non piaccia, funziona benissimo in televisione? Ci rendiamo conto che l’esserci perduti, ipotizziamo, una trasmissione a sua firma, trasmessa, ipotizziamo, da RaiTre, ipotizziamo, una volta alla settimana, ipotizziamo, per questi ultimi otto anni in cui invece è stato censurato ignobilmente, ci rendiamo conto che tutto questo avrebbe portato dentro i nostri salotti cultura, divertimento, spirito critico, analisi, risate, rabbia, motivo di dibattito? Ci rendiamo conto che al posto di, ipotizziamo, una trasmissione di e con Daniele Luttazzi, in questi ultimi otto anni, abbiamo visto, ipotizziamo, su RaiDue, Antonella Elia prendersi a capellate con Aida Yespica, enormi seni rifatti scapezzolare impunemente, trasmissioni insulse cassate dopo una sola puntata, flop vergognosi pagati a soldi nostri, inutili reality show, talent show canori capaci di partorire il Peggio Assoluto della musica italiana e questo per parlare del meglio? Ci rendiamo conto?

Parliamo di televisione.
Come mai ogni anno, puntualmente, Milena Gabanelli, Michele Santoro e Riccardo Iacona - tre MOSTRI del giornalismo, punto e basta, ieri tutti e tre presenti a Bologna - devono lottare con le unghie e con i denti per garantirsi una messa in onda in una tv di Stato che è talmente vermiforme e viscida da minacciare di non tutelarli legalmente? Perché questo succede? In questi ultimi otto anni quante sono state le puntate minacciate, le puntate effettivamente non andate in onda e le puntate ghettizzate peggio di Giovanna D’Arco? Non sarebbe stato meglio assistere, durante questi lunghissimi e tristi otto anni, a qualche trasmissione libera in più anziché creare dibattito esclusivamente intorno alla questione: Federico Mastrostefano ha lasciato Pamela Compagnucci *veramente* in diretta o era tutto frutto di un copione prestabilito dagli autori? Chiedo. Domando. Vorrei parlare di televisione: in televisione ci deve essere spazio per tutti i gusti, ci mancherebbe, e allora perché vengono rispettati solo i gusti più facili, bassi, solo i gusti di quelli che, legittimamente, per motivi assolutamente loro, non vogliono pensare?

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Rai per una notte - Una pagina di storia della comunicazione

pubblicato da Malaparte

Daniele Luttazzi a Rai per una Notte

E così, è andata in onda, come poteva, Rai per una Notte, in streaming su internet, ripresa da tv locali e canali digitali, sui maxi schermi nelle piazze. A Torino faceva freddo, ma si è rimasti lì, fino in fondo, per assistere a qualcosa che, comunque la si metta, passerà alla storia della televisione, della comunicazione.

Perché, comunque la si metta, si tratta di un evento senza precedenti per un paese occidentale moderno, che un programma per andare in onda debba usare la forza della rete e delle piccole reti; è senza precedenti che un evento del genere fosse necessario; perché era, di fatto, necessario.

Picco assoluto di genialità della serata a Daniele Luttazzi, che può passare dalla volgarità più bassa ad Aristofane senza perdere la propria carica. E darà fastidio a qualcuno, la volgarità. Be’, pazienza. Per la cronaca, il suo monologo sul sesso anale lo fa da tempo, non è certo una novità. Si chiama satira signori. Satira. E la satira deve far ridere e far male. Non l’ha inventata Luttazzi, esiste da sempre e fa del dileggio un’arte.

Poi, in ordine sparso e senza alcun intento di far classifiche: secondo picco della serata, il contributo di Emilio Fede. Talmente surreale da sembrare finto. Talmente vero da lasciare allibiti. Terzo, Elio e le Storie Tese, nella loro riproposizione di Italia amore mio (sì, proprio lei, la canzone del mitico duo Pupo-Filiberto, quella arrivata seconda a Sanremo. Che, rifatta da Elio, ha tutto un altro sapore. Di profonda accusa per la bassezza culturale del paesello italico). E ancora, Mario Monicelli, così anziano, così vero da poter dire tutto. E la storia che racconta Ruotolo, con le intercettazioni e lo stesso Masi in imbarazzo a spiegare al telefono che non si può chiudere un programma ex ante o impedire ex ante a un programma di parlare di un qualche argomento.

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TvBlog trasmette Rai Per una notte

pubblicato da Malaparte


    Questo post conteneva lo streaming di RAI per una notte.

Perché trasmettere questo streaming e dare ai nostri lettori la possibilità di commentare live, l’ho spiegato personalmente qui.

E’, senz’ombra di dubbio, una serata-evento. Perché per la prima volta internet viene massicciamente in soccorso a una televisione che non può più parlare.

Si susseguono, davanti alle telecamere di Rai per una notte: Michele Santoro, padrone di casa, Marco Travaglio, Sabina Guzzanti, Riccardo Iacona, Giovanni Floris, il Trio Medusa, Vauro, Milena Gabanelli, Daniele Luttazzi, Gad Lerner, Elio e le Storie Tese, Roberto Benigni.

Rai per una Notte - Perché anche TvBlog trasmette lo streaming

pubblicato da Malaparte

Rai Per una notte - Perch�© anche TvBlog trasmette

Anche TvBlog trasmette in streaming il live di RAI per una notte. Perché? Perché non si poteva non farlo.
Perché comunque la si pensi la censura è deprecabile, così come è deprecabile il bavaglio all’informazione.

Perché internet è uno scampolo di libertà che ci è consentito ancora sfruttare e perché il sottoscritto, che questo blog ha fondato 5 anni fa, desidera dire chiaramente, ai propri lettori, alla propria redazione, che si batterà sempre perché ognuno possa esprimere il proprio pensiero. Perché l’informazione sia sempre libera, perché l’accesso alle fonti sia garantito.

Ci sono metodi, del giornalismo di Santoro, che personalmente non condivido. Altri che invece mi vanno più a genio, in particolare quando anche Michele si ricorda dell’inchiesta pura. E’ normale: essere visceralmente d’accordo con qualcuno vuol dire non avere un pensiero proprio, né una coscienza critica.

E proprio avere una coscienza critica, cercare di esercitarla e di mantenerla in esercizio permette facilmente di capire che un bavaglio a Santoro (come un bavaglio a Floris, a Vespa, a Paragone), deciso dalla politica, non può essere una cosa buona per il normale vivere democratico.

Le differenze arricchiscono. Il pensare diversamente è un valore e non un pericolo da reprimere. L’appuntamento, per tutti i nostri lettori che la pensano allo stesso modo, è qui su TvBlog, alle 20, quando inizierà anche qui lo streaming di RAI per una notte.

Rai per una notte - Santoro: "Raggiunti i 50 mila sottoscrittori"

pubblicato da Gabriele Capasso


Aggiornamento:

Anche La7.it, il portale de La7, trasmetterà Rai per una notte in streaming. Una decisione un po’ a metà, sarebbe stato certamente più rilevante se avesse deciso di trasmettere l’evento in tv come fanno altri network dell’emittenza privata.

Obiettivo raggiunto: a 48 ore dall’evento in programma al Paladozza di Bologna Michele Santoro ha annunciato di aver raggiunto la soglia delle 50 mila sottoscrizioni da 2.5 euro necessarie a recuperare i costi di Rai per una notte. L’happening anti-censura, che sarà trasmesso in tv da Current, SkyTg24, Rai News 24, YouDemTv oltre che da una lunga serie di reti locali ed in streaming su internet anche qui su TvBlog, si preannuncia un successo.

Decine di adesioni, ultima quella di Roberto Benigni che ha registrato uno “spot” per il programma, il palasport bolognese stracolmo dopo la distribuzione dei 5000 inviti bruciati in poche ore domenica scorsa, uno spiegamento fra tv e internet da “reti unificate” che vede esclusi soltanto, per ovvie ragioni, i canali generalisti: questa la sfida lanciata dalla FNSI e dall’Usigrai per protestare contro la censura, ormai consumatasi, di tutti i programmi d’informazione della Rai.

Rai per una notte, come sottolinea lo stesso Santoro nell’annunciare il raggiungimento dell’obiettivo, punta a diventare un evento di aggregazione, da seguire anche attraverso maxischermi nelle piazze e punti d’ascolto che si stanno attivando in tutta la penisola.

Cari amici,
alla mezzanotte di ieri abbiamo finalmente raggiunto il nostro obiettivo: 50 mila sottoscrittori hanno dato il loro contributo per dar vita a Raiperunanotte.
Sono felice e vi abbraccio tutti!
Da questo momento vi chiedo di non versare più denaro riservandolo per le prossime iniziative.
Continuate invece a organizzare punti d’ascolto collettivi piccoli o grandi ovunque sia possibile.

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Rai per una notte - TvBlog trasmetterà in streaming

pubblicato da Malaparte

Rai Per Una Notte - Santoro chiede sottoscrizione di 2,50 euro via Facebook

Rai per una notte - TvBlog trasmetter�  in streaming

Il 25 marzo, dalle 20 alle 24, al Paladozza di Bologna, la FNSI, Federazione Nazionale della Stampa, ha organizzato RAI per una notte, uno sciopero bianco in difesa della libertà di stampa e dell’informazione.

Sarà una specie di manifestazione - trasmissione televisiva, condotta da Michele Santoro, con la partecipazione di Giovanni Floris, Daniele Luttazzi, Marco Travaglio, Vauro e la squadra di Annozero.

FNSI e Usigrai (Organismo sindacale di base dei giornalisti RAI) metteranno a disposizione in streaming su internet le riprese video e audio della manifestazione. Il che consentirà a tutti coloro che sono dotati di connessione, di vedere l’evento. E di trasmetterlo, anche.

Anche TvBlog trasmetterà in streaming la serata, naturalmente su TvBlog.it, e darà ai suoi lettori la possibilità di commentare in diretta. Naturalmente, l’invito ai lettori è di seguire lo streaming insieme a noi. E chiunque volesse potrà trasmettere sul suo blog la trasmissione.

Rai per una notte - Santoro annuncia Luttazzi, Celentano non ci sarà: "sta ricevendo pressioni"

pubblicato da Gabriele Capasso


Rai per una notte, l’iniziativa di Michele Santoro prevista per giovedì 25 al Paladozza di Bologna, inizialmente pensata per protestare contro lo stop dei talk show e dopo le rivelazioni provenienti dalla Procura di Trani arricchitasi di una nuova ragion d’essere, non vedrà la partecipazione di Adriano Celentano. Il cantante/conduttore/santone era fra gli invitati da Santoro e nonostante l’iniziale disponibilità ha deciso di soprassedere perché oggetto di pressioni da parte della Rai e vittima del timore di veder cancellato il suo prossimo programma per la tv di stato.

Come noto a Celentano era stato chiesto di mettere in piedi una nuova trasmissione, il progetto sarebbe già pronto, ma la nuova dirigenza Rai non ha ancora dato risposte definitive. Ora veniamo a sapere, direttamente da Santoro, che i dirigenti vogliono vedere “la scaletta” e non sembrano più disposti ad accettare una trasmissione “a scatola chiusa”, nonostante la capacità di Celentano di portare un enorme ritorno di ascolti e d’immagine alla Rai sia indubbia.

Durante la conferenza stampa di presentazione di Rai per una notte, il padre di Annozero ha anche annunciato la presenza di Daniele Luttazzi per il 25 marzo, il “più proibito e osteggiato“. Il comico non ha ancora confermato la partecipazione attraverso il suo sito ufficiale, ma Santoro è certo di vederlo sul palco del Paladozza.

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Non è una televisione per Daniele Luttazzi: "Anche Sky mi ha rifiutato"

pubblicato da Stefano Sgambati

Daniele LuttazziUn mostro della televisione cacciato dalla televisione: la storia politica e catodica di Daniele Luttazzi la conosciamo e non è questa la sede per ritracciarla nelle sue fosche tinte dittatoriali e di regime. Fatto sta che il geniale artista satirico non torna a farsi incorniciare il viso da una telecamera dal 2001. Nel frattempo tantissimo teatro, libri e altri progetti creativi come una nuova corrente musicale, la New Disco - “un mix di temi sociali e temi scabrosi narrati a ritmo dance. Un genere che spacca”, come ha spiegato lui stesso in un’intervista al sito “CronacaQui”. Luttazzi ha anche affermato di non intendere più proporre imitazioni di politici perché “sono stufo delle parodie di Brunetta, Berlusconi o Tremonti. […] Con la bocciatura del Lodo Alfano, Berlusconi finalmente sarà processato e di conseguenza il regno birbonico è finito. Adesso diventa quindi impellente preoccuparsi di chi gli ha dato il potere, degli italiani che lo hanno votato e che sono complici del suo successo”.

Ma la vera rivelazione, Luttazzi la fa proprio discernendo delle conseguenze dell’editto bulgaro che gli è capitato in sorte:

“E’ dal 2001 che mi tengo allenato per tornare a fare televisione. Ma non posso fare satira sul piccolo schermo: non ho spazi. Ho bussato a tutte le porte, senza risultato. Persino Sky, quando mi proposi per un tg satirico, inizialmente si mostrò interessata. Ma poi mi chiesero se ero disponibile ad accettare eventuali tagli di battute. Risposi che mettere i paletti alla satira significa mettere i paletti alle opinioni ed è anticostituzionale. E così sono spariti”.

Come dice Roberto Saviano: verità e potere non coincidono mai.

Chi si ricorda di Luttazzi? Il Times lo incorona in un lungo articolo: "Dopo di lui niente più satira nella tv italiana"

pubblicato da Stefano Sgambati

Daniele LuttazziCiò che la televisione italiana mastica e sputa, i media esteri rilanciano. Un certo signor Daniele Luttazzi, fino a otto anni fa, rappresentava uno dei volti giovani più interessanti del tubo catodico nostrano: uno stile satirico di stampo americano da noi completamente inesistente, fino al suo approdo tramite la geniale intuizione della Gialappa’s Band e poi per meriti esclusivamente propri, quando decise di importare in Italia il format del talk show notturno. La sua trasmissione “Satyricon”, trasmessa da RaiDue fino al 2001, nonostante punte d’ascolto mostruose per un prodotto simile - parliamo di 7 milioni e mezzo di spettatori - venne comunque soppressa per decisione del Cda l’anno successivo. Ricordiamo il disclaimer che anticipava ogni puntata:

Il programma che sta per andare in onda contiene fellatio, cunnilingus, masturbazione, feci, urina, sadomasochismo, Bruno Vespa e qualsiasi altra cosa la fetida mente di Daniele Luttazzi abbia fermentato in quest’ultimo periodo. Il suo linguaggio esplicito è fatto apposta per turbare gli imbecilli. A tutti gli altri, buon divertimento.

Di fatto è dal 2002 che Luttazzi non può più fare programmi in Rai per volere dell’allora neo Premier Silvio Berlusconi, il quale, dopo le polemiche per un’intervista dello stesso autore satirico a Marco Travaglio, lo mise in cima a una sorta di lista di proscrizione insieme ad Enzo Biagi e Michele Santoro. E’ storia: ognuno può farsi la propria idea.

Intervistato al tempo da Curzio Maltese, Luttazzi parlò così a proposito della puntata incriminata:

“Ma che cosa ho fatto in fondo? Ho fatto qualche domanda. In una democrazia le domande sui personaggi pubblici sono lecite. Siamo in democrazia, no? Lo ripeto soprattutto per quelli che da giovedì mi controllano il telefono”.

Oggi Luttazzi non esiste più in Italia, almeno televisivamente parlando. Chi vuole godere del suo genio deve sborsare fior di quattrini e correre in teatro; il britannico Times lo ha intervistato, dandogli grande spazio in un articolo intitolato “Comedian Daniele Luttazzi accuses Silvio Berlusconi of media censorship” (”Il comico Daniele Luttazzi accusa Silvio Berlusconi di censura mediatica”). Vale la pena ripercorrere alcuni stralci di tale contributo, soprattutto quelli che riguardano la televisione:

Nella sua prima intervista ad un giornale britannico, Luttazzi ha accusato il miliardario 72enne di aver orchestrato una campagna di tacitazione per evitare che giornalisti e comici esprimano anche il minimo accenno di dissenso in televisione. “Io lo chiamo fascismo ‘Lite’” ha detto al Times Luttazzi, 48 anni. […]
In un paese con molti talkshow politici in onda in prima serata, Luttazzi era insolito per il suo stile deliberatamente provocatorio. Si è guadagnato una solida reputazione per le sue battute di cattivo gusto e la sua propensione a sfidare tabù religiosi, sessuali e politici che i suoi rivali tradizionali non avrebbero osato toccare.

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Grande Fratello 1: Luttazzi rifiutò la conduzione

pubblicato da kaos

TvBlog Awards 2009

Daniele LuttazziInteressantissima questa dichiarazione che leggiamo oggi su Affari Italiani uscita dalle velenosissime labbra del bravo Daniele Luttazzi, interpellato per dare una personale opinione sui reality odierni. Leggiamo le sue dichiarazioni:

“Non mi interessano queste cose. Non l’ho confidato a nessuno: mi proposero di condurre la prima edizione del GF e lo esclusi senza esitazioni. Non volevo essere coinvolto in un programma politico e ideologico, usato in modo strumentale per distogliere l’attenzione della gente dai problemi reali”

Alla faccia, ma questa cosa non l’avevamo mai saputa! Avete presente cosa sarebbe accaduto alla carriera di Luttazzi se avesse accettato un’offerta simile? E vogliamo parlare di cosa sarebbe accaduto alla Bignardi se non avesse condotto quella fortunatissima (e incomparabile) prima edizione?

La giornalista di Affari Italiani ha avuto l’indelicatezza (o lo spirito bellamente provocatorio) di chiedere inoltre se parteciperebbe all’Isola dei Famosi, se la carriera di satiro prendesse il verso sbagliato:

“È una domanda offensiva: io non faccio satira per andare in televisione. Faccio televisione per fare satira. Sono un artista, non un personaggio che va in tv solo per farsi vedere”.

Prerogativa quasi totale di chi frequenta il media televisivo odierno, no?