
Avete mai pensato se la genialità di Hayao Miyazaki si mescolasse con l’ironia di Futurama cosa ne verrebbe fuori? Ho scovato l’illustrazione di un disegnatore e fumettista francese Boulet (Gilles Roussel) che ha ricreato una scena del film di Miyazaki del 1986 dal titolo “Laputa, il castello nel cielo” dando vita a un curioso mix. I due personaggi protagonisti del film, Pazu e Sheeta, vengono ricreati secondo lo stile dell’artista francese. E uno dei robot che i due ragazzini trovano a fare da guardia alla città sospesa nel cielo ha proprio le fattezze di Bender, co-protagonista della serie animata sci-fi, robot ex piegatore e cuoco sulla navetta Planet Express. Io la trovo carinissima.
Via | SlashFilm
Un insolito video é apparso in rete. A prima vista sembra una parodia delle principesse Disney, in realtà é un cartoon realizzato da uno studio d’animazione brasiliano, chiamato Vídeo Brinquedo, che sembra attingere parecchio dai capolavori Disney.
La storia di Escola de Princesinhas si svolge in un mondo incantato dove delle ragazze studiano per diventare brave principesse in un meraviglioso castello da favola. Le cinque ragazze Cindy, Bianca, Hime, Iriá e Zade si avvicinano alle classiche Biancaneve, Cenerentola, Aurora, Ariel, Belle e Jasmine. Sembrerebbe un plagio: il design presenta elementi e colori simili anche se le piccole principesse sono disegnate in maniera diversa rispetto agli originali. O forse é un omaggio al grande dell’animazione americana?
L’animazione 2d é, poi, di livello bassino. Ditemi che ne pensate, dopo aver visto il trailer in inglese dopo il salto. Se poi guardate sul sito ufficiale vedrete che quella di attingere da altri cartoon in quanto a idee é un vizietto della casa di produzione.
Continua a leggere: Escola de Princesinhas: plagio delle principesse Disney?

Dopo aver fatto un tour nel backstage di “Forum” ed aver parlato con i volti chiave che lo portano in video, la conduttrice Rita della Chiesa e la coppia che la affianca Marco Senise e Fabrizio Bracconieri, oggi cediamo la parola all’ideatore della trasmissione Italo Felici che a TvBlog racconta la storia del programma e la sua evoluzione tra cambi di rete e di conduzione, con molti ricordi riguardanti i personaggi chiave che ne hanno decretato il successo e lanciando anche una simpatica idea per il futuro. Buona Lettura!
Lei ha ideato nell’ormai lontano 1985 Forum, come le è venuta questa idea?
“Stavo al mare e c’erano due persone che litigavano perché l’ombra dell’ombrellone di uno andava a finire sull’ altro che non la voleva e siccome gli spazi erano ristretti era partita una accesa discussione su chi avrebbe dovuto spostarlo. Mi son chiesto: se io portassi in televisione questi due che espongono le loro ragioni e ci fosse qualcuno con il martello che dicesse chi ha ragione faccio contemporaneamente un servizio pubblico e anche un modo di far televisione nuovo. Forum è nato così. ”
Portò l’idea al Presidente di Finivest di allora Silvio Berlusconi, come reagì alla sua proposta?
“Eravamo a Milano 2 e in quel periodo seguivo il varietà “Premiatissima” lo spettacolo condotto da Johnny Dorelli con Ornella Muti e Miguel Bosè. Venivo da 25 anni di Rai ed un giorno in una delle riunioni settimanali che si facevano con il Presidente Berlusconi gli dissi “Ho un’idea, vorrei fare una trasmssione in cui portiamo l’arbitrato in televisione: due che litigano e uno che dice chi ha ragione”. Il Presidente mi disse subito “Vada avanti”. M’inventai la scenografia, chiamai il giudice Licheri e misi in piedi il programma assieme ad un collega, che però lasciò quasi subito, Sandro Leoni. Preparammo un numero zero che condusse Maurizio Costanzo, innamorato di questa idea, ma non potè poi portarla avanti perchè già impegnato all’epoca con “Buona domenica” assieme a Corrado e con il suo “Maurizio Costanzo show”. “
Partì dunque “Forum” all’interno di “Buona Domenica” come appuntamento settimanale di mezz’ora. Come cadde la scelta su Catherine Spaak ?

Navigando in rete ho scovato questa immagine che mi ha incuriosito parecchio. Ho pensato: forse é in preparazione una serie animata di Lost. No, per ora no, ma l’illustratore di talento Michael Myers ha trasformato i personaggi della serie tv in cartoon. Qui potete vedere l’immagine del poster al top del post, a grandezza naturale, e su Behance scoprire i protagonisti ad uno ad uno. C’é anche il poster di un altro personaggio chiave: il mostro o “fumo nero” già presente nell’episodio pilota, nella notte dell’incidente del Volo 815. Le illustrazioni potete acquistarle su ImageKind. Per ora é solo un’interessante spunto..chissà se i produttori della serie possono farne tesoro per il futuro. Certo che il grande successo della serie originale potrebbe solo svilire un’eventuale produzione di animazione.

Il mitico cartoon di Matt Groening, I Simpson, stimola molte iniziative divertenti - forse perchè ha come protagonista uno dei più burloni personaggi animati che siano mai esistiti, Homer- Una fra queste é quella ideata da Fox per festeggiare il ventesimo compleanno della serie animata “in giallo”. Si tratta di un’ applicazione per il desktop e di un vero e proprio videogame gratuito che vede Homer e compagni come protagonisti. Per trastullarvi con la famiglia di Springfield, come prima cosa dovete installare Adobe Air, poi andare sulla home del sito ufficiale The Simpson Unleashed e cliccare su “Install Now” per avviare l’installazione della app per Windows e Mac Os. Non é altro che uno screenmate, grazie al quale Homer, in automatico, vi terrà compagnia mentre siete davanti al computer.
Una volta installata l’applicazione consentite l’accesso al vostro account Facebook (con Facebook Connect). A quel punto potrete iniziare ad invitare i vostri amici a utilizzare l’applicazione e sfidarvi a colpi di gavettoni, bombe, uranio radioattivo, e lattine di Birra Duff esplosiva e altri strumenti di distruzione di massa. Diventerete il “Prince o’ Pranks” (principe delle burle) come il buon Homer. Guardate il video-promo qui.
E’ morto questa mattina a Roma il chitarrista, astrologo e presenzialista televisivo Peter Van Wood. Classe 1927, l’uomo era da tempo malato: fu uno dei primi in assoluto ad utilizzare la chitarra elettrica e a sfruttare effetti distorsivi in musica come eco e riverbero.
Peter Van Wood è entrato nelle case degli italiani soprattutto grazie alla televisione: negli anni Cinquanta fu notissimo insieme a Renato Carosone e Gegè di Giacomo, poi si diede alla carriera solista (basterà citare il suo pezzo Tre numeri al lotto perché chiunque possa inquadrare il personaggio…). Fu poi riscoperto dalla tv moderna grazie alla sua passione per l’astrologia e alla sua simpatia che, nel tritacarne dell’oggi, è spesso e volentieri stata fatta tracimare verso le vette del trash. Lo ricordiamo all’interno della trasmissione Quelli che il calcio, quando era ancora condotto brillantemente da Fabio Fazio e molto prima che diventasse il triste carrozzone patinato che è oggi con Simona Ventura: molti ricorderanno che proprio in quegli anni fu fondata, in suo onore, la squadra calcistica Atletico Van Goof. A proposito di calcio: proprio oggi ricordavamo la scomparsa di Tonino Carino. Ebbene Van Wood nel 1982 realizzò la sigla de La Domenica Sportiva. Nel video che riportiamo in calce a questo pezzo, le accuse di plagio mosse dallo stesso musicista addirittura ai Coldplay, in un vecchio servizio del Tg2.

Povia è un genio del marketing. La parola che viene in mente, in realtà, sarebbe simpaticamente un’altra, non ce ne voglia il cantante dei piccioni e dei bambini, ma la eviteremo per onor di eleganza. Quando manca ormai poco al Festival di Sanremo 2010, la sessantesima storica edizione, si può già dire che l’argomento del giorno sia la canzone su Eluana Englaro dello stesso Povia. Tra accuse di plagio, dubbi, spiegazioni, conferenze stampa, pubblicità e quant’altro, la canzone suddetta ha già vinto, in qualche modo, la kermesse canora per antonomasia. In queste ore Povia ha deciso di rivelare, con una tempistica degna di uno scacchiere russo, un’altra, l’ennesima, curiosità sul suo pezzo. Il tutto in un’intervista a Tv, Sorrisi e Canzoni:
“Ho il permesso del papà di Eluana, Beppino Englaro. Ho cercato il numero di telefono, l’ho chiamato, ci ho parlato, poi sono andato a Lecco per incontrarlo e non ha nemmeno voluto sentire la canzone. Mi ha detto: ‘Io non blocco gli artisti, vai pure avanti’. Mi è sembrata una persona corretta, rispettosa del lavoro degli altri. E se mi avesse chiesto di lasciar perdere avrei lasciato perdere”.
Intanto dal titolo della canzone è sparita la parola Eluana. Ora resta semplicemente un laconico La Verità a lasciar intendere le motivazioni del testo:
“Furbo io? E allora quelli che scrivono canzoni d’amore per essere sicuri di andare in classifica?. L’idea di scrivere una canzone su Eluana è nata perché ho due figlie piccole: è un caso che mi ha sconvolto. Mi sono fatto delle domande come padre e come persona. Non riuscivo a far finta di niente. Forse qualcuno pensava che fosse una canzone da Comunione e Liberazione. Spero che non sia un problema, perché comunque è un inno alla vita. La ragazza dice: ‘Ora posso amare, ora posso correre e giocare’. Il Premio della Critica? So già chi lo vincerà: Morgan. Che forse, finalmente, presenterà un brano inedito…”.

C’è questa trasmissione carina e onesta, su SkyUno, condotta senza troppe pretese ogni mercoledì e sabato alle 22.30 dal Trio Medusa (Gabriele Corsi, Giorgio Maria Daviddi e Furio Corsetti), che si chiama Cena di Natale Quasi Perfetta ed è una piacevole distrazione dal buonismo natalizio imperante in televisione in questi giorni, senza velleità rivoluzionare di sorta. Una scelta alternativa, diciamo, ai bambini dalle voci bianche che cantano inni tipici o a Francesco Totti vestito da Babbo Natale.
Nel programma del dissacrante terzetto, che dello spirito della Natività ha veramente poco, ci può scappare perfino “il morto”, ovvero l’ospite della serata. In sostanza il Trio invita a cena un Vip (uno dei prossimi sarà Federico Moccia, per esempio) e lo costringe a confessare di sana pianta e senza mezze misure, durante il pasto, i propri peccati più cupi, non solo sessuali. Se l’ospite in questione ha anche un prodotto qualsiasi da promuovere (un film, un disco, un libro, una trasmissione televisiva) le tre “Iene” attaccano anche quello, perpetrando un’opera che più dissacrante di così non si potrebbe. Alla fine della cena la decisione: se l’invitato si è comportato bene, ad insindacabile giudizio dei conduttori, allora verrà salvato, altrimenti sarà costretto simbolicamente ad assumere del veleno mortale.
Nella puntata di domani, sabato 12 dicembre, l’ospite sarà Vladimir Luxuria. La show girl verrà punzecchiata sulle questioni che, più di tutte, l’hanno resa celebre al grande pubblico, vale a dire il sesso e la trasgressione. In un impensabile outing, l’ex vincitrice de L’Isola dei Famosi ed ex parlamentare ammetterà candidamente una delle sua passioni erotiche più ossessive: “Vorrei fare sesso con Barack Obama”. La coppia, con tutto il rispetto per la First Lady Michelle, sarebbe certamente in grado di incuriosire le folle, non lo mettiamo in dubbio: tra le altre confessioni, Vladimir ha anche ammesso di aver rubato il fidanzato a sua sorella e di essersi chiuso in sagrestia con un collega, quando faceva il chierichetto, “ma non per pregare…”. Un motivo di curiosità, niente di più, utile però a scoprire questo piacevole programma anti-natalizio che rappresenta l’ultima scommessa del più generalista dei canali Sky (la prima puntata c’è stata mercoledì 9 dicembre).
It’s always sunny in Philadelphia (C’è sempre il sole a Philadelphia) è una vincente serie tv che ha debuttato in Italia il 28 settembre dello scorso anno sul canale FX del pacchetto Sky per tre stagioni. Da circa un mese, sempre su FX, è in onda la quarta stagione: la caratteristica, al di là dei temi parecchio politically scorrect trattati, è la presenza del mitico Danny De Vito (entrato a far parte della serie regolare a partire dalla seconda stagione nel ruolo di Frank Reynolds). Bene, i miracoli della fiction applicata al tubo catodico faranno in modo che in una di queste prossime puntate (prevista per Natale negli Stati Uniti), l’attore comparirà addirittura… nudo. De Vito spunterà fuori da un divano durante una festa e lo farà senza vestiti addosso, facendo scappare tutti i presenti.
“All’inizio volevo che fosse davvero una scena sconcertante, ma quando mi sono trovato nudo davanti a cento comparse mi sono sentito come un maiale pronto per essere cotto. Il primo ciak è stato un po’ strano…”.
Da sempre, Danny De Vito è abituato a giocare col proprio corpo, non certamente adamantino nelle fattezze e nelle proporzioni: nudo, però, non l’avevamo ancora mai visto. Da ricordare, tra le curiosità, che l’inconfondibile voce italiana del divo è affidata alle prodezze del doppiatore Giorgio Lopez, fratello del più noto Massimo.
Se la televisione, in quanto tale, rende tutto virale, internet fa anche meglio: è difficile quindi contemplare questa classifica con lo sguardo mosso da altro se non la curiosità. Il sito Web Goviral (Branded Content Distribution: insomma qualcosa che ha a che fare coi marchi e la loro penetrazione) ha deciso infatti di stilare l’elenco dei migliori spot “con celebrità” del Web di tutti i tempi. Molti di questi hanno sbancato Youtube, bestia mitologica in grado di prendere il Nulla e trasformarlo in Cornucopia e sono arrivati fino alla televisione più propriamente detta, a forza di cavalcare l’onda del passaparola.
Vince, su tutti, la super sexy Kylie Minogue per la linea britannica di biancheria intima femminile Agent Provocateur. Non è che ci volesse questa fantasia nell’immaginare il trionfo di una donna in mutande a cavallo di un toro meccanico, per la verità. Sul Web lo spot ha ricevuto qualcosa come 350 milioni di clic: venisse svelato l’ultimo segreto di Fatima, probabilmente ci troveremmo di fronte a un plebiscito assai meno vigoroso.
Il prosieguo della classifica è altrettanto interessante.
Continua a leggere: Kylie Minogue in mutande è lo spot (con vip) migliore di sempre
Un libro su TvBlog? Dice: e che c’entra? C’entra! Il tomo in questione, che passiamo volentieri per una disamina più prettamente letteraria, ai colleghi di Booksblog, si intitola “Rai, addio” e già questo potrebbe bastare per capire dove stiamo per andare a parare. Il punto, ancora più focale, è che la firma sulla copertina è quella di Carlo Rognoni, ex consigliere d’amministrazione di Viale Mazzini, uno che di cose legate all’amatissima e tribolatissima tv di Stato ne sa a profusione. Quale momento storicamente migliore per segnalare un prodotto del genere, se non questo presente, cioè immediatamente successivo alla fumata bianca post Nomine?
Il volume si articola in 101 episodi, ciascuno dei quali racconta in maniera distinta l’azienda Rai: dal ritorno di Bonolis al Festival di Sanremo ai trionfi del commissario Montalbano, passando per Vladimir Luxuria vincitrice dell’Isola dei Famosi, ai record di AnnoZero e Ballarò. Preconizza l’autore nella prefazione:
“Tempo tre anni, giusto gli anni del prossimo consiglio di amministrazione, e poi la Rai rischia di impantanarsi, di continuare a camminare quando è l’ora di volare”.
Il tono di Rognoni non è ottimistico, né positivista. Secondo l’autore, che se ne intende, ripetiamo, il futuro di Mamma Rai continua ad essere complicatissimo, addirittura sul sottilissimo filo dell’autodistruzione.
“Va aperto subito un enorme, trafficato e indaffarato cantiere. La Rai così come è oggi è come un jumbo tram. Non serve a prendere il volo. Va smontato, va salvata la materia prima, ne va immessa di nuova e pezzo dopo pezzo va costruito non un altro super tram ma un vettore del tutto nuovo, adatto ad affrontare lo spazio virtuale”.
Pena, si evince chiaramente, la scomparsa dell’azienda. Il libro, secondo le stesse parole di Rognoni, è composto in quattro parti:
“Nella prima si racconta quella balorda estate del 2008, nella seconda l’eredità lasciata dal vecchio consiglio, nella terza che cosa vuol dire lavorare con un direttore generale ‘incompatibile’, nella quarta i due anni di una nuova direzione che passa dalla luna di miele alla separazione in casa. E, da ultimo, si racconta come sarà la televisione di domani e di dopodomani”.
Se amate i personaggini del Tamagotchi vi segnalo un simpatico anime online (ma sarà prodotto anche un manga) lanciato da poco in Giappone dal titolo Decodeco Town prodotto dalla software house Hudson Soft e dallo studio di animazione Fanworks (Hanoka).
I protagonisti kawaii sono delle creature misteriose che vivono su di un’ isola meravigliosa chiamata Decoryo, e nella città di Decodeco. Jinco, l’artista che ha rinnovato il design degli animaletti virtuali del Tamagotchi (il simulatore di vita prodotto da Bandai), ha ideato e realizzato le bamboline protagoniste traendo ispirazione dalle matrioske russe. Il cartone é indirizzato alle ragazze tra i 20 e i 30 anni. Ecco il primo corto web dal titolo Yume Miru Otome-hen (The Chapter of the Dreaming Maiden). C’è anche il blog (purtoppo sempre in giapponese), dove potete scoprire le immagini dei protagonisti.
[via Animenewsnetwork]

Si é conclusa da qualche giorno la mostra dell’artista Jimmy Cauty intitolata Splatter e presentata all’ Aquarium Gallery di Londra. Devo dire che alcune immagini postate dall’autore su Slashfilm mi hanno tramortito. Sarà che ho una passione per Daffy Duck, Jerry, e vedergli fare quella fine mi piange il cuore. L’esposizione comprendeva oltre a una serie di sculture, di illustrazioni, anche un filmetto di otto minuti con scene di violenza a cartoni: protagonisti i meravigliosi Looney Tunes in versione realistica e decisamente sanguinolenta, che trovate di seguito. Agli adulti sarà piaciuta, e sicuramente sarebbe stato un ‘must’ per Quentin Tarantino, esperto del genere, ma che gusto c’è nel distruggere i miti della Warner Bros?
[via Oddculture]
E’ sbarcata da poco anche da noi “La vita segreta di una teenager americana”, storia televisiva di una 16enne che scopre di essere incinta. Prima ancora era stata la volta, al cinema, del bel “Juno”, che raccontava la stessa situazione senza cadere in moralismi e severi giudizi.
Se queste sono semplici storie, pare però che il rapporto tra gravidanze e televisione sia inaspettatamente più alto di quanto si possa pensare. Soprattutto se i gusti degli adolescenti riguardano certi show.
A stabilirlo è la rivista americana “Pediatrics”, che ha di recente pubblicato uno studio condotto dalla Rand Corporation effettuato tra 2mila adolescenti tra i 12 ed i 17 anni durante il 2001 ed il 2004, confrontando in tre diversi momenti le loro abitudini sessuali con i loro gusti televisivi, in particolare stilando una lista di show, tra cui “Friends” e “Sex and the City”. Il risultato? I ragazzi e le ragazze che guardano spettacoli ad alto contenuto erotico hanno il doppio delle possibilità di chi non li guarda di ritrovarsi coinvolti in una gravidanza indesiderata.
Continua a leggere: Troppo sesso nei telefilm raddoppia le gravidanze tra adolescenti
Oggi vi voglio consigliare un sito dove trastullarvi un po’. Sapete cos’è un imageboard? E’ un sito o motore di ricerca dove si possono postare, cercare e vedere immagini di anime e manga. Ne ho scovato uno che non conoscevo, ricco di fanart, forse tra i migliori presenti sul web: Danbooru. Si tratta di un enorme database ricco di immagini soprattutto di personaggi femminili divise per categorie, quindi potete effettuare la ricerca tramite tag. Le funzionalità di base sono tutte gratuite, le immagini sono permanenti e non scompaiono dopo un periodo di tempo come ad esempio su 4chan , un altro imageboard molto ricco. Per partecipare basta registrarsi. Attenzione: ci sono molte immagini hentai…quindi é vietato ai minori. Verrebbero sconvolti.
E voi avete qualche altro sito del genere da segnalare agli appassionati di cartoni e fumetti giapponesi?
[via Multiplayer]