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Tutti gli articoli con tag cultura

Anche Philippe Daverio fuori da Rai3, ma pochi ne parlano. Lui: "In Rai programmi per un target da supermercato"

pubblicato da Debora Marighetti

Philippe Daverio
Si è parlato molto, negli ultimi mesi, delle vicende di Parla con me, programma prima confermato nel palinsesto di Rai 3 e poi cancellato dal cda della tv di Stato (con degli intrecci in mezzo talmente intricati che al confronto Beautiful pare un storia lineare). Ma Parla con me non è l’unico ad aver subito questo trattamento. Sebbene meno in vista, anche Passepartout di Philippe Daverio è stato tolto all’ultimo momento dal palinsesto della rete, nonostante le puntate nuove già girate e il buon seguito avuto negli anni. Lo ha annunciato ironicamente l’altro ieri lo stesso conduttore:

E’ improvvisamente mancato Passepartout, nel pieno della sua salute. Lo compiangono la redazione tutta e centinaia di migliaia di affezionati suoi seguaci

Passepartout, in onda all’ora di pranzo della domenica, era un programma davvero ben realizzato, indirizzato non solo agli appassionati d’arte - in tutte le sue varianti -, ma anche ai “comuni spettatori”, grazie ad un linguaggio accessibile e all’entusiasmo che Daverio era in grado di trasmettere con i suoi racconti e i suoi aneddoti sempre originali e curiosi.

Raggiunto telefonicamente da Il Fatto Quotidiano, il conduttore ha spiegato che i motivi della cancellazione del suo programma sono gli stessi che hanno colpito Parla con me: giudirici. Ma si è detto anche fiducioso sul fatto che, magari sotto altre “forme”, Passepartout prima o poi possa andare in onda lo stesso, anche perché ne sono già state realizzate parecchie puntate con argomenti particolarmente interessanti, come quelle dedicate alla mutazione urbanistica della Cina e all’Expo di Shangai.

Daverio ne approfitta per fare una sorta di “punto della situazione” sulla cultura in Rai e, senza peli sulla lingua, dice la sua e critica anche qualche programma insospettabile.

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Cultura da reality

pubblicato da Massy


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All'Università La Sapienza di Roma il secondo Fiction Day: tra responsabilità e coerenze della serialità televisiva

pubblicato da Stefano Sgambati

All'Università La Sapienza di Roma il secondo Fiction Day: tra responsabilità e coerenze della serialità televisivaUn appuntamento interessante all’Ateneo Romano La Sapienza, in collaborazione con l’Ofi (Osservatorio Fiction Italiana): si tratta del secondo Fiction Day con argomentazione: “L’immaginario prossimo venturo”. Per una giornata verranno analizzate le produzioni italiane di fiction televisiva: si comincia alle 9.30 di mercoledì 5 maggio presso il Centro Congressi della Facoltà di Scienze della Comunicazione di Roma.

L’aspetto più interessante, a parere di chi scrive, è dato dal fatto che insieme a tutte le altre speculazioni possibili, il dibattito tratterà anche della presunta “responsabilità” della fiction. Abbiamo visto, recentemente, come soprattutto a Roma la serie tv Romanzo Criminale abbia aizzato le voci polemiche della politica e delle istituzioni, le quali si sono scagliate contro il potenziale processo di “salvificazione” del male perpetrato dall’opera di fiction. Qualcosa di pericolosamente molto simile è stato suggerito ancora più recentemente dal premier Silvio Berlusconi in relazione a Gomorra e alla Piovra.

Oltre agli interventi di rito, l’evento vedrà anche gli interventi dell’attrice Stefania Rocca e di Vincenzo Vita, Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai. Presenti anche Milly Buonanno, Presidente dell’Ofi, e il regista Roberto Faenza. Tra gli ospiti: Giancarlo Leone, Giancarlo Scheri, Carlo Freccero, Roberto Amoroso e Lorenzo Mieli. Si parlerà anche di nuovi concepts, vi saranno confronti con gli esponenti delle migliori scuole di sceneggiatura. Questi i quattro momenti della Giornata: “Pensare la fiction”, “Progettare la fiction”, “Fare fiction” e “Imparare a fare: le scuole di scrittura”.

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Che Tempo che Fa - Torna la grande musica classica su RaiTre con Carreras e Abbado

pubblicato da Stefano Sgambati

Che Tempo che Fa - Torna la grande musica classica su RaiTre con Carreras e AbbadoMentre la Rai, nelle persone dei suoi lungimiranti vertici, pondera se licenziare o no Michele Santoro, il piccolo fortino di bellezza e libertà che è RaiTre continua imperterrito nella sua piccola rivoluzione di qualità: stasera, sabato 27 marzo e domani, domenica 28, a Che Tempo che Fa, scrigno d’oro mediatico di Fabio Fazio, torna la grande musica dopo lo speciale di dicembre scorso con Barenboim, Lissner, Pollini ed Emma Dante che trovò anche i favori del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Stasera il grande tenore José Carreras intratterrà la platea, domani sarà la volta del maestro Claudio Abbado. Due puntate monografiche di grande interesse culturale che andranno in onda alle 20.10 su RaiTre. Carreras eseguirà dal vivo tre brani del suo repertorio: Lejana Tierra mia, Me sò mbriacato ‘e sole e Passione. Con Abbado, invece, si parlerà soprattutto del suo ritorno alle scene dopo 24 anni: dirigerà l’Orchestra Filarmonica della Scala, il 4 e il 6 Giugno con la seconda sinfonia di Mahler. A proposito della sua carriera (50 anni) il maestro dirà: “Non esiste la carriera per me, esiste il fatto che quando avevo 7 anni sono andato alla Scala, Antonio Guarnieri dirigeva Debussy, i Notturni, e ho detto ‘questa è magia, un giorno vorrei realizzarla”.

Una curiosità: Luciana Littizzetto, durante la puntata, suonerà Jingle Bells al flauto dolce per Claudio Abbado: “Trovatemi voi una canzone di Pasqua da suonare sul piffero”, commenterà lei. La solita commistione di “alto” e “basso”, per Che Tempo che Fa, che ci testimonia, ancora una volta, come sia possibile creare un’alchimia giusta di servizio pubblico come si deve.

La cultura non piace alla Rai: dopo Per un pugno di libri, mobilitazione anche contro la chiusura di Neapolis

pubblicato da Stefano Sgambati

La cultura non piace alla Rai: dopo Per un pugno di libri, mobilitazione anche contro la chiusura di NeapolisNeapolis come Per un pugno di Libri. Succedono cose strane in Rai. Molto strane. Mentre il popolo italiano che ragiona si mobilita per impedire la chiusura della storica trasmissione letteraria, si scatena un nuovo putiferio destinato, sperabilmente, ad impedire l’ottusa censura di un altro programma di approfondimento e di nicchia: Neapolis, da 11 anni l’unica risorsa televisiva per gli appassionati di Web e nuove tecnologie. Perfino il rettore dell’Università Federico II si è schierato nel momento in cui si è saputo il destino di questo programma:

“La trasmissione Neapolis della Rai ha svolto un ruolo importante, sul piano culturale, soprattutto nell’area delle nuove tecnologie e dell’informatica”.

La trasmissione è interamente prodotta nel Centro Rai di Napoli ed è l’unico format realizzato dal distacco partenopeo della tv di Stato: l’improvvisa cancellazione dal palinsesto ha provocato un subbuglio interno non indifferente, al punto che la redazione del Tgr risulta tutt’ora in forte stato d’agitazione. C’è stato a Roma un incontro tra il dirigente Maccari e il comitato di redazione, il redattore capo Massimo Milone e il segretario Usigrai Carlo Verna. Nei prossimi giorni è previsto un summit con i vertici Rai.

Al fianco di Neapolis anche Leonardo Impegno, presidente del Consiglio comunale di Napoli:

“La decisione di chiudere una trasmissione unica nel suo genere, col suo studio virtuale e coi suoi affascinanti contenuti multimediali, è davvero incomprensibile. Auspico un ripensamento da parte della direzione della testata giornalistica di viale Mazzini che mette a repentaglio, oltre che un’informazione che si occupa di internet e tecnologie, anche un gruppo di lavoratori del bacino dei precari Rai, dai giornalisti, ai grafici, montatori e agli addetti al programma, ai quali va tutta la mia solidarietà e vicinanza”.

Il più grande (italiano di tutti i tempi) (non) rischia la chiusura. Il direttore di RaiDue Liofredi: "Fiducia a Facchinetti"

pubblicato da Stefano Sgambati

Il più grande (italiano di tutti i tempi) rischia la chiusura. Il direttore Liofredi: "Fiducia a Facchinetti"

Esprimo un giudizio personale, da critico libero e sereno: la trasmissione Il più grande, senza voler entrare nello specifico qualitativo relativo, fa alla televisione italiana un danno gigantesco. Un format per cui “si eliminano” (cliché falso-democratico di cui non se ne può più…) personaggi storici e della cultura che hanno contribuito a rendere questo Paese la culla della civiltà che è (che era?), insieme a presunti artisti moderni, complici, invece, della nostra svalutazione culturale, questo format non è divertente, non è innocente, non è intrattenimento. Un format così è soprattutto anticulturale: appiattente, livellante verso il basso. Un format così è uno stereotipo. Naturalmente è anche questione di gusti: ad altri stimati colleghi il prodotto è piaciuto, sebbene al pubblico assolutamente no (ascolti mostruosamente sotto le aspettative) e, in assoluto, possiamo dire che i problemi legati al decadimento italiota stiano altrove. La televisione, tuttavia, non va mai sottovalutata come grande fucina di responsabilità critiche.

In tal senso, allora, non arriva del tutto inaspettata la reazione a doppia mandata del direttore di RaiDue Massimo Liofredi che ha riunito a Viale Mazzini i responsabili del programma e gli autori per discutere del flop. Risultato: Il più grande sarà un programma su cui continuare a puntare. Esattamente come Francesco Facchinetti sarà un conduttore che avrà ancora il pieno sostegno dell’azienda.

”Facchinetti è una risorsa della rete sul quale personalmente sono pronto a scommettere oggi e in futuro. Abbiamo voluto sperimentare un prodotto totalmente nuovo e raccontarlo con un linguaggio innovativo: non ci spaventa il rischio della novità. Il più grande è un prodotto forte, che con qualche correzione, piacerà al pubblico Rai e a quello di Raidue: mercoledì sera ci ha seguito il 9% del pubblico che era davanti ad una tv, un punto in meno della media di ascolto dei programmi di rete. Anche per questo sono ottimista’. Mi conforta in questa mia convinzione l’omogeneità degli ascolti in tutte le regioni italiane”.

Il più grande
Il più grande Il più grande Il più grande Il più grande

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La soap Agrodolce salva in extremis: accordo Rai-Regione Sicilia sui fondi. Tornano al lavoro 600 isolani

pubblicato da Stefano Sgambati

La soap Agrodolce salva in extremis: accordo Rai-Regione Sicilia sui fondi. Tornano al lavoro 600 sicilianiCe l’ha fatta Agrodolce, il romanzo popolare televisivo che dà lavoro a tanti isolani. La soap andrà regolarmente in onda dopo che, qualche settimana fa, era sembrata definitivamente sull’orlo della chiusura. Ferma dallo scorso gennaio, grazie agli sforzi della Rai e della Regione Sicilia - che si sobbarcheranno a metà i 50 milioni di euro stanziati per le nuove puntate - potrà riprendere regolarmente le riprese. Tutto questo grazie anche e soprattutto alla manifestazione, davanti alla sede della Regione a Palermo, di attori e tecnici in protesta contro tale incertezza produttiva. Così il dirigente regionale dei Beni culturali Enzo Emanuele al Corriere della Sera:

“Si è verificata una serie di intoppi, ma ora, sistemati i passaggi burocratici, la convenzione è stata inviata alla Rai. Allo stesso tempo è stata trovata la copertura finanziaria: per la soap saranno disponibili 50 milioni di euro in due anni, di cui 25 a carico della Sicilia che così diventerà a tutti gli effetti coproduttore della fiction”.

Importantissima la formazione che è stata avviata sul campo e che ha dato possibilità di utilizzare esclusivamente personale siciliano. Il portavoce del cast Ugo Polizzi ha precisato che sono oltre 600 le persone al lavoro in tal senso: “La fiction rappresenta quindi un’occasione per il territorio e per il mercato del lavoro”. Ricordiamo che la fiction è girata a Termini Imerese (provincia di Palermo).

Casa Coop: va sul Web la sit com amica dell'ambiente

pubblicato da Stefano Sgambati

Casa coop

Cos’è Casa Coop? Un esperimento? Una sit comedy? Una fiction? Un reality show? Un cortometraggio? Tutto e niente: di certo c’è che esordisce oggi questa nuova proposta del social network del gruppo Coop, un connubio frizzante tra potenziale televisivo e Internet con attori veri e professionisti, telecamere e le stimmate dell’autentico tormentone catodico. Dal sito www.casacoop.net si può interagire attraverso tre aree tematiche fondamentali: la storia della pubblicità Coop dagli anni Settanta a oggi, la campagna ambientalista Risparmia le energie, i progetti di solidarietà internazionale. Gli iscritti e i navigatori possono scegliere se seguire la trama della sit com vera e propria (sei puntate di sei minuti ciascuna trasmesse con cadenza settimanale), dialogare tra loro e interagire. Unitamente a ciò, è possibile rivedere i vecchi e storici spot televisivi di di Ugo Gregoretti, del Tenente Colombo, di Woody Allen accompagnati dagli interventi del professore di sociologia dei processi culturali e comunicativi dell’Università di Bologna Roberto Grandi, al fine (anche) di ottenere consigli ambientalmente corretti sul risparmio energetico.

La fiction, Casa Coop appunto, è visualizzabile esclusivamente sul Web ed è stata affidata a volti noti della televisione e del cinema. Tratta della vita di tre famiglie e quattro ragazzi: tutti interpretano ruoli realmente esistenti all’interno della grande distribuzione Coop, per esempio il capo negozio, il responsabile della sezione soci, la socia ambientalmente corretta, eccetera. Tutto è girato in un condominio in zona Prati, a Roma, e in un supermercato: tra gli attori Andrea Tidona (I cento passi e La meglio gioventù), Sergio Sgrilli (il comico con la chitarra di Zelig). La regia è di Francesco Falaschi (Emma sono io e il mediocre Last minute Marocco con Valerio Mastandrea). Un esperimento interessante che coniuga i linguaggi televisivi a cui siamo ben abituati con quelli colpevolmente più distanti del risparmio energetico e del rispetto per l’ambiente.

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Mtv: "Manda Tutti Via". Scoppia la protesta di 104 precari

pubblicato da Stefano Sgambati

Mtv scioperoAltre volte ci è capitato di parlare di precarietà legata al mondo televisivo. Sembra sempre che quello catodico sia uno scivolo necessario, inevitabile, verso il benessere; la realtà è che dietro i lustrini si nasconde - sempre - del lavoro duro, contratti, sveglie al mattino presto, fatica, riconoscimenti e soprusi. Stavolta trattiamo il caso dei 104 giovani precari ai quali Mtv non ha rinnovato i contratti a tempo determinato in scadenza: questi chiedono - tra le altre cose - più sicurezza e rispetto nei confronti degli ex dipendenti, cominciando dall’attivazione immediata degli ammortizzatori sociali. Giusto ieri sera, al Global Beach del Lido di Venezia, che da anni “ospita” i lavoratori precari del settore arte, cultura e spettacolo, questi ragazzi si sono fatti sentire esponendo le proprie ragioni e spiegando le motivazioni:

“Mtv, piuttosto che fare un accordo con il sindacato a condizioni accettabili, preferisce dare singolarmente ai lavoratori a tempo determinato, che ha lasciato e sta lasciando a casa, il denaro equivalente alla cassa integrazione, fino al giugno 2010, chiedendo in cambio una conciliazione che sani tutto il passato”.

In pratica l’azienda è accusata di proporre ai precari una sorta di “ricatto”, vale a dire: noi ti attiviamo gli ammortizzatori sociali in deroga, se tu rinunci ai diritti professionali acquisiti. Troppo facile.

“Il rifiuto aziendale è gravissimo, poiché è motivato dalla irragionevole richiesta che i lavoratori, non confermati o da confermare, sottoscrivano una transazione che si pretenderebbe ‘tombale’, a fronte di garanzie occupazionali nulle o esilissime”.

Le segreterie nazionali SLC FISTEL e UILCOM chiedono una presa di posizione da parte di TI Media, azionista di maggioranza di Mtv “perché consenta ai lavoratori rimasti disoccupati di poter usufruire dei sostegni sociali previsti dalla legge senza porre condizioni capestro”. La richiesta verte sulla chiarezza del futuro occupazionale dei lavoratori a tempo determinato che dovranno rimanere in Mtv e sulla certezza che già dai primi di settembre si possa ridiscutere un progetto basato su un piano di risanamento e sviluppo.

[foto: affaritaliani]

Grande Fratello 10: sembra confermato. Nella Casa anche tre terremotati: l'aberrazione culturale avrà mai un limite in Italia?

pubblicato da Stefano Sgambati

TerremotoIl settimanale “Diva e Donna” lancia l’anticipazione vomitevole: potrebbero esserci alcuni terremotati abruzzesi tra i concorrenti del prossimo Grande Fratello, quello della decima edizione, lunga cento anni, per il bene della nostra lobotomizzazione. Secondo il giornale diretto da Silvana Giacobini dovrebbero essere addirittura tre le persone colpite dal drammatico sisma, che ha causato centinaia di morti a L’Aquila lo scorso 6 aprile, ad entrare nella casa di Cinecittà. La notizia l’aveva già data TvBlog circa un mese fa intervistando uno degli autori del più celebre dei reality show.

Una soluzione, se definitivamente confermata, che avrebbe dell’aberrante, dal punto di vista culturale, soprattutto. Non posso fare a meno di parlare a nome di me stesso, della mia coscienza anti-perbenista, perfino ultra-cinica in certi casi, eppure sensibilizzata davanti a una notizia del genere. Tre tizi, i quali dovrebbero restarsene in città a cercare di migliorare le cose, davanti a una situazione che si sta ormai avvicinando al paradosso, scelgono invece di andare a fare un provino per il GF10, portando davanti alle telecamere la propria situazione di terremotati al fine ultimo e unico di essere presi dentro il gioco più FICO che c’è in televisione. Ce l’ho con loro, soprattutto: con questi tre tizi, ammesso che sia vero, piuttosto che con chiunque altro. Vorrei vederli in faccia, prenderli e parlare con loro. Invece non lo farò. Mi limiterò, come sempre, ad osservare, sempre più annichilito, l’aberrazione morale e culturale di questo paese di letame, dove una faccia dentro i quattro lati di un televisore, vale molto più di un’anima. Lo stesso autore, intervistato da TvBlog, che parla con leggerezza di aquilani giunti ai provini con le maglietta recanti la scritta “L’Aquila 3e32 o ‘Barcollo ma non crollo’”, dovrebbe far piangere, dovrebbe far disperare, altroché. L’evoluzione umana si è interrotta, a un certo punto, è evidente, più o meno da quando si è capito che sedersi su un Trono pagava più di un lavoro. Siamo dunque tornati alla Monarchia: la Monarchia dell’ignoranza.

Qualcosa si è spezzato e oggi ci teniamo quello che ci dobbiamo tenere. Tre tizi salvati dal destino che andranno dentro la casa del Grande Fratello ad emettere peti e rutti in prime time, invece che fare qualsiasi altra cosa. E una società che lo permette tra gli applausi e il consenso. Sicuramente il Governo parlerà di promesse mantenute: in fondo i terremotati, in qualche modo, hanno trovato casa entro il 2009.

"Rai, addio": un libro-rivelazione di un ex consigliere d'amministrazione scopre i segreti della tv di Stato fresca di nomine

pubblicato da Stefano Sgambati

Viale MazziniUn libro su TvBlog? Dice: e che c’entra? C’entra! Il tomo in questione, che passiamo volentieri per una disamina più prettamente letteraria, ai colleghi di Booksblog, si intitola “Rai, addio” e già questo potrebbe bastare per capire dove stiamo per andare a parare. Il punto, ancora più focale, è che la firma sulla copertina è quella di Carlo Rognoni, ex consigliere d’amministrazione di Viale Mazzini, uno che di cose legate all’amatissima e tribolatissima tv di Stato ne sa a profusione. Quale momento storicamente migliore per segnalare un prodotto del genere, se non questo presente, cioè immediatamente successivo alla fumata bianca post Nomine?

Il volume si articola in 101 episodi, ciascuno dei quali racconta in maniera distinta l’azienda Rai: dal ritorno di Bonolis al Festival di Sanremo ai trionfi del commissario Montalbano, passando per Vladimir Luxuria vincitrice dell’Isola dei Famosi, ai record di AnnoZero e Ballarò. Preconizza l’autore nella prefazione:

“Tempo tre anni, giusto gli anni del prossimo consiglio di amministrazione, e poi la Rai rischia di impantanarsi, di continuare a camminare quando è l’ora di volare”.

Il tono di Rognoni non è ottimistico, né positivista. Secondo l’autore, che se ne intende, ripetiamo, il futuro di Mamma Rai continua ad essere complicatissimo, addirittura sul sottilissimo filo dell’autodistruzione.

“Va aperto subito un enorme, trafficato e indaffarato cantiere. La Rai così come è oggi è come un jumbo tram. Non serve a prendere il volo. Va smontato, va salvata la materia prima, ne va immessa di nuova e pezzo dopo pezzo va costruito non un altro super tram ma un vettore del tutto nuovo, adatto ad affrontare lo spazio virtuale”.

Pena, si evince chiaramente, la scomparsa dell’azienda. Il libro, secondo le stesse parole di Rognoni, è composto in quattro parti:

“Nella prima si racconta quella balorda estate del 2008, nella seconda l’eredità lasciata dal vecchio consiglio, nella terza che cosa vuol dire lavorare con un direttore generale ‘incompatibile’, nella quarta i due anni di una nuova direzione che passa dalla luna di miele alla separazione in casa. E, da ultimo, si racconta come sarà la televisione di domani e di dopodomani”.

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Tv e divulgazione: domani sera su RaiTre il racconto di una straordinaria scoperta di Piero Angela. (Ma indovinate il Vaticano cosa ne pensa...)

pubblicato da Stefano Sgambati

Piero Angela

Piero Angela ha fatto una scoperta e domani sera, sabato 28 febbraio, la condividerà con il pubblico. Il notissimo divulgatore scientifico televisivo proporrà nella puntata speciale di “Ulisse” un disegno autentico di Leonardo Da Vinci mai visto prima d’ora e che riemerge dopo cinque secoli da uno dei suoi quaderni di appunti chiamato “codice del volo degli uccelli”. Si tratta del ritratto di un uomo rinascimentale dagli occhi chiari, capelli lunghi con il mento ornato da una leggera barba. Angela si è imbattuto per caso nel reperto, sfogliando un fac-simile del Codice: il titolo della trasmissione, in onda in prima serata su Rai Tre, sarà “Leonardo il volto nascosto, cronaca di un’indagine”. Curiose le dichiarazioni dello stesso presentatore:

“Ero andato a trovare il mio amico, il professor Carlo Pedretti, una delle massime autorita’ degli studi leonardeschi. Appena vidi quel naso rosso spuntare tra le righe capii subito che attraverso un restauro avrei potuto far riemergere il ritratto. Pedretti mi disse che nel ‘75 anche lui tento’ di fare una cosa del genere”.

A quel punto Angela ha trasferito la pagina su un dischetto e con l’ausilio del laboratorio di grafica della Rai, grazie anche all’aiuto di Giovanni Stillitano, i lavori, durati mesi, hanno riportato alla luce il lavoro finito.

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Mamma Rai sempre più digitale: il successo di "RaiStoria" è una celebrazione del servizio pubblico

pubblicato da Stefano Sgambati

Giovanni_Minoli

Molti utenti lo hanno segnalato con entusiasmo, ultimamente: non a caso il nuovo canale Rai, in onda sul digitale terrestre, sul canale 805 di Sky e in streaming sul portale Rai.tv, è una novità estremamente positiva nel panorama del digitale: parliamo di RaiStoria, nato a budget zero e diretto da Giovanni Minoli, già al comando di Rai Educational. Queste le parole del vicedirettore della Rai, Giancarlo Leone:

“Questo canale di storia proietta la Rai nel futuro. Il digitale fino a poco tempo fa era uno strumento per pochi, ora per molti, dal 2012 per tutti. Quando l’analogico non ci sarà più, il pubblico potrà accedere agli otto canali della Rai facilmente e gratuitamente”.

Il nuovo canale è composto da varie sezioni tematiche: “Res Gestae”, per rivivere gli avvenimenti che hanno cambiato l’Italia e il mondo; “Res Tore” e “Res Tauro” che, grazie al patrimonio audiovisivo della Rai, costituiscono un viaggio nella memoria del Paese; “Res Tube”, che dà vita a nuovi modi e linguaggi di documentare il passato, à la “Current Tv”, oltre alle altre trasmissioni conosciute e già in programmazione sul circuito di Rai Educational, “La Storia Siamo Noi”, “Un Mondo a Colori”, “Magazzini Einstein” e “Cult book”. Le parole di Minoli:

“Rai Storia è un treno che è partito in velocità. Un’avventura che lega la storia al futuro, perché un Paese che non ha memoria fa molta fatica a darsi un futuro. E l’archivio delle Teche Rai è stato indispensabile. Pensate che gli americani non avevano più i materiali dello sbarco sulla luna: hanno potuto riaverli solo perché la Rai aveva convertito i materiali e mantenuto così la documentazione”.

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La Tv dell'estate tra repliche e novità

pubblicato da Michele Biondi

Arriva l’estate, quest’anno anche in anticipo ed arrivano le repliche in tv. Oltre alle immancabili riproposizioni di successi, si aggiungono anche alcune novità che andiamo a segnalare prendendo spunto dall’articolo pubblicato oggi da Tv Sorrisi e Canzoni.

Capitolo Intrattenimento
E’ molto vario l’entertainment che le reti televisive proporranno per la stagione estiva che va a cominciare già dalla prossima settimana al termine del cosiddetto periodo di garanzia, ovvero quello in cui si concentrano i maggiori investimenti degli inserzionisti pubblicitari.

La novità più importante nel prime time arriva da Raiuno che schiera da martedì 26 giugno gli emergenti Caterina Balivo e Massimiliano Ossini alla conduzione delle previste 8 puntate di Stasera mi butto..Sul Garda, riedizione di un celebre programma degli anni ‘90 condotto da Gigi Sabani e poi da Pippo Franco.

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