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Tutti gli articoli con tag cult

"Nessuno è perfetto" su Cult - Casting

pubblicato da kaos

nessuno è perfetto

Sta per arrivare “Nessuno è perfetto“, nuova produzione di Cult. Più che le trasmissioni che si occupano di ridare nuova vita alle persone attraverso regali e chirurgia plastica, mi ha sempre emozionato in misura maggiore vedere in tv (e nella vita) le persone che raggiungono risultati importanti nonostante tutte le personali difficoltà.

Cult sta realizzando una serie di documentari su persone che in fondo sono i veri eroi contemporanei: chi ha un problema, chi ne ha pure dieci e ci convive. Sorridendo quanto possibile. Sul sito dedicato dentro il portale Fox Italia, troverete tutte le istruzioni per raccontare la vostra storia e diventare protagonisti di un documentario autentico che racconterà chi siete senza cambiarvi di una virgola.

Il format verrà prodotto da Wilder e nella pagina ufficiale vengono presentati alcuni esempi di casi osservati per lo sviluppo del programma:

“Abbiamo incontrato persone che non riescono a dormire da giorni, altre che invece possono addormentarsi ovunque e senza preavviso. Alcuni soffrono di forme di stitichezza così acute da rifiutarsi di mangiare; altri balbettano a tal punto da comunicare solo via sms o hanno tic nervosi tanto gravi da non uscire più di casa”.

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Tell me you love me: il sesso (e la vita) senza pudore su Cult

pubblicato da Paolino

Tell me you love meSe pensate che con “Sex and the city” il sesso in tv avesse superato ogni limite, ma poi vi siete ricreduti con “Californication”, pensando che si sia ormai visto tutto il visibile, non avete ancora seguito “Tell me you love me. Il sesso. La vita” -e la gallery-, la nuova serie di Hbo che debutta stasera alle 22:45 su Cult (canale 142 di Sky).

Non stiamo parlando di una serie che ruota attorno solo alla potenza di certe scene, sia chiaro: questo telefilm, ideato da Cynthia Mort (sceneggiatrice di “Will & Grace”), ha fatto sì scalpore in America per l’uso esplicito di certe scene di sesso -compresi nudi maschili che hanno fatto gridare allo scandalo: ma se fosse stata una donna nuda?-, ma è stata anche apprezzata per il modo col quale tutto ciò è stato reso più necessario alla trama che semplicemente provocatorio.

Protagoniste sono 3 coppie, ognuna delle quali con un diverso problema di comunicazione sia fuori che sotto le coperte, e la loro terapista May (Jane Alexander, 4 nomination agli Oscar, interprete tra gli altri film di “Tutti gli uomini del presidente” e “Kramer contro Kramer”), filo conduttore di storie dove il sesso non è solo fine a sé stesso ma vuole diventare un modo per capire l’amore ai giorni nostri.

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Aspettando gli Emmy- la critica americana premia Mad Men

pubblicato da Paolino

Mad MenLe nomination per i prossimi Emmy Awards sono uscite da poco, e nelle prossime settimane l’attesa per quest’evento salirà senz’altro. Per iniziare a “tastare” il territorio, cercando di capire quali potrebbero essere le serie vincitrici quest’anno, possiamo dare un’occhiata ad un altro premio, sempre americano, assegnato sabato scorso.

Questa volta a decretare le migliori serie dell’anno è stata la critica televisiva statunitense, che si riunisce ogni anno per consegnare i Tca Awards, i premi, appunto, della Television Critics Association. A fare incetta di premi è stata la nuova “Mad Men”, che è anche tra le favorite per gli Emmy, per i quali ha ottenuto ben 16 nomination. Seguono la sit-com “30 rock” ed un riconoscimento speciale a “The wire”, per il suo impatto sulla cultura contemporanea.

“Mad Men” (da noi in onda su Cult, canale 142 di Sky), lo ricordiamo, racconta gioie e dolori di un gruppo di pubblicitari newyorchesi degli anni ‘60 -soprannominati “Mad” perché le maggiori agenzie si trovavano a Madison Avenue-, capitanati da Don Draper (Jon Hamm), tanto affascinante quanto enigmatico uomo dalle sfumature tutte da scoprire. Dopo il salto, l’elenco delle categorie ed i vincitori.

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Mad men: su Cult gioie e dolori degli anni '60

pubblicato da Paolino

Mad Men
Le Lucky Strike e i danni del fumo, l’ultimo forno rosa della Candy, i nuovi e rivoluzionari spray della Gillette. Ma anche giovani arrivisti, uomini dalla doppia vita e donne talvolta sfruttate consapevolmente, talvolta sull’orlo di una crisi di nervi. Scegliete come sfondo i magici anni ‘60, il boom economico e l’avvento dell’era pubblicitaria sempre più presente nelle nostre vite, ed avrete “Mad men”, il telefilm già vincitore di due Golden Globe in onda su Cult, canale 142 di Sky, da domani sera alle 23 (qui la gallery mentre, dopo il salto, potete vedere la splendida sigla con la musica di RJD2).

Matthew Weiner, ideatore e produttore de “I Soprano”, avrebbe potuto prendersi una vacanza dopo la fine della serie sulla famiglia italo-americana più famosa al mondo. Invece si è messo subito al lavoro su questo nuovo telefilm -in realtà aveva già in mente il pilot dal 2000-, che negli Usa viene trasmesso dalla rete via cavo Amc e che fin dal giorno seguente al suo debutto, avvenuto lo scorso 19 luglio, ha ricevuto ottime critiche e buoni ascolti per la rete.

Sebbene sia ambientata più di 40 anni fa, alcuni dei temi affrontati sono più moderni che mai, coinvolgono, stupiscono e sanno mettere in evidenza i vizi della società moderna più di molte altre serie tv ambientate ai nostri giorni. Questo grazie alla modernità dei conflitti interiori che vivono i personaggi, calati nel contesto pubblicitario che proprio in quegli anni assume le forme prepotenti che oggi -purtroppo- conosciamo bene, e che ha portato a definire i professionisti dell’ambiente, appunto, “mad men”, ovvero “uomini folli”.

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Seinfeld torna in tv dopo 10 anni

pubblicato da Paolino

SeinfeldA molti di voi il nome Jerry Seinfeld dirà poco. Ultimamente, però, questo comico americano è tornato a far parlare di sé per aver scritto “Bee-movie”, uscito qualche mese fa nelle sale e intriso della sua comicità, piena di riferimenti alla società contemporanea e non privo di sarcasmo sui comportamenti di ognuno di noi.

Seinfeld, però, è stato dal 1989 al 1998 autore e protagonista di una delle sit-com cult degli anni ‘90, intitolata semplicemente “Seinfeld”. Raccontando la sua vita da single e quella dei suoi tre amici più cari in una nevrotica New York di fine secolo, ha raccolto davanti alla tv milioni di appassionati, che ancora oggi rimpiangono questo show.

Trasmessa in Italia ad orari improbabili, lo show da noi è passato inosservato, e non ha ottenuto il riscontro che si meritava d’ottenere. L’occasione per conoscere questo bravo comico ed autore potrebbe venire però dalla prossima stagione televisiva: secondo alcune indiscrezioni, pare infatti che Seinfeld stia per concludere un accordo con la Nbc per una nuova sit-com.

Nei panni nuovamente di sé stesso, l’attore tornerebbe dopo dieci anni di assenza dalla tv, esclusa qualche apparizione, tra cui quella discutibile al Larry King Live. Sarebbe sicuramente un gradito ritorno per gli americani, che in ben 75 milioni seguirono l’ultima puntata della sua sit-com. E, per noi, potrebbe essere la volta buona per conoscerlo e, magari a fianco di altri cult mattutini, per vedere “Seinfeld” o almeno sapere della sua esistenza.

[Via YahooTv]

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Santiago - Anche le lesbiche sono pellegrine

pubblicato da Malaparte

Santiago - Anche le lesbiche sono pellegrine, su Cult

Questa sera alle 23, Cult propone la seconda puntata di Santiago - Anche le lesbiche sono pellegrine.

Questo l’incidente scatenante:

Cristina propone a Federica, la sua ex fidanzata, di partire per il cammino di Santiago, ma lei non ne vuole sapere (da anni è in rotta con la chiesa cattolica). Alla fine si convince e, dopo un estenuante allenamento, partono per Roncisvalle. Il cammino inizia da lì, ma l’incontro con un gruppo di pellegrini cattolici riaccende l’antico conflitto con la religione…

Le due, buddiste, affrontano insieme il cammino di 800 chilometri - e 5 puntate -, ma non sono sole: con loro, Kevin, aspirante seminarista, Laura e Cristiano, in cerca di una strada per la vita e Ricardo, cileno, che si erge a guida morale (e materiale) del gruppo.

Un’interessante produzione di uno dei più interessanti canali del pacchetto-Sky, per affrontare in maniera originale i temi dell’omosessualità e della religione. Le prime due puntate sono già disponibili sul sito del programma (qui la seconda puntata), che fa parte del più ampio portate GenteCult).

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Selvaggio a chi?

pubblicato da Malaparte

Meet The Natives - Selvaggio a chi?

Da questa sera alle 21:00 e per tre settimane ogni mercoledì (2, 9, 16 gennaio 2008), Cult, canale 142 di Sky, va in onda un curioso documentario prodotto da Channel 4, dal titolo Selvaggio a chi? (tit. originale: Meet The Natives).

Documentario, in verità è riduttivo per indicare questo interessante esperimento mediatico che mescola - come sanno fare abilmente gli inglesi - lo spettacolo, l’analisi antropologica (sempre che si possa utilizzare termini e assunti scientifici per qualcosa che riguardi la televisione) e il linguaggio documentaristico propriamente detto.

Il concept è di sicuro successo: Yapa, Joel, JJ, Posen e Albi sono cinque uomini che provengono dal piccolo villaggio di Tanna (un’isoletta del Sud Pacifico, nelle Isole Vanuatu). Armati di videocamere, vanno alla scoperta dell’Inghilterra e cercano di raccogliere immagini per mostrare ai loro connazionali come si vive dall’altra parte del mondo.

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Analisi Auditel: Uomini e Donne

pubblicato da Hit

Se si vuole parlare male di questo programma, è come sparare sulla croce rossa. Lo fanno più o meno tutti, anche chi lo guarda segretamente in maniera costante.
Nonostante la critica lo stronchi,da ormai anni Maria de Filippi riempie i pomeriggi di Canale5 con le storie di tronisti e corteggiatori,litigi e amori, nel suo programma Uomini & Donne. Sarà interessante rilevare dai grafici quale è il suo assiduo pubblico, e quali momenti decretano il successo della trasmissione.

Come sempre cominciamo con l’analizzare la curva minuto per minuto (grafico sotto) dove possiamo notare come il programma cult condotto da Maria De Filippi sia sempre in testa rispetto alle altre reti (qui c’è da sottolineare come su Rai2 andasse in onda nel giorno preso in esame, mercoledì 17 ottobre, una diretta parlamentare, ma va comunque detto che sostanzialmente come riportato oggi sul corriere pure negli altri giorni il risultato non cambia).

Le linee di Rai1 e di Italia 1 sono decisamente sotto, tutto questo ci fa dire che il programma condotto da Maria De Filippi abbia ormai, indipendentemente dai suoi protagonisti, un pubblico di affezionati che lo seguono assiduamente ed in numero maggiore rispetto agli altri programmi pomeridiani, in pratica una nave inaffondabile.
Lo stile con cui la conduttrice guida il programma, molto informale, ci fa dedurre come lo scheletro dello stesso sia talmente solido e nel suo genere, originale, che si dipana in maniera quasi automatica senza bisogno che la padrona di casa debba intervenire spesso.

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Anche Cult celebra Lady D.

pubblicato da Malaparte

James Hewitt La settimana dal 24 al 31 di agosto sarà ufficialmente dedicata da una quantità di canali e trasmissioni che è inutile enumerare, al decennale della scomparsa di Lady Diana.
All’appuntamento con la storia non poteva mancare Cult (canale 142 di SKY) che questa sera manda in onda, alle 21:00, il documentario Diana: La versione di Hewitt, ovvero il racconto della vita travagliata di Lady D. dal punto di vista dell’ex ufficiale della Corona del Regno Unito (nell’immagine) che fu per anni l’amante della principessa.

Dopo aver venduto ai giornli scandalistici britannici i segreti più pruriginosi della storia d’amore, dopo aver pubblicato un libro - operazioni che lo hanno reso uno fra gli uomini più odiati dall’opinione pubblica in Gran Bretagna - Hewitt ha diretto un film, Confessions of a Cad, con poca fortuna, a dire il vero. Eccezion fatta per la messa in onda da parte di (poteva forse essere altrimenti?) Channel 4.

Il documentario che propone Cult è un modo originale di partecipare a queste celebrazioni: La versione di Hewitt è il backstage del film di Hewitt, dal casting all’ultimo ciak.
Operazione interessante, buon esempio di come affrontare un argomento con un approccio “laterale”.

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Sky d'estate... a tutto sesso

pubblicato da Lord Lucas

masturbathonSu Sky è tempo di Sex Marathon: per rendere più sopportabile la calura estiva la programmazione satellitare si tinge di hot. Ad aprire le danze è Cult, con un appuntamento settimanale riservato al sesso e dintorni.
Si comincia il 4 agosto con Masturbathon, la prima maratona di autoerotismo organizzata a scopi benefici (oltre ad abbattere i tabù sull’argomento per promuovere il sesso sicuro, lo scopo è di devolvere il ricavato ad organizzazioni no-profit che operano nel campo dell’educazione sessuale e della prevenzione dell’HIV).
E’ da ben sette anni che i sessuologi americani Carol Queen e Robert Lawrence, fondatori del Centre of Sex and Culture, promuovono a San Francisco questa manifestazione, in cui oltre duecento tra uomini e donne si masturbano pubblicamente per beneficenza. E il documentario Masturbathon non solo descrive quanto avviene negli USA, ma racconta anche la prima maratona di autoerotismo che si è svolta l’anno scorso a Londra.
In un edificio della città inglese sono state disposte 3 aree dedicate: una per soli uomini, una per sole donne e una mista. Ogni partecipante alla gara, dopo aver chiesto ad amici, colleghi e partner di sponsorizzarlo e aiutarlo a raccogliere la cifra di iscrizione, ha a propria disposizione la sua area privata per masturbarsi in un ambiente accogliente, arredamento soft e musica di sottofondo, con l’obiettivo di battere il record americano di 8 ore e mezzo consecutive. La vittoria viene stabilita in base al numero di orgasmi raggiunti e dal relativo tempo impiegato.

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Cronache Marziane, uno show indimenticato

pubblicato da Lord Lucas

cronache marziane fabio caninoGli aficionados lo reclamano (anche sulle pagine di Tvblog) e i teledipendenti più attenti si domandano ancora le ragioni della sua inattesa chiusura. Stiamo parlando di Cronache Marziane, uno dei programmi più rimpianti di Italia1 che ha conquistato in poche settimane un ascolto superiore al 14% di share diventando un appuntamento irrinunciabile per il pubblico giovanile.
Fabio Canino conduceva questo talk show sopra le righe ambientato su Marte, in cui la Terra e le sue stravaganze erano viste con gli occhi dei marziani. In un susseguirsi di ospiti dal background trasgressivo, filmati improbabili e collegamenti demenziali, il conduttore e i suoi opinionisti non facevano altro che sottolineare che sono i marziani a stupirsi dei terrestri. La trasmissione ha consacrato veri e propri personaggi di culto come Flavia Cercato, Candida Morvillo, Bambola Ramona, Brigitta Bulgari, padre Apeles, Marxiano Melotti, Roberto da Crema e Immacolata Gargiulo.
Eppure, Cronache Marziane ha ballato per una sola stagione, suddivisa in due cicli che videro il primo giovarsi del talk post-Gf al giovedì sera (con accoglienza in studio dell’eliminato) e il secondo riprendere dopo una lunga pausa natalizia (dal 16 dicembre 2004 al 7 febbraio 2005) con la netta svolta verso contenuti gay oriented. Il provocatorio show, che ha letteralmente conquistato un pubblico italiano a caccia di emozioni forti sin dal debutto del 7 ottobre 2004, ha dunque chiuso i battenti anzitempo, il 6 maggio 2005.
E in molti ci chiediamo ancora… perchè mai un programma vincente in termini di ascolti e rumore mediatico è stato cancellato da una tv commerciale?
Marco Bassetti, patron Endemol, ha così risposto qualche settimana fa a un nostro tentativo di fare chiarezza e scoprire la verità:

“Ormai gli investimenti si concentrano sul prime time anche quando si tratta di programmi di acquisto (quindi non soltanto de Le Iene). Non a caso su Italia1 fanno la serata Medical che dura tutta la notte. Il prime time, insomma, tendono a prolungarlo ed è inutile partire con un programma complesso. Eppure sono convinto che Cronache avesse delle potenzialità spaventose”.

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Pronto, Raffaella? e il gioco dei fagioli

pubblicato da Lord Lucas

pronto raffaellaPerchè non si dica che qui si parla solo di reality, una sana amarcord è quello che ci vuole.
Quando andava in onda Pronto, Raffaella? il sottoscritto non era ancora nato e probabilmente rivederne oggi le immagini non fa lo stesso effetto, ma proveremo a ripercorrere insieme una delle trasmissioni più pionieristiche della storia televisiva.
Pronto, Raffaella? fu il primo show ad andare in onda nella fascia del mezzogiorno, precedentemente occupata in Rai dal monoscopio ma in compenso già esplorata con successo da Canale5.
La chiave del successo del programma (che raggiungeva punte di ascolto di 9 milioni e una media di 4.5 milioni) fu l’inedita formula di interazione con il pubblico attraverso le telefonate in diretta, le lettere e i giochi.
Lo studio era arredato come un appartamento e per ognuna delle 150 puntate appariva su una parete di fondo, incorniciata in una finestra, una differente veduta di Roma, che rifletteva anche le condizioni meteorologiche della capitale in quel giorno (alcune soluzioni scenografiche furono poi riproposte nella Domenica In di Gianni Boncompagni).
La Carrà, già showgirl di grande successo, dimostrò tutte le sue qualità umane nel contatto con i telespettatori, che erano fino ad allora abituati a vederla solo come un’inarrivabile starlette del sabato sera.
C’è chi iniziò ad attribuirle addirittura la capacità di fare miracoli, visto che una madre confessò in diretta che la figlia, affetta da disturbi della parola, riuscì a pronunciare ‘Raffaella ti amo’.
Non mancavano le canzoni, i balletti e i momenti comici, ma il vero clou erano i giochi telefonici, tra cui l’ormai proverbiale gioco dei fagioli, che consisteva semplicemente nell’ indovinare il numero di fagioli contenuti in un barattolo.
Di puntata in puntata si creava una suspence sempre maggiore, sia per l’aumentare del montepremi, che per l’avvicinarsi al momento ineluttabile della soluzione dell’enigma, tant’è che Wikipedia parla di una sorta di “orgasmo” televisivo collettivo.
Lo stesso Boncompagni ha poi ammesso che il famosissimo gioco dei fagioli fu copiato da un programma che andava in onda su una tv privata toscana, Tele Libera Firenze, dove era condotto da una giovanissima Cesara Buonamici.

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Blob maggiorenne: Don't panic!

pubblicato da Salvatore

Il 17 aprile 1989 su Rai Tre andava in onda per la prima volta il programma cult per eccellenza della televisione italiana: Blob.
Il titolo del programma, ideato da Enrico Ghezzi e Marco Giusti, è ispirato al film diretto da Irvin S. Yeaworth Jr. nel 1958 “Blob - Fluido mortale” in cui si racconta l’invasione della terra da parte di una strana creatura informe che assorbe gli uomini e gli animali. Viene facile l’analogia con la programmazione televisiva che negli anni ‘80, con il moltiplicarsi dei canali e la fine del monopolio pubblico, venne completamente rivoluzionata occupando pian piano tutte le fasce orarie fino a diventare come oggi un flusso, appunto, ininterrotto di immagini. Molti critici tendono a parlare di Blob come un programma di metatelevisione, un tipico esempio di quel vizio tutto neotelevisivo che è appunto l’autoreferenzialità.
In realtà Blob più che essere un format che parla di tv si configura come un vero e proprio de-format dei programmi tv e di tutto quello che spesso viene definito surrogato. Blob è l’apologia dello zapping, è l’esempio di come de-costruire qualsiasi prodotto televisivo ed è l’unica via di salvezza e purificazione di qualsiasi palinsesto e di chiunque almeno una volta è apparso in tv.

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