
Reduci di una tv dei ragazzi che faceva sognare, come Cristina D’Avena, hanno un solo modo per tener botta artisticamente nel tempo: far leva sul fattore nostalgia. Se, però, il titolo di regina delle sigle tv per bambini non basta, c’è sempre la magia (commerciale) del Natale per poter tornare in onda nelle vesti di fatina buona. In soldoni, anche la D’Avena si è data al business delle canzoni natalizie per amore di gettone di presenza, esibendosi nella geriatrica piazza di Michele Guardì sulle note di All I want for Christmas is you.
Rivedere l’eroina sempreverde dei piccini, in un programma per lo più ottuagenario come I Fatti Vostri, dà un po’ il segno di un’ex ragazza della tv che inizia a sentire il peso degli anni. Eppure, quelli della sua generazione saranno rimasti incantati lo stesso all’annuncio della sua presenza.
Inoltra va detto che la D’Avena ha un fascino rassicurante assolutamente trasversale, che continua a conquistare anche i giovani d’oggi. Il fatto che continui a riempire le piazze, oltre a essere gradita madrina di eventi per l’infanzia, conferma le sue poco sfruttate potenzialità.
Cristina D’Avena ai Fatti Vostri




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Oggi sono nostalgica. Scorrevo le sigle e mi sono imbattuta in quella del cartoon del 1985 “David Gnomo amico mio” (David el gnomo), cantata da Cristina D’Avena. Ho fatto mente locale e mi è venuto in mente un post letto su Flavorwire nel quale si sottolineava il finale bizzarro della serie animata ma decisamente poetico. Nelle ultime immagini della serie spagnola (dal settimo minuto del video in poi), ispirata all’opere dell’illustratore olandese Rien Poortvliet “Gli gnomi” e “I segreti degli gnomi”, c’è una trasformazione.
E’ il giorno del 400esimo compleanno di David, il mini protagonista e medico che cura gli animali della foresta, ma anche il giorno della sua morte dato che i membri del piccolo popolo hanno una vita lunga quattro secoli. David si reca alle Montagne dell’Aldilà e viene trasformato (assieme ad una coppia di amici) in un albero, prima azzurro che splende di luce fluorescente, poi in vero e proprio ciliegio.
Swift la volpe, l’animale amico di David, singhiozza per la tristezza e angoscia ma dopo pochi secondi sembra rinfrancarsi alla vista di una signorina volpe affascinante: in un batter d’occhio dimentica tutto il dolore per l’amico scomparso e trasformato.
In questo periodo in cui i vampiri la fanno da padroni al cinema e in televisione, e con l’avvicinarsi di Halloween, vi voglio parlare del simpatico personaggio di Dacula, un piccolo vampiro a cartoni animati. E’ un papero verde con i capelli neri divisi da una scriminatura, non il classico vampiro ma con delle caratteristiche bizzarre.
Il papero con una certa somiglianza con Duffy Duck é il protagonista di una serie britannica del 1987 intitolata “Conte Dacula” (Count Duckula) trasmessa anche sulle reti Mediaset (qui la mitica sigla di Cristina D’Avena), e spin-off di un altra serie “Danger Mouse” in cui faceva il cattivo.
Indossa un costume da vampiro con mantellina nera. Non ha canini da vampiro, e non fa parte di una dinastia di vampiri è solo un unico esemplare che viene risuscitato più volte nel corso dei secoli. E’ vegetariano, il suo cibo preferito è il panino con i broccoli, e vive in un cupo castello in Transilvania nel quale non gli piace vivere.
E’ del tutto inoffensivo, con grande disgusto di Igor, il maggiodomo, che spera di vedere il suo padrone terrorizzare e succhiare sangue agli abitanti dei villaggi. La caratteristica divertente è che se entra in una bara che si trova in una zona del castello può essere teletrasportato in qualsiasi zona del mondo assieme a tutto il castello. Da qui una serie di avventure di viaggio esilaranti. Voi lo avete mai visto in tv?

Federica Panicucci, al sottoscritto, non è mai andata troppo giù (dalla Pupa e il Secchione in poi, quindi in versione Videonews). Finta, snob, distaccata: queste sono solo alcune delle pecche spesso rinfacciatele su TvBlog. Poi succede che per una settimana si stia lontano dalla tv mainstream, evitando i vari Pomeriggi del daytime, e si ritorni a guardarla con l’altra Domenica Cinque. Con tua madre che, dall’alto dei suoi giudiziosi consigli non prevenuti, ti fa notare: “Ma lo sai che la Panicucci è diventata la donna più elegante della tv?”.
Non voglio farmi plagiare dai piani alti familiari e preferisco vederla all’opera, prima di ricredermi. Due settimane fa, al suo debutto, non avevo troppo digerito l’usurpazione di un programma di un’altra conduttrice, solo perché quest’ultima era andata al massacro altrove. Tant’è, la Panicucci ormai è la nuova regina della domenica e bisogna farsene un ragione perché il ragù non vada di traverso.
Così, mi sintonizzo sull’intervista ad Antonella Elia che precede il consueto angolo dedicato agli anni ‘80 (inizialmente senz’anima, ma via via da riscoprire). E a balzare subito alla mia attenzione è quanto lo zero appeal scandalistico si possa tradurre in un raro esempio di racconto autentico. Sembra che Federica e Antonella si frequentino di tanto in tanto fuori dagli studi o che, comunque, si conoscano personalmente da tanti anni. Questo non le rende stucchevolmente complici, ma alla base sembra esserci un sincero rispetto reciproco del rispettivo curriculum di lungo corso.
E il rispetto è la chiave di volta dell’intera intervista, che procede attraverso tanti spezzoni di una tv che non c’è più. La nostalgia era non pervenuta nella più cialtronescamente attuale Domenica d’ursiana, oltre a essere generalmente bandita dall’immaginario futuristico Mediaset. In più, all’Elia si chiede anche - con discrezione - qualche aggiornamento sulla sua vita privata. Ma l’esito è dei più delicati, tant’è che l’ospite dice all’intervistatrice:

Cristina D’Avena è nel cuore di molti bambini di oggi e di quelli che un tempo erano bambini. Fa concerti per interpretare le sigle dei cartoon che hanno fatto epoca, continua ad essere l’interprete più richiesta per le sigle delle nuove serie animate, e si occupa di intrattenimento per bambini. Dopo l’esperienza di “Matricole & Meteore”, da un paio di settimane è tornata anche in tv con la sit-com “Love Me Licia”, la serie tratta dall’anime del 1983 che ha come protagonista la dolce Licia, che sta avendo un successo straordinario. L’abbiamo incontrata per chiederle il motivo del grande successo della serie di fine anni ‘80, in onda su La5, per parlare di cartoon, dell’importanza che ricopre la sigla in una serie animata.
E’ partita da poco la sit-com “Love Me Licia” su La5 interpretata da te e molto attesa dai fan. Secondo te qual è il motivo di tanto seguito, ancora oggi, per un telefilm del 1987?
I ragazzi vivono in una realtà così complicata, e in una società tecnologica così diversa rispetto agli anni’80, che con i cartoni ripercorrono quella parte della vita, l’infanzia, in cui si emozionavano. Faccio concerti e i ragazzi mi dicono che ogni volta che vedono un cartoon, ascoltano la sigla o vengono ai miei concerti ritornano bambini, e si sentono bene e più forti..
Hanno voglia di fanciullezza, di allegria, di spensieratezza che li discosti dalla realtà, di gioco, di divertimento, di ingenuità. Il telefilm ha successo perché c’è chi è cresciuto con la storia d’amore di Mirko e Licia. E poi non dimentichiamoci che siamo stati i primi a realizzare una sit-com in Italia. In un televisione ‘privata’ come Canale 5 o Italia1 sono stati i primi a realizzare una sit-com negli studi, ai tempi produzioni del genere si importavano dall’estero.
Negli anni ‘80 la tv si ricordava di più perché c’erano pochi canali. La tv di allora era molto diversa da quella di oggi, un periodo in cui i bambini guardano più i canali su digitale terrestre o su satellite rispetto alla tv generalista. A grande richiesta è stato trasmesso il telefilm e spero che anche le serie successive siano trasmesse. E poi le 20.00 è l’orario perfetto per i ragazzini. Amo da impazzire La5 perché vuole ricreare lo spazio cartoon che esisteva un tempo, durante il quale genitori e figli possono riunirsi davanti al piccolo schermo.
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I fan di Cristina D’Avena ne saranno felici. E’ in arrivo, a grande richiesta, il telefilm “Love Me Licia” in onda su La5. La serie tratta dall’anime “Kiss Me Licia”, entra nel palinsesto della rete del digitale terrestre Mediaset dal 30 novembre, ogni giorno alle 20.05.
Si tratta della prima di una serie di telefilm che ha come protagonisti i personaggi dell’anime, andato in onda per la prima volta su Italia1 nel 1985, e rappresenta, almeno idealmente, il sequel del manga “Amami Knight” di Kaoru Tada. La trasposizione animata prodotta nel 1983 ebbe un successo di pubblico straordinario.
Questa è l’occasione di seguire le vicende, ambientate all’inizio degli anni ‘80, della protagonista interpretata da una D’Avena al suo debutto come attrice. Accanto a Licia, il leader del gruppo rock dei Bee Hive, Mirko, di cui si innamora presto, dai capelli gialli e rossi chiamato dal padre della ragazza “capellone bicolore”. Satomi compagno nella band rockettara, dai lunghi capelli castani (non viola come nel cartone animato) che infastidivano tanto il padre di Licia, Marrabbio. Il papà di Licia gestisce il ristorantino Mamboo ed è esperto nel cucinare polpette di carne che tanto piacciono al gattone di Andrea (nell’anime era esperto in okonomiyaki, piatto tipico giapponese).
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Kimba, il leoncino nato dal manga “Janguru Taitei”, scritto da Osamu Tezuka tra il 1950 e il 1954, è un personaggio molto amato rimasto negli annali dell’animazione di tutti i tempi.
Dal manga sono state tratte due serie di 52 e 26 episodi (Jungle Taitei - 1a serie e Jungle Taitei Susume Leo - 2a serie) prodotte da Mushi Production tra il 1965 e 1966, trasmesse dal 1978 su varie reti locali, e poi acquistate e raccolte sotto un unico titolo da Mediaset, “Kimba il leone bianco: giungla di avventure”, nel 1999. Le serie vennero ridoppiate e venne prodotta una nuova sigla cantata da Cristina D’Avena (che potete ascoltare qui). Dopo essere andato in onda su Hiro, “Kimba il leone bianco: giungla di avventure” arriva anche sul digitale, in onda da dal 23 dicembre, dal lunedí al sabato alle 19.15 su Boing.
Kimba (Leo) è figlio del coraggioso leone albino Panja e della dolce e saggia leonessa Eliza che lo darà alla luce su di una nave diretta al giardino zoologico. Nella storia che si svolge in Africa, a metà del XX secolo, si narra del re della foresta Panja che vuole mantenere per tutti gli animali della foresta un posto sicuro in cui vivere ma nonostante i suoi sforzi viene catturato insieme alla sua compagna Eliza. Sulla nave che li porta verso lo zoo, Eliza dá alla luce il piccolo Kimba. La madre trasmette al figlio gli stessi ideali del padre Panja, che il piccolo mette in pratica immediatamente, facendosi amici i topolini che si trovano a bordo della nave, i simpatici piccoli roditori che lo sosterranno prima della fuga.

E’ in arrivo un anime di genere maho shojo nuovo di zecca, in onda su Hiro. L’anime dal titolo “Shugo Chara - La magia del Cuore” (Shugo Chara!) prodotto nel 2007 e composto da 51 episodi, è tratto dal manga omonimo di due autrici nascoste sotto il nome di Peach-Pit, e verrà trasmesso a partire dal 15 ottobre, il venerdì alle 18.25 e alle 22.20 su Hiro, e prossimamente su Italia1 dopo la conclusione di Sailor Moon.
I bambini hanno un cuore pieno di sogni da realizzare. Ed è proprio una bambina di 11 anni chiamata Amu Hinamori, la protagonista della serie animata. E’ un tipino timido, con delle difficoltà a rapportarsi con i compagni di scuola che la considerano fredda e altezzosa. Ma in realtà la natura di Amu è un’altra. Una sera, stanca di non riuscire a tirare fuori la vera se stessa, prega di poter diventare una ragazza più coraggiosa e sincera, e la mattina dopo trova nel suo letto tre uova colorate, le Uova del Cuore, uno rosa a cuori, uno blu a picche e uno verde a fiori.
Da queste uova nasceranno degli Shugo Chara (guardiani del carattere), dei piccoli esseri magici che rappresentano le diverse personalità che Amu vorrebbe avere. Gli esserini in questione si chiamano Ran, Miki e Suu, e sono rappresentati rispettivamente dal simbolo del cuore, della picca e del fiore.
UPDATE: I conduttori ufficiali di Matricole e Meteore sono Nicola Savino e Juliana Moreira. Qui maggiori info.
Matricole e Meteore riparte a gennaio 2010 - manca sugli schermi dal 2003 - con conduttore incerto, identificato da Publitalia in Enrico Papi (di sicuro al timone del nuovo quiz in access Gente come noi), e stessa rete, Italia 1 (al venerdì sera contro I raccomandati?).
Proprio l’ultima edizione - rieditata con successo nel Natale 2008 - fu quella che vide i due storici marchi Mediaset fondersi: già allora si intravide un gioco al ribasso dello stesso cast, composto da un’emergente Moran Atias, un’icona evergreen come Sabrina Salerno e i comici Alessandro Bianchi e Pulci.
Sembravano passati secoli, insomma, dai grandi volti che si erano alternati alla guida dei due show, dalla coppia mozzafiato Fiorello & Simona Ventura, fino ad Amadeus passando per il sottovalutato conduttore Giorgio Mastrota insieme alle due sagome Gene Gnocchi e Cesare Cadeo (e una simpatica Alessia Merz).
Anche la prossima edizione sarà all’insegna del low-cost, considerato che Italia 1 non è più quella di una volta. Sul sito Tv.mediaset.it si possono già inviare segnalazioni, sia per chi fosse andato a scuola con un personaggio famoso o avesse materiale di repertorio sul suo conto, sia per chi sapesse che fine ha fatto una meteora del video. In più Matricole e meteore avrà una nuova rubrica in pieno stile talent show, aperta ad aspiranti showgirl da 18 ai 30 anni: Saranno matricole (qui si può inviare la propria candidatura).