
Non è servita l’ottima performance al Festival di Sanremo, a Geppi Cucciari, per vedersi riconfermata al timone del programma della fascia preserale di La 7: “G’ Day”, stando a quanto detto da Giovanni Stella, amministratore delegato di Telecom Italia Media, dal prossimo autunno non andrà in onda, sostituito dal programma che vedrà il debutto sul canale di Cristina Parodi.
La Cucciari, comunque, non dovrebbe rimanere senza lavoro a lungo: per lei, garantisce Stella, “stiamo pensando a un format più attrattivo che stiamo studiando, da mettere in onda da settembre”. Nonostante la promozione da mezz’ora ad un’ora dello scorso mese, quindi, “G’Day” non ha retto di fronte a degli ascolti piuttosto deludenti, quasi sempre -nella versione “allungata”- al di sotto del 4% di share, mancando la sua missione iniziale di trainare il Tg La 7.
Da settembre, quindi, la Cucciari troverà spazio in un’altra fascia (da queste parti si spera la seconda serata dove, a detta di molti, potrebbe trovarsi un pubblico maggiormente disposto a cogliere l’ironia dell’attrice e conduttrice comica). Questa non deve essere vista come una retrocessione per Stella, che invece teme di perdere uno dei volti che in quest’ultimo anno si meritatamente guadagnato una maggiore popolarità (tanto che pare che Paola Perego la voglia al suo fianco in “Punto su di te”):

Poco fa scrivevamo che secondo Giovanni Stella, intervistato da Repubblica, “Ruffini sta lavorando bene”. Peccato che un Dago-report di ieri, che ci era passato inosservato, delineasse un risvolto della vicenda decisamente differente. A quanto pare gli ennesimi nuovi acquisti di La7 non sarebbero stati vagliati dal neo-direttore, che sconterebbe quegli stessi flop della stagione smentiti dalla versione istituzionale di Stella:
La 7 nel caos. Dopo una lite al calor bianco con Stella Paolo Ruffini minaccia le dimissioni. Il pallido direttore di La7 deve aver subodorato che - dopo il filotto di flop (dalla Dandini alla Camila Raznovich) - non conta un bel niente. Dopo aver ingoiato l’arrivo della superflua Cristina Parodi e quello probabile di Max Giusti e di Alba Parietti in prima serata ha dovuto mandare giù l’arrivo di due manager parcheggiati di Mtv, uno dei quali è Raffaele Sangiovanni. Come se non bastasse, Giovanni Stella in sordina sta facendo colloqui…
L’ennesima prova che, nel mondo degli addetti ai lavori televisivi, ci sono sempre due versioni dei fatti.
Foto | © TM News

Dall’intervista di Repubblica di oggi a Giovanni Stella, ad di TiMedia editore di La7, si imparano due cose. La prima è che a invocare un cambiamento del sistema Auditel può essere un influente imprenditore, con dati molto circostanziati alla mano. La seconda è che, guarda caso, chi invoca i cambiamenti è lo stesso che si trova in un momento di difficoltà, dopo quegli stessi trionfalismi sul boom di Mentana che hanno favorito l’ampia campagna acquisti del canale.
Sembra di rileggere la favola della volpe e l’uva di Milly Carlucci, che dopo aver ostentato per anni gli ascolti di Ballando, nell’anno in cui ha perso la sfida con Italia’s got talent, ritiene “un’aberrazione italiana dare tanto valore all’Auditel, che misura solo una piccola parte della popolazione”. Chissà perché una come Maria De Filippi, che ha costruito la sua intoccabilità sui dati Auditel spesso a discapito della qualità, non perseguirà mai una battaglia simile.
Ma torniamo a La7. La stessa rete al centro di una massiccia campagna pubblicitaria in stile HBO con claim come “Esclusivamente per tutti” e “Per chi non guarda solo la tv”, ora non ci sta a essere conteggiata dai parametri di rilevamento tradizionali:
“La7 viene misurata male dall’Auditel, mentre Rai e Mediaset, in maggioranza nel cda, hanno un vantaggio strutturale. Non a caso anche Sky ha un contenzioso con Auditel”.
E rientra anche la variabile Berlusconi nell’autogiustificazione di Stella:

Maria De Filippi ruba la scena alla finale del Grande Fratello. E’ lei, prima del collegamento di Alessia Marcuzzi, ospite in studio al Tg5 per celebrare il successo di Amici di ieri sera. La conduttrice, che non ama i toni istituzionali e trionfalistici, di solito è meno precipitosa nel salire sul carro del vincitore. Stavolta, invece, commenta subito la scommessa (per ora) vinta di ieri sera:
“Il cambio di collocazione era necessario e il programma è stato un po’ stravolto per questo. Ieri sera è andata bene, speriamo che abbia convinto”.
Quanto all’intervento di Luciana Littizzetto, ha dichiarato:
“Luciana è imprevedibile, geniale. Quando va non sai mai cosa dice, stai un po’ in tensione. E’ giusto che sia libera, poi è molto intelligente”.
La conduttrice si è poi detta dispiaciuta per le eliminazioni, inevitabili, dei Big:
Maria De Filippi al Tg5 per Amici




Continua a leggere: Maria De Filippi al Tg5: "Vorrei fare Amici quattro sere di fila"

Giorgio Gori, nelle ultime settimane, ha fatto parecchio parlare di sé nei piani alti della tivvù (e non solo). L’ex patron Magnolia ha dato le dimissioni - anche lui - per sposare la causa del Big Bang, ovvero il movimento politico dei rottamatori del Pd guidato dal leader Matteo Renzi, già sindaco di Firenze (se ne è ampiamente occupato Polisblog).
La sua decisione ha subito sollevato facili battutine sulla sua incoerenza, nonché enormi accuse alla sua scarsa credibilità. Il dissenso generale si è scagliato contro il suo passato da direttore di Canale5, oltre al fatto che proprio lui ha portato nella tv italiana i reality, prima il Grande Fratello quando era a Mediaset e poi l’Isola dei Famosi in qualità di produttore indipendente.
Ora “il cobra che sorride” - così lo ha soprannominato Bob Seligman, americano di 80 anni che bazzica l’ambiente televisivo - vuota il sacco in un’intervista a tutto campo su Vanity Fair, ricostruendo gli inizi della sua carriera da addetto ai lavori.
Grazie al suo ex compagno di liceo Lorenzo Pelliccioli, oggi ad De Agostini, dopo essere stato licenziato da Feltri a Bergamo oggi (“Facevo troppo di testa mia”) Gori iniziò a collaborare con Retequattro prima che fosse di Berlusconi. Mentre Carlo Freccero, fondatore con l’ex premier della tv commerciale, aveva con il Cav. un rapporto quasi filiale insieme a Roberto Giovalli, altro ex storico direttore di Italia1, Gori ha sempre avuto un’indole più freddina, motivo per cui lui e Silvio non hanno mai litigato. Il vero motivo per cui ha lasciato Mediaset è Piersilvio…
Dopo il salto, le sue dichiarazioni più salienti:
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Tra la dissacratoria oltremisura La7d, un istituzionale Tg1 (in ritardo) ai limiti del soporifero e l’impeccabile presidio informativo di SkyTg24, è il Tg5 a offrire la diretta più televisiva di tutte del matrimonio del secolo. Complici dei pezzi da novanta, nel ruolo di opinionisti, come Enzo Miccio reduce da Real Time, ma soprattutto il Direttorissimo Alfonso Signorini.
E proprio il re di Kalispéra è stato il solo a distinguersi, nello stucchevole coro di complimenti generali, smontando la favola moderna che i media sognano da giorni. Ci vuole un bel coraggio, per il Boss di un settimanale di celebrities, nello stroncare la neoprincipessa Catherine. Quasi che fosse una concorrente qualsiasi del Grande Fratello da mandare alla gogna del televoto:
“Non abbiamo vissuto lo spirito della favola. I due non tradiscono emozioni. E Kate e Diana sono due donne molto diverse. Kate è più contemporanea, è una figura che dà meno emozione”.
Il matrimonio di William e Kate - le foto




Continua a leggere: Alfonso Signorini smonta la favola di William e Kate: "Nessuna emozione"

Il contenitore mattutino di Canale 5 arranca da settimane. Tolto il boom di Avetrana, che ha portato Panicucci e Del Debbio a cifre da record del 20-25%, l’ascolto di Mattino Cinque è tornato a navigare sul 14-15%, finendo per essere letteralmente doppiato dalla seconda parte di Uno Mattina e da Verdetto Finale, entrambi spesso sopra al 30%. I contenuti sono talmente stantii e prefabbricati da non lasciare mai il segno e la conduzione di Federica Panicucci, che pure brilla per misura, manca di appeal e peso specifico.
Se in più aggiungiamo che la bionda conduttrice quest’anno è anche tra gli autori, evidentemente non sta portando una cifra (stilistica, oltre che numerica) che risulti interessante per il telespettatore. E tutto questo, nonostante il restyling adottato (studio più grande aperto al pubblico e blocchi tematici distinti per ogni giorno della settimana).
Non è un caso che Mattino Cinque non sia più andato al sabato come inizialmente previsto (che fine ha fatto invece la promessa ospite semi-fissa Platinette, sparita dopo la prima puntata?) Andrebbe ricordato, invece, che la d’Urso chiuse la sua stagione di Mattino Cinque 2008-2009 con una media del 23,8%, riuscendo a dare spesso filo da torcere alla concorrenza e a risollevare una fascia che prima era totalmente inesistente.
Numeri a parte, accade che nel salotto più alla buona della tv, quello che ormai accoglie gli ex gieffini snobbati da Pomeriggio e Domenica Cinque (che hanno virato verso il people show e l’infotainment riducendo il talk da reality) arrivi lei, l’ospite d’elite che non ti aspetti: Cristina Parodi. La giornalista più elegante della tv generalista, tornata da qualche anno alla conduzione serale del Tg5, è talmente superiore da risultare sprecata intorno a un tavolo con, tra gli altri, Beppe Braida e Alessandro Rostagno.
Continua a leggere: Cristina Parodi ospite d'elite a Mattino Cinque (che avrebbe potuto condurre)
Abbiamo celebrato il genetliaco del Tg3 - e di tutta la rete -, è giusto ricordare lo stesso anche per il Tg5, che proprio oggi compie 18 anni e celebrerà l’evento in una puntata speciale in onda, per la prima volta, alle ore 15, con Cristina Parodi alla conduzione e Alessia Marcuzzi, Yves Confalonieri e Massimo Donelli come ospiti. Per l’occasione il tutto andrà in onda in esclusiva in diretta Web su Mediaset.it. Un’altra novità sarà la possibilità data agli spettatori di partecipare all’evento, mandando in diretta le loro domande agli ospiti della trasmissione: verranno presentate le novità della nuova area video del portale, di cui abbiamo già parlato. UPDATE: gli utenti segnalano che lo speciale in questione non si visualizza sul sito Mediaset. Ad un controllo, effettivamente, nulla si muove (e sono passate abbondantemente le 15). Problemi tecnici dovuti alla relativa giovinezza del portale?
Un commento sull’evento arriva da un grandissimo ex, quell’Enrico Mentana “epurato” a febbraio dello scorso anno. Intervistato radiofonicamente da Alfonso Signorini, nella sua trasmissione su Radio Montecarlo, Mitraglia ha detto, non senza un pizzico di nostalgia:
“I miei 18 anni in Mediaset sono stati i più importanti della mia vita professionale. Certo, ci sono stati scontri, ma c’è stato anche tutto il resto. Sul Tg5 mi fu data carta bianca e alla fine è stato un successo. Un mio ritorno in Mediaset? Non si sa mai. Siamo obiettivi: passato un anno dalla mia assenza, Mediaset e il panorama televisivo non ci hanno guadagnato e nemmeno io. Dunque perchè no?”.
Un’occasione, oggi, per ritrovare contatto “umano” con un telegiornale, quello diretto da Clemente Mimun, negli ultimi tempi considerato dai tanti critici del settore eccessivamente di parte e fin troppo apertamente “megafono” del governo, il cui “capo” detiene sia la presidenza del Consiglio dei Ministri che la stessa rete dove il telegiornale va in onda. Buon compleanno, dunque, anche al conflitto d’interessi.
Andrà in onda questa sera in prima serata su Canale5 uno speciale per celebrare i 40 anni di carriera del soprano Katia Ricciarelli, una delle più celibri cantanti liriche di casa nostra nonché volto recentemente prestato a cinema e tv. Lo speciale, dal titolo Katia - 40 anni di musica, sarà condotto da Cristina Parodi ed è stato registrato lo scorso ottobre al Teatro La Fenice di Venezia in occasione del Fenice day 2009.
Una kermesse canora di altissimo livello che ha saputo fondere, grazie alla poliedricità musicale della protagonista - coadiuvata da diversi artisti di fama internazionali - generi musicali diversi come la classica e la leggera. Nel corso dell’evento, Katia Ricciarelli si esibirà in alcuni dei più suggestivi brani lirici e non solo. In compagnia di molti ospiti e colleghi, tra cui Michael Bolton, Massimo Ranieri, Albano, Cecilia Gasdia, Ron, Fausto Leali, Alessandro Safina e Francesco Zingariello, il soprano si cimenterà in duetti e terzetti intonando canzoni napoletane, grandi successi della canzone italiana ed evergreen internazionali.
Un avvenimento quindi dedicato non solo agli amanti della lirica, ma anche a quelli di generi più leggeri come il pop. Inoltre, dal parterre, il poliedrico Dario Ballantini e le sue irriverenti imitazioni - come si è visto nello spot di presentazione della serata - scandiranno l’intera serata, con stacchetti comici per culminare in un inedito quanto straordinario duetto con Katia Ricciarelli.

L’ex dirigente tv Roberto Giovalli, poco conosciuto al grande pubblico, ha fatto prendere un brutto spavento ai piani alti. L’aggressione che lo ha viso vittima giovedì 11 giugno a Formentera, luogo in cui trascorre buona parte del suo pensionamento volontario, ha sfiorato la tragedia: ignoti lo hanno massacrato di botte e, una volta escluso il movente del furto, resta sconosciuta la vera causa. Per fortuna il peggio è stato scongiurato: per quanto Giovalli abbia dei tubicini nel naso, occhi gonfi e viso irriconoscibile è sano e salvo. E a rassicurarci sulle sue condizioni in ogni caso sofferte (ha le costole incrinate), è un’intervista da lui rilasciata sulle pagine di Oggi, in cui vengono chiarite le dinamiche dell’accaduto:
“Ho visto tempi migliori. Tornavo a casa da solo in auto verso l’una di notte. Erano in quattro. Ho avuto solo il tempo di scorgerne uno. Parlava spagnolo. Mi ha colpito in testa con un bastone grosso così. Poi mi hanno legato le mani con un filo della luce strappato all’entrata. Mi hanno avvolto la testa in un paio di miei pantaloni trovati in cortile. E hanno cominciato a colpirmi, in silenzio. Dappertutto: in faccia, sulla testa, sul corpo”.
Quando gli chiedono se si fosse trattato di un regolamento di conti o di un messaggio mafioso Giovalli lo esclude, non avendo mai avuto proprietà o iniziative economiche a Formentera ed essendo ancora in affitto dopo vent’anni:
“Assieme ad altri avevo aperto un chiringuito, il 10, 7, ma lo hanno subito rivenduto”.
Peccato che, stando al parere di qualche amico più allarmista, Giovalli ha rischiato grosso di essere ucciso, perché “se fosse stato solo un avvertimento avrebbero mirato a gambe e braccia e lui è stato fortunato ad avere un fisicaccio compatto”.
Mediaset (e prima ancora la Fininvest) ce l’ha sempre avuta nel sangue, ma tale peculiarità globulosa non ha impedito all’ex direttore di Canale 5 Giorgio Gori di reinventarsi “imprenditore” e fondare la casa di produzione televisiva Magnolia, con la quale arricchisce i palinsesti delle televisioni italiane, Rai compresa, con programmi commerciali di cassetta, un nome su tutti: “L’Isola dei Famosi”. Uomo di successo sia nel pubblico che nel privato (è il marito di Cristina Parodi dalla quale ha avuto anche tre figli), Gori, interpellato da “Grazia”, il settimanale diretto da Vera Montanari, non ha nascosto la voglia e la curiosità di provare a mettere mano sulla Rai in maniera più diretta, chissà se come presidente o direttore. D’altra parte abbiamo da poco visto che tipo di caos può innescare il processo delle nomine:
“Tra qualche anno mi piacerebbe provare a far funzionare meglio la Rai. Non so se sarei in grado, è delicato: l’intreccio tv/politica tocca l’apice al settimo piano di Viale Mazzini. Lì servono persone di forte autonomia professionale. Per il momento ho proposto a RaiUno un programma che punta sul rapporto delle persone col proprio passato, alla Facebook. Un’idea spettacolare che potrebbe concretizzarsi nel gennaio 2010″.
Abbiamo citato “L’Isola dei Famosi”, ma Giorgio Gori ha portato alla ribalta anche un prodotto come X Factor. Sul quale il boss di Magnolia si permette anche di esprimere la propria preferenza in fatto di cantanti in gara:
“Il produttore non puo’ fare pronostici, ma se tutti parlano dei Bastard, a me piace Jury”.
Mattino Cinque e Pomeriggio Cinque restano al loro posto. Lo ha dichiarato Mauro Crippa, direttore generale Informazione Mediaset, smentendo le indiscrezioni sui presunti cambi di conduzione e sul divorzio di Claudio Brachino da Videonews. Giunge dunque al capolinea il tam tam di rumors che volevano insistentemente Cristina Parodi al posto di Barbara D’Urso, ancor prima dell’ipotetica staffetta pomeridiana in partenza da gennaio, e addirittura al timone dello stesso Mattino Cinque.
L’appuntamento mattutino è l’ultimo ad aver bisogno di cambiamenti, visto che pur non avendo compiuto ancora un anno tiene testa a Uno Mattina a e allo stesso Verdetto Finale (con una media del 20% di share sul totale individui e del 22%, con picchi intorno al 30%, sul target commerciale). E si rivela senza fondamento la stessa chiusura anticipata di Pomeriggio Cinque per bassi ascolti:
“Pomeriggio 5 è una novità assoluta che sta dando risultati positivi: a ottobre la media sul pubblico generale è del 17.2%, sul target commerciale è del 21.4%. Da settembre il programma ha guadagnato 2 punti. Le valutazioni sono premature, ma l’impressione è positiva. La trasmissione, in una prima fase fortemente incentrata sullo spettacolo, dà sempre più spazio ad argomenti di società e cronaca, dall’eutanasia alla prostituzione, dimostrando la possibilità di continuare a crescere, pur in un’arena affollata come il pomeriggio, contro La vita in diretta che ha mezzi, risorse e uomini infinitamente superiori ai nostri”.
Continua a leggere: Crippa: "Mattino Cinque in crescita, Pomeriggio Cinque resta dov'è"
L’avevamo anticipato già a giugno grazie ad un’indiscrezione di Dagospia. Torniamo a parlarne perché anche il settimanale Diva e Donna, come ci segnala prontamente un lettore, torna sull’argomento: Barbara D’Urso sarà il volto di PomeriggioCinque solamente per i primi tre mesi (sempre col fido Claudio Brachino). Da gennaio a prendere il suo posto sarà Cristina Parodi, che tornerà quindi alla conduzione di un contenitore pomeridiano dopo l’ottima esperienza di Verissimo.
Stando al settimanale, l’arrivo di Cristina Parodi sembrerebbe cosa certa, ma conoscendo la facilità con cui nell’ambiente televisivo avvengono cambiamenti dell’ultimo minuto, ci sentiamo di usare una certa cautela. Quel che è certo è che lo stesso Brachino aveva dichiarato proprio a Tvblog che dopo i primi tre mesi sarebbe stato necessario un cambiamento:
Durerà per i primi tre mesi, poi bisognerà trovare un’altra coppia di conduttori, per il mattino o per il pomeriggio. Non sarebbe fattibile, tutta la stagione così, anche per il mio ruolo da direttore: non avrei il tempo di dedicarmi a altro.
Se la Parodi fosse confermata, chi vedreste al suo fianco?
Il Tg5 li fa e l’entertainment li scoppia? Stando alle ultime da Dagospia, potrebbe essere Cristina Parodi a condurre Pomeriggio 5 per dare filo da torcere al suo ex-collega Lamberto Sposini (a sua volta erede di Michele Cucuzza). Finora era stata confermata la coppia D’Urso-Brachino anche alla conduzione dello spin-off pomeridiano di Mattino 5, in competizione con il restyling de La Vita in Diretta.
Eppure, la conduttrice partenopea è in pole per due progetti in prima serata ed è davvero improbabile che possa conciliarli con due contenitori in daytime. Da settembre fino a metà ottobre, infatti, la vedremo al venerdì sera con un format nipponico, Mascarade, per la prima volta in coppia con Luca Laurenti. Nel 2009 invece condurrà la seconda edizione de Lo show dei record, sulla scia dell’enorme successo del debutto.
E’ da appurare se Cristina Parodi si limiterebbe a sostituire la D’Urso in coppia con Claudio Brachino o si riprenderebbe in toto la vetrina pomeridiana, come ai tempi del primo Verissimo che ha portato a battesimo. Ricordiamo infatti che il rotocalco è approdato per la prima volta nel 1996 con la sua storica conduzione, protrattasi sino al 2005 quasi senza interruzioni (durante la gravidanza fu sostituita da Marco Liorni). Inizialmente andava in onda alle 18.00, limitandosi a sostituire Ok, il prezzo è giusto, poi la durata è stata ampliata a due ore a partire dalle 17.00, con la nascita della versione Magazine al mattino.
Una Canale 5 tutta al femminile, quella della stagione 2008-2009. Le quote rosa verranno equamente spartite tra le fuoriclasse dell’annata appena conclusa, distintesi per professionalità e sicuro impatto sul pubblico.
A unirsi al parterre di privilegiate, capitanato dalla stacanovista Maria De Filippi a cui seguono la granitica Paola Perego e la spumeggiante Barbara D’Urso, è la deliziosa padrona di casa di Forum. Sarà Rita Dalla Chiesa, la Madame De Staël del palinsesto mattutino, la conduttrice di una grande novità del prime time autunnale.
Il Ballo delle Debuttanti, un nome che è già tutto un programma, sarà un redivivo reality show (ma non dovevano farne più?), con protagoniste delle dolci pulzelle in procinto di entrare in società. Il file rouge è quello della festa esclusiva aperta alle diciottenni, appuntamento fisso dell’alta società di una volta e oggi sopravvissuto come retaggio aristocratico in quel del principato di Monaco. A produrlo sarà la Fascino della De Filippi, che conferma la sua aspirazione al lavoro dietro le quinte firmando novità per il prime time (dopo aver risollevato la Stalla di Barbara D’Urso, sta lavorando anche a un nuovo show per la primavera della Perego).
Continua a leggere: Il Ballo delle Debuttanti per la Signora Rita Dalla Chiesa