Simona Ventura parla a ruota libera di televisione e carriera dalle pagine del Corriere della Sera Magazine in edicola domani e di cui Prima da ampie anticipazioni. E alle ragazze che credono che lavorare in tv sia proprio alla portata di tutti, dice:
Ormai certe ragazze pensano che sia facile prendere il posto della Ferilli nel cinepanettone così come andare in Parlamento. La politica e la televisione sono cose serie.
Rispetto all’eventualità di una sua direzione di rete, invece spiega:
Direzione Rai? Mai. È troppo legata alla politica.
E aggiunge che lei si sente: “legata al prodotto” e di “non avere una mentalità italiana”. Infatti per Simona Ventura esiste la meritocrazia, per cui:
se hai i risultati buoni ti premio altrimenti ti mando a casa e in politica non va così.
E rispetto alla battaglia sugli ascolti spiega:
Non mi deprimo per un punto di share in meno. Campare rosicando per il successo altrui non è vita. Molte colleghe lo fanno.
E spiega che tra donne la battaglia è dura:
Non esiste la solidarieta femminile tra conduttrici. Tra donne c’è sempre il dentino avvelenato.
Infine dopo aver difeso il Premier:
Berlusconi? La sua vita privata, sono fatti suoi. Ma chiuda la porta.
Mentre il marito Barack era alle prese col nostro Primo Ministro (su Polisblog la rassegna stampa internazionale sul loro incontro), la 44esima First Lady Michelle Obama è diventata spunto per il Washington Post di un’interessante osservazione, figlia più della sociologia mass mediatica che dei libri di storia.
L’autorevole giornale, nei giorni scorsi, ha pubblicato un articolo di Robin Givhan -il “fashion editor” del quotidiano- secondo cui alla moglie del primo presidente nero d’America non si dovrebbero affiancare altre first lady del passato, ma per capirne meglio lo stile, le origini e la filosofia di vita bisogna guardare alla tv.
Dimenticate Jackie Kennedy (“a parte l’avvenenza, l’unica cosa in comune tra di loro è forse la passione per gli abiti senza maniche”, dice Gavin in un estratto dell’articolo riportato dal Corriere della Sera), chiudete i libri di storia ed accendete i ricordi della tv degli anni ‘90: Michelle Obama non sarebbe altro che la versione contemporanea di Claire “Huxtable” Robinson.
I lettori di TvBlog, seppure non plebiscitariamente, e discutendo animatamente nei commenti, hanno dato il loro appoggio ad Alessio Vinci come conduttore di Matrix anche per la prossima stagione (su 1328 voti arrivati, il 38% ha decretato il proprio favore; il 32% si è detto contrario, mentre il 30% - 400 voti - ha risposto che “In ogni caso è sempre meglio di Bruno Vepsa…”). Il Corriere della Sera ha quest’oggi intervistato l’ex giornalista della Cnn:
“La Cnn è stata il mio punto di partenza, è stata un’esperienza straordinaria, di vita e professionale. In 20 anni ho fatto di tutto: sono partito da portaborse fino a diventare corrispondente. Cambiare fa bene: rinnova le energie e il pensiero. A 41 anni era venuto il momento di affrontare nuove sfide: sono stati quattro mesi intensi”.
Uno dei punti principali affrontati dai lettori tra i commenti, è stata, a loro dire, l’eredità di Enrico Mentana, di cui Vinci è stato il successore. Molti hanno suggerito che questi mesi piuttosto barcollanti del nuovo conduttore di Matrix possono essere pienamente giustificati proprio per la suggestione che il fantasma di “Mitraglia” poteva innescare sia in lui che negli ospiti in studio. Per non parlare delle aspettative del pubblico. Con una stagione intera da gestirsi ex novo, Vinci potrà sicuramente trovare il proprio riscatto. Intanto ha dichiarato che rinfrescherà lo studio, senza dimenticare che “Il marchio Matrix è stato creato da Mentana. Io cercherò di mantenerne vivo il valore”. Sulla querelle degli ascolti con Vespa, Vinci mantiene l’aplombe:
“Non entrerò in questo tipo di dialettica: i numeri interessano agli addetti ai lavori, non a chi ci segue”.
In un vertice di oltre due ore a Palazzo Grazioli si sarebbero decise le caselle piu’ importanti dei telegiornali Rai, stando a quanto si apprende da un’agenzia Asca. Al Tg1, andrebbe Clemente Mimun - con l’ex Gianni Riotta adesso alla direzione de IlSole24Ore in sostituzione di Ferruccio De Bortoli, a sua volta al Corriere della Sera - e al Tg2 Mario Orfeo. Alla riunione hanno partecipato oltre al premier Silvio Berlusconi e ai sottosegretari alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e Paolo Bonaiuti, insieme ai capigruppo e ai vicecapi gruppo del Pdl di Camera e Senato, erano pesenti anche il sottosegretario alle Comunicazioni, Paolo Romani, il vicepresidente alla Commissione Europea, Antonio Tajani, il coordinatore del Pdl, Denis Verdini, e Aldo Brancher, sottosegretario alle riforme. Gianni Riotta è andato a dirigere “Il Sole24Ore”, per sostituire Ferruccio De Bortoli, che è stato messo sotto contratto dal Corriere della Sera
Fanno specie, a riproporle oggi, le parole del neo direttore del Tg1 Clemente Mimun rilasciate meno di un mese fa a proposito di una sua candidatura:
“Io direttore di una rete Rai? Ora faccio, e molto volentieri, il Tg5. Sono lontano dalla pensione e credo che, come ha dimostrato la storia della tv, un bravo giornalista possa fare anche una buona rete. Ma sto benissimo a Mediaset dove si lavora guardando a prodotto e risultati. Per uno come me e’ l’ideale”
Non è la prima volta che Italia 1 sfida i pacchi di Affari Tuoi, essendo l’unico game show controprogrammato in access prime time. Dopo Il Mercante in Fiera, Azzardo e Prendere o lasciare, a far riposare il premiato resytling de La Ruota della Fortuna sarà un nuovo format decisamente più simile a quello di RaiUno. Si chiamerà Il Colore dei Soldi, tratto dalla versione britannica The Colour of Money.
Stando a quanto anticipato dal Corriere della Sera, inizialmente doveva partire già ad aprile, ma si è preferito rimandarne il debutto a settembre. Il concept vede in uno studio 20 cash machines, una sorta di bancomat elettronico, ognuna di colore diverso e ognuna dotata di differenti somme di denaro che vanno da mille a 20 mila sterline. All’inizio del gioco il concorrente sceglie tra tre carte la cifra - mai al di sotto delle 50mila sterline - che deve raggiungere: la cifra che pesca diventa il suo obiettivo finale.
Il gusto di “sbancare” percorrerà gli studi di Italia 1: scelta la prima cash machine a ogni secondo che passa il display sale di mille sterline in mille e bisogna fermare la macchina prima che superi la cifra che contiene. Se il concorrente riesce nella missione si porta a casa i soldi, altrimenti se ne ritorna a mani vuote.
Continua a leggere: Il Colore dei Soldi, la nuova sfida di Italia 1 ad Affari Tuoi
Di questi tempi Maria De Filippi è un fiume in piena ed è impossibile ignorarne le dichiarazioni. Le ultime, di quelle “che scottano”, le ha rilasciate in un’intervista telefonica a Repubblica, chiarendo qual è la sua proposta di Anti-Sanremo lanciata dalle agenzie nella giornata di ieri:
“Vorrei importare in Italia il marchio dei Grammy Awards. E’ il mio sogno e a questo conto di lavorare nelle prossime settimane”.
La De Filippi, che non ha apprezzato alcune dichiarazioni della concorrenza a proposito delle differenze di target tra Amici e X Factor (seguito da un’elite di laureati), aggiunge di fare programmi per la gente comune e di non escludere mai per partito preso nessuno. Per questo, prima di aprirsi a un progetto internazionale che le richiederà tempo e fatica, ha un altro sogno tutto italiano da realizzare: il rilancio del Festivalbar. Ne parla, questa volta, al Corriere della Sera:

“Ringrazio Dario Franceschini e Gianni Letta per l’offerta di presiedere la Rai, azienda patrimonio del Paese. Un incarico di grande prestigio per il quale mi ero reso disponibile. Dopo attenta riflessione ho però deciso di restare dove sono: a fare solo il giornalista”.
Così Ferruccio De Bortoli ha rinunciato alla presidenza della Rai, in un primo momento data per scontata, e ha annunciato la scelta di rimanere direttore del quotidiano Il Sole24Ore. Si va pertanto adesso verso la conferma di Claudio Petruccioli. Fonti del Partito Democratico hanno spiegato ad Affaritaliani che a questo punto “l’unica strada percorribile è la riconferma dell’attuale presidente”. Da Palazzo Chigi arriva il via libera del Popolo della Libertà e della maggioranza a Petruccioli. (nella foto)
Sempre AffariItaliani, per tentare di spiegare i motivi dell’imprevedibile passo indietro, propone alcune tesi che riporto perché mi sembrano interessanti ed esaustive. Il primo scenario:
“Potrebbe non aver trovato un accordo sugli aspetti contrattuali. Sembra proprio che l’offerta economica presentata dalla Rai non fosse soddisfacente e del resto non si fa mistero sulle cifre notevoli che prende come direttore del Sole 24 Ore. Del resto, ben presto in Rai non si potranno superare i 350mila euro annui di compenso, e De Bortoli - oltre che al Sole - potrebbe guadagnare molto di più al Corsera piuttosto che a Repubblica”.
La seconda possibilità paventata da AffariItaliani:
“Mercoledì potrebbe essere la data decisiva per le sorti della direzione del Corriere della Sera. Che si sia aperta la strada verso la relizzazione del più grande sogno di Ferruccio De Bortoli? Dalle sue parole, ‘Dopo attenta riflessione ho però deciso di restare dove sono: a fare solo il giornalista’, sembrerebbe interessato a ricandidarsi per un ruolo giornalistico”.

Pubblicare filmati del Grande Fratello, senza la previa autorizzazione di Mediaset, non rientra nel diritto di cronaca e d’informazione. Questo ha stabilito il Tribunale di Milano in un procedimento d’urgenza con il quale RTI chiedeva la rimozione di 59 video dal portale del Corriere della Sera, tutti video che ritraevano frammenti di programmi Mediaset. Ne parlano anche i colleghi di PolisBlog. La decisione del giudice stabilisce un doppio importante precedente per il quale, curiosamente, entrambi i contendenti si sentono di poter gioire.
Da una parte Mediaset che, in un comunicato stampa intitolato furbescamente “Causa Grande Fratello“, dichiara di aver “vinto” e di sentirsi legittimata a “proseguire la sua azione a tutela del diritto di autore e per l’affermazione di principi di legalità nel mondo dei contenuti web. Ogni utilizzo illegittimo di proprio materiale sulla rete sarà quindi costantemente perseguito.”
Dall’altra Rcs che, attraverso il Mediablog curato da Marco Pratellesi, sottolinea come il Giudice Stefano Rosa abbia tutelato e confermato il diritto di cronaca e d’informazione esercitato dal Corriere della Sera anche utilizzando frammenti video di trasmissioni televisive, senza la “previa autorizzazione”.