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Stasera pagheremmo Noi

pubblicato da Hit

Stasera pagheremmo noi

Ci sono certe sere, in cui ti prende una voglia pazzesca di televisione e di varietà. Di fermarti davanti a quella scatola magica, che nel tempo ha cambiato spesso veste e dimensioni e tentare di divertirti. Di passare due ore vedendo persone, una volta li avremmo chiamati artisti: ballare, cantare, a farci sorridere e arrivo persino a dire a farci riflettere ridendo, penso al grande ed indimenticabile Giorgio Gaber . Persone, professionisti che divertendosi ci divertono. E’ cosi difficile rivedere un spettacolo televisivo in cui sentire un Vittorio Gassmann che duetta con un Corrado in una scenetta divertente, oppure una Mina che canta una canzone di Lucio Battisti? Mina, un primo piano che vale uno spettacolo, un magnetismo racchiuso in quel volto, in quella voce che ti cattura e non ti lascia andare. Che fine ha fatto quella televisione? Che fine ha fatto quella Rai? Perché dobbiamo accontentarci di programmi il cui unico scopo è accompagnare il telespettatore a nanna oppure fra le braccia del giornalista di turno che conduce la seconda serata. Già direte di Mina, Gassman, Corrado o Gaber non è che ce ne siano moltissimi ed avete ragione.

Perché un genere come il reality o la sua declinazione canora chiamata talent, per altro degni di andare in onda, ma non di avere l’esclusiva quasi 7 giorni su 7, ci devono essere propinati in tutti i luoghi ed in tutti i laghi, per fare una citazione in tema? Ed avere quasi l’esclusiva dell’intrattenimento sul piccolo schermo? Si dice dei costi, si dice di ristrettezze economiche, ma siamo sicuri che negli anni sessanta in cui imperava il grande varietà, si stava tanto meglio? Oppure è solo mancanza di coraggio? Chiedere un varietà degno di questo nome alla settimana è cosa folle? In tutto questo è la Rai, ovviamente, che dovrebbe avere un ruolo centrale, invece come è sotto gli occhi di tutti, è lei stessa ad essere vittima e carnefice, non sempre per colpa sua, di un sistema che alla fine potrebbe inghiottirla.

Si parla di Fiorello a Sanremo, ma siamo sicuri che uno spettacolo alla Stasera pago io non abbia più l’opportunità di andare in onda su una televisione pagata da tutti, restituendo le luci del varietà al teatro delle vittorie, ora ridotto quasi ad uno sgabuzzino?Fiorello stesso aveva dichiarato che gli sarebbe piaciuto tornare a fare un Fantastico, ma subito dopo aveva anche detto che al giorno d’oggi produrre un varietà di quel tipo sarebbe stato complicatissimo nella televisione di oggi. Davanti a questa tv, spesso, gli occhi si chiudono e riaprirli per esempio davanti ad uno spettacolo come quello condotto da Fiorello sarebbe un bel risveglio, peccato che al risveglio ci troviamo di fronte al plastico di turno e tutto rimane un sogno. Perchè per vedere della buona televisione e non parlo solo di varietà, bisogna per forza ricorrere alla pay tv? Dobbiamo arrenderci ad una televisione di serie A per chi ha possibilità economiche e ad una di serie B per chi non le ha?

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La Corrida di Flavio Insinna e Antonella Elia debutta domani su Canale5

pubblicato da Debora Marighetti

La Corrida
La Corrida - Dilettanti allo sbaraglio partirà domani in prima serata su Canale5 con una squadra completamente rinnovata. Cambia il conduttore, Flavio Insinna, che eredita il difficile ruolo che fu del grandissimo Corrado prima e di Gerry Scotti poi, e cambia anche il direttore d’orchestra, il Maestro Piero Pintucci, che dovrà cercare di trovare una sintonia con Insinna per cercare di non cambiare una formula ormai collaudata da tantissimi anni.

A dare una sorta di continuità col passato troviamo invece la simpaticissima Antonella Elia, già valletta di Corrado per ben quattro anni (dal 1990). Vale la pena spendere due parole proprio su di lei: dopo una carriera ventennale, anche senza ruoli di primo piano, tornare a fare la semplice “valletta” non è da tutti. Vista la verve fuori dal comune della Elia, ci auguriamo che venga sfruttata al meglio, in un ruolo più da co-conduttrice che da assistentuncola del presentatore.

In gara troveremo 12 concorrenti che, come tradizione vuole, non gareggeranno per conquistare il loro “momento di gloria” né per aggiudicarsi ingenti somme di denaro ma per il puro gusto di mettersi ironicamente in gioco. Come sempre verrà premiato il dilettante che grazie alla sua simpatia, bravura e fantasia avrà riscosso il più rumoroso e poderoso applauso da parte del pubblico in studio.

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Overdose da Flavio Insinna: su Canale5 con la Corrida e su RaiUno con Eroi per caso

pubblicato da Marina

Eroi per caso con Flavio Insinna

Mancano pochi giorni al debutto di Flavio Insinna a La Corrida, la storica trasmissione di Corrado su Canale5 e RaiUno pensa di mandare in onda, appena 48 ore dopo, dopo una bella fiction: Eroi per caso il cui protagonista è proprio Insinna.

Dunque nel palinsesto le due trasmissioni sono collocate così: 8 gennaio La Corrida su Canale5 mentre il 10 e 11 gennaio su RaiUno va in onda Eroi per Caso per la regia di Alberto Sironi (avete presente il Commissario Montalbano?). Dispetto? Sovraesposizione? Cannibalismo mediatico? Insinna risponde così ad un intervista su Il Mattino di oggi:

Mi spiace che la fiction sia attaccata a la Corrida. Sono sempre scappato dalla sovraesposizione televisiva. Non mi aspettavo che la Rai la mandasse in onda proprio ora. Mi auguro che al pubblico piaccia e vorrei dedicarla al produttore Francesco Sacradamaglia che non c’è più.

Eroi per caso con Flavio Insinna

Eroi per caso con Flavio Insinna Eroi per caso con Flavio Insinna Eroi per caso con Flavio Insinna Eroi per caso con Flavio Insinna Eroi per caso con Flavio Insinna Eroi per caso con Flavio Insinna Eroi per caso con Flavio InsinnaEroi per caso con Flavio Insinna

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Addio a Tony Curtis, mito anche in tv con Attenti a quei due

pubblicato da Marina

Addio a Tony Curtis indimenticabile Danny Wilde di Attenti a quei due
Se ne va via oggi un grande del cinema americano, Tony Curtis. Io lo ricordo più che altro in Tv, quando con quella faccia da canaglia mi apparve una domenica pomeriggio, abbinato a quel gran figo di Roger Moore in una serie indimenticabile: Attenti a quei due che ottenne un incredibile successo tra il 1975 e il 1976. Il telefilm precedeva la messa in onda di Domenica In condotta da Corrado.

Addio a Tony Curtis indimenticabile Danny Wilde di Attenti a quei due
Addio a Tony Curtis indimenticabile Danny Wilde di Attenti a quei due Addio a Tony Curtis indimenticabile Danny Wilde di Attenti a quei due Addio a Tony Curtis indimenticabile Danny Wilde di Attenti a quei due

Mai viste in tempo di austerity tante Porshe e Ferrari; ragazze stracolme di diamanti e pellicce; scazzottate e intrighi. Le avventure li portavano a viaggiare in mezza Europa e noi riuscivamo a vedere così la Costa Azzurra, Parigi o Londra. Curtis interpretava Danny Wilde, miliardario americano un po’ ruspante e fin troppo naif quanto Lord Brett Sinclair, interpretato da Roger Moore, era compassato, molto british e denso di humor raffinato. In comune l’amore per le belle donne, erano playboy impenitenti, il lusso e la giustizia. Per il resto i due si pizzicavano e si beccavano continuamente creando esilaranti gag. A tenere le fila delle storie, le missioni proposte dal Giudice Fulton, diciamo al limite della legalità, dove i due, quasi agenti segreti, sventavano crimini vari.

Così Roger Moore ha ricordato lo scomparso Curtis:

Era un grande improvvisatore. Sono scioccato. Sapevo che Tony non stava bene, ma non penso mai che i miei amici possano morire. Abbiamo riso come matti per circa 15 mesi girando Attenti a quei due. Era davvero divertente lavorare con lui.

Qui l’indimenticabile sigla.

Addio a Lelio Luttazzi principe sfortunato della Tv

pubblicato da Marina

lelio Luttazzi

Lelio Luttazzi era bello, ma di un bello alla Dean Martin. Lo ricordo ancora nelle sue molte trasmissioni televisive, così fine, elegante e charmant come pochi. Era un signore e per molti di noi il vero principe, molto sfortunato, della tv. Indossava completi scuri dai pantaloni attillati e le giacche avvitate. Diremmo oggi che era un gran figo.

Molti giornali per ricordarlo titolano che Luttazzi era il il re dello swing all’italiana. Se è per questo era anche un ottimo musicista jazz, autore di quel capolavoro che è Una Zebra a pois e fu uno dei primi e forse tra i pochi, assieme a Arbore e Boncompagni a sdoganare nella tv di Stato questi generi musicali con una tale nonchalance che davvero da Trieste a Canicattì non si faceva fatica a seguirlo. Al cinema ebbe diverse belle interpretazioni, amico di Teddy Reno, seguì l musiche per Totò, Peppino e a’ Malafemmena.

Nato a Trieste nel 1923 studia musica e si laurea in giurisprudenza. Debutta con Musica in Vacanza e conduce poi Studio 1 con Mina, Doppia coppia con Sylvie Vartan, Teatro 10 e Ieri e Oggi. Con Corrado, Pippo Baudo e Enzo Tortora era uno dei fantastici quattro della televisione italiana, uno dei conduttori più carismatici e belli. Poi la brutta storia che lo vide coinvolto con Walter Chiari nel 1970. Era giugno e il Tg annunciò che Luttazzi era stato arrestato per detenzione e spaccio di droga. Lui conduceva Hit parade alla radio, una delle trasmissioni di musica più seguite. Lo sconcerto fu enorme. E anche se dopo 27 giorni di carcere fu assolto completamente per anni si parlò di quella brutta vicenda quasi mai in maniera elegante, ma anzi con un certo gusto per il morboso. Oggi, a una notizia del genere, nessuno probabilmente ci avrebbe dato più peso del dovuto, ma nell’Italia bacchettona della Dc, fu troppo ghiotta la vicenda di un bello e talentuoso come Luttazzi schiavo e vittima degli stupefacenti.

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Pippo Baudo si racconta a TvBlog dal passato al futuro: “Ripetermi? No grazie, ho tante idee per nuovi programmi" (Seconda parte)

pubblicato da Hit

Pippo Baudo si racconta a TvBlog dal passato al futuro: “Ripetermi? No grazie, ho tante idee per nuovi programmi, se bussano alla mia porta mi troveranno” (Seconda parte)

50 anni di carriera non sono davvero pochi, se poi parliamo di un numero uno come Pippo Baudo diventa difficile toccarne tutte le tappe. Noi di TvBlog abbiamo l’onore oltre che il piacere di poterlo fare direttamente con lui stesso. Ieri nella prima parte di questa nostra intervista ci siamo soffermati sul passato, oggi parleremo invece maggiormente dell’attualità. Tratteremo dei suoi impegni odierni e futuri, di come vede oggi il mondo della televisione, dei suoi progetti che sono annotati nell’ agenda pronti ad essere trasformati in realtà. Insomma un colloquio a tutto campo fra programmi clonati, Domenica in, Sanremo e tanto altro. Buona lettura

Dopo le dimissioni da Mediaset rimase parecchio tempo fermo, fino al ritorno in Rai con Serata d’onore

Davvero un grande ritorno, facemmo oltre 13 milioni di telespettatori e presentammo al grande pubblico un personaggio assolutamente nuovo come Lorenzo Jovanotti. Un rientro in Rai migliore davvero non lo potevo ipotizzare.

Come mai non è voluto mai diventare direttore di rete, anche quando per esempio Letizia Moratti le offrì RaiUno?

Non posso fare il direttore di me stesso.

E se dovesse decidere di lasciare il video lo farebbe?

Oggi è difficilissimo fare il direttore…

Parlando di direttori, il suo rapporto con l’ex capo di RaiUno Fabrizio Del Noce è stato piuttosto turbolento, effettivamente come sono andate le cose fra di voi?

Con Fabrizio ho avuto alti e bassi ma con una correttezza di fondo sempre esemplare. Le critiche che Fabrizio mi faceva erano sempre pubbliche e mai dietro le quinte, io altrettanto nei suoi confronti.Abbiamo avuto un rapporto se vogliamo vivace però molto corretto, infatti ora siamo amicissimi. Mi risulta per esempio che ha da poco presentato il nuovo piano della fiction 2010 che è stato approvato all’unanimità dal CDA della Rai, quindi gli faccio i miei complimenti ed il mio in bocca al lupo.

Con l’attuale direttore Mauro Mazza come va?

Bene, ci stiamo studiando, ci stiamo conoscendo. E’ ancora passato poco tempo, anche lui sta studiando per fare il direttore di RaiUno.

Ha avuto come partner quest’anno a Domenica in Valeria Marini, come è andata fra di voi?

La Marini è stata simpaticamente ospite per un certo periodo e adesso sta facendo “I Raccomandati”. Se un personaggio può funzionare io lo accolgo con entuasiasmo però non è che debba essere per forza eterno. Il pubblico della domenica ha bisogno di un rinnovamento continuo altrimenti si annoia.

Parliamo ora del futuro, rifarà ancora Domenica in il prossimo anno?

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Pippo Baudo racconta a TvBlog 50 anni di carriera partendo da una foto in bianco e nero (Prima parte)

pubblicato da Hit


Nel bar di via Teulada a Roma, fra tavolini con caffè fumanti, tramezzini e brioches campeggia una enorme fotografia in bianco e nero. Non è una foto qualunque, essa ritrare la Rai. No, non è la foto del cavallo di viale Mazzini, ma è la foto di chi la Rai l’ha fatta, anzi l’ha creata, costruita dal nulla e fatta crescere. Quella foto la vedete qui sopra. Da destra verso sinistra ci sono gli indimenticati Enzo Tortora, Corrado, Mike Bongiorno e da ultimo Pippo Baudo. Baudo è l’unico rimasto di questo fantastico gruppo. Un gruppo che attraverso il proprio lavoro ha contribuito in maniera determinante alla crescita e alla storia della Rai Radio Televisione Italiana, sicuramente più di tutti i dirigenti e consiglieri di amministrazione messi assieme che si sono avvicendati in tutti questi anni. TvBlog ha oggi l’onore di avere ospite sulle sue colonne Pippo Baudo, che ha accettato, in occasione dei suoi 50 anni di carriera, di fare una carrellata sulla sua vita professionale. Una carrellata per forza di cose non completa, che abbiamo deciso di dividere in due parti. In quella di oggi partiremo proprio da quella foto per arrivare poi domani a parlare della TV di oggi e di domani, perché il grande Pippo ha in serbo ancora tante idee per nuovi programmi. Buona lettura.

Partiamo dall’inizio anzi per meglio dire dalla svolta della sua carriera e cioè dalla famosa foto con Mike Bongiorno, Corrado ed Enzo Tortora, le sue impressioni di quel giorno a Studio Uno

Quella è stata la mia promozione sul campo. Mi invitò Guido Sacerdote che era il produttore del programma di Mina che era molto contenta di avermi in studio. Io a dire la verità non credevo di essere al livello di loro tre, quindi mi parve di toccare il cielo con un dito.

Come l’accolsero gli altri tre?

Non è che l’accoglienza fu festosissima. Un po’ di concorrenza ovviamente c’era, poi loro facevano molto muro, un muro professionale quasi inespugnabile. Però poi durante le prove abbiamo familiarizzato, abbiamo scherzato e venne vuori un bel numero in onda.

Durante quei momenti con chi aveva avuto più feeling?

Sicuramente con Enzo, con Tortora, perché ci capivamo, scherzavamo, poi il destino in futuro ci ha portato a fare anche delle cose insieme (”Italia parla” su Rete4, ndr). Poi c’era la bonomia di Corrado, mentre Mike, soprattutto all’inizio, stava sempre un po’ sulle sue, poi però anche lui in quel caso fu molto carino.

Di quella foto lei è l’ultimo rimasto, sente sulle sue spalle questa responsabilità, la responsabilità di portare avanti “la vecchia guardia?

No a dire il vero non sento questa responsabilità, anzi sento l’onore di essere l’ultimo e anche la fortuna di esserlo, ma è soltanto un motivo anagrafico. Mi adopererò perché questa resistenza continui… (ride)

Parlando di Corrado lei lo ha sostituito in due occasioni, la prima fu dopo la “Canzonissima” che Corrado presentò assieme a Raffaella Carrà nei primi anni ‘70, come andò in quel caso?

Canzonissima avrei dovuta farla prima. L’allora direzione della Rai avendomi apprezzato a “Settevoci” e al Festival di Sanremo del 1968 voleva affidarmela. Poi mi hanno chiamato all’ultimo momento e mi dissero che volevano lanciare la coppia Corrado-Carrà. Per questo motivo sono restato fermo per un po’ di anni, quindi mi fecero fare “La freccia d’oro” dove lanciai Loretta Goggi e proprio con lei feci poi Canzonissima nel 1972.

E poi sostituì Corrado anche nel 1979 a Domenica In, come la prese quella volta il grande presentatore romano?

Questa sostituizione per la verità Corrado non l’accettò molto piacevolmente. Aveva avuto una specie di battibecco con l’allora presidente della Rai Paolo Grassi, persona intellettuale e raffinata sovrintendente del teatro alla Scala e fondatore con Giorgio Strehler del Piccolo teatro di Milano. A Grassi l’aria casereccia di Domenica in e di Corrado non piacevano molto. Lo disse in una pubblica intervista e questa cosa decretò la fine del rapporto di Corrado con la Rai. In quel momento mi fu quindi affidata “Domenica in”, allora decisi di rivoluzionarla togliendogli il telefilm e ne feci un grande rotocalco della domenica con libri, cinema e teatro. Ebbe un grande successo, ma ebbe anche delle grandi critiche, soprattutto dalle case editrici che dicevano che ero il più grande editore italiano, perché determinavo i bilanci delle case editrici in base ai libri che decidevo di promovuore nel programma. Tanto che dovetti fare un specie di manuale Cencelli con il quale assegnare i posti ai vari libri da promuovere in base alla dimensione delle varie case editrici.

Quindi da conduttore di varietà puro si trovò anche a fare il giornalista, non ci furono delle critiche all’interno della Rai soprattutto dai giornalisti?

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Il pranzo è di nuovo servito: lo storico quiz di Corrado potrebbe tornare nel 2010

pubblicato da Stefano Sgambati

Una trasmissione storica che ha attraversato un periodo fondamentale per l’Italia, quello dall’inizio degli anni Ottanta, all’inizio degli anni Novanta. Lo ha presentato per un decennio l’indimenticato Corrado e stiamo parlando de “Il pranzo è servito”: il format, ideato e condotto dallo stesso scomparso conduttore, insieme al fratello Riccardo Mantoni - con il quale condivideva lo pseudonimo Corìma - Stefano Jurgens e Iacopo Rizza, sta per tornare in auge, con un delicato restyling e il retrogusto di sempre. Tra un piatto di spaghetti e una portata di pollo, “Il pranzo è servito”(c’è anche un sito ad esso dedicato) potrebbe rivedere la luce nella primavera del 2010, sempre su reti Mediaset (anche se indiscrezioni vorrebbero un contatto anche con SkyUno): in lizza per la conduzione ci sono Claudio Lippi (che già lo presentò agli inizi degli anni Novanta, poco prima del passaggio a Davide Mengacci e quindi alla chiusura definitiva) e Daniele Cantalupo, l’attore e regista teatrale diventato famoso per lo spot “Anto’ fa caldo…”.

La storia della tv al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano

pubblicato da Debora Marighetti

Mike BongiornoSmettiamo per un momento di parlare di programmi tv per occuparci di tecnologia, della televisione in senso più “fisico”, senza tralasciarne però la storia. Martedì scorso presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano, uno dei più importanti musei del nostro Paese, sono state inaugurate tre nuove aree della Sezione Telecomunicazioni, tra le quali una interamente dedicata alla televisione. Ospite d’eccezione dell’inaugurazione, un Mike Bongiorno in grande spolvero che ha salutato tutti i presenti con l’immancabile “Allegria!”.

Bongiorno ha collaborato con il Museo proprio nella realizzazione della sezione dedicata alla televisione, dove è stata riproposta tra le altre cose anche la prima puntata del quiz Lascia o Raddoppia, visibile in una televisione nell’ambiente ricostruito di un tipico bar anni Cinquanta. Mike ha ricordato infatti “che all’epoca tutti si riunivano nei bar, dove si trovavano i primi e pochi televisori, per vedere Lascia o raddoppia. Venivano persino interrotte le riunioni in Parlamento per seguire il programma…”.

Nell’area del museo dedicata alla televisione, con l’aiuto di oggetti unici e testimonianze inedite, si racconta la storia tecnica della televisione italiana svelando gli stretti rapporti tra le tecnologie presentate e il loro uso sociale. L’area è divisa in tematiche e periodi storici e per ognuno di essi vengono esposti oggetti rappresentativi. La parte dedicata alla televisione meccanica (1925-1936, anni nei quali vengono prodotti i primissimi televisori), vede ad esempio esposti due rarissimi televisori meccanici dei primi anni Trenta, tra i quali un raro prototipo italiano.

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TvBlog consiglia: Corrado...e basta, una vita da presentatore

pubblicato da Debora Marighetti

Corrado MantoniCorrado Mantoni, o più semplicemente Corrado. Non solo un presentatore, ma un vero e proprio mito della radio (prima) e della tv, scomparso a 75 anni nel 1999 dopo 55 anni di carriera con pochi “bassi” e moltissimi “alti”. Tra le sue mani sono passate le trasmissioni più famose: Canzonissima, Il Festival di Sanremo, Fantastico, Domenica In - della quale è stato l’ideatore -, Il Pranzo è servito e, ovviamente, La Corrida.

A 40 anni dalla nascita de La Corrida radiofonica, La Storia Siamo Noi dedica uno speciale al suo storico conduttore e autore Corrado, ancora oggi nel cuore di milioni di telespettatori, così come il suo programma più famoso, campione di ascolti anche nei giorni nostri: La Corrida, dilettanti allo sbaraglio.
Ma qual è il segreto della Corrida? E soprattutto, chi era Corrado Mantoni? A parlarne sono la moglie Marina Donato, il figlio Roberto Mantoni, il suo amico e stretto collaboratore Stefano Jurgens e Gerry Scotti, suo successore al timone della storica trasmissione.

Facile consigliare La Storia Siamo Noi, lo sappiamo, ma non possiamo esimerci dal segnalare questa specialissima puntata dedicata al grande Corrado. Per chi l’ha conosciuto, l’ha “vissuto”, un’occasione per ricordarlo in tutta la sua bravura e simpatia. Per chi invece è più giovane, un appuntamento imperdibile per conoscere un pezzo di storia della nostra tv (di quella “buona”). Stasera alle 23.40 su RaiDue.

Povera RAI

pubblicato da Malaparte


Era il Fantastico ‘82. E Renato Zero cantava Viva la Rai (canzone censurata, beninteso, nonostante la sua ficcante ironia. Un verso diceva in viale Mazzini ci giocani i cretini. Opportunamente modificato in bambini. Questo era il testo. E dopo il testo, cerchiamo di spiegare il perché di questo improvvisato Amarcord.

Viva la RAI
Ci fa crescere sani…viva la RAI!
Viva la RAI
Quanti geni lavorano solo per noi!
Viva la RAI
Con il suo impero
Dice la RAI
Soltanto il vero
Viva la RAI
Dimmi da quale parte stai!

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Tv in lutto: morto Gigi Sabani

pubblicato da Michele Biondi

Gigi SabaniLa televisione perde un altro dei suoi intrattenitori più amati. Gigi Sabani si è spento la notte scorsa a Roma nella casa della sorella a causa di un attacco cardiaco. Insieme a noi, lo ricordano anche i colleghi di 06blog.

Luigi Sabani, in arte Gigi, era nato a Roma il 5 ottobre 1952 e iniziò la carriera che l’avrebbe portato al successo con il compianto Corrado che lo scoprì all’interno della versione radiofonica de La Corrida negli anni settanta, in cui Gigi diede prova delle sue doti di imitatore.
In quella occasione imitò Gianni Morandi, Mino Reitano e Claudio Baglioni: furono delle imitazioni tanto azzeccate che il produttore Ravera lo chiamò quale ospite per il Festival di Castrocaro.

Nel 1979 debuttò come ospite televisivo in “La Gondola d’oro” e successivamente fece parte di Domenica In condotta da Pippo Baudo.
Nel 1981 e 1982 condusse due edizioni del programma del sabato sera Fantastico mentre nell’83 passò alla Fininvest dove partecipò, questa volta nelle vesti di cantante, a Premiatissima in cui si esibì con la celebre “A me mi torna in mente una canzone”.

Fu proprio in quella occasione che Silvio Berlusconi lo notò e pensò di farne un vero showman: nel dicembre successivo condusse la versione italiana di uno dei quiz più popolari degli anni ‘80, Ok il prezzo è giusto; nell’85 e 86 partecipò anche a Buona Domenica dove sarebbe ritornato negli anni 2000.

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Il telegatto di Ambra

pubblicato da Malaparte

Da queste parti, più volte abbiamo sostenuto Ambra Angiolini, a tratti in maniera addirittura apologetica. Immaginate con quale gioia il sottoscritto, oggi, abbia la possibilità di inaugurare il suo mese di luglio su TvBlog con una chicca trovata su Youtube. Alba Parietti e il mai troppo compianto Corrado conducono l’edizione 1994 dei Telegatti e premiano una giovanissima Ambra come Personaggio rivelazione dell’anno. L’introduzione cantata è a cura di un giovane - non giovanissimo - Fiorello, il premio consegnato nientemeno che da Rupert Everett.