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Tutti gli articoli con tag contratto di servizio

Paolo Ruffini: "Vogliamo anticipare la seconda serata"

pubblicato da Gabriele Capasso

Che Raitre produca i programmi televisivi più coraggiosi e di maggiore qualità all’interno della Tv di Stato è un fatto. Non può essere considerata un’affermazione frutto di un retaggio ideologico o (scuserete il neologismo ardito) di un qualche tipo di “snobbismo”. Questo non vuol dire per forza che siano tutti prodotti effettivamente di “qualità”, ma che lo sforzo ci sia non si può negare.

Un elemento contraddistingue però in negativo i palinsesti della terza rete: la mancanza della “seconda serata“. Nei fatti l’orario di programmazione di una trasmissione successiva a quella posizionata nel Prime Time, che non sia il Telegiornale, il Tg Regionale o l’approfondimento breve di Primo Piano, è costantemente successivo alle 23.30. Stando alle definizioni “correnti” si tratta a tutti gli effetti di una “terza serata“, una fascia oraria che comporta in automatico l’esclusione di molti programmi considerabili “di qualità” dalla possibilità di essere visti da un numero consistente di telespettatori, già fra le braccia di Morfeo a quell’ora.

Il Direttore di rete, Paolo Ruffini, non ha difficoltà ad ammetterlo, ma promette di stare valutando una possibile soluzione, pur non negando la bontà e la necessità del compromesso che relega molti programmi meritevoli ad orari apparentemente improbabili:

Raitre non ha delle seconde ma delle terze serate, vista l’ora in cui iniziano. In questo periodo si sta cercando di capire se sia possibile una diversa modulazione del palinsesto, in modo da dare un’offerta migliore ai telespettatori. Tra l’Isola dei famosi e C’era una volta, gli italiani preferiscono il primo, sono dati oggettivi.

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Anche la Nazionale Under 21 sfrattata sul Satellite

pubblicato da Gabriele Capasso

Un altro gol per Giuseppe Rossi con l'Italia Under 21Era già accaduto con il Campionato Europeo di Basket, stavolta è toccato addirittura alla Nazionale di Calcio Under 21 finire su RaiSport Sat ed essere estromessa dai palinsesti delle tre reti generaliste analogiche.

L’incontro dell’Italia Under 21, valevole per le Qualificazioni agli Europei di Svezia 2009, non è stato ritenuto sufficientemente rilevante da suggerire il rinvio di Ballarò, previsto su Raitre, o di Criminal Minds, in programma su Raidue. La soluzione è già nota: la Diretta di Grecia - Italia dirottata su RaiSport Sat e differita in tarda seconda serata su Raitre. Il canale satellitare di RaiSport ottiene così un piccolo record con un ascolto pari a 198.193 telespettatori (share 0.76%) e 553.000 contatti totali, battuto solo da Fox Crime che programmava un episodio di CSI: Miami.
A guardare le cifre nemmeno la successiva differita della partita è andata poi così male raccogliendo 660mila telespettatori pari ad uno share del 10,78%.

Le ragioni che spingono la Rai a “forzare” il Contratto di Servizio, spedendo una partita di Calcio di una rappresentativa nazionale su un canale che di fatto non copre l’intero territorio nazionale e non è nella disponibilità di tutti i cittadini che pagano il canone, è semplice quanto rivelatrice dell’equivoco di un servizio pubblico in costante competizione con la tv commerciale: l’Auditel.

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Rai e La7 sul nuovo YouTube Italiano

pubblicato da Gabriele Capasso

Vi abbiamo appena segnalato i problemi (in via di risoluzione) del nuovo portale Rai.tv. Ora ci giunge una notizia che rappresenta una novità sostanziale nell’atteggiamento di Rai e La 7 nei confronti di YouTube.

Come noto, nei mesi scorsi la Rai si è impegnata nel tentativo di ottenere la cancellazione dei suoi contenuti uploadati da moltissimi utenti su YouTube. Si è parlato di “violazione del Copyright” e Google si è adeguata procedendo all’eliminazione di migliaia di contenuti video, come ovvio prontamente rimessi online. La battaglia, a meno di interventi di censura immediata, è persa in partenza similarmente a quella contro gli usi illegali del P2P.

La scelta era apparsa stonata a molti, dopotutto i “contenuti” di cui parliamo sono stati abbondantemente pagati con il canone, la loro diffusione a posteriori sul web secondo un criterio di libertà nella scelta dei frammenti da rendere disponibili su YouTube non può essere paragonata a quella dei film e degli mp3 pirata. In realtà si tratta di una strategia complessiva della tv di stato, riaffermata nel recente nuovo contratto di servizio che pone odiose limitazioni (per ora parzialmente inapplicato) alla fruizione su internet dei contenuti Rai, che sarebbe teoricamente riservata ai cittadini “in regola con il pagamento canone tv“.

Oggi è una giornata di grandi novità su questo fronte: YouTube lancia la sua nuova versione in Italiano e la Rai insieme a La7 battezzano un loro “canale” ufficiale. Al momento solo Mediaset resta fuori, rimanendo confinata sul Mediaset Video di cui vi parlammo qualche tempo fa. Sia la Rai che La 7 scelgono quindi di comparire su YouTube, ma in entrambi i casi non si tratta di una svolta epocale. I video caricati al momento sono pochi (una ventina per la Rai, meno di 10 per La 7) e l’obiettivo di questi spazi appare più che altro quello di pubblicizzare i rispettivi siti ufficiali, il già citato Rai.tv e ovviamente la7.it.

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Nuove tutele per i minori nel Contratto di Servizio Rai

pubblicato da Gabriele Capasso

Logo RaiAl tempo eravamo intervenuti per segnalare le criticità del nuovo Contratto di servizio Rai sul versante dello sviluppo dell’IPTV, oggi invece possiamo darvi alcune buone notizie che riguardano la tutela dei minori.

Una nuova e ferrea norma stabilisce che “i cartoni animati e i programmi per i bambini della durata inferiore ai trenta minuti trasmessi sulle reti Rai non potranno essere interrotti da messaggi pubblicitari“.

Ma non basta, “sarà vietato far comparire, negli spot diffusi nelle fasce protette, i personaggi dei cartoni per evitare l’effetto richiamo che la loro apparizione produrrebbe sul giovanissimo pubblico” e si prevede “l’obbligo di un segnale permanente di riconoscimento dei programmi non adatti ai più piccoli“.

Un atto di responsabilità, il minimo per una tv di stato che deve rispondere ai criteri di servizio pubblico, contenuto nel documento pubblicato in allegato al Decreto del Ministero delle Comunicazioni del 6 aprile 2007, realativo “all’Approvazione del Contratto nazionale di servizio stipulato tra il ministero delle Comunicazioni e la Rai - Radiotelevisione italiana Spa per il triennio 2007-2009“.

Improbabile, vista la natura commerciale fondamentale degli spot indirizzati ai minori, che Mediaset segua l’esempio in merito, certo non fa male augurarselo.

Contestualmente sono state inserite della clausole che ampliano le offerte informative per i diversamente abili, in particolare per i non udenti, con l’istituzione dell’obbligo di trasmissione di un’edizione di un telegiornale per ogni rete nel linguaggio dei segni e l’ampliamento progressivo entro il bienno del numero dei programmi sottotitolati che dovranno raggiungere il 60% del totale della programmazione.

[Via Il Sole 24 Ore e Digital Sat]

Contratto di servizio Rai e IPTV, un disastro

pubblicato da Gabriele Capasso

Logo RaiIl 24 dicembre scorso eravamo molto ottimisti e l’avevamo scritto chiaro e tondo: se il nuovo contratto di servizio ricalcherà la bozza disponibile tutto l’archivio Rai finirà su Internet, in un formato aperto, libero e disponibile per tutti.

Prima di pasqua il contratto è stato approvato ma l’esito è stato più che deludente.

L’articolo che riportavamo in questo post ha subito più di una decisa modifica: la Rai non è più obbligata a rendere disponibile tutto il suo catalogo, bensì “una selezione dei materiali proposti tramite l’emittenza tradizionale“. Nulla di diverso da quanto già accade ora sui due portali Rai: Rai Click e Rai Media.

La decisione sarebbe assurda e anacronistica già così, ma il peggio deve ancora venire.
Rispetto alla bozza che pubblicammo ci sono altre modifiche. Innanzitutto sparisce il riferimento alla licenza Creative Commons per i contenuti pubblicati online dalla Rai, al suo posto compaiono i DRM e la necessità di una protezione che consenta l’identificazione dell’utente che scarica il filmato, utente che dovrà “essere in regola con il pagamento del canone“.

Un salto mortale carpiato all’indietro, da pochi contenuti relativamente liberi per tutti a pochi contenuti blindati e chiusi a quanti potranno dimostrare (come e in che forma è da stabilire) di essere “collegabili” ad un regolare canone tv.

Questa incredibile virata su un aspetto come quello dello sviluppo degli archivi online è onestamente sconcertante e costringe a rivedere il nostro giudizio più che positivo sul Ministro Gentiloni. Mentre emittenti inglesi come Channel 4 o la BBC scelgono di investire e di rendere disponibili (almeno ai residenti in Gran Bretagna) i loro archivi, sottoscrivendo magari accordi di distribuzione con YouTube la nostra televisione di stato viaggia a passo di gambero facendo cancellare i filmati pubblicati sul portalone di Google e sottoscrivendo un contratto di servizio pesantemente mutilato e mutato rispetto ad una bozza che tanto aveva di buono.

Ci riserviamo di commentare nei prossimi giorni altri aspetti rilevanti del nuovo accordo, intanto dopo il salto vi proponiamo le due versioni dell’articolo 6 del Contratto di Servizio, quella prevista e quella effettivamente approvata. A voi i commenti.

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