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Analisi Auditel - La Televisione del Mattino

pubblicato da Hit

Analisi Auditel La Televisione del Mattino

Nelle nostre radiografie auditel dei vari momenti della giornata televisiva, oggi ci occuperemo della fascia del mattino, per vedere come si divide il pubblico di fronte alle varie proposte, fra contenitori in diretta, rubriche di cucina e telegiornali. Il grafico con le curve dello share minuto per minuto totale individui parte delle ore 7 fino alle ore 14. Partenza quasi alla pari fra le curve di Canale5 e di RaiUno attorno alla linea del 30% di share con una leggera predominanza della curva del rullo giornalistico del Tg5 “Prima pagina”. Dalle ore 7:30 c’è il decollo della linea verde di RaiTre fin verso il 18% con le notizie del Tg regionale.

Nella fascia che contiene i Telegiornali delle ore 8 abbiamo la curva arancione del Tg5 che superando il 30% di share vince la gara con il Tg1 che si ferma poco al di sopra del 25%. In seguito dalle ore 8:30 c’è invece la netta prevalenza della curva blu di “Unomattina” su quella arancione di Canale5 che con “Mattino 5” si ferma poco al di sopra della linea del 20%. Poi dalla partenza di “Forum” c’è una netta inversione di tendenza con la curva di Canale5 che va nettamente al comando fin sopra alla linea del 30%, mentre la curva di RaiUno scende anche al di sotto del 20%.

Alla partenza della “Prova del cuoco” c’è una leggera risalita della curva blu di RaiUno vicino alla linea del 20%, ma con la linea arancione di Canale5 sempre al comando vicino alla linea del 25%. Da notare la curva azzurra di Italia1 che si lancia vicino al 25% durante “Studio Aperto” sottraendo pubblico a “Forum”. Nella sfida fra i Tg il Tg5 supera nettamente il Tg2, il primo vicino al 30%, il secondo appena sopra al 20%; mentre il Tg1 delle 13:30 arriva attorno al 27%.

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Antonio Ricci ci ha presi per fessi: le sue Creature fanno autogol. Intanto stasera Gad Lerner insiste col "velinismo"

pubblicato da Stefano Sgambati

La pietosa difesa delle Veline, imboccate accuratamente dal loro demiurgo Antonio Ricci - che così facendo ha solo reso ancora una volta più chiaro l’impossibilità e l’incapacità di queste ragazze di nutrire anche una minima parvenza di personalità (mi riferisco al “ruolo”: sul piano personale non mi permetto di esprimere giudizi di sorta) - non è stata sufficiente per apporre la parola “fine” all’ennesima querelle televisiva, stavolta avente per protagonista più o meno inconsapevole Gad Lerner, conduttore de L’Infedele su La7. Del pasticciaccio brutto ne ha già brillantemente parlato il nostro Gabriele Capasso qualche giorno fa; mi fa piacere, oggi, ribadire il concetto, giacché lo stesso Lerner ha deciso di non mollare affatto la presa e questa sera, nella puntata de L’Infedele, in onda su La7 alle ore 21.05, calcherà nuovamente la mano: “Donne, tv e potere” sarà infatti il tema portante in scaletta e ospiti saranno Sabina Ciuffini, Gustavo Zagrebelsky, Ferruccio de Bortoli, Irene Tinagli, Giampiero Cantoni, Alessandro Sallusti, Sofia Ventura e Peter Gomez. Si parlerà (anche) di velinismo e di mercificazione del corpo femminile in televisione.

La cosa mi dà il “la” per riproporre l’inquietante “videomessaggio” che Ricci, appunto, si è inventato per mostrare, secondo lui, le veline di Striscia finalmente parlanti. Come detto qualche riga fa, l’idea è stata un autogol estetico micidiale: il testo, recitato soprattutto dalla Mora, si apre con un “Caro Gaf Lerner, questa sera parliamo noi”, come a voler intendere che, ecco, ora ti facciamo vedere che ti sbagli, che noi, le Veline, non siamo meri contenitori dediti al ludibrio dello spettatore, no, noi sappiamo parlare, noi sappiamo anche Essere oltre che Apparire ed eccoci qui a dimostrartelo. Risultato: un disastro. Il testo stesso, com’è ovvio, trasuda antonioriccismo dalla prima all’ultima sillaba e le due ragazze, splendide come sempre, danno precisamente l’idea che invece vorrebbero allontanare da loro stesse, cioè quella di essere due manichini, anzi due marionette in mano a un abilissimo, geniale, quanto ormai fin troppo rivelato, burattinaio. Qui non ha ragione né Lerner né Ricci, ma di sicuro il papà di Striscia ne esce per l’ennesima volta con le ossa rotte e le corde vocali consumate, tumefazioni proprie di colui il quale non ha più argomenti dialettici convincenti, ma solo strilli, prese in giro, parodie umilianti (l’invito rivolto all’antagonista di andarsi a depilare) e tutto il repertorio dell’arrampicatore sugli specchi di professione.

Le Veline, è stato ancora una volta dimostrato, sono l’esempio più basso e gretto di come venga utilizzata la donna in televisione. L’autodifesa relativa alle nudità (“Non possiamo mostrare mezza tetta scoperta finché siamo in carica”) è una ridicola estensione dell’ipocrisia. Del tipo: ci avete per caso viste tutte nude? E allora di quale mercificazione del corpo parlate? Personalmente mi indigno quando vedo una donna vestita, quindi figuriamoci: il mio antibacchettonismo è reale fino al parossismo, ma qui bisogna ridare un significato alle parole e pertanto scendere a combattere sullo stesso territorio dialettico dei contendenti (anzi DEL contendente, perché, come sempre, c’è chi ha fatto tutto da solo…). Ricci mette in bocca alle sue creature il concetto per il quale i loro corpi non sono utilizzati ad uso e consumo del porno soft commerciale? Bene, allora ci spieghi l’utilità di una doccia all’ora di cena. Caro Ricci, se non altro ti addebiteremo il conto dell’oculista.

UPDATE: mi segnalano la risposta di Gad Lerner a Ricci sul blog de L’Infedele. E’ possibile leggerla a questo indirizzo.

Massimo Giletti "influenza" più di Santoro: ecco come si formano le opinioni politiche degli italiani davanti alla tv

pubblicato da Stefano Sgambati

Massimo GilettiIl pubblico televisivo si lascia influenzare, politicamente, più da Massimo Giletti che da Michele Santoro. L’avreste mai detto? E’ quanto emerge da uno studio promosso dal quotidiano online Affari Italiani su un campione di oltre 1500 elettori ed elettrici sparsi in tutta Italia. Programmi come “Mattino 5″ e “L’Arena”, sono più penetrativi, dal punto di vista dell’opinione politica, di tribune specifiche come “Anno Zero” o “Ballarò”. il che mi sembra molto interessante, soprattutto se pensiamo alla realtà attuale.

Vediamo questi risultati nello specifico, prima di addentrarci in ipotetiche valutazioni:

    Il vertice della graduatoria, spinti soprattutto dalle donne, si piazzano “Mattino 5″ (Canale 5), e “Domenica in - L’Arena” (RaiUno) a ciascuno dei quali il 16% del campione riconosce di avere influenzato la propria preferenza affidata alle urne. A seguire “La Vita in Diretta” (RaiUno), con il 14%, “Italia allo Specchio” (RaiDue), con il 12%, “Uno Mattina” (RaiUno), con l’11%, “Insieme sul Due” (RaiDue), con il 6%, e “Occhio alla Spesa” (RaiUno), con il 3%. […]
    Solo nei ranghi bassi della graduatoria si trovano programmi quotati di prima e seconda serata, come “Matrix” (Canale 5), “Porta a Porta” (RaiUno), “In mezz’ora” (RaiTre), “Otto e Mezzo” (La7) e “Anno Zero” (RaiDue), che devono accontentarsi, nel complesso, del 6%.

Tutto ciò è spiazzante, se pensiamo a quale cruenta e inelegante (il più delle volte) guerra si scatenino addosso gli uni contro gli altri i programmi di informazione prettamente politica. La realtà dei fatti dice un’altra cosa: cioè che è il re è nudo e che la gente preferisce un minimo addormentamento del cervello a una critica consapevolezza della ragione. Costruirsi un’opinione politica grazie a trasmissioni come “L’Arena” o “Buona Domenica” dovrebbe essere un crimine di Stato: fuori di iperbole, è probabile, anzi quasi certo, che l’elettore medio altro non faccia che rispondere a un cliché, cioè quello di un individuo scarsamente coscienzioso e dedito alla cura di se stesso piuttosto che della comunità. Chi è allora che guarda le tribune politiche? Ad occhio e croce chi dispone già di un’idea politica solida, in una direzione o in un’altra: costui non si farà condizionare da chicchessia, giornalista, opinion leader o politico che sia.

Anche perché c’è un ulteriore dato che emerge dallo studio di Affari Italiani e che sconfessa completamente quanto spesso e volentieri ci diciamo tra di noi o scriviamo nei nostri articoli: alla maggior parte degli italiani intervistati, la “casta” giornalistica piace. I vari Vespa, Santoro, Floris e compagnia cantando sono graditi dal maggior numero degli interpellati.

    Innanzitutto il livello dei programmi e degli approfondimenti di attualità in tv è giudicato buono dalla maggioranza del panel, per una percentuale pari al 34%, mentre per il 25%, più severo, è solo medio. Ancor più critico un 17% che boccia questi programmi per la loro cattiva qualità, agli antipodi rispetto al 20% che li considera ottimi.

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Trebisonda: terza edizione con delle novità (come la minifiction Farò strada)

pubblicato da Francesca Camerino

Trebisonda: terza edizione con Farò strada

E’ tempo di Trebisonda. Parte infatti, dal 6 ottobre alle 15.15, la terza edizione condotta da due volti nuovi. Isabella Arrigoni, già vista su Disney Channel, e Manolo Martini, che allieteranno il pomeriggio dei bambini e ragazzi insieme a Elena Castagnoli e Stefano Simmaco, già protagonisti lo scorso anno.

All’interno del contenitore vedremo le classiche news del Gt Ragazzi (alle 16.00) che in questa edizione avranno qualcosa in più. Il programma sarà sostenuto dal lavoro dei ragazzi stessi che saranno ‘dentro’ la notizia e contribuiranno attivamente alla realizzazione del telegiornale dietro le quinte o, in diretta, affiancando le conduttrici Cristiana Palazzoni e Tatiana Lisanti, per leggere una notizia breve, costruire una scaletta, commentare un servizio in diretta tv.

Non mancherà lo show di successo, Melevisione, che ripartirà nel consueto orario (alle 16.30) con gli amati protagonisti Milo Cotogno, Lupo Lucio e Principessa Odessa che ci intratterranno con le meravigliose favole nel Fantabosco.

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Pomeriggio Cinque: la D'Urso e Brachino si danno un tono. E fanno bene

pubblicato da Lord Lucas

pomeriggiocinque urso brachinoChe volete di più? La D’Urso si è messa in total black con un look androgino di sicuro effetto e ormai si destreggia nella più spinosa attualità. Claudio Brachino è uscito dal cantuccio mattutino per argomentare e ribattere come si confà a un vero giornalista. Quelli di Mattino Cinque sono diventati grandi e fanno bene a darsi un tono. Visto il recente passato di Canale 5, una rete commerciale con un daytime allo sbando, Pomeriggio Cinque è il meglio che potessero fare per garantire continuità e modernità. L’inizio, mi suggerisce Share, ricorda molto la formula di Esta pasando di Telecinco (ritmo sostenuto e tanti collegamenti veloci, con inviati raffigurati in piccoli led affiancati nello studio).

E la stessa “impaginazione da copertina” è più brillante del rotocalco medio, nonché decisamente più dinamica del competitor di RaiUno. Sembra di sfogliare una rivista patinata, anche se si dirà in giro di non averla acquistata ma solo sfogliata in sala d’aspetto. Il punto è questo: in molti storceranno il naso dinanzi alla solita fuffa, al voyeurismo spacciato per giornalismo d’inchiesta, al ritratto generazionale che ammicca alla deriva per farne carne che scotta. Ma qui va dato atto di un enorme sforzo per distinguersi senza soccombere, intrattenendo lo spettatore senza pretese ma con più ambizioni di Verissimo. In confronto il salotto in differita di Silvia Toffanin sembra la trasmissione di una rete locale, con tanto di stagista che denuncia i propri limiti. Vogliamo paragonarla all’adattabilità della D’Urso o al fair play di Brachino?

Canale 5 vuole parlare a giovani e famiglie moderne e lo fa nel perfetto stile Videonews: tanta cronaca, con un occhio alla trasgressione giovanile, e pochi contenuti geriatrici. L’unico spazio concesso al pietismo popolare è quello con la mamma di Denise, divenuta il jolly d’apertura dell’infotainment italiano. Quando incomincia un talk show è il pretesto ideale per colmare i vuoti drammatici dell’informazione e quest’anno ci è anche scappato l’anniversario. Con tutto il rispetto per la tragicità della sua esperienza, una madre coraggio non può fare del proprio dolore una professione, strumentalizzata dalla tv per alzare gli indici di share.

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La tv inizia il 1° settembre. Gioco al massacro tra Il Sangue e La Rosa e Medici Miei? E il Distretto parte contro Montalbano

pubblicato da Lord Lucas

mattino 5 pomeriggio 5 brachino urso

Corsi e ricorsi dell’autunno catodico italiano. Sembra di tornare a due anni fa, quando il 1° settembre era Unan1mous a giocare d’anticipo (con un flop di troppo per Maria De Filippi). Quest’anno - dopo una stagione “lenta” di appuntamenti triti e ritriti - ricomincia l’antifona “rock” di chi prima arriva (e male alloggia?).

La tv, quella vera, ricomincia lunedì prossimo ed è Mediaset la prima a sfoderare gli artigli, visto che il suo periodo di garanzia comincia qualche giorno dopo. La vera scommessa è la formula Mattino 5+ Pomeriggio 5 allestita a tempo di record, per dare filo da torcere ai più pigri Uno Mattina e La Vita in Diretta. Barbara D’Urso, la donna bionica del Biscione, e Claudio Brachino, il giornalista più pop del piccolo schermo, confermano il loro sodalizio di successo con il bis pomeridiano, dalle 17.00 alle 18.50. Tra le novità del pomeriggio i collegamenti con Alfonso Signorini - come ai tempi del Verissimo quotidiano direttamente dalla sua “duplice” scrivania - e una vecchia scoperta di Brachino riciclato come inviato di spettacolo: Paolo Brosio.

Al prime time torna già la fiction in prima visione, O’ Professore, che era stata sospesa a maggio-giugno perché il pubblico era fresco di Liceali ed è stata a sua volta un’anteprima di Mediaset Premium. La prima puntata si scontrerà con l’ammuffito Sister Act 2 di Raiuno, in realtà non andato troppo bene in un suo recente passaggio. La seconda, invece, andrà sul sicuro mercoledì contro un innocuo SuperQuark (quantomeno in serate televisivamente calde).

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L'allenatore nel pallone involgarito dalla tv

pubblicato da Lord Lucas

TvBlog Awards 2008

Milo Coretti e Giorgio AlfieriPerdonateci la parentesi cinematografica, ma ci preme aprirla e chiudere senza rischiare di andare fuori tema. La promozione di film, infatti, è diventato un ingrediente obbligato dei contenitori televisivi, in cui vediamo usurati attori di ogni tipo in un incessante tour pubblicitario. L’allenatore nel pallone 2 pare il caso più emblematico e chi ha assistito a una conferenza stampa con Lino Banfi presente, come il sottoscritto, l’avrà visto decisamente provato.

Un artista della vecchia scuola come lui, abituato a far parlare la pellicola quando la marketta non esisteva, detiene un record di presenzialismo settimanale faticoso per chiunque, figurati per un professionista che inizia ad avere una certa età. Oltre ai botteghini cinematografici, lo vediamo ospite a Matrix, Guida al campionato, Controcampo, Domenica In, Quelli che il calcio, costretto a recitare lo stesso copione nonostante sia un genio dell’improvvisazione.

E tutto questo ci fa passare la voglia di vedere un film, il piacere di andare a cinema senza preconcetti, la fiducia in un sequel che rischia di incrinarsi di fronte a una dequalificante parata catodica, fatta di attorucoli che ostentano una parte come se si trattasse dell’Oscar. Prendete Milo Coretti, che ci ha ammorbato a Buona Domenica con la storia dell’attore emergente, che ha avuto la grande occasione e non ci deluderà. Nell’Allenatore del Pallone 2 compare solo in due scene (non due scene in particolare, caro Milo, sono due e basta), biascicando romano e dandosi un po’ di arie con il compare Giorgio Alfieri. Nulla che possa definirlo lontanamente vicino al recitare, mentre va raccontando in giro di aver avuto i complimenti per i suoi tempi comici.

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Effetto Sabato, dal 15 dicembre Elisa Isoardi su Rai1

pubblicato da Lord Lucas

elisa isoardi effetto sabatoCome già emerso da alcune indiscrezioni, il sabato Rai sarà più agguerrito che mai. Mentre il 22 dicembre debutta Scalo 76 su Raidue, dal 15 dicembre anche la prima rete di stato avrà un nuovo volto, pronto a tenerci compagnia ogni sabato pomeriggio. Si tratta di Elisa Isoardi, conduttrice emergente lanciata da Italia che vai e al debutto in prime time nell’ultimo Castrocaro.

Si chiamerà Effetto Sabato il nuovo format del sabato pomeriggio di Rai Uno, ogni settimana in diretta dalle 14.30 alle 17.00. Un magazine per informare e divertire, un viaggio attraverso l’attualità, da leggere e da rileggere, ospitando opinioni, storie, ritratti di vita, interpreti e protagonisti del nostro tempo e chi ha qualcosa da raccontare di una parte di mondo, osservato e vissuto.

Cento minuti di diretta in studio e quaranta di esterni articolati in rubriche attraverso percorsi di luoghi e di vite. Un programma che metaforicamente ha l’immagine di un’arca che attraverserà il mare dell’attualità, facendo emergere retroscena e aspetti solo apparentemente noti di una realtà variegata e multiforme. Protagonisti saranno uomini e donne che hanno in comune l’aver lasciato un segno e che saranno raccontati da chi da dietro le quinte è stato spettatore e compagno della loro vita.

Caterina Balivo ha svoltato... grazie a Romina Power

pubblicato da Lord Lucas

caterina balivoQuanti dei nostri lettori si saranno chiesti perché la Balivo conduce un programma di punta come Festa Italiana? Nel senso… come mai proprio lei tra tante professioniste con molta più personalità ed esperienza da vendere?
Il motivo è presto detto. Dopo un’annosa quanto fruttuosa ricerca, spulciando tra la carta stampata più recente del settore, scopriamo che Di Più ha sciolto per noi l’arcano. La Santa Caterina del daytime di Raiuno, promossa in prima serata con un’inguardabile new edition di Stasera Mi Butto, ha dichiarato di dovere il suo successo al forfait di un’altra nota donna di spettacolo. Già, perché come spesso accade nel tv business, un no pronunciato da una collega spalanca le porte alla miracolata di turno:

“Romina Power avrebbe dovuto condurre il nuovo programma del pomeriggio. Era tutto pronto, mancava una settimana al via. Non fu trovato l’accordo economico tra le parti e all’ultimo momento saltò la trattativa. La Power rifiutò e il mio telefono squillò”.

Alla faccia di chi crede che la Rai abbia creduto nel programma giusto con la persona giusta, Festa Italiana è stato congegnato all’ultimo momento, quando mancava una settimana dalla partenza. Daniel Toaff, capostruttura di Raiuno e autore della trasmissione, ha fatto un colpo di telefono alla Balivo (inizialmente precettata per una qualsiasi Italia che vai), chiedendole se voleva condurre quella fascia. La risposta è stata ovviamente entusiastica e nel giro di poche ore lo spazio è stato ripensato in sua funzione.

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