
Riparte venerdì 16 settembre alle 21:10 su Italia 1 con l’undicesima edizione il varietà Colorado. Alla conduzione una coppia inedita, Belen Rodriguez e Paolo Ruffini, duo che sin dalla presentazione in conferenza stampa oggi e nella clip tratta dalla prima puntata promette scintille. Molto affiatata, perfetta spalla lei, toscanaccio dispettoso e pieno di iniziative lui per una miscela che, sulla carta, si preannuncia esplosiva.
Ne abbiamo avuto la prova oggi nella sede istituzionale di Mediaset, in Via Paleocapa a Milano dove è stata presentata insieme a Maurizio Totti di Coloradofilm, Piero Crispino di 3Zero2, Luca Tiraboschi direttore Italia 1 e logicamente i due conduttori, questa nuova edizione di Colorado. Uno show che lo stesso Tiraboschi non ha esitato a definire ormai una ‘corazzata’ e “il più rappresentativo della rete insieme alle Iene“. Totti ha ricordato che ormai il programma, nato da una sua idea, di Crispino e di Diego Abatantuono nel locale Salumeria della musica, veleggia ormai sulle 100 puntate e sulla nuova conduzione ha rivelato di aspirare da tempo ad avere una showgirl come Belen (”Quando il dott. Salem, direttore generale RTI ci ha detto che poteva diventare una cosa fattibile, ci siamo messi sulla scia per portarla a casa ed oggi è come avere Pato in squadra…“). Nella prima puntata interverrà Ezio Greggio che verrà a promuovere il suo film al cinema e non è escluso che anche nelle prossime non possano parteciparvi altri attori che verranno per parlare dei propri lavori cercando di non fare una vera e propria marchetta ma all’interno di uno sketch con i comici. E sempre nella prima puntata vedremo Belen ballare sulle note di Jennifer Lopez e cimentarsi in un ruolo ironico insieme ai Fichi nelle vesti di Puffetta.
La showgirl argentina, beccata simpaticamente da Ruffini che le ha chiesto come si trovasse a lavorare con uno “bello, discreto e sex symbol come me“, ha risposto di botto che anche a lei per la strada chiedevano…”… Ma chi è Paolino?“. Tiraboschi ha detto di avere un “compito facile” nel presentare l’ennesima edizione di Colorado ribadendo le novità che caratterizzeranno questa stagione. (”Rappresentiamo un riconoscimento di un’attività legata al mondo della comicità che per Italia 1 è un po’ il dna“).
Belen Rodriguez e Paolo Ruffini nuovi conduttori di Colorado




Proseguiamo con il nostro viaggio all’interno della fucina di comici di Colorado, il varietà di Italia 1 in onda ogni domenica alle 21:25 condotto da Nicola Savino e Rossella Brescia. Dopo avervi fatto conoscere meglio Marco Bazzoni (Baz), abbiamo rivolto alcune domande ad Angelo Pintus (che propone un monologo sulle sfighe a scuola) e a Laura Magni, tornata a Colorado dopo un periodo di pausa.
ANGELO PINTUS
Come hai iniziato?
“A 17 anni vivevo a Trieste, ho cercato tutte le radio delle città e ho chiamato imitando una voce dicendo che avevo trovato un ragazzo bravissimo che doveva lavorare in radio. Mi hanno risposto di mandarlo che lo avrebbero visionato e ho iniziato a lavorare là. Poi ho iniziato in Valtur dove sono rimasto per 5-6 anni e poi di nuovo in radio con Marco Baldini a Radio Italia Network. Successivamente è arrivato il Costanzo Show, Buona Domenica, Stasera mi butto (che abbiamo vinto con Max Vitale ma non è servito a niente…). Dopo questa occasione ci siamo divisi e da solo ho lavorato a Radiodue con Baldini e Fiorello e poi sempre con Fiore a teatro fino a quando ho mandato un sms a Rossella Brescia dove le chiedevo insistentemente di essere preso a Colorado… E mi hanno preso!”.
Merito quindi di Rossella se sei qui… A Colorado fai un monologo dove parli delle sfighe a scuola, che immagino sia anche autobiografico. Ci racconti un aneddoto tratto da quel periodo?
“Ricordo il mio preside delle medie, che non parlava come Cesare Maldini, e ogni volta che andavo in Presidenza (praticamente un giorno sì e un giorno no), tutto sommato mi voleva bene e non voleva sospendermi. Unico suo difetto una netta inflessione dialettale tipo “Allora, quest volt non ti sospend, ma ti ammonisc!”. Non era di Trieste diciamo. E io, quando tornavo in classe e i miei compagni mi chiedevano cosa fosse successo, ripetevo imitandolo alla perfezione ciò che mi aveva detto. Poi ricordo anche la mia prof. di matematica: entrava lei, e uscivo io. Non ci potevamo proprio vedere”.
Parlando di scuola, cosa pensi della riforma Gelmini?
“Preferirei non commentare…”
La ritieni una sfiga pure questa?
“Diciamo che quando andavo a scuola io avevo un maestro unico e stavo benissimo anche perchè le nozioni le conosceva. Oggi magari i bambini hanno tanti maestri e poi ti accorgi che non tutti sono così acculturati. Non voglio entrare in politica, è tutto strumentalizzato, bisognerebbe chiedere ai bambini e non ai genitori o a chi fa propaganda se si trovino meglio prima o adesso”.
Continua a leggere: Colorado: TvBlog intervista Angelo Pintus e Laura Magni
Domani sera, alle 21:25 su Italia 1 andrà in onda la quarta puntata di Colorado, il varietà prodotto da Colorado Film e 3Zero2 e condotto da Nicola Savino e Rossella Brescia. Grazie ad un ricco gruppo di comici storici e nuovi, il programma sta aumentando i propri ascolti ogni settimana riuscendo a superare gli obiettivi di rete previsti e raggiungendo picchi in seconda serata. Cercheremo attraverso una serie di interviste ai protagonisti di Colorado, di conoscere meglio sia i comici che da anni ne fanno parte, sia chi è entrato solo quest’anno attraverso la formula vincente dei Laboratori. Cominciamo oggi con la prima intervista a Marco Bazzoni, ormai noto a tutti come Baz.
Marco, anche tu come molti altri comici (anche di Colorado) e intrattenitori, hai un passato da animatore turistico.
“Spesso è il passo più semplice per chi vuole fare questo mestiere, ma in realtà non ho cominciato per questo motivo”.
Non hai fatto l’animatore quindi con l’obiettivo di entrare nel mondo dello spettacolo?
“No, ho cominciato a fare quel lavoro poichè nell’estate del mio diploma ho fatto un incidente e ho distrutto la macchina di mia madre! A casa mia ovviamente non si respirava un ambiente assai sereno (ride, ndr) e che così ho deciso di andare via per un paio di mesi e ho iniziato a lavorare nei villaggi. Primo ruolo, il guidatore della navetta”.
E poi come sei arrivato alla passione dello spettacolo?
“Mi sono accorto stando lì che ogni giorno aspettavo con impazienza lo show della sera e quindi ho iniziato a puntare su quello. Cantavo, ballavo, recitavo e sono andato avanti così per cinque anni diventando anche capo villaggio. Dopo di che, durante la mia ultima stagione, mi vide un impresario, una donna che faceva parte del Comitato Teatrale del Trentino, che mi scritturò per uno spettacolo che non avevo…”
In che senso non avevi?
“Erano pezzi che scrivevo per il villaggio ma non avevo dei testi pronti da proporre anche se non volevo perdere l’opportunità. Così mentii e le dissi che avevo tutto pronto e lei mi inserì in questo spettacolo dove erano presenti anche importanti nomi della comicità quali Giobbe Covatta e altri. Per prepararmi a dovere, scappai dal villaggio due mesi prima, scrissi tutto il mio pezzo e andò bene. A quel punto mi trasferii a Milano senza una lira dove pian piano ho cominciato a fare scuola di recitazione e improvvisazione e una formazione tutta di palcoscenico, arrivando a calcare anche 3 palchi diversi al giorno”.

TvBlog vi rivela in anteprima assoluta nuove anticipazioni sul Teo Mammucari Show. Per primi vi avevamo svelato a marzo il meccanismo del programma, ovvero una versione moderna di Giochi senza frontiere con protagonisti dei vip. E ora siamo in grado di darvi informazioni ancora più puntuali.
Lo show andrà in onda in ben quattro puntate dedicate alla scienza nozionistica, con quiz da sottoporre ai vip. Il debutto è previsto per giovedì 6 maggio nello studio 20 di Cologno Monzese 4 (lo stesso di Io Canto).
Ospiti in studio per la prima puntata dei grossi nomi, decisamente inusuali per una produzione di Italia 1. A “giocare” saranno infatti nientemeno che i fidanzatini Melissa Satta (già partner di Mammucari a Primo e Ultimo) e Bobo Vieri, nonché le bombastiche Manuela Arcuri e Belen Rodriguez (conduttrice di Sarabanda e Scherzi a parte con lo stesso Teo).




Nuovo ingresso nel management della Colorado Film, la società presieduta da Maurizio Totti che produce tra gli altri lo show Colorado su Italia 1 e i film di Gabriele Salvatores: si tratta di Alessandro Usai, proveniente dalla Mikado Film del Gruppo De Agostini e Direttore Generale di Cinecittà Holding.
Maurizio Totti accoglie con entusiasmo l’arrivo di Usai alla Colorado Film Srl a partire dal 1 marzo:
“L’indubbia preparazione, la stima, la simpatia immediata sono i criteri con cui ho offerto ad Alessandro la possibilità di affiancarmi nella gestione e nella progettualità della Colorado. Dopo 25 anni da solista e, soprattutto in previsione degli ambiziosi traguardi che ci siamo posti e che riteniamo adeguati al nostro potenziale, la presenza di Alessandro in Colorado sarà sicuramente molto preziosa”.
Anche il nuovo Amministratore delegato della società, classe 1971 e docente presso l’Università Bocconi di Milano esprime la sua soddisfazione:
“Colgo con entusiasmo l’opportunità che Colorado mi ha offerto sicuro che la società costituisca una combinazione unica ed ottimale di creatività ed opportunità di business. I talenti presenti nel gruppo e le potenzialità di ulteriore sviluppo che esistono, vedono Colorado in una posizione ideale per raggiungere l’obiettivo di consolidare un ruolo di leadership nel settore della produzione di contenuti e sarà mio compito aiutare Maurizio in questa sfida.”.
Continua a leggere: Alessandro Usai è il nuovo amministratore delegato della Colorado Film
Teo Mammucari torna in televisione e lo farà dai teleschermi di Italia 1 a partire dalla fine di aprile con uno show tutto suo della durata di 4 puntate. La notizia TvBlog ve la fornisce in anteprima quando ancora non si conoscono i dettagli del programma che vedrà protagonista l’ex conduttore di “Cultura Moderna” e di “Distraction” sulla rete diretta da Luca Tiraboschi.
La produzione sarà affidata alla Colorado Film di Maurizio Totti insieme alla 3Zero2 di Piero Crispino, gli stessi che si occupano del fortunatissimo show comico Colorado, programmato al prossimo autunno probabilmente per non fare concorrenza sullo stesso genere a Zelig (dove peraltro sono presenti alcuni personaggi appartenenti alla Moviement, tra cui lo stesso Claudio Bisio).
Il titolo provvisorio per ora è Teo Mammucari Show ma sicuramente sarà cambiato. Resta da capire anche chi affiancherà il presentatore che non appare in televisione in un programma suo dai tempi di “Sarabanda” questa estate in coppia con Belen Rodriguez. Si riformerà la coppia anche per questo nuovo show?
Ne sapremo di più tra qualche settimana.
A margine della presentazione di All Stars, abbiamo incontrato il responsabile per le produzioni della Direzione Sit Com di Fatma Ruffini, Carlo Gorla. Nella chiacchierata, oltre ad aver avuto maggiori dettagli circa la nuova comedy co-prodotta da Colorado Film e interpretata tra gli altri da Ambra Angiolini, Diego Abatantuono e Fabio De Luigi Gorla che ha iniziato la sua carriera di produttore prima nei programmi sportivi e poi nell’intrattenimento e nei quiz, ci ha parlato dei nuovi progetti in arrivo, tra cui uno probabile con Michelle Hunziker.
Come si colloca All Stars tra le Sit Com curate dalla sua direzione?
“E’ più di una Sit Com, è un telefilm, potremmo dire una Sit Com di nuova generazione. Quando nel nostro Paese pensiamo a questo genere di prodotti ci rifacciamo subito a Casa Vianello, perchè è la madre di tutte le Sit Com fin qui trasmesse. Negli anni anche la Sit Com ha avuto un’evoluzione, è uscita dallo studio e dal luogo fisso della casa ed è andata in esterna”.
Qual è stato il primo prodotto Sit Com realizzato in esterna?
“Senz’altro Medici Miei con Enzo Iacchetti e Giobbe Covatta che abbiamo girato all’Ospedale di Sesto San Giovanni. Abbiamo preferito questa location perchè abbiamo ritenuto che fosse più realistico l’ambiente rispetto alla migliore scenografia che si potesse costruire in uno studio televisivo.”
Che cosa ha di nuovo All Stars rispetto alle altre Sit Com curate dalla sua divisione?
“Racconta qualcosa di più degli altri. La Sit Com è caratterizzata generalmente da tante gag come è stato per Medici Miei, Love Bugs o Camera Cafè mentre All Stars ha l’ambizione di essere più narrativa. La sfida vera sarà far capire al pubblico che questo prodotto non vuole solo far ridere ma anche raccontare, far riflettere con il sorriso sulle labbra”.
Troveremo al suo interno anche temi sociali?
“Sì. Vedremo per esempio come trattare la persona affetta dalla cosiddetta Sindrome di Down. Il nostro cast si troverà di fronte a questa difficoltà di sfidare a calcetto una squadra particolare dopo una serie di allenamenti incentrati sulla competizione con un gruppo di nerboruti tedeschi. Per un equivoco si troveranno invece contro questi ragazzi down: come trattarli? Da normali giocatori o da disabili? Ecco, questo sarà uno dei tanti argomenti che affronteremo per far riflettere, ma sempre in modo ironico e divertente”.

Oggi in quel di Buccinasco (provincia di Milano) si concluderanno le riprese di “All Stars”, sit-com in 20 puntate da 25 minuti ciascuna realizzata da R.T.I. in co-produzione con Colorado Film per Italia 1, che dovrebbe trasmetterla il prossimo anno (ne parlammo in esclusiva a settembre). Riadattamento di un format olandese, la serie prevede un cast d’eccezione, con attori del calibro di Diego Abatantuono, Fabio De Luigi ed Ambra Angiolini ( di cui a breve pubblicheremo un post con le dichiarazioni rilasciate durante la conferenza stampa di ieri).
La novità di “All Stars” dovrebbe stare nella passione che i protagonisti avranno verso il gioco del calcio, passione che li porta, fin da piccoli, a formare una piccola squadra alle prese col tempo, più che con le partite settimanali, con le vicende personali di ognuno dei suoi componenti. Una vera e propria comedy, insomma, con protagonisti degli “eterni ragazzi” ma che non dovrebbe negarsi la trattazione di temi delicati o quantomeno inediti nel genere comico in Italia.
Dovrebbero esserne un esempio i tre personaggi interpretati dai tre attori sopra citati: Abatantuono sarà un avvocato da poco scopertosi gay, figlio del primo allenatore del team e collante della squadra, De Luigi un donnaiolo sempre pronto a tradire la moglie incinta, Anita (interpretata da Ambra) che però non starà a guardare e si vendicherà niente meno che con Billy Costacurta, guest star di alcuni episodi. Oltre a loro, vedremo anche un cassintegrato (Bebo Storti), un avaro presidente e proprietario del campo di calcio (Antonio Cornacchione) ed una sexy cameriera pronti a lasciare tutti i protagonisti maschili a bocca aperta (Chiara Gensini)

I Fichi D’India (al secolo Bruno Arena e Massimiliano Cavallari) sono la coppia storica tra i comici di Colorado, presenti sin dalle prime edizioni. Anche per quest’ultima, prodotta come sempre da Maurizio Totti di Colorado Film e Piero Crispino di 3Zero2 e in onda su Italia 1 i numeri hanno confermato il grande successo di pubblico soprattutto tra i giovani. TvBlog ha intervistato I Fichi D’India che saranno presenti insieme agli altri comici e ai conduttori Nicola Savino e Rossella Brescia nell’ultimo speciale in onda domenica alle 21:25 su Italia 1.
Si è appena conclusa questa fortunata edizione di Colorado, un successo confermato dai numeri e dal riscontro del pubblico.
Bruno: “E’ stata senz’altro un’edizione diversa, movimentata e più carina rispetto alle altre”.
Max: “Un’edizione più brillante con sempre più squadra. Ogni volta c’è sempre più intesa con i colleghi ed è bello. E’ come essere in una grande famiglia”.
Cosa trovate oggi di diverso rispetto a quando avete iniziato?
B.: “C’è più ritmo e armonia anche se intendiamoci, c’era anche prima. Si nota la differenza e non è solo un fatto di numeri”.
M.: “E’ una scuola. Impari a fare televisione, a fare sketch e stare in nei due minuti, a lavorare sul ‘disturbo’ al conduttore. E’ importante perchè come diceva De Filippo ‘Gli esami non finiscono mai’”.
Si può dire che in un certo senso ricalca la scuola di “Drive In”?
M.: “Direi proprio di sì. Loro sono dei maestri quindi per noi è solo un onore rapportarci a quel programma. Anche allora bisognava stare dentro al tempo, ad un minutaggio e ad un ritmo”.
B.: “E’ cambiato tutto, il modo di ridere oggi è completamente diverso. C’è solo scuola perchè è stato il programma di punta di allora ma oggi non si possono fare paragoni con ‘Drive In‘. Anche se le tette sono rimaste. Anzi quasi quasi sto pensando anch’io di rifarmele, visto che vanno molto di moda i trans in questo periodo…”
Come mai secondo voi Colorado è così amato dai giovani?
B.: “Direi proprio dai bambini. Anzi, dico la verità, forse in tv manca proprio un programma per giovani adolescenti. Zelig è più per giovani adulti, Colorado è più per bambini e giovanissimi. Certo, magari dopo le 22 cambia un po’ e scappa qualche parolaccia in più ma è evidente che il programma è studiato sul pubblico dei più giovani”.
M.: “Io invece penso che questa sia proprio una trasmissione per un pubblico almeno fino ai 40 anni perchè prima siamo tutti un po’ bambini e solo dopo gli anta si matura. Con noi si divertono i papà, le mamme e le zie”.
Abbiamo incontrato il capo-progetto di Colorado, Cesare Vodani, che ha al suo attivo successi come autore dell’Isola dei Famosi, di Quelli che il Calcio, solo per citare gli ultimi. Colorado, in onda ogni venerdì alle 21:10 su Italia 1 è prodotto da Colorado Film di Maurizio Totti insieme a 3Zero2 di Piero Crispino. Gli autori sono oltre a Vodani, Andrea Boin, Federico Bianco, Raffaele Bruscella, Graziano Cutrona, Cristiano Fantechi, Luciano Federico e Lucio Wilson. Collaborano ai testi Antonio Losito e Pietro Saino. In questa intervista, Vodani non le manda a dire. Dice la sua sul velinismo, se la prende con un certo modo di fare politica (da uomo di sinistra) e da’ delle anticipazioni sulla puntata di stasera. Buona lettura.
Benvenuto a Cesare Vodani nella “gabbia dei leoni” di TvBlog.
“Vi conosco molto bene. E’ una di quelle cose che uno guarda per prima, soprattutto al giorno dopo per capire se ci sia stata un’ecatombe o meno. Diciamo che alla mattina arrivi al lavoro e attendi con ansia il titolo perchè già da quello capirai se sarai impiccato o no”. (ride ndr).
Diciamo che nel caso di Colorado questo non è successo perchè cresce ogni settimana e venerdì ha toccato il 15%…
“Per noi è un risultato enorme. Per come è fatto questo programma e il meccanismo che ha dentro non si può proprio che gioire”.
Qual è il motivo di così tanto successo?
“Riusciamo a parlare ai bambini, ai ragazzini, ai ragazzi e a qualche adulto. Non a caso ha pochissime parolacce. Colorado è trasversale nell’età: abbiamo deciso di puntare come patrimonio vero del programma su quello dei ragazzi e dei bambini, e da lì in avanti sono arrivati anche i genitori. E poi da noi la singolarità è meno importante del collettivo, ossia lavoriamo come se fosse un varietà e il ‘mescolamento’ dei comici è un nostro punto di forza. Siamo una compagnia di giro che sta in televisione. Colorado, lo dimostra anche dalle curve d’ascolto, è fatto perchè non ci sia una persona singola che primeggi, ma tutti sono importanti, ed è l’insieme di allegria quello che arriva a casa”.
Si può dire quindi che sia questa la vera differenza tra voi e Zelig, fermo restando che come ci ha detto Maurizio Totti, non siete affatto in competizione con il teatro comico di Gino e Michele…
“La differenza è stata quella di inseguire Zelig puntando su un progetto diverso. Tanto per cominciare rispetto a loro non siamo più al Teatro delle Erbe, benchè Aldo Grasso ne sia tutt’ora convinto, e inoltre noi abbiamo deciso di smarcarci dal lavoro su cui loro sono bravissimi e forse sono i migliori sulla piazza, ossia quello di puntare sul target più adulto. Noi siamo più legati al mondo di Internet, al mondo di YouTube dove vai dentro e ti guardi le cose in maniera veloce; pensiamo che i ragazzini oggi ci guardino con quella mentalità, in un certo senso abbandonata. Una volta ti facevano marcire prima di arrivare in prima serata, oggi se sei bravo e capace puoi farlo anche attraverso un programma come Colorado perchè ci comportiamo quasi da talent. Ovvio, poi starà al pubblico decidere se potrai continuare o meno. Ci tengo in ogni caso a sottolineare che non siamo contro Zelig, siamo due programmi diversi che possono tranquillamente convivere”.

A Colorado interpreta una suora bergamasca motociclista decisamente fuori dai canoni conosciuti: stiamo parlando di Paolo Casiraghi che in questa intervista si racconta a TvBlog sia sui suoi inizi a teatro, al cinema nei film diretti di Pupi Avati, e non ultimo a Colorado, in onda come tutti i venerdì, questa sera alle 21:10 su Italia 1. Anche Casiraghi farà parte della sitcom All Star, prodotta da Colorado Film, che vi abbiamo annunciato in anteprima nella nostra chiacchierata con Maurizio Totti.
Sappiamo che la tua carriera inizia a teatro…
“Esatto. Ho iniziato a teatro cominciando proprio dalla scuola perchè, essendo bergamasco, avevo un problema di dizione che non mi si poteva proprio ascoltare (ride ndr). Ho frequentato quindi un corso di dizione e l’Accademia di Teatro di Lecco finchè c’è stata. Siccome poi conoscevo Carlo Delle Piane sono riuscito a lavorare prima al Teatro Litta e al Teatro Franco Parenti a Milano e in seguito a Roma, sempre grazie a Carlo, ho fatto parte con piccoli ruoli in alcuni film diretti da Pupi Avati, quali “Il cuore altrove“, “La rivincita di Natale” e “La seconda notte di nozze“.
E poi?
“Per vedere come funzionava la televisione a catena di montaggio ho lavorato in una soap per qualche anno dove interpretavo il giornalista e lì ho visto come non dovrebbe essere la tv. Senza polemica, mi sono accorto quanto si dia più peso in produzioni come queste a portare a casa la puntata piuttosto che controllare se uno reciti bene. I ritmi di lavoro erano talmente veloci e sbrigativi tanto che le cose fondamentali fossero piuttosto location o luci tralasciando viceversa a volte la capacità interpretativa di chi recitava”.
Ti abbiamo anche visto in fiction trasmesse in prime time…
“Sì la fiction è stata una bella opportunità. Uno degli ultimi miei lavori, Il Bene e il Male era di buona fattura nonostante poi non abbia ottenuto ampi consensi di pubblico. E ricordo anche con grande passione il mio ruolo ne “Il Generale Dalla Chiesa“, in cui interpretavo il fidanzato della ragazza che poi sarebbe diventata la moglie del protagonista, morta con lui”.
Possiamo quindi affermare che prima di arrivare a Colorado ti dedicassi più a parti serie, penso ad esempio al tuo ruolo imminente di medico assassino nella fiction “Mio figlio” con Lando Buzzanca. Come avviene dunque la tua svolta comica che ti porta al cabaret?
“E’ nata per caso. Su consiglio di un giornale sono andato a vedere un laboratorio dei Pali e Dispari a Milano e sono rimasto piacevolmente colpito da quanto fosse divertente e allo stesso tempo difficile improvvisare. Ho pensato quindi provarci anch’io, mi sono iscritto via Internet ai Laboratori di Zelig e sono finito a Pavia per il provino. Ero mezzo indeciso perchè avrei dovuto interpretare un prete, però quando sono andato a comprare il vestito ho trovato in vetrina quello da suora e ho avuto l’illuminazione. Il provino è andato bene, ho fatto un anno di laboratorio e poi ho fatto quello per Colorado.”

Andrà in onda questa sera su Italia 1 alle 21:10 la terza puntata di Colorado che nelle prime due settimane ha fatto registrare ascolti vicini ai 3 milioni di telespettatori e oltre il 14% di share. Tra i protagonisti del programma, dopo Gianluca Impastato, abbiamo intervistato Digei Angelo, che impersona il responsabile del Col Senter Mimmo Cordero di Montezemolo e l’improbabile ballerino Roberto Balle. Tra ricordi dell’esperienza in Rai e l’entusiasmo per questa nuova avventura, Domenico Raffaele (il suo vero nome) ci ha raccontato anche qualche chicca nella chiacchierata che vi invitiamo a leggere.
Innanzitutto benvenuto a TvBlog, anche se è come se fossi di casa viste le volte che in diretta e in trasmissione hai citato il nostro sito…
“Grazie. Vi seguo tantissimo, poi per uno come me che scrive i testi è uno svago ma soprattutto un mezzo per prendere ispirazione sul proprio lavoro. Capita a volte che non ti ricordi tutti i programmi che ci sono in tv, vai su TvBlog e trovi l’elenco, i conduttori, gli ascolti, la critica. Insomma tutto. E poi io l’ho citato sia da Quelli che il calcio sia da Scorie. Nei panni di Gianni Samoiedo dissi che sarei andato a leggere la diretta di X Factor su TvBlog e poi citammo il vostro Lord Lucas da Scorie.”
Da quest’anno, dopo gli anni in Rai, sei a Colorado, insieme a Nicola Savino tuo compagno di lavoro da molti anni. Vedi delle differenze tra Rai e Mediaset per quanto riguarda il modo di fare comicità?
“Forse una differenza più netta la vedrei se facessi satira politica comunque a Mediaset c’è stata un’accoglienza clamorosa e bellissima anche se la produzione del programma non è presso il centro di Cologno ma in altri studi di Milano. Sono rimasto impressionato dall’organizzazione, è una vera e propria macchina da guerra, cosa che lo è anche la Rai anche se alcune volte le persone di riferimento non sono molto chiare…”.
Ti riferisci ai direttori che cambiano a seconda della politica?
“Diciamo che c’è un po’ più di gente. Spesso arriva qualcuno e non sai chi è e dopo scopri che è un nuovo capostruttura o dirigente. Ad ogni modo non ho mai avuto problemi in Rai e sono contento di quanto ho fatto fino allo scorso anno”.
Il tuo passaggio a Colorado è avvenuto in concomitanza con quello di Savino o successivamente?
“Il progetto prevedeva che sia io che lui arrivassimo al programma. L’offerta è arrivata ad entrambi e, dopo averci riflettuto per bene, abbiamo accettato. D’altronde era una grande opportunità approdare in un programma in prima serata e in una fascia molto amata dai giovani. Nel mio caso poi, ho ricevuto una telefonata di Diego Abatantuono, che per me è da sempre uno dei miei miti che ha incentivato la mia volontà ad accettare”.
Questa sera, come ogni venerdì su Italia 1 alle 21:10 andrà in onda Colorado, il varietà comico condotto da Nicola Savino e Rossella Brescia arrivato alla seconda puntata. Abbiamo intervistato uno dei protagonisti da sempre dello show, ancora quando veniva trasmesso in seconda serata, Gianluca Impastato, che fa parte del gruppo dei Turbolenti e lo vediamo nell’interpretazione dell’improbabile sommelier Chicco d’Oliva. Tra ricordi degli inizi e impressioni di questa nuova edizione, Gianluca ci ha annunciato che farà parte di All Star, la sitcom prodotta da Colorado Film annunciata in anteprima da TvBlog.
Si può dire che ormai tu insieme ai Turbolenti sia tra i veterani di Colorado, visto che sei presente nel cast dal 2003 quando conduceva ancora Diego Abatantuono. Come è cambiato negli anni il programma secondo te?
“E’ cambiato lo spirito. Prima eravamo un’Armata Brancaleone, eravamo tutti agli inizi di una nuova avventura, adesso è un programma più affermato che ha un taglio più giovane e va in onda in prima serata. Oggi ci sono molti più comici e abbiamo più visibilità rispetto a prima quando andavamo in onda alle 23-24; c’è meno live perchè Colorado Cafè Live era nato alla Salumeria della Musica con l’idea che le telecamere fossero quasi lì a spiare, adesso ha un taglio televisivo più marcato e definito”.
A livello di conduzione, con l’arrivo di Nicola Savino e Digei Angelo, hai notato differenze rispetto a quelle passate, per esempio con Beppe Braida?
“Cambia il modo di essere. Ci sono delle differenze che dipendono dal loro background: Nicola e Digei vengono dalla radio e si portano dietro tutto il lavoro fatto a Radio Deejay. Nicola ha portato le imitazioni, c’è la comicità demenziale di Digei mentre con Beppe il taglio era più classico, spalleggiava i comici senza avere un momento suo vero e proprio”.
Uno dei tuoi personaggi che sin da subito ha avuto un ottimo riscontro è senza dubbio Chicco D’Oliva. Come ti è venuta l’idea di prendere in giro il noto sommelier di Gusto?
“L’idea è venuta per caso. Alcuni sketch sono nati a tavola con Diego Abatantuono e Ugo Conti nei primissimi anni di Colorado quando ancora non era in televisione. All’interno di queste scene, per goliardia, era nato tra noi un angolo dedicato al vino; Diego un giorno mi propose di farlo anche sul palco e nacque Chicco D’Oliva. Mi sono ispirato a Paolo Lauciani con il quale poi siamo diventati molto amici”.

Colorado è il programma che chi scrive, a suo tempo, ha definito la Cenerentola della comicità. Probabilmente lo è ancora, se rapportato ai fuoriclasse della risata. Ma guardando più a fondo lo show di Italia1 gli va riconosciuto un enorme merito: quello di attuare “una vera rivoluzione copernicana del linguaggio”, come l’ha definita in conferenza stampa il suo neo-conduttore Nicola Savino. E proprio l’arrivo di quest’ultimo ha portato linfa nuova e un appeal ancora maggiore alla presa del format, che con la sua rapidità forsennata riesce a catturare anche lo sbarbatello più distratto e smanettone.
Colorado è un programma a misura per ragazzi e fatto per i ragazzi, è il loro Drive In ed è l’unico programma che tiene in vita, nel bene o nel male, la decaduta Italia1, ormai molto più efficacemente della monotona Gialappa’s.
Nella prima puntata, andata in onda ieri con alti ascolti, lo show prodotto da Maurizio Totti ha puntato sui suoi cavalli di razza, ma anche su un disturbatore d’eccezione come Digei Angelo, alle prese con un improbabile “Col Senter”. Le gag dei comici sono incommentabili, per quanto usa e getta, ma nel complesso regalano a Colorado un’allegria scacciapensieri.

Domani sera dalle 21:10 su Italia 1 torna Colorado, il varietà comico che quest’anno sarà condotto da Nicola Savino e Rossella Brescia con la partecipazione dei Fichi D’India e del compagno inseparabile di Savino, Digei Angelo. Insieme a loro, le “coloradine” ex gieffine Cristina Del Basso, Francesca Fioretti e Melita Toniolo. Nella prima puntata, Digei Angelo in versione ballerino nella coreografia su Jai Ho (colonna sonora del pluripremiato The Millionaire) e i Fichi D’India nei “Fichness“.
La nona edizione del varietà (la quinta in prime time) presentata ieri a Milano con la presenza di tutto il cast, del direttore di Italia 1 Luca Tiraboschi e dei produttori Maurizio Totti di Colorado Film (intervistato in esclusiva da TvBlog) e Piero Crispino di 3Zero2 si presenta con una formula ormai consolidata. Oltre alla coppia inedita Brescia-Savino che promette scintille, non mancheranno le incursioni di Digei Angelo e dei Fichi e sul palco i comici che la scorsa primavera hanno spopolato tra i giovanissimi: dai Turbolenti, a Paolo Casiraghi a Baz, Rita Pelusio e Angelo Pintus e tanti altri e soprattutti molti nuovi talenti usciti dai casting effettuati nelle scorse settimane dalla produzione e testati già nelle quattro serate che si sono tenute al Teatro Litta di Milano. Guest star di questa edizione sarà il comico partenopeo Alessandro Siani e tra i nuovi comici ci saranno il “disturbatore” Didi Mazzilli, il rapper Gabri Gabra interpretato da Daniele Ronchetti, il napoletano Mariano Bruno, il duo dei Pandpers e Enzo & Sal, la comic band dei Gem Boy.
L’edizione andata in onda la scorsa primavera è stata molto seguita con una media del 13,7% di share e punte di oltre il 16%. A prendere per primo la parola è stato il direttore di Italia Luca Tiraboschi che ha così commentato:
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