
Clemente Mimun, direttore del Tg5 dal 2007 (reduce dalla direzione del Tg1 dal 2002 al 2006) e Augusto Minzolini, direttore dal 2009 del Tg1 (dopo aver lavorato per il quotidiano La Stampa) raccontano “come nascono i loro telegiornali”.
Lo fanno rispondendo a una serie domande, dal perché il tg di Mentana cresce negli ascolti al quanto è lecito per un Direttore essere schierato, rivolte da Cinzia Marongiu del Tv Sorrisi e Canzoni. Vi proponiamo uno stralcio delle loro risposte più significative (che potrebbero farvi riflettere più di altre):
Che cosa o chi porterebbe via all’altro tg?
Mimun: “Claudio Fico, vicedirettore mio amico da sempre, e Maurizio Cirilli, capo della segreteria. Due grandi uomini di macchina più utili dei volti”.
Minzolini: “Tony Capuozzo, perché mi è sempre piaciuto il suo modo di fare inchieste. E mi piace il modo con cui Pamparana affronta le tematiche giudiziarie. E il piglio della Galeazzi”.
La più grande soddisfazione da quando guida il suo tg?
E’ bizzarra l’operazione condotta questa settimana sul Sorrisi e Canzoni Tv. La rubrica I magnifici 7 - in cui la stretta attualità è commentata dai direttori dei tiggì (tranne Enrico Mentana, defilatosi sin dal principio entrando in polemica coi colleghi), questa settimana è sul caso contrattuale di Simona Ventura. La domanda posta loro è delle più provocatorie: “Da RaiDue a Sky: è un’ingrata?”.
Quel che più diverte è assistere a un vero e proprio gioco delle parti, che vede contro la conduttrice i direttori dell’azienda che ha lasciato, mentre sul fronte Sky e Mediaset si alternano, rispettivamente, difesa e comprensione (eccetto giornalisti che hanno con lei conti personali in sospeso).
Incominciamo dalla posizione più dura, quella del direttore del Tg1 Augusto Minzolini:
“A me non piacciono gli ingrati e Simona Ventura alla Rai deve tutto”.
A spalleggiarlo, limitandosi a rispondere “Sì, è un’ingrata”, non poteva essere che il direttore del Tg2, Marcello Masi. La terza posizione del tutto avversa alla Ventura è di Emilio Fede, suo ex compagno di vacanze in Costa Smeralda, ai tempi della vecchia amicizia comune con Lele Mora:
Continua a leggere: Minzolini contro la Ventura: "Ingrata, alla Rai deve tutto"

Gli ascolti complessivi dei Tg sono in crescita.
Il dato, che tutti possono ricavare, arriva, nella sua rielaborazione, dalla rubrica di Aldo Grasso sul Corriere della Sera e non lascia spazio a giustificazioni:
Nei primi sette mesi del 2011, gli spettatori medi che hanno seguito i tg della sera, durante la settimana (dal lunedì al venerdì), sono stati quasi venti milioni. 19.671.000 individui, precisamente, ovvero oltre un milione di persone in più rispetto al medesimo periodo dello scorso anno.
E’ un dato molto interessante. Che dimostra, oltre alla ritualità del tg della sera, come il genere-telegiornale non sia affatto in crisi. Allora, il dato della perdita secca delle due ammiraglie (se Atene piange, Sparta non ride) è quello che fa riflettere: Il Tg1 perde 600mila spettatori in un anno. Il Tg5 ne perde 500mila. E visto che il pubblico è in aumento, Minzolini e Mimun non hanno scuse. E nemmeno il cda Rai, che per ora si limita a manifestare preoccupazione.
Ma da dove arrivano i telespettatori in più? Semplice. E’ il TgLa7 che ne guadagna 1.600.000 (più della somma delle perdite di Tg1 e Tg5) e che ha dunque due meriti: primo, quello di raccogliere, evidentemente, gran parte dei fuoriusciti dai due Tg principali (non tutti i fuoriusciti, perché anche gli altri telegiornali guadagnano). Ma il secondo è il merito ancor più importante: il nuovo Tg di Mentana ha evidentemente riconquistato una fetta di pubblico al genere-telegiornale.
Non è una cosa da poco.

Clemente Mimun, il direttore del Tg5, avrebbe avuto un ictus e sarebbe stato ricoverato nello stesso ospedale di Roma dove venne operato d’urgenza Lamberto Sposini.
L’unica fonte per questa notizia - che sarebbe addirittura piuttosto vecchia e che ci segala un lettore - è, al momento, il sito Wall Street Italia (sito indipendente di economia, finanza, politica e news con sede negli Stati Uniti), che scrive:
Il direttore del TG5 Clemente Mimun, colpito diversi giorni fa da un ictus, è stato ricoverato nello stesso ospedale di Roma dove fu assistito Lamberto Sposini per la stessa identica patologia, anche se e’ difficile comprendere tanto clamore all’epoca per Sposini e silenzio assoluto per Mimun. Da due giorni Mediaset ha ufficializzato indirettamente le difficolta’ al vertice del telegiornale nave ammiraglia del gruppo televisivo di Silvio Berlusconi, nominando Mario De Scalzi, già vicedirettore del Tg2, nuovo vicedirettore del TG5.
Naturalmente, quando è stato nominato De Scalzi - l’annuncio venne commentato da un comunicato stampa firmato dallo stesso Mimun, in cui si leggeva è la conferma della volontà di Mediaset di rafforzare al massimo il nostro telegiornale anche attraverso una squadra guidata da un gruppo dirigente coeso, di grande qualità e in grado di far fronte alle nuove sfide nel settore dell’informazione - non si poteva immaginare che dietro potesse esserci anche un simile mistero. Eppure, Wall Street Italia è certa che le cose stiano così e scrive anche che la notizia sarebbe stata in qualche modo occultata.
E le condizioni di Mimun farebbero comunque ben sperare, visto che il direttore del Tg5 sarebbe in sé e partecipe delle questioni lavorative. Il sito d’informazione prosegue:
secondo alcune voci di ambienti Fininvest provenienti da Milano il direttore del TG5 sarebbe in questo momento in stretta osservazione in una clinica di Israele. Sotto le cure degli israeliani, il decorso post-operatorio seguito all’ emorragia cerebrale e’ stato buono al punto che la paresi di parte del viso e’ andata via via migliorando. Cosi’ Mimun, che di carattere e forza di volonta’ e’ ben fornito, da qualche giorno e’ nettamente migliorato e riesce perfino a partecipare alle riunioni di redazione del TG5, via telefono, senza peraltro aver annunciato ufficialmente - si dice in ambienti Fininvest - di non essere in Italia.
Se la notizia di Wall Street Italia fosse vera, ci sarebbe da chiersi perché non sia stata ripresa da nessun mezzo d’informazione fino ad ora. Diversamente, è lecito attendersi una smentita da Mediaset.

Dopo essere stato per ben due volte direttore ad interim del Tg2, la prima quando Mauro Mazza passò alla direzione di Rai1 e la seconda, recentemente, quando Mario Orfeo andò dalla sera alla mattina a dirigere il Messaggero di Roma, Mario De Scalzi , vice direttore storico della testata giornalistica della seconda rete Rai, che vide fra i direttori nei suoi primi anni di vita gente del calibro di Andrea Barbato, Ugo Zatterin ed Antonio Ghirelli, avrebbe deciso di passare a Mediaset, che sarebbe ben felice di accoglierlo fra le sua braccia.
Il vicedirettore vicario del Tg2 infatti si è visto sfuggire per ben due volte la direzione del telegiornale per cui lavora da anni per un soffio, visto che le regole Rai non ammettono direzioni ad interim per più di 3 mesi, terminati i quali scatta la nomina a direttore automaticamente. Nella prima occasione fu nominato direttore Mario Orfeo, la seconda poco tempo fa Marcello Masi, già vice direttore del telegiornale di Rai2, quest’ultimo ancora ad interim. Una testata quella di Rai2 senza direttore da molti mesi, che De Scalzi avrebbe gradito dirigere e che la decisione del cda Rai di assegnare a Masi ancora ad interim, proprio poche ore prima che scattasse il tempo utile per diventarne direttore, avrebbe creato in lui una ovvia e prevedibile forte delusione.
Secondo Italia oggi, De Scalzi avrebbe quindi deciso di lasciare la Rai per passare alla redazione giornalistica di Mediaset, probabilmente all’interno del Tg5, dove ritroverebbe così l’amico Clemente Mimun, suo direttore per tanti anni proprio al Tg2, che lo accoglierebbe all’interno del suo telegiornale molto volentieri, magari con un incarico proprio da vice direttore.
Continua a leggere: Mario De Scalzi dal Tg2 passa a Mediaset

Dopo la denuncia dei Radicali per le interviste a reti unificate di Silvio Berlusconi la Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati il premier e i due direttori di Tg1 e Tg2, Augusto Minzolini e Mario De Scalzi, per il reato di abuso di ufficio. La denuncia era stata presentata da Emma Bonino e Marco Cappato per la natura degli interventi di Berlusconi nei telegiornali.
La contestazione parte non solo dalla messa in onda, ma soprattutto dai temi trattati (tutti o quasi sugli imminenti ballottaggi delle amministrative) e “sulla scenografia con tanto di simbolo elettorale alle spalle dei veri e propri spot elettorali assolutamente vietati nei notiziari“.
Per lo stesso reato era stata presentata denuncia alla Procura di Milano che dovrà valutare la posizione di Emilio Fede, direttore del Tg4, Clemente Mimun direttore del Tg5 e di Giovanni Toti alla guida di Studio Aperto. Si resta in attesa di una decisione in merito da parte degli uffici milanesi. Bisogna ricordare che la messa in onda delle interviste ha già portato alla sanzione da parte dell’AgCom che aveva punito in particolar modo il Tg1 e il Tg4 in quanto recidivi a comportamenti in aperta violazione della Par Condicio.

Clemente Mimun ha le idee chiare. Non accetterebbe l’incarico di presidente della Rai, anzi l’ha rifiutato quando in passato gli è stato offerto, ma se avesse la possibilità di incidere sulla tv di stato chiuderebbe i due programmi più costosi e (almeno teoricamente) più redditizi: il Festival di Sanremo e Miss Italia. Almeno, questo è quello che ha raccontato in un’intervista a Chi, senza risparmiare una nota velenosa nei confronti dell’attuale presidente Garimberti:
Mi proposero di fare il presidente nel 2002. Risposi che a 49 anni avevo ancora voglia di lavorare, quelle cose li’ possono piacere a Garimberti, che ha ancora il tempo di andare al circolo come vent’anni fa. Ci sono quelli che stanno sul pezzo e quelli che vanno al circolo. Ma lo dico con ammirata invidia verso Garimberti, non so organizzare il mio tempo
Il direttore del TG5 non manca di autostima e si infila nel suo personale trittico di “migliori giornalisti televisivi” insieme a Sposini (”mi piacerebbe rivederlo al tg“) e al rivale Mentana. Sul lavoro del Tg La7 commenta:
Enrico non fa tg schierati, fa il tg che lo intriga ogni giorno. E rovescia gli schemi, su 30 minuti di trasmissione ne appare 20. La gente non guarda il tg, guarda l’Enrico Mentana show. Un prodotto interessante e affidabile.
Piazzare una stilettata facendola passare per un complimento…

Abbiamo rivolto alcune domande a Marina Ricci, vaticanista del Tg5 e curatrice dello speciale andato in onda lunedì in seconda serata dopo Italia’s Got Talent che ha realizzato un ascolto di quasi il 19% di share. Si tratta del primo di una serie di documentari realizzati con la ORP, intitolato “L’Arca Perduta“. La Ricci parla di come ha realizzato il programma e risponde anche sull’attualità dei preti pedofili, argomento di cui si discutendo in tutto il mondo da alcuni mesi.
Lunedì sera è andato in onda il primo degli speciali del Tg5 realizzati in collaborazione con l’Opera Romana Pellegrinaggi. E’ soddisfatta del risultato di ascolto?
“Molto. Non solo per i numeri che sono importanti, quanto per il lavoro che ne è venuto fuori. Il mio operatore ha realizzato delle belle immagini, il consulente musicale ha scelto delle musiche appropriate e piacevoli. In più il racconto si dipanava intorno alllla festa del Timkat, che è poi la festa dell’Arca che si svolge in Etiopia, immagini poco viste in Italia. E’ stato un bel lavoro di squadra”.
Quanto tempo avete impiegato a realizzarlo?
“Abbiamo fatto 5 giorni in Etiopia in trasferta e un mese circa per il montaggio (3 giorni a settimana) e il lavoro effettivo. In Africa eravamo per così dire ‘aggrediti’ dalle cose da riprendere, in uno scenario quasi biblico, molto naturale. Se si eliminavano le macchine che passavano, sembrava di essere tornati a 8 secoli fa. Era molto emozionante e abbiamo lavorato tanto per cercare di rendere il più possibile quello vedevamo”.
Questo speciale nasce grazie all’accordo con la ORP. Come è nato?
“Si tratta di una realtà più dinamica di quello che possa sembrare nonostante l’Opera Romana Pellegrinaggi sia una struttura alquanto importante del Vicariato di Roma. Padre Cesare ne è l’amministratore delegato ed è un sacerdote del Ghana che ha una capacità non solo manageriale ma culturale. Ha visto due speciali che avevo realizzato lo scorso anno, uno su ‘Bernadette e i 150 anni di Lourdes‘ e uno su ‘Giovanni Paolo II‘ che avevano un taglio particolare. Il documentario sul Papa scomparso era un viaggio dal di dentro: la domanda di fondo era il perchè questo uomo ci avesse così tanto affascinato. Riguardo Bernadette, abbiamo parlato di Lourdes ma anche di quel santuario sito in una cittadina vicina a Parigi, dove sarebbe avvenuta un’apparizione precedente a quella di Lourdes ma che con questa ha molti punti in comune. Credo che sia piaciuto questo nostro modo di raccontare le storie.”
Va in onda questa sera dopo la mezzanotte su Canale 5 (al termine di Italia’s got Talent) il primo dei 3 Speciali Tg5 realizzati co-produzione con l’Opera Romana Pellegrinaggi dal titolo “L’arca perduta“. Si tratta di una serie di documentari che nell’arco del 2010 vedranno anche la messa in onda di “Santiago de Compostela” e di “Le case di Maria“, scritti e curati da Marina Ricci, nota vaticanista del Tg5 diretto da Clemente Mimun.
Nello speciale in onda questa sera si parlerà della leggendaria Arca dell’Alleanza, la più controversa reliquia biblica scomparsa più di tremila anni fa e si dice racchiusa in Etiopia nella chiesa di Santa Maria di Sion. Tra le testimonianze di questo primo speciale frutto dell’accordo tra Mediaset e l’organo del Vicariato di Roma, vedremo quella dell’architetto restauratore Claudio Giuseppe Infranca, che nel 1991 riuscì a penetrare nella chiesa e scattare una foto ad un oggetto che sembra essere proprio l’Arca Perduta divenuta famosa anche al cinema grazie al primo film della saga di Indiana Jones.
Nel corso del 2010 come detto seguiranno altri due speciali, il primo è su Santiago de Compostela incentrato sulla figura dell’Apostolo Giacomo e dei pellegrini che dal Medioevo seguono una strada per arrivare attraverso Francia e Spagna al noto santuario di Santiago, luogo in cui sarebbe sepolto l’apostolo.
Si è accesa in queste ore una vivace polemica fra il consigliere di amministrazione della Rai in quota centro sinistra Nino Rizzo Nervo, ex direttore del Tg3 e l’attuale direttore del Tg1 Augusto Minzolini sui dati di ascolto del telegiornale della prima rete pubblica. In questa analisi andremo a vedere gli ascolti del Tg1 raffrontandoli a quelli del Tg5 (per l’edizione delle ore 20) nel periodo 1 ottobre-31 marzo partendo dalle annate 2005-06 fino a quella attuale 2009-10 e delle altre due edizioni principali del Tg diretto da Minzolini, vale a dire quella delle ore 13:30 e quella delle 8 del mattino.
I risultati di questa analisi, partendo dall’edizione serale, ci dicono di un calo progressivo di entrambe le testate rispetto a 4 anni fa, dell’ordine del 4,72% per il Tg1 e del 2,79% per il Tg5 (dati netti ore 20-20:30). Analizzando i dati del Tg1 delle ore 13:30 abbiamo una certa stabilità attorno al 30% per i primi 4 semestri presi in considerazione ma un calo più marcato dell’1,72% nell’ultimo semestre, rispetto al precedente. Per l’edizione delle ore 8 del mattino poi c’è il calo più consistente, con quasi il 6% in meno di share rispetto al dato del semestre 2005-06, di questo 6%, oltre il 3% si è registrato nell’ultimo semestre (1 ottobre 2009-31 marzo 2010). Tutti i dati raccolti in tre grafici dopo il salto.
Tornando all’edizione delle ore 20 vediamo che nella prima annata con la direzione di Clemente Jackie Mimun al Tg1, il dato dal primo ottobre 2005 al 31 marzo del 2006 è del 30,48% per il Tg1 e del 27,78% per il Tg5. L’anno seguente il Tg1, che nel frattempo aveva un nuovo direttore nella persona di Gianni Riotta, ha fatto un balzo in avanti di oltre il 2% di share arrivando, sempre nell’edizione delle ore 20 al 32,86% contro il dato stabile del Tg5 che era del 27,45%. Nell’annata 2007-08 il Tg1 rimane ancora sopra la soglia del 30% arrivando al 31,68% mentre il Tg5, seppur in leggero calo si ferma comunque al 27%.
Continua a leggere: Tg1: I dati dal 2005 ad oggi delle tre edizioni principali
Abbiamo celebrato il genetliaco del Tg3 - e di tutta la rete -, è giusto ricordare lo stesso anche per il Tg5, che proprio oggi compie 18 anni e celebrerà l’evento in una puntata speciale in onda, per la prima volta, alle ore 15, con Cristina Parodi alla conduzione e Alessia Marcuzzi, Yves Confalonieri e Massimo Donelli come ospiti. Per l’occasione il tutto andrà in onda in esclusiva in diretta Web su Mediaset.it. Un’altra novità sarà la possibilità data agli spettatori di partecipare all’evento, mandando in diretta le loro domande agli ospiti della trasmissione: verranno presentate le novità della nuova area video del portale, di cui abbiamo già parlato. UPDATE: gli utenti segnalano che lo speciale in questione non si visualizza sul sito Mediaset. Ad un controllo, effettivamente, nulla si muove (e sono passate abbondantemente le 15). Problemi tecnici dovuti alla relativa giovinezza del portale?
Un commento sull’evento arriva da un grandissimo ex, quell’Enrico Mentana “epurato” a febbraio dello scorso anno. Intervistato radiofonicamente da Alfonso Signorini, nella sua trasmissione su Radio Montecarlo, Mitraglia ha detto, non senza un pizzico di nostalgia:
“I miei 18 anni in Mediaset sono stati i più importanti della mia vita professionale. Certo, ci sono stati scontri, ma c’è stato anche tutto il resto. Sul Tg5 mi fu data carta bianca e alla fine è stato un successo. Un mio ritorno in Mediaset? Non si sa mai. Siamo obiettivi: passato un anno dalla mia assenza, Mediaset e il panorama televisivo non ci hanno guadagnato e nemmeno io. Dunque perchè no?”.
Un’occasione, oggi, per ritrovare contatto “umano” con un telegiornale, quello diretto da Clemente Mimun, negli ultimi tempi considerato dai tanti critici del settore eccessivamente di parte e fin troppo apertamente “megafono” del governo, il cui “capo” detiene sia la presidenza del Consiglio dei Ministri che la stessa rete dove il telegiornale va in onda. Buon compleanno, dunque, anche al conflitto d’interessi.
La notizia arriva dal tam tam di facebook: Salvo Sottile non condurrà più il Tg5 delle 13,00 perché a quell’ora sarebbero gradire maggiomente le giornaliste e non i giornalisti.
Lui, Sottile, non replica ma si limita a dire:
Parlate con il direttore. È stata una sua scelta.
Il direttore in questione è Clemente J Mimun che, si sa, ha la fissa delle telegiornaliste, tanto che quando era ancora direttore del Tg2 mise su una squadra al femminile di angeliche e biondissime (tranne poche eccezioni) superbelle conduttrici di Tg. Sottile discriminato per dare spazio alle belle donne? Ma certamente le belle donne, cioè le giornaliste in questione saranno anche brave. Sottile che è siciliano e ha iniziato la sua carriera a 17 anni a La Sicilia di Catania, dopo due anni arriva a canale 5. Nel 2006 Carlo Rossella lo nomina vicecaporedattore cronaca e conduttore del Tg delle 13,00.
Intanto la protesta monta su facebook e dalla pagina dedicata al giornalista autore anche di romanzi, viene chiesto di inviare mail a Striscia la Notizia, le Iene e a alla Redazione del Tg5. Scrivono i Fans:
Mai come oggi la rabbia è cosi forte in tutti noi ..RAGAZZI NON MOLLIAMO ! DOBBIAMO CONTINUARE A FAR SENTIRE LA NOSTRA PROTESTA SALVO DEVE TORNARE AL TG5 :
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/sosgabibbo.shtml e http://www.iene.mediaset.it/segnalazioni.shtml
Oppure fax o lettera a: Clemente Mimun REDAZIONE DI ROMA Piazza dei SS Giovanni e Paolo, 8 00184 Roma
Piersilvo Berlusconi Viale Europa 48 Cologno Monzese ( Mi )
[Foto | Tommaso]

Era immaginabile un’ultima puntata di Annozero senza strascichi polemici? Ovviamente no. Stavolta lo scontro non è fra Michele Santoro e il centrodestra, bensì fra “colleghi”. L’ultimo, in ordine di tempo, ad attaccare il giornalista di RaiDue è Clemente Mimun, direttamente dagli schermi del Tg5. Ricostruiamo i fatti. Nella puntata di giovedì di Annozero Santoro manda in onda un ampio stralcio dell’intervento di Beppe Grillo di fronte alla Commissione Affari Costituzionali del Senato. Come noto Grillo è il promotore di una Legge di Iniziativa Popolare, per la quale raccolse 350mila firme all’interno dell’iniziativa del V-Day, sull’ineleggibilità dei condannati, la reintroduzione della preferenza e il divieto di candidature multiple.
La sua audizione, qui il video integrale, è stata in pieno stile grillesco: una reprimenda durissima nei confronti della corruzione nella politica nella quale sono volati epiteti come “zoccole in parlamento” o “psiconano” per definire il Premier. L’avvocato Ghedini, ospite ad Annozero, attacca Santoro per aver mandato in onda Grillo. Santoro si difende, ma Ghedini non molla. Il conduttore chiude con una provocazione contenente una presunzione di colpevolezza, ai danni del Tg di Mediaset, che si rivelerà piuttosto imprudente: “quando lo manderà in onda il Tg5 io farò a meno“.
Ad Annozero la questione finisce lì, ma il Tg5 di ieri nell’edizione serale ritorna sul caso e replica con un attacco frontale a Santoro. Prima viene mostrato il giornalista di RaiDue che si scontra con Ghedini e pronuncia la frase incriminata, poi appare in video Clemente Mimun che accusa apertamente il giornalista “che si vanta di essere fazioso“, ma che deve stare attento perché “le bugie hanno le gambe corte“. La bugia a cui il direttore del Tg5 si riferisce è, appunto, la mancata copertura dell’audizione di Grillo nel suo telegiornale.
Continua a leggere: Mimun accusa Santoro: "Le sue sono bugie dalle gambe corte"
Elezioni Europee ed Amministrative del 2009 protagoniste dell’informazione in queste ore, non solo sul nostro PolisBlog, ma ovviamente un po’ di tutti i palinsesti televisivi. Tg scatenati per fornire in diretta risultati con il contorno degli estenuanti commenti dei politici ospiti in studio. Non fa naturalmente eccezione il Tg5 che in collegamento dal Viminale schiera Gioacchino Bonsignore. Lo storico autore della rubrica Gusto è ritratto in un fuori onda che è comparso su YouTube poche ore fa.
Bonsignore è alle prese con i primi risultati e si domanda se il Pdl, il partito del Premier, è in calo rispetto alle Politiche dello scorso anno. Pur non particolarmente ferrato sui temi politici (si domanda più volte, senza trovare risposta, se la stessa sigla era presente alle Elezioni del 2008) Bonsignore ha il legittimo sospetto che quel 35,3% che si attribuisce al Pdl rappresenti un leggero arretramento, ma non riesce a trovarne conferma fra i suoi collaboratori.
La parte divertente è il suo commento, volto quasi a giustificarsi: “è una curiosità nostra, non penserai mica che lo voglia dire in onda“. Per carità, figurarsi se può essere legittimo riferire del calo percentuale del Pdl. Sarebbe proprio un’imprudenza, come conferma ridacchiando un’ignota collaboratrice: “No, anche perché ci strozzano“. Per i telespettatori si tratta di un fuori onda molto utile a comprendere un clima di paciosa intimidazione che circonda alcune notizie sul principale Tg di Mediaset. Dopo il continua il video tratto da YouTube.
In un vertice di oltre due ore a Palazzo Grazioli si sarebbero decise le caselle piu’ importanti dei telegiornali Rai, stando a quanto si apprende da un’agenzia Asca. Al Tg1, andrebbe Clemente Mimun - con l’ex Gianni Riotta adesso alla direzione de IlSole24Ore in sostituzione di Ferruccio De Bortoli, a sua volta al Corriere della Sera - e al Tg2 Mario Orfeo. Alla riunione hanno partecipato oltre al premier Silvio Berlusconi e ai sottosegretari alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e Paolo Bonaiuti, insieme ai capigruppo e ai vicecapi gruppo del Pdl di Camera e Senato, erano pesenti anche il sottosegretario alle Comunicazioni, Paolo Romani, il vicepresidente alla Commissione Europea, Antonio Tajani, il coordinatore del Pdl, Denis Verdini, e Aldo Brancher, sottosegretario alle riforme. Gianni Riotta è andato a dirigere “Il Sole24Ore”, per sostituire Ferruccio De Bortoli, che è stato messo sotto contratto dal Corriere della Sera
Fanno specie, a riproporle oggi, le parole del neo direttore del Tg1 Clemente Mimun rilasciate meno di un mese fa a proposito di una sua candidatura:
“Io direttore di una rete Rai? Ora faccio, e molto volentieri, il Tg5. Sono lontano dalla pensione e credo che, come ha dimostrato la storia della tv, un bravo giornalista possa fare anche una buona rete. Ma sto benissimo a Mediaset dove si lavora guardando a prodotto e risultati. Per uno come me e’ l’ideale”