Nella retorica generale populista all’acqua di mimose che sta imperversando il day after il trionfo agli Oscar di Kathryn Bigelow - con tutta la manfrina della donna e dell’otto marzo - riportiamo soprattutto un dato che farà felice gli appassionati di cinema e di televisione: Sky, infatti, dopo aver assicurato ai propri abbonati la messa in onda di Lost e Flash Forward sottotitolati in lingua originale a tempo di record, domani sera, martedì 9 marzo, su SkyCinema 1 e 1 HD (e in replica a marzo e aprile su SkyCinema Max), dopo averlo tramesso durante la scorsa stagione cinematografica, riproporrà il film in questione, The Hurt Locker, autentico dominatore della notte degli Academy Awards con sei statuette vinte. Tanto per ricordarci che la regista Bigelow è un’ottima regista in quanto tale, e non solo perché donna. Per tutto quanto il resto, naturalmente, relativo agli Oscar e ai film premiati, potete rifarvi ai puntualissimi colleghi di Cineblog.

Mentre si è da poco placata al cinema la mania per il fratello minore “New Moon”, ieri sul primo canale dedicato al cinema di Sky ha fatto il suo sbarco “Twilight”: il primo film tratto dai romanzi di Stephenie Meyer, nuova miniera d’oro per incassi e merchandising. Le avventure di Edward e Bella son così arrivate al pubblico televisivo, in una serata ricca di concorrenza sulle reti Mediaset e Rai impegnate con un’altra puntata del “Grande Fratello 10″ e con uno degli ultimi classici sfornati dalla Disney “Come D’Incanto”.
Quindi oggi abbandoniamo per un momento le curve dei soliti canali per tuffarci in quelle di alcune reti satellitari appartenenti al pacchetto di Sky, vediamo dunque il minuto per minuto di Disney Channel, Fox Crime HD, Sky Cinema 1 HD, Sky Cinema Max HD, Sky sport1 e Sky Tg24. Nella fascia storica che riguarda i telegiornali delle ore 20 vediamo prevalere, fra le reti prese in considerazione, Sky sport1 che con la sua curva gialla riesce a toccare i 200.000 telespettatori, seguita dalla curva blu del Disney Channel attorno ad 80.000 telespettatori. Passando poi al prime time c’è l’impennata assoluta della curva arancione di Sky Cinema 1 HD che con la prima visione del film “Twilight” raggiunge e supera i 400.000 telespettatori.
Infatti vediamo la curva arancione partire dai 50.000 telespettatori poco prima dei titoli di testa del film per poi navigare fra i 300.000 ed i 400.000 telespettatori, risultando di gran lunga il programma più visto delle reti satellitare, ovviamente fra quelle che abbiamo deciso di prendere in considerazione. Al secondo posto si piazza la curva rossa di Fox Crime HD che risulta essere,come sempre, uno dei canali fra l’offerta Sky più seguiti. Questa curva naviga infatti per tutto il prime time fra i 100 ed i 150.000 telespettatori. In seconda serata tutti e 7 i canali navigano bassi nella prima corsia fino ai 50.000 telespettatori.

Nonostante la corsa del Grande Fratello 10 verso la finale sia ancora lunga, la sesta puntata di ieri risultava fondamentale per il futuro del programma. L’assenza di un rivale tosto come “Un Medico In Famiglia“, ripetutamente vincitore delle scorse settimane, portava al reality di Canale5 una nuova possibilità di ripresa. La concorrenza infatti de “Le Vite degli Altri“, splendida pellicola di grande qualità ma non propriamente adatta a fare da concorrenza ad un prodotto “pop” come il GF e la scaletta farcita dalla tanto discussa rissa con l’eliminazione di Gabriele Belli hanno portato il Grande Fratello di nuovo ad importanti numeri, che ora dalla settimana prossima dovrà duramente cercare di mantenere.
Vediamo con i nostri grafici questo confronto piuttosto impietoso, partendo dalle curve dei valori assoluti minuto per minuto. Dopo una battaglia tutto sommato appassionante nel territorio dell’access time fra “Striscia la notizia” ed “Affari tuoi” fra i 6 e gli 8 milioni di telespettatori, all’avvio dei programmi di prime time riuslta davveo evidente come la curva arancione del “GF10” prenda decisamente il largo su territori attorno agli 8 milioni di telespettatori in prime time fin verso la chiusura attorno ai 4. La curva blu di RaiUno, dopo la partenza del film in prima TV attorno ai 5 milioni abbondanti, conosce una lenta ed inesorabile discesa fino a stabilizzrsi dopo le ore 22 attorni ai 3,5 milioni di telespettatori.
Le altre curve viaggiano tutte nella corsia fra i 2 e i 3 milioni abbondanti di telespettatori. Nel grafico relativo allo share totale individui vediamo la curva arancione di Canale5 costantemente per tutta la serata vicino alla linea del 30% di share, per poi decollare in seconda serata fin verso il 40%. La curva blu di RaiUno, dopo un access attorno al 28% naviga vicino alla linea del 15%, con un guizzo fin verso al 24% nel finale del film e durante un nero pubblicitario su Canale5. Seconda serata vincente per la curva azzurra di Italia1 che fa il picco del 21% di share durante cinema uno.

Cos’è Casa Coop? Un esperimento? Una sit comedy? Una fiction? Un reality show? Un cortometraggio? Tutto e niente: di certo c’è che esordisce oggi questa nuova proposta del social network del gruppo Coop, un connubio frizzante tra potenziale televisivo e Internet con attori veri e professionisti, telecamere e le stimmate dell’autentico tormentone catodico. Dal sito www.casacoop.net si può interagire attraverso tre aree tematiche fondamentali: la storia della pubblicità Coop dagli anni Settanta a oggi, la campagna ambientalista Risparmia le energie, i progetti di solidarietà internazionale. Gli iscritti e i navigatori possono scegliere se seguire la trama della sit com vera e propria (sei puntate di sei minuti ciascuna trasmesse con cadenza settimanale), dialogare tra loro e interagire. Unitamente a ciò, è possibile rivedere i vecchi e storici spot televisivi di di Ugo Gregoretti, del Tenente Colombo, di Woody Allen accompagnati dagli interventi del professore di sociologia dei processi culturali e comunicativi dell’Università di Bologna Roberto Grandi, al fine (anche) di ottenere consigli ambientalmente corretti sul risparmio energetico.
La fiction, Casa Coop appunto, è visualizzabile esclusivamente sul Web ed è stata affidata a volti noti della televisione e del cinema. Tratta della vita di tre famiglie e quattro ragazzi: tutti interpretano ruoli realmente esistenti all’interno della grande distribuzione Coop, per esempio il capo negozio, il responsabile della sezione soci, la socia ambientalmente corretta, eccetera. Tutto è girato in un condominio in zona Prati, a Roma, e in un supermercato: tra gli attori Andrea Tidona (I cento passi e La meglio gioventù), Sergio Sgrilli (il comico con la chitarra di Zelig). La regia è di Francesco Falaschi (Emma sono io e il mediocre Last minute Marocco con Valerio Mastandrea). Un esperimento interessante che coniuga i linguaggi televisivi a cui siamo ben abituati con quelli colpevolmente più distanti del risparmio energetico e del rispetto per l’ambiente.
Il blog di Cinema.it riparte alla grande con una serie di post dedicata a classifiche che colleghino i lungometraggi ad altri settori dell’intrattenimento, Ora è online una classifica di film nati dai successi delle serie animate televisive.
A capo della lista campeggia I Simpson - Il film ma ce ne sono altri anche made in Japan che hanno segnato l’animazione in campo internazionale. A cominciare da Il Castello di Cagliostro con un meraviglioso Lupin III o al più recente Cowboy Bebop: The movie con Spike Spiegel, il noto cacciatore di taglie. E ancora il lungometraggio molto amato dalle ragazzine dedicato alle Winx, le fatine televisive.
Cliccate sui titoli dei lungometraggi ed esplorate l’archivio ricchissimo di schede di film, di star e scorrete le gallerie fotografiche di Cinema.it. E poi, se vi stuzzica l’argomento, dite la vostra anche nella Community di Tvblog visitando il gruppo Le serie animate. Basta autenticarsi su Facebook.

I fan dei ’succhiasangue’ sono in fibrillazione. Il prossimo 18 novembre esce nelle sale cinematografiche l’atteso sequel di Twilight, film campione d’incassi nel 2008, dal titolo New Moon. L’attesa, di rivedere il vampiro Edward e l’affascinante Bella perdutamente innamorata del vampiro protagonista, è molta. Per questa occasione il canale satellitare GXT trasmette in esclusiva tre minuti inediti del film in anteprima assoluta il 17 novembre alle 20.50, il giorno prima dell’uscita nelle sale cinematografiche. Saranno attimi di suspense e azione, in cui ai vampiri del primo capitolo si aggiungono i licantropi della tribù dei Quileute, nuovi mostruosi protagonisti.
Inoltre anche GXT diventa il canale tv ufficiale di New Moon. Contributi esclusivi in onda per due mesi, spazi di programmazione dedicati al film, rubriche per conoscere da vicino i protagonisti, e il concorso a premi che vi dà la possibilità di vincere l’anteprima vip di New Moon. Fino al 1 novembre infatti, potete giocare su GXT per partecipare da ospite d’onore alla proiezione ad inviti che avrà luogo il 17 novembre a Roma alle 21.00 al Warner Village Moderno. Se andate sul sito di GXT potete guardare il promo sul minisito che lancia la domanda a risposta multipla relativa al sequel. Se rispondete correttamente partecipate all’estrazione per aggiudicarvi 2 biglietti per la serata di gala dove potrete arrivare a bordo della Volvo di Edward.
Avrete modo di godere fino a dicembre, a rotazione su GXT, anche dei trailer e degli spot ufficiali del film, delle schede animate sui protagonisti, insieme alle pillole con i saluti degli attori, e lo stesso Edward (per voce del suo doppiatore Stefano Crescentini) che vi invita a partecipare al concorso e a sintonizzarvi su GXT per l’anteprima inedita. Provate a collegarvi al sito del canale…e in bocca al lupo!
Le formiche hanno avuto sempre una gran fortuna soprattutto al cinema, basti pensare ai film Z la Formica del 1998, a A Bug’s Life - Megaminimondo della Pixar, o al più recente Aunt Bully - Una vita da formica del 2006. Forse perchè sono insetti simpatici e laboriosi che stimolano la fantasia dei più piccoli.
Ora arriva una protagonista anche in tv. Si tratta di Anthony, formidabile formica, una serie prodotta nel 1999 da YTV e HIT Entertainment. Forse la ricordate quando la mandarono su Italia 1 con la sigla cantata da Cristina D’Avena. La serie composta da 13 episodi arriva su Jim Jam, il canale dedicato ai piccoli in età prescolare, ogni giorno alle 06.15, 11.25, 15.45, 18.40 e 21.45. Il protagonista è, questa volta, un tipetto coraggioso e amante dell’avventura. Con quel suo volto furbetto, il cappello da scugnizzo e lo zaino in spalla è sempre pieno di risorse e non si lascia mai abbattere dai problemi che gli si presentano.
Anthony vive con la sua famiglia nella città sotterranea di Antville assieme ad un gruppo di suoi simili. La città sembra tranquilla ma spesso assieme ai suoi amici deve organizzarsi per difenderla dai furbi e malintenzionati. Antville è un luogo ben oliato dal punto di vista organizzativo ma nasconde i suoi pericoli. Ci sono le talpe, i lombrichi ed altri problemi ‘giganti’ di cui occuparsi come gli esseri umani che vivono nella città di sopra. Più che gli uomini il vero pericolo sono quei piedi giganti che avanzano non curandosi degli esserini sottostanti occupati in mille faccende. I piccoli telespettatori possono unirsi ad Anthony e al suo gruppo di amici nelle avventure per la città di Antville. Ci sarà da divertirsi.
Continua a leggere: Anthony, formidabile formica in onda su Jim Jam ad ottobre
Domani sera, alle 21.05 su RaiDue, una nuova avventura dell’Ispettore Coliandro, forse la fiction in questo momento qualitativamente e drammaturgicamente più rilevante del panorama italiano. Il motivo - o uno dei motivi, Marco Materazzi a parte - è da ricercare sicuramente nella buona regia dei fratelli Manetti e nella scrittura dello story editor Carlo Lucarelli, apprezzatissimo “giallista” e curatore della trasmissione cult “Blu Notte”, anche questa di casa Rai, e certamente tra le più interessanti degli ultimi anni nel panorama dell’approfondimento di fatti d’inchiesta.
E’ proprio Lucarelli a raccontare i segreti dietro L’Ispettore Coliandro. Le sue parole sono state riportate dal magazine MyMovies e rivelano il grande lavoro di ricerca e scrittura alla base di un prodotto di successo:
“L’idea nasce letterariamente per un racconto, una serie di romanzi, e dalla volontà di raccontare la mia città che è Bologna, soprattutto da un punto di vista metropolitano, di un noir metropolitano e, quindi, sono andato a cercare un personaggio di poliziotto che, però, fin dall’inizio ha avuto questa connotazione molto scorretta, molto strana, negativa, ma molto ironica. Ecco che è venuto fuori Coliandro per raccontare una sorta di metropoli che non esiste, come la Bologna di Coliandro, che ha delle connotazioni molto noir. E’ uno di quei personaggi che serve a raccontare la società in trasformazione di oggi; è un personaggio che vive per la strada, che vive anche tutti i pregiudizi che ci sono verso la contemporaneità ed è in grado di far vedere dove i luoghi comuni siano tali oppure dove corrispondano alla realtà. È un personaggio molto vivo, che si fa passare addosso tutto quello che succede e quindi può servire a raccontare molte cose”.
Quanti tra voi stavano aspettando il ritorno dello psicoterapeuta Paul, protagonista de “In treatment”, una delle più brillanti serie tv degli ultimi anni, smetteranno di soffrire in data 11 ottobre, quando comincerà su Cult (canale 319 di Sky) la seconda stagione inedita. Gli attori protagonisti, Gabriel Byrne e Dianne West, sono già stati insigniti di un Golden Globe e di un Emmy per le rispettive interpretazioni. La data di partenza ufficiale è prevista per domenica 11 ottobre alle ore 21.
L’evento ci dà il “la” per parlare di Cult, un canale che è cresciuto enormemente negli ultimi anni di programmazione, tanto da “meritare” il transito da canali ordinari a quelli “Cinema”, per il dispiacere e la rabbia degli abbonati Sky che si sono visti scivolare via una programmazione - fatta di cinema d’autore, documentari e serie tv - a cui si erano affezionati. Giusto in questi giorni è partita la nuova campagna promozionale che anticipa le tematiche dell’imminente stagione televisiva. Tra le novità annunciate, la prima edizione del CSF - Cult Summer Festival 09, con una selezione pregiata di film internazionali che proporrà in televisione numerose pellicole trionfatrici nei festival e che scarso spazio hanno trovato nella distribuzione consueta, almeno per quanto riguarda l’Italia. Da tenere d’occhio Cult, che insieme a Current è forse il canale più interessante dell’intero pacchetto Sky, ormai fin troppo incentrato sulla grande tecnologia dell’alta definizione, sui pop corn movie e su Fiorello.
Terzo capitolo, anche questo inevitabile, della saga “Videocracy”. Il documentario sulla Tv, prima ghettizzato dalla mostra del Cinema di Venezia, poi censurato dalla stessa televisione, stasera approda su Current Tv. Scontato, per l’appunto: ovviamente stiamo parlando del trailer e non del film intero. Quello, firmato dal poliedrico Erik Gandini, andrà in scena proprio a Venezia, sebbene facendo il suo ingresso da una porta laterale (sezione “Settimana della Critica”), il 3 settembre, per poi scivolare nelle sale italiane (si spera) a partire dal giorno dopo. Intanto, a partire da questa sera, sul canale 130 di Sky, potremo gustare qualche spezzone di presentazione. Non è la prima volta che un lavoro di Gandini fa la sua comparsa sul canale fondato da Al Gore: il 4 maggio scorso, nell’ambito di “Current Doc”, appuntamento fisso del lunedì, era andato in onda il suo “Gitmo”, inchiesta su Guantanamo.
L’informazione indipendente è di casa su Current. O almeno ci prova. Oltre “Citizen Berlusconi” e l’attesissimo “La Minaccia”, documentario su Chavez, di cui pure abbiamo parlato in tempi non sospetti su TvBlog, siamo convinti che anche “Videocracy” vedrà la luce quanto prima su questo canale.
Ieri era nell’aria, ma avevo deciso di non scriverlo per evitare strumentalizzazioni aprioristiche. Oggi il caso di “Videocracy” è definitivamente scoppiato su tutti i giornali: il documentario di Erik Gandini sulla televisione sarà “censurato” dalla televisione. E’ incredibile come un’eventualità tanto assurda possa, invece, essere del tutto pronosticabile, in questo meraviglioso Paese ridotto a una larva da una successione di classi politiche moralmente, intellettualmente e umanamente indegne.
La Rai è diventata isterica anche solo a sentir parlare del trailer. Figuriamoci il resto. Idem per Mediaset: entrambe hanno rispedito al mittente le promozioni del lavoro di Gandini. A differenza di quanto detto dal direttore della mostra del cinema di Venezia, Marco Muller, stavolta la motivazione è completamente di stampo politico. Spiega Domenico Procacci, distributore del film:
“Come sempre abbiamo mandato i trailer all’AnicaAgis che gestisce gli spazi che la Rai dedica alla promozione del cinema. La risposta è stata che la Rai non avrebbe mai trasmesso i nostri spot perché secondo loro, parrà surreale, si tratta di un messaggio politico, non di un film”.
Idem in casa del Biscione:
“Ci hanno detto che secondo loro film e trailer sono un attacco al sistema tv commerciale, quindi non ritenevano opportuno mandarlo in onda proprio sulle reti Mediaset“.
La Rai, questa la motivazione ufficiale, non può prescindere dal pluralismo (una parola aberrante che fa il paio solo con un’altra: “par condicio”). Nel film, secondo Viale Mazzini, esiste una critica diretta ad una precisa parte politica e, per questo, si rende necessario un contraddittorio, diciamo così, nello specifico un film di “messaggio” opposto. “Attraverso il collegamento tra la titolarità del capo del governo rispetto alla principale società radiotelevisiva privata - si legge nel comunicato ufficiale della Rai - si potrebbe pensare che attraverso la tv il governo potrebbe orientare subliminalmente le convinzioni dei cittadini influenzandole a proprio favore ed assicurandosene il consenso”.
Qualche lettore ci ha domandato, non a torto, per la verità, dove, alla fine della fiera, fosse possibile continuare a guardare i canali RaiSat, starnutiti via da Sky per le note vicende finanziario-politiche. Come già detto in tutte le salse, alcune tra le risorse più interessanti del pacchetto di Viale Mazzini sono al momento consultabili solo in Sardegna, l’unica regione “All digital” della Penisola, e tramite la nuova piattaforma satellitare “TivuSat”, frutto dell’intesa Rai-Mediaset, tuttavia ancora non disponibile nella grande distribuzione.
Per ovviare a tale carestia, la tv di Stato, obbligata anche da un preciso Contratto di Servizio, ha reso disponibili, e gratuitamente, i vari RaiSat Extra, RaiSat Premium, RaiSat Yo-Yo, RaiSat Cinema, RaiNews24, RaiSportPiù, RaiStoria, Rai Edu 1, Rai4 e RaiGulp, sul proprio (meraviglioso) sito Internet Rai.tv, di cui abbiamo già parlato, con tutti gli entusiasmi del caso, in tempi assolutamente non sospetti.
Ho personalmente provato la funzionalità dei vari canali e la resa è perfetta. In circa mezz’ora di visualizzazione non c’è stata mai un’interruzione dovuta al calo dello streaming; la qualità video è ottima, anche a schermo intero, così come quella audio. In attesa di una chiarezza auspicabile e un trattamento migliore per tutti i pagatori regolari di canone, assistiamo, finalmente, a un piccolo passo avanti della Rai nei nostri confronti.
Pippo Baudo, dai dimenticatoi della Rai - come da lui stesso recentemente accusato - a un’intervista “caliente” concessa a Libero. Il presentatore dei presentatori sparla (diplomaticamente, per carità) del satellite e dei reality show, imbastendo una specie di crociera morale che stentiamo a capire dove possa portarlo. Il re di Sanremo ha proprio per la kermesse canora più importante d’Italia delle parole che vale la pena di riportare, in particolare dopo le rivelazioni sulla prossima conduzione 2010:
“La Clerici conosce alla perfezione il palco dell’Ariston, il tempo stringe ma farà bene. Tutto passa nella vita, ma se hanno bisogno di un direttore artistico che aiuti Antonella ad allestire il Festival, non potrei che rispondere presente: non per vanità, ma per amore verso la Rai. Verso la quale sono nei secoli, anzi nei siculi, fedele”.
Già una notizia. Don Pippo non ci sarà, ma caso mai ce ne fosse bisogno eccolo là che accorrerebbe. Gli manca, a Baudo, il Festival, non lo riesce a nascondere, soprattutto, crediamo, per un minimo spirito di rivalsa che certamente gli rugge nel petto, dopo le sue ultime deludenti conduzioni e quella a dir poco fantasmagorica di Paolo Bonolis. Il conduttore, tuttavia, rimpiange i tempi passati:
“Confesso: nei miei affetti c’è soprattutto Settevoci, il primo talent-show della storia della Rai. A metà degli anni ’60 lanciai personaggi come Al Bano, Orietta Berti, Massimo Ranieri. È questo il programma al quale sono più legato. Rispetto agli attuali Amici o X Factor c’è una distinzione: all’epoca i giovani concorrenti arrivavano preparatissimi in trasmissione ed esprimevano una personalità canora di livello. Avevano timbriche e voci uniche. Oggi, ad Amici o a X-Factor, si crea una fiera dell’illusione che, spesso, rischia di trasformarsi in fiera della delusione. Si inventano artisti professionalmente deboli”.
Un commento su Fiorello e sull’avventura digitale in generale:
“Voglio bene a Rosario ma penso abbia fatto molto male ad accettare la proposta di Sky. Questo show di 30 minuti, sotto un tendone, con un pianista e un palco disadorno, non gli rende onore. Lui è il più grande, ma paga l’errore della tv a pagamento, cioè quello di aver voluto sfidare la Rai sul versante generalista, del grande varietà. Sky non ha la cultura per questo, ha i soldi ma non le idee. Infatti gli ascolti non hanno dato ragione a Fiorello”.
Ci sono i tacchi a spillo, ci sono le labbra rosse e gonfie, c’è la spudoratezza, c’è l’eros, c’è il dramma, ci sono le lacrime, ci sono i baci saffici: se il buongiorno si vede dal mattino, il rosso fuoco che si percepisce dal trailer di “Moana”, la fiction prodotta da Sky e prevista su SkyCinema1 in autunno, non lascia scampo ai moralisti. Le due puntate dirette da Alfredo Peyretti saranno evidentemente da bollino rosso, sebbene lo spazio alla trama e all’impegno recitativo delle due protagoniste, Violante Placido e Giorgia Wurth, non sarà da meno, come la stessa interprete di Ilona Staller ha rivelato agli amici di CineBlog.
“Moana” racconterà la vita della più nota e controversa pornodiva italiana, scomparsa prematuramente all’Hotel de Dieu di Lione il 15 settembre del 1994 all’età di 33 anni per un tumore al fegato: la fiction ha conosciuto un cammino creativo a dir poco difficoltoso con “l’epurazione” del regista Cristiano Bortone a pochi giorni dall’inizio delle riprese per motivi non ancora chiariti, sebbene sia chiaro che la produzione pretendesse una patina ben più “hot” di quella che stava srotolandosi sul copione: da qui la decisione di cambiare e affidare il tutto ad Alfredo Peyretti. Qualche ulteriore spunto polemico è arrivato quando lo stesso regista ha parlato di fiction “arrapante”, scatenando le ire di Violante Placido (Moana). Vale la pena ricordare, infine, l’interpretazione (brillante, a dir poco, già dal trailer) di Fausto Paravidino (Riccardo Schicchi), già “Ranocchia” in “Romanzo Criminale” e autentico talento attoriale e autoriale del nostro teatro. Dopo il salto, naturalmente, il trailer di “Moana”.
Curiosa coniugazione di televisione italiana e cinema hollywoodiano. La “nostra” Simona Ventura, orfana (o vedova?) di X Factor, è stata interpellata dalla brillante regista Sofia Coppola per un’apparizione nel suo prossimo film. L’artista - figlia del celeberrimo Francis Ford - già nei giorni scorsi aveva buttato un occhio all’Italia, ingaggiando Laura Chiatti per il suo nuovo lavoro intitolato “Somewhere”.
La conduttrice di “Quelli che il calcio”, che la dovrebbe seguire a ruota, ha già avuto, in passato, la possibilità di farsi vedere sul grande schermo - ne “La fidanzata di papà”, con Massimo Boldi per esempio -, per la Coppola dovrebbe, invece, interpretare se stessa in un piccolo cameo. Nel cast, stelle di primo livello come Benicio Del Toro e Stephen Dorff: oltre a Simona Ventura la pellicola vedrà la partecipazione di un’altra star della televisione, questa volta americana, Chris Pontius.