Ebbene sì, Paolo Limiti torna in tv su RaiDue e personalmente trovo sia un bel rientro. La notizia viene data da Sorrisi che lo intervista a proposito di questa nuova avventura televisiva che partirà il prossimo gennaio. Inizia così a profilarsi quella che sarà la nuova annata di RaiDue che al pomeriggio avrà appunto Paolo Limiti, al posto di quello che fu il flop di Scalo76 con un incerto Alessandro Rostagno e una abbandonata Lucilla Agosti che meriterebbe molto di più, mentre al sabato e alla domenica sembra confermata Raffaella Carrà.
Scegliere Paolo Limiti non vuol dire andare sul sicuro negli ascolti: attenzione, sono passati 8 anni dall’ultima puntata trasmessa di Ci vediamo in tv (o meglio Ci vediamo su RaiUno) e non è detto che la formula continui a funzionare. I gusti, le attese, le idee, di quello che era il pubblico affezionato della trasmissione, sono cambiate in questo lungo lasso di tempo. Dunque molto dipenderà dalla voglia di Paolo Limiti di raccogliere la sfida e di rimettersi in gioco.
Di sicuro c’è che Limiti è la wikipedia vivente di quella che è la storia della musica italiana, di una certa musica italiana, anche popolare, semplice, che per milioni di persone ha rappresentato la colonna sonora della loro vita. E certe puntate, delle scorse edizioni di Ci vediamo in tv, erano lezioni di storiografia in musica piuttosto che puro intrattenimento televisivo. Non solo: la cultura di Limiti rispetto al gossip e alle vite dei vip, a aneddoti e curiosità è a dir poco biblica. Ricordo che Ci vediamo in tv nacque proprio per il pomeriggio di Raidue e fu trasmesso per sei edizioni; in seguito passò sulla rete ammiraglia con il titolo Ci vediamo su RaiUno e ci rimase per due anni.
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Alda D’Eusanio, ieri sera, è entrata provocatoriamente in kimono in uno studio identico a quello di Ricomincio Da Qui, e qualcuno si sarà chiesto il perchè. Ricominciare, il nuovo programma di Raidue in onda da ieri 10 luglio per tre mercoledì consecutivi è il tentativo mal riuscito di far camminare un morto. Se l’idea di mostrare la vita di persone diventate celebri per la cronaca e poi dimenticate come meteore del piccolo schermo potrebbe essere a tratti interessante, minore (nulla?) è la resa finale.
Le somiglianze e le ispirazioni sono troppe: la struttura del programma alla “C’è posta per te“, gli effetti sonori di “Matrix“, l’ingresso in studio de “Il brutto anatroccolo“, le parentesi di varietà d’archivio di “Ci vediamo in tv” per alleggerire in modo insensato i toni più drammatici del programma. Per i primi 20/30 minuti il ritmo è interessante, quasi sorprendente, perché i documenti video di presentazione sono brevi, le storie vengono approfondite in modo snello e si rimane su un piano quasi giornalistico interessante. Passato il primo entusiasmo, la noia invade.
Il sapore di un numero zero arrabattato, quel suo fare da assistente sociale snervata, un certo ammiccamento ripetuto al mondo erotico (e la ex porno attrice, la sexy icona Minnie Minoprio e Lorena Bobbit con l’ex marito prima evirato e poi porno attore) sono solo alcuni esempi di una trasmissione che è evidentemente “buttata lì”, risultando, nonostante la collocazione in prima serata, molto meno interessante e coinvolgente di “Ricomincio da qui“.
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