E’ ancora presto per parlare nei dettagli di Telefilm Festival 2009, che si dovrebbe tenere la seconda settimana di maggio sempre a Milano, ma il suo direttore artistico Leopoldo Damerini sta già lavorando alla prossima edizione, che vedrà protagonisti ancora una volta le serie più amate dai telespettatori e le novità della stagione.
Ad annunciarlo è stato proprio lui in un’intervista fatta da Alphabet City (di cui ha anche parlato Blogapuntate) durante il Festival of Festivals di Bologna, nella quale parla di come sia diverso il pubblico telefilmico rispetto a quello di altri generi televisivi, e soprattutto svela qualche anticipazione sulla prossima edizione del Festival, che fin dalle origini -con la prossima siamo a 7 edizioni- ha creduto in un genere ingiustamente sottovalutato nel passato:
“Il nostro festival è nato come qualcosa che voleva porre l’accento su qualcosa che veniva erroneamente considerato di serie B, ma oggi la programmazione televisiva italiana riguarda per il 22% i telefilm, quindi possiamo dire di non essere più una nicchia. [Il pubblico dei telefilm] va prevalentemente dai 15 ai 50 anni, è un pubblico frizzante, giovane, dinamico, che si muove e va su internet, protesta se una puntata viene tolta se un doppiaggio è sbagliato, se la filologia di un episodio non è in linea con il resto della serie”.
Immagino non ci sia internettiano che non abbia letto almeno una volta qualche “perla” su Chuck Norris, i cosiddetti “facts”, notizie totalmente inventate e inverosimili, ma quasi sempre divertenti, che riguardano l’attore e soprattutto le sue abilità nelle arti marziali. Le origini dei facts non sono certe, ma chi ha dato il là alla cosa, ha il merito di aver creato uno dei più grossi tam-tam della rete di sempre.
La diffusione dei facts è stata così grande e veloce, da convincere numerosi case editrici a pubblicare delle raccolte contenenti i migliori. L’ultimo in ordine di tempo è stato pubblicato il mese scorso dalla Penguin con il titolo di La verità su Chuck Norris: 400 fatti sul più grande essere umano del mondo. Già in passato Norris aveva contestato alcuni facts (soprattutto quelli a sfondo religioso) e in quest’occasione è addirittura arrivato a querelare la casa editrice:
Alcuni dei ‘fatti’ nel libro sono razzisti, volgari e ritraggono Mr. Norris come impegnato in attività illegali