Habemus Spartacus. Dopo mesi di ricerche, provini e colpi di scena, ecco arrivare il nome dell’attore che interpreterà il protagonista della seconda stagione di “Spartacus: Blood and Sand”: Liam McIntyre. Australiano come Andy Whitfield (che ha dovuto lasciare il set della serie per via del cancro), 28 anni, McIntyre ha partecipato a qualche serie televisiva, come “The Pacific”, ma è ancora poco noto al pubblico.
La decisione di prendere lui come nuovo interprete della serie di Starz è arrivata dopo un casting sofferto da parte del network, che ha faticato a trovare un sostituto di Withfield, tanto da allungare i tempi di produzione della seconda stagione e dare spazio ad un prequel, “Spartacus: Gods of the Arena”, che andrà in onda da venerdì prossimo.
McIntyre era candidato insieme a Stephen Amell ed Aiden Turner, ma negli scorsi giorni era arrivata anche una proposta da Dominic Purcell, che ha cercato di accaparrarsi il ruolo del protagonista all’ultimo minuto, non riuscendoci. Per McIntyre, ora, tocca il compito di prendere il posto con onore di Whitfield, in poco tempo entrato nei cuori dei fan della serie.
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Gli anni ‘60, un hotel, i gangster ed il lusso: questi sono gli ingredienti di “Magic City”, nuova serie di cui Starz ha annunciato la messa in onda di dieci episodi per il 2012 (le riprese inizieranno il prossimo anno). A scrivere lo show c’è Mitch Glazer (”S.o.s fantasmi”), che si occuperà in particolare di otto episodi.
La serie, come ha detto un commentatore della stampa americana, potrebbe sembrare “Mad Men” che incontra “Boardwalk Empire”: protagonista sarebbe, nel periodo storico delicato ed importante degli anni ‘60, un prestigioso hotel di Miami, il Miramar. Qui si vedono star, si passano vacanze da sogno ma il proprietario, Ike Evans, deve anche vedersela con le gang, una famiglia sopra le righe ed una città che di notte si trasforma.
Le spiagge di Miami, infatti, accolgono col calare del sole personaggi di ogni tipo e, per un hotel che si trova proprio in zona, non è facile saperli gestire. A questo si aggiunga che sono gli anni in cui Fidel Castro sale al potere a Cuba, proprio 200 miglia più a sud. Molte le storie da raccontare, che verranno tratte, pare, dall’esperienza dell’autore stesso.
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Sembrava che Andy Whitfield, protagonista di “Spartacus: Blood and Sand”, si fosse ripreso dalle cure contro il linfoma non-Hodgkin a cui si era sottoposto nei mesi scorsi, e che potesse tornare sul set a breve per girare la seconda stagione dello show. Invece, ieri Starz e l’attore stesso hanno comunicato che il cancro è tornato, e che Withfield dovrà sottoporsi a cure maggiori, motivo per cui non sarà presente nella seconda stagione del telefilm.
Andy Withfield era pronto a vestire di nuovo i panni dello schiavo Spartacus, tant’è che, dopo il via libera dei medici in primavera, aveva partecipato al panel dedicato alla serie al Comic-Con. Purtroppo, così non sarà: per lui è necessario un trattamento più intenso, che gli impedirà di lavorare nei prossimi mesi.
“E’ con un profondo senso di delusione che devo farmi da parte in questo eccezionale progetto e da tutte le incredibili persone coinvolte”, ha detto l’attore, che ha aggiunto che “sembra sia il momento per me e per la mia famiglia di intraprendere un altro straordinario viaggio. Grazie sinceramente per il supporto“.
Il presidente di Starz, Chris Albrecht, ha le idee chiare: insidiare il dominio delle due reti via cavo per eccellenza, Hbo e Showtime, per quanto riguarda successo e qualità. E così, dopo aver lanciato “Spartacus: Blood and Sand”, aver annunciato serie come “Camelot” ed aver acquistato i diritti di “Torchwood”, ecco arrivare prossimamente sulla rete il remake di una serie australiana, “Underbelly”.
La serie, in onda su Nine Network (da noi è stata trasmessa da Fx e Rai4), ha battuto ogni record per un programma non sportivo in patria, aggiudicandosi buone critiche e grande popolarità. Merito della crudezza dello show ma anche della vicinanza della storia con gli eventi realmente accaduti in tre città australiane.
“Underbelly” è stata costruita, infatti, prendendo spunto da tre storie realmente accadute, una diversa dall’altra, ambientate in tre diversi periodi storici: la prima stagione narra della Guerra di mafia di Melbourne, avvenuta tra il 1995 ed il 2004; la seconda (col sottotitolo “A Tale of Two Cities”) ci porta tra le organizzazioni criminali di Griffith negli anni ‘70; la terza (”The Golden Mile”), è ambientata a Sydney -in particolare nella zona di King Cross- negli anni ‘80.
Sembrava tutto perduto per la versione americana di “Torchwood”, la serie britannica che conta fino ad oggi tre stagioni ed un notevole successo in patria, quando la Fox rinunciò a produrre un remake americano dello show. A risollevarne le sorti ci ha però pensato la rete via cavo Starz (la stessa di “Spartacus: Blood and sand”, per intenderci), che ha deciso di realizzare una stagione di 10 episodi del telefilm, che andranno in onda la prossima estate.
Prodotta da Starz, BBC Cymru Wales and BBC Worldwide, che si occuperà anche della distribuzione, lo show sarà trasmesso sia in America che in Gran Bretagna, su Bbc One. La curiosità di questo remake sta nel fatto che alcuni protagonisti della versione originale torneranno a vestire i panni in cui li abbiamo conosciuti.
Ecco che, allora, John Barrowman (foto, visto nella sesta stagione di “Desperate Housewives”) sarà ancora il Capitano Jack Harkness, mentre Eve Myles darà di nuovo volto a Gwen. Starz ha annunciato che a loro si aggiungeranno nuovi personaggi, il cui casting deve ancora essere effettuato.
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E’ stato annunciato ieri, da Starz, il cast della nuova serie “Camelot”, le cui riprese cominceranno questo mese. 10 episodi, in onda il prossimo anno, che avranno tra i protagonisti un volto visto di recente in un’altra serie televisiva, ovvero Joseph Fiennes.
Noto anche come protagonista di “Shakespeare in Love”, Fiennes è stato in questa stagione al centro della discussa “FlashForward”, da poco cancellata dalla Abc ed in cui interpretava l’agente dell’Fbi Mark Benford. In “Camelot” il suo ruolo sarà quello di Merlino, a fianco di Artù, interpretato da Jamie Campbell Bower (visto nel remake de “Il Prigioniero”).
Altro volto noto che sarà presente nella serie è Eva Green, attrice divenuta famosa grazie a “The Dreamers” e “Casino Royale”, vista anche ne “La bussola d’oro”. La Green, al suo primo ruolo televisivo, interpreterà la fata Morgana. A loro si aggiunge Tamsin Egerton nel ruolo di Ginevra.
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E’ un’impresa ardua, che però sicuramente interesserà milioni di persone affascinante dalla leggenda di Re Artù. Starz ha deciso di dare il via alla produzione di “Camelot”, serie in dieci episodi che andrà in onda nella prima metà del 2011.
I nomi dietro questo progetto sono importanti: il premio Oscar per “The departed” Graham King produrrà la serie, insieme ai creatori di “The Tudors” Morgan O’Sullivan e Michael Hirst, mentre a scriverla ci sarà Chris Chibnall (“Torchwood”). Del cast non si sa ancora nulla, ma le riprese sono fissate a partire dal prossimo giugno in Irlanda, dove tra l’altro si gira anche “Games of Thrones” (futura serie di Hbo), oltre alla stessa saga di Enrico VIII.
“La storia di Artù non è storia, è mitologia”, ha detto il presidente di Starz Chris Albrecht (foto), “e Camelot non è un luogo, ma un’idea di speranza che è risuonata in diversi tempi lungo la storia. Sarà una serie tv ad alto intrattenimento ed originale, che si inserirà perfettamente nel nostro palinsesto” (che ha, tra le altre serie, anche “Spartacus: blood and sand”).
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Showtime sta per salutare definitivamente “The Tudors”, la serie storica che tra intrighi, sesso ed un cast accattivante ha rinnovato il modo di raccontare la storia in tv (la cui terza stagione è attesa su Mya dal 3 ottobre). Urge trovare un erede, e quale famiglia potrebbe meglio sostituire i Tudor se non i Borgia?
La proposta, avanzata già tempo fa, arriva da Neil Jordan, che pare essere già d’accordo, per quanto riguarda la produzione, con la Dreamworks e la ImageMovers di Robert Zemeckis. Il pilot è già stato scritto, manca solo l’ok alla sua realizzazione.
La storia prenderebbe spunto dalla famiglia italiana più chiacchierata del Rinascimento, ed in particolare da Rodrigo Borgia, meglio noto come Papa Alessandro VI dal 1492 al 1503 e morto bevendo del vino avvelenato. Non mancherebbero, ovviamente, le vicende dei suoi figli Lucrezia, Giovanni e Cesare (quest’ultimo ispiratore de “Il Principe” di Machiavelli).
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