
La fiction “Il restauratore“, in onda su Rai1 con protagonista Lando Buzzanca, continua a vincere la serata della domenica. Il terzo appuntamento con la prima stagione de “Il restauratore” si è aggiudicata infatti anche ieri la leadership degli ascolti. Una serata che ha visto in onda su Canale5 eccezionalmente in prima serata anche la soap-opera “Centovetrine” con una puntata speciale di due ore mentre su Italia1 è tornato Piero Chiambretti con il nuovo programma “Chiambretti Sunday Show - La muzika sta cambiando” .
Partiamo con l’analisi delle curve dello share minuto per minuto della serata di ieri con la sfida dei Tg delle ore 20 vinta nettamente dalla curva blu del Tg1 che sfonda il muro del 25% di share, mentre la curva arancione del Tg5 si posiziona sulla linea del 20% chiudendo al 22% di share. La curva nera del Tg La7 scorre appena sopra alla soglia del 5%, superata dalla curva verde di Che tempo che fa, curva quest’ultima che poi decolla strada facendo, arrivando alla pari con gli access delle reti ammiraglie, fino a toccare il picco finale del 25% durante l’immancabile monologo di Luciana Littizzetto.
Prime time con la curva blu della fiction di Rai1 con Lando Buzzanca Il Restauratore nettamente al comando che da quasi 10 punti di stacco alla versione serale di Centovetrine rappresentata dalla curva arancione di Canale5, che score a metà strada nella corsia fra il 10 ed il 15% di share. Ancora peggio fa la curva azzurra del nuovo show di Piero Chiambretti su Italia1 che scorre penultima sulla linea del 5% di share, superata dalle linee di Rai3 e di Rai2. Seconda serata con le curve di Canale5 ed i Rai2 che si giocano il primato nei pressi della linea del 15% di share.
L’Italia ha bisogno di Veronica Ciardi. La “bad girl” del Grande Fratello 10 ha fatto breccia: non poteva essere altrimenti in una Repubblica fondata sul falso in bilancio e la gnocca. Negli ultimi giorni la bella signorina, nota alle cronache per le manifestazioni lesbo-chic con Sarah Nile, è definitivamente passata alla storia per il suo passaggio a Ciao Darwin. I video che la ritraggono, assai poco vestita, sfilare davanti agli occhi sbigottiti di Bonolis e Laurenti, sono su Youtube i più visualizzati del dopoguerra. E’ quello che vogliamo, è quello che ci danno. Domanda e offerta. Sono giorni focosi: la “fidanzata” di Veronica, Sarah Nile ha annunciato che potrebbe fare un film con Rocco Siffredi. Lo stesso porndivo, recentemente ospite di Chiambretti Night ha fatto intuire un suo prossimo ritorno sulle scene. Da qui l’aggancio all’ex concorrente del GF e già coniglietta per Playboy.

Nel frattempo, perché c’è un “nel frattempo”, vale la pena ricordare, tornando un attimo a bomba, che Veronica Ciardi è sospettata d’aver avuto una relazione con la pornostar Laura Perego, la signorina che fece irruzione seminuda a Sanremo, nella scorsa edizione condotta da Bonolis. La stessa Perego ha raccontato: “Abbiamo avuto una relazione in piena regola. C’è stato anche del sesso. Ho conosciuto Veronica in discoteca a Riccione e ci siamo subito piaciute. Lei era molto incuriosita da come si faceva un film porno”.
Che ragazze terribili, queste ragazze della televisione. Si vede che nella casa del Grande Fratello diffondo un ormone particolare, in grado di eccitare le masse oltremodo: l’ex gieffina, la ricorderete, Siria De Fazio, anch’ella dichiaratamente bisessuale, ha fatto sapere, perché ce n’era bisogno, che si prenderebbe volentieri cura lei di Veronica Ciardi. Triangoli. Inciuci. Abilissimo merchandising pruriginoso per masse decerebrate: “Ho osservato con parecchia invidia la coppia che si è formata all’interno della casa - ha detto Siria -. Ho un debole per Veronica tant’è che quando ci siamo conosciute durante la trasmissione Ciao Darwin le ho lasciato il mio numero. Solo tra qualche mese , quando i riflettori inizieranno a spegnersi sul GF, potrò sapere se lei e Sarah si amano veramente, se fosse il contrario, ci sono io a coccolare Veronica”.
L’eredità del Grande Fratello.
Ecco cosa ci resta dopo mesi e mesi di dispendiosissima televisione: ci piace?


Dopo il successo della prima parte della stagione, il Chiambretti Night condotto da Piero Chiambretti ritorna su Italia1 da domani, martedì 19 gennaio, a mezzanotte e cerca subito di mettere a segno un grosso scoop ospitando Cori Rist, non una delle amanti del golfista superstar Tiger Woods ma, secondo i bene informati, “L’ amante” per eccellenza. Trentunenne bionda appariscente ma non volgare, sorriso che conquista e sguardo killer dagli occhi azzurri, la Rist si è fatta vedere più volte al fianco del campione americano nei club più esclusivi di Manhattan e ora sarà al Chiambretti Night a raccontare la sua verità. Prima di Cori Rist sarà ospite del terribile Pierino anche Sabrina Ferilli. E prima ancora, su queste pagine, un’intervista ai Gemelli di Italia1.
Una prima parte di stagione contraddistinta da ascolti eccellenti (record storico di oltre il 18% di share) e ottime critiche, da argomenti scottanti e ospiti di attualità alternati ad altri più sui generis, hanno fatto del Chiambretti Night un vero e proprio punto di riferimento della seconda serata televisiva. Molte sono state le puntate di particolare originalità, come il ricordo in anteprima di Fred Buscaglione, la puntata-omaggio alla poetessa Alda Merini - ospite assidua dello show - dopo la sua scomparsa, e quella di saluto a Maurizio Costanzo prima dell’arrivederci a Mediaset.
Ospiti come i registi Terry Gilliam (nelle inedite vesti di ballerino) e Tinto Brass; la reunion televisiva di Asia e Dario Argento, la gaffe di Cristina Del Basso su Rita Levi Montalcini (creduta defunta), il primo passo verso la riappacificazione cinematografica tra Massimo Boldi e Christian De Sica, i calciatori e gli allenatori visti sotto una luce diversa (Carlo Ancelotti, Filippo Inzaghi e Bobo Vieri in primis), lo sdoganamento delle campionesse del tennis e quelle della scherma.



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Una provocazione (provocazione?) curiosa e, a suo modo, interessante arriva dal Secolo d’Italia: ci sono troppi trans in televisione? Il quotidiano diretto dall’Onorevole Flavia Perina (Popolo delle Libertà) sostiene dalle sue colonne che dopo l’esplosione dell’affaire Marrazzo, i palinsesti televisivi si siano riempiti di transessuali, cavalcando in maniera fin troppo eccessiva, plateale e volgare il fenomeno. Noi stessi ne abbiamo parlato, seppure in termini molto diversi, negli ultimi giorni con l’inelegante caso di Porta a Porta e, in queste ultime ore, con la confessione di un Tronista di Maria De Filippi, anche lui alle prese per quattro anni con una relazione sentimentale con un trans. Nella puntata di ieri sera di Chiambretti Night è stato affrontato il medesimo argomento con un trans ospitato in studio. Si legge sul Secolo D’Italia in un articolo firmato da Giancarlo Salemi:
“Ha cominciato Matrix, poi è arrivato Porta a Porta con due serate di seguito, e piano piano anche i pomeriggi televisivi si sono adeguati: non c’è trasmissione che non abbia il suo trans quotidiano. E’ l’ultimo sdoganamento, il nuovo filone da seguire, dopo un’estate di escort e di veline. Ma a chi giova tutto ciò? Francamente non si comprende. Certo, se l’unico parametro sono gli ascolti, allora Vespa fa bene e, invece di due puntate, potrebbe farci un serial, tanto c’è sempre un trans disposto a parlare, a raccontarci chissà quale verità. […] Possiamo dire che non è così? Che dal plastico sul delitto di Cogne a quello sul caso Brenda - oltre alla morbosità di chi guarda - c’è poco o nulla di giornalisticamente interessante? […]
La televisione non può essere uno sfondo, ci impegna, ci assorbe. Proprio per questo bisognerebbe fare attenzione ai messaggi che da lì transitano a chi la guarda. Senza scadere nella retorica in ciò che è servizio pubblico o ciò che è spazzatura, a chi ha la facoltà di utilizzare questo straordinario potere come la televisione, andrebbe chiesta una maggiore attenzione. Perché un giorno è “China”, un altro è “Natali” ma il messaggio che passa è devastante e, forse, un po’ di ritorno alla normalità non farebbe male a nessuno”.
In realtà, secondo il parere di chi scrive, anche l’articolo di Salemi, che nel suo svilupparsi cita brillantemente Marshall McLuhan e la sua teoria dei “media freddi e dei media caldi”, che non abbiamo riportato per lasciare alta l’attenzione esclusivamente sull’argomento principe, anche quest’articolo, si diceva, un peccato di forma lo compie, tende cioè a considerare forzatamente il trans come una figura necessariamente “trash”, anormale. L’invocazione del giornalista a un ritorno “alla normalità” nei palinsesti televisivi è sicuramente condivisibile ma non senza essersi posti prima una domanda: normalità rispetto a quale anormalità? E’ anormale un trans? Può darsi, ma è certamente più accogliente, rincuorante e intelligente un trans rispetto a un tizio, del tutto maschio e del tutto eterosessuale, che in diretta televisiva, dentro una casa, prende una donna, la solleva su un mobile di cucina e tenta, tra il serio e il faceto, di infliggerle violenza. Cos’è anormale in questa televisione? Un individuo dalla sessualità incerta o un altro individuo che proprio in nome della sua certissima sessualità osa adoperare un corpo di donna a mò di giocattolo?
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E’ passata ormai una settimana dall’avvenuto switch off in Piemonte. Il risultato è stato disastroso: praticamente tra Torino e Cuneo la televisione non si vede più (lo ha fatto presente anche un torinese doc, Piero Chiambretti, ieri sera durante la puntata della sua “Night” con Maurizio Costanzo). I quotidiani locali sono gravidi, a dir poco, di segnalazioni di disservizi, nonostante le parole del Ministero delle Comunicazioni. Il passaggio dall’analogico al digitale non è filato liscio quasi in nessuna casa. Queste le spiegazioni che il presidente del Consorzio Dgtvi Andrea Ambrogetti ha rilasciato a La Stampa:
“Tutti i network nazionali hanno convertito senza problemi il segnale analogico in digitale. Le trasmissioni digitali si vedono o non si vedono: non c’è via di mezzo. Se ci sono problemi di ricezione, questi dipendono dagli utenti. Mi spiego: non voglio dire che è colpa dei cittadini che non sanno sintonizzare i decoder, dico che probabilmente ci sono antenne che per vetustà o per filtri troppo vecchi non ricevono o ricevono i canali a singhiozzo”.
Evidentemente in Piemonte vendono antenne “tarocche”, stando alle migliaia di segnalazioni. Spiega Ambrogetti, non a caso:
“Il problema è stato trovarsi di fronte a decine di impianti non conosciuti, antenne messe proprio da Comuni o Comunità montane per potenziare i segnali per i residenti, della cui esistenza la Rai e il ministero erano ignari”.
Insomma non è stato possibile predisporre un piano di conversione completo, nonostante il larghissimo anticipo e la precisa tabella di marcia dello “spegnimento”.

Lo avevamo detto che era lei la novità dell’estate, Fiammetta Cicogna, la ragazza dello spot Tim. E ora la tv la cerca. A poche settimane dall’apertura dei palinsesti autunnali, un volto fresco e carismatico come quello di Fiammetta potrebbe davvero fare la differenza di parecchi punti di share. La nuova edizione di Domenica Cinque, (di cui Tv Blog ha dato esclusive anticipazioni) condotta da Barbara D’Urso a cui si affiancano (per ora) Platinette, Alessandro Cecchi Paone e l’immarcescibile Paolo Corazzon, potrebbe vedere la presenza della fresca Fiammetta nel ruolo di Miss Tv, una sorta di fatina buona che racconta al telespettatore l’evoluzione della televisione.
Ha detto Brachino a Chi (nr.32):
Ci stiamo attrezzando a fronteggiare una con correnza agguerrita come Pippo Baudo e Massimo Giletti. E avrei anche un grande desiderio. Sto studiando un ruolo da affidare a un volto emergente della televisione, si chiamerà Miss Tv. Avrà il compito di raccontare come è cambiata la televisione nel corso degli anni. Cerchiamo un viso fresco, poco noto, che sappia ovviamente, parlare bene. Mi piacerebbe contattare Fiammetta Cicogna, la ragazza che ha spopolato come protanista dello spot Tim.
Rispetto alla precedente proposta fatta da Chiambretti ma rifiutata da Fiammetta, replica Brachino:
Tentar non nuoce.
Infine, il direttore di Videonews, un passaggio lo dedica a Top Secret. Dice Brachino:
Quest’estate su Rete4 abbiamo raggiunto il 16 per cento di share con la puntata dedicata alla scomparsa di Michael Jackson e quando ho registrato avevo anche la febbre alta. Poi è andata molto bene anche la puntata dedicata a John John Kennedy. E’ stata una grande soddisfazione. In questi giorni, inoltre, esce Chi ha ucciso Michael Jackson, primo instant book edito proprio da Top Secret, e ce ne saranno degli altri in cantiere. Sono proprio contento.

Prosegue la nostra marcia di avvicinamento all’edizione numero 70 di Miss Italia ed in questa tappa daremo voce ad uno degli autori di questo evento televisivo, perché se è vero che le strategie dell’organizzazione sono in mano a Patrizia Mirigliani e quelle del timone in pista del programma alla conduttrice Milly Carlucci, il lavoro nascosto ma essenziale dei “meccanici” della trasmissione è fondamentale per la buona messa a punto della vettura. Ed è quindi in questa ottica che TvBlog è voluto entrare all’interno dei box di Miss Italia per intervistare uno degli autori storici di questo evento televisivo che anche quest’anno ne curerà la messa a punto, si tratta di Claudio Fasulo che ha accettato di rispondere alle nostre domande in questa esclusiva intervista. Intervista in cui non parleremo però solamente di Miss Italia, ma faremo anche una panoramica sul “mestiere” dell’autore televisivo, grazie all’esperienza maturata dal nostro intervistato fatta di anni di scrittura nelle più importanti produzioni di RaiUno: da “Scommettiamo che?” con Fabrizio Frizzi e Milly Carlucci, fino ai grandi one man show di Celentano, Morandi, Fiorello, Panariello e Zero. Un’occasione dunque per navigare all’interno di questi grandi programmi televisivi e tentare di capire i meccanismi che ne regolano la costruzione.
Nonostante la televisione sia ora il tuo regno, l’inizio è stato in radio
Esatto. Ho fatto la radio per una decina di anni, è stata una maniera di cimentarsi di giorno in giorno con delle piccole strutture di spettacolo. Nel senso che fare la radio dalle 7 della mattina alle 10, che è la classica fascia di intrattenimento mi permetteva di costruire dei discorsi, delle possibili situazioni divertenti con battute di chiusura prima che partisse il brano musicale. Alla fine ti ritrovavi a fare i conti ogni giorno nel tentativo di costruire un piccolo spettacolo. Quindi una palestra davvero inimitabile, un’esperienza quotidiana che alla fine è diventata utile appunto perché in autonomia dovevi costruire un piccolo show. Credo davvero che il 70% dei miei colleghi e forse il 100% dei conduttori ora sulla cresta dell’onda hanno avuto un’esperienza radiofonica.
Si è poi aperta per te la porta della grande televisione, qual è stato il grimaldello?
E’ stata una lunga marcia, fatta da una eccezionale prima occasione che mi ha proposto Fabrizio Frizzi, il quale da un giorno all’altro mi ha chiesto di andare a curiosare, direi quasi annusare, in qualità di suo assistente inizialmente, come si giocava nella serie A della televisione. Sono arrivato quindi a Roma, ho cominciato a seguire Fabrizio da assistente, partendo dalle piccole cose. Poi di anno in anno ho cominciato a lavorare nelle redazioni dei programmi, poi programmista, quindi consulente. Poi arrivò il primo programma firmato come autore, era l’apertura di Disneyland Parigi, condotto da Fabrizio e Milly. Poi la serie di Scommettiamo che? Lavorare con Michele Guardì è veramente fare 4 anni in uno di televisione, perché era bruciare veramente un sacco di tappe con lui. Poi ci fu “Per tutta la vita” e quindi dal 1999 partì la grande avventura degli one man show, da “C’era un ragazzo” con Gianni Morandi fino a Celentano, passando per Fiorello, Panariello, Renato Zero.
A proposto di one man show, qual è il mestiere dell’autore di fronte a questi grandi personaggi dello spettacolo?
E’ stata una delle fiction promosse in maniera più strana, quella su Moana Pozzi, in programmazione su SkyCinema1 a novembre: le voci sull’attrice protagonista, il cambio di regista in corsa per motivi tuttora abbastanza inquietanti, lo svenimento di Maurizia Paradiso da Chiambretti, adesso ci si mette anche Vanity Fair. Il celeberrimo settimanale ha rubato alcuni scatti piuttosto osè dal set e ha proposto sulle proprie patinatissime pagine le belle attrici impegnate in una prova, per così dire, in costume. Anzi in lingerie: Violante Placido e Giorgia Wurth, rispettivamente Moana e Cicciolina nella finzione, elegantemente svestite durante le riprese. Un bel vedere per gli occhi, certamente: resta da vedere come questo lato “forte” della vicenda saprà mescolarsi con quelle drammatico.
Voci suggerivano che alla base della rimozione dalla regia di Cristiano Bortone, ci fosse proprio una scelta produttiva di puntare più sul pecoreccio, sul soft porno, piuttosto che sulla trama e sul racconto cronachistico della vita della celeberrima star dell’hard; su questo punto le parti non si sarebbero più trovate d’accordo e per questo sarebbe stato chiamato a dirigere Alfredo Peyretti. Le foto in questione non lasciano grandi spazi ai dubbi: il lato erotico esiste eccome, ma d’altra parte in una fiction che racconta le gesta e la vita della più nota pornostar vissuta sarebbe folle aspettarsi il contrario.
Ricordiamo anche che Fausto Paravidino (il “Ranocchia” di “Romanzo Criminale”) interpreterà Riccardo Schicchi ed Elena Bouryka sarà Baby Pozzi.
L’articolo di Vanity Fair correda le foto da questo testo:
“Non occorre essere dei cultori della materia per capire che le scene in questione ‘citano’ Moana e Cicciolina ai Mondiali, il film di Italia ‘90 che fece scalpore”.
Vedremo se questa fiction sarà in grado, nuovamente, di scatenare “scalpore” in un’epoca, la nostra, in cui niente porta più all’indignazione.
Il quotidiano “Brescia Oggi” si preso la briga di intervistare il neo direttore di RaiUno, Mauro Mazza, esercizio, questo, che i principali organi di informazione hanno glissato più o meno globalmente. Ne riportiamo volentieri qualche stralcio, anche per conoscere meglio chi è e che cosa pensa uno degli uomini più importanti per la principale rete della tv di Stato e quindi, indirettamente, anche per le nostre abitudini e opinioni.
Il direttore, questo è un primo dato importante, non sembra uno voglioso di trincerarsi dietro la propria posizione politica e diplomatica e non elude le domande scomode come altri colleghi e dirimpettai. Non si nega, ad esempio, quando gli viene chiesto di esprimere un commento su cosa proprio non gli piaccia della televisione di oggi:
“La tv pruriginosa dell’ultimo Chiambretti, alla ricerca continua del triplo senso. La Littizzetto, che è straordinaria, sempre più spesso si lascia andare a volgarità gratuite e non so se mi dà più fastidio la sua volgarità o il finto imbarazzo di Fazio davanti alla sua volgarità”.
Non male come prima bomba.
Certo un minimo brividino, a leggere tali dichiarazioni, insieme all’ammirazione sincera, viene: l’idea, a vedere la tv di Stato oggi, è che l’ultima cosa che potrebbe servire è un direttore di rete più bacchettone che progressista. Ma questo è un processo, per ora, alle intenzioni e non vogliamo certo farne.
“RaiUno rappresenta l’Italia di oggi, con i suoi problemi ma anche con le sue eccellenze. Mi ricordo “Fantastico” e alcune bellissime edizioni di “Canzonissima”. Non è più tempo degli show del sabato sera ma è arrivato quello delle eccellenze. Sarebbe bello poter fare delle prime grandi serate con Fiorello, Gigi Proietti, Ornella Vanoni, Francesco De Gregori e Antonello Venditti. Chi non sogna, infine, di rivedere Mina in televisione”.
“Chiambretti Night” si ferma stasera dopo 50 puntate dal buon riscontro di pubblico. Media del 13% di share con punte di oltre il 18. Niente male per un format televisivo che si è rivelato essere, nel bene (molto) e nel male (poco), nient’altro che la trasposizione esatta di “Markette” da La7 a Italia1 con l’aggiunta di qualche zero al budget di produzione. Commenta il brillante conduttore torinese in un’intervista a L’Espresso in edicola domani venerdì 22 maggio:
“Bilancio positivo, direi. Cuore trapiantato e non rigettato. Italia1 è una tv attrezzata, potente, sufficientemente autonoma. E un manager bergamasco pragmatico, Luca Tiraboschi, con cui ho trovato la combinazione giusta. Piersilvio Berlusconi l’ho conosciuto in tempi lontani qui a Milano al ristorante ‘Al Vecchio Porco’. Ci siamo incrociati tante volte. Ma l’idea non era che Italia1 mi offrisse un format; sono io che ho offerto il mio programma, pensato dall’inizio alla fine, comprese le musiche, lo staff, la ricerca dei talenti”.
Uno dei presenzialisti fissi della trasmissione è Costantino della Gherardesca, in collegamento fittizio da La7 tramite scheda prepagata. Una gag riuscita è che ha dato grande luce a questo personaggio, su cui Chiambretti assicura:
“E’ un della Gherardesca verissimo, cugino di Gaddo. L’ho conosciuto per caso: cercavamo una nobile fiorentina, è sua madre Costanza che ce l’ha indicato. Lui stava in Inghilterra, viveva da decadente, studiava filosofie e religioni, sperimentava sostanze raffinatissime”.
Quanto ai gemelli Ceccarelli:
“Fanno i gelatai a Rimini, hanno trent’anni anche se non sembra. Li ho scoperti alle tre di notte nella loro gelateria. Uno rimestava il cioccolato, mentre, illuminata da luci al neon, una donna con un filo di sangue che le colava dal naso giaceva semisvenuta. Una scena che non dimenticherò”.
Qualcuno - facciamo i nomi: il Vaticano, dalle colonne de L’Avvenire - ha criticato aspramente “Chiambretti Night” per contenuti un po’ troppo calienti, per così dire. Pierino il terribile risponde alla sua maniera:
“Rispetto tutti, anche i tifosi juventini. Se dall’Avvenire hanno da ridire sul mio programma, io li capisco: rispettano gli ordini di scuderia. La pressione della Chiesa di Roma sulla cultura italiana non è una scoperta di oggi. Noi siamo birichini, abbattiamo certi pregiudizi, facciamo l’allegoria di un girone dantesco e, cosa importante, siamo più vicini a Savonarola che a Cecchi Paone”.
Maurizia Paradiso ci ricasca. Nel senso: al tappeto, k.o., svenuta. Dopo “l’esibizione” al Chiambretti Night (definita dai lettori di TvBlog una farsa, secondo apposito sondaggio), la showgirl si è ripetuta nel corso di una puntata di “Betting Blog”, andata in onda l’altro ieri su Betting Channel (canale 847 di Sky e digitale terrestre).
Stavolta niente Moana Pozzi a far bollire gli animi della Paradiso ma una amena discussione sui cavalli e sui pericoli del doping equino e dello sfruttamento di tali animali. Maurizia è intervenuta, prendendo molto a cuore la questione, addirittura troppo, visto che nel bel mezzo della querelle è crollata al suolo priva di sensi. Lei stessa si è poi ripresa rifiutando il ricovero in ospedale.
Da quel momento si è scatenata in studio una polveriera: gli ospiti presenti, tra allevatori e altri tizi interessati all’argomento “cavalli”, hanno dato contro l’editore di Betting Channel, accusandolo di aver inscenato appositamente l’episodio. Da lì intervento in diretta di Gabriele Caliandro in persona, editore del canale, che ha smentito specificando che l’invito della Paradiso era stato organizzato - questa è bella - perché gli spettatori si lamentavano del fatto che le discussioni sull’ippica erano troppo noiose (il canale stesso si occupa di scommesse, da qui l’interesse per l’argomento). Insulti e battibecchi, fino all’allontamento dallo studio di chi aveva sollevato la polemica.

Cerchiamo di capire come funzionerà il nuovo programma di Victoria Cabello, in partenza questa sera su La7, dopo quattro anni passati a condurre “Very Victoria” su Mtv. Intanto l’aspetto più chiaro: la trasmissione andrà a coprire lo spazio lasciato vuoto da Chiambretti e a fare concorrenza al concomitante programma di Pierino su Italia1: “Victor Victoria”, questo il nome non particolarmente brillante del nuovo prodotto, andrà infatti in onda ogni martedì, mercoledì e giovedì alle 23.30 circa. Giusto in tempo per rompere le scatole al Chiambretti nazionale.
“Victor Victoria” tratterà temi d’attualità, fondamentalmente, nel solito stile, difficilmente definibile ma certamente non sgradevole, della Cabello. Interviste più o meno coreografate, veloci botta e risposta, sondaggi, dibattiti e il solito tasso di alta provocazione. Ciascuna puntata vedrà protagonisti due personaggi, chiusi una dark room e intervistati dal direttore di Rolling Stone Carlo Antonelli; Victoria godrà della collaborazione di un cast piuttosto eterogeneo tra attori, giornalisti, addetti ai lavori e opinionisti dal volto più o meno noto. Prevista anche una rubrica di cucina, denominata “Le ricette di fame chimica” sulla cui serietà ci sarà sicuramente da dire.
Sul palco anche Fabio Canino e Geppy Cucciari. Ai Manetti Brothers il compito di realizzare videoclip musicali che parodieranno le star dello spettacolo, italiane e straniere. Il primo in tal senso, a cadere nella trappola dei Manetti sarà Travaglio: il giornalista caro a Santoro interpreterà stasera “Centro di gravità permanente” con tanto di abiti di scena e balletto.
Dopo il salto, le parole di Victoria in merito alla prima puntata di stasera rilasciate a La Stampa.


Il prime time del Martedì incolla i tifosi del calcio a Raiuno per l’ennesima settimana. Questa volta con la semifinale di andata di Coppa Italia erano la Juventus e la Lazio a cercare di rubare telespettatori ai RIS di Canale5 che in quest’annata hanno avuto risultati altalenanti. Si fa inoltre sempre più spazio all’interno dell’offerta televisiva di mezza settimana la comedy night di Italia1 firmata Ale&Franz con Gialappa’s a seguito, che traghetta il giovane telespettatore verso Chiambretti e i suoi ospiti.
Si parte dunque con la nostra analisi della serata di ieri grazie alle nostre esclusive curve dello share e dei valori assoluti minuto per minuto, come sempre rappresentate nei grafici pubblicati subito dopo il continua. La serata parte con una zampata della curva arancione di Canale5, che raggiunge quasi il 35% di share, grazie a Striscia la notizia, mentre dall’altra parte la curva blu si era stabilizzata attorno al 25%. In prime time, dopo il crollo di RaiUno dovuto all’intervallo della partita di calcio Lazio-Juventus, registriamo una curva blu vincente su livelli fra il 25 ed il 30% di share. Dall’altra parte la curva dei RIS scorre stabilmente sulla linea del 20% in prima serata, fino a toccare il 30% attorno alle 23:30.
In termini di valori assoluti, c’è il picco di 10 milioni di telespettatori di Striscia la notizia alle 21:09, mentre la curva blu di RaiUno si appoggia sulla linea degli 8 milioni a fine primo tempo di Lazio-Juve. Nel seguito della serata la curva blu di RaiUno tocca nuovamente gli 8 milioni a fine match di coppa Italia, mentre quella arancione di Canale5 si ferma poco sotto i 6 milioni. Fra le altre reti segnalo l’ottima curva verde di RaiTre che in prime time supera piuttosto nettamente quella azzurra di Italia1, registrando picchi di oltre il 15% di share, mentre la linea del programma di Ale & Franz sta ben al di sotto di questa cifra.

Bruno Vespa dà la sua benedizione al nuovo conduttore di “Matrix” Alessio Vinci. Parole importanti, che vengono da quello che può considerarsi l’avversario numero uno del futuro front man della testata giornalistica di Canale5.
“E’ un professionista che darà un nuovo taglio al programma, quindi bisognerà prenderlo con molta cautela. Sarà un confronto sicuramente sportivo, aperto e chissà, sugli esiti non mi sbilancio mai. Penso che Vinci, essendo giovane, punterà molto sul pubblico giovanile che in parte veniva intercettato da Mentana e in parte è passato a Chiambretti. Comunque, quando si fa una bella serata se la guardano tutti: il telecomando è un grande strumento di democrazia, bisogna essere sulla stretta attualità, gestirla bene e poi alla fine i numeri premiano sempre chi fa i programmi migliori”.
Vespa tuona con una provocazione altisonante in merito al Festival di Sanremo che sta animando e animerà le serate Rai di questa settimana. Addirittura il conduttore e giornalista propone un “trasloco” della kermesse canora:
“Il Festival è un grandissimo sforzo per la Rai e per Rai Uno, che oltretutto dà un sacco di soldi al comune di Sanremo. Ci sono altre città, come Rimini, invece, che pagherebbero per avere il Festival. Tutto sta cambiando. Sono convinto che la battaglia di Sanremo con Bonolis la Rai la vincerà, ma indubbiamente ogni volta dovrà porsi il problema se vale la pena di investire tanto: bisogna vedere quanto si spende e quanto si incassa in termini pubblicitari e in termini di ascolto. Fabrizio Del Noce ha ragione quando dice: ‘chiudiamo queste partita e vedremo’. Sono convinto che con Bonolis la partita si vincerà”.
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Dopo aver sfidato Caterina Balivo per alcune settimane, la squadra dei RIS ha dovuto scendere in campo ieri contro la nazionale di calcio italiana. Per Raiuno far goal contro la fiction di Canale5 non era sicuramente difficile ed i risultati infatti si sono fatti vedere. Sebbene il risultato sul campo calcistico sia stato negativo, a favore dei brasiliani, sul piano degli ascolti la partita di calcio ha fatto segnare una netta vittoria sullo sfidante. Non è rimasta però in panchina nemmeno Italia1 che con la prima Tv del seguito dell’Era Glaciale ha raccolto una ottima fetta di pubblico. Dal canto suo anche la trasposizione cinematografica del romanzo di Charlotte Bronte “Jane Eyre” ha ottenuto buoni risultati in questa combattuta serata Auditel.
Il mix vincente di un incontro di calcio, dal passato prestigioso come Italia- Brasile ed il racconto giornalistico della giorno dopo la scomparsa di Eluana Englaro, ha permesso a RaiUno di catalizzare l’ascolto televisivo dell’intera serata di ieri. Analizziamo con i nostri grafici dello share minuto per minuto l’andamento delle curve. La linea blu di RaiUno parte altissima fino al 38% di share ad inizio serata, con la curva arancione di Canale 5 che tocca e supera nel finale di Striscia il 25% di share. In prime time poi si allarga ulteriormente la forbice fra le due curve con quella blu che veleggia fra il 30 ed il 35% e quella arancione appena al di sopra del 15%. In seconda serata breve sussulto della curva di Canale5 sul finale di RIS, per poi ripiombare sotto quella di RaiUno in concomitanza della partenza di Porta a porta, ancora dedicato al caso di Eluana Englaro.
In seconda serata poi, replica dei Cesaroni a parte, annotiamo la curva azzurra fra il 10 ed il 15% assieme alla curva del sat. Target 15-24 anni davanti ad Italia-Brasile nel prime time, con la curva azzurra di Italia1 subito sotto. In seconda serata bene la replica dei Cesaroni, con la curva di Italia1 subito sotto, nel ruolo di seconda per questa serata. Target 25-44 anni vinto dal calcio di RaiUno nel prime time, con la curva blu che viaggia fra il 30 ed il 36% nel primo tempo, e appena sopra al 30 nel secondo tempo. Picco sul finale dei RIS per la curva arancione di Canale5 del 35%, dopo un prime time fermo al 20. In seconda serata testa a testa fra le curve arancione di Canale5 e nera del sat Bene la curva di Chiambretti dopo l’una di notte che conquista il 23% ed il primato.
Continua a leggere: Analisi Auditel - Italia Brasile e Porta a Porta: la ricetta vincente di RaiUno