Dal 20 settembre Raiuno dà il via a un nuovo show del sabato sera: Volami nel cuore. Considerato che in tv non si inventa più nulla, il titolo è ancora una volta ispirato a un motivo musicale, in questo caso una famosa canzone di Mina. L’auspicio è di ottenere lo stesso successo dei suoi predecessori: Ti lascio una canzone (come l’omonimo pezzo di Gino Paoli) e I Migliori Anni alla Renato Zero (l’operazione nostalgia condotta da Carlo Conti tornerà in autunno al venerdì).
Alla conduzione di Volami nel cuore, invece, troveremo un volto ormai lanciato dalla tv di stato - nonostante non ci avrebbe scommesso nessuno -: Pupo. A sua volta reduce da Chi fermerà la musica, quiz prima testato come numero zero e poi subentrato con scarso riscontro al flop Uomo e Gentiluomo, il cantante Enzo Ghinazzi sarà alle prese con l’ennesimo talent show.
Dopo la sfilza dei mattatori e un fenomeno al capolinea come Ballando con le Stelle, alla Rai non resta che spremere il filone “scouting show” sdoganato da Antonella Clerici. Non a caso, al fianco di Pupo ritroveremo Ernesto Schinella, uno dei beniamini di Ti Lascio una Canzone divenuto già un piccolo divo.
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Per ora sono solo rumors che si rincorrono a Viale Mazzini, ma la posta in gioco è davvero alta. Proprio quest’oggi parlavamo della grande Eredità di Raiuno, sia in termini di ascolti che di presa del format. Udite udite, proprio alla luce del crescente successo di pubblico il quiz più amato dell’ammiraglia Rai potrebbe essere promosso dal prossimo autunno all’agognata fascia dell’access prime time.
Il blando riscontro di Affari Tuoi registrato nelle ultime settimane (che hanno rivisto la netta rimonta di Striscia la notizia) avrebbe incentivato i piani alti a una ridiscussione radicale della fascia di access, che neanche l’effetto novità dei I Soliti Ignoti è riuscita a rianimare. Così, da settembre, il quiz condotto da Carlo Conti potrebbe lasciare il preserale e andare in onda dopo il tg, con un inevitabile riadattamento vista la netta differenza tra le due collocazioni.
Il pubblico di Raiuno si è abituato a finire la cena con un game show dalla formula poco macchinosa, concentrata su un unico gioco a premi nelle mani di un partecipante piuttosto che su una gara ad eliminazione tra più concorrenti. Un tentativo di cambiare rotta si era avuto con Le Tre Scimmiette, dal meccanismo troppo contorto, mentre in Tutto per tutto, a partire da settembre 2006, si corse ai ripari con la versione quiz, che vedeva il concorrente rispondere ad alcune domande prima di aspirare al montepremi.
Continua a leggere: L'Eredità in access prime time dall'autunno?

“Canta e vinci“, cominciato ufficialmente ieri in prima serata su Italia 1 dopo il numero zero, è il frutto della solita “cattiva traduzione” di un format di successo all’estero. Detto in cinque parole mancanti: mai fotocopiare, molto meglio ricopiare. Doveva essere la versione tensiva del più semplice “Chi fermerà la musica?“, ed è quasi più noioso del suo emule. Proprio così. “Singing Bee” di NBC, portato alla Rai con Pupo, in America è la controproposta sfortunata del più celebre “Don’t forget the lyrics!“. Infatti questa prima versione trasmessa da Fox con un impianto simile a “Chi vuol essere milionario?“, per quanto non sia principessa dell’originalità, all’estero è costruita alla perfezione.
Il presentatore Wayne Brady non è paragonabile al nostro Amadeus: ottimo battutista, crea empatia con i concorrenti come oggi solo Gerry Scotti in Italia riesce a fare, e soprattutto si diverte. Amadeus, non voglia essere un’offesa, ha la stessa tecnica di conduzione di Emanuela Folliero. Grande impostazione vocale, postura perfetta, ma pochissima capacità di coinvolgere il pubblico a casa. In questo senso Enrico Papi, per quanto possa essere fin troppo pagliaccio, potrebbe insegnare parecchio.
A dare un piglio comico ci pensa Checco Zalone. L’alchimia tra lui e il conduttore è quasi assente. Talmente assente che i suoi siparietti (alcuni persino simpatici) sembrano un programma nel programma. O peggio: un programma nel programma per salvare il programma. Tra l’altro offrire intrattenimento musical-cabarettistico in un quiz (facendo persino uscire di scena la concorrente, un disastro) senza creare prima alcun clima di tensione, è come prendere una pastiglia effervescente senza avere mal di testa: non serve a niente.
Continua a leggere: "Canta e vinci": male Amadeus, meglio Checco Zalone
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Il numero zero, per definizione dell’Enciclopedia della televisione, è:
“la prima puntata di una serie o puntata di prova di una produzione, utilizzata per testare il gradimento del pubblico e per decidere la più opportuna collocazione del programma nel palinsesto. La produzione del numero zero (in gergo anche pilot) tutela inoltre i diritti dell’autore della trasmissione, a cui, proprio in virtù del numero zero, viene riconosciuta la paternità dell’idea originale. Nel 1996 è stato organizzato il primo Festival del Numero zero, occasione di incontro e di scambio di idee tra gli operatori del settore”.
Le vacanze natalizie appena concluse si sono rivelate un terreno fertile per la sperimentazione di format stranieri. Mai come nelle ultime settimane abbiamo visto in palinsesto un così gran numero di puntate pilota. E’ avvenuto, insomma, lo sdoganamento del testing a telecamere spente, che vede il pubblico sempre più sovrano nel decretare il successo di un prodotto. Una sola serata ne decide le sorti, senza alcuna possibilità di appello. Prima di lasciarvi a un articolo speciale, in cui ripercorriamo dati d’ascolto e valutazioni sulle singole trasmissioni, lasciamo a voi decidere quali promuovere e quali bocciare (se non volete farvi condizionare potete non proseguire la lettura).
Continua a leggere: Pilot della tv sperimentale: promossi o bocciati?

Siamo fuori dal periodo di garanzia(*). Fuori dall’ansia da prestazione, fuori dalle gare incessanti per accaparrarsi mezzo punto percentuale in più di share e poi preparare il comunicato stampa più azzeccato per segnalare il proprio successo, sconfessando e manipolando anche quei numeri che, per la loro stessa natura, non dovrebbero essere relativizzabili. Ma che cedono al suadente potere della parola.
Fuori dal periodo di garanzia, dicevo. E così, Rai e Mediaset dovrebbero sperimentare.
Sulle pagine del quotidiano free press Leggo, Michele Galvani è ottimista:
La tv sperimenta. Chiuso il periodo di garanzia in questo fine 2007 Rai e Mediaset provano a testare alcuni programmi. E’ un modo per capire se il pubblico è refrattario o propenso a progetti al momento considerati rischiosi.
Ora. La dinamica è descritta correttamente. Ma la sostanza? Fra le sperimentazioni in atto - già partite o in partenza - si citano Chi fermerà la musica (domenica, ore 21:30, RaiUno, Pupo) e Canta e vinci (martedì, 21:10, Italia1, Amadeus), due format di cui ancora non ho inteso la differenza, spin off del karaoke e riadattamento di format stranieri (il primo da The singing bee). Poi c’è la domenica di Italia1: prime time per Candid Camera Show: il vecchio che avanza. Scalo 76, su RaiDue (dal 22 dicembre, ore 14:00 in diretta, conducono Daniele Bossari, Maddalena Corvaglia (nell’immagine, in una sperimentale tenuta spaziale), Paola Maugeri. Sembra una novità, non fosse che l’hanno definito l’anti-Amici.
Continua a leggere: Fuori dalla garanzia, fuori dalla sperimentazione
Con l’aiuto della rubrica nuova di zecca di Sorrisi e Canzoni Tv, dedicata all’Ufficio Programmi smarriti, vi comunichiamo tutte le variazioni di palinsesto della settimana in corso, visto che diverse segnalazioni da noi fatte risultano smentite dalle effettive programmazioni:
Lo show di Benigni Tutto Dante, nella formula di un appuntamento settimanale previsto in seconda serata, è stato spostato da stasera a domani e andrà in onda sempre di giovedì.
Chi fermerà la musica, la puntata pilota di un nuovo quiz musicale affidato a Pupo e ispirato al format The Singing Bee, è stato sospeso. Al suo posto, venerdì 7 dicembre, l’ennesimo speciale dell’ultimo minuto di Canzonissime, questa volta dedicato alle 50 canzoni tutte da ballare.
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