
Qualche giorno fa vi abbiamo parlato di Socrate – Il merito in tv, programma che andrà in onda questa sera alle 21.10 su Rai1. Un esperimento particolare, dedicato a chi nella vita si è affermato soltanto grazie alle proprie capacità. Il programma sarà condotto da Tiberio Timperi ed è nato da un’idea dell’autore Cesare Lanza, che ha voluto portare in tv il tema della meritocrazia. Proprio Lanza ha lanciato oltre un anno fa una sorta di “movimento”, con un sito internet dedicato, nel cui manifesto si può leggere:
Un luogo virtuale di rinnovamento con porte aperte a tutti coloro che desiderino cambiare finalmente qualcosa in Italia e siano disponibili ad impegnarsi affinché i cittadini meritevoli tornino ad avere la possibilità di emergere, affermarsi e, all’occorrenza, governare
Il programma di questa sera, insomma, è una sorta di “costola televisiva” del progetto meritocratico di Lanza. Molti i volti televisivi che hanno aderito alla sua iniziativa web: da Alessandro Cecchi Paone ad Alessandro Meluzzi, da Ettore Andenna a Giucas Casella e Alda D’Eusanio. Ma anche personaggi arrivati in tv non proprio grazie al merito, come l’ex pupa Mary Carbone o l’ex gieffino Rocco Casalino. Un controsenso, per un progetto così ambizioso?
In ogni caso, vediamo il programma della serata: Giancarlo Giannini leggerà alcuni passi di brani legati sia al merito, che al perdono. Gli stessi temi saranno trattati da Vittorio Feltri e Giovanni Bachelet.
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Sarà in onda questa sera, Eleonora Daniele, con un talent da prima serata su RaiUno che annunciavamo qualche tempo fa, e che, negli intenti dovrebbe servire da un lato a trovare nuovi talenti da lanciare nel mondo dello spettacolo e dall’altro a rilanciare il turismo nel territorio. In questo caso, si tratta di Caserta: la trasmissione è stata registrata al Belvedere di San Leucio.
E’ cambiato il titolo, che doveva essere Talent Fest per voi Giovani ed è diventato Serata per i giovani talenti. Non proprio accattivante. Ma sulla carta, l’idea è bella.
L’iniziativa non è solo televisiva ma anche promozionale: hanno collaborato l’Ept di Caserta e l’assessorato al Turismo della Regione Campania, che ha finanziato. Così, i talent servono per far promozione a Caserta e alla sua storia, che sarà raccontata attraverso una serie di clip con l’attrice Silvia Bilotti. E i luoghi storici, in qualche modo, faranno promozione ai talenti.
Conduce, per l’appunto, Eleonora Daniele. Sul palco si alterneranno 11 concorrenti, cantanti (lirica e pop) e comici, selezionati fra 800 pretendenti. Simone Alaimo e Katia Ricciarelli saranno padrino e madrina della sezione lirica. I cantanti pop saranno accompagnati da Alex Britti, Valerio Scanu, Ivana Spagna, Enzo Gragnaniello, Luisa Corna, Gino Santercole e da due gruppi, i New Trolls e i Camaleonti.
Quanto ai comici, be’, avranno come testimonial Pippo Franco e il Grande Mago Alessandro Politi. In giuria, fra gli altri, Cesare Lanza (autore del programma), Giampiero Mughini, Simona Izzo. Ma qualcuno già dice che non basta.
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Paolo Bonolis, dopo settimane di silenzio, ha risposto alle velenose dichiarazioni a mezzo stampa di Cesare Lanza, suo ex autore. In un’intervista al settimanale Sette quest’ultimo aveva sparato a zero sul conduttore, dandogli del bamboccio onnipotente. La (non) replica di Bonolis arriva sulle frequenze di Radio Sei:
“Se io un giorno sentirò l’esigenza di rispondergli lo farò personalmente o per telefono. Ha detto cose talmente pesanti che risultano evidentemente non vere. Ognuno può dire qualunque cosa; nel momento in cui sente la necessità di dirla è perché sente la necessità di attirare l’attenzione su di se. Se vuole delirare lo faccia pure e amen. Io non so cosa fargli. Evidentemente a Cesare sono successe delle cose che non so perché ha avuto la necessità di costruirsi altre cose nella mente per rimettere a posto qualche frana esistenziale. Ho lavorato sette anni con lui, anche sua figlia (molto brava) ha lavorato con noi. L’interruzione di un rapporto di lavoro ci sta, è insensato però che si reagisca così, cosa importa alla gente? Infatti non lo ha riportato nessuno tranne che un paio di giornalisti amici suoi. Quello che è successo è strano e mi dispiace, ma non mi ha rovinato niente. Quello che aveva qualcosa che non va è lui ma spero che ora stia meglio”.
Senza voler qui prendere le parti di nessuno (se si è riportato il virgolettato di Lanza è stato come sempre per diritto di cronaca, non per amicizia), fa sorridere una cosa. Bonolis aveva risposto a noi di TvBlog, rispetto alla reputazione trash di Ciao Darwin:
Rivelazioni shock, quelle dell’autore e giornalista Cesare Lanza, in un’intervista esclusiva a Giancarlo Dotto su Corriere della Sera - Sette. Definito con l’appellativo “morituro” - in quanto reduce da un infarto - l’intervistato fa un bilancio della sua vita professionale, sicuro di non avere più nulla da perdere. E opta per una resa dei conti, non risparmiando giudizi pesantissimi sul guru della televisione italiana, Paolo Bonolis, di cui è stato braccio destro autorale negli ultimi anni.
Da Il Senso della Vita al Festival di Sanremo, Lanza ha conosciuto tutto del presentatore più desiderato degli ultimi anni. Anche i lati più spiacevoli e inaspettati.
Una recente delusione ha visto Lanza rompere con il “clan” di Lucio Presta, per cui è stato a servizio in qualità di “eminenza grigia”, così lo definisce Dotto, della stessa Paola Perego. La ragione del contendere? All’ultimo minuto non sarebbe risultato adatto a un programma come Ciao Darwin e per questo il contratto che avrebbe dovuto tenerli insieme ancora due anni è stato scisso. Sette anni di sodalizio andati in fumo:
“Lui mi può anche considerare rincoglionito, ma una persona per bene rispetterebbe un contratto, si renderebbe conto del danno che fa a una persona. Vivevo felicemente alla Rai e sono stati loro a cercarmi, Paolo Bonolis e Lucio Presta… C’erano state in precedenza altre situazioni strane, ma ho sempre anteposto l’amicizia a tutto. A Sanremo Bonolis era convinto che il Festival dovesse andare avanti, anche qualora Wojtyla fosse morto. Gli dissi: ‘Non dipende da te. Se il Papa muore, entrano i notiziari e ci staranno per un mese, indipendentemente dalla tua volontà’. Bonolis è un bambino che si percepisce onnipotente. Un’altra volta, quando ci fu il rientro della bara di Nicola Calipari da Bagdad, lui non voleva interrompere il Festival. ‘Non esponiamoci al ridicolo’, lo scongiurai. Lui niente. ‘Andiamo da Cattaneo, allora, ma glielo dici tu’. Usciti dall’ascensore, ci troviamo di fronte Cattaneo. “Eravamo venuti a salutarla”, fa lui. Una macchietta, come i suoi Totò e Alberto Sordi”.
Costerà caro, a Vittorio Sgarbi, il “neorealismo televisivo”, come lo ha definito, in condominio con Cesare Lanza, il noto sollevatore di polemiche televisivo, all’epoca dei fatti assessore alla Cultura del comune di Milano: Sgarbi, infatti, dovrà pagare 30mila euro di risarcimento per aver apostrofato con insulti e parolacce Marco Travaglio durante la puntata di Annozero del primo maggio del 2008. Lo ha stabilito il Tribunale civile di Torino che ha condannato l’attuale sindaco di Salemi anche alle spese legali. La sentenza, secondo uno dei legali di Travaglio, Andrea Fiore, è stata depositata il primo dicembre scorso ed è firmata dal giudice Maria Francesca Christillin. La puntata in oggetto era dedicata al fenomeno Beppe Grillo, allora sulla bocca di tutti per il suo reiterato operato di piazza: il giudice ha anche stabilito che la sentenza sia pubblicata sui quotidiani la Repubblica e La Stampa.
Insomma fare televisione in un certo modo va a finire che non paga. Anzi, va a finire che costa Le risse catodiche, soprattutto verbali, quando non fisiche, sono diventate il pane quotidiano, secondo un meccanismo che vede lo spettatore medio (cioè noi) colpevolmente interessato a queste manifestazioni goliardiche e maleducate che di “neorealismo”, i signori Sgarbi e Lanza ci scuseranno, non hanno proprio niente. Se il neorealismo è l’impegno nel reale, allora, ci dispiace, ma questo urlare parolacce in faccia al prossimo, tra spruzzi di saliva e vene ingrossate, non è il nostro reale. Forse è il vostro, reale, signori Sgarbi, signore D’Urso e De Filippi (eccetera), ma non il nostro. Meglio sarebbe per tutti se si cominciasse a parlare di meta-realismo televisivo, una realtà caricata (e caricaturizzata) ad uso e consumo dello spettacolo da audience. Forse è arrivato il momento di prendere le distanze da ciò, dai trentenni medi che vanno al Grande Fratello, dai quali nessuno di noi può sentirsi rappresentato e via dicendo. In questo senso la condanna a Sgarbi, di 30mila euro, serve anche a questo, serve per poter pensare, finalmente, che no, venire a bestemmiare nel mio salotto, così, a gratis, non si può. Se proprio lo vuoi fare, sai che ti costerà 30mila euro più le spese legali.
Il video del litigio dopo il salto.
Sono almeno tre giorni che le pagine de Il Giornale si infuocano a causa dei botta e risposta tra Vittorio Sgarbi e Cesare Lanza, innescati dal pasticciaccio del ricatto a Alessandra Mussolini la cui polemica contro Sgarbi è stata tenuta a battesimo da Barbara D’Urso). In ballo, oltre le questioni politiche di non nostro diretto interesse, molti ragionamenti su tv, autori televisivi, ruolo degli ospiti, pupari e manipolatori. I due si attaccano sul “neorealismo televisivo”, riferito a quelle che sono le attuali risse in tv e si definiscono le urla di Vittorio Sgarbi “sorgive liti”. Premetto che finché si parla di tensione, o tenzone, dialettica tutto ci sta, ma probabilmente a tutti sta sfuggendo che dalla tensione si è passati alla maleducazione televisiva dove vince chi grida di più e chi mettendo da parte la retorica, intesa come nobile arte del discorso, aggredisce e non solo più verbalmente i suoi interlocutori, lasciando che sia solo la violenza e la sopraffazione a regnare davanti le telecamere.
La questione,oltremodo, sapete perché si fa interessante?, perché si iniziano a intravvedere quei meccanismi di fiction alla base di ogni prodotto televisivo, che sono la prova provata di come in tv niente corrisponda la vero, ma che si tratti di una mimesis della realtà. Ecco che il 2 dicembre scrive Vittorio Sgarbi su Il Giornale:
Ormai i dibattiti televisivi non sono più luoghi in cui si può discutere anche animatamente su posizioni diverse, con diverse animazioni e agitazioni dalle quali può anche uscire lo scontro verbale nel quale io mi sono distinto con compiacimento o disappunto di molti, ma che è comunque un elemento dialettico, non una rivendicazione di parte lesa e offesa o di parte, minacciosa e offensiva. Sono diventati invece una corrida dentro la quale vengono scatenati soggetti non interessati a discutere ma a protestare, lamentarsi, vendicarsi. L’obiettivo di ottenere non una discussione ma un parapiglia, fino ad arrivare agli schiaffi o ai baci, come è accaduto l’altro ieri, era scientificamente perseguito da Cesare Lanza, che, come autore della domenica di Canale 5, dopo alcune mie liti sorgive, e cioè imprevedibili, soprattutto a me stesso, come quelle con Alessandra Mussolini e Alessandro Cecchi Paone, li invitava per farmeli trovare a mia insaputa, o con improvvisa irruzione in studio, certo di una mia reazione non soltanto di sorpresa, ma anche di disappunto e di alterazione. Era un gioco sporco, con prevedibili benefici di ascolto, ma era in qualche modo annunciato dalla denominazione dello spazio: Ring.
L’autore televisivo Cesare Lanza aveva definito, qui su TvBlog, i protagonisti dei Reality Show come dei pari, dei succedanei degli “sciuscià” di Rossellini: la cosa aveva innescato una fitta ridda di polemiche, tra i lettori e commentatori, non a torto, per la verità: nella notte uno degli interpreti più celebri di questo neorealismo de’ noantri, Floriana Secondi, al secolo la coatta di una delle edizioni più trash del Grande Fratello italiano, ha dato in escandescenze prima tra le mura domestiche e poi contro una volante della polizia intervenuta a sedare la rissa. Neorealismo all’ennesima potenza, questo, se vogliamo intendere così il malessere di vivere che coglie il cittadino medio, quello che tutte le mattine ci ritroviamo sulla cronaca locale dei giornali, in taglio basso.
Floriana ha rimediato una denuncia per danneggiamento aggravato ai beni dello Stato e dovrà rispondere anche di aggressione a pubblico ufficiale: non male per un personaggio che con forza e determinazione stava provando ad uscire dal cliché che s’era ritagliato, volente o nolente, durante la permanenza nella casa. La trentaduenne ha malmenato il fidanzato: da lì la chiamata degli agenti del commissariato Aurelio, allertati da vicini: questi, arrivati sul posto, hanno trovato Floriana nel pieno di una crisi isterica e in stato di ebbrezza. Nella colluttazione successiva per poco le forze dell’ordine non hanno avuto la peggio. La seratina neorealista è finita in caserma con tutte le conseguenze del caso.
Il Reality Show, signore e signori è un mostro trash o la rappresentazione aspra della nostra realtà? Una domanda totale cui proveranno a rispondere questa sera i ragazzi di Studio 254, l’accademia romana di spettacolo e comunicazione fondata dal giornalista e celebre autore televisivo Cesare Lanza (La Talpa, Questa Domenica, Domenica In, La Fattoria): presso il Teatro Sala Umberto di Via della Mercede a Roma, infatti, gli allievi dibatteranno sul palco, in una sorta di anomala e intrigante pièce a metà tra il teatro sociale e il talk show, di questo fulcro nodale della speculazione filosofica televisiva.
Abbiamo intervistato lo stesso Cesare Lanza, a poche ore dallo spettacolo, entrando nel merito dell’oggetto della rappresentazione da lui ideata e curata:
Come si è arrivati a questa tipologia di spettacolo?
“L’indirizzo che ho cercato di dare alla mia scuola è quello di evitare teorie a mio parere inutili o superflue (basta acquistare qualche libro, per impossessarsi della teoria) e attrezzare, preparare gli iscritti a Studio 254 all’approccio, aspro e imprevedibile, della realtà “vera”. Coerentemente con questa logica, abbiamo evitato il rituale saggio di fine anno riservato ad amici e parenti pronti ad applaudire qualsiasi esibizione e abbiamo preparato uno “show”, mixando con alcune figure professionali: sarà, per quasi tutti, una sorta di debutto, rischioso e significativo, in un teatro tra i più noti di Roma - la sala Umberto - con cinquecento spettatori”
Non a caso il pubblico presente sarà composto da elementi di spicco della tv e del giornalismo. Moderatore sarà Raffaello Tonon. Tra gli ospiti, Paola Perego, Sandra Milo, Alessandro Meluzzi, Anna Pettinelli, Aldo De Luca, Gabriella Germani, Lina Carcuro, Roberto Alessi, Maurizio Mattioli, Floriana Secondi, Milo Coretti, Pasquale Laricchia, Emanuela Tittocchia, Vincenzo Cantatore.
Come si pongono gli allievi della scuola davanti alla pochezza media del concorrente-tipo del Reality Show? Chi studia e si applica può, oggigiorno, sentirsi “minacciato” da chi arriva alla fama in un attimo senza credenziali o talento?
Dai reality sono uscite personalità importanti. Un nome per tutti: Luca Argentero. Tra le linee guida che cerco di trasmettere ai miei allievi c’è questa, che vale anche per la vita: rispetto per tutti, massimo rispetto; paura di nessuno.
Qual è, dunque, la risposta alla domanda delle domande: il Reality è un mostro trash o è la rappresentazione aspra della nostra realtà?
Per me è neorealismo televisivo. I tronisti di Maria De Filippi sono gli sciuscià di Rossellini. E Maria è un genio di oggi come Rossellini lo fu nel dopoguerra. I critici non sanno riconoscere, spesso, la realtà mel mom ento in cui si presenta. Dopo, è troppo facile. Il reality racconta una realtà che non piace, ma comunque realtà: aspra, volgare, rude, brutale… ciò che si vuole, ma realtà. Anche la realtà del dopoguerra non piaceva, anche Rossellini e De Sica furono accolti con malagrazia.
Il giornalismo televisivo è morto. E persino la lettura dei giornali, in quanto a informazione nuda e cruda più che come prezioso strumento di opinione, si avvia al suo inesorabile declino. L’Italia vera, quella che fa notizia anziché quella che si piange addosso, ormai va in onda in tv. Ed è quella di Uomini e Donne, del Grande Fratello, del vallettume senza scrupoli, che ha fagocitato sempre più pervasivamente la vecchia scuola di giornalismo di impronta politica e cronachistica. E’ successo a Matrix, che ha promosso alla conduzione il pupo dei Cesaroni, alle Iene, che ormai sono le caricature di se stesse, persino a Tetris. Proprio nella puntata di venerdì scorso il talent talk di Luca Telese, con il pretesto di “stare sulla notizia”, si è compiaciuto della sua prima rissa trash, con tanto di impennata di ascolti per l’alterco tra Livia Turco e Fabrizio Corona.
Poteva Gad Lerner sentirsi dire di avercelo più piccolo (l’ascolto)? Ebbene no: anche L’Infedele, l’ultimo bastione dell’informazione barbosa, respingente, di nicchia, ha tradito questa sera i propri ideali smettendo di essere “fedele” al proprio manifesto. A tenere banco è l’argomento Berlusconi e le sue donne, tema ideale per piacere all’Auditel e salire sul carro di chi esiste in tv. D’altronde, se i tiggì occultano il divorzio che scotta, deve pur sopperire il programma giornalistico che aspira ad andare controcorrente. E, se in studio c’è Margherita Hack - non nuova alle polemiche in tv - che si assume la responsabilità di critiche da querela, meglio ancora:
“Berlusconi è un venditore di fumo. Ha fatto il lavaggio di cervello agli italiani che lo votano, ma suscita lo sdegno delle persone oneste con le sue leggi ad personam”.
Fin qui restiamo quantomeno “in tema”. Per il resto, però, Lerner, ha dato una grande prova di faciloneria questa sera, divertendosi a confezionare il solito album di figurine un po’ forzato. Passi Alba Parietti in studio che rappresenta la filosofia delle nuove donne bioniche… Passi anche Gabriella Carlucci, collante ideale tra il panem et circensem di Buona Domenica e la politica-spettacolo. Ma, quando vedi un frame di Uomini e Donne in cui la vecchiaccia di turno dà addosso alla svampita sul trono, capisci che il fantasma di Giletti è nell’aria e ti auguri di aver sbagliato canale.
La Fattoria 4 tira il suo asso “sanremese” nella manica. Visto che la mente occulta è la stessa - Cesare Lanza, autore della scuderia Presta diviso tra Festival, Bonolis e la Perego - un’invitata di lusso non poteva che essere Sonia Bruganelli, ovvero la signora Bonolis invidiatissima da tutta Italia. Stando a quanto anticipato oggi da Alessandra Menzani su Libero la Bruganelli potrebbe essere un’opinionista fissa della Fattoria (insieme a Eleonora Giorgi, che ha declinato l’invito di concorrente per non stare troppo a lungo lontana da suo figlio).
La proposta di Cesare Lanza incuriosirebbe non poco la signora Bonolis, che aveva dichiarato di aspettare proprio la fine di Sanremo per rifletterci meglio. Considerato che la popolarità del coniuge è alle stelle e le sue inquadrature all’Ariston non lo hanno fatto affatto sfigurare, questa potrebbe essere la definitiva occasione di sdoganamento in tv.
Sonia Bruganelli, laureata in scienze della comunicazione, aveva in passato mire televisive, che ha provato a realizzare dividendosi tra televendite e fotoromanzi. Poi si è data al talent scouting, aprendo una società che si occupa di casting. Dice che ora non ama apparire, ma il mondo dei reality la diverte e ama le sfide. E questa quarta edizione de La Fattoria si preannuncia una vera rivelazione, visto il cast ad alto tasso “trash” messo in campo dallo stesso team autoriale de La Talpa.
Continua a leggere: La Fattoria 4 - Sonia Bruganelli in Bonolis ospite?

Ai reality fa male il dibattito parasociologico: titola così un articolo recentemente pubblicato da Roberto Levi su Il Giornale. Che, oltre all’ l’effetto boomerang della vittoria di Luxuria all’Isola, ha previsto una sorte analoga anche per La Talpa:
“Ormai anche i reality hanno il loro post partita che prolunga il gioco oltre i suoi limiti… Per la vittoria di Karina si attendono ora altri parallelismi arditi e analisi altrettanto spinte sul crinale di un opinionismo permanente che non si ferma davanti a nulla e anzi avanza impavido, incurante di trasformare un semplice gioco in un concentrato di segni pregnanti. Magari adesso ci verranno a dire che la vittoria di Karina ha connotati e significati shakesperiani (fragilità, il tuo nome è femmina), che è il trionfo della vulnerabilità rispetto alla pragmatica spregiudicatezza di altri concorrenti, oppure verremo invitati a celebrare, in Karina, il successo di una donna che ha saputo sconfiggere innanzitutto le proprie debolezze. Mutando l’ordine dei fattori psicologici il risultato non cambia, l’importante è far debordare il reality oltra la sua dimensione ludica… che viene valicata ogni stagione per spirito di enfatizzazione utile a darle un simulacro di sostanza, una parvenza di peso specifico e un ulteriore rimbalzo mediatico”
Non gli si può dar torto, specie se a Cesare Lanza che definisce Karina un incrocio tra Dostojevski e Eduardo De Filippo si aggiunge lo psicologo che fa diagnosi in diretta tv. E’ accaduto quest’oggi - e molte altre domeniche - a Questa Domenica, dove Alessandro Meluzzi si è ritagliato un ruolo di perfetto opinionista vate dalle verità rivelate. Si è finalmente realizzato l’incontro tanto atteso, ovvero quello con la sua aspirante paziente Karina Cascella. Qualche settimana fa lui aveva smentito la fondatezza dei suoi attacchi di panico, ritenendo più appropriata per lei la sindrome da nevrosi isterica. Quest’oggi ha meglio motivato, appunto, la sua diagnosi:
“Quando dissi che lei non soffriva di attacchi di panico non intendevo negare il fatto che lei abbia di crisi di ansia. Dico solo che non si può dire che lei non è un attrice perfetta, perché non si può essere attori se non si è agitati da qualcosa che ti prende e che va oltre di te. Quello che distingue un vero attore da un finto attore è di essere animato da un daimon, da qualcosa che viene da dentro”.
Alla vigilia della fine di un altro reality che ha appassionato l’Italia, ma senza la pretesa di cambiare il Paese, analizziamo, per la prima volta in modo più compiuto, il contributo di Paola Perego al suo successo. Sulla carta la conduttrice pare una presenza invisibile, impalpabile, in una parola succedanea.
Fu lei a salvare La Talpa dal vero flop, quello della conduzione di Amanda Lear su RaiDue a cui è fortunatamente subentrata. E in molti programmi della sua carriera, che spazia prolifica dalla tv di stato a quella commerciale, è arrivata sostituendo qualcuno, senza mai fallire né eccellere. La sua stessa conduzione di Al Posto tuo, al posto della storica Alda D’Eusanio, è l’essenza dell’identità di Paola Perego, che un giorno ha preso il posto di Maurizio Costanzo nella domenica pomeriggio e un altro giorno ancora potrà fare Il Grande Fratello.
Il vero punto della questione è: se lo merita o no? Anche in questo caso la critica ci aiuta poco, non dedicandole mai un paginone nel bene o nel male. L’ottimo Paolo Martini scrive sulla Stampa di defilippizzazione delle principali conduttrici in circolazione, citando anche la nostra Paola che imporrebbe di citare il suo programma come La Talpa di Paola Perego tutto attaccato, un po’ come gli Amici di Maria. Sarà del tutto vero? Ancora una volta i fatti ci mostrano una conduttrice che non fa mistero di farsi scrivere il copione da Simona Ercolani, che ammette di essere perduta senza il suo valido gruppo di lavoro (con Cesare Lanza in testa) e che non maltratta mai i suoi collaboratori a differenza di qualche urlatrice della concorrenza.
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