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Tutti gli articoli con tag censura

TvBlog consiglia il finale di Downton Abbey. Mentre la Rai si accontenta di Lassie

pubblicato da Lord Lucas

lassie raitre
Qualche settimana fa mi aveva divertito uno spunto della rubrica Fuoco e Fiamma di Vanity Fair, a cura di Fiamma Satta. La giornalista aveva elogiato i meriti della serie Downton Abbey prima di vederla in onda su Rete4, insistendo sull’assurdità di non includere un gioiellino simile nel servizio pubblico.

Stiamo parlando di una produzione inglese colossale (1 milione di sterline a puntata), con più di 10 milioni di spettatori al debutto, una magistrale Maggie Smith nel cast e il consenso unanime della stampa, come puntualmente riportato dal collega Paolino. Peccato che la tv di stato non si sia potuta permettere una scommessa simile:

“Pettegolezzo dalla Rai: al suggerimento di acquistare Downton Abbey, la serie in costume britannica trasmessa da Itv che ha spopolato nel mondo, qualcuno avrebbe ironicamente risposto: ‘Stiamo, invece, pensando di rimandare in onda Lassie’ a significare che anche a Viale Mazzini si stringe la cinghia. Bizzarro appurare che un’analoga serie britanicca di successo degli anni Settanta, Upstairs, Downstairs, a sua volta ispiratrice di Gosford Park, all’epoca fu trasmessa anche dalla Rai. Detto questo, accontentiamoci di quel che passerà il convento. Anche Lassie va bene, anzi meglio di tante scemenze trasmesse”.

La promessa di Lassie è stata mantenuta da RaiTre, che come avrete visto lo trasmette tutti i giorni alle 15.05 come traino di Cose dell’altro Geo (al posto della buona vecchia Melevisione). In compenso va dato atto a Mediaset di aver trasmesso in prima visione assoluta Downton Abbey su Rete4, per di più in una collocazione popolare come quella della domenica sera.

Downton Abbey - Censura parziale del bacio gay su Rete4
Downton Abbey - Censura parziale del bacio gay su Rete4Downton Abbey - Censura parziale del bacio gay su Rete4Downton Abbey - Censura parziale del bacio gay su Rete4Downton Abbey - Censura parziale del bacio gay su Rete4

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Martina Stavolo entra nel clan di Vasco Rossi: la rivincita dopo "Ma quale Amici"

pubblicato da Lord Lucas

martina stavolo rossi
Chi l’avrebbe mai detto, un personaggio dei talent che sembrava finito come Martina Stavolo rilanciato dall’entourage di Vasco Rossi? La cantante reduce da Amici 8, quello vinto da Alessandra Amoroso, sta per sbarcare su iTunes con Semplicemente stupendo, un brano scritto nientemeno che da Gian Paolo Serino.

Stiamo parlando del famoso critico letterario e giornalista, stretto collaboratore di Vasco come direttore della free press culturale gratuita Satisfiction, finanziata da quest’ultimo. Quest’anno, per non chi l’avesse mai letto su riviste chic come Rolling Stone e Capital, ha anche partecipato a Chiambretti Night.

Ebbene, Serino ha deciso di dedicare una canzone (in tandem con Patrizia Focardi) al suo Mecenate, Vasco Rossi, composta da Angelo Anastasio e interpretata proprio dalla Stavolo in inedita versione rocker. Il ritornello del promo (video) recita:

Amici di Maria De Filippi - 21/12/2008Amici di Maria De Filippi - 21/12/2008Amici di Maria De Filippi - 21/12/2008Amici di Maria De Filippi - 21/12/2008

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Su La7 domani sera Il Divo (che la Rai contrasta con The Millionaire): questione di bunga bunga?

pubblicato da Lord Lucas

il divoSu Repubblica di oggi solo una firma del calibro di Curzio Maltese poteva commentare sagacemente l’ennesimo evento di qualità targato La7, con relativa controffensiva ostracistica della Rai. Il giornalista segnala l’appuntamento unico di domani sera, dalle 21.10, con uno dei film più discussi, Il Divo di Paolo Sorrentino. E fa notare che anche dietro le controprogrammazioni cinematografiche ci possono essere dei conflitti di interesse, frutto di insidiose politiche culturali che governano i palinsesti:

“Dopo aver fatto il giro delle televisioni del mondo, oltre una ventina, Il Divo verrà finalmente trasmesso anche sulle reti generaliste italiane domani sera. A compiere la temeraria impresa sarà La7, che abitualmente svolge un ruolo di Radio Londra all’ora dei notiziari, rivelando alla nazione ignara le notizie (…) già note nell’Occidente democratico, ma censurate dall’informazione di regime. Un’opera che in poco tempo è diventata quasi un classico, premiata a Cannes, esaltata dalla critica americana, distribuita in quattro continenti. Ma che in patria conserva un’aura proibita e maledetta”.

Maltese aggiunge che, laddove in tutta Europa le tv pubbliche rilanciano l’industria cinematografica nazionale, da noi la Rai avrebbe volutamente snobbato il film in questione, rifiutandosi di produrlo e anche soltanto finanziarlo. Ricordiamo che il protagonista, Toni Servillo, veste i panni di un tormentato Giulio Andreotti, metafora dell’ambiguità e della solitudine del potere, mentre sullo sfondo passano gli anni più bui del nostro Paese. Non a caso, al termine del film, dalle 23.35, Enrico Mentana condurrà il primo degli speciali su film evento in onda su La7, promettendo un’eccellente operazione di staffetta giornalistica.

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Tg

pubblicato da Massy


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Promo

pubblicato da Massy


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Travaglio ad Annozero

pubblicato da Massy


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Sailor Moon, è evento il ritorno dalle 17.30 su Italia 1

pubblicato da Lord Lucas

sailor moon

Su Facebook i fan contano i minuti e si moltiplicano i web-messaggi di bentornato a uno degli anime televisivi più cult. Sailor Moon, l’eroina più reietta del piccolo schermo, torna (dopo un passaggio pay-tv in anteprima su Hiro) su Italia 1, che ha finalmente riacquistato i diritti dell’intera serie. Da quest’oggi andrà in onda tutti i giorni alle 17.30.

A parlarne con dovizia di particolari sono, ovviamente, i colleghi di Comicsblog, particolarmente critici - come dargli torto? - verso il cattivo trattamento rivolto al prodotto in termini di censura. L’auspicio, questa volta, è che Mediaset si impegni quantomeno a programmare tutte e cinque le stagioni.

Soprattutto le ultime tre sono state quelle più oscurate dopo il primo passaggio, vista le polemiche sul lesbo-chic dettate dai comportamenti di alcune guerriere Sailor (Uranus e Neptuno su tutte), fino all’ambiguità sessuale dell’ultima serie (Le Sailor Starlights erano uomini che nel trasformarsi cambiavano letteralmente sesso). C’è chi ha definito Sailor Moon il cartone più gay della storia, con tutte le accuse di devianza innescate a suo tempo dai genitori.

Per la prima serie, tuttavia, non ci sono “troppi pericoli”. Ritroveremo Bunny, scolaretta con divisa alla marinara, dividersi tra la scuola e uno strano gatto di nome Luna, per poi conoscere via via quelle che diventeranno non solo le sue più care amiche, ma anche le sue compagne di tanti combattimenti.

Maria Luisa Busi: "Gli sfottò al Tg1 mi hanno fatta vergognare come un'assassina"

pubblicato da Lord Lucas

maria luisa busi vanityMaria Luisa Busi racconta finalmente, senza censura e a tutta copertina, la sua verità in un’intervista esclusiva a Vanity Fair. La giornalista che ha fatto il giro del mondo, per aver lasciato l’ambita conduzione del primo telegiornale della tv di stato italiana, ha deciso che probabilmente non condurrà mai più un tg in vita sua. Per ora dice di restare alla Rai con la sua qualifica di inviato e di continuare a fare quello che ha sempre fatto: proporre servizi per gli Speciali. Peccato che, anche in questo caso, qualcuno le metta i bastoni tra le ruote:

“Va detto che la maggior parte delle mie proposte, da settembre a oggi, sono state ignorate. Niente da fare per servizi sulla crisi, sui precari della scuola, su Termini Imerese, sul Sulcis, sulle donne costrette ad andare all’estero per fare la fecondazione assistita. Mi hanno bocciato anche una storia, con una testimonianza fortissima, sull’eutanasia. Prenderei in considerazione altre offerte, si capisce. Ma credo che cercherò di fare altro”.

In risposta a chi l’ha accusata di fare un uso privato della tv pubblica, risponde:

“E perché? Perché avrei commentato qualche notizia in diretta, invece di limitarmi a leggere il gobbo, come avrebbe voluto Minzolini? L’uso privato della tv pubblica è ben altro: è accettare compensi e regali da parte di aziende private per indossare gioielli o andare a presentare convention, tutte cose che io ho sempre rifiutato perché lo considero un preciso dovere del giornalista del servizio pubblico. Sono riservata di natura. Non mi sono mai sentita vedette. Credo che questa mia condotta mi abbia permesso di avere un matrimonio felice e una famiglia serena. E che mi abbia portato la lucidità necessaria per prendere la decisione di cui stiamo parlando. La tv può essere terribile: cambia le persone che ci lavorano, e induce tutti quelli che la guardano a voler apparire”.

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South Park: censurato il 200esimo episodio per minacce contro i creatori

pubblicato da Francesca Camerino

I creatori di South Park vengono minacciati e Comedy Central censura il 200esimo episodio Secondo quanto segnala Hollywood Reporter, dopo l’ultimo episodio di South Park trasmesso negli States (il 200esimo) il 14 aprile scorso, su Comedy Central, i creatori del celebre cartone animato sono stati avvertiti tramite un sito musulmano che potrebbero fare la fine di Theo Van Gogh, il regista ucciso nel 2004 da un fondamentalista islamico.

Questo perchè il profeta Maometto appare diverse volte nei panni di un orso. L’avvertimento è stato pubblicato sul sito internet del gruppo Revolution Muslim ed è firmato da Abu Talhah Al-Amrikee, il quale aggiunge che non si tratta di una “minaccia, ma di un avvertimento su quello che potrebbe succedere loro”. Comedy Central ha così censurato la parola “Muhammad” rendendo l’episodio praticamente incomprensibile. Il portavoce del network ha confermato che é stata una decisione del canale di fare opera di censura.

L’episodio non censurato sarà disponibile a metà maggio su South Park Studios. Il personaggio del Profeta é ancora una volta censurato, questa volta nascosto sotto un grande cartello con su scritto “censored.” Per ora potete seguire le vicissitudini in dettaglio, nella video-intervista che il blog BoingBoing ha fatto a Matt Stone e Trey Parker. La trovate dopo il salto.

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Flash Mob del Pomodoro contro la Rai: "La vostra censura è l'annozero della democrazia"

pubblicato da Stefano Sgambati

Flash Mob del Pomodoro contro la Rai: "La vostra censura è l'annozero della democrazia"

Su Facebook c’è una pagina ironica, creata dall’Unione degli Studenti di Monza, che si chiama Questo pomodoro avrà più fan di Silvio Berlusconi. In poche settimane ha agguantato la notevole cifra di oltre 500mila iscritti e veleggia indefesso verso lidi anche maggiori. Sabato 27 marzo è andato in scena, nell’indifferenza quasi generale il primo flash mob contro la Rai, organizzato proprio da questi ragazzi, presso le sedi di Roma, a Viale Mazzini, e di Milano, a Corso Sempione. La segnaliamo se non altro perché è sempre interessante constatare che il popolo giovane italiano sia anche in grado di andare oltre i reality show monnezza e prendere in mano la situazione, di tanto in tanto.

Alle 17.30 di ieri una cinquantina di giovani hanno danzato all’unisono, secondo la logica ormai consolidata del flash mob, evento corale atto a portare l’attenzione su qualcosa. L’aggregazione è andata bene anche se è stata meno numerosa del previsto. L’obiettivo dell’incontro era lasciare presso le suddette sedi Rai uno striscione recante la scritta: “La vostra censura è l’annozero della democrazia” per poi lasciare in loco, davanti alle entrate, un nutrito numero di pomodori. Tutto questo per protestare contro la gestione del Tg1 da parte del direttore Minzolini e l’oscuramento dei talk show in periodo elettorale.

Una protesta giovane, pacifica e originale che è piaciuta anche alla Digos, intervenuto sul posto per ragioni di sicurezza, senza dover mai intervenire.

Raiperunanotte - Chi ci restituirà gli ultimi otto anni di televisione?

pubblicato da Stefano Sgambati

Raiperunanotte

Parlare ancora per un attimo di Raiperunanotte è un ottimo spunto per discutere di televisione, che è poi la cosa che, se non sbaglio, più ci aggrada.

Non so se siamo d’accordo, ma Raiperunanotte è stato soprattutto un bell’evento televisivo, talmente bello che la Rai, azienda di Stato a cui tutti noi, per carità, siamo visceralmente affezionati, dovrebbe adesso prendere e rifondarsi da capo a piedi, licenziando e “de-poltronando” tutti i vertici che si sono succeduti in questi ultimi, diciamo, otto anni. Motivo? Pensiamo a Luttazzi. L’avete sentito? L’avete visto ieri sera? Ne ha parlato Malaparte, e meno male. Ci rendiamo conto che questo signore, piaccia o non piaccia, funziona benissimo in televisione? Ci rendiamo conto che l’esserci perduti, ipotizziamo, una trasmissione a sua firma, trasmessa, ipotizziamo, da RaiTre, ipotizziamo, una volta alla settimana, ipotizziamo, per questi ultimi otto anni in cui invece è stato censurato ignobilmente, ci rendiamo conto che tutto questo avrebbe portato dentro i nostri salotti cultura, divertimento, spirito critico, analisi, risate, rabbia, motivo di dibattito? Ci rendiamo conto che al posto di, ipotizziamo, una trasmissione di e con Daniele Luttazzi, in questi ultimi otto anni, abbiamo visto, ipotizziamo, su RaiDue, Antonella Elia prendersi a capellate con Aida Yespica, enormi seni rifatti scapezzolare impunemente, trasmissioni insulse cassate dopo una sola puntata, flop vergognosi pagati a soldi nostri, inutili reality show, talent show canori capaci di partorire il Peggio Assoluto della musica italiana e questo per parlare del meglio? Ci rendiamo conto?

Parliamo di televisione.
Come mai ogni anno, puntualmente, Milena Gabanelli, Michele Santoro e Riccardo Iacona - tre MOSTRI del giornalismo, punto e basta, ieri tutti e tre presenti a Bologna - devono lottare con le unghie e con i denti per garantirsi una messa in onda in una tv di Stato che è talmente vermiforme e viscida da minacciare di non tutelarli legalmente? Perché questo succede? In questi ultimi otto anni quante sono state le puntate minacciate, le puntate effettivamente non andate in onda e le puntate ghettizzate peggio di Giovanna D’Arco? Non sarebbe stato meglio assistere, durante questi lunghissimi e tristi otto anni, a qualche trasmissione libera in più anziché creare dibattito esclusivamente intorno alla questione: Federico Mastrostefano ha lasciato Pamela Compagnucci *veramente* in diretta o era tutto frutto di un copione prestabilito dagli autori? Chiedo. Domando. Vorrei parlare di televisione: in televisione ci deve essere spazio per tutti i gusti, ci mancherebbe, e allora perché vengono rispettati solo i gusti più facili, bassi, solo i gusti di quelli che, legittimamente, per motivi assolutamente loro, non vogliono pensare?

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Aldo Busi in esclusiva sulla Simona Ventura web tv: "La Rai mi sta offrendo al nemico"

pubblicato da Lord Lucas

aldo busi simona ventura

Ormai nel web va in onda l’altra tv. Quella scomoda, vera, senza trucco. Tra Mentana Condicio e Rai per una notte, ovvero l’approfondimento televisivo a prova di censura elettorale, c’è la web tv di Simona Ventura. La conduttrice più patinata della tv si mostra senza trucco in un faccia a faccia con Aldo Busi, epurato da tutti i programmi Rai.

Com’era già accaduto ai tempi del caso Morgan, la regina di RaiDue si spende personalmente per dar voce a una personalità scomoda, in questo caso il discusso ex-naufrago dell’Isola dei Famosi.

In esclusiva per la conduttrice, il Busi-pensiero comincia così:

“A me sembra anche un po’ regalare al nemico, cioè a Mediaset. Perché ha detto bene Magalli: non è vero che Busi è stato radiato dalla tv, ma solo dalla Rai. Mediaset sta stappando le bottiglie…”.

Dopo aver reclamato il telefonino e i suoi libri, i ricordi tornano all’esperienza vissuta tra i naufraghi. Il primo pensiero è per Davide Di Porto, il personal trainer di Flop Tv:

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Isola dei Famosi - Morgan difende Aldo Busi. La Rai che censura e "radia" vuole propinarci un mondo a immagine e somiglianza di un Cda

pubblicato da Stefano Sgambati

“Le frasi dette da Busi sull’omosessualità e sulle tasse sono condivisibili. Non seguo i metodi della censura adottati dalla Rai, perché sembra che lì vivano nel Medioevo, dove si allontanavano le streghe”.

Parola di Morgan, un altro radiato, un altro censurato, un altro che può vivere come gli pare, basta che non lo faccia mai presente. La Rai è ridicola: bisogna dirlo, con forza, con orgoglio, con coraggio. Ridicola. L’azienda di Stato, che dovrebbe rappresentarci, sta inscenando una pantomima misteriosa atta alla difesa di non si sa bene chi o che cosa: se la cantano e se la suonano. La gente sta tutta fuori, a pensarla come gli interpreti censurati, a vivere come vivono gli interpreti censurati e loro censurano, tagliano, radiano. Radiano chi? Censurano cosa? Perpetrano il perbenismo coatto, il buonismo, la retorica: tutti ostacoli alla verità. Tutti labirinti misteriosi senza uscita, se non quella voluta e ottenuta del consumo su larga scala di una visione perfetta del mondo, edulcorata, pulita dal male. Guardate, dice la Rai, guardate come dovrebbe essere il mondo che NOI vogliamo: e ce lo propina. A forza, come olio di ricino ingollato dal bambino riottoso nei tempi che furono. Ci spinge giù per la gola forzature e contrappassi, culi rifatti e modelli positivi solo per loro: il mondo per la Rai è una stortura utopica che sconfina subito nella distopia. Niente parolacce. Niente divagazioni concettuali sul Papa o sui temi che contano. Niente droga. Niente drogati, nemmeno pentiti. Niente giornalisti liberi. Niente dibattito politico. Niente telegiornali onesti. Il mondo della Rai è un mondo griffato Viale Mazzini & Palazzo Chigi: un bel fiocchetto azzurro a stringere l’alleanza orwelliana. Sì ai nudi integrali, sì a questi modelli tutti viagra e cocaina. Sì al pettegolezzo pruriginoso, al reality show senza morale. Sì ai litigi, ai battibecchi, a patto che non tocchino gli intoccabili. Cioè i politici, i papi e i santi in paradiso. Santi per chi, poi, non si sa: ma santi. Santi in un Paese laico fino a che elezioni non ci separino.

Sì, sì, sì, dice la Rai, all’addormentamento del popolino, dell’elettorato: qualcuno riesce a capire che guardare Sandra Milo aprire una noce di cocco con le ascelle è meno pericoloso che sentire Aldo Busi spiegare, per filo e per segno, dov’è andata a finire l’Italia? Qualcuno riesce a capire che la verità in bocca a uno dei più grandi intellettuali degli ultimi due secoli è un’arma impropria, rispetto a Ivana Trump che si coccola con Rossano Rubicondi? Qualcuno riesce a capire che è QUESTO che stanno censurando, e non gli improperi verso il Papa o chi per lui? La Rai lo sapeva, nel momento in cui invitava Aldo Busi, che lo stesso Perfetto Scrittore, in un suo libro, definiva il Pontefice (allora Giovanni Paolo II) “Mago Otelma”? Scommetto di sì: se lo so io, lo sapeva anche la Rai, le cui eminenze grigie, altissime, sapienti a tal punto da decidere LORO ciò che è giusto per me, non possono non pensare a tutto e anche di più.

Come si può invitare Aldo Busi in un reality show, dandogli perfino carta bianca!, sapendo (perché le eminenze grigie DEVONO sapere!) che in un suo libro, lo stesso scrittore promuoveva il sesso senza preservativo, in quanto: “Che cazzo è l’eros se gli togli via artificialmente le sue debite pulsioni di morte?”. Quel libro, già dal titolo, diceva tutto: “Cazzi e canguri (pochissimi i canguri)”.

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Rai Per Una Notte - Michele Santoro chiede agli spettatori una sottoscrizione di 2,50 euro via Facebook

pubblicato da Stefano Sgambati

Rai Per Una Notte - Santoro chiede sottoscrizione di 2,50 euro via Facebook

Michele Santoro si è accorto che realizzare una trasmissione speciale, stile Annozero, dal Paladozza di Bologna, costa caro. In termini meramente economici, stavolta, e non ideologici. Giovedì 25 marzo, abbiamo visto, verrà messa in onda questa storica puntata per la libertà d’informazione in Italia, probabilmente il Paese, tra quelli cosiddetti sviluppati, sul gradino morale più basso possibile. Condurrà Santoro, ovviamente, il quale ha creato una pagina-evento su Facebook per catalizzare l’importanza di questo evento e, soprattutto, raccogliere fondi richiedendoli direttamente agli spettatori. Questo il testo:

“Cari amici,
per realizzare la manifestazione-trasmissione di giovedì 25 Marzo dal Paladozza di Bologna, giornalisti, cameraman, elettricisti e operai lavoreranno gratis.
Il volontariato, tuttavia, non basterà a coprire i costi necessari alla realizzazione dell’evento.
Vi chiedo perciò di contribuire donando 2 euro e 50 ciascuno e mi auguro che siate più di cinquantamila ad aiutarci a realizzare la nostra iniziativa.
Raggiungere questo obiettivo sarà la prima importante risposta alla censura. Fate dunque girare questo appello tra i vostri amici e ringraziateli da parte mia per il loro aiuto”.

Ognuno può pensarla come crede.
Personalmente condivido molto l’idea della puntata speciale, ma credo che non dovrebbe essere a carico del contribuente, già vessato dal canone Rai. Il plauso vada ai tecnici, ai cameraman e alla redazione, che lavorerà gratis per una puntata; ma i conduttori e i giornalisti, strapagati (e giustamente, attenzione: ogni singolo soldo che va a questi signori è legittimo e perfettamente in linea con le cifre relative al mondo della televisione) dalla stessa Rai, ecco trovo che dovrebbero essere loro, eventualmente, a sobbarcarsi gli oneri, in qualità di imprenditori di loro stessi e di mezzi autentici attraverso cui veicolare un grande messaggio di libertà.

L’iniziativa, comunque, sembra avere successo. Tra alti e bassi. Dopo il salto, qualche commento degli spettatori particolarmente significativo tra quelli arrivati alla stessa pagina.

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La cultura non piace alla Rai: dopo Per un pugno di libri, mobilitazione anche contro la chiusura di Neapolis

pubblicato da Stefano Sgambati

La cultura non piace alla Rai: dopo Per un pugno di libri, mobilitazione anche contro la chiusura di NeapolisNeapolis come Per un pugno di Libri. Succedono cose strane in Rai. Molto strane. Mentre il popolo italiano che ragiona si mobilita per impedire la chiusura della storica trasmissione letteraria, si scatena un nuovo putiferio destinato, sperabilmente, ad impedire l’ottusa censura di un altro programma di approfondimento e di nicchia: Neapolis, da 11 anni l’unica risorsa televisiva per gli appassionati di Web e nuove tecnologie. Perfino il rettore dell’Università Federico II si è schierato nel momento in cui si è saputo il destino di questo programma:

“La trasmissione Neapolis della Rai ha svolto un ruolo importante, sul piano culturale, soprattutto nell’area delle nuove tecnologie e dell’informatica”.

La trasmissione è interamente prodotta nel Centro Rai di Napoli ed è l’unico format realizzato dal distacco partenopeo della tv di Stato: l’improvvisa cancellazione dal palinsesto ha provocato un subbuglio interno non indifferente, al punto che la redazione del Tgr risulta tutt’ora in forte stato d’agitazione. C’è stato a Roma un incontro tra il dirigente Maccari e il comitato di redazione, il redattore capo Massimo Milone e il segretario Usigrai Carlo Verna. Nei prossimi giorni è previsto un summit con i vertici Rai.

Al fianco di Neapolis anche Leonardo Impegno, presidente del Consiglio comunale di Napoli:

“La decisione di chiudere una trasmissione unica nel suo genere, col suo studio virtuale e coi suoi affascinanti contenuti multimediali, è davvero incomprensibile. Auspico un ripensamento da parte della direzione della testata giornalistica di viale Mazzini che mette a repentaglio, oltre che un’informazione che si occupa di internet e tecnologie, anche un gruppo di lavoratori del bacino dei precari Rai, dai giornalisti, ai grafici, montatori e agli addetti al programma, ai quali va tutta la mia solidarietà e vicinanza”.