Parliamo spesso di telegiornali e informazione, qui dentro. Purtroppo, il più delle volte, ne parliamo male, criticando negativamente - per altro tra i pochissimi in Italia, ad occhio e croce - l’operato dei nostri organi di informazione televisiva, prezzolati, inginocchiati, imbavagliati, accomodanti e bugiardi. Più raramente trattiamo del telegiornale di Casa Sky, quello SkyTg24 che ormai sta prendendo sempre più piede nell’immaginario medio del telespettatore: i due conduttori, la banda rossa con l’ultim’ora, il serpentone con i lanci di agenzia e il jingle ormai celeberrimo.
Il direttore della testata, Emilio Carelli, è stato intervistato da “ItaliaOggi” in merito alle novità per la prossima stagione. La principale sarà data dall’attenzione maggiore per l’argomento economico:
“Un contenitore più ampio, sempre con Sarah Varetto (la conduttrice di Sky Economia - ndr), con più collegamenti e dirette dalle varie borse d’Europa, oltre a commenti autorevoli. In un momento di crisi economica come l’attuale, è giusto cavalcare i mercati finanziari”.
Il giornalista, che quest’anno ha vinto il “Premiolino” - il più antico e prestigioso premio giornalistico italiano, assegnato annualmente a sei giornalisti della carta stampata e della televisione come celebrazione alla carriera e per il loro contributo nel campo della libertà di stampa - con la seguente motivazione: “Per aver realizzato, al di fuori del duopolio, un nuovo telegiornale puntando su una redazione di giovani e su uno stile sobrio ed efficace, applicando così la lezione del miglior giornalismo televisivo”, ha un sogno:
“Un tg fatto tutto in diretta, con i giornalisti sul posto, sempre più diverso dai telegiornali tradizionali che vengono confezionati in redazione. Andremo avanti con il nostro palinsesto, che prevede 39 edizioni di tg più l’approfondimento”.
Di certo la novità più evidente di SkyTg24, rispetto ad altri competitor, è la grande tecnologia messa a disposizione dalla piattaforma satellitare. Commenta Carelli, sempre a “ItaliaOggi”:
“Ora abbiamo sei finestre di Active, il servizio che si utilizza premendo il tasto verde: mi piacerebbe arrivare a otto, offrendo una scelta maggiore. Il nostro è un pubblico tecnologicamente sofisticato, che ama smanettare col telecomando, apprezza la possibilità di scegliere. Anzi, direi che, più che evoluto, è esigente, poiché paga l’abbonamento e vuole informazione di qualità”.
Se pensiamo che il destino televisivo di uno dei più rinomati presentatori italiani è legato a uno show becero e triviale come Ciao Darwin allora c’è davvero da preoccuparsi. Per Paolo Bonolis è l’ultima occasione per fare incetta di ascolti, miraggio con cui è stato strappato a peso d’oro alla tv di stato per giovare agli introiti pubblicitari della tv commerciale. Che poi Il Senso della Vita non sia l’Auditel, come argutamente titola La Stampa, ciò non toglie che il revival di uno dei varietà di maggior successo di Canale5 costituisca un importante giro di boa. Non ci si può permettere di fallire. E Bonolis commenta così la riesumazione (forzata) di una delle sue più fortunate creature:
“Non credo che ci saranno novità. Il programma è molto faticoso ma ha una sua connotazione: perché modificarlo? Mediaset dovrebbe collocarlo il giovedì o il venerdì. Vedremo. Quel che è certo è che non farò mai due programmi contemporaneamente. Mi piace fare le cose perbene, non accavallarle, non eccedere”.
A proposito delle voci sulla presunta chiusura de Il Senso della vita, da alcuni ricondotta a frizioni pregresse con Maurizio Costanzo, il conduttore sottolinea perentorio la loro infondatezza. E lancia come sempre frecciatine sarcastiche sull’azienda che lo ha voluto a tutti i costi…
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