
Il 13 gennaio 2012 il Tg5 compie 20 anni. E Terra!, il settimanale del telegiornale diretto oggi da Clemente J. Mimun, ripercorre il ventennale con la presenza in studio del direttore storico (oggi al TgLa7) Enrico Mentana domani 8 gennaio 2012, in seconda serata su Canale 5.
I giovanissimi nostri lettori forse non sanno che la nascita del Tg5 fu vista da tutti i benpensanti di allora come un vero e proprio azzardo contro una corazzata come il Tg1 inespugnabile che all’epoca toccava in periodi invernali anche gli 8 milioni di telespettatori a sera. Preceduto da una campagna pubblicitaria fatta di interviste per la strada chiedendo quali fossero gli argomenti preferiti dalla gente comune in un telegiornale, il Tg5 si distinse da subito dai servizi paludati del tg dell’ammiraglia del servizio pubblico dando pochissimo spazio alla politica e più alla cronaca e all’attualità. Il successo fu immediato, tanto che la prima sera, anche se solo di un soffio, il tg diretto da Mentana superò il Tg1. E la distanza tra i due tg si è notevolmente ridotta nel tempo.
Sono passati vent’anni. Toni Capuozzo, allora inviato della testata, e Sandro Provvisionato a capo delle cronache, proveranno a ripercorrere il ventennale del tg dell’ammiraglia Mediaset grazie alla presenza dei tre direttori che l’hanno diretto: Enrico Mentana, Carlo Rossella e Clemente J. Mimun. Un film lungo 20 anni dove si ripercorreranno gli scoop che hanno contraddistinto il Tg5: dal tragico annuncio dell’attentato a Giovanni Falcone all’intervista a Paolo Borsellino prima che fosse ucciso; dall’intervista esclusiva fatta da Mentana al piccolo Farouk Kassam dopo 6 mesi di sequestro, all’invio del pezzo di orecchio di Giuseppe Soffiantini anch’egli rapito dall’Anonima. E poi ancora il crollo in diretta della volta della Basilica di San Francesco ad Assisi nel terremoto avvenuto nel 1997, la cronaca del G8 e le notizie sull’eredità della famiglia Agnelli.
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Parte questa sera su RaiUno la terza stagione di una fiction molto amata dal pubblico, Capri, con un cast parzialmente rinnovato composto da Bianca Guaccero, Gabriele Greco, Lucia Bosè, Carlo Croccolo, Laura Barriales, Lando Buzzanca e con la partecipazione di Lucio Caizzi nel ruolo di Gennarino, Mariano Rigillo nel ruolo di Castaldi e Giuliano Gemma nel ruolo di Walter. La serie tv è nata da un’idea di Carlo Rossella, prodotta da Rai Fiction, realizzata da Rizzoli Audiovisivi per la regia di Francesca Marra e Dario Acocella e ambientata nell’omonima e bellissima isola, dove amori e misteri si intrecciano per dare vita ad una serie di storie intriganti.
Nell’isola dell’Amore il destino ha rimescolato le sue carte e lo ha fatto in maniera spettacolare: a Villa Isabella è tornata all’improvviso Donna Isabella Galiano (Lucia Bosè), la Contessa che tutti avevano creduto morta per anni. Reginella (Isa Danieli) le ha lasciato il testimone, adesso tocca a lei. La stravagante e mitica capostipite, che mai si era occupata seriamente della Villa, si ritrova con una promessa solenne fatta alla sua amica di sempre: gestire la Villa ed il resort. Ma come? E con l’aiuto di chi, visto che Massimo (Kaspar Capparoni), Umberto (Sergio Assisi) e Vittoria (Gabriella Pession) non ci sono più?
Donna Isabella è sconcertata: una nobildonna come lei non ha nessuna voglia né capacità di occuparsi di affari. Reginella però sembra aver pensato a tutto, e per beffa o per provocazione, mette al fianco della sua amica-padrona l’ultima persona al mondo che questa si potrebbe immaginare: Carolina Scapece (Bianca Guaccero), l’antica nemica della Villa e dei Galiano. Scandalo! Può una Scapece occuparsi meglio di una Galiano della gestione della proprietà? E soprattutto può una Scapece farlo onestamente?
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Update: La notizia, diffusa anche dall’edizione serale del Tg3, è ora ufficiale: Bianca Berlinguer è la nuova direttrice del telegiornale della terza rete Rai. Seconda direttrice donna dopo Lucia Annunziata la Berlinguer succede ad Antonio Di Bella, in sella al Tg3 dal 1 agosto del 2001.
Il toto nomine per RaiTre potrebbe essersi sbloccato, almeno per quello che riguarda il telegiornale della terza rete Rai. Le difficoltà, principalmente da imputare alla battaglia congressuale del PD, sembrano risolte attorno al nome di un volto storico del Tg che fu di Sandro Curzi. Bianca Berlinguer dovrebbe andare a sostituire Antonio Di Bella, direttore negli ultimi 8 anni, anche se non c’è ancora l’ufficialità sembra praticamente tutto fatto.
Per Di Bella non c’è ancora un nuovo incarico, il suo nome resta fra quelli papabili per la sostituzione del direttore di rete Paolo Ruffini, ma rimane anche in piedi l’ipotesi di un rinnovo per Ruffini la cui posizione è rinforzata (paradossalmente) proprio dagli attacchi ai suoi programmi di punta (Che tempo che fa, Report, Parla con me) e dai buoni risultati auditel che sta ottenendo. Con la sua eventuale conferma sarebbe più facile portare a termine il progetto per il ritorno sugli schermi di Corrado Guzzanti di cui vi avevamo parlato qualche giorno fa.
Altre nomine che sembrano sbloccate sono quelle per il TGR. Si profila una doppia direzione per Pdl e Lega, la prima piazza Alberto Maccari, ex vicedirettore del Tg1, mentre la Lega otterrebbe la vice direzione con Alessandro Casarin. Per Daniele Renzoni si prospetta la direzione di Rai International al posto di Piero Badaloni mentre resta ancora sospesa la nomina per Rai News 24 dove Corradino Mineo aspetta il nome del suo sostituto.
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Con un titolo che ti fa pensare a tutto, tranne a un programma di attualità, quel provocatore doc di Pietrangelo Buttafuoco approda per la prima volta nella seconda serata di RaiDue (stasera dopo il finalone di Er). Lo fa in una palinsesto di rete che non dimentica il telespettatore anche d’estate, con una nuova rubrica di approfondimento in onda per quattro venerdì sera alle 22.55: Il Grande Gioco, appunto.
Il tema è quanto mai originale e spiazzante in una tv generalista: la geopolitica. In quattro puntate si analizzeranno gli equilibri internazionali attraverso un racconto dettagliato del Nord, Sud, Est e Ovest del Pianeta. Il titolo allude al The Great Game di Rudyard Kipling, come spiega meglio lo stesso giornalista in un’intervista al Secolo XIX:
“Cos’è il Grande gioco? L’eterna gara dei presidi imperiali per la conquista del “cuore della terra”. La storia del mondo è la storia di una scacchiera in cui i giocatori, senza esclusione di colpi, si aggiudicano le riserve auree, minerarie ed energetiche per la sopravvivenza dell’umanità. Il titolo si riferisce a una precisa categoria storiografica, quella che dalla fine dell’Ottocento descrive i rapporti di irriducibile inimicizia tra l’idea imperiale Russa e quella britannica per la conquista dell’Asia. Secondo lo schema dell’attualità questo stesso gioco si ripropone oggi seguendo i quattro punti cardinali del pianeta, quattro puntate in cui si può descrivere la competizione delle potenze nella scena internazionale. Dipingeremo un vero e proprio wargame dove la geografia segue le chimere illusorie del Re del Mondo”.

Finisce la stagione televisiva, la prima di Fiorello su Sky e lo showman concede per la prima volta un racconto personale del famoso incontro fra lui e Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli, un incontro sollecitato e richiesto dal premier quando le voci del suo passaggio alla “concorrenza” erano molto insistenti. Fiorello è durissimo, l’intromissione del presidente del consiglio lo ha convinto a maturare una scelta personale: non tornare mai più a lavorare per Mediaset, nonostante lui sia artisticamente “nato” proprio su Italia 1 e ci fosse in atto un corteggiamento che l’avrebbe potuto portare su Canale 5 con Striscia la Notizia.
Mi stavo vedendo con Valerio Staffelli e con il mio amico Antonio Ricci. Mi avevano proposto una nuova edizione di Striscia. Con Staffelli l’avrei anche fatta, magari tra un paio di stagioni ma ora mai più. Non sapevo che mi ero infilato dentro a una guerra tra Berlusconi e Murdoch, proprietario di Sky. Né che avevo incrinato la sacralità del potere del Cavaliere. Tanto meno sapevo che sarei diventato il vaso di coccio in mezzo al ferro e al fuoco della politica. E che per quanti planetari problemi ci fossero nel Paese, come la crisi, o il terremoto, o i rifiuti a Napoli e Palermo, tutti i moschetti del centrodestra avrebbero trovato il tempo e la voglia di circondarmi per fucilarmi di parole e di sarcasmi e di rancori. A Palazzo Grazioli mi sono sentito dentro a una situazione assurda. Avevo davanti il presidente del Consiglio che si occupava di me, un guitto, un saltimbanco, e mi diceva: “La tua strada è senza ritorno”. L’ho messa sul ridere e me la sono data a gambe.
In Rai, al contrario, Fiorello si dice disposto a tornare (”ci siamo lasciati benissimo, mi hanno fatto un sacco di in bocca al lupo, come si fa sempre tra persone civili“) e dedica un commento anche alle parole di Carlo Rossella, presidente di Medusa, che aveva quantificato in 15 mln di euro il suo compenso a Sky per il Fiorello Show: “non prendo nemmeno la metà della metà“. Ci pare decisamente ragionevole.
Non sarà oggi, come annunciato, ma mercoledì prossimo, il 29, il giorno deputato a modificare, chissà, l’assetto delle direzioni Rai già ventilate qualche giorno fa. Nessuno è più certo del posto: quelli che lo sembravano - Clemente Mimun al Tg1, Mario Orfeo al Tg2 - dovranno aspettare per sapere cosa ne sarà di loro. Anche tutto il resto s’ha ancora da fare, nonostante i lanci forse un po’ troppo ottimistici delle ultime ore.
Intanto, però, Vauro potrà tornare ad “Annozero” nel rispetto degli obblighi e delle condizioni contrattuali. Nessun provvedimento disciplinare e’ stato preso nel consiglio Rai di oggi nei confronti di Michele Santoro - si legge in una nota AdnKronos - ma un mandato al direttore generale Mauro Masi per un incontro con il conduttore di “Annozero”, nel quale gli verranno illustrati i risultati della dettagliata relazione portata oggi in Cda dallo stesso direttore generale e apprezzata dal consiglio. E’ quanto e’ emerso dalla riunione del Cda Rai, tenutasi oggi a Viale Mazzini.
Torniamo alla possibile formazione data per certa la scorsa settimana ma che oggi sembra in bilico per ragioni che vedremo a breve:
Bianca Berlinguer - Tg3
Mauro Mazza - Raiuno
Susanna Petruni - Raidue (con Ida Colucci vice)
Antonio Di Bella - Raitre (ma si è parlato anche di una riconferma di Paolo Ruffini)
Piero Vigorelli - TgR
Carlo Rossella - Rai Fiction (anche di questo abbiamo già parlato)
Si prospetta un’altra “promozione interna” all’interno dell’operazione nomine Rai. Dopo l’annuncio del ritorno di Clemente Mimun al Tg1, il nome dell’attuale direttore del Tg5 è stato partorito dal consueto vertice a Palazzo Grazioli, un altro pezzo grosso dell’impero del Presidente del Consiglio potrebbe passare alla tv di stato. Secondo quanto anticipato stamani su Repubblica da Antonio Dipollina Carlo Rossella sarebbe in procinto di essere nominato al vertice di Rai Fiction.
L’ex direttore del Tg1, del Tg5, di Panorama e attuale Presidente della Medusa andrebbe a prendere il posto occupato ad interim dall’uscente direttore di RaiUno Fabrizio Del Noce dopo l’uscita forzata di Agostino Saccà, travolto, anche se solo parzialmente dallo scandalo intercettazioni. Le telefonate fra lui e Silvio Berlusconi che, nonostante i numerosi impegni, si preoccupava di raccomandare attrici ed attricette per le fiction Rai che avrebbero consentito di “oliare” la strategia messa in atto dal leader del Pdl per far cadere il precario Governo Prodi, gli fecero perdere la poltrona.
La nomina di Rossella, con il suo indiscutibile know how, può consentire un ulteriore rilancio di Rai Fiction, la macchina infernale da 280 mln di euro che dovrà sopportare nei prossimi mesi gli effetti diretti della crisi finanziaria e della sua inevitabile ricaduta sugli introiti pubblicitari della Sipra.

Più che un programma televisivo, una traversata coast to coast con il monopattino delle Winx. Più di tre sono le ore in compagnia di Silvia Toffanin in questa nuova edizione di Verissimo, e tanto basterebbe per capirci. Ma andiamo a fondo del barile. Nuovo studio, conduzione come sempre rapida, con la stessa confezione: interviste più cronaca nera al 20 per cento, per il resto gossip a manetta.
Alfonso Signorini, ospite fisso e altra voce autoriale del programma, se prima ma specialmente in passato si percepiva motivato (sotto conduzione Perego, per dirne una) a intrigarci e incuriosirci con perle rare di gossip di prima mano, oggi interpreta il ruolo dell’uomo fatto e finito, con le terga inchiodate sul suo crescente potere nei media (”ero a cena con Vieri e ha chiamato la Canalis”), facendo sempre più la parodia di se stesso piuttosto che il suo vecchio buon mestiere.
La Toffanin, sempre più piacevole, ci snocciola una scaletta poco sopportabile: mega intervista omaggio ad Albano Carrisi (”Non amo i salotti, non riesco a parlare di me e ho quel filo di voce che mi contraddistingue”) , tre tremendi casi di morti incredibili di giovani adolescenti potenziate da ballate strappalacrime e poi gossip di buona fattura, l’appendice e la prosecuzione naturale leggermente marchettara del settimanale Chi.
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Partirà quest’oggi Sipario notte, il rotocalco del Tg4 diretto da Emilio Fede, a cura di Marina Dotti e Daniele Mole’, in onda ad un orario completamente nuovo, le 0.40 (non si capisce se per “punizione” o innovazione). Oltre all’orario, Sipario notte si propone in una veste grafica completamente rinnovata e con molti contenuti innovativi. Più di un’ora in compagnia di ospiti, notizie di costume, servizi in esclusiva, scottanti inchieste, per riproporre anche quest’anno un magazine che coniughi al meglio l’informazione leggera con i temi più delicati legati alla cronaca ed all’attualità.
Ogni settimana Emilio Fede intervisterà un personaggio dello spettacolo, della politica, dello sport, del cinema, ripercorrendone la carriera. Il primo faccia a faccia è con Paolo Brosio: un’intervista ritratto che aiuterà a scoprirne lati inediti del carattere e della vita privata. “Fiore all’occhiello” di Sipario notte, secondo le intenzioni degli autori, una rubrica di Carlo Rossella dal nome che non lascia spazio a dubbi, Night club, sulle notti e le piccanti follie dei vip.
Confermata la presenza di Raffaella Zardo che, nella seconda parte del rotocalco, accompagnerà i telespettatori dentro la cronaca rosa e in un pizzico di gossip. Tra gli argomenti trattati nella prima puntata, da segnalare un viaggio nella Corleone di Totò Riina, con immagini inedite e situazioni sconosciute; la notte di una “lucciola” attraverso telecamere nascoste; un’intervista esclusiva con la madre di Kristal Mascarini , la 17enne di Clusone morta dopo una notte in discoteca lo scorso 15 aprile, infine una fotografia della Milano di notte tra due gruppi di giovani a confronto, quelli degli scatenati rave-party e dei tranquilli happy-hour.
Non so a voi, ma tra le nuove rubriche e gli argomenti trattati, Sipario notte mi sembra una scopiazzatura del Lucignolo dei tempi “migliori”. Ma d’altra parte in questo caso l’orario lo consente…
Si è aperto proprio oggi il Festival del Cinema di Venezia e per l’occasione Iris, il canale free del digitale terrestre, ha pensato per il proprio pubblico un programma ricco ed interessante, con tante esclusive. Fino al 6 settembre 2008, servizi quotidiani di cronaca con interviste ai protagonisti del festival, brevi commenti di Carlo Rossella, Presidente Medusa, e aggiornamenti quotidiani sui film in concorso. Inoltre la programmazione di Iris presenta ogni giorno una selezione di opere che in passato hanno partecipato e sono stati premiati nel corso dell’importante evento culturale. Di seguito la scaletta, sicuramente gradita.
Giovedì 28 agosto 2008 ore 21.00 il film Premio Fipresci “La polveriera” (1998) diretto da Goran Paskaljevic con Miki Manojlovic, Nebojsa Glogovac, Ana Sofrenovic e Dragan Nikolic. Seguirà il film Premio Uniceff, “L’orco“ (1996) di Volker Schlöndorff con Armin Müller-Stahl, Volker Spengler, Gottfried John e John Malkovich. Sabato 30 agosto 2008, in seconda serata il film Leone d’oro come miglior film “Deserto Rosso” (1964) di Michelangelo Antonioni con Monica Vitti, Richard Harris, Xenia Valderi e Carlo De Prè.
Domenica 31 agosto 2008 ore 21.00 la pellicola Leone d’oro come miglior film e Premio Pasinetti “America oggi“ (1993) di Robert Altman con Andie MacDowell, Bruce Davison, Jack Lemmon, Julianne Moore, Matthew Modine e Anne Archer. Seguirà il film Premio Ocic e Premio cinemaavvenire “L’ospite d’inverno“ (1997), per la regia di Alan Rickman con Emma Thompson, Phyllida Law e Gary Hollywood. Lunedì 1 settembre 2008 in seconda serata “L’uomo in più“ (2001) di Paolo Sorrentino con Toni Servillo, Andrea Renzi, Nello Mascia e Ninni Bruschetta.
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La prima stagione di Capri è stata senza alcun dubbio un successo. Gli spettatori che hanno seguito la serie tv sono cresciuti col passare delle puntate fino a raggiungere vette di quasi 7 milioni durante la stagione e un picco finale di quasi 8 milioni, con uno share che ha sfiorato il 30%. Questa sera a Capri 2 gli ingredienti per tornare a fare ottimi ascolti non mancano di certo, a partire dal traino: come avevamo anticipato infatti, sarà in onda stasera su RaiUno Viva Radio 2 minuti…circa, con Fiorello e Marco Baldini. Lo show precederà proprio la fiction e terminerà (circa, come recita il titolo) alle 21.30.
La storia di Capri riparte a tre anni di distanza da quando l’avevamo lasciata. Ritroveremo i protagonisti della prima stagione, tra gli altri Gabriella Pession (che interpreta Vittoria Mari), Kaspar Capparoni (Massimo Galiano), Sergio Assisi (Umberto Galiano), Isa Danieli (Reginella), Carlo Croccolo (Totonno) e Bianca Guaccero (Carolina Scapece “Malafemmina” ). Non mancheranno però volti nuovi, come Luca Ward nel ruolo di Cosimo, Anna Galiena in quello di Camilla, Ray Lovelock in quello di Giambattista Palmieri e Davide Silvestri in quello di Dario.
Le nuove puntate saranno in totale 12 e, a quanto dice la produzione, i colpi di scena non mancheranno, oltre ovviamente a nuovi amori ed intrecci passionali. Nata da un’idea di Carlo Rossella, Capri 2 è una produzione Rai Fiction, realizzata da Rizzoli Audiovisivi per la regia Andrea Barzini e Giorgio Molteni.
Proseguono le conseguenze delle pubblicazioni delle intercettazioni che riportano colloqui fra dirigenti RAI e Mediaset.
L’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni ha aperto un’istruttoria. Ecco le dichiarazioni di Corrado Calabrò alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati:
valuteremo la situazione alla luce degli elementi di fatto che acquisiremo. In base ai riscontri, decideremo quali interventi adottare a garanzia sia del pluralismo, sia dell’indipendenza e della libertà dell’informazione.
Il Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio ha deciso di ascoltare i giornalisti interessati alla vicenda. Trattasi, come abbiamo avuto modo di ricordare, di Deborah Bergamini, Fabrizio Del Noce, Clemente Mimun, Francesco Pionati, Bruno Vespa
Sono stati inoltre segnalati all’Ordine della Lombardia Mauro Crippa e Carlo Rossella, a quello della Toscana Antonio Socci.
Pacata e largamente condivisibile la posizione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano:
Le intercettazioni sarebbe bene che restassero dove devono restare, in linea di principio, almeno fino a che c’é il segreto istruttorio
Peccato che in Italia non accada.
Altre reazioni: Petruccioli convocherà il C.D.A. RAI per parlarne. Gentiloni afferma che non si piò minimizzare il quadro che emerge da questa inchiesta. Berlusconi lamenta l’attacco da parte di iene e sciacalli.
Bufera nel mondo della televisione e della politica.
Oggi, Repubblica ha pubblicato in esclusiva le intercettazioni telefoniche tra dirigenti RAI e Mediaset (intercettazioni realizzate nell’ambito dell’inchiesta sul fallimento della “Hdc”, la holding dell’ex sondaggista Luigi Crespi).
Emergerebbe dalle stesse un quadro inquietante di alleanza segreta fra RAI e Mediaset durante il passato governo Berlusconi, con un’organizzazione metodica in caso di comunicazione politica e di grandi eventi.
Il condizionale è d’obbligo, quando si parla di intercettazioni, almeno secondo il sottoscritto.
Le reazioni non si sono fatte attendere. Mediaset minimizza e parla di normali contatti fra direttori e dirigenti.
La RAI dà il via a un’inchiesta interna che coinvolge i giornalisti interessati dalle intercettazioni (fra di essi ci sarebbe anche l’attuale direttore di RaiUno, Fabrizio Del Noce).
Mediaset annuncia querele per le intercettazioni che non c’entrano niente con l’indagine principale.
Le reazioni politiche si sono fatte attendere ancora meno, e sono scontate, da una parte e dall’altra. Inutile dunque, riportarle. Anche perché è inutile vivere di azioni e reazioni, bisogna attendere i fatti. Fatti che si chiariranno - a meno di ulteriori polveroni - solo nei prossimi giorni.
Fatti che cercheremo di seguire insieme a voi.
A quanto sopra mi permetto di aggiungere che l’ipotesi di un patto fra le due aziende dominanti nel mondo della televisione italiana non è poi così impossibile, in una situazione di duopolio - duopolio drogato dal fatto che Rai manda in onda programmi Endemol, controllata da Mediaset, giusto per dirne una - come quella italiana.
Una situazione più volte e da più parti stigmatizzata e indicata come esempio da non seguire.
Domenica 9 settembre alle 13:45 torna uno dei più popolari programmi della domenica pomeriggio, profondamente rinnovato. Si tratta di Quelli che il calcio e… condotto ancora una volta da Simona Ventura, orfana di Gene Gnocchi con la collaborazione di Lucia Ocone, Max Giusti e Riccardo Rossi oltre a parecchi ospiti.
Ieri mattina a Milano si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del settimo anno di Quelli che il Calcio e.., che quest’anno si presenta decisamente rinnovato, più scritto, grazie ad una foltissima schiera di autori.
E’ raro infatti vedere per un programma della domenica pomeriggio una lista tale: si va dalla stessa Simona Ventura a Furio Andreotti, Paolo Beldì (storico regista dalla prima puntata), Massimiliano Bruno, Riccardo Cassini, Michele De Pirro, Fabio Di Iorio, Ennio Meloni, Max Novaresi, Alessio Tagliento e Cesare Vodani.
La nuova edizione del programma verrà mandata in onda dai nuovi studi di Via Mecenate che vanno a sostituire gli storici della Fiera di Milano: studi all’avanguardia con regie digitali audio e video e con un impianto scenico molto raffinato ideato da Cappellini e Licheri.
Le novità di questa stagione sono tante, alcune sulla carta di sicuro successo. In calce all’articolo, una gallery della presentazione di ieri. Il primo a prendere la parola per raccontare le novità è il direttore di Raidue, Antonio Marano.
Continua a leggere: Quelli che il calcio e.. Allegria, sorprese e divertimento
Il cambio di direzione del Tg5 era molto atteso. Carlo Rossella, per oltre due anni e mezzo alla guida del Tg della rete ammiraglia Mediaset, il 3 luglio scorso ha lasciato il posto all’ex direttore di Tg2 e Tg1, nonchè della Testata Servizi Parlamentari della RAI, Clemente Mimun.
Ciò che ci si aspettava da Mimun era un cambio radicale di un Tg che già da qualche tempo, sotto la direzione di Rossella, era diventato sempre più frivolo e gossipparo, troppo simile al tanto criticato Studio Aperto di Mario Giordano.
A quasi due settimane dalla successione, chiediamo a voi lettori, attenti e critici telespettatori quali siete, se qualche cambiamento si è effettivamente verificato oppure no. Per esprimere la vostra opinione avete a disposizione un sondaggio che rimarrà aperto una settimana, ma ovviamente i vostri commenti sono graditi.