Lei Tv (canale 125 Sky) è ufficialmente la prima rete italiana dei direttori di carta stampata. Non abbiamo avuto sinora modo di commentare i programmi che si susseguono nel suo palinsesto, al centro di un curioso esperimento: l’extended version televisiva delle più importanti testate Rcs.
Si parte la domenica sera, alle 21.00, con l’appena partito Le donne di Oggi, che vede il suo direttore Umberto Brindani a tu per tu con personaggi femminili di spicco (nella terza puntata di domenica prossima sarà protagonista Federica Pellegrini).
Il martedì, alle 22.50, è ormai abituale l’appuntamento con Scusi Lei è favorevole o contrario?, che vede la direttrice di A Maria Latella a tu per tu con il personaggio della sua cover story settimanale (questa settimana è stata la volta di Luca Argentero).
Domani sera, invece, a debuttare alla conduzione - dopo apprezzati ruoli da opinionista nei talk show - è la direttrice di Novella 2000 Candida Morvillo. Su Lei Tv parte, infatti, il nuovo programma Telenovella, a sua volta spin-off di un altro periodico storico Rcs. La Morvillo ritroverà in un’azzeccata co-conduzione il suo fidato amico Fabio Canino, che l’ha battezzata televisivamente ai tempi di Cronache Marziane su Italia 1.
Per fare la tv, quella di inchiesta, quella delle interviste ci vogliono i giornalisti. Non basta Barbara D’Urso, deliziosa e professionale in altri contesti, ma non in quello appena passato sulle nostre tv domenicali e casalinghe, in una delle puntate di Domenica Cinque da cancellare, tanto è stata volgare, trash e anche inutile. Al centro del blocco la vicenda Marrazzo e la morte della trans Brenda deceduta alcuni giorni fa in circostanze da chiarire e al vaglio degli inquirenti.
In studio tre delle trans amiche di Brenda, mentre per il contraddittorio ci sono Candida Morvillo, Vladimir Luxuria e l’On. Gianluca Buonanno della Lega Nord. Il culmine dello svilimento è stato raggiunto alla fine del blocco, nel momento della presentazione di un filmato “rubato” in cui Natalie dichiarava di avere ricevuto offerte economiche per partecipare a trasmissioni televisive e lasciava intendere che fossero trasmissioni Rai.
E’ insorto l’On.Buonanno che ha dichiarato che qualora si trattasse di trasmissioni della televisione pubblica allora c’era da vergognarsi (e richiederà una interrogazione parlamentare) e ha chiesto in diretta a Natalie, intervenuta, spiega Barbara D’Urso a sorpresa, dalla postazione in diretta da via Gradoli, se davvero avesse percepito dei soldi, circa 25mila euro per partecipare a Porta a Porta di Bruno Vespa. Natalie ha negato in maniera veemente. Il dubbio è stato poi risollevato da Vittorio Sgarbi che è andato in rotta di collisione con la D’Urso accusando lei e la redazione giornalistica di fare il medesimo gioco della trans Natalie. Risultato? dopo una ventina di minuti e l’intervista al Ministro Brunetta ha telefonato in diretta Bruno Vespa che ha smentito categoricamente di avere pagato Natalie per la sua presenza a Porta a Porta.

UPDATE: La D’Urso cita indirettamente TvBlog, a proposito del nostro dubitare sulla diretta della prima parte:
“Sono usciti i vari blog, stanno facendo commenti molto carini. Addirittura hanno detto che sono stata talmente veloce a cambiare vestito, umore e capelli che secondo loro la prima parte era registrata. No, eravamo qua tutti, anche il pubblico poverini”.
Dopo un’ora di lutto, da Barbara D’Urso “felice si canta… beatamente”. La sensazione è che uno dei blocchi sia registrato, tanto lo stacco è stato traumatico ed evidente. Oppure è la conduttrice a dar prova di una mimica facciale magistralmente camaleontica? Come hanno fatto in così pochi minuti ad allestire la scenografia, congedando gli ospiti della prima parte e dando alla D’Urso il tempo per cambiarsi? Non è escluso che fosse registrato lo speciale, visto che l’aggressione a Daniela Santanché comunicata nella prima parte, risalente alle 11 di questa mattina, poteva benissimo “sposarsi” con una leggera differita.
Lo studio, salvo qualche lieve differenza di prospettiva e un verosimile allargamento, è lo stesso di Pomeriggio Cinque. Ed è un peccato, perché avevano la chance di una domenica in grande spolvero e invece hanno puntato sull’effetto riciclaggio di un Pomeriggio qualunque. Il taglio si preannuncia sin da subito molto femminile, un one woman show cucito sulla D’Urso che si è costruita intorno una corte di adulatori, proprio mentre su RaiDue va in onda il Ventura show.
C’è l’orchestra (molto criticata per la sua amatorialità dai nostri lettori), il corpo di ballo (penalizzato da uno studio-buco) con due vecchietti mischiati per la prima volta tra i ggiovani, una sigla di altri tempi. Le intenzioni ci sono, ma la scenografia è claustrofobica come quella di Questa Domenica, troppo per un contenitore del weekend.
Si incomincia l’anteprima, PRIMA di Domenica Cinque, con il bello e impossibile populisticamente evocato, ma al tempo stesso trattato da attore impegnato: Raoul Bova. Che rivediamo “valletto” ai tempi di Scommettiamo che. Ma perché in tv e sui giornali ci ricordano sempre quanto è bravo e buono, ma tutti si ricordano solo quanto è bello?

Il televoto per la scelta del valletto, tra Emanuele e Bruno, dimostra che Domenica Cinque è in diretta. E alla D’Urso sembra di tornare ai tempi della “busta brutta brutta brutta” del Grande Fratello. E’ Bruno il D’Urso Boy, il suo giocattolo personale a confermare il trend dell’uomo oggetto in tv: lo hanno scelto il 70% dei televotanti. Al suo fianco ci sarà un valletto per caso da casa, che cambierà ogni settimana.

Il sempre velenoso Dagospia, come al solito informatissimo sui contenuti di una puntata per la quale i comunicati stampa erano stati piuttosto avari (non potete immaginare quanto queste circostanze possano frustrare realtà piccole come la nostra), aveva profetizzato un’incontrollata esplosione di veleni nell’Annozero contro “porno-silvio“. Un autentico attacco frontale cercato da Santoro per farsi artificialmente epurare prima di essere costretto ad accettare, per coerenza, il contratto per la prossima stagione del suo programma che Mauri Masi starebbe preparando “blindato” e teso ad “imbavagliare” il giornalista e la sua redazione.
La visione della trasmissione ha in realtà rivelato altri contorni, a loro modo assolutamente prevedibili per quanti conoscono i pregi e i difetti del modo di condurre e di confezionare la trasmissione principe dell’informazione su RaiDue. Il conflitto fra Silvio Berlusconi e la legittima consorte, Veronica Lario, è raccontato nei minimi particolari. La vicenda viene ricostruita in tutti i suoi dettagli, dalle voci sulle candidate “veline” alle prossime Europee, alla festa di compleanno di Noemi Letizia, all’intervista con la quale la Lario ha annunciato l’intenzione di chiedere il divorzio da Berlusconi.
Monica Guerritore ha recitato i brani più significativi di quell’intervista, regalando un tocco di drammaticità in più. Formalmente superflua, l’interpretazione dell’attrice ha più chiaramente definito la reale portata della fine del matrimonio fra il Premier e la First Lady più anomala del mondo. Capire i fatti, fatti servilisticamente occultati dagli altri programmi televisivi (Porta a Porta, naturalmente, in testa), ha tratteggiato una sequenza di eventi che non permettono la sopravvalutazione di una vicenda fin qui morbosamente alimentata dall’artificioso mistero che la circondava.

In questa settimana dell’affaire Berlusconi-Lario si sono già occupati due programmi d’approfondimento della tv di stato. Ballarò, che ha reso noto che la vicenda non ha avuto alcuna ricaduta sul gradimento del Premier, almeno stando ai sondaggi, e Porta a porta si è prestata ad ospitare il comizio del marito che recrimina per il comportamento della moglie. Ora, però, tocca ad Annozero.
La redazione di Michele Santoro stava preparando una puntata sulla Fiat, grande protagonista delle cronache economiche dopo aver siglato l’accordo con Chrysler, ma la rottura della coppia più in vista d’Italia ha naturalmente rivoluzionato i programmi. Il taglio della trasmissione è prevedibile. Verranno “messe in scena” le accuse che la Signora Lario ha fatto pervenire a La Stampa e a Repubblica, comunicando l’intenzione di divorziare. Sono accuse pesanti (quella di frequentare minorenni e di essere una persona bisognosa d’aiuto, quindi sostanzialmente malata), sulle quali poco i media hanno insistito.
Santoro non si farà sfuggire l’occasione e ha preparato l’incursione di Monica Guerritore, l’attrice interpreterà le parole di Veronica, appena menzionate nelle altre ricostruzioni fornite in televisione. In studio come ospiti il direttore dell’Unità, Concita De Gregorio, Candida Morvillo, direttore di Novella 2000, Barbara Palombelli e lo scrittore e giornalista statunitense Alexander Stille. Insieme a loro l’avvocato/parlamentare Niccolò Ghedini e Emma Bonino. Sandro Ruotolo è andato a Napoli per incontrare Noemi Letizia, la cui festa di compleanno ha rappresentato il pomo della discordia fra i due coniugi. Si preannunciano fuochi d’artificio, durante e molto probabilmente dopo la trasmissione.
Chi dice che i comici devono stare scomodi a tutti i costi? A Gene Gnocchi piace fare satira comodamente seduto in poltrona, al cospetto di una tavola rotonda. Lui recita i panni di Artù ma il vero Cavaliere si intravede appena sullo sfondo, con la fin troppo abusata posa in bandana.
Senza mettere in mezzo un candidato premier per la par condicio, si sa, non è la stessa cosa, soprattutto se il tuo repertorio migliore ci campa da una vita. Di satira politica con gli attributi manco a parlarne, visto che basta e avanza Anno Zero. E allora non rimangono che le chiacchiere da condominio, di cui il nostro è sempre stato un maestro elevando la vecchietta del pianerottolo a musa ispiratrice.
Giovedì Gnocchi: la pietanza non cambia. Basta ripescare i buoni propositi della vigilia di un debutto tv per poi appurare la loro totale incongruità con gli obiettivi raggiunti. In occasione della conferenza stampa di Artù, Gene Gnocchi era stato irremovibile su un punto:
“I tuttologi hanno fatto il loro tempo. Inviteremo personaggi coerenti all’argomento trattato, che siederanno attorno a una tavola rotonda”.
Continua a leggere: Bye Bye Artù e la tavola rotonda (con i soliti vips)