“Oltrepassato il limite”. Una frase che si lascia sempre dietro qualche strascico di troppo, quando è messa in bocca ai potenti del mondo. Stavolta è il capo dell’Eliseo Nicolas Sarkozy (non nuovo, per la verità, a curiose sortite in ambito televisivo…) a rivolgere il suo personalissimo j’accuse nei confronti della trasmissione satirica di Canal+, Les Guignols de l’Info, rea di aver preso un po’ troppo per i fondelli suo figlio Jean, in questi ultimi giorni all’attenzione mediatica per la candidatura alla presidenza dell’Epad, l’ente pubblico responsabile della Défense (il quartiere parigino degli affari). Alla fine Jean Sarkozy ha rinunciato all’incarico, ma non si è salvato dalla feroce parodia fatta dal programma celebre per l’uso di marionette. Il presidente francese, adesso, pretenderebbe che il numero uno di Canal+, Bertrand Meheut, “licenziasse” il vicedirettore Rodolphe Belmer.
Intanto i video in rete relativi alla parodia del giovane 23enne sono provvidenzialmente spariti. La stampa locale - priva di guinzagli, beati loro… - ha già dato una parola al tutto: “Censura”.
Non è da tutti i giorni, purtroppo, ricevere dei complimenti all’estero per una produzione televisiva tutta italiana. Vale doppio, quindi, la notizia che “Romanzo Criminale- la serie” , trasmessa in Francia da poche settimane su Canal+, non solo sta ottenendo buoni ascolti, ma anche la stampa d’oltralpe è rimasta incantata dalla serie tratta dal film di Michele Placido.
Se sul fronte televisivo gli ascolti sono in aumento puntata dopo puntata, è sorprendente leggere come i giornalisti francesi abbiano definito la serie di Sky Cinema e Cattleya “l’evento tv dell’estate 2009”.
A dirlo, per esempio, il prestigio “Le Figaro”, che ricorda come “Romanzo criminale” non sia “né americana, né francese, né inglese, bensì italiana”, mentre “Le Monde” riconosce che “sono pochissime le serie televisive europee belle e meritevoli di essere segnalate”, inserendo la nostra tra queste.
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La pay-tv satellitare, sogno di ogni televisionomane (scuserete il neologismo): 200, 300 canali sempre attivi, documentari, film, eventi sportivi, intrattenimento, musica. Si può avere tutto, sempre, 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno. Certo bisogna pagare, anche troppo, e a molti guardando l’addebito mensile di Sky sarà venuto in mente almeno una volta: “non ho il tempo di guardare tutte queste cose, ne varrà la pena?“. Probabilmente no, ma il pensiero di tornare a casa, magari nel weekend dopo una lunga settimana di lavoro, e non avere la possibilità di guardarsi un film, magari la partita della propria squadra del cuore, sembra una prospettiva inaccettabile.
Canal+, omologo di Sky Italia in Francia, ha pensato di venire incontro a quella categoria di potenziali abbonati che proprio non ha voglia di sborsare 40 euro al mese quando ha tempo di stare davanti la tv giusto 6-7 giorni al mese. L’abbonamento weekend, una speciale formula che consente di accedere all’offerta dal venerdì alla domenica, costa poco, la metà più o meno di quanto verrebbe a costare l’abbonamento mensile. Mediaset Premium fa già qualcosa del genere, in realtà, ma lì si tratta di cifre “più contenute”, non regge il paragone con Sky.
Qualcuno potrebbe obiettare che si tratta di una strategia di marketing aggressiva, certo, magari che nasconde un’azienda “alla canna del gas” (in questo periodo con Canal+ per un anno di abbonamento e un euro in più ti regalano il televisore LCD), ma siamo sicuri che potrebbero essere in molti anche in Italia a scegliere di abbonarsi a Sky non dovendo pagare certe cifre e potendo bilanciare il rapporto fra la spesa e l’effettivo utilizzo della pay tv. Voi cosa ne pensate?
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