
Camila Raznovich, presto mamma per la seconda volta, conduce - lo presentavamo la settimana scorsa - un programma dal doppio volto: settimanale su La7, la domenica pomeriggio. Quotidiano su La7D. Raggiungiamo Camila telefonicamente per parlar con lei dopo la prima messa in onda di Mamma mia che domenica. E’ un meccanismo che funziona, quello della conversazione a posteriori, e che permette, se non altro, di aver visto in onda quello di cui si deve parlare. In Mamma che domenica c’erano alcuni elementi convincenti, altri che ci hanno fatto un po’ storcere il naso. La conduttrice - che domani sarà impegnata nella seconda puntata in diretta -, si sottopone, di buon grado, alla chiacchierata.
«Allora, facciamo una premessa: l’idea ci è sembrata buona. E’ un tema sicuramente da trattare, interessante, che può avere sviluppi accattivanti. Però come sai, noi su TvBlog siamo cattivelli - abbiamo anche una mamma in redazione - e abbiamo anche qualche critica. Tanto per cominciare: ma c’era proprio bisogno degli ospiti vip (nella prima puntata erano Concita De Gregorio e Giampiero Mughini, ndr)»?
«Secondo noi sì, anche per una questione di grammatica televisiva. Poi vedrete anche che tipo di scelte faremo negli inviti: Concita De Gregorio alle cinque del pomeriggio non è una scelta facile, è stata una scelta voluta, perché non è una donna che potresti trovare facilmente nei salotti del pomeriggio. Quindi, gli ospiti saranno, in generale, personaggi che non frequentano la tv italiana salottiera: domenica dovrebbe venire Oliviero Toscani. Quindi, sì ai vip, ma sì in quanto legati al tema che trattiamo, in quanto genitori e non in quanto personaggi pubblici. Spesso ci si dimentica che anche i personaggi pubblici sono genitori, hanno una famiglia. Secondo me è anche interessante vedere come si relazionano alla loro famiglia, scoprire la loro umanità, la semplicità, la tenerezza nella sfera familiare che magari non ci si immaginava».
«Però, guardando il programma da un punto di vista contenutistico, erano molto più interessanti le tre mamme “qualunque”, molto diverse fra loro, che raccontavano la loro esperienza. La striscia quotidiana, poi, approfondisce…
«Quella parte è una specie di micro-reality dove si segue la quotidianità di queste persone che gentilmente ci hanno aperto, letteralmente, casa loro, e lasciano che noi con le telecamere andiamo a cogliere i momenti belli, le contraddizioni, la crisi della coppia durante la maternità. E’ un segmento che ho voluto fortemente.»
«E in effetti sviscerava tematiche interessanti. Mentre, se devo dire la verità, alcuni discorsi della De Gregorio, e altre cose che si sono dette in studio, mi sono sembrate, invece che semplici, un po’ banali».
«Il rischio di banalizzare c’è, è presente in tutta l’ora e mezza della trasmissione. Trattare il tema famiglia-genitori-bambini, se non hai un taglio molto chiaro o preciso o anche scomodo - per alcune mamme può esserlo, perché sembra che la maternità si debba affrontare solo in maniera molto seria - ti fa correre questo rischio. Ma banalizzare non è quello che voglio io, nè l’editore. Così abbiamo scelto un taglio ben preciso. L’ovvietà è dietro l’angolo ed evitarla sarà una nostra priorità. Cerchiamo di affrontare gli argomenti da un altro punto di vista.
Poi, non ti nascondo che quella di domenica è stata una “prima”, ma di fatto, visto che non avevamo fatto una prova generale, è stata una “zero” in onda e ovviamente - sto andando proprio ora in riunione - ci sono molte cose da rimettere a posto, molti punti da riequlibrare. C’è da lavorare come dopo una zero. Nella squadra cerchiamo di riguardarci, di essere critici e di mettere a punto tutto: non sono preoccupata delle piccole cose non riuscite bene ma dobbiamo migliorare quelle in cui siamo stati più superficiali.
Io raramente sono contenta, ma dopo la prima diretta ero comunque soddisfatta, anche perché di fatto il cast non si conosceva, molti di loro si sono conosciuti in onda: il contenuto c’è, un programma su questo tema si può fare e si può fare in maniera diversa, quella che abbiamo scelto».
«Dici che avete avuto poco tempo per provare, ma la diretta, la collocazione, erano già previste o sono nate in corsa?»
«Era tutto previsto. A novembre abbiamo iniziato a parlarne e da subito abbiamo iniziato a parlare in diretta per fare un’interazione con i genitori (non solo per mamme, anche per papà); è una formula interessante, anche radiofonica. Non è solo un talk show ma è un’esperienza peer-to-peer, una specie di “forum” televisivo.
E’ chiaro che è una cosa che va tarata: è domenica pomeriggio, orario molto “per famiglie”. Quindi, proviamo a dare consigli senza dare la verità: vogliamo provare a dare un momento di scambio di esperienze. Che è proprio quel che fa una mamma oggi: molte mamme, per dire, quando il figlio ha una macchia sulla pancia, cosa fanno? Vanno sul web, digitano su Google e vanno a vedersi le esperienze delle altre mamme suoi forum.
Hai visto, anche gli ospiti non davano mai verità ma opinioni, come persone con più esperienza nel campo, ma sempre alla pari. Niente cattedre, niente istruzioni per l’uso, figurati, io sono una mamma imperfetta. E trovo che sia ok riconoscere i propri limiti, ironizzarci su. E noi vogliamo ironizzare sul tema, che in Italia sembra intoccabile: non è una cosa sacra, non è che essere madri ti collochi in una striscia di superiorità assoluta, né ti colloca nella casella degli “esseri perfetti”. L’autoironia è la cosa che manca su questo tema, in Italia».
«Forse in Italia manca un po’ su tutti i temi.»
Ma certo. E’ chiaro, lo diamo per scontato che siamo tutti madri, padri innamorati dei nostri figli. Ma si può andare oltre? Religione, morte, sesso, sono tutti tabù in Italia, e io un po’ di lavoro su questo, per dire, sul sesso, l’ho fatto. La famiglia è cambiata, cambiano le relazioni fra i nuclei familiari, non abbiamo quasi più i nonni (almeno, è diversa la figura del nonno, rispetto a quello che c’era anche solo una generazione prima). E quindi, vorrei trattare il tema con un po’ di irriverenza. Certo che non prendo in giro nessuno. Ma anche il vip è lì, per una volta, con un occhio un po’ autocritico. Per esempio, Concita che ammette i suoi limiti di madre, non lo farebbe mai, come direttore di giornale, come giornalista. Detto ciò, è chiaro che facciamo televisione, è ovvio che dobbiamo sottostare a dinamiche televisive.
Camila Raznovich ritorna su La7. E lo fa la domenica alle 17.40 (altra fascia oraria ma stesso giorno di Piroso che - per ora - lascia orfani i suoi telespettatori fedeli), con un programma che si intitola Mamma mia ce domenica e che ha a che fare, naturalmente, con i figli, la maternità, l’essere genitori. Del resto, Camila è nuovamente incinta (dopo la nascita della piccola Viola nel 2009) e il tema le è evidentemente caro, visto che ci ha anche scritto su un libro dal titolo M’ammazza (Diario di una mamma politicamente scorretta).
Il sottotitolo del programma - così come quello del libro della conduttrice-”scrittrice” - racconta molto del concept del parent-show: «Strategie per sopravvivere a un’altra settimana con i nostri figli». E infatti, se la Raznovich ha parlato “liberamente” di sesso su MTV, ora parlerà liberamente di figli e genitori su La7. L’approccio dovrebbe essere quello a cui la conduttrice è legata - perlomeno quando non tratta temi più delicati, come in Amore criminale -: disincanto, miti e luoghi comuni da sfatare, tono ironico e dissacratorio.
L’appuntamento con la Raznovich inizia proprio
Il programma promette interazione col web. Ma sul tema occorre fare attenzione: le mamme online sono agguerrite e non perdonano (si veda in merito, per esempio, una videorecensione fatta da una mamma cui il libro della Raznovic proprio non è piaciuto.
Forse il punto è che è difficile non prendere sul serio la maternità? Eppure, il tono dei promo parla chiaro: mostrano mamma Camila alle prese con tre “difficili” situazioni: cellulare + passeggino, caricare la pupa in macchina dopo la passeggiata, cellulare + altalena (si possono vedere tutti e tre dopo il salto).
Camila Raznovich - Mamma mia che domenica


Continua a leggere: Mamma mia che domenica - Camila Raznovich su La7 (e La7d)
Mentre la rete è in subbuglio per le dimissioni di Enrico Mentana, a La7 arriva un altro personaggio, Camila Raznovich. Secondo il settimanale Panorama che sarà in edicola da domani, l’attuale conduttrice di “Amore Criminale” su Rai 3 sarebbe in procinto di passare alla rete diretta da Paolo Ruffini da gennaio.
Un ritorno a casa dunque per Camila che con Ruffini ha lavorato fino a quando il direttore guidava Rai 3 e soprattutto per lei che nei canali del gruppo che fanno capo a Telecom Italia Media ha già condotto (da ricordare Loveline su Mtv per esempio).
Del programma che la Raznovich dovrebbe condurre su La7 si sa ancora poco ma quel che è certo è che sarà prodotto dalla Zodiac, visto che fautore del passaggio dalla tv di Stato a quella del cosiddetto Terzo Polo televisivo sarebbe stato l’ex presidente della società Giorgio Gori, passato alla politica di Renzi.

Che Domenica Cinque non sia una tv per uomini, come un po’ tutta la domenica catodica extra-calcistica, era già un dato assodato. Ma che a “svendersi” nel salotto delle ex showgirl ci sia pure Camila Raznovich infonde un’enorme delusione nel sottoscritto.
Camila è una delle poche ex-vj che può dire di essersi guadagnata una certa autorevolezza televisiva. Complice la riconosciuta qualità dei suoi programmi su RaiTre, Amore criminale e Tatami, è una conduttrice chic che potrebbe permettersi di selezionare le sue apparizioni da ospite.
Peccato che in veste di neo-mamma, per giunta di nuovo in dolce attesa, sia stata affetta da una sindrome ricorrente nei salotti tv e sulle copertine dei giornali: la “gravidanza-mania”. Il che, per carità, è un’esperienza rispettabilissima nella vita di una donna, a maggior ragione se si rivela problematica.
Domenica Cinque - Camila Raznovich e la gravidanza




Continua a leggere: Domenica Cinque e la gravidanza-mania: Camila Raznovich tu quoque?

Camila Raznovich è il volto settimanale della Social Vanity, ovvero l’intervista fattta su Facebook dai lettori di Vanity Fair. E le sue dichiarazioni riservano sorprese, oltre a gettare nuova luce su uno dei neo-acquisti più brillanti della tv di stato. Grazie ai suoi successi in seconda serata, da Amore Criminale a Tatami, l’ex volto di Mtv è riuscita a riproporsi con quella credibilità radical-chic che solo RaiTre ti sa dare.
Ora la vediamo come giurata misurata, ma mai paludata, di Lasciami cantare!, che è un il suo primo vero sdoganamento sulla più istituzionale ammiraglia Rai. Camila, al sottoscritto, è sempre apparsa meritevole per una qualità di fondo: l’intelligenza data per acquisita. Sia nel suo approccio schietto a Loveline, che nei primi passi a Select, è sempre stata una sorella maggiore di cui fidarsi e che ha imparato a stare al mondo, forte di esperienze di vita vera.
Guardandola in video, anche se non parlerà mai di massimi sistemi, ha quel plusvalore alla Bignardi che ti fa vergognare meno di guardare la tv. E, specialmente se rapportata agli opinionisti medi della tv di stato, la sua presenza è a dir poco confortante, perché sai che a parlare è una donna normale.
Voi direte, perché tutto questo panegirico? Perché si dà il caso che Camila ammetta quello che non ti aspetti:
Continua a leggere: Camila Raznovich sogna Sanremo. Why not with Carlo Conti?
Che palle solo Saviano, X Factor e Avetrana. Ormai, se non sei un marchio riconoscibile, sembra che tu non possa più strabordare tra prima e seconda serata. E invece, una volta, i programmi andavano in onda a tarda sera per il solo gusto di intrattenerti, non per farsi notare per forza.
Nelle ultime sere il sottoscritto, che fa parte della ‘vecchia’ generazione Mtv, quella che ti accompagnava per tutta la giornata da Select a Kitchen, si è sottratto ai programmi di punta per ritrovare Loveline. E tutto questo nonostante avessi personalmente perso ogni legame fidelistico con la seconda serata, ormai alla mercé del sensazionalismo un po’ forzato di Chiambretti (con l’ospitata urlata a tutti i costi) e dell’approfondimento in salsa morbosa.
La seconda serata nasce per essere soft, mai ansiogena, distensiva, con contenuti riservati e più congeniali alle turbe notturne. Quale altro tema se non il sesso può essere sdoganato e, soprattutto, sensibilizzato in questa fascia? Il ritorno di Loveline ha avuto, perciò, un effetto insieme nostalgico e straniante. I fan della prima ora saranno rimasti sicuramente spiazzati, lunedì sera, dalla sostituzione di Camila Raznovich, con quella sua aria un po’ algida e fetish insieme: la crescita della sua credibilità professionale dipende soprattutto da questo programma.
Come lei, non c’erano più il divanetto, lo studio raccolto con i ragazzi seduti all’indiana, gli interventi hot-pop dell’ex gieffino Filippo Nardi. Al suo posto, delle sedie di plastica e un’atmosfera dispersiva più vicina al lounge bar. Ma, poiché tutto si crea nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, Loveline è tornato per restare, con una pelle più moderna ma al tempo stesso fedele al suo testamento originario: fare educazione sessuale tra i giovani. Il futuro, ora, è Angela Rafanelli, una delle vere novità del panorama televisivo attuale (qui l’intervista a Queerblog). Stiamo parlando di una ragazza brillantemente impacciata e per questo genuina, autenticamente confidenziale, che non assomiglia a nessun’altra. Chi non si è innamorato della sua buffa parlantina livornese?
Non vi nascondo che a un primo impatto sono rimasto un po’ deluso. Sostituire lo storico volto Camila Raznovich (ormai ‘cresciuta’) alla conduzione di Loveline era un’ardua impresa in partenza. Per questo la caccia all’erede aveva ispirato nel sottoscritto piccanti fantasie, come Lucilla Agosti, Geppi Cucciari o Giorgia Surina, volti ormai consolidati e apparentati con Telecom Italia e/o i canali musicali.
E invece hanno designato allo scopo l’emergente Iena Angela Rafanelli che - stando a quanto segnalano i beninformati - sarà una grande rivelazione, degna della filosofia Mtv sempre protesa a sperimentare volti (più o meno) nuovi.
Dal 15 novembre - ogni lunedì, martedì e mercoledì alle 23.00 - torna la nuova stagione del mitico show di MTV che approfondisce tematiche erotico-sessuali con il linguaggio dei giovani. Loveline torna con una formula rinnovata, più ironica e disinibita, pur continuando ad affrontare le domande e i dubbi del pubblico con risposte competenti e spunti di riflessione.
Lo show avrà anche un’extended version online sul sito www.mtvboysandgirls.it, dove poter recuperare estratti delle puntate e fare domande agli esperti usando l’apposita sezione. Il numero di telefono per le chiamate in diretta e per la segreteria telefonica di Loveline è 02.26309012. Se, invece, volete mandare una mail alla redazione del programma, potete farlo all’indirizzo: loveline@mtvne.com.

Ospite delle colonne del nostro TvBlog è oggi Camila Raznovich a cui abbiamo chiesto di commentare i dati scaturiti dalla nostra recente analisi auditel relativa al suo programma “Tatami” che sta conducendo in queste domeniche sera su RaiTre (Stasera alle 23:40 fra gli ospiti Lorella Cuccarini e Luca Tommasini). Ma con Camila abbiamo anche parlato dei suoi esordi televisivi su MTV Europe prima e MTV Italia poi e di programmi come “Loveline” in cui si discutevano tematiche inerenti al sesso e “Drugline” che aveva la medesima impostazione di “Love” ma incentrato sui problemi relativi alle sostanze stupefacenti. A questo proposito le abbiamo anche chiesto un parere sul caso di questi giorni di Morgan, di cui ci ha confessato i suoi esordi proprio partiti dai programmi da lei condotti su MTV nel anni ‘90, in una intervista a tutto campo ad un personaggio del mondo della televisione davvero interessante. Buona lettura.
Nasci televisivamente ad MTV, come ci sei arrivata?
E’ nato tutto casualmente, io ero diciannovenne, ero partita per fare un giro per l’Asia, poi quando son tornata mi ero decisa a far parte del mondo dello spettacolo. Un amico della mia famiglia mi ha detto che MTV stava cercando nuovi volti, parliamo del 1995. Io non sapevo neanche cosa fosse MTV. Feci allora con una telecamerina domestica, un video di 4 minuti in cui mi presentavo in una specie di provino autoprodotto. Lo mandai a MTV e dopo un paio di settimane mi chiamarono e mi dissero che mi volevano conoscere. Da lì ho fatto il provino finale in cui eravamo in 5 persone presso gli studi dell’allora Telepiù a Cologno Monzese. Dopo una settimana mi chiamarono e mi dissero che il lavoro era mio.
E da lì nacque la tua avventura a MTV Europe
Esattamente, io con Enrico Silvestrin rappresentavo l’Italia, poi c’erano due tedeschi, due francesi, due spagnoli etc. Successivamente i dirigenti decisero di aprire delle sedi per ogni nazione europea e quindi arrivò anche MTV Italia.A questo punto i vee jay che fino a quel punto erano su MTV Europe si sono spalmati in tutte le varie sedi delle loro nazioni di appartenenza.
Dopo moltissimi programmi musicali ed un periodo fuori da MTV, nel 2001 ci ritorni per condurre “Loveline” un format un po’ diverso rispetto al mondo tutto musicale di MTV, come è nato quel programma?
Loveline è un format brasiliano di MTV Brasile. La loro versione era molto più “colorata” rispetto alla nostra, la conduceva ricordo un trans e il registro era decisamente più hot. Antonio Campo Dall’Orto, allora direttore di rete, voleva portare in Italia questo format. In realtà io Antonio lo avevo conosciuto anni prima quando arrivò alla direzione della rete. Allora io avevo 23 anni, trovò me ed Enrico Silvestrin e l’impatto che ebbi con lui non fu buono, infatti ci litigai e me ne andai su due piedi. Poi nel 2001 mi richiamò per condurre questo programma, perché, avendomi sentita una sera parlare a cena con alcuni miei amici su questioni riguardanti il sesso, gli era piaciuto il mio modo assolutamente naturale e spontaneo di discorrere su queste tematiche e così mi offrì la conduzione di “Loveline”. Antonio richiamandomi ha dimostrato di essere un uomo di grande intelligenza e maturità e di quella litigata di anni prima poi ci abbiamo spesso riso sopra .
Nel 2001 MTV nel frattempo era cambiata, non era più solamente la TV di video musicali a rotazione, ma cercava di proporre anche qualcosa di diverso, grazie appunto anche alla direzione di Dall’Orto
Certamente, io poi ero anche più grande e stavano avvenendo anche nella mia vita privata una serie di cose che mi stavano facendo crescere e che hanno inciso anche nel mio percorso professionale. Loveline ha fatto parte di una televisione, che direi è quasi uscita dal logo MTV, entrando dentro alla più vasta televisione detta di intrattenimento. Un tentativo secondo me molto intelligente da parte del direttore di rete.
Un programma come Loveline lo vedresti ora in onda, magari anche in un canale diverso da MTV?

Nella nostra rubrica di analisi auditel 2.0 ci vogliamo occupare questa volta di un programma di nicchia che presidia da qualche tempo la terza serata della domenica di RaiTre, stiamo parlando di “Tatami” condotto da Camila Raznovich. Una trasmissione, giunta alla seconda edizione, che racconta, attraverso il talk show, storie di persone attraverso le quali ci possiamo confrontare per fotografare una società parallela che forse il più delle volte, nella frenesia della vita di tutti i giorni, ci sfugge. In questa nostra analisi andiamo a scoprire il pubblico che segue questo programma, radiografandone come consuetudine di questa nostra rubrica la composizione per i vari tipi di target.
Partiamo dunque dalla composizione del pubblico per sesso, scopriamo che la maggior parte è femminile nella percentuale del 64,59% e facente parte della categoria “Responsabile d’acquisti” (sarà contenta la Sipra) per il 62,39%. Passiamo dunque alla composizione per età anagrafica, dove scopriamo che la maggior parte ha un’età oltre i 64 anni per il 32,21%, mentre per il 20,24% nella fascia fra i 55 e 64 anni e 19,73% fra i 45 e 54 anni. Buona la percentuale anche fra il pubblico 35-44 anni nella misura del 16,02%. Per titolo di studio abbiamo la maggior parte con licenza di media superiore nella percentuale del 35,75% segue la media inferiore con il 31,7%.
Per aree geografiche scopriamo che il pubblico è quasi equamente spalmato lungo tutto lo stivale, ma con una maggioranza nelle regioni del Nord-ovest nella misura del 29,17% (maggior regione rappresentata la lombardia con il 17,37%) e con un numero di componenti per famiglia di 3-4 persone: 42,83%. Per classe socio economica la maggior parte del pubblico che segue “Tatami” fa parte della MA (Medio Alta, la seconda categoria per ampiezza, 31,3%, rappresenta la vasta classe media: soprattutto impiegati, con livelli medio-alti sia d’ istruzione che di reddito) nella misura del 35,92%. Per quel che riguarda gli “Stili di vita” secondo la mappa Eurisko la categoria più rappresentata nel pubblico di “Tatami” è quella delle “Signore Aperte” nella percentuale del 15,01%. Si tratta di un gruppo femminile di età matura, con una buona dotazione reddituale, questa condizione, unitamente al fatto che la maggior parte vive da sola o in coppie senza figli conviventi, le aiuta a manifestare o a recuperare i loro tratti di curiosità, di apertura alle aopportunità e addirittura di progetto, almeno sul piano culturale. Il tutto però con una certa sobrietà ed equilibrio sia nella vita che nel consumo.

Ritorna in seconda serata su RaiTre Tatami, il talk show condotto da Camila Raznovich. Questa sera, il titolo della puntata è Nuove frontiere della maternità: si parla di procreazione negli anni ‘10 (2010), dall’utero in affitto al designer baby (termine colloquiale utilizzato per indicare uno scenario di ingegneria biomedica in cui le caratteristiche genetiche del nascituro vengano predeterminate artificialmente.
Beppe Fiorello si racconta insieme all’amico Alessandro Bondi. Yonnel Dervin è ospite straniero. Jonnel è un ex dipendente di France Télécom, compagnia telefonica francese che è stata per molto tempo nell’occhio del ciclone per un elevatissimo numero di suicidi fra i suoi dipendenti. Anch’egli aspirante suicida, poi autore del libro Ils M’ont Détruit! (letteralmente, Mi hanno distrutto), in cui racconta i metodi della compagnia.
Poi, ecco il mito dei finti trailer (e non solo): Maccio Capatonda, alle prese con la sua inchiesta surreale insieme all’inviato speciale Jerry Polemica e a Michele Dalai (che viene definito il libero pensatore di Tatami).
Questa sera, 10 gennaio 2010, su RaiTre alle 23:35.
L’appuntamento è per questa sera alle ore 23:35 su RaiTre per la nuova edizione di “Tatami” il talk show teatro di confronti fra ospiti ordinari e straordinari sui temi della contemporaneità con il racconto del costume e delle evoluzioni di pensiero e di stile dall’italia e dal mondo spaziando fra momenti divertenti ed altri di riflessione. Il programma condotto da Camila Raznovich, da poco mamma, torna dopo l’edizione di inizio 2009 caratterizzata da un ascolto medio del 7,55% pari a 719.000 telespettatori. Andando a spulciare fra i dati per target relativi alla passata edizione notiamo una prevalenza di pubblico femminile: 60,22%, di età fra i 25 ed i 54 anni: 45,76%, del nord ovest: 25,87%, con un titolo di studio di media superiore: 35,05% e di classe Medio Alta: 34,21%.
In questa prima puntata delle tredici previste Camila, che esibirà un nuovo look, ospiterà Vladimir Luxuria, la storica Giulia Galeotti, il giornalista Antonio Mancinelli, che ha introdotto in Italia l’espressione metrosexual, Michele Dalai, il “libero pensatore” di Tatami e, in collegamento da Milano, Camillo Langone, sul tema: l’eros e la fine dei suoi “confini” , la separazione dell’identità dalla sessualità: dal caso estremo dell’ermafroditismo alla bisessualità, alla moda del metrosexual. Nella quarta edizione del talk firmato Raznovich, torna l’intervista doppia con un personaggio famoso accompagnato da un parente o un amico. Un’occasione per indagare su noi stessi e sugli altri e sui legami speciali della nostra vita.
Per questo spazio in studio sul Tatami (ricordiamo è la tradizionale pavimentazione delle abitazioni giapponesi) ci sarà Renzo Arbore,con il nipote Marco Fabi, anche lui musicista, che racconterà come zio Arbore ha influenzato la sua crescita. Nell’ultima parte del programma ci sarà un momento molto toccante quando Camila intervista Katie Piper, bellissima modella inglese e promettente volto della tv, sfigurata dall’acido per mano dell’ex fidanzato. Katie ha già subito oltre trenta interventi di chirurgia plastica ma ha deciso di vivere la sua vita senza rimpianti. Totalmente nuovo lo studio, che la creatività senza limiti di Trixie Zitkowsky ha trasformato in un nuovo grande Tatami, con spazi che si aprono e si chiudono in un gioco continuo di apparizioni e scomparse.
Continua a leggere: Camila Raznovich da stasera di nuovo padrona di casa sul “Tatami” di RaiTre
In queste ore si fa massiccia la mobilitazione anti-Mtv, colpita a sua volta, e forse per la prima volta nella sua storia italiana, dalla crisi economica. E’ attesissimo, nella giornata di domani, lo sciopero di ben quattro ore, dalle 10 alle 14, di un gran numero di (giovanissimi) dipendenti a termine ai quali non è stato rinnovato il contratto. Un corteo in piena regola partirà dal balcone di piazza Duomo, storica location di Trl, e terminerà sotto la sede di Mtv Italia in Corso Venezia, a Milano (come anticipatovi qui). Anche nei media è scattata la protesta, a colpi di critiche sui blog e frecciatine a mezzo stampa che partono dalle stesse vecchie leve del brand.
Prendete Marco Maccarini, uno degli storici volti del canale scoperto dal concorso Cercasi Vj. La Stampa lo intervista quest’oggi, ricordando che la sua collaborazione continuativa con l’emittente è cessata qualche mese fa, lasciando spazio a lavori “a progetto” come la campagna di sensibilizzazione per la guida sicura Best Driver. L’ex vj decide così di esprimere la sua solidarietà ai colleghi:
“Che io sappia rimane tutto come prima. Ma con cento persone in meno. L’emittente si sta sparando addosso da sola. Ma così fa finire una bella favola. Un Total Request Live come lo facevamo dieci anni fa non c’è più, i programmi con la “p” maiuscola dove c’erano delle idee oltre che dei videoclip non si vedono più. E’ diventata una melassa inutile. Quando i ragazzini vogliono guardare un video oggi vanno su Youtube”.
Continua a leggere: Marco Maccarini supporta la campagna anti-Mtv. Che ne sarà del veejay monstre?
Giornata di presentazione dei palinsesti autunnali Rai: seguendo i link potete trovare quelli di RaiUno e RaiDue.
Autunno caldo e senza scossoni per RaiTre il cui palinsesto è stato presentato oggi a Roma e Milano da Sipra assieme a quelli di RaiUno e RaiDue. Purtroppo un appunto va fatto: in tutta la presentazione non è stato fatto accenno alla tv dei ragazzi nè a come la rete intenda riservare uno spazio ai più piccoli, attraverso conferme o novità, che a questo punto risultano tagliati malamente fuori dal palinsesto di oggi.
Riconfermati Che tempo che fa con gli speciali e Parla con me. Dunque in campo scendono Fabio Fazio, Serena Dandini, Luciana Littizzetto, Paolo Rossi, Antonio Cornacchione, Antonio Albanese, Dario Vergassola, Enrico Bertolino, Licia Colò, Fabrizio Frizzi, Camila Raznovich, Neri Marcoré. Mentre per la divulgazione culturale e scientifica restano in sella Alberto Angela, Carlo Lucarelli, Sveva Sagramola, Philippe Daverio.
Ma RaiTre punta anche alla informazione di servizio ed ecco che assumono rilievo “Buongiorno Regione”, curato dalle redazioni regionali avviato lo scorso anno prima in quattro regioni e ora esteso a tutto il territorio nazionale, programmazione che ha fatto portare a casa buoni risultati nella fascia 7,30-8,00.
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Chi è Marco Marfè? E’ il talento incompreso più famoso di X Factor 2, oltre che il nuovo idolo di HappyBlog (che ha appena pubblicato la sua esilarante esibizione a Mattino Cinque, al cospetto di un’ammirata conterranea Barbara D’Urso).
Questa sera la quinta puntata di Sugo, in onda alle 23.05 su Rai 4 o recuperabile sul sito ufficiale, si metterà sulle sue tracce. Christian Letruria, infatti, lo seguirà per un giorno intero a Napoli, dove vive e pare già avere il suo nutrito nugolo di fan. Il neomelodico scartato dal talent show di RaiDue deve la sua popolarità allo stesso provino demenziale in cui Simona Ventura l’ha scartato con ironia: il video in questione ha ricevuto oltre 800mila visite su Youtube. Per questo Sugo si chiede: come funziona oggi il meccanismo della fama tv?
Barbara Foria invece tratterà la guerra tra le tv, collegandosi dalle sedi di Sky, Mediaset e Rai per fare il punto sulle strategie e i colpi bassi tra i contendenti. E poi ancora spazio al Grande Fratello. Con l’uscita della hostess e di Federica Rosatelli dalla Casa, la “Sesta al silicone” di Cristina Del Basso resta uno dei pochi “argomenti” di punta del Grande Fratello 9.

Camila Raznovich è incinta, innanzitutto. Ed è partita ieri con la nuova serie di Tatami, il talk show (un altro, seppur diverso) nella seconda serata di Raitre. Partiamo dalla dichiarazione di Paolo Ruffini, direttore di Rete, da fonte il Velino:
“È un programma su cui abbiamo discusso molto in chiave strategica perché è un importante osservatorio su costume e società che ha in Camila una conduttrice contemporanea”.
Che sia una conduttrice al passo con i tempi è certamente vero, il suo stile non si confonde, ha un volto e una voce facilmente empatici e sa essere credibile anche nei momenti meno “alti” dei suoi programmi. E’ sull’importante osservatorio il mio dissenso.
Questo nuovo kick off dedicato al mondo di Facebook ha tirato fuori l’unico grande difetto del programma. Tatami è ha una cornice perfetta, un dinamismo delizioso, una scelta di ospiti raffinata e non banale (in collegamento la rappresentante del sito Naomi Gleit, Jane Alexander, la scrittrice Giulia Carcasi, l’editore Alberto Castelvecchi, il prete Doriano Vincenzo De Luca, Carolina Crescentini e la conduttrice drag pachistana Begum Nawazish Alì). Ma c’è un ma. I contenuti.
Continua a leggere: Tatami: Camila al top. Riposano i contenuti