
Due serie televisive che hanno attirato numerosi curiosi ma che non sono riuscite ad andare oltre la prima stagione, partiranno stasera: una è “Camelot”, in onda su Joi di Mediaset Premium dalle 21:15, l’altra è “Caprica”, già andata in onda proprio su Mediaset Premium ed ora trasmessa in chiaro da Rai 4 dalle 21:10.
Camelot: la saga di Re Artù in chiave sexy (ma che non convince nel cast)
Trasmessa da Starz quest’inverno, “Camelot” si proponeva di raccontare la saga di Re Artù con una prospettiva diversa da quella a cui eravamo abituati. Il racconto, qui, si tinge di violenze, complotti e di una carica sessuale degne della rete su cui è andato in onda e che svecchia il mito di Merlino al punto giusto.
Ispirandosi all’antologia di Sir Thomas Malory del 1485, gli autori Chris Chibnall (“Merlin”) e Michael Hirst (“The Tudors”) hanno voluto raccontare di un Artù ancora sbarbato, interpretato da Jamie Campbell Bower, che scopre dopo la scomparsa del re di Britannia Uther di esserne il legittimo erede. Sebbene Artù ce la metta tutta ad incarnare il ruolo del nuovo Re, contro di lui si schiera la sorellastra Morgana (Eva Green, “The Dreamers”), cacciata dal padre anni prima ed ora dedita alla magia nera.
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“Camelot”, la serie tv di Starz trasmessa negli scorsi mesi in America, e che in Italia andrà in onda su Joi di Mediaset Premium (ma il Telefilm Festival proporrà la prima puntata sabato alle 20), è stata cancellata. La conferma è arrivata dopo alcune voci provenienti dalla Francia secondo cui la rete non avrebbe rinnovato il telefilm per una seconda stagione.
“Camelot” ha avuto alle spalle un nome d’eccezione, come Michael Hirst, creatore de “I Tudors”, che questa volta si è cimentato in un racconto che unisse leggenda e realtà. La base della storia, infatti, è l’antologia di racconti sul mito di Re Artù di Thomas Malory e del 1485: molti riferimenti nella serie prendono quindi spunto a fatti qui raccontati, allontanandosi da versioni che poi sono state al centro di altre produzioni del genere.
La serie ha raccontato il tentativo del giovane Artù (Jamie Campbell Bower) di guidare la Britannia dopo la morte di Re Uther, il quale aveva allontanato il figlio dal trono appena nato. Artù si ritrova così alle prese con un mondo tutto nuovo e, soprattutto, con la sorellastra Morgana (Eva Green), decisa a riprendersi il regno dopo essere stata cacciata dal padre, anche attraverso le arti magiche che ha imparato durante il suo allontanamento.
Dal 27 giugno al 3 luglio 2011 presso l’Apollo Spazio Cinema di Milano torna il Telefilm Festival, l’evento dedicato agli amanti del genere seriale organizzato dall’Accademia dei Telefilm. Quest’anno con più eventi, con serate a tema legate a prime visioni con ingresso libero. Ecco una prima ricca tranche del programma ufficiale (non ancora completa) ad un mese dall’evento.
Saranno molte le anteprime che gli appassionati del genere potranno vedere al Telefilm Festival 2011. Dalla Francia il caso dell’anno, la serie Xanadu, ritratto di interno familiare sullo sfondo dell’industria pornografica, che viene trasmessa Oltralpe sul canale culturale Artè. Seguirà poi l’incontro “Porno Salotto: quando le luci rosse sono una questione di famiglia” con Angela Rafanelli (conduttrice di Loveline su Mtv e in questi giorni di Le vite degli altri) e Nina Palmieri di Sex Education Show su Fox Life. Al termine, un episodio della serie Skin con Olivia Wilde, ambientato nel mondo porno delle proprie mura di casa.
Il Tf 2011 sarà anche il luogo dove verrà ufficialmente presentato il nuovo canale di Mediaset Premium, Premium Crime, in partenza dal 1° luglio 2011. Il 30 giugno verranno presentate le due serie Law & Order: Los Angeles con Alfred Molina e Chase, telefilm prodotto da Jerry Bruckheimer. Al termine, un incontro indagine sul crime dal titolo “Il delitto imperfetto” con la partecipazione del criminologo Massimo Picozzi, nel quale si tratterà con giallisti e giornalisti della morbosità e dei picchi Auditel che hanno caratterizzato i casi di cronaca nera di quest’anno.
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Ieri al MipTv di Cannes sono state presentate, in anteprima mondiale, due serie molto attese: Camelot, la nuova versione della leggenda di re Artù (nella gallery), in onda dal 1 aprile sul canale americano Starz e il dramma della famiglia Borgia, distribuito da BetaFilm e in arrivo a settembre su Canal +.
“La storia di re Artù come non l’avete mai vista…” questa è la promessa della GK-tv che ha già venduto la serie in Inghilterra (Channel 4), Francia, Germania, Spagna, Russia, Turchia e Israele. Per quanto riguarda l’Italia non ci sono ancora notizie, ma è certo che la vedremo presto in onda. 10 episodi con un cast d’eccezione: Joseph Fiennes è il giovane (forse troppo giovane, ma comunque bravissimo) mago Merlino, Jamie Campbell Bower è il nuovo Artù, Eva Green è la terribile sorellastra Morgana e Tamsin Egerton interpreta la dolce Ginevra. Con il cast di star presenti in sala, ieri abbiamo visto i primi due episodi: dalla morte di Re Uther alla chiamata di Artù, “costretto” da Merlino a scoprire la propria vera origine e ad assumersi il compito di salvare il Regno, contro la brama di potere e vendetta della sorellastra Morgana. Una grandiosa ricostruzione, tra storia e finzione, basata - come le precedenti versioni cinematografiche e televisive – sui racconti de ‘La morte di Artù’, scritti nel 1485 da Thomas Malory.
Se “Camelot” è un epico ed edificante racconto della lotta tra il bene e il male, la serie “Borgia” è la messa in scena del male, degli intrighi di sesso e potere che resero celebre il casato dominato da Rodrigo Borgia divenuto Papa nel 1492 con il nome di Alessandro VI. “Prima della mafia, erano i Borgia” questo è il claim dei 5 minuti di trailer proiettati ieri, con ostentazione delle nefandezze dell’animo umano e con la pretesa di paragonarsi a “Il Padrino”. 12 episodi, girati a Praga (perché in Italia i costi produttivi sono stati giudicati troppo alti e la protezione dei monumenti da parte del Ministero, un ostacolo insuperabile), con un cast dominato da John Doman (The Wire e Oz) nei panni dello spregiudicato Rodrigo, Stanley Weber (Giovanni Borgia), Mark Ryder (Cesare Borgia), la giovane Isolda Dychauk (Lucrezia Borgia) e l’italiana Marta Gastini (Io & Marilyn di Pieraccioni e Il rito con Anthony Hopkins) nei panni di Giulia Farnese. Questa versione franco-tedesca della saga dei Borgia (in concorrenza con quella americana di Showtime con protagonista Jeremy Irons), è stata creata da Tom Fontana e la regia dei primi 4 episodi è affidata a Oliver Hirschbiegel (candidato all’Oscar nel 2005 con il film La Caduta).
Nella battaglia per la conquista del mercato mondiale, parte sicuramente avvantaggiata la grande saga di re Artù, ma poiché i percorsi televisivi son spesso insondabili, non è detto che sui nostri schermi non appaiano prima gli oscuri intrighi dei Borgia…staremo a vedere.
La leggenda di Re Artù sta per rivivere in tv, per merito di Starz, che il primo aprile lancerà “Camelot”, nuova serie già tra le più attese dei prossimi mesi. La rete che ha lanciato “Spartacus: Blood and sand” punta ancora ad un storia di conflitti, complotti ed amori. Dieci episodi per la prima stagione, di cui la rete darà un’anteprima ai suoi telespettatori il 25 febbraio, subito dopo il finale di “Spartacus: Gods of the arena”.
Chris Chibnall (“Torchwood”) è stato chiamato a scrivere la serie, che si ispirerà a “La morte di Artù”, un’antologia di racconti dedicati proprio alla figura leggendaria realizzata nel 1485 da Thomas Malory. Poco si sa sulle vicende che verranno raccontate, se non che ci sarà molta azione e romanticismo.
E, dalle prime immagini che circolano in rete (dopo il salto trovate il dietro le quinte), è evidente l’ispirazione, in parte, alla serie che ha lanciato il genere storico, reinventandolo negli ultimi anni, ovvero “The Tudors”, i cui creatori Morgan O’Sullivan e Michael Hirst sono produttori di questo progetto.
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E’ stato annunciato ieri, da Starz, il cast della nuova serie “Camelot”, le cui riprese cominceranno questo mese. 10 episodi, in onda il prossimo anno, che avranno tra i protagonisti un volto visto di recente in un’altra serie televisiva, ovvero Joseph Fiennes.
Noto anche come protagonista di “Shakespeare in Love”, Fiennes è stato in questa stagione al centro della discussa “FlashForward”, da poco cancellata dalla Abc ed in cui interpretava l’agente dell’Fbi Mark Benford. In “Camelot” il suo ruolo sarà quello di Merlino, a fianco di Artù, interpretato da Jamie Campbell Bower (visto nel remake de “Il Prigioniero”).
Altro volto noto che sarà presente nella serie è Eva Green, attrice divenuta famosa grazie a “The Dreamers” e “Casino Royale”, vista anche ne “La bussola d’oro”. La Green, al suo primo ruolo televisivo, interpreterà la fata Morgana. A loro si aggiunge Tamsin Egerton nel ruolo di Ginevra.
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E’ un’impresa ardua, che però sicuramente interesserà milioni di persone affascinante dalla leggenda di Re Artù. Starz ha deciso di dare il via alla produzione di “Camelot”, serie in dieci episodi che andrà in onda nella prima metà del 2011.
I nomi dietro questo progetto sono importanti: il premio Oscar per “The departed” Graham King produrrà la serie, insieme ai creatori di “The Tudors” Morgan O’Sullivan e Michael Hirst, mentre a scriverla ci sarà Chris Chibnall (“Torchwood”). Del cast non si sa ancora nulla, ma le riprese sono fissate a partire dal prossimo giugno in Irlanda, dove tra l’altro si gira anche “Games of Thrones” (futura serie di Hbo), oltre alla stessa saga di Enrico VIII.
“La storia di Artù non è storia, è mitologia”, ha detto il presidente di Starz Chris Albrecht (foto), “e Camelot non è un luogo, ma un’idea di speranza che è risuonata in diversi tempi lungo la storia. Sarà una serie tv ad alto intrattenimento ed originale, che si inserirà perfettamente nel nostro palinsesto” (che ha, tra le altre serie, anche “Spartacus: blood and sand”).
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