
Puntata di Matrix, in onda stasera a partire dalle 23.30, su Calciopoli 2. A distanza di 4 anni dallo scandalo che spazzò via la Juventus, facendo provare ai bianconeri l’onta della Serie B per la prima volta, gli sviluppi della vicenda che arrivano dall’aula del Tribunale di Napoli nella quale si celebra il primo grado del processo a molti protagonisti del calcio di quegli anni, stanno nuovamente scuotendo l’ambiente pallonaro.
Nuove intercettazioni mai ascoltate prima con accuse a club (come l’Inter) all’epoca dipinti come vittime del sistema creato da Luciano Moggi, la richiesta della Juventus (che si piegò alle sentenze senza presentare appello) di una “giustizia uguale per tutti”, la sentenza con rito abbreviato che ha condannato Antonio Giraudo e l’impressione che anche i più granitici accusatori del 2006 stiano pian piano abbandonando le posizioni più forcaiole.
Alessio Vinci, con ospite in studio proprio Luciano Moggi e Oliviero Beha, torna sull’argomento. Proprio sulla prima Calciopoli il suo predecessore, Enrico Mentana, aveva confezionato alcune fra le puntate meglio riuscite di Matrix, c’è curiosità nel vedere quale sarà il taglio dell’ex giornalista della CNN. Durante la puntata saranno trasmessi servizi a firma di Antonello Angelini e Massimo Zampini (grandi “difensori” della Juventus in questi anni sugli schermi della piccola romana T9) insieme a quello di Paolo Ziliani, giornalista Mediaset, noto per le “pagelle” del vecchio Controcampo e per l’antipatia nei confronti della vecchia dirigenza bianconera. Da Cinecittà, dove è appena terminata la registrazione della puntata, si racconta di momenti di tensione fra Moggi e Paolo Liguori.
Appuntamento alle 23.30 su Canale 5.
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Questa sera Striscia la Notizia manderà in onda un servizio di Valerio Staffelli sulla consegna di un “tapiro d’oro” a Luciano Moggi per la notizia, pubblicata da molti giornali, secondo la quale la Corte di Giustizia della Federcalcio avrebbe ormai di fatto sancito la radiazione definitiva dell’ex direttore generale della Juventus dal mondo del calcio. Anche ai microfoni di Striscia Moggi, come fatto anche nei giorni scorsi, ha smentito tutto: “Non è proprio così. Avete appreso dai giornali una notizia che non è quella. È stato dato un parere su una richiesta del Presidente Federale. La radiazione non c’è mai stata. Mi devono comunicare la decisione, se una decisione deve essere presa, ma ho l’impressione che abbiano poco coraggio per comunicarla”.
L’ex dirigente della Juve però non si è limitato alla smentita circa la sua radiazione, ma ha anche approfittato per rimarcare anche al pubblico numeroso di Striscia la sua tesi difensiva: “Hanno fatto quello che hanno voluto. Ho fatto vedere quello che facevano altri, non per colpevolizzarli, ma per far vedere che erano cose ammesse: tutti telefonavano ai designatori. Quello che facevo io lo facevano in molti, ma con me hanno preso dei provvedimenti di un certo tipo, nei confronti di altri no”. Dopo questa affermazione Staffelli ha chiesto a Moggi di mettersi nei panni di un giudice per capire cosa avrebbe fatto lui al loro posto. Risposta secca di Moggi: “Niente. Avrei detto bravo al signor Moggi perché faceva del bene alla sua squadra”.
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Chi scrive ha una grande passione per la verità. Chi scrive ha una grande passione anche per la televisione, quella fatta bene, quella non per forza intelligente, ma onesta, ecco, soprattutto onesta. Per questo quando chi scrive ha letto del “no” plebiscitario (già annunciato) del Consiglio d’Amministrazione Rai in merito alle docufiction connesse a procedimenti giudiziari in corso, non ha saputo bene come reagire. Da una parte chi scrive, cioè il sottoscritto, ritiene - e lo ha espresso più volte, sempre facendo riferimento ai fatti di cronaca che andavano accadendo - che debba esserci una precisa distinzione tra salottini televisivi e tribunali; dall’altra, chi scrive, ritiene che un minimo di approfondimento giornalistico d’inchiesta debba essere sempre permesso, a meno che a farlo non sia Bruno Vespa. Come porsi, dunque, innanzi al definitivo “niet” data proprio oggi nel Cda di Viale Mazzini? Sostiene il deputato Silvana Mura:
“Questo è il primo passo per arrivare al divieto assoluto alla televisione pubblica di occuparsi di vicende giudiziarie in quanto tali. E’ evidente che si tratta di un atto volto a restringere ulteriormente la libertà di informazione di una televisione pubblica già fin troppo controllata dal potere politico”.
Chi scrive non sa se è proprio così che stanno le cose. Bisogna fare dei distinguo: la docufiction, che docufiction non era ma che tanto comodo fa, adesso, sostenere che lo fosse, di Annozero in merito all’affaire Marrazzo, per esempio, non era granché. Piuttosto inelegante e, soprattutto, inutile, non funzionale a un approfondimento. Ma cosa dire di fronte al capolavoro andato in onda ieri sera su La7? Di fronte a quell’Operazione Offiside curata, tra gli altri, dal direttore Piroso e trasmessa nell’ambito della puntata di Niente di Personale? Docufiction, senza ombra di dubbio: di qualità superba e utilissima, quasi commovente, nell’atto di svelare, raccontare, ricordare, una volta e per tutte, le vergogne dietro Calciopoli. Sarebbe un peccato se, in generale, tra qualche mese, prodotti così, frutto di lavoro giornalistico onesto e puro, dovessero essere, per così dire, banditi. In fondo noialtri siamo appassionati di televisione e una televisione privata di contenuti potenzialmente straordinari ci rende tristi. Secondo il parere di chi scrive non è così che si garantisce qualità e imparzialità. Non è sparando a zero, o usando il napalm senza fare distinzione che renderemo questo mondo catodico un mondo migliore. Secondo il parere di chi scrive una televisione più “bella”, unitamente a un’informazione più “pulita”, si costruisce promuovendo i prodotti di qualità e bocciando quelli brutti. E’ talmente elementare che ci scrive è quasi costernato nel doverlo esporre.
I diritti tv in chiaro per la Champions League restano della Rai fino al 2012. La tv di stato ha mantenuto la possibilità di trasmettere in chiaro gli highlights di tutte le partite più la diretta di un incontro a scelta del mercoledì per quello che riguarda la massima competizione europea. La conferma dell’accordo già in vigore è un’altra conferma che la concorrente Mediaset ha ormai aver stabilmente puntato sulle offerte Pay di Mediaset Premium, abbandonando tutto lo sport in chiaro.
Escludendo i diritti tv per il Motomondiale la Rai è trasmette tutto lo sport che è possibile passare in chiaro, dalla Champions League, appunto, ai Mondiali di Calcio, dalla Formula 1 alla Serie A e B. In effetti anche i risultati dell’auditel sembrano dare ragione alla scelta della Rai che ottiene, complice il maggior interesse del campionato nostrano che ha ormai riassorbito lo shock di Calciopoli, risultati nettamente superiori rispetto a quanto faceva registrare negli anni passati Mediaset. Il “declassamento” dei programmi come Controcampo, passati da Italia 1 a Rete 4, ha ulteriormente rafforzato il predominio (messo in discussione in passato) della Domenica Sportiva.
Più che una vittoria della Rai sembra in qualche modo una “resa” di Mediaset, distratta da altre priorità. Questo non delegittima la soddisfazione espressa dal Direttore Generale Cappon dopo la notizia dell’accordo con l’Uefa.
È una grande soddisfazione aver raggiunto l’accordo con la UEFA per l’acquisizione dei diritti di trasmissione in chiaro della Champions League, preliminari inclusi, e della Super Coppa Europea. Con questa operazione abbiamo completato il nostro bouquet di calcio in chiaro che è ricchissimo, il più ricco che la Rai abbia mai avuto negli ultimi anni. Sicuramente è il più ricco d’Italia.
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La telenovela sulla partecipazione all’Isola dei famosi 5 da parte del figlio di Umberto Bossi si è appena conclusa con il più classico dei finali: non era vero nulla, il tutto fra autopromozioni incrociate e smentite “casualmente” tardive.
La notizia è che le selezioni per la prossima edizione sono chiuse, al momento quindi, almeno gli autori e la Magnolia è a conoscenza della lista dei nomi dei partecipanti. Giunto alla quinta edizione, il reality della Ventura ha già iniziato da tempo a grattare il fondo del barile degli improbabili Vip da arruolare, e da quest’anno porta in dote qualche “persona comune”. Tanto per dare un tocco di novità ad un format che rischia a breve di esaurirsi.
Nel frattanto, come ovvio, il vortice delle anticipazioni sui prossimi naufraghi prende sempre più forza. Se le ipotesi Anna Falchi e Loredana Lecciso sembrano del tutto tramontate, la possibilità che Debora Caprioglio e Natalia Bush (nell’immagine) infestino la nuova Isola dei Famosi 5 pare sempre più reale. Restano in quota Cristiano Malgioglio e Miriana Trevisan.
La sorpresa potrebbe essere il giovane Arbitro, sospeso in conseguenza di Calciopoli e rimasto celebre per essere stato chiuso nello spogliatoio di Luciano Moggi dopo un Reggina-Juventus molto contestato nel campionato 2004/05, Gianluca Paparesta. Ironia della sorte anche lui un “figlio d’arte” sull’Isola, come quel DJ Francesco che avrà il ruolo di “inviato”. Il Padre dell’arbitro Gianluca è Romeo Paparesta, anche lui arbitro della Serie A in passato.
I nomi ufficiali verranno fuori fra una ventina di giorni, quello che pare certo è che gli autori non pare abbiano intenzione di farci mancare la nostra dose invernale di sano trash televisivo.
Dopo il trionfo nella Liga Spagnola con il Real Madrid, trionfo inaspettato dopo un anno burrascoso conclusosi comunque con l’esonero dalla panchina delle merengues, Fabio Capello aveva risposto a muso duro ad una critica velenosa di Arrigo Sacchi direttamente dagli schermi di Sky, in una bella intervista rilasciata in esclusiva.
Dopo l’accusa, piuttosto ingenerosa, lanciata da Sacchi (”quando un campionato è mediocre vince Capello“) Don Fabio aveva ricordato al tecnico di Fusignano i suoi fallimenti nella Liga Spagnola prima con l’Atletico Madrid e poi proprio con il Real Madrid da Direttore Tecnico. Una querelle di cui si erano occupati i nostri colleghi di Calcioblog.
La sfida fra i due allenatori, che proprio non si amano, proseguire nella prossima stagione calcistica sugli schermi della tv italiana. Se la presenza di Sacchi come opinionista fisso a Controcampo su Italia 1 è stata confermata, pare proprio che Fabio Capello ricoprirà il ruolo analogo nella trasmissione diretta concorrente, quella Domenica Sportiva condotta in prima persona dal Direttore di Rai Sport Massimo De Luca insieme a Paola Ferrari.
L’indiscrezione, comparsa all’interno della rubrica Spy Calcio di Repubblica.it, pare essere piuttosto fondata, al punto che nei giorni scorsi è arrivata anche la benedizione sulla Gazzetta dello Sport di un volto storico del giornalismo sportivo (calcistico, in particolare) della Rai, Bruno Pizzul.
Si rinnoverà così a distanza un duello fra tecnici espressione di due modi di concepire il calcio completamente opposti, la concretezza e il cinismo di Capello contro la fantasia e la spregiudicatezza di Sacchi.
Vedremo nella stagione della Serie A che grazie alla presenza di tante “big” dovrebbe dare nuova linfa agli ascolti dei programmi calcistici, disastrosi nell’annata post-calciopoli, chi preferiranno gli italiani.
Appena concluso l’emozionate, storico e atipico Campionato di Calcio di Serie B 2006/07, Sfide dedica una puntata speciale alla Juventus.
Dopo l’anno terribilis della società bianconera arriva sul campo il ritorno in Serie A, una stagione travagliata con gli strascichi dello scandalo Calciopoli da gestire, un campionato inedito e nuovo da affrontare, con l’obbligo di vincere per forza.
Missione compiuta quattro giornate fa, con la vittoria ad Arezzo, e tre giornate fa in casa con il Mantova per il matematico primo posto. Sfide in prima serata alle 21 racconterà la storia di quest’anno, riproponendo alla sua maniera le tappe chiave, con le immagini, le voci dei protagonisti.
Uno sguardo al passato, agli scandali, ai successi macchiati da una bufera senza precedenti ed un’occhiata a quello che conta di più per tutti i tifosi bianconeri: il futuro, difficile e incerto, pieno di insidie, ma che rappresenta la “sfida” potenzialmente più entusiamante di tutta la sua storia.
Per tutti gli Juventini (e non solo) un appuntamento da non perdere:
Sfide - In Viaggio con la Juventus, Stasera, Raitre ore 21.00
Siamo giunti a metà del massimo campionato di calcio di Serie A, il primo dopo Calciopoli, il primo senza la Juventus: i tempi sono maturi per i primi bilanci sul rendimento delle trasmissioni sportive.
Le notizie sono tutt’altro che positive e delineano una tendenza pienamente affermata.
La disillusione generale post-scandalo, lo spettacolo non certo esaltante dell’ex “campionato più bello del mondo” con l’Inter che domina in solitaria bruciando ogni record, la squadra con più tifosi “assente per squalifica”, il Milan penalizzato e vittima di una falsa partenza che lo ha tagliato immediatamente fuori dalla lotta per il vertice, la mancanza ormai cronica di piazze importanti come Napoli e Genoa con solo la Roma a recitare la parte poco convincente della pretendente allo scudetto ha prodotto una forte disaffezione dei tanti “tifosi della domenica“, quelli che non sono mai impazziti per il calcio ma che lo seguivano ugualmente pur senza fare il sacrificio economico di abbonarsi alla pay-tv.
Ricorderete le polemiche dello scorso anno attorno a Serie A, primo erede di 90° Minuto traslocato su Canale 5 dopo l’acquisizione a peso d’oro dei diritti in chiaro da parte di Mediaset, considerato universalmente un “flop” senza appello nonostante il tormentato cambio in corsa nella conduzione passata da Bonolis a Mentana. I dati, giudicati all’epoca insoddisfacenti, parlavano di 4 milioni di telespettatori ed uno share poco oltre il 20%.
Quest’anno Mediaset aveva puntato ad un cambio di strategia, trasferendo tutta la Serie A su Italia 1 e decidendo di stravolgere il format tradizionale di 90° Minuto affidando il racconto dei gol domenicali a Sandro Piccinini e alla collaudata formula di Controcampo.
Nemmeno questa mossa ha potuto fermare l’emorragia di telespettatori e le medie di Controcampo - Ultimo Minuto superano a fatica i 2 milioni con uno share attorno all’11-12%.
Il fenomeno degli ascolti dimezzati colpisce drasticamente anche per le trasmissioni serali, la storica Domenica Sportiva e Controcampo - Diritto di Replica condotto da Alberto Brandi. Difficilmente nei dati i due programmi superano il milione di telespettatori. Un’ecatombe.