
Questa mattina ero sintonizzato su Mattino Cinque e vorrei condividere con voi un duplice effetto déjàvu. Federica Panicucci lanciava un dibattito con ospiti vip, schierati in due fazioni (favorevoli e contrari) e anche questo non può definirsi una grande innovazione televisiva.
Il primo tema trattato era quello dei vitalizi ai parlamentari, diventato un tormentone sterile vista l’eterna intoccabilità degli stessi. La conduttrice, a questo punto, ha lanciato un servizio che raccoglieva una serie di dichiarazioni, strappate ai deputati all’uscita da Montecitorio.
Lo stesso servizio era stato già trasmesso, e ampiamente discusso, qualche giorno fa nella rubrica “Controcanto” di Paolo Del Debbio, con tanto di dissenso del direttore di News Mediaset, Mario Giordano. Quest’oggi si è pensato di riciclare un argomento così caldo, dandolo pero in pasto - in seconda battuta - a ospiti della levatura di Maria Teresa Ruta e Federica Moro.
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Qualcuno, forse, non ci potrà credere. Ma le immagini non mentono. Bruno Vespa, nella puntata che sta per andare in onda su Michele Misseri, rispolvera un suo feticcio, un suo grande classico, un oggetto che ha segnato il peggio della tv morbosamente interessata alla cronaca nera - alla quale, per la seconda volta, Debora ha tributato un disappunto che non si può non condividere -: il plastico.
Eccolo lì, nell’inquadratura stretta, mentre Vespa, soddisfatto, annuncia la lunga intervista a Misseri. Ospiti in studio, il primo avvocato dello zio di Sarah Scazzi e l’immancabile Criminologa Bruzzone (che ormai immaginiamo come un essere mitologico, metà donna e metà crimonologa): perché Misseri ha accusato entrambi, Daniele Galoppa (l’avvocato) e la Bruzzone di averlo convinto ad accusare la figlia Sabrina dell’omicidio. Insomma, il giallo di Avetrana, visto che il Misseri tira in ballo pure la Bruzzone, doveva per forza approdare a Porta a Porta. Lo sapevamo tutti, che sarebbe successo: non è certo una sorpresa.
Ma il colpo di scena è lui, proprio lui: il plastico. Che ritorna sulla scena del delitto. Quanti ne abbiamo visti, da Vespa, di plastici. Si fa fatica a ricordarli tutti. C’è stato il primo (ma era proprio il primo? Chissà. Nei miei ricordi è il primo): quello di Cogne. Che è apparso una quantità innumerevole di volte. Il caso-Franzoni era uno dei preferiti di Vespa, probabilmente.
Vespa e i plastici a Porta a porta




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Michele Misseri in esclusiva a Porta a Porta, si legge in un comunicato stampa diramato dalla Rai. Un comunicato che sembra una barzelletta: quale sarebbe l’esclusiva, visto che Michele Misseri è in onda a tutte le ore e su tutte le reti (domenica era collegato in diretta con Domenica Cinque, tanto per dirne una)? Riportiamo interamente il comunicato:
A Porta a Porta, in onda mercoledì 19 ottobre dalle 23.15 su Rai1, Michele Misseri, lo zio di Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana (Ta) scomparsa il 26 agosto e ritrovata morta in una cisterna, racconterà in esclusiva la sua verità. Nella trasmissione condotta da Bruno Vespa, inoltre, gli ultimi sviluppi del processo
Attenzione, cari lettori, perché Misseri racconterà la sua verità. Che abbia aspettato l’intervista di Bruno Vespa per raccontare come sono andate veramente le cose? Che da un anno a questa parte si sia inventato versioni su versioni in attesa che Bruneo (cit. da Dagospia) lo volesse come ospite nella sua trasmissione?
Perdonerete l’ironia, ma l’ennesima ospitata di Misseri ha gettato la sottoscritta nello sconforto. Uno sconforto derivato da mesi di cronaca nera continua e da un servizio pubblico sempre più scarso. Mi chiedo come sia possibile che le nostre reti facciano a gara per avere in studio o in collegamento un uomo che da mesi si proclama colpevole di omicidio; una persona che per rendere credibile ciò che dice, mima le circostanze dell’assassinio di una ragazzina, raccontandone i particolari più macabri.
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Dopo che Sottile ha ringraziato uno degli avvocati della difesa per aver preferito noi ad altre trasmissioni che si occupano dell’argomento, tocca anche a Bruno Vespa con Porta a Porta occuparsi del caso del giorno: l’assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Guardate lo studio: osservate quante volte compare la parola Assolti! con tanto di punto esclamativo.
Che il programma fosse - come gran parte dei media - su posizioni assolutorie era evidente fin dalla scorsa puntata sul caso. Assolti!, si titola. Anche se, naturalmente, ci sarà un ricorso in Cassazione (i famosi tre gradi di giudizio, ben noti, che caratterizzano il sistema giudiziario italiano). Vespa dice chiaramente che i due sono innocenti. Si dà ormai per assodato, nella narrazione televisiva, che la Cassazione confermerà l’appello.
Non si spiega, comunque, questo straordinario interesse mediatico per un caso di cronaca: è stato il pubblico a interessarsene? O i media a interessare? E perché? Perché si avverte questo tifo, in tv, per l’assoluzione? Misteri senza risposta.

Venerdì ricomincia il processo d’appello per Amanda Knox e Raffaele Sollecito, condannati in primo grado per l’omicidio di Meredith Kercher e Bruno Vespa dedica la puntata di Porta a Porta al caso.
Nel suo studio nuovo di zecca e ipertecnologico (di cui si fa ampio sfoggio nella sigla) Vespa ospita il padre di Amanda Knox per l’interivsta di apertura. Padre che, naturalmente, reclama l’innocenza della figlia. E’ la cronaca nera che torna a Porta a Porta. Con un incipit decisamente innocentista: è il problema di una certa tv, quello di dare la caccia al colpevole da un lato (il who done it? è l’anima della narrazione) e quello di provare a dire che è innocente una volta che la giustizia avrebbe trovato il colpevole stesso. Garantismo e giustizialismo mescolati senza soluzione di continuità, a dimostrazione del fatto che la tv ha un rapporto controverso con la giustizia. E che forse dovrebbe limitarsi ai fatti.

Se Vespa affronta in maniera sobria l’intervista a Curt Knox, fin dalla scelta di ospitarlo si evince comunque l’avallo di una tesi innocentista. Così come si evince dagli rvm che vengono mandati in onda, con le dichiarazioni di innocenza disperata della Knox, che parla di una giustizia che ha fallito e delle sue vite spezzate. E’ chiaro che non ci si possa sostituire al giudice e che siano immagini di forte impatto. Ma dovrebbero in qualche modo essere equilibrate. La cosa interessante è che ad un certo punto, quando Vespa fa la prima domanda all’avvocato della famiglia Kercher - che giustamente fa notare che i genitori di Meredith attendono che la giustizia italiana individui un colpevole, indipendentemente dai colpevoli -.
C’è, fortunatamente, un magistrato in studio, Simonetta Matone che fa notare che ci sia un attacco mediatico mai visto alla sentenza di primo grado. Vespa ci tiene a dire: “Ma non da parte mia”.
Ma che ci sia l’attacco mediatico, è evidente. Anche nel concetto stesso di tentare sistematicamente di dimostrare errori nelle indagini senza voler approfondire.
Porta a Porta su Meredith e Amanda Knox




Continua a leggere: Porta a Porta su Meredith Kercher. Con il padre di Amanda Knox
Bruno Vespa ha deciso che la nuova stagione di Porta a Porta dovrà essere al centro delle attenzioni mediatiche. Ieri vi parlavamo delle dichiarazioni rilasciate a Radio24, nelle quali sparava bordate a destra e manca - soprattutto a manca in realtà - nei confronti dei suoi ex colleghi, senza peli sulla lingua.
Ma l’esordio del programma, che ieri sera ha ottenuto un ascolto di tutto rispetto (share del 14.76% per 1.342.000 spettatori) non è stato meno “infuocato”. L’argomento sul quale si dibatteva era l’indagine in corso per tangenti nei confronti dell’ex presidente della Provincia di Milano Penati. Ospiti, tra gli altri, Maurizio Lupi del PdL, Rosy Bindi del PD e, in collegamento, Paolo Mieli.
Le continue interruzioni della Bindi, che puntualizzava su qualunque cosa Lupi e Vespa affermassero, hanno mandato il Bruno nazionale su tutte le furie. Dopo essersi trattenuto per qualche minuto, Vespa “esplode” e, pur riuscendo a mantenere un tono di voce piuttosto pacato, zittisce letteralmente la Bindi, come potete vedere nel video.
Se il buongiorno si vede dal mattino, Vespa in questa nuova edizione farà spesso parlare di sè.

Bruno Vespa lancia il suo Porta a porta, che ricomincia stasera in seconda serata su RaiUno. E lo fa con una polemica, servita ad hoc a Radio 24, per far parlare di sé e del programma. Per cominciare, Vespa non poteva non dire - di nuovo - la sua su Michele Santoro, che pure dovrebbe essere un affaire ormai dimenticato: i difensori non ne parlano più, gli attaccanti, invece, in continuazione. Dice Vespa:
Michele Santoro non rispettava le regole. Direi proprio di no.
Poi Vespa precisa:
Ogni voce che scompare è una perdita, ma siccome siamo in Rai e c’è un servizio pubblico bisogna rispettare le regole. Santoro, con il quale ho un rapporto professionale corretto e un rapporto personale perfino cordiale, queste regole non le rispettava.
La puntata di ieri di Qui Radio Londra ha rispettato le regole? E’ una domanda che si sarebbe potuta fare.
Ma Vespa, in una radio “amica”, procede dritto come un treno.
Continua a leggere: Torna Bruno Vespa. Ed esterna contro tutti: da Santoro alla Dandini

Bruno Vespa si prepara a ritornare in tv con il suo Porta a porta: il 10 settembre è prevista una puntata speciale nell’ambito del palinsesto Rai dedicato all’11 settembre, poi si comincia con la consueta seconda serata dal lunedì al giovedì dal 20 settembre. E con altri 9 speciali nell’arco della stagione (di cui non si conoscono ancora gli argomenti). Per scaldare i motori della sua stagione che ricomincia, Vespa si concede a una lunga intervista pubblicata da Oggi.
E, ovviamente, Vespa non può che parlare anche di Berlusconi. Sono passati ben dieci anni da quando, negli studi di Porta a Porta, il presidente del Consiglio firmò il suo contratto con gli italiani. Sarebbe giunto il momento, dunque, di verificare quali punti di questo contratto siano stati rispettati, visto che negli ultimi 10 anni Berlusconi ha governato per 8, no? Ma nemmeno per idea. Anzi, secondo Vespa, quel contratto
Potremmo commemorarlo. Certo Berlusconi sarà invitato, ma non so se accetterà. Se non si trova in campagna elettorale, è difficilissimo averlo in trasmissione.
Poi, sciorina alcune sue idee di giornalismo.
Continua a leggere: Bruno Vespa torna in pista. E parla di Berlusconi

Non c’è Premio Campiello senza che Bruno Vespa ci regali una gaffe delle sue. L’anno scorso a riempire i giornali fu
Motivo ispiratore della pericolosa digressione è la presentazione de L’ultima sposa di Palmira, libro del finalista Giuseppe Lupo. Da momento che quest’ultimo ha ripercorso l’esperienza, vissuta in prima persona, del terremoto in Irpinia dell’80, Vespa gli ha chiesto cosa si provi a raccontare una tragedia simile.
Il giornalista poi, ricordando di aver vissuto un terremoto sulla sua pelle, ha aperto l’intricata questione di come si possa ricominciare. Parlando così di ricostruzione, ha lanciato una frecciatina a dir poco fuori luogo:
Continua a leggere: Premio Campiello 2011 - Vespa: "Gli aquilani non sanno spendere i soldi"

Spuntano nuove intercettazioni, raccolte nell’ambito dell’inchiesta P4, fra l’allora direttore generale della Rai Mauro Masi e il faccendiere Luigi Bisignani. Le conversazioni continuano a filtrare e, nonostante ci siano tutti i profili della violazione delle normative sul segreto istruttorio e della privacy, sarebbe ipocrita non riportarle. Le conversazioni Masi - Bisignani sono decisamente folkloristiche, ben oltre i limiti del pecoreccio. Impossibile non notare come il direttore generale della tv di Stato parli con un personaggio dai compiti e dagli interessi non meglio identificati facendo apprezzamenti sui contenuti dei palinsesti e rivelando informazioni riservate.
La telefonata dell’aprile 2010 “tratta” del programma di Monica Setta. Questo lo scambio fra i due:
Masi - L’hai visto il programma della Setta?
Bisignani - È andato bene no?
Masi - Per Dio ma che stai a di’! Ma lascia sta’ che è andato bene…Ma se io metto Cicciolina che fa le pompe ad un toro la sera faccio il 30%… ma che discorso è? A parte il fatto che io nella scheda del programma c’avevo tutta un’altra cosa (…). A sto punto o Massimo (Liofredi, ndr) manda via lei entro questa settimana o se ne va via lui.. A ‘sto punto sono io che lo mando via
I due commentano anche Vieni via con me in riferimento alla presenza di Gianfranco Fini e Pierluigi Bersani che recitarono la lista dei “valori della destra” e dei “valori della sinistra”.
Bisignani - Brutta ‘sta cosa di Fini.
Masi - Beh, orribile.
Bisignani - Che cazzo veramente
Masi - È una provocazione assurda. Nella scheda del programma non erano previsti politici. Se ci sono dovete chiamare tutti, a sto punto
Bisignani - Non c’è dubbio
Masi - È lui che s’è fatto invitare
Bisignani - Certo, non ho dubbi. E quelli c’hanno messo pure Bersani
Masi - Loro c’hanno messo Bersani perché non se la sentivano Fini da solo. Comunque tu fallo sapere a chi di dovere

Roberto Formigoni, governatore della Lombardia, non ha ancora dimenticato la questione sollevata domenica attraverso la sua fanpage su Facebook. Il fatto che Bruno Vespa in 5 stagioni di Porta a Porta l’abbia invitato soltanto una volta contro le nove volte del leghista piemontese Roberto Cota negli ultimi 2 anni è inaccettabile.
Per questa ragione ha annunciato durante la trasmissione di Radio 2 “Un giorno da Pecora” che presto scriverà una lettera a Lorenza Lei per avere chiarimenti:
Lorenza Lei potrebbe essere la destinataria di una mia lettera in cui le chiedo di invitare i conduttori a dichiarare, con chiarezza, i criteri con i quali scelgono gli ospiti. Siamo sulla Rai, servizio pubblico pagato dai cittadini, i quali hanno diritto di vedere in tv tutte le opinioni presenti nel gioco politico, quelle dei diversi partiti, ma anche delle diverse personalità per questo sto pensando si scrivere una lettera al neodirettore e al Presidente della Rai per chiedere loro chiarezza.
Bruno Vespa, che ha avviato una lunga sfida a colpi di note stampa con il governatore della Lombardia, ora dovrà subire anche le pressioni di Lorenza Lei tirata in ballo dalla letterina di Formigoni? Siamo sicuri che al politico di area Comunione e Liberazione convenga farsi un nemico (televisivamente) tanto potente?

Bruno Vespa e Roberto Formigoni proseguono a distanza la polemica a proposito di Porta a Porta e delle partecipazioni al programma.
Aveva cominciato il governatore della Regione Lombardia, lamentando di non venire invitato a Porta a porta, sottolineando che il governatore della Regione Piemonte Roberto Cota è spesso invitato e chiedendosi, peraltro, come venissero scelti gli ospiti dal giornalista e lanciando una pesante invettiva (sotto forma di domanda):
C’è qualcuno che sceglie per lui o che gli impone dei vincoli?
Vespa aveva replicato, stizzito:
Adesso Formigoni esagera. Capisco la sua conoscenza non approfondita della politica romana, ma sarebbe bastato chiedere, non dico ai leader, ma a qualunque portavoce di qualunque partito per sapere con quale assoluta autonomia di giudizio vengono fatte da sedici stagioni le nostre scelte. E si sarebbe risparmiato una offesa gratuita e pesante. Se Roberto Cota è spesso presente nella nostra e in altre trasmissioni lo si deve solo al fatto che è il solo dirigente leghista insieme con Reguzzoni e Salvini a dare una certa disponibilità, mentre nel Pdl la scelta è molto più vasta, tra ministri e titolari di incarichi di vertice.
Formigoni non è certo rimasto a guardare. Anzi, ha accusato Bruno Vespa di mentire:
il criterio indicato da Vespa è falso perché i politici regionali sono invitati eccome. Gli ho chiesto stamattina e gli chiedo ora: dica Vespa qual è il criterio con cui fa gli inviti e soprattutto dica se non ritiene opportuno che una trasmissione pagata dai cittadini sia equilibrata negli inviti delle persone e rispettosa delle scelte democratiche dei cittadini che hanno eletto Cota, ma hanno eletto anche Formigoni. Vespa non si innervosisca e dia risposte a queste semplici e legittime domande che, ne sono convinto, interessano l’opinione pubblica e gli spettatori della sua trasmissione.
Così Vespa ha pensato di chiudere la partita fornendo un elenco di date in cui Formigoni sarebbe stato ospite di Porta a porta.
Continua a leggere: Vespa e Formigoni - La polemica su Porta a Porta continua