Un libro su TvBlog? Dice: e che c’entra? C’entra! Il tomo in questione, che passiamo volentieri per una disamina più prettamente letteraria, ai colleghi di Booksblog, si intitola “Rai, addio” e già questo potrebbe bastare per capire dove stiamo per andare a parare. Il punto, ancora più focale, è che la firma sulla copertina è quella di Carlo Rognoni, ex consigliere d’amministrazione di Viale Mazzini, uno che di cose legate all’amatissima e tribolatissima tv di Stato ne sa a profusione. Quale momento storicamente migliore per segnalare un prodotto del genere, se non questo presente, cioè immediatamente successivo alla fumata bianca post Nomine?
Il volume si articola in 101 episodi, ciascuno dei quali racconta in maniera distinta l’azienda Rai: dal ritorno di Bonolis al Festival di Sanremo ai trionfi del commissario Montalbano, passando per Vladimir Luxuria vincitrice dell’Isola dei Famosi, ai record di AnnoZero e Ballarò. Preconizza l’autore nella prefazione:
“Tempo tre anni, giusto gli anni del prossimo consiglio di amministrazione, e poi la Rai rischia di impantanarsi, di continuare a camminare quando è l’ora di volare”.
Il tono di Rognoni non è ottimistico, né positivista. Secondo l’autore, che se ne intende, ripetiamo, il futuro di Mamma Rai continua ad essere complicatissimo, addirittura sul sottilissimo filo dell’autodistruzione.
“Va aperto subito un enorme, trafficato e indaffarato cantiere. La Rai così come è oggi è come un jumbo tram. Non serve a prendere il volo. Va smontato, va salvata la materia prima, ne va immessa di nuova e pezzo dopo pezzo va costruito non un altro super tram ma un vettore del tutto nuovo, adatto ad affrontare lo spazio virtuale”.
Pena, si evince chiaramente, la scomparsa dell’azienda. Il libro, secondo le stesse parole di Rognoni, è composto in quattro parti:
“Nella prima si racconta quella balorda estate del 2008, nella seconda l’eredità lasciata dal vecchio consiglio, nella terza che cosa vuol dire lavorare con un direttore generale ‘incompatibile’, nella quarta i due anni di una nuova direzione che passa dalla luna di miele alla separazione in casa. E, da ultimo, si racconta come sarà la televisione di domani e di dopodomani”.
Il Fiorello Show costa a Sky 15 milioni di euro.
E’ difficile dire adesso cosa dovrebbe succedere perché critica ed opinione pubblica possano ritenere ben spesa tale cifra: per digerire Il Milione (lordo) di Paolo Bonolis, che serviva a coprire anche il lavoro di Direttore Artistico di Sanremo, durato un anno, c’è voluto il Festival migliore degli ultimi decenni.
Fin dove dovrà spingersi il buon Fiorello per ricamare sopra tante sicure bocche storte altrettanti sorrisi compiaciuti? Forse fin oltre il limite dell’immaginabile, sebbene ci siano alcune sostanziali differenze da segnalare. Intanto la natura dell’azienda: Sky non è la Rai, non è un servizio pubblico, si fonda sia sugli introiti pubblicitari che su quelli del “botteghino”, inteso come numero di abbonati attivi: va a pescare dentro borsellini di cittadini consapevoli che in questo modo non percepiscono il salasso come una fastidiosa imposta, bensì come una scelta ponderata (chi acquista e si installa un decoder Sky lo fa perché lo ha deciso lui, non perché costretto dallo Stato Italiano sottoforma di canone).
In più, tale spaventosa cifra, rivelata oggi da Affari Italiani, comprende la retribuzione del conduttore (comunque superiore al milione di euro), del cast, degli autori, delle maestranze, della logisitica e della scenografia. Dove vuole arrivare Sky? Al di là delle parole di Piersilvio Berlusconi, la guerra tra Mediaset (Raiset?) e Sky è aperta ed è lo stesso vicepresidente a lasciarlo intendere quando sussurra la prospettiva di “chiudere i rubinetti” verso la tv di Murdoch quandunque non dovesse più rivelarsi strategicamente positivo vendere ai concorrenti format e programmi.


Lo si era intuito fin dall’inizio, Il Sanremo di quest’anno non scherza e la concorrenza si deve accontentare. In una serata per lo più caratterizzata dalla sfilata delle nuove proposte e dei loro padrini, il pubblico ha abbandonato l’appuntamento del giovedì con Belen Rodriguez & Co. per dedicarsi ancora una volta alla musica di Sanremo. Contro “Scherzi a Parte”, Raiuno ha dimostrato così a Claudio Amendola che lo scontro tanto atteso contro i “Cesaroni” non sarà così facile, come il conduttore Mediaset dichiarava, forse in maniera troppo affrettata.
Ed il successo travolgente di questo Sanremo 2009 continua anche nella serata dei grandi ospiti italiani che hanno accompagnato le dieci nuove proposte la cui finale andrà in scena proprio stasera. Questo successo viene ovviamente certificato anche dalle nostre immarcescibili curve come sempre pubblicate dopo il continua. Primo grafico come sempre relativo allo share minuto per minuto del totale individui, dove vediamo la curva blu di Sanremo che viaggia fra il 40 ed il 50% in prime time, lasciano il competitor arancione sotto di circa 30 punti di share. In termini di valori assoluti la curva di Raiuno tocca più volte nel prime time il tetto di 14 milioni, facendo il picco alle 21:55 con 14.542.000 telespettatori. Il picco in termini di share si verifica invece alle 01:25 con il 64,48%. Da segnalare come, anche durante la pubblicità, la curva fatichi a scendere sotto i 10 milioni, tutto questo per la gioia degli inserzionisti.
Un’edizione davvero eccellente quella di Sanremo 2009, certificata anche dall’ottimo riscontro del pubblico giovane. Infatti nel grafico del target 15-24 vediamo come la curva blu di RaiUno vinca tutta la serata su valori medi del 38% in prime time e del 50% ed oltre in seconda serata. La curva arancione, consueto riferimento di questo target, stavolta si accontenta del secondo posto su livelli del 28% circa in prime time e mediamente più bassi in seconda serata, salvo picchi. Ottima curva per Sanremo 2009 anche nel target 25-44 anni con una linea blu che naviga fra il 40 ed il 50% in prime time per poi arrivare a fine serata al picco del 59% di share.


Prima di essere sulla stessa barca, per Paolo Bonolis e Maria De Filippi ieri c’era ancora da esser rivali. Il veliero dell’Ariston partito in un mare calmo, ha dovuto ieri parare le onde provocate dalla nave di Amici che a sua volta poteva affondare inesorabilmente. Entrambi hanno messo invece in porto un risultato positivo, in maniera più opaca per il talent di Canale5, che ancora una volta (!) ha dato ampio spazio a stanche discussioni con i prof protagonisti, rispetto alle esibizioni dei ragazzi. Nella serata di ieri poi c’è stato spazio anche per Rete4 che ha catturato i telespettatori disinteressati alla musica di Rai1 e Canale5, proponendo loro il match calcistico di Coppa Uefa Werder Brema-Milan.
Seconda serata di Sanremo 2009 che, pur perdendo fisiologicamente qualche telespettatore rispetto alla prima, vince largamente come possiamo vedere dalle curve dello share e dei valori assoluti minuto per minuto pubblicate come sempre dopo il continua. Partiamo dunque dal grafico dello share totale individui, dove notiamo come, dopo un combattuto access time, la curva blu di Raiuno parta sul 45% di share per poi balzare fin verso il 50% nel prime time, con il picco in valori assoluti di 16 milioni di telespettatori alle ore 21:46. La curva di Amici può davvero poco contro questa corazzata di colore blu, infatti la relativa curva arancione si deve accontentare di navigare nella corsia 10-20%, che tradotto in termini assoluti significa 4-6 milioni di telespettatori.
Le vicende dei ragazzi di Maria De Filippi poi nel corso della serata guadagnano qualche punto di share, fino ad arrivare al top di chiusura di trasmissione del 32%. Il Festival invece scorre fra alti e bassi fin verso il picco finale del 52%. Da notare come la curva arancione di Canale5 s’impenni ulteriormente fin verso il 44% durante il live del GF9 (a Sanremo già concluso però). Nei target, partendo dal 15-24 anni, vediamo come la serata sia stata quasi equamente divisa fra Sanremo e Cinecittà, con i picchi dall’una e dall’altra parte corrispondenti con i neri pubblicitari. La curva blu tocca il 50% in più punti della serata sanremese, mentre quella arancione raccoglie picchi del 48% durante la sovrapposizione con il Festival e del 53% durante il live del GF9 a Sanremo finito.

Bruno Vespa dà la sua benedizione al nuovo conduttore di “Matrix” Alessio Vinci. Parole importanti, che vengono da quello che può considerarsi l’avversario numero uno del futuro front man della testata giornalistica di Canale5.
“E’ un professionista che darà un nuovo taglio al programma, quindi bisognerà prenderlo con molta cautela. Sarà un confronto sicuramente sportivo, aperto e chissà, sugli esiti non mi sbilancio mai. Penso che Vinci, essendo giovane, punterà molto sul pubblico giovanile che in parte veniva intercettato da Mentana e in parte è passato a Chiambretti. Comunque, quando si fa una bella serata se la guardano tutti: il telecomando è un grande strumento di democrazia, bisogna essere sulla stretta attualità, gestirla bene e poi alla fine i numeri premiano sempre chi fa i programmi migliori”.
Vespa tuona con una provocazione altisonante in merito al Festival di Sanremo che sta animando e animerà le serate Rai di questa settimana. Addirittura il conduttore e giornalista propone un “trasloco” della kermesse canora:
“Il Festival è un grandissimo sforzo per la Rai e per Rai Uno, che oltretutto dà un sacco di soldi al comune di Sanremo. Ci sono altre città, come Rimini, invece, che pagherebbero per avere il Festival. Tutto sta cambiando. Sono convinto che la battaglia di Sanremo con Bonolis la Rai la vincerà, ma indubbiamente ogni volta dovrà porsi il problema se vale la pena di investire tanto: bisogna vedere quanto si spende e quanto si incassa in termini pubblicitari e in termini di ascolto. Fabrizio Del Noce ha ragione quando dice: ‘chiudiamo queste partita e vedremo’. Sono convinto che con Bonolis la partita si vincerà”.
La serata televisiva di lunedi, alimentava un quesito su tutti: tra le tante proposte offerte sui vari canali, come poteva uscirne X Factor? La nuova collocazione della domenica sera poteva essere infatti la tomba del programma, o decretarne il rilancio. È palese quanto la rete punti, giustamente, su questo format sperando nella sua riuscita. Perfino la Ventura si sottopone a una maratona televisiva, pur di permettere al programma di trovare una sua collocazione ideale. E la domenica,nel suo piccolo ha dato qualche risultato. Tra i prodotti televisivi proposti quello che infatti spicca come flop alla domenica sera non è “X Factor” ma Il “Canta e Vinci” di Amadeus. Che possa avere così trovato questo format nella domenica la sua forza? Lo capiremo solo con il passare delle puntate, sperando non sparisca prima.
Passiamo ora alla nostra analisi delle curve dello share minuto per minuto, partendo come sempre dal grafico che rappresenta quella del totale individui, dove si evince la vittoria di misura nel secondo episodio di House sulla nuova serie di Capri, da notare lo straordinario picco di RaiTre con il settimanel intervento di Luciana Littizzetto in che tempo che fa, con uno share del 27%. X Factor dopo una partenza davvero bassa, prende quota con il proseguio della serata, raggiungendo a fine programma l’ottimo share del 25%. Curva tutta in salita per il senso della vita di Bonolis, che riesce a raggiungere nel corso della puntata punte del 26%.
Nel grafico 15-24 notiamo la prevalenza consueta della curva arancione di Canale 5, ma molto interessante vedere come la curva rossa di X Factor, nel corso della serata abbia, tra alti e bassi, una costante anche se instabile crescita, fino al 30% finale. Da evidenziare come alle 23 circa raggiunga il 25%, risultando in questo frangente essere il programma più seguito (come a chiusura trasmissione) fra i componenti di questa fascia. Tendenza che sostanzialmente si ripete anche nella fascia successiva, quella che va dai 25 ai 44 anni. Dove notiamo un buon 26% a fine programma, ma anche punte fra il 20 ed il 25% nella fascia di seconda serata, dopo un prime time intorno al 15%.
Continua a leggere: Analisi Auditel: X Factor Quarta puntata
La rivoluzione della domenica con una staffetta tra due cavalli di razza di Canale5. Amici, di cui ancora si ricordano picchi da far invidia a Sanremo, ha ceduto il testimone al serial cult “House” che è riuscito a piazzarsi nelle scorse edizioni nei telefilm più visti in tv. E poi compare nel palinsesto Bonolis, con il suo “Senso della Vita” che dopo i vecchi infelici orari di messa in onda, ora è riuscito finalmente ad aggiudicarsi la partenza anticipata.
Esordio pieno di curiosità per la nuova edizione de Il senso della vita, condotto ieri sera da Paolo Bonolis su Canale 5, ha raccolto infatti nei suoi 112 minuti di messa in onda 12.230.000 contatti con un dato però di permanenza piuttosto basso del 26,85%. Nel nostro grafico relativo alle curve dello share minuto per minuto, è piuttosto evidente come il pubblico sintonizzato su House (che ha prevalso decisamente nel confronto diretto con Montalbano) lasci Canale 5 al termine del telefilm americano per andare dal commissario siciliano (ed in parte sulla ruota di Enrico Papi). Infatti nella prima ora del senso della vita, la curva arancione di Canale 5 passa sotto quella blu di RaiUno, salvo poi tornare in testa al termine della fiction tratta dai romanzi di Andrea Camilleri.
Tornando al senso della vita, momento top dell’audience alle 22:39 con 4.965.000 telespettatori ed il 22,48% di share mentre Gianfranco Scancarello raccontava la sua vicenda, top share alle 23:51 con il 31,21% durante l’intervista a Fabri Fibra. Qui sotto trovate un video con un riassunto, necessariamente breve, di alcuni momenti della prima puntata, con in sovrimpressione il relativo dato di share ed audience:
Subito dopo il salto tutti i grafici dal totale individui fino ai target d’età con le curve di domenica sera.

Il Festival di Baudo è in onda ormai da due giorni, e più di metà Italia sembra non essersene accorta. O meglio, la maggior parte degli italiani sembra averne perso l’interesse. Un’interesse che quest’anno risulta molto debole. I vestiti della Guaccero e della Oswart, le esibizioni dei cantanti e i siparietti di Baudo-Chiambretti non invogliano il pubblico a rimenere su RaiUno. Per ora l’affondamento definitivo è stato evitato dalla mancanza di alternative golose sugli altri canali. E quindi la mancanza di un prodotto forte sulle altre reti, permettono a Baudo di trovare ancora qualche dati positivo, ma quando venerdi arriverà in onda il fenomeno Cesaroni, ci sarà ancora qualcosa di buono da commentare sul festival? Lì forse, si inizierà a parlare delle canzoni e non più dell’Auditel.
Passando a commentare i grafici con le curve minuto per minuto di ieri sera, vediamo direttamente nel totale individui come la linea blu, pur essendo ampiamente sopra alle altre, fatichi a guadagnare una linearità stabile, che sarebbe segno di un interesse costante del pubblico, come se il telespettatore medio cerchi in qualche modo qualcosa nel festival, che in realtà non trova e quindi si senta quasi “costretto” a vagabondare sulle altre reti, alla ricerca di quel “qualcosa” che su RaiUno non trova.
Decisamente diverso il discorso, analizzando gli altri target. Per esempio nel grafico 4-24, si vede benissimo come i componenti di questa fascia di pubblico, abbiano preferito volare “Tre metri sopra il cielo” piuttosto che passare 3 ore a Sanremo. Passando al target 65+, in molti, Festival a parte, sono andati da Floris per vedere “Ballarò”. Per concludere una piccola iperbole: Perché il festival non sta andando bene? Semplice, a noi servono sconfitti da riabilitare ed eroi da abbattere, abbattiamo Baudo, fra qualche anno, dopo aver celebrato Bonolis nel 2009, saremo pronti a celebrarne il ritorno. Dopo il salto trovate tutti i grafici dei vari target e di seguito il minuto per minuto dell’audience e dello share.
Continua a leggere: Sanremo 2008 Seconda serata: L'Audience Minuto per Minuto

Nuova Sfida, Vecchio Risultato. Il Sabato Sera della Tv italiana ha cambiato competitor. Da un lato rimane il Treno della Clerici, mentre Maria de Filippi passa il testimone a Paolo Bonolis su Canale 5.Un Testimone difficile e tormentato, lo stesso conduttore sembrava preoccupato di questa sfida forse memore di un’ esperienza di qualche anno fa sempre nella collocazione del sabato, che si rivelò disastrosa (con l’indimenticato “Italiani”).
Ma Ciao Darwin ha stupito sorpassando il Treno dei Desideri, che ha perso in questa ultima edizione lo smalto che lo rendeva vincente negli anni passati. Un risultato forse dovuto al giorno di messa in onda,o a una formula troppo inflazionata.
E le atmosfere natalizie fatte di montagne innevate, di alberi addobbati e quell’aria che solo questo periodo ci sa regalare,che ieri sera pur abbondavano dentro e fuori lo studio del “Treno dei desideri” non sono bastati alla brava e simpatica Antonella Clerici per superare la concorrenza, davvero agguerrita in questa stagione.
Infatti come già evidenziato nel post auditel dell’ottimo Share, la serata è stata vinta da “Ciao Darwin” condotto proprio dal partner di Antonella nel Sanremo 2005: Paolo Bonolis.
Lo vediamo piuttosto bene dal grafico delle curve minuto per minuto, pubblicato sotto; dove possiamo notare come la curva arancione di Canale 5 sia stata quasi sempre sopra quella blu di RaiUno.
Il programma di Bonolis riproposto in questa stagione televisiva, dopo una lunga pausa nei magazzini Mediaset, deve ora sottoporsi alla nostra attenta analisi.
Ciao Darwin continua ad offrire gli elementi che nelle scorse edizioni lo avevano portato al successo e che, anche per quest’anno gli stanno comunque evitando la tanto temuta definizione di programma Flop.
Ma sono prove come quella di “Coraggio”, o “A spasso nel tempo” a portarlo realmente al successo? Oppure è una formula che il pubblico sembra comunque apprezzare in tutta la sua serata?
E’ quello che tenteremo di accertare nella nostra rubrica, e per farlo cominciamo come consuetudine con l’analizzare la serata di martedi attraverso i nostri grafici con le curve minuto per minuto sia dello share (Primo grafico) che dell’audience (Secondo grafico).
Possiamo notare, guardando quello relativo allo share come Ciao Darwin abbia spesso superato la fiction programmata su RaiUno, interessante notare come dopo le 23,15 circa, il programma condotto da Paolo Bonolis abbia fatto un balzo in avanti davvero imponente, infatti fra quel momento ed il termine della trasmissione, intorno alle 23:55, ben 35 televisori su 100 erano sintonizzati su Canale 5.
Terminato il programma, la linea arancione di Canale 5 ha un calo nettissimo e si fa raggiungere da quella blu di RaiUno che in quel momento trasmetteva Porta a Porta.
Si nota benissimo come l’unico canale che si avvicinava alle due ammiraglie nel periodo preso in considerazione è RaiTre con il suo Ballarò, mentre le altre offerte veleggiavano tutte tra il 5 ed il 13% di share.
Se dovesse andar male un’altra volta, questa volta scappa all’estero. Magari in Francia, visto che a Parigi ha registrato la puntata pilota di 1 contro 100 e lo hanno invitato (scherzando) a mettersi a studiare la lingua per trasferirsi da solo. Eppure Amadeus, dalle pagine di Vanity Fair, pare più fiducioso, è sicuro di non aver fatto errori e che andrà tutto bene. Al contrario, è pronto a riconoscere il flop su tutta la linea di Formula Segreta, da cui ci ha rimesso parecchio, a partire da tutti i soldi che si guadagnano con tre telepromozioni a puntata (gli è rimasto solo il cachet garantito dall’azienda pari alla metà di quanto previsto). Stanco di essere pagato per far nulla, l’ex dj è finalmente disposto a un esame di coscienza:
“Non si conclude un programma a fine giugno, su Raiuno, per partire con uno nuovo a settembre, su Canale5. La gente non si orienta più, non capisce chi sei, quello che fai e dove. E poi non ho detto tutta la verità. A fine agosto avevo già capito che quel quiz non funzionava, che avevo bisogno di altro tempo, ma non l’ho detto ai dirigenti dell’azienda. Pensavo di farcela lo stesso. Ho peccato di presunzione. Dovevo essermi rinconglionito. Avevo sottovalutato tutto”.
Continua a leggere: Amadeus alla riscossa: "Ho bisogno del Fattore C"
A una settimana dalla partenza di Votantonio, a cui abbiamo dedicato largo spazio, Paolo Bonolis è su tutte le furie: il programma è un’idea sua:
“Vot’Antonio di Raidue? L’ho registrato io sette anni fa. L’ho depositato con questo titolo il 3 gennaio 2000. Potrebbe scapparci un provvedimento della magistratura per bloccare il programma”.
In un’intervista al Radiocorriere Tv, il presentatore rivendica il copyright - titolo compreso - della nuova trasmissione di Fabio Canino (anche se, va detto, quest’ultimo ha sempre detto di ispirarsi al format britannico Vote for me, la versione politica del concorso musicale Pop Idol).
Per giunta, su questo progetto Viale Mazzini sembra puntare molto, almeno a giudicare dal numero di spot autopromozionali in onda in questi giorni e dalla nuova campagna sperimentale indetta da Marano per dare un’identità a Raidue.
Sul settimanale, il conduttore insiste sulla sua indiscutibile paternità dello show facendo appello a dati concreti:
“E’ un’idea di un reality, un’invenzione elaborata da me e dal mio amico Stefano Magnaghi e depositata presso lo studio del notaio Pocaterra. Diamo indicazioni precise, è meglio. Depositammo il format, ben strutturato, e con questo titolo, il 3 gennaio 2000. Pratica 62652″.
Continua a leggere: Bonolis insorge: "Votantonio è un'idea mia"
Di questi tempi, da queste parti, ci si appella molto al buon gusto critico de La Stampa, la cui sezione televisiva è sempre più prodiga di spunti di riflessione.
A tal proposito, Alessandra Comazzi propone un’interessante retrospettiva sui numerosissimi flop dell’anno, da Formula Segreta al recente Colpo di genio, che stanno segnando il tramonto del Conduttore televisivo e la sua sconfitta dinanzi alle impietosi leggi dell’audience.
Perchè se due fuoriclasse come Paolo Bonolis e Simona Ventura sono sempre più in discussione e a mantenersi a galla sono, invece, “i navigatori di lungo corso”, da Gerry Scotti a Carlo Conti passando per Antonellina Clerici, il bilancio si fa preoccupante.
L’estro e la genialità brillante non sono più i requisiti per funzionare, soprattutto se stridono fortemente con i limiti di scrittura imposti ai programmi di nuova generazione. Dunque, i mattatori cadono perchè non hanno la possibilità di esprimersi fino in fondo e vedono le loro illusioni (vedi le utopie catodiche di Bonolis) stridere con la triste realtà dei fatti.
Se a una trasformista come SuperSimo finisce in dote una catapecchia in rovina e al conduttore più strapagato della tv tocca pagare pegno con un quiz farlocco, c’è la sensazione che ci sia una sorta di accanimento collettivo nel vederli floppare.
E’ un po’ la rivincita del pubblico come anche della critica, ambedue sempre più sadici, che ci provano gusto a vedere i grandi miti del piccolo schermo crollare, rivelare le proprie fragilità e le insicurezze di chi finisce disoccupato per un cattivo risultato, come la gente comune.
Ma ci siamo mai chiesti se un miglior uso degli impiegati della tv e una loro ricollocazione produttiva non produrrebbero migliori frutti in tutte le fasce di palinsesto?
Continua a leggere: Il tramonto del Conduttore tv (o il suo cattivo uso?)
A poche ore dalle dichiarazioni ufficiali rilasciate dal direttore di Italia1 Luca Tiraboschi è già tempo di smentite. Se, infatti, tra i progetti a venire della rete giovane di Mediaset pareva imminente la seconda edizione de La pupa e il secchione, a imporre un anno sabbatico alla trasmissione potrebbe essere l’onnipotente Paolo Bonolis, con intimidazioni piuttosto eloquenti anticipate da Dagospia.
Semberebbe infatti, che secondo il conduttore il format assomigli troppo al suo Ciao Darwin, di ritorno nel prossimo autunno, e finirebbe per inflazionarlo.
Dunque, la Panicucci, sua collega d’agenzia oltre che ex-baby sitter di famiglia portata al successo, dovrebbe starsene buona e aspettare il 2008 per il ritorno sulle scene (e dire che aveva calcolato tutto con la gravidanza).
Si tratta pur sempre di indiscrezioni non confermate, che contraddicono le certezze appena espresse da Tiraboschi:
“La pupa e il secchione si farà ancora. La seconda edizione sarà decisiva per capire se dalla terza in poi può essere trasmessa da Canale 5″.
Ecco le altre novità in arrivo su Italia1:
“Ci saranno due sit-com, entrambe nella stessa serata, una con Ale & Franz ancora senza titolo e l’altra con Luca e Paolo, La strana coppia. Nel pomeriggio tornerà Love Bugs con Giorgia Surina ed Emilio Solfrizzi, e la domenica sera sarà ancora la volta di Colorado Café con Rossella Brescia. Stiamo comprando i diritti di Ugly Betty, il telefilm grottesco su una segretaria bruttina assunta in ufficio di modelle. Andrà in onda in prima serata da dopo Pasqua, ma non abbiamo ancora deciso il giorno”.
Dopo aver riesumato le sigle sanremesi, a qualche ora dal debutto della 57a edizione del Festival di Sanremo in prime time live su Tvblog, affrontiamo proprio l’argomento orario, come l’Enciclopedia della kermesse comanda.
Si dà il caso, infatti, che il Festival sia sempre stato concepito come evento serale ma, nel corso degli anni, abbia modificato orari di inizio, di chiusura e durata complessiva a causa dei cambiamenti delle abitudini degli italiani e del rinnovamento dei palinsesti televisivi.
Gli inizi delle prime edizione, soltanto radiofoniche, erano fissati alle ore 22.00 e in un’ora e mezza era tutto finito.
Nel 1955, con lo sbarco sulle frequenze televisive, l’orario di collegamento non cambia: ore 22.00.Dal 1963 la serata finale viene anticipata di mezz’ora e dal 1964 tutte le serate iniziano alle 21.30 per circa due ore di programma. L’orario si sposta sempre più in anticipo verso le 21.00 nel corso degli anni ‘60, con conseguente allungamento della trasmissione, specie nelle serate finali, per l’annuncio dei vincitori.
Negli anni Settanta l’anticipo della serata finale alle 20.40 diventa una consuetudine anche se, verso la fine del decennio, il Festival riduce sempre più i tempi di durata a causa del calo d’interesse verso la manifestazione.
L’inizio tra le 20.00 e le 21.00 diventa poi una costante negli anni seguenti e il cambiamento sostanziale avviene negli anni Novanta, con l’allungamento della durata di tutte le serate, non solo quelle finali. Specialmente nelle edizioni condotte da Pippo Baudo in questo periodo si assiste a durate-record, che vedono la messa in onda partire alle 20.45 per finire dopo le 01.30 di notte (e a seguire il Dopofestival con orario di chiusura intorno alle 3.00). Nelle edizioni 2004 e 2005, condotte rispettivamente da Simona Ventura e Paolo Bonolis, si cerca di mettere un freno alla tendenza allo sforamento, dovuta anche a ragioni di share. Soprattutto nel secondo caso, la durata viene riportata entro limiti televisivi ordinari complice l’eliminazione del DopoFestival.
Chi si sente di fare delle ipotesi sulla durata del Festival targato Baudo e Hunziker?
Alla luce di questo aspetto, ma anche di tanti altri, vi chiediamo di partecipare al sondaggio per decretare il vostro conduttore sanremese preferito (tra i più recenti si intende). Avete tempo fino alle 21.00, prima dell’avvio di Sanremo 2007 ovviamente!