
Lorenza Lei ha bisogno di tagliare i costi della Rai e sta imponendo, in teoria a poche settimane da una sostituzione, una rigorosa logica di tagli che ha colpito anche i telegiornali della Rai, ma le “proporzioni” di questa riduzione dei costi non appare molto lineare al direttore del Tg3 Bianca Berlinguer che fa notare come la sua testata sia la più penalizzata. La Rai ha tagliato complessivamente rispetto al budget 2011 46 milioni di euro, ma il telegiornale della terza rete perde 800 mila euro sui 7,5 milioni previsti inizialmente.
Il problema è che contemporaneamente il Tg2 si ritrova a dover rinunciare a 400 mila su 8,9 milioni e il Tg1 “soltanto” a 200 mila sui 10,5 milioni previsti. Gli 800 mila del Tg3 non tornano proprio e la Berlinguer se n’è resa immediatamente conto:
Abbiamo ricevuto una comunicazione in cui ci avvertivano che il budget del nostro Tg avrebbe perso 800 mila euro. Lo sappiamo tutti, alla Rai: è la conseguenza di una raccolta pubblicitaria inferiore al previsto, colpa della crisi. Nessuno in azienda mi ha spiegato questo particolare di non poco conto (ndr la sproporzione rispetto alle altre testate). L’ho scoperto leggendo il Corriere della Sera. Chiariamo subito un punto. Sono convinta che se un’azienda come la Rai attraversa una forte crisi economica, ciascuno è chiamato a ridurre costi e a fare i dovuti sacrifici. È nell’interesse di tutti che la tv pubblica ritrovi un equilibrio nei conti. Però i tagli devono essere equi, distribuiti con giustizia. Invece chi ha maggiori risorse ha un taglio inferiore e chi è più povero paga di più.
Osservazione sacrosanta: Lorenza Lei dovrebbe spiegare la logica di tagli che fanno rimpiangere quelli orizzontali (uguali per tutti) di tremontiana memoria.
Foto | © TM News
E’ una Bianca Berlinguer accigliata ma determinata, quella che è andata in onda ieri sera nell’anteprima di Linea Notte.
L’antefatto? Floris - che con il suo Ballarò vince la serata - sfora. Di conseguenza, sfora anche il notiziario sportivo 90° Minuto Champions.
La direttrice del Tg3 si sfoga, in maniera misurata ma senza tanti giri di parole (lo potete vedere voi stessi nel video), spiegando brevemente quel che è successo, ribadendo che non si è trattata di un’eccezione e chiarendo le sue intenzioni qualora lo sforo - e dunque lo slittamento della partenza di Linea Notte - si dovesse ripetere:
«Allora adesso diamo come sempre - anche se stasera, come avrete visto, lo facciamo con molto ritardo - la linea ai telegiornali regionali. Questa è la quarta volta che questa trasmissione parte con quindici minuti di ritardo. Quindici minuti a mezzanotte, potete immaginare che sono tanti. Noi ce ne scusiamo naturalmente con voi, con i nostri ospiti che hanno dovuto aspettare un quarto d’ora qui in studio la partenza della trasmissione, però vi diciamo anche che se dovesse accadere un’altra volta, Linea Notte sceglierà di non andare in onda per il rispetto che dobbiamo ai nostri ospiti, a voi e naturalmente anche a noi».
Non è, evidentemente, una presa di posizione banale: già Linea Notte ha poco spazio a disposizione e va in onda in orari vampireschi. Partire quindici minuti dopo il previsto è effettivamente un danno notevole per il programma.
Il presidente della Rai Garimberti di fronte alla commissione di Vigilanza Rai ammette che “esiste un problema Tg3“. Il telegiornale diretto da Bianca Berlinguer non sarebbe obiettivo. Le parole di Garimberti sono contenute in una risposta ad un quesito di Alessio Butti, membro PDL della Vigilanza, che gli chiedeva se avesse “notato o meno la faziosità del Tg3“. Il presidente di un’azienda il cui primo telegiornale riesce a raccontare indisturbato che le ormai famigerate risatine fra Angela Merkel e Sarkozy a proposito dell’Italia e di Berlusconi non fossero ironiche, si lamenta del Tg di RaiTre.
Ogni sera la Rai ospita sul Tg1 il surreale travisamento della realtà orchestrato da Augusto Minzolini e dai suoi fedelissimi (nel caso delle risate franco-tedesche si tratta Mariolina Sattanino), eppure Garimberti parla di “problema Tg3″. Il direttore Bianca Berlinguer ha replicato per le rime:
Sono stupefatta per le dichiarazioni del presidente della Rai. Da quando dirigo il Tg3 (due anni), ho ricevuto una sola telefonata da Paolo Garimberti, quella di lunedì sera. Durante il nostro colloquio mi è stato fatto notare che il conduttore delle 19.00 in due (2) lanci non aveva adeguatamente distinto tra notizie e commento. Oggi, sorprendentemente, dopo aver affermato che non è in discussione “la completezza dell’informazione offerta dal Tg3″ il presidente ha tuttavia sostenuto che esisterebbe “un problema Tg3″. Stupisce che si dica ciò di un telegiornale che ha dato sempre spazio a tutte le opinioni e a tutte le posizioni e che negli ultimi due anni ha visto crescere gli ascolti in tutte le sue edizioni
Andando a rivedere i titoli dell’edizione “incriminata” appaiono semplicemente introvabili questi “lanci che non avevano adeguatamente distinto tra notizie e commento“. Ora, non vorremmo aver sbagliato noi, ma tutte le fonti parlano dell’edizione delle 19 di lunedì, e noi ci siamo presi la briga di iniziare col trascrivervi i titoli.
Continua a leggere: Garimberti parla di "problema Tg3", ma quale sia è un mistero
E’ bizzarra l’operazione condotta questa settimana sul Sorrisi e Canzoni Tv. La rubrica I magnifici 7 - in cui la stretta attualità è commentata dai direttori dei tiggì (tranne Enrico Mentana, defilatosi sin dal principio entrando in polemica coi colleghi), questa settimana è sul caso contrattuale di Simona Ventura. La domanda posta loro è delle più provocatorie: “Da RaiDue a Sky: è un’ingrata?”.
Quel che più diverte è assistere a un vero e proprio gioco delle parti, che vede contro la conduttrice i direttori dell’azienda che ha lasciato, mentre sul fronte Sky e Mediaset si alternano, rispettivamente, difesa e comprensione (eccetto giornalisti che hanno con lei conti personali in sospeso).
Incominciamo dalla posizione più dura, quella del direttore del Tg1 Augusto Minzolini:
“A me non piacciono gli ingrati e Simona Ventura alla Rai deve tutto”.
A spalleggiarlo, limitandosi a rispondere “Sì, è un’ingrata”, non poteva essere che il direttore del Tg2, Marcello Masi. La terza posizione del tutto avversa alla Ventura è di Emilio Fede, suo ex compagno di vacanze in Costa Smeralda, ai tempi della vecchia amicizia comune con Lele Mora:
Continua a leggere: Minzolini contro la Ventura: "Ingrata, alla Rai deve tutto"

Augusto Minzolini ancora nel mirino, anche se il direttore del Tg1 sembra fare di tutto per mettercisi da solo. Prima l’intervista “esclusiva” a Silvio Berlusconi di mercoledì. Quattro minuti in apertura dell’edizione con Michele Renzulli impegnato nel ruolo di “gobbo”. Un giudizio sul tenore delle domande è del tutto superfluo, d’altra parte la credibilità del Tg1 è ai minimi storici (ma si può ancora peggiorare), così come gli ascolti che viaggiano su uno sconfortante 23% di share nell’ultimissimo periodo.
Il colpo di genio del direttorissimo doveva ancora arrivare: l’autodifesa è un attacco al Tg3. 10 secondi di un’intervista rilasciata dall’allora Premier Romani Prodi ritenuta “dello stesso stampo” di quella a Berlusconi. La reazione del Cdr della terza rete e del suo direttore, Bianca Berlinguer è veemente:
Con grave scorrettezza il TG1 delle 13.30, per rispondere alle polemiche sollevate dall’intervista di Michele Renzulli a Silvio Berlusconi, estrapola una battuta di un’intervista del 5 luglio 2007 del vice direttore del TG3 Pierluca Terzulli all’allora Presidente del Consiglio Romano Prodi nel tentativo di dimostrare che “siamo tutti uguali”, cioè incapaci di fare i giornalisti, di porre domande vere ai membri dell’esecutivo. Un comportamento a dir poco sleale perché rischia di scatenare un conflitto intestino tra testate della stessa azienda e perché fondato sull’estrapolazione di un frammento di pochi secondi da un contesto di un’intervista ben più ampia, compiendo così un atto di vera e propria falsificazione.
Interviene anche il Presidente della Rai Paolo Garimberti che parla di improprio “fuoco amico”, censurando la scelta di Minzolini di buttarla in cagnara. Ancora più pregnante è la replica affidata al sito del Tg3 che riporta il testo integrale dell’intervista di Pierluca Terzulli a Prodi. Fra le domande c’è il chiaro riferimento a temi scottanti per l’allora fragilissima maggioranza di centrosinistra come quello delle pensioni. In sostanza Prodi venne costretto ad ammettere che non sarebbero riuscito a mantenere la promessa di abolire il cosiddetto “scalone”.
Fin qui il mio personale giudizio, il vostro potete farvelo leggendo il confronto fra le domande poste dal Tg1 a Berlusconi (con l’assenza totale di riferimenti a fatti minori come l’inchiesta sulla concussione e sulla prostituzione minorale) e quelle poste nel 2007 dal Tg3 a Prodi.
Continua a leggere: Minzolini contro la Berlinguer: Garimberti critica il Tg1

Il Ministro della Difesa Ignazio La Russa ha abbandonato in diretta lo studio del Tg3 durante la rubrica Linea Notte condotta da Bianca Berlinguer. La Russa, infastidito dalla presenza di Stefano Menichini, direttore di Europa, dopo un breve diverbio si è tolto il microfono e si è allontanato. Si stava parlando di un argomento scottante e molto spinoso per la maggioranza: la “guerra sui termovalorizzatori” in Campania.
Come noto, attorno al DL Rifiuti che inizialmente avrebbe dovuto trasferire le competenze per la costruzione di due impianti dalle province alla regione, si è aperto uno scontro apparentemente insanabile fra il Ministro Carfagna e il PDL. La Russa è impegnato nel ruolo, per lui inconsueto, di paciere, ma in diretta tv non ha sopportato le obiezioni (per altro appena abbozzate e decisamente soft) del giornalista vicino al centrosinistra:
Io quando sono invitato devo sapere se dopo due politici c’è anche uno che decide chi ha ragione
Tutto ciò detto da un ministro che non più tardi di una settimana fa dichiarava:
[…]che a Vieni via con me anche Maroni e la Lega abbiano dovuto subire le invettive del Savonarola-Saviano senza possibilità alcuna di contraddittorio e verità, fa capire che la campagna elettorale e’ iniziata e che Raitre è schierata, essa sì, nella sua solita inaccettabile posizione di parte.
Questo episodio, per quanto marginale, alimenta il sospetto che i continui richiami degli esagitati apologeti del “contraddittorio” provengano da chi in realtà vorrebbe in tv (e altrove) solo monologhi, purché siano i suoi.
Continua a leggere: La Russa litiga con Menichini e abbandona Linea Notte

L’Osservatorio di Pavia per il mese di aprile rileva che il Tg1 ha riservato meno del 20% del proprio spazio politico all’opposizione. E il PD, per bocca del suo rappresentante in Commissione di vigilanza RAI scrive in una nota: Anche oggi il Tg1 è riuscito a cancellare l’opposizione, guarda caso nel giorno in cui il governo annuncia lacrime e sangue.
Il 43,2% dello spazio politico del Tg di Minzolini è stato dedicato al Governo; il 15% ai partiti di maggioranza. I tre politici più presenti? Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini e il Ministro degli Esteri Franco Frattini.
Repubblica propone la risposta di fonti vicine all’entourage di Minzolini (sic):
Quelle dell’opposizione sono accuse senza fondamento, fuori dalla par condicio noi applichiamo il criterio giornalistico
. E poi:
Nel Tg1 delle 13.30 non c’era proprio la nota politica. C’era solo un servizio sulla manovra economica senza sonori dei politici.
Come se non avere l’approfondimento politico in onda fosse un vanto, per un Tg. Niente male. L’Italia dei Valori, invece, se la prende con il Tg3 di Bianca Berlinguer, attraverso Pacho Pardi, anch’egli in Commissione Vigilanza (in forze all’IDV, appunto).
Continua a leggere: Minzolini oscura l'opposizione: l'attacco del PD al Tg1. IdV contro il Tg3

Si chiude la lunga gestazione: Paolo Ruffini, direttore di RaiTre dal 2002, è stato sostituito da Antonio Di Bella, direttore del Tg3 fino al 12 ottobre 2009 quando è stato sostituito da Bianca Berlinguer. Il Cda ha votato sostanzialmente compatto la nomina di Di Bella proposta dal DG Mauro Masi, 8 voti sui 9 componenti totali, sancendo così la fine del lungo mandato di Paolo Ruffini. Il direttore Ruffini è stato comunque il più longevo insieme ad Angelo Guglielmi che restò in carica dal 1987 al 1994.
Di fatto la nomina di Di Bella è arrivata dopo mesi di tira e molla, l’ultima casella a rimanere in ballo nell’immenso organigramma della Rai salvo sorprese. Dopo diversi rinvii, compreso l’ultimo di qualche giorno fa, oggi doveva essere l’appuntamento giusto. Il nome dell’ex direttore del Tg3 circolava da mesi, ma tante erano le perplessità tenendo conto degli indubbi successi ottenuti da Ruffini. L’opposizione, nella fattispecie il PD che di fatto esercita la sua influenza sulla terza rete Rai, puntava alla riconferma e ora parla di “rimozione” e “siluramento” per l’ex direttore. Insomma, questo non pare essere assorbito politicamente come un semplice e naturale avvicendamento.
Queste le parole di Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione del Partito Democratico:
La rimozione di Paolo Ruffini è una brutta pagina per il servizio pubblico. Il vertice RAI ha infatti dato esecuzione a un ordine esterno e così facendo ha mandato un messaggio chiaro all’azienda: qualità e ascolti valgono zero, il pluralismo autentico è una anomalia da combattere. Le qualità professionali e personali che Antonio Di Bella mettera’ al servizio di RAI3 sono fuori discussione, ma purtroppo questo non cancella la gravità dei modi e degli obiettivi con cui e’ stato rimosso Ruffini.
Continua a leggere: RaiTre: Di Bella nuovo direttore di rete
Ad occhio e croce non sarà impossibile il lavoro di Bianca Berlinguer alla direzione del Tg3, se quello che la giornalista intende prefissarsi è di diventare il telegiornale più credibile del pacchetto Rai. Intanto la neo direttrice ha dichiarato le proprie intenzioni di sperimentare “un modo nuovo di raccontare la politica” e solo per questo già ci sarebbe la licenza per parlare di rivoluzione. Le sue parole sono arrivate in Commissione di Vigilanza Rai, all’indomani del suo insediamento ufficiale:
“Io non mi considero una giornalista militante, non lo sono stata mai, anche se questo non vuol dire che non abbia le mie idee e devo dire che mi sono sempre sentita libera nella Rai. Se avessi avuto ambizioni di posizionamento avrei fatto altro, avrei fatto politica e sarei entrata in Parlamento. Ma tutto questo mi è stato riconosciuto quando il cda mi ha votato all’unanimità”.
Quanto agli editoriali à la Minzolini, la Berlinguer è spiazzante e sincera:
“Sì, mi piacerebbe farli, ma alla maniera di Curzi, che non faceva mai editoriali contro. Il Tg3 è stato ed è un telegiornale meno istituzionale degli altri, che negli ultimi dieci anni non è stato mai fazioso. Deve recuperare quella specificità che aveva con Sandro Curzi”.
In bocca al lupo.

Update: La notizia, diffusa anche dall’edizione serale del Tg3, è ora ufficiale: Bianca Berlinguer è la nuova direttrice del telegiornale della terza rete Rai. Seconda direttrice donna dopo Lucia Annunziata la Berlinguer succede ad Antonio Di Bella, in sella al Tg3 dal 1 agosto del 2001.
Il toto nomine per RaiTre potrebbe essersi sbloccato, almeno per quello che riguarda il telegiornale della terza rete Rai. Le difficoltà, principalmente da imputare alla battaglia congressuale del PD, sembrano risolte attorno al nome di un volto storico del Tg che fu di Sandro Curzi. Bianca Berlinguer dovrebbe andare a sostituire Antonio Di Bella, direttore negli ultimi 8 anni, anche se non c’è ancora l’ufficialità sembra praticamente tutto fatto.
Per Di Bella non c’è ancora un nuovo incarico, il suo nome resta fra quelli papabili per la sostituzione del direttore di rete Paolo Ruffini, ma rimane anche in piedi l’ipotesi di un rinnovo per Ruffini la cui posizione è rinforzata (paradossalmente) proprio dagli attacchi ai suoi programmi di punta (Che tempo che fa, Report, Parla con me) e dai buoni risultati auditel che sta ottenendo. Con la sua eventuale conferma sarebbe più facile portare a termine il progetto per il ritorno sugli schermi di Corrado Guzzanti di cui vi avevamo parlato qualche giorno fa.
Altre nomine che sembrano sbloccate sono quelle per il TGR. Si profila una doppia direzione per Pdl e Lega, la prima piazza Alberto Maccari, ex vicedirettore del Tg1, mentre la Lega otterrebbe la vice direzione con Alessandro Casarin. Per Daniele Renzoni si prospetta la direzione di Rai International al posto di Piero Badaloni mentre resta ancora sospesa la nomina per Rai News 24 dove Corradino Mineo aspetta il nome del suo sostituto.
Continua a leggere: Sembra fatta per Bianca Berlinguer alla direzione del TG3 (Aggiornato)

Il prossimo 9 settembre si riunirà il nuovo consiglio di amministrazione della Rai. Questo significa, in poche parole, nuove nomine in vista. Ora, giacché la terza rete del servizio pubblico è stata oggetto di profonde critiche da parte del premier Silvio Berlusconi, si immaginano da più parti scenari apocalittici, sebbene RaiTre sia da sempre, per prassi, in forza alla sinistra (o a quel che ne resta).
Ma ormai la lottizzazione non c’è più, parrebbe. Dice Vincenzo Vita (Commissione di Vigilanza RAI, PD):
C’era una volta la lottizzazione. Ora, invece, c’è la berlusconizzazione della Rai
Può anche darsi che sia presto per fasciarsi la testa, anche se abbiamo avuto modo più d’una volta di far notare come la qualità informativo-giornalistica in Italia stia pericolosamente precipitando verso un baratro senza fondo. Del resto, quali sarebbero queste voci faziose, su RaiTre? Report? Ovvero uno dei pochi programmi di inchiesta giornalistica in Italia? Che tempo che fa? Ovvero un ottimo talk? Parla con me? Ovvero quel poco che resta della satira?
Si chiamano Buongiorno regione, Linea notte e Replay e sono i principali appuntamenti informativi del palinsesto autunnale di Raitre. Dal lunedì al venerdi, a partire dal 20 ottobre, sulla terza rete Rai ci sarà più spazio all’informazione regionale e ai problemi locali la mattina, maggiori approfondimenti, uno stretto legame con l’attualità e anche con lo spettacolo, la notte. Poi, il lunedì sera, un rotocalco interamente dedicato allo sport. Buongiorno regione sarà in onda in diretta dalle 7.30 alle 8 dai 4 Centri di Produzione di Roma, Milano, Napoli e Torino e da gennaio 2009 da tutte le altre sedi regionali. Sarà un contenitore informativo con due edizioni del telegiornale al suo interno e una serie di rubriche quotidiane, tra le quali il meteo, la viabilità stradale e autostradale, la rassegna stampa dei giornali regionali, l’agenda dei principali appuntamenti .
Da mezzanotte all’una esordirà poi lunedì prossimo anche Linea notte, una finestra sul mondo e sull’attualità con ospiti, collegamenti e commenti. Al suo interno, alle 24.10, anche un piccolo spazio nuovamente dedicato alle sedi regionali. Linea notte avrà grandi interviste, faccia a faccia, collegamenti con i principali uffici di corrispondenza della Rai, numerosi ospiti e riflettori puntati anche sul mondo dello spettacolo con collegamenti esterni da teatri, cinema, concerti. Le interviste, che andranno sotto il titolo “Chiaro e tondo”, sono affidate a Bianca Berlinguer e Giuliano Giubilei. La Rassegna stampa si avvarrà di un futuristico touch screen e sarà molto dinamica. Spazio anche al web e a tutto il mondo che ruota intorno ad internet e possibilità di trasmettere i migliori o più curiosi filmati inviati al sito delle Risorse Tv “Nuovi Talenti”.
Continua a leggere: Dal 20 ottobre RaiTre potenzia gli appuntamenti con l'informazione