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Ballando con le stelle 2012 - Gianni Rivera: Berlusconi a Ballando? Sarebbe il suo mestiere

pubblicato da Hit

Ballando con le stelle 2012: Gianni Rivera fra soldi, calcio, politica e ballo
Ieri, mentre c’è stata la conferenza stampa di presentazione dell’ottava edizione di Ballando con le stelle (Qui galleria completa dei concorrenti e delle coppie), dalle pagine della stampa arrivavano le dichiarazioni di uno dei concorrenti più “chiacchierati” di questa nuova serie dello show ballerino di Rai1. Parliamo di Gianni Rivera , l’ex calciatore oltre che dirigente del Milan, che dalle pagine del Corriere della Sera si è “confessato” al capezzale, ironia della sorte, di un interista doc quale è Beppe Severgnini. In questo colloquio Rivera parla di calcio, politica, soldi e ovviamente di ballo. Partiamo dalla polemica sul suo ingaggio :

“Ho accettato quello che la Rai mi ha offerto. Prima una cifra poi ha diminuito. Comunque “Ballando con le stelle” è l’unico programma per cui si parla sempre di soldi, mi sembra.”

Si parlava di un compenso di 480 mila euro poi sceso a 400 mila :

“Molto meno. Hanno parlato di cifre senza sapere. Poi posso dirlo? Per 50 anni la televisione ha sfruttato la mia immagine commercialmente e io non ci ho guadagnato niente. Le liberatorie che facevano firmare indicano che si voleva approfittare totalmente della figura di chi andava in TV. Centinaia di prodotti commerciali, alcuni di grosso successo: mai interpellato. Amici avvocati mi hanno detto: è ora di sanare la Rai, a giusto lavoro giusto compenso.”

Sulle polemiche sul suo coinvolgimento in Ballando, ingaggio a parte, Rivera ha una sua teoria :

“Non capisco, Ballando è una trasmissione seria, seguita da moltissime persone. Qualcuno non ama qualcos’altro, sospetto. L’area berlusconiana sta provando a mettere in difficoltà Milly Carlucci, dopo che ha vinto la causa per impedire Baila su Canale5. Io non ho rapporti con Berlusconi dal 1986 da quando ho lasciato il Milan. Berlusconi a Ballando? E’ il benvenuto. Sarebbe il suo mestiere”

E sul sospetto che Ballando con le stelle per lui sia un modo per tornare sotto i riflettori, l’ex calciatore dice :

Gianni Rivera a Ballando con le stelle 2012 :

Gianni Rivera a Ballando con le Stelle 2012Gianni Rivera a Ballando con le Stelle 2012Gianni Rivera a Ballando con le Stelle 2012Gianni Rivera a Ballando con le Stelle 2012

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Dani Samvis: "Voglio fare la giornalista, ma a Mediaset quanta concorrenza"

pubblicato da Lord Lucas

dani samvisDi Dani Samvis avevamo già parlato, visto il suo esordio come meteorina nella stagione tv appena terminata. Ora conosciamo un po’ meglio il suo “curriculum”. 26 anni, modella brasiliana, vive in Italia dal 2005. Oltre al Tg4, in cui ha condotto il meteo per quattro mesi, ha recitato a Centovetrine e ha conquistato la fascia di Miss Sudamerica nel 2008.

Diva e donna l’ha appena paparazzata in compagnia di Paolo Berlusconi sulla spiaggia di Forte dei Marmi, lasciando alludere a del tenero tra i due. A riprendere il gossip Vanity Fair, con un’intervista a tutto tondo alla Samvis che “non può dire che sono fidanzati per poteri più forti di lei”.

Proseguendo nella lettura si scopre innanzitutto che, grazie al suo agente Lele Mora, Dani ha appena ricevuto una proposta per un programma su Rete 4 e per un secondo programma su un’altra rete Mediaset. Tutto ciò nonostante il suo nome sia comparso nell’elenco delle ragazze che partecipavano alle feste di Arcore:

“Speriamo di lavorare di più a Mediaset… anche perché la concorrenza è spietata. Non ho mai chiesto aiuto a Paolo Berlusconi. Tutti i lavori che ho fatto li ho ottenuti grazie ai miei sforzi. Devo anche mantenere la mia famiglia in Brasile (…) A Paolo semplicemente piacciono le belle donne. Che ci posso fare? Sono nata così: bambolina. E lui non sarà Gabriel Garko, ma ha il suo fascino. Mi ha colpito la sua simpatia. Io ho sempre avuto uomini più grandi. Va bene, lo ammetto: il potere ha un po’ di fascino. Paolo mi ha regalato un orologio con la sua faccia nel quadrante, che ridere”.

Dani Samvis meteorina del Tg4Dani Samvis meteorina del Tg4Dani Samvis meteorina del Tg4Dani Samvis meteorina del Tg4Dani Samvis meteorina del Tg4

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Cellulare di Berlusconi a Annozero? Santoro: "Una cosa ridicola"

pubblicato da Marina

Il Rubygate domina la tv in queste ore. E oltre agli spettacoli discutibili per mancanza di buon gusto e maleducazione varia, annotiamo come ci sia un uso, piuttosto allegro di dati sensibili. Il Garante per la Privacy, dunque scende in campo e richiama tutti i media invitandoli a oscurarli.

Ma nonostante ciò passa in Tv un pezzo di sequenza del numero di cellulare di Silvio Berlusconi (lo potete vedere in alto tra il secondo 25 e 28) che unito al pezzo mostrato sul web fornisce il numero completo. A Il Giornale, però tanto basta per attaccare Annozero e Michele Santoro “reo” di aver dedicato una intera puntata, quella di ieri, al “Fidanzato d’Italia” e per aver mostrato nell’intervista a Nadia Macrì, fatta da Sandro Ruotolo una parte del numero del Presidente del Consiglio.

Ma cosa è successo? In alto il video della prima parte dell’intervista a Nadia Macrì, andata in onda, ieri (dopo il salto la seconda parte del video). La ragazza per sostenere la sua testimonianza mostra l’agenda con i numeri di telefono tra cui quello del cellulare di Berlusconi. Ruotolo però, sebbene sia a favore di camere, a tutela della privacy, copre le ultime tre cifre.

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Terra ribolle

pubblicato da Massy


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Tg5 presenta ricorso al TAR contro la multa dell'Agcom e Berlusconi fa sapere a Santoro che...

pubblicato da Marina

Silvio Berlusconi le manda a dire a Santoro La giornata di ieri, come ha scritto Malaparte nel suo editoriale, è stata una pietra miliare nella informazione italiana. Erano anni che i giornalisti italiani si erano trincerati dietro la nazionale filosofia del “tengo famiglia, tira a campà”. Poi hanno scoperto di essere sotto bavaglio e si è scatenata la controffensiva culminata nella serata organizzata ieri da FNSI e condotta da Michele Santoro.

Non poteva perciò mancare il commento del Premier Silvio Berlusconi che ieri alla cena del Consiglio Europeo manda a dire a Michele Santoro:

Agcom pensi a sanzionare Santoro. L’Agcom dovrebbe impiegare le sue forze per sanzionare trasmissioni come quelle mandate in onda da Santoro che sono veramente inaccettabili, un obbrobrio incivile e barbaro che mette sotto accusa qualcuno accusato di tutto e di più senza la possibilità di difendersi.

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Spot di Sky su Mediaset - I vertici del Biscione anticipano la sentenza del Tribunale? "Siamo in concorrenza diretta"

pubblicato da Stefano Sgambati

Sky-Mediaset - I vertici del Biscione anticipano la sentenza del Tribunale? "Siamo in concorrenza diretta"

Breve riassunto delle puntate precedenti in parole semplici: Mediaset non ne vuole sapere di trasmettere gli spot pubblicitari di Sky sulle proprie reti. Il colosso di Murdoch fa ricorso, il Tribunale rigetta, dando ragione al Biscione, a patto che il rifiuto non sia “pregiudiziale”. L’azienda di Berlusconi dimostra, evidentemente, che il rifiuto non è “pregiudiziale” ma frutto di una logica di business ben precisa e per il momento la questione si chiude così.

L’aria di guerra è però tornata a farsi avvertire quando i vertici di Mediaset hanno incontrato i giornalisti, nella serata di ieri, a margine della presentazione agli analisti dei conti 2009.

“La pubblicità a Sky gliela abbiamo data per un sacco di anni, ma oggi siamo in concorrenza diretta. Non possiamo dare pubblicità a chi è in concorrenza con noi. Come facciamo?”.

Lo ha detto l’ad Giuliano Adreani.
Il presidente Mediaset, Fedele Confalonieri, ha rincarato, specificando che la questione “dipende interamente dai giudici”.

Tutto era iniziato il 16 settembre dello scorso anno, quando Sky Italia aveva denunciato una presunta violazione dell’articolo 82 del norme europee sulla concorrenza. A febbraio la bocciatura del Tribunale di cui abbiamo già detto. Nei prossimi mesi se ne capirà qualcosa di più: l’interesse per tale “battaglia” dev’essere comunque alto perché potrebbe sancire un nuovo modus operandi della concorrenza in Italia. Se da un lato la sfida si sta giocando sui contenuti, con i vari “scippi” da parte di Sky di artisti, cantanti, attori, presentatori e comici, messi sotto contratto a tempo di record tra l’entusiasmo generale delle parti, una larga fetta di credibilità si disegnerà proprio tra le aule del Tribunale. Vedere prossimamente gli spot di Sky sy Canale5, per esempio, potrebbe sancire, chi lo sa, una nuova soglia di belligeranza o una tregua comandata in odore di partnership…

Brachino: "La mia sospensione è una condanna politica"

pubblicato da Gabriele Capasso


Claudio Brachino non ci sta. La sospensione per due mesi dall’Ordine dei Giornalisti della Lombardia (potremmo definirla poco più di un buffetto sulla guancia?) a seguito del servizio di Annalisa Spinoso sul giudice Mesiano, sotto la responsabilità e la supervisione dello stesso Brachino, è per il direttore di Videonews inaccettabile. La sua reazione è da manuale (”quale” lo lascio dire a voi), si tratterebbe di una “condanna politica“.

L’ex conduttore di Mattino Cinque ritiene ingiusta la decisione dell’Odg perché, a suo parere, non sono stati presi in considerazione i rilievi difensivi. In sostanza la sospensione è ingiusta perché lui si ritiene innocente, ergo non può che trattarsi di una condanna di chiara matrice politica. Non fa una grinza che sia una, indubbio. Brachino si era ritenuto abbondantemente auto assolto dopo le scuse al giudice Mesiano andate in scena a Mattino Cinque in un suo editoriale (lo ritrovate qui) qualche giorno dopo. Incredibilmente l’Ordine dei Giornalisti ha ritenuto che non bastasse. Sorpresa.

Ecco il testo della sua dichiarazione:

Farò immediato ricorso contro un provvedimento che giudico profondamente ingiusto. Mi limito a far notare che subito dopo la trasmissione in un editoriale anche autocritico ho analizzato a freddo quanto accaduto, ponendo una serie di domande sul merito della vicenda sottostante il servizio, a cui nessuno si è preso la briga di rispondere. Nonostante il linciaggio mediatico a cui sono stato sottoposto, ho risposto tempestivamente alla convocazione dell’Ordine discutendo la questione con impegno e serietà. Per tutti questi motivi non posso non pensare che si tratti di una condanna simbolica e tutta politica da parte dell’organismo che dovrebbe tutelare, al netto di ogni calcolo di convenienza ed opportunità, la libertà della categoria.

Claudio Brachino sospeso per 2 mesi dopo il servizio sul Giudice Mesiano

pubblicato da Gabriele Capasso


Claudio Brachino è stato sospeso per 2 mesi dall’Ordine dei Giornalisti della Lombardia in relazione alla messa in onda a Mattino Cinque il 15 ottobre del 2009 del servizio filmato che ritraeva Raimondo Mesiano, il giudice che aveva appena condannato Mediaset a pagare 750 milioni di euro di risarcimento alla Cir di De Benedetti, in momenti della sua vita privata con una telecamera nascosta.

Il servizio, a firma di Annalisa Spinoso, aveva lo scopo di screditare il giudice, descritto come una persona inquieta, stravagante (leggendario il riferimento ai famosi “calzini turchesi“). In tanti, compreso il sottoscritto, ritennero scandalosa la condotta della giornalista e di Brachino in quanto direttore responsabile di Videonews: impossibile non interpretare quel breve video come un’autentica aggressione a mezzo televisione nei confronti di Mesiano. L’Odg lombardo, a distanza di 6 mesi, convidide questa chiave di lettura e condanna Brachino per la diffusione di immagini che rappresentano “una violazione dell’art. 2 della Legge istitutiva dell’Ordine, la n. 69 del 3 febbraio 1969 nonché degli art. 137 Dlgs 196/2003 e 6 del Codice deontologico“.

Nella motivazione della sospensione si legge:

al fine di screditare la reputazione del protagonista del video e delegittimare agli occhi dell’opinione pubblica la sentenza da lui emessa in precedenza nei confronti di Fininvest. Con immagini non essenziali e prive in sé di interesse pubblico in quanto notizia, il servizio ha prodotto un effetto diffamatorio nel suo insinuare presunte stravaganze e stranezze del personaggio, fino a sfiorare il vero e proprio dileggio. Immagini non essenziali (addirittura il colore dei calzini) costituiscono l’unico contenuto del servizio e sono sostenute da un commento in stile gossip. Risulta quanto meno fuorviante alimentare dubbi sulle inchieste di un giudice in virtù della scelta del colore dei suoi calzini.

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Par condicio - Stasera manifestazione Annozero-Fnsi davanti la Rai. Intanto Santoro lo dice: "Le elezioni solo un pretesto"

pubblicato da Stefano Sgambati

Par condicio - Stasera manifestazione Annozero-Fnsi davanti la Rai. Intanto Santoro lo dice: "Le elezioni sono solo un pretesto"

Il silenzio assoluto non è il contrario di faziosità. Il silenzio assoluto, come tutti gli estremi, le schiavitù e le dannazioni, è esso stesso una faziosità. Così il blocco totale imposto dalla Vigilanza (e quindi dal Governo) alla Rai per questo mese di par condicio elettorale fa parlare, fa discutere, aizza più di qualsiasi talk show politico. Tremano anche Mediaset e La7 (Gad Lerner ha minacciato di lasciare l’azienda dopo che la sua ultima puntata de L’Infedele, dedicata al caso Fastweb-Telecom, è stata sospesa per motivi, spiegano, niente affatto inerenti alla par condicio). Per questa sera, martedì 2 febbraio, alle ore 20 presso gli studi Rai di Via Teulada 66 è prevista una manifestazione, indetta da “quelli di” Annozero con l’appoggio incondizionato di Fnsi, il sindacato, Giovanni Floris, Gianluigi Paragone e Vespa, addirittura, proprio lui che ha accusato Santoro di aver contribuito a costruire il clima di fuoco che adesso sta portando l’Italia alla censura totale.

Proprio il conduttore di Annozero ha rilasciato un’intervista molto piena e onesta a la Repubblica che parte dall’accostamento di questo momento storico a quello che portò all’editto bulgaro:

“Ma la Rai oggi, come soggetto editoriale, è più debole di prima. E’ un’azienda che sta morendo. E non l’ho detto io, l’ha detto il presidente Garimberti. Che gli spazi di autonomia di tutta la televisione sono ancora più stretti perché ai partiti non è rimasto niente dell’eredità della Prima repubblica: ideologia e cultura. Sono gruppi di potere e basta. Mentre eravamo tutti agitati per il regolamento uscito dalla commissione, il Direttore Generale della Rai stava in vacanza. E’ chiaro: non aveva bisogno di essere qui. La decisione era già stata presa e non a Viale Mazzini. La par condicio è un pretesto, come le elezioni regionali. La questione è più grande. Da un po’ assistiamo a un attacco senza precedenti ai poteri di controllo: la magistratura, l’informazione, la burocrazia, come nel caso della Protezione civile. Cercano una militarizzazione della società. Di questo disegno Berlusconi è il principale architetto. Ma non agisce da solo”.

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Parla Alessio Vinci dopo un anno di Matrix: "Un ritorno di Mentana non mi spaventa"

pubblicato da Stefano Sgambati

Parla Alessio Vinci dopo un anno di Matrix: "Un ritorno di Mentana non mi spaventa"E’ trascorso un anno di Matrix. Un anno di Matrix condotto da Alessio Vinci e abbandonato, suo malgrado, da Enrico Mentana. L’ex corrispondente della Cnn ha ottenuto così uno dei ruoli più delicati possibili, quello di sostituire “Mitraglia”, sedotto e abbandonato dalla grande casa Mediaset in seguito ai fatti che tutti conosciamo, quelli legati alla vicenda della morte di Eluana Englaro. Intervistato dal Corriere della Sera, il Vinci tira fuori un nuovo carisma, dettato dalla maggiore consapevolezza di se stesso. D’altra parta dodici mesi sotto i riflettori cambiano i connotati più di un’iniezione di botulino:

“Continuo a sentirmi un marziano. Per scelta mi sono tenuto distante dai palazzi della politica e dai salotti romani. Un bilancio del primo anniversario? Matrix è un programma in grande salute: di chiudere non se ne parla. E ho mantenuto la mia promessa iniziale: valorizzare la redazione. La trasmissione è una sinfonia di lavori. Non amo il protagonismo del conduttore”.

Anche Vinci si dice contrario alle normative imposte dalla par condicio in periodo elettorale:

“Non credo sia giusto che la politica decida il contenuto di un programma: è compito del giornalista. Altra cosa sono le tribune politiche, che devono esserci. Ma non penso che se vai più spesso in tv ottieni più voti. Berlusconi ha vinto e perso le elezioni avendo lo stesso numero di tv. Obama ha vinto con la Fox contro: per lui ha contato di più il contatto con la gente. Mi verrebbe da dire il “porta a porta” ma non mi conviene…”.

Si torna a parlare, inevitabilmente, di Enrico Mentana, predecessore e mentore. Secondo l’attuale conduttore di Matrix sono maturi i tempi per un rientro dell’ex direttore:

“Quest’anno si è ipotizzato a più riprese un suo ritorno a Matrix. E’ possibile un suo ritorno a Mediaset ma non a “Matrix”. E’ un grande professionista ma non sono d’accordo quando dicono che l’informazione del gruppo abbia sofferto con la sua uscita. Ora ci sono più approfondimenti”.

Sui prossimi obiettivi di lavoro, Vinci rivela di stare lavorando al lancio di un canale all news Mediaset: “E’ uno dei miei grandi sogni, da sempre”.

Tetris fa sorridere La7. E la creatura di Luca Telese si inventa il remix col politico

pubblicato da Stefano Sgambati

Ha esordito ieri con successo Tetris, l’approfondimento politico in prima serata di La7 firmato e condotto dall’ottimo Luca Telese e giunto alla sua quinta edizione. Vale la pena ricordare l’appuntamento settimanale con questo format originale della televisione italiana di qualità, in onda ogni mercoledì alle 21.10: lo facciamo approfittando non solo del nuovo corso del programma d’informazione ma anche dell’interessante intervista che i colleghi di Polisblog hanno realizzato proprio con il conduttore Telese.

Tetris è cominciato molto bene dal punto di vista degli ascolti e addirittura col botto dal punto di vista tematico, grazie a un tema scottante, quello della crisi del lavoro e della situazione della Fiat proprio nel giorno dello sciopero indetto dai lavoratori dell’azienda torinese per protestare contro la Cassa integrazione e contro la politica dell’azienda. In studio abbiamo visto accavallarsi le opinioni del Governatore della Puglia, e vincitore delle primarie del centrosinistra per le prossime regionali, Nichi Vendola, il Presidente dei deputati della Lega Nord, e candidato presidente di Regione Piemonte, Roberto Cota, il Presidente della Cgia di Mestre, e candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Veneto, Giuseppe Bortolussi, Bianca Berlinguer, direttore del Tg3; Evelina Christillin, presidente del Comitato promotore Torino 2006 e Presidente del Teatro Stabile di Torino e Maurizio Belpietro, direttore del quotidiano Libero, nonché portabandiera del movimento pluralista anti-santoro di RaiDue. A presiedere l’ormai nota “giuria di qualità” del programma, deputata a considerare le tesi espresse dai presenti e giudicare il più convincente, Marco Damilano, giornalista de L’Espresso, affiancato da Marco Ferrante, vicedirettore de Il Riformista, e Sergio Rizzo, giornalista del Corriere della Sera.

Nella giornata di oggi, sui principali quotidiani online, molti dei temi discussi ieri in trasmissione stanno venendo approfonditi e rilanciati. Repubblica, per esempio, sottolinea l’intercettazione fatta ascoltare in studio tra Silvio Berlusconi e Paolo Guzzanti, in occasione di una biografia in seguito mai più autorizzata, ove si sente l’attuale presidente del consiglio parlare dei suoi strani inizi da imprenditore. Quindi il desiderio espresso da Vendola di adottare un bambino, rilanciata dal Corriere della Sera, ma soprattutto la trovata-tormentone di riarrangiare le parole di uno degli ospiti (nel video in calce a questo articolo potete vedere all’opera proprio Vendola) secondo l’armonia di una canzone famosa (Vita Spericolata, in questo caso). Si tratta, naturalmente, di un “tarocco tecnologico”, come lo definisce lo stesso Corriere, che rallenta o velocizza il parlato del malcapitato, rendendolo perfettamente compatibile con una canzone preventivamente selezionata. L’effetto è esilarante e non c’è dubbio che sarà una delle chiavi “virali” del successo di questa quinta edizione di Tetris.

Dopo il salto un altro esilarante mix di politici e personaggi dello spettacolo che cantano “La cura” di Franco Battiato.

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Porta a Porta speciale "attentato" a Berlusconi: stasera in prima serata contro il Grande Fratello

pubblicato da Lord Lucas

berlusconi vespa porta a porta Un caso di coscienza, la fiction con Sebastiano Somma, questa sera non andrà in onda. RaiUno ha, infatti, allestito uno speciale Porta a Porta in diretta, dedicato all’aggressione a Silvio Berlusconi avvenuta ieri a Milano in zona Duomo.

Era giusto dedicare uno speciale alla vicenda, che svariate testate televisive e cartacee pompano come “attentato in piena regola”? Si attenderà, come in un romanzo popolare che si rispetti, la telefonata rassicurante del Premier sulle sue condizioni di salute?

Silvio Berlusconi manca a Porta a porta in prima serata da quel famoso 14 settembre 2009, serata dello scandalo che vide il debutto di Tutti pazzi per la tele rinviato. In quell’occasione, infatti, la tv si fermò per dare la precedenza al punto sulla ricostruzione all’Aquila, ovviamente filtrato dalle entusiastiche “televendite” del Presidente.

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Berlusconi jr. e la chiavetta di Sky: "Doveroso il nostro ricorso. Vogliamo difendere i consumatori finali"

pubblicato da Stefano Sgambati

Piersilvio BerlusconiIl vicepresidente di Mediaset Piersilvio Berlusconi difende la scelta dell’azienda di muoversi contro Sky alla voce chiavetta digitale. Il ricorso presentato dal Biscione all’Antitrust, secondo il figlio di Papi, è più che legittimo e, anzi, è soltanto un atto propedeutico a nuovi, imminenti e clamorosi ribaltoni. In breve: Mediaset prova a gabbare Sky, Sky risponde con un geniale hardware usb da collegare ai decoder Hd per poter aggiungere tutti i canali free to air del digitale terrestre; Mediaset allora s’arrabbia sul serio e urla ai quattro venti che no, così non si fa, stando così le cose non si gioca più, e prova a portarsi via il pallone: la chiavetta è contraria alla normativa comunitaria e nazionale in materia di concorrenza e buonanotte al secchio. “Perché la concorrenza andrebbe bene - ha detto Piersilvio - ma purtroppo siamo quasi alla guerra”. Vediamo perché:

“Sky ha proposto un’iniziativa che secondo noi è anticoncorrenziale: quindi riteniamo l’esposto all’Antitrust giusto, addirittura doveroso, per tutelare gli interessi di Mediaset, ma anche dei consumatori finali, visto che con la chiavetta Sky offrirà solo un’offerta parziale del digitale terrestre”.

“Consumatori finali” richiama alla mente qualcosa. Risolto il deja-vù, vediamo come Piersilvio Berlusconi chiarisca - sempre dalle colonne de la Repubblica anche un altro aspetto fondamentale, cioè quello legato alla possibile fuoriuscita del canali generalisti Mediaset dal pacchetto Sky:

“Su Sky non ci siamo mai andati, perché sono loro che captano e trasmettono il nostro segnale nel loro bouquet, ma ad oggi non abbiamo motivi per pensare di scendere”.

Mediaset si dà all'informazione "All News": già al lavoro Mario Giordano?

pubblicato da Stefano Sgambati

Mario GiordanoCambia l’informazione targata Mediaset. O meglio: si amplifica, si modernizza, si allinea al passo dettato da Sky. Almeno nelle intenzioni. E’ da qualche anno che il Biscione sta lavorando a un canale informativo “All News”, à la SkyTg24, per intenderci, senza arrivare mai alla conclusione. Sembra, tuttavia, che il telegiornale di Emilio Carelli, ormai riservato solo agli abbonati, costituisca un forte stimolo per “quelli di” Mediaset, vogliosi di correre ai ripari e tappare il buco. L’indiscrezione la riporta “Il Mondo”, settimanale di economia di Rcs, ed è rilanciata da DigitalSat: ad aprile 2010 il nuovo canale “all news” Mediaset dovrebbe effettivamente partire, il primo dell’azienda di Berlusconi. Al progetto starebbe già lavorando Mario Giordano, direttore di Studio Aperto e di Nuove Iniziative News.

Sempre Mediaset, sempre informazione: un altro uomo di scuderia, questa volta Paolo Liguori, attualmente alla direzione di TgCom, starebbe lavorando per una nuova agenzia di stampa interna al gruppo “che rifornirà di notizie tutti i tg, tutto con risorse Mediaset”, sempre secondo Il Mondo. Staremo a vedere se queste sono o meno le prime mosse per la vera controffensiva all’impero mediatico di Murdoch, quella Sky sottovalutatissima che oggi è sta diventando un nemico fin troppo insidioso.

Caso Mesiano - Mediaset difende i propri giornalisti: "Attacchi inaccettabili"

pubblicato da Stefano Sgambati

Tiene ancora banco il caso Mattino Cinque: il vergognoso sciacallaggio perpetrato ai danni del giudice Mesiano (l’eccezionale inchiesta di Brachino che ha condotto tutta l’Italia a scoprire le perversioni apocalittiche dietro l’uomo che ha firmato la sentenza Fininvest-Cir: calze turchesi e barbiere) sta portando ad ulteriori sommovimenti dell’orografia di Mediaset. L’azienda, infatti, ha voluto solidarizzare ufficialmente con i propri giornalisti, sottoposti - secondo il Biscione - a minacce e linciaggi mediatici.

“Sono falsi e pretestuosi gli attacchi di alcuni giornalisti del Gruppo ai rappresentanti sindacali […] Esprimiamo preoccupazione per le violenze e le minacce subite quasi quotidianamente dalla collega Annalisa Spinoso, e per l’attacco inaccettabile del programma le Iene al direttore Claudio Brachino”.

Annalisa Spinoso è, per inciso, l’autrice del servizio in questione. L’accusa, mossa dallo stesso Brachino, relativa al fatto che il numero di cellulare della giornalista fosse finito sul Web - con tutte le conseguenze spiacevoli del caso - è stata “sbugiardata” dal nostro Gabriele Capasso con un’abile mossa di ricerca sulla cache di Google: fu proprio la Spinoso a rendere pubblica la propria utenza su Internet.