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Tutti gli articoli con tag beauty contest

Altro che beauty contest: ecco le frequenze dal Dvb-h

pubblicato da Gabriele Capasso


Mediaset, Rai e Tre Italia sono pronte ad incassare il “regalo” dell’UE. Il governo Monti ha recepito la normativa europea sulla cosiddetta “neutralità tecnologica” (decisione inevitabile) e che consente agli operatori in possesso delle vecchie frequenze destinate al Dvb-h la tecnologia, morta e defunta, per la tv sui telefonini in normali frequenze per il digitale terrestre. In sostanza i due operatori che danno vita al duopolio della tv commerciale si ritrovano già servita su un piatto d’argento la preziosa frequenza che in teoria avrebbero dovuto acquisire passando attraverso al beauty contest.

Tre Italia aveva fatto identica richiesta già alla fine dello scorso anno, ma all’epoca l’AgCom aveva respinto l’assalto ad una frequenza tv da parte del gestore della telefonia mobile, ora però l’Europa ha cambiato le carte in tavola. Beffa delle beffe per Rai e Mediaset, una volta proceduto alla conversione, raggiungeranno entrambe il limite massimo dei 5 multiplex che non gli consentirà di partecipare alla futura gara che il governo Monti appronterà in luogo del beauty contest. Immaginiamo il loro dispiacere.

Intanto il consigliere di Mediaset Gina Nieri, intervenuta in un congresso allo Iulm, ha spiegato che “non c’è fretta” di effettuare la conversione (il termine scade nel maggio 2016):

Decideremo sul campo, quando ci farà comodo. Ci sono dei tempi tecnici, valuteremo. Mi fa piacere che questa volta la decisione arrivi dall’Europa, così nessuno può pensare a un regalo per Mediaset.

I miliardi di euro che dovevano arrivare dall’asta per le frequenze? Saranno pochi “spiccioli”, ma almeno potrebbe finalmente arrivare una ventata di (vero) pluralismo e qualche nuovo operatore tv (ammesso che di questi tempi ce ne siano, canali delle televendite di materassi a parte).

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Asta frequenze: Sky potrebbe partecipare

pubblicato da Gabriele Capasso


Se c’è un operatore televisivo che può dirsi soddisfatto dalla cancellazione del beauty contest quello è Sky Italia. Come ricorderete proprio la richiesta di partecipare all’assegnazione gratuita, che il ministro Romani cercò di bloccare in tutti i modi prima di arrendersi al via libera dell’Unione Europa, “costrinse” a rinviare l’avvio della procedura e paradossalmente quel rinvio non ha permesso al governo Berlusconi di chiudere la pratica prima che fosse troppo tardi.

Fra l’altro Sky aveva, in segno di protesta per le modalità del beauty contest, deciso di ritirarsi lasciando campo libero. Ora, massimo risultato, potrebbe rientrare in gioco nell’ambito dell’asta alla quale al contrario Rai e Mediaset potrebbero escludersi puntando alla conversione dei canali già in loro possesso per la tv sui telefonini (ormai in disuso). Lo ha spiegato in un’intervista a Il Sole 24 ore Andrea Zappia, amministratore delegato di Sky Italia. La posizione della sua azienda è di totale apprezzamento rispetto alla decisione del governo:

La direzione presa è coerente con alcuni dei rilievi fatti da noi in passato, partendo dalla necessità di uno stimolo maggiore alla pluralità e alla valorizzazione di un asset come quello delle frequenze. Asset che, sicuramente, ha un valore economico. Credo comunque che quello del Governo Monti sia un passo previsto e dovuto, in linea con molte altre loro scelte di politica economica e con quanto chiesto e ribadito dalla Commissione Europea.

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Beauty contest cancellato - Mediaset fa ricorso

pubblicato da Malaparte

Fedele Confalonieri con Mario Monti

Lo sapevamo tutti che non sarebbe finita senza lotta da parte del biscione (che non vuole rinunciare al “favore” del Governo precedente), mancava solo l’ufficialità. E l’ufficialità arriva dall’annuncio di Fedele Confalonieri che, in apertura dei lavori dell’assemblea dell’azienda, ha spiegato che Mediaset ha fatto ricorso al Tar del Lazio contro la cancellazione del beauty contest per l’assegnazione delle frequenze tv.

E’ la parte giudiziaria delle contromosse del Pdl e di Mediaset. Quella politica si è manifestata ieri, con il Pdl che ha espresso le proprie perplessità a Monti durante il vertice fra il premier e l’ABC (Alfano-Bersani-Casini).

D’altro canto, in attesa dell’esito del ricorso, Confalonieri ha vagheggiato l’altra “minaccia”. Non è affatto detto che Mediaset partecipi all’asta: «Parteciperemo? ancora non possiamo dirlo. Vedremo la disciplina dell’asta che farà Agcom».

Insomma, a che gioco sta giocando, il Biscione? Facile. Da un lato, come detto, vuole approfittare del fatto che il beauty contest fosse già stato indetto (poco importa se da un governo compiacente). Dall’altro vuole dimostrare che questa storia dell’asta delle frequenze potrebbe essere un flop dal punto di vista degli introiti. E la cosa surreale è che potrebbe anche aver ragione. Soprattutto se Mediaset ci mettesse il carico da novanta della mancata partecipazione. Potrebbe anche farlo, tanto, a cosa le servono altre frequenze, nell’immediato? E in ogni caso, anche se fosse solo una “minaccia”, resta una delle armi del Biscione per far pressione sull’AgCom che dovrà produrre una disciplina dell’asta per convincere tutti. Una bella gatta da pelare.

Foto | TM News

Beauty Contest è morto, l'UE plaude all'idea dell'asta

pubblicato da Gabriele Capasso


Stavolta è vero. Il beauty contest non c’è più e l’asta per le frequenze ricavate dal cosiddetto dividendo digitale comincia a prendere forma rispettando le anticipazioni fornite qualche giorno fa. Il governo conta di ricavare una cifra superiore al miliardo di euro cambiando totalmente l’impostazione prevista fino ad oggi e coinvolgendo gli operatori telefonici ai quali saranno destinate parte delle frequenze allo scopo di favorire lo sviluppo della banda larga in mobilità così come sarà molto presto previsto anche dall’Unione Europea.

L’emendamento che prevede queste novità è stato approvato oggi in Commissione Finanze alla Camera con la contrarietà del Pdl, letteralmente infuriato per la decisione del governo, per quanto attesa da tempo e ampiamente prevista. L’ex ministro Paolo Romani, padre del beauty contest, ha parlato di “fatto grave” ribadendo la “netta contrarietà” allo stop della procedura gratuita d’assegnazione e alla conseguente asta per le frequenze. Il tema diventerà oggetto del vertice fra il segretario Angelino Alfano e Mario Monti di questa sera. Secondo Romani non ci sono solo perplessità politiche da tenere in considerazione, ma anche questioni tecniche: “così com’è congegnato non consentirà a Rai e Mediaset di partecipare alla gara”. Anche ammesso sarebbe poi questa gran tragedia, dico io?

Nel frattanto la decisione del governo appare gradita dalla Commissione Europea. Joaquin Almunia, commissario per la concorrenza, ha espresso “soddisfazione per l’annuncio” sottolineando che “questa nuova proposta dovrebbe contribuire a un uso efficiente dello spettro e allo stesso tempo promuovere la concorrenza nel mercato italiano della diffusione televisiva, in virtù del trattamento preferenziale riservato ai nuovi entranti”.

Foto | © TM News

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Beauty Contest

pubblicato da Massy


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Frequenze tv - La storia infinita. Rai e Mediaset potrebbero non partecipare all'asta

pubblicato da Malaparte

Corrado Passera sta per presentare il decreto sulle frequenze tv all'asta

Probabilmente domani durante il ventiquattresimo Consiglio dei Ministri del Governo Monti, il Ministro Corrado Passera presenterà il decreto che annulla definitivamente il beauty contest e che indice la gara sulle nuove frequenze per il digitale terrestre (la scadenza ultima è comunque il 20 aprile 2012, giorno in cui scade la sospensione del “concorso di bellezza”.

La Commissione Europea, stando a quanto si apprende, avrebbe già dato il suo avallo informale al decreto.

C’è, però, un cavillo che riguarda un altro decreto, quello di attuazione di una direttiva europea (la 140 del 2009) che prevede che alcune frequenze, attualmente in possesso di Rai, Mediaset e H3G, possano essere utilizzate anche per il digitale terrestre.

Cosa significa questo? Che se Rai e Mediaset riconvertissero le frequenze che già detengono al Dtt si escluderebbero automaticamente dalla nuova asta perché raggiungerebbero già il massimo di frequenze consentite dall’Unione Europea.

Così protestano tutti. Protesta Mediaset che ancora vorrebbe il beauty contest. Protestano Antonio Di Pietro (Idv) e Vincenzo Vita (Pd) che rilevano, in questo nuovo scenario, non solo un nuovo regalo sia alla Rai sia a Mediaset ma anche un minor introito per le casse dello stato qualora i due soggetti “dominanti” non dovessero partecipare alla nuova asta. Protesta pure il Pdl che difende la bontà del beauty contest. Insomma, il pasticciaccio continua.

Foto | © TM News

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Beauty contest addio. Così pare

pubblicato da Malaparte

Corrado Passera

A quanto pare, Corrado Passera sta per mantenere la sua promessa sul beauty contest: si va verso un decreto che lo revocherà definitivamente e che avvierà una gara per l’assegnazione delle frequenze tv. Il tutto, entro il 20 aprile - data in cui termina la sospensione già decisa dal Governo. Secondo Repubblica, il Ministro per lo Sviluppo Economico ha spiegato che

«La prossima asta sarà fatta di pacchetti di frequenze con durate verosimilmente diverse»

Cosa significa questo? Significa che i multiplex all’asta che saranno compresi nella banda 700 Mhz saranno “a termine” (fino al 2015 o fino al 2017 o 2018, lo scopriremo a breve). Perché? Perché alla Conferenza mondiale di Ginevra si è deciso di assegnare queste frequenze anche alla banda larga mobile dal 2015. La gara sarà riservata solamente agli operatori televisivi, visto che quelli telefonici, per ora, si sono svenati per il 4G, ma saranno sicuramente pronti a contendersi a colpi di milioni di euro le nuove frequenze fra qualche anno.

Così, la nuova asta dovrebbe prevedere l’assegnazione delle frequenze meno pregiate per la banda larga alle sole tv e invece riservarsi qualche scappatoia per il futuro. Anche perché non si può fare diversamente, visto che il coordinamento con i paesi confinanti renderà impossibile l’utilizzo di alcuni canali. Il decreto, dunque, potrebbe rinviare a un provvedimento successivo, che assegni frequenze alternative alle tv che se le saranno aggiudicate (improbabile, invece, la revoca delle frequenze con indennizzo degli investimenti): rimangono solo 28 canali in banda UHF, visto che la banda 800MHz è già stata assegnata.

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Asta frequenze: si farà, ma renderà poco

pubblicato da Gabriele Capasso


Ricordate il beauty contest? La procedura di assegnazione a titolo gratuito delle frequenze del cosiddetto dividendo digitale che a seguito di un’autentica mobilitazione mediatica venne bloccata dal governo in attesa di trovare una soluzione per “far pagare” i soggetti che se le sarebbero volute vedere assegnate. Bene, il provvedimento che congelò il beauty contest sta per scadere (il 19 aprile è la data prefissata) e Corrado Passera sta studiando insieme ai suoi tecnici una soluzione.

Il contesto rispetto ad un paio d’anni fa è completamente cambiato e, come era prevedibile, la possibilità di incassare cifre fantasmagoriche (si parlava di 4 miliardi di euro, poi scesi ad 1) è sempre più remota. Lo spiega oggi Stefano Carli su Repubblica Affari & Finanza: delle 6 frequenze originariamente disponibili soltanto 3 sarebbero già pronte per essere utilizzate con una buona copertura e senza eccessivi costi, ma proprio quelle stesse 3 verranno entro i prossimi due anni destinate dalla Unione Europea alla banda larga in mobilità rendendo impossibile per il nostro paese (questione di omogeneità delle trasmissioni) utilizzarle per la trasmissione tv.

Il governo starebbe dunque studiando una strategia complessa. I canali 54, 55 e 58 saranno assegnati con concessione ventennale soltanto nel caso che ad assicurarseli fosse una Telco (quindi sostanzialmente solo Telecom e H3G a meno che Vodafone e Wind non decidano di entrare nella partita), viceversa si potrà andare massimo fino al 2018. I canali 6, 23 e 28 verranno invece concessi per 20 anni in uso, ma hanno l’handicap di dover essere liberati e di richiedere per un pieno utilizzo un “riassetto” del sistema trasmissivo. In parole povere sono meno pregiate e valgono meno sul mercato.

Nel frattanto quella che poteva suonare come una minaccia priva di sostanza da parte di Mediaset si potrebbe realizzare: l’azienda di Cologno Monzese di fronte ad un’asta potrebbe farsi da parte rinunciando a concorrere (e nel frattanto puntare sul ricorso che chiede di resuscitare il beauty contest). Insomma, se non interverranno le Telco, che hanno appena investito 4 miliardi di euro per le frequenze del 4G, di soldi lo Stato ne vedrà pochini (magari sotto forma di anticipo dei canoni d’uso, il famoso 1% del fatturato), ma il principio sarà salvo: le frequenze non si regalano. Salvo accoglimento dei ricorsi, ovvio.

Foto | © TM News

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Frequenze tv - Dopo il beauty contest sospeso, verso un'asta con base ribassata?

pubblicato da Malaparte

Corrado Passera

L’annosa questione delle frequenze tv sarebbe, finalmente, in dirittura d’arrivo. Ma con un giallo che dovrebbe risolversi definitivamente nei prossimi giorni.
Milano Finanza spiega che il Governo avrebbe raggiunto un compromesso, citando fonti interne a Palazzo Chigi.

Dopo la sospensione per 90 giorni del beauty contest, la polpetta avvelenata per il Governo e per Corrado Passera (Ministro per lo Sviluppo Economico) diventa la metodologia con cui organizzare l’asta che dovrebbe assegnare cinque multiplex digitali (originariamente, sarebbero stati assegnati gratuitamente a Rai, Mediaset e Telecom Italia).

Secondo MF, i punti cardine dell’intervento del Governo sarebbero tre: una legge per cambiare le regole dell’assegnazione delle frequenze televisive, la riscrittura da parte dell’AgCom di un bando di gara e poi l’Europa. Sì, perché il via libera della Commissione sulle nuove modalità di competizione sono assolutamente necessari (non dimentichiamoci che, nonostante quanto viene ripetuto spesso, non è stato l’ex Ministri Paolo Romani a inventarsi il beauty contest: in altre realtà europee è stato abbondantemente applicato. Con un mercato televisivo non drogato da un’inaudita commistione fra politica e televisione, naturalmente, incarnata in Italia da Berlusconi).

I tempi sono stretti: la sospensione del beauty contest scade il 19 aprile, a maggio sono in scadenza anche i vertici dell’AgCom e soprattutto ci si sta convincendo del fatto che l’asta sarebbe molto meno remunerativa del previsto (come abbiamo più volte avuto modo di ricordare su TvBlog). Per Mediobanca, il miliardo di euro previsto, stimato anche da Paolo Gentiloni, in un Tweet a TvBlog (a fronte dei 4 di cui si parlava in un primo tempo) sarebbe molto ottimistico. In ballo c’è anche il pressing dei partiti (che pressano anche per una riforma della Rai, ma ne parleremo a breve) e quello di Mediaset.

E così, si attende la soluzione del Governo. Un’asta con la base di partenza ribassata, ipotizza sempre il quotidiano finanziario, senza però rinunciare al riordino delle procedure di assegnazione delle frequenze: sarebbe questo, il compromesso. Staremo a vedere.

Foto | © TM News

Diritto e rovescio

pubblicato da Massy


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