
Martedì sera, nella prima puntata de Le Iene Show, non abbiamo visto tutti i servizi inizialmente previsti. Uno, in particolare, è stato rinviato per ragioni “di opportunità politica“. Lo racconta oggi Beatrice Borromeo, promossa giornalista ne Il Fatto Quotidiano. Si trattava di un servizio, partito da una lettera anonima giunta in redazione, firmato da Luigi Pelazza su un presunto incidente avvenuto al largo di Malta il 28 giugno 2008.
Secondo le ricostruzioni, un’imbarcazione della Guardia Costiera (la Fiorillo Cp904) nel tentativo di soccorrere un barcone carico di immigrati somali ed eritrei avrebbe provocato il rovesciamento del natante e la morte per annegamento di alcuni degli occupanti. I superstiti sono stati portati poi a Malta e sulla vicenda è calato il silenzio. La stessa lettera anonima giunta alle Iene (scritta con tutta probabilità da qualcuno a bordo della motonave della Guardia Costiera), con tanto di foto, è stata inviata anche agli organi giudiziari e la magistratura di Messina ha aperto un’indagine.
Pelazza, lo stesso autore di un altro celebre servizio tagliato dalle Iene, quello sul filmato dei militari italiani impegnati nella “Battaglia dei Ponti” a Nassiriya, sarebbe riuscito a rintracciare ed intervistare alcuni dei superstiti a Malta. Dai loro racconti giungerebbero conferme dell’incidente, e sarebbero addirittura 13 secondo gli immigrati i morti affogati o schiacciati nel rovesciamento del barcone.

Questa sera alle 00:45 RaiDue manda in onda la puntata de L’era glaciale in cui Daria Bignardi intervista Beatrice Borromeo e Vauro.
La cosa merita indubbiamente la segnalazione, considerato il fatto che questa intervista fu fonte di enormi polemiche poco tempo fa. All’epoca (era l’8 maggio) il direttore di rete Antonio Marano decideva di tagliare l’intervista in cui Borromeo e Vauro presentavano il libro scritto con Marco Travaglio dal titolo Italia Annozero. Il direttore ritenne che quell’intervista fosse una violazione della par condicio in atto per le allora imminenti elezioni europee.
Nel frattempo, Vauro era già stato stigmatizzato e sospeso da Annozero per la vignetta che vedete.

Continua a leggere: L'Era Glaciale - Questa sera l'intervista a Vauro e Borromeo

Il caso del taglio dell’intervista a Beatrice Borromeo e Vauro all’Era Glaciale torna alla ribalta, ora che il programma di Daria Bignardi apparentemente in modo pacifico si è chiuso con l’ultima puntata del 12 giugno scorso. Marco Travaglio si è accorto, e non è stato l’unico, che la famosa intervista eliminata per ordine del direttore Antonio Marano non è mai andata in onda, questo nonostante vi fosse stata una chiara promessa in tal senso. Si era detto, infatti, che sarebbe andata in onda dopo le Elezioni. Lo aveva detto Marano, lo aveva garantito la Bignardi, ma ciò non è avvenuto.
In realtà, questo l’ennesimo appiglio per evitare la messa in onda, non sarebbe mai potuto avvenire per una ragione semplicissima. Formalmente la violazione della par condicio cui RaiDue sarebbe andata incontro mostrando l’intervista avrebbe luogo fino al lunedì successivo l’ultima consultazione elettorale. Come noto mancano ancora i ballottaggi delle amministrative, previsti per domenica. Il problema sta quindi all’origine: era falso affermare che l’intervista a Beatrice Borromeo e a Vauro sarebbe stata recuperata “dopo le elezioni” se l’ultima puntata dell’Era Glaciale era prevista per il 12 Giugno, data successiva alle Europee, ma non al secondo turno delle amministrative.
L’attacco di Marco Travaglio, giornalista e blogger, a Daria Bignardi sul tema ha scatenato la reazione di Luca Sofri, marito della suddetta nonché uno dei blogger italiani più autorevoli che ha dedicato a Travaglio un post al fulmicotone sul suo Wittgenstein dal titolo: “Aggiungerei: pirla“.

Da Marsala, sede del primo Festival del Giornalismo d’Inchiesta, giungono nuove dichiarazioni di Beatrice Borromeo dopo il caso dell’intervista (sua e di Vauro) tagliata dalla trasmissione L’Era Glaciale di Daria Bignardi. Il video, realizzato da Daniele Martinelli, permette all’ex collaboratrice di Annozero di raccontare più diffusamente la sua verità su quanto avvenuto durante e dopo la registrazione della trasmissione di RaiDue.
In questo caso il racconto della Borromeo differisce, anche in un altro dettaglio, dalla presa di posizione di Antonio Marano, direttore di rete, che ha imposto il taglio sostenendo che vi fosse una violazione della legge sulla par condicio (il tutto mentre, lo ricordiamo, il Ministro Zaia è stato regolarmente mandato in onda). Marano ha sostenuto che “nonostante i tentativi della conduttrice” i due ospiti si sarebbero dilungati ad esporre le loro opinioni sul premier Berlusconi e mettendo in piedi un’appendice di Annozero. La Borromeo spiega che, ammesso sia andata così, è stata proprio la conduttrice a creare il problema. La prima domanda posta dalla Bignardi, infatti, è stata: “Hai visto la puntata di ieri di Annozero?“.
La ex modella sostiene la sua versione, quella cioè di un invito e di una serie di domande che presupponeva non vi fosse il pericolo di una “violazione della par condicio“, una violazione che per altro Marano, nella concitazione seguita alla registrazione, non avrebbe in alcun modo citato mentre le rivolgeva una serie di epiteti per aver sostenuto che Annozero va in onda nonostante le pressioni della Rai. Altro fatto, che certo non farà piacere a Daria Bignardi, è la tesi della Borromeo sul comportamento la conduttrice: “Marano si è permesso di tagliare l’intervista perché evidentemente sapeva di poterlo fare senza la resistenza della Bignardi, Santoro non avrebbe mai permesso una cosa del genere nella sua trasmissione“.

Che non si sia trattato di un’asettica applicazione della legge sulla par condicio l’avevano capito tutti, quello che non sapevamo è che il direttore di RaiDue Antonio Marano si è reso protagonista in prima persona di uno scontro verbale con Beatrice Borromeo quando l’intervista a L’Era Glaciale si era appena conclusa. Retroscena gustoso della registrazione del talk show condotto da Daria Bignardi. Il direttore è presente nello studio e si è lasciato andare, intollerante ad alcune delle affermazioni che l’ex collaboratrice di Santoro aveva fatto sulle “pressioni” contro Annozero.
Il racconto della Borromeo, presente ieri a Marsala al Festival del Giornalismo d’Inchiesta, è questo:
Urlava cose irripetibili, insulti gravi. Era isterico. Ha detto che non dovevo permettermi di dire che Annozero subiva pressioni. Quindi urlando ha aggiunto che l’intervista non sarebbe mai andata in onda. Il tutto condito da insulti, del tipo: cretina ma chi ti paga a te.
Tutt’altra versione rispetto alle dichiarazioni di Marano rilasciate sabato quando spiegava che l’intervista, senza tagli, sarebbe andata in onda dopo le elezioni semplicemente perché al momento in contrasto con le norme della par condicio. Appena giunta alle sue orecchie l’uscita della Borromeo il direttore ha abbandonato l’affettato aplomb:
Continua a leggere: Retroscena dopo L'Era Glaciale, insulti di Marano alla Borromeo
Anno Zero è diventato l’argomento più appetibile di questo periodo, con i suoi mille risvolti e i controversi protagonisti che vi tengono banco. Dopo avervi informato sul caso Borromeo e Vauro “epurati” dall’Era Glaciale, in cui dovevano promuovere il libro a sei mani scritto con Marco Travaglio, diamo spazio a una chicca “nascosta” di un’intervista settimanale a Vanity Fair. La rampolla Beatrice svela a sorpresa di essere stata a un passo da Chiambretti Night, ma di aver poi declinato l’invito perché non si sentiva tutelata:
“Quest’inverno Mediaset mi ha offerto uno spazio fisso da Chiambretti. Ero molto dubbiosa: sarei stata criticata per via dell’editore. Ma anche Santoro ha lavorato in Mediaset. L’occasione mi sembrava nuova: 15 minuti di intervista a un politico. Ho rinunciato: non hanno accettato di mettere nel contratto che non avrebbero modificato sostanzialmente i miei interventi. Tutti, a cominciare da Piero, sono stati molto gentili e professionali. Però, al momento di mettere nero su bianco, è cascato l’asino”.
La Borromeo ha rivelato di sentire una profonda nostalgia per Anno Zero, spiegando perché l’ha lasciato:
“Mi manca moltissimo. Non c’era nulla di più importante nella mia vita. E sarà difficile trovare un altro lavoro così coinvolgente. Un addio traumatico: non volevo che la mia vita potesse essere un pretesto per diffamare la trasmissione. Nel libro c’è molto di più di quello andato in onda nello spazio Generazione Zero. Un mondo che non si poteva raccontare in tv. Non ho abbandonato le persone che ho portato in onda: non sono personaggi da share e basta”.
Va detto atto a questa ragazza, mirino di un facile accanimento sull’onda del pregiudizio, di sapere come muoversi nello spettacolo. E la sua scelta di rifiutare un programma in cui non era in grado di esprimersi liberamente dimostra quanto certi no valgano più dei sì per guadagnarne in credibilità.

Nella puntata de L’Era Glaciale di venerdì sera “mancava qualcosa“. Questo qualcosa era l’annunciata intervista di Daria Bignardi a Vauro e a Beatrice Borromeo, in trasmissione per presentare il libro scritto insieme a Marco Travaglio, titolo “Italia Annozero“. Il direttore di rete, Antonio Marano, ha ritenuto che il contenuto dell’intervista (regolarmente registrata) violasse la par condicio in vigore nel periodo che precede delle consultazioni elettorali.
Nonostante i ripetuti tentativi da parte della conduttrice Daria Bignardi di riportare il discorso sul libro, gli ospiti hanno affrontato questioni politiche in un periodo di par condicio in assenza di contraddittorio. Era una presentazione di un libro e non la continuazione della puntata di ieri (giovedì, ndr) di Annozero.
Dunque secondo l’illuminato direttore, che tradisce una vaghissima idiosincrasia nei confronti del programma d’approfondimento della sua rete (l’unico che gli garantisca ascolti degni di questo nome in prime time), gli ospiti dovevano limitarsi a “presentare il libro”. Come si faccia a presentarlo in televisione se vi è il divieto di raccontarne i contenuti, ovviamente politici, rimane un mistero. Marano ha comunque garantito che l’intervista tagliata verrà proposta “dopo le elezioni“, nella sua versione integrale e senza ulteriori sforbiciate di sorta. Strappa un sorriso il riferimento ai “ripetuti tentativi della conduttrice” atti ad evitare che in una marchetta ad un libro si parlasse dei contenuti dello stesso, innegabile la curiosità nello scoprire di cosa si sia trattato.
Se dovessimo riassumere la storia di Anno Zero, che ha appena un anno di vita ma già tante crociate all’attivo, troveremmo un fil rouge invisibile a legare i vari nodi della scaletta.
In una stagione in cui la tv generalista viene definita riscaldata e Sky Vivo che la emula è ormai dato per morto, c’è un solo format autoprodotto e senza degne imitazioni che veleggia spedito in un mare piatto come una tavola. E questo format è Michele Santoro.
Santoro si è reincarnato nella tv di nuova generazione sposandone a pieno il diktat “di grido”, giocato sullo strillo e all’occorrenza anche su Grillo. Uno stile notoriamente sensazionale, il suo, che si è mischiato sapientamente con il neo-sensazionalismo da reality-show.
Santoro sa bene che l’inchiesta fine a se stessa, al giorno d’oggi, non basta; non a caso ha appena ritrovato la sua vena di denuncia degli anni d’oro di Samarcanda, oscurando l’asettico documentario con l’acceso e consueto dibattito in studio.
Come nasce il ritorno del giornalista più provocatorio d’Italia?
Parte con il promo che sfotte le nomination dei reality per farsi a sua volta nominare dai media.
Si presenta in video con i boccoli giallo canarino per competere con il nuovo look di Simona Ventura.
E, dulcis in fundo, si fa affiancare da una stagista in erba predestinata alla polemica, che contempla in sé il sex-appeal della starlette alle prime armi e la dignità della rampolla di buona famiglia. Ovvero Beatrice Borromeo, qui ritratta in una foto con Lele Mora che ne racchiude un po’ il dilemma tra l’essere modaiola e l’apparire intelligente. Una a cui non puoi dare della squinzia qualunque grazie all’alibi dei nobili natali, ma che nella sua essenza televisiva sfrutta l’ennesimo richiamo voyeur. Della serie, sei bella giovane e famosa e lasciamo al pubblico il dubbio se oltre le gambe c’è di più.
Continua a leggere: La boria della Borromeo e il reality della politica
Anno Zero, l’approfondimento giornalistico di Raidue condotto da Michele Santoro, ha scatenato una veemente reazione del Ministro alla Giustizia Clemente Mastella, già particolarmente irritato da una puntata recente di Ballarò nella quale era stato oggetto di pesanti critiche.
Mastella ha occupato le prime pagine di tutti i principali siti d’informazione con un attacco durissimo ad Anno Zero, reo di aver dato spazio alla mobilitazione in favore del PM di Catanzaro Luigi De Magistris. Il Ministro aveva disposto un’ispezione sul lavoro di De Magistris, molto impegnato in inchieste che indagano sui rapporti fra politica, criminalità organizzata e mala gestione della cosa pubblica e che nei mesi scorsi hanno “toccato” esponenenti non solo locali di gran parte dei partiti italiani. A seguito dei risultati dell’ispezione ha richiesto al CSM l’avvio della procedura per il trasferimento d’urgenza del PM.
In favore e in difesa dell’operato di De Magistris si è messo in moto un grosso movimento d’opinione che è pronto a dare battaglia. Anno Zero, che aveva già avuto trascorsi non felicissimi con Mastella, ha permesso a molti dei personaggi scesi in campo per difendere il PM di avere spazio in trasmissione ed ha intervistato lo stesso De Magistris. Ultima chicca l’intervento di Clementina Forleo, giudice entrato in contrasto con esponenti del governo a proposito della scabrosa vicenda delle intercettazioni telefoniche fra Consorte, D’Alema e Fassino.
Continua a leggere: Ciclone Mastella su Anno Zero, terremoto in Rai