
Parafrasando il motto: se non siete voi che andate al mare, lasciate che sia il mare a venire da voi, almeno televisivamente parlando. Ci farà invidia, ma per chi vuole godersi un po’ di spiaggia in attesa delle proprie vacanze, Raidue da oggi -ore 15:15- trasmette il nuovo teen drama “Beyond the break”.
Ambientato, appunto, alle Hawaii, la serie in onda sul canale-succursale di Mtv- The N ha come protagoniste quattro ragazze, legate dalla passione per il surf: Birdie Scott (Tiffany Hines, vista nella season finale della seconda stagione di “Grey’s anatomy”), Lacey Farmer (Natalie Ramsey), Dawn Preston (Suzie Pollard) e Kai Kealoha (Sonya Balmores).
Una passione in comune, ma anche tante differenze tra di loro. Dovranno cercare di mettere da parte eventuali dissidi e incomprensioni, e lavorare insieme per migliorare nel surf giorno dopo giorno, accrescendo la loro amicizia. Ad insegnare alle ragazze i segreti del mare troveremo una vecchia conoscenza: David Chokachi, l’interprete di Cody in “Baywatch”, che qui sarà Justin.

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E’ ancora presto per parlare nei dettagli di Telefilm Festival 2009, che si dovrebbe tenere la seconda settimana di maggio sempre a Milano, ma il suo direttore artistico Leopoldo Damerini sta già lavorando alla prossima edizione, che vedrà protagonisti ancora una volta le serie più amate dai telespettatori e le novità della stagione.
Ad annunciarlo è stato proprio lui in un’intervista fatta da Alphabet City (di cui ha anche parlato Blogapuntate) durante il Festival of Festivals di Bologna, nella quale parla di come sia diverso il pubblico telefilmico rispetto a quello di altri generi televisivi, e soprattutto svela qualche anticipazione sulla prossima edizione del Festival, che fin dalle origini -con la prossima siamo a 7 edizioni- ha creduto in un genere ingiustamente sottovalutato nel passato:
“Il nostro festival è nato come qualcosa che voleva porre l’accento su qualcosa che veniva erroneamente considerato di serie B, ma oggi la programmazione televisiva italiana riguarda per il 22% i telefilm, quindi possiamo dire di non essere più una nicchia. [Il pubblico dei telefilm] va prevalentemente dai 15 ai 50 anni, è un pubblico frizzante, giovane, dinamico, che si muove e va su internet, protesta se una puntata viene tolta se un doppiaggio è sbagliato, se la filologia di un episodio non è in linea con il resto della serie”.

Tutti Pazzi per la Tele procede veloce, a tal punto che un live blogging non riuscirebbe a starci al passo. Come anticipato in conferenza vanno in differita, vista la difficoltà di gestione di una formula così folle. Al calore di una diretta familiare, come è tradizione sulla tv di stato, subentra un clima adrenalinico, da maniaci incalliti. Bastano pochi istanti per capire che questo programma farà colpo sicuro sulla generazione You-Tube, lasciando più disorientati i conservatori del mezzo. Ci sono inserti di repertorio interessanti, alternati a rimpatriate da ulteriore antologia (10 e lode al remake di Ok, il prezzo è giusto!).
Eppure è tutto così nuovamente bizzarro e nostalgicamente simpatico, per essere RaiUno. Da una parte vedi gli ospiti recuperare la piena dignità del termine, senza degenerazioni post-reality (tipo che la Lear ha condotto La Talpa e Mal si è sputtanato a La Fattoria, chissenefrega). Dall’altra vederli giocare così fa sperare in un rito di espiazione collettiva, dopo anni di risse mediatiche, coltelli a mezzo stampa e ricongiungimenti a colpi di share.
Anche a Tutti Pazzi si urla, ma da carampane entusiaste più che da competitor istigati dall’auditel. Proprio l’auditel ci farà capire se questo programma avrà fortuna o no. E, soprattutto, se Antonella Clerici - il ritratto della serenità e della spontaneità - non sarà sopraffatta in carisma dall’amico Paolo Bonolis. Detto questo, scetticismi a parte sui vistosi tagli e tolte anche le accuse di dejàvu (c’è un po’ di tutto, da La Grande Notte a Matricole, da Anima Mia a Cronache Marziane), resta un dato di fatto: l’impasto è adorabile. Fa divertire di gusto come non accadeva da un bel po’.