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Tutti gli articoli con tag barak obama

Michael Moore a In 1/2 ora - Dal capitalismo a Obama a Berlusconi

pubblicato da Malaparte

Michael Moore

Michael Moore sta facendo promozione per il suo ultimo documentario, Capitalism: A love story (ecco la recensione di Cineblog)- il trailer, potete vederlo dopo il salto. E magari, spiegare al sottoscritto perchè, nella versione italiana, abbiano tolto Sicko e lasciato solamente Bowling for Columbine, Fahrenheit 9/11, sotto la dicitura “dal regista di” - e oggi è stato ospite di Lucia Annunziata nel programma In 1/2.

Il regista, che ha portato al cinema una serie di documentari dal linguaggio decisamente televisivo, si è mostrato in tutta la sua irriverenza. Un’irriverenza amata dai fan e odiata dai detrattori: è difficile che Michal Moore resti indifferente a qualcuno. A voler essere obiettivi, è necessario ammettere che i suoi lavori sono spesso estremamente interessanti, ben fatti, accattivanti, ma che a volte, per arrivare a tutti, rischiano di peccare di approssimazione e di un minimo di strumentalizzazione. Ma il fine - di Moore - giustifica i mezzi: il suo nemico fa della strumentalizzazione l’arma vincente.

Oggi, a In 1/2 ha parlato anche di Obama e Berlusconi e del loro presunto rapporto fraterno.

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Ascolti televisivi (e internet) dell'Inaugurazione del Presidente Obama

pubblicato da corbetz

TvBlog Awards 2009


barak obama
Un weekend dedicato interamente a Barack Obama quello della rubrica TvBlog a Stelle e Strisce qui su TvBlog. Dopo il post dedicato a come il nuovo Presidente potrebbe cambiare i contenuti della televisione, vediamo ora alcuni numeri relativi al suo insediamento alla Casa Bianca.

Sono infatti ora disponibili i dati di ascolto televisivi relativi all’inaugurazione che si e’ tenuta martedi’ 20 gennaio 2009 a Washington. Il totale vede un numero pari a 37,8 milioni di famiglie che hanno seguito l’evento live (font Nielsen): e’ il secondo miglior risultato dopo l’insediamento di Reagan nel 1981 che detiene ancora il record con 41,8 milioni di spettatori. Anche se c’e’ da dire che molto ha fatto in termini numerici l’ “ascolto” live dell’evento su internet (ne parliamo dopo il salto), piattaforma totalmente assente nel 1981 e che rappresenta la modernita’ dei tempi e del Presidente neoeletto.

Il rating complessivo nei 56 maggiori mercati televisivi americani ha raggiunto per Obama il valore di 29,2%. Il che posiziona l’evento a larga distanza dalla seconda inaugurazione del presidente George W. Bush che quattro anni fa si e’ dovuto “accontentare” di un modesto rating dell’ 11,8% con un ascolto medio di 15,5 milioni. NBC ha battuto ABC, CBS e FOX restando il canale generalista piu’ visto nella fascia oraria 11-12.30. CNN a sua volta e’ stata leader incontrastata tra i canali via cavo durante il giuramento. I numeri parlano per NBC di circa 11,5 milioni di spettatori (notate che quando parlo di spettatori si intendono sempre famiglie) e un dato di rating del 4% (fascia 25-54 anni). ABC segue a ruota con circa 11 milioni e un dato di rating del 3,5% ed infine CBS con 7,2 milioni di spettatori e 2,3 punti di rating.

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Presidenziali Americane - La tv statunitense

pubblicato da corbetz


cnn hologram
Mentre si stanno chiudendo i primi seggi nell’est degli Stati Uniti, si continua a votare in California e in molti altri stati.
E la tv, senza problemi, rivela gia’ exit-polls e i risultati dei primi scrutini. Questo non potrebbe mai succedere in Italia e non solo perche’ l’intero paese rientra nello stesso fuso orario. Si parte dal principio, qui, che se qualcuno ha gia’ deciso chi votare va avanti per la sua strada senza curarsi di cio’ che dice la tv il giorno delle elezioni. Trovo questo un gesto di grande rispetto e civilta’ nei confronti dei cittadini/pubblico. La tv non e’ costretta a stare zitta, ma assolve ai suoi doveri informativi rivelando i risultati man mano che si rendono disponibili. I messaggi pubblicitari di Obama e McCain (a pagamento) sono continuati a passare tutto il giorno in televisione tra la speranza dei candidati di convincere gli ultimi indecisi (una modesta percentuale, peraltro) e la consapevolezza che chi ormai ha deciso chi votare, probabilmente non si fara’ influenzare ulteriormente. Questo non significa che tale modello sia automaticamente importabile in Italia: ci sono molti fattori da valutare. Ma prendo (prendiamo) atto di come funzionano le cose qui.

Le elezioni sono state vissute oggi con moltissima passione da qualsiasi programma di intrattenimento in tv e il messaggio positivo che tutti hanno lanciato e’ stato proprio “andate a votare”, “fate sentire la vostra voce”. Da questo punto di vista c’e’ da imparare da un paese che sembra curarsi del proprio futuro e che si e’ messo in coda, pazientemente, per deciderne il prossimo rappresentante del Paese. Abbiamo gia’ parlato nei giorni scorsi della campagna VIP di sensibilizzazione alla responsabilita’ del voto.

Per quanto riguarda la copertura dei media e’ forse CNN la rete che piu’ si e’ data da fare introducendo tra l’altro diverse innovazioni tecnologiche e di contenuto che costituiscono davvero un salto qualitativo. Per citarne alcune, sono stati utilizzati dei touchscreen verticali della dimensione di oltre 50″ su cui vengono proiettate le statistiche demografiche dei votanti suddivise in base alla preferenza di voto. Inoltre sono stati proiettati diversi sondaggi ed exit polls che ci fanno capire che il 93% degli americani e’ molto preoccupato per l’economia e che la stragrande maggioranza ha effettuato la propria scelta di voto in base a questa ragione piuttosto che per motivi legati alla lotta al terrorismo o alla copertura assicurativa sanitaria. Due giornalisti “selezionano” dallo schermo gli stati e aprono, in un modo “magico” agli occhi degli spettatori, statistiche e grafici. In uno studio televisivo e’ stato inoltre testato per la prima volta un collegamento olografico. Il giornalista a New York ha infatti “ospitato” a pochi centimetri di distanza l’inviata a Chicago in 3 dimensioni, ripresa a 360 gradi grazie a 35 telecamere HD: e’ la prima volta che tale tecnologia trova spazio in un programma news. Inoltre grafici a 3 dimensioni con animazioni perfette appaiono al centro dello studio per illustrare i risultati stato per stato. Dopo il salto, in esclusiva per TvBlog, le immagini di queste nuove tecnologie televisive a poche ore dalla loro messa in onda negli Stati Uniti.

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"Don't Vote": campagna di comunicazione VIP per invitare gli americani al voto

pubblicato da corbetz


Leonardo Di Caprio Vote campagna presidenziali stati uniti
Martedi’ 4 novembre e’ un grande giorno per gli Stati Uniti: le elezioni presidenziali riveleranno chi sara’ il nuovo capo della Casa Bianca e chi - con ogni probabilita’ - tra Barak Obama e John McCain - rivestira’ un ruolo di assoluto primo piano nella comunita’ internazionale.

Il meccanismo elettorale statunitense e’ diverso da quello italiano. Per andare a votare gli americani si devono prima “registrare”, praticamente devono dire: “io ci sono e posso votare” e ovviamente devono poi recarsi alle urne il 4 novembre. Dare il proprio contributo e’ un diritto e un dovere per ogni cittadino e per ricordarlo a tutti Leonardo Di Caprio ha organizzato e prodotto con la sua Appian Way e in collaborazione con il cantante Will I Am e gli attori Tobey Maguire e Forest Whitaker un comunicato pubblico, on-line da diversi giorni ma con una nuova versione realizzata apposta per la messa in onda in tv da mercoledi’ 29 ottobre su tutti i network statunitensi. I protagonisti sono celebrita’ del calibro di Will Smith, Tom Cruise, Jennifer Aniston, Justin Timberlake, Julia Roberts, Harrison Ford, Cameron Diaz, Borat, Ellen DeGeneres, Zach Braff, Dustin Hoffman, Eva Longoria Parker, Halle Berry, Demi Moore, Courtney Cox, Amy Adams, Kevin Bacon, Kate Bosworth, Kevin Connolly, Jamie Foxx, Jonah Hill, Anthony Kiedis, Ashton Kutcher, Adam Levine, Laura Lineey, Natalie Portman, Giovanni Ribisi, Ethan Suplee, Kyra Sedwick, Michelle Trachtenberg, Usher e altri ancora, oltre agli stessi promotori. Da segnalare la partecipazione straordinaria del regista Steven Spielberg.

Il comunicato, dal nome “5 Friends” (per il fatto che nel video si e’ invitati a passare parola ad almeno 5 amici) in versione integrale dura circa 5 minuti e gioca sull’ironia, invitando prima a “Non votare” (Che motivo c’e'? Si tratta di un solo voto. Continuate pure a vivere la vostra vita. ecc.). Poi man mano che si susseguono i vari messaggi, cominciano ad aggiungersi gli “…a meno che…” e cosi’ il messaggio cambia decisamente intenzione e si rivela per quello che e’: un caldo invito a presentarsi ai seggi martedi’. Addirittura le star fanno finta di aspettare, durante il comunicato, che i destinatari del messaggio vadano a registrarsi per poi continuare. L’obiettivo principale e’ quello di coinvolgere soprattutto i giovani a partecipare attivamente alle elezioni e renderli consapevoli della responsabilita’ del loro piccolo gesto. Dopo il salto, un servizio video realizzato da Entertainment Tonight (CBS) che vi mostra alcuni dei passaggi della versione tv di questa campagna.

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La politica in tv. Hillary contro Obama. E Silvio contro Walter?

pubblicato da Malaparte

In America si è tenuto l’ultimo duello televisivo fra Hillary Clinton e Barak Obama, prima del voto decisivo del 4 marzo che designerà il candidato ufficiale per i democratici alle presidenziali americane. Sappiamo bene quanto peso abbiano, negli States, i confronti televisivi.

In Italia, dopo l’esperimento di due anni fa (qui sotto il video di uno dei confronti, moderato da Bruno Vespa), per il 2008 il confronto non è previsto. Eppure, il Partito Democratico insiste, in commissione vigilanza RAI, perché il confronto ci sia. Ecco cosa dice Fabrizio Morri (via Adnkronos):

Trovo sbagliato che nel regolamento di par condicio radiotelevisiva degli ultimi 30 giorni di campagna elettorale non si prevedano faccia a faccia fra i candidati premier. Per questo il gruppo del Pd ha presentato emendamenti alla bozza Landolfi tesi a rendere possibili anche i faccia a faccia con criteri obiettivi che evitino il ‘tutti contro tutti’ e che si rapportino alla consistenza dei gruppi parlamentari uscenti.

Ovviamente, poiché i candidati premier, al momento, non sono solo due - sebbene tutti si concentrino su Veltroni e Berlusconi, ovviamente -, il confronto dovrebbe garantire visibilità anche ai candidati delle forze cosiddette minori (altri tre, al momento).

Personalmente, ho smesso di avere una posizione in merito. Trovo che l’invasione della tv da parte dei politici e della politica da parte della tv abbia generato quel clima da campagna elettorale permanente che rende un po’ meno piacevole vivere informati nel nostro paesello. Ma capisco che chi volesse veramente essere informato, avrebbe anche il diritto di vederli confrontarsi, questi benedetti politici. Dopo il salto, due video di confronti (italico e americano). Prima, il sondaggio.

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