Chi lo dice che se la candid non è scostumata non fa ridere? E, soprattutto, chi dice che la candid debba solo far ridere? Finalmente è arrivato un programma in grado di riportare questo genere televisivo, così bistrattato e involgarito, ai fasti dell’inventore Nanni Loy (e non a caso il pubblico l’ha premiato con un ottimo ascolto al debutto).
Mai Dire Candid, il ponte levatoio tra la denuncia delle Iene e l’irriverenza della Gialappa’s con un occhio glamour targato Ilary Blasi, si apre giustamente con un debito al Maestro, cercando di ispirarsi al canovaccio originario per farne strumento di analisi sociale.
L’idea non è quella di provocare fine a se stessa, né di sfottere la gente in modo gratuito come ci hanno abituato i vari Candid Camera Show di importazione. Qui entra in gioco il meccanismo tutto pirandelliano della riflessione umoristica.
Prendete il caso dell’istigazione all’abbandono di animali. C’è una Iena che convince degli sconosciuti ad aiutarlo a sbarazzarsi del proprio cane. Ognuno reagisce a modo suo, chi sfatando vecchi pregiudizi come quelli dei napoletani furfanti (che nella situazione si comportano più che onestamente), chi smentendo l’aria da persona perbene, visto che a cedere è proprio il vecchietto apparentemente timorato.
Di mezzo c’è una prestazione in denaro che non tutti si sentono di rifiutare (e che la Gialappa’s, ad hoc, è pronta a massacrare con il suo consueto sarcasmo).
Quel che funziona in una candid del genere, apparentemente paternalista o prevedibile, è la differenza che secondo Pirandello passa tra il semplice avvertimento del contrario e il più profondo sentimento del contrario. Nel primo caso ti trovi di fronte a comicità pura, che ti fa sganasciare senza pensare. Nel secondo caso si innesca un meccanismo per cui ridi ma con coscienza critica, chiedendoti le ragioni per cui ‘la vecchia imbellettata’ si sia conciata in quel modo e quale sia il suo profilo esistenziale.
Continua a leggere: Mai Dire Candid, con un occhio a Pirandello
Impossibile non occuparci quest’oggi di un articolo apparso su L’espresso riguardante i tanti sprechi di RaiDue della scorsa stagione televisiva.
Un articolo che fa letteralmente accapponare la pelle, ma che ha già ricevuto le prime smentite.
Prima di parlare delle smentite, vediamo le cifre esorbitanti riportate da L’espresso che, a quanto si legge, sono state rese note in un esposto che l’associazione dei consumatori Codacons ha presentato lunedì scorso alla Procura di Roma e alla Corte dei conti del Lazio. A quanto si legge, Balls of steel, il programma in seconda serata condotto da Marco Mazzocchi, sarebbe costato alle casse della Rai ben 2 milioni e 900 mila euro per degli ascolti però non del tutto da buttare, sempre attorno ai 2,5 milioni di spettatori. Il rapporto costi/risultati non è però così soddisfacente.
C’è chi ha fatto di peggio. Votantonio ad esempio, lo scorso 7 maggio ha esordito portandosi a casa il 4,96% di share e dopo la prima puntata è stato cancellato. La puntata pilota e le altre due realizzate e non andate in onda, sono costate a RaiDue ben 1 milione 350 mila euro.
Capitolo Wild West, altro grossissimo flop della scorsa stagione: secondo il Codacons la cifra spesa dalla Rai è stata di 2.722,22 euro al minuto, pari a 490 mila euro a puntata. E’ confortante che sia durato così poco…
L’esposto continua citando altri programmi di RaiDue più o meno di successo e costati una fortuna: Donne, condotto da Monica Leofreddi, 489 mila euro a puntata per un totale di 2 milioni 934 mila euro; il reality La sposa perfetta, 5 milioni 830 mila euro in tutto; L’isola dei famosi, 5 milioni 800 mila euro; Quelli che il calcio…, quasi 8 milioni di euro per l’intera stagione.
Continua a leggere: Cifre da capogiro per RaiDue, ma Balls of steel si difende
E’ tempo di bilanci di stagione e non c’è sito web o quotidiano che ometta la lista nera dei flop annuali.
Persino Fabio Canino ha stemperato la tensione dell’insuccesso, dichiarando che comparire a tutta pagina nella pagina dei necrologi televisivi è diventato un must che contempla solo la gente che conta (da Simona Ventura a Gianfranco Funari passando per Paolo Bonolis).
Ma, accanto al gran numero di format ed esperimenti che naufragano miseramente, ce ne sono tanti altri, annoverabili nella categoria dei programmi relitto, che non meritano nemmeno la considerazione della stampa. Della serie, nun te se fila nessuno.
Dunque è il caso di fare un piccolo sunto per dare onore anche a quei programmi tv di cui non ha parlato nessuno.
Prendete lo Stile Libero di Max Giusti ad esempio. Quantomeno Siani aveva fatto gridare al flop, animando accese discussioni sulla deriva napoletana dello show e sollevando contestazioni sulla sua inadeguatezza alla conduzione. Ma chi ha commentato l’assoluta indolenza con cui Giusti ha assunto le redini la baracca? Il comico più inflazionato di Raidue ha preso in consegna un’eredità così onerosa visibilmente controvoglia, senza alcuna propositività creativa. E i risultati ne sono stati la conferma: non soltanto Libero in seconda serata è andato malissimo, ma è giunto al termine nel più assoluto anonimato.
Ma per un Max che non buca c’è un Mazzocchi insapore che riesce a far passare inosservato persino un format bomba come Balls of Steel. Un prodotto così ben confezionato e audace che, se sperimentato su Italia1 con una conduzione da Iene, avrebbe fatto sfracelli. Peccato che su Raidue vada in onda a fine stagione, buttato lì dopo una prima serata al miele con La Sposa Perfetta, senza alcuna coerenza editoriale. Il pubblico giustamente se ne impipa e, dunque, non vale neanche la pena di scriverne fenomenologie o stigmatizzarne il presunto rischio diseducativo (visto che lo corrono in pochi).
Voliamo ancora più basso facendo un passo cronologico indietro. Pensiamo a una trasmissione andata in onda a gennaio-febbraio, ogni domenica in seconda serata, che ha completamente seminato le proprie tracce. Trattasi di Anche se… di Francesco Paolantoni, l’one man show che avrebbe dovuto risollevarne le sorti e ne ha definitivamente segnato l’oblio. Anche in questo caso bisognerebbe chiedersi… chi l’ha visto e soprattutto chi ne ha parlato? Perchè, diciamola tutta, o bene o male purchè se ne parli resta una ricetta di lunga vita catodica, che renderà immortali anche delle castronerie allucinanti come Colpo di Genio o, tanto per non gradire, un trash-show imperituro come Grimilde.
Continua a leggere: Il programma-relitto: non lo vedo e non ne parlo
Tra i vip per caso apparsi su questi schermi c’è anche Gianni Fantoni, che ha lasciato un commento al nostro post dedicato a Balls of Steel. Il programma in questione, in partenza su Raidue mercoledì 2 maggio alle 23.50, è un candid show che vedrà nel cast di disturbatori il personaggio in questione e altri volti più o meno noti della comicità. Solo per i lettori di Tvblog gustose anticipazioni sullo show e i suoi protagonisti dalla viva voce di Fantoni, poi contattato dal sottoscritto:
L’adattamento dal format inglese ha mantenuto alcuni dei personaggi chiave. Io sarò l’uomo dei quiz, con uno spazio che si chiamerà ‘I Quiz Gigioni di Gianni Fantoni’. Tra gli altri segnalo Gip già iena alle Iene, nel ruolo del cowboy dedito agli sport urbani e l’ottimo Nicki Giustini alle prese con le avventure da Mister Gay, l’importunatore di uomini che in Inghilterra viveva come “Big Gay following”. Si è tenuto conto della cultura nostra e quindi l’adattamento sarà più consono ai gusti italiani, ma la sostanza c’è tutta.
Gli altri sono esordienti: nella prima puntata ci saranno, inoltre, Vincent - l’inappropriato, Sexy Lisa, Bubba King e il Diavolo. 6 personaggi per puntata, 12 personaggi in tutto, per 8 puntate.
E’ un esperimento coraggioso per la Rai Due, che vuole dare un grande segnale di rinnovamento. Incoraggiatelo questo esperimento, non ve ne pentirete…
Continua a leggere: Gianni Fantoni su Tvblog ci parla di Balls of Steel
Incattivirsi per vendersi, di questi tempi, è un must sempre più quotato. Testimone esemplare ne è Maddalena Corvaglia, ex velina acqua e sapone che grazie a sexy-calendari, baci saffici e pruriginosi scoop sulla sua vita privata, è riuscita a ricollocarsi nell’agguerritissimo mercato della televisione.
La svolta trasgressiva pare averla premiata, visto che, dopo il miraggio sfumato de La Sposa perfetta, si appresta alla co-conduzione di un nuovo programma di Raidue.
Look inedito e grintoso, in sella a una motocicletta e scortata da un gruppo di harleysti: la vedremo così, Maddalena Corvaglia, in Balls of Steel, il nuovo programma di Raidue di cui vi abbiamo fornito abbondanti anticipazioni, in onda nella seconda serata del mercoledì (dalle 23.50) per otto puntate. Irriverente e anticonformista, così il direttore di rete Antonio Marano ha definito l’ultima creatura di casa Rai, un esperimento coraggioso che servirà da test per una futura trasformazione della linea editoriale della seconda rete (peccato che per ora Raidue galleggi nella sperimentazione a casaccio, visto che mandare Balls of Steel dopo il reality delle suocere è un po’ come se Rete 4 facesse seguire a Stranamore Cronache Marziane).
La Corvaglia è stata ricoperta di elogi e a lungo corteggiata (professionalmente) dallo stesso Marano, sempre più intenzionato a puntare sulle donne reiette della tv, da Alda D’Eusanio a Roberta Lanfranchi, e sicuro di poter contare su un nuovo acquisto come Maddy anche per il futuro (se non lo cacciano prima).
In realtà, un candid show in cui rivestire il ruolo di valletta di Mazzocchi, aspirante presentatore in cerca di onori, sarebbe già un’esperienza da dimenticare per la nostra, che anzichè reclamare un compagno di viaggio più graffiante opta per il quieto vivere:
“Con Marco Mazzocchi - romano caciarone - mi sono trovata benissimo e sono rimasta sorpresa dal conoscere una persona alla mano, diversa dal giornalista sportivo molto impostato che credevo lui fosse (lui contraccambia profilando per lei un futuro da vedette della tv ndr)“.
Continua a leggere: Maddalena Corvaglia tira fuori le Palle (d'acciaio)
Chi si è accorto del promo di Balls of Steel che da qualche giorno imperversa su Raidue?
In realtà, visto così, non mi diceva molto e ho deciso di fare qualche ricerca, quantomeno per capire il motivo che faceva tanto ridere come un beota Marco Mazzocchi (a caccia di un programma che ne legittimi l’abbandono giornalistico per la tv dopo il flop di Wild West).
Il programma in questione, in onda su Channel 4 nel 2005 e condotto da Mark Dolan, è un comedy show che vede comici e attori alle prese con una sfida a colpi di sberleffi. Vince chi dimostra di avere, a giudizio del pubblico in studio, le palle… di acciaio.
I concorrenti si mettono alla prova eseguendo candid (stunts) a sfondo demenziale, scherzi esilaranti e sfottò orchestrati a regola d’arte.
L’importante è che dimostrino faccia tosta e nervi saldi, o che si tratti di prendersi gioco di importanti celebrità in collegamenti esterni o che nel mirino ci finisca la gente comune, coinvolta in registrazioni tarocche di finti programmi o in seccanti provocazioni a telecamere spente.
In ogni puntata ciascun partecipante porta il suo cavallo di battaglia, che compete con la performance risultata vincente in quella precedente. Alla fine di ogni puntata il pubblico in studio decide a maggioranza quale numero si è rivelato il più sfrontato, assegnando a chi ha avuto più faccia tosta in assoluto, sfidando il comune senso del pudore, un trofeo a forma di testicoli.
Della versione italiana non si sa praticamente nulla, salvo l’anticipazione sul sito di Gianni Fantoni della sua partecipazione allo show in qualità di performer.
Nonostante nella versione originaria alcuni numeri rasentassero la soglia tra la castroneria e l’eccesso, il programma ha tutte le carte in regola per dare una ventata d’aria fresca all’intrattenimento di Raidue.
Ecco qualche video per farvi un’idea.
Continua a leggere: Balls of steel: prossimamente su Raidue con Mazzocchi