
Senti senti: un duetto Lady GaGa-Susan Boyle. Il sacro e il profano, anche se risulta difficilissimo intuire dove sia il primo e dove agisca il secondo. Ad ogni modo la poliedrica artista del momento e il fenomeno della scorsa edizione di Britain’s Got Talent potrebbero lavorare insieme, soprattutto considerando che la Fenomenale Bruttina Stagionata è in cima a tutte le classifiche di vendita, con record assoluti che resteranno evidentemente imbattuti per circa novecento anni. Queste le parole di Lady GaGa:
“Susan Boyle la adoro. Per me la donna dell’anno è lei. Nel solo 2009 è riuscita ad ottenere quello che altri ci mettono una vita ad avere. Ad aprile nessuno la conosceva, e adesso ha ottenuto posizioni in classifica più alte di tantissimi altri artisti di chiara fama. I nostri stili sono certamente differenti: non so se potremmo mai lavorare insieme, ma mai dire mai: sarebbe fantastico poter fare qualcosa con una persona come lei”.
Il paradosso vuole che sia la Boyle, oggi come oggi, a potersi permettere il lusso di decidere se accettare o meno. Certo è che la situazione assurda, partorita dal ventre caldo di un talent show e schizzata via per il mondo fino a raggiungere vette impensabili, è la cifra assoluta di quello che è riuscita a diventare la televisione di consumo nell’ultimo decennio, uno strumento incredibile capace di trasformare signori nessuno e brutti anatroccoli in fenomeno di costume popolare destinati a durare.

I Muse sconfessano Simona Ventura. Ricordate il pasticciaccio brutto di Quelli che il Calcio dello scorso 20 settembre, quando la conduttrice non si accorse minimamente dello scambio di ruoli tra Matt Bellamy e Dominic Award? Simona rivelò che trattavasi di una divertente messa in scena, coordinata prima della diretta: in realtà, a distanza di un paio di mesi, sono gli stessi artisti britannici a spiegare che quello fu un semplice e brillante stratagemma per affrontare con ironia la forzatura del playback imposto dalla struttura del programma. Ha raccontato Howard a Tv, Sorrisi e Canzoni in edicola oggi:
“Volevamo far ridere il pubblico. Il playback viene bene solo se non lo prendi sul serio. Sembri un idiota se cerchi di mimare esattamente la musica. Volevamo prendere in giro noi stessi, non fare uno scherzo alla conduttrice. So che la Ventura poi ha detto che ci eravamo messi d’accordo con lei, ma non è vero. Lei non ci ha proprio riconosciuti…”.
Intanto nella puntata di domenica scorsa di Quelli che il Calcio, i geniali Elio e le Storie Tese hanno scimmiottato meravigliosamente la stessa Ventura, comportandosi esattamente come i Muse (della cosa hanno già parlato i colleghi di Soundsblog). Faso si è sistemato alla batteria, Elio al piano (senza mai suonarlo…), Cesareo al basso, alla chitarra si è messo Rocco Tanica e alla voce (voce in playback di Elio) Christian Meyer, il quale, attenzione, ha indossato anche una maglietta recante il nome dei Muse. Al termine dell’esibizione, che vi proponiamo dopo il salto, la Ventura ha scherzato con loro, dimostrando di aver capito il riferimento, rifiutandosi però di entrare troppo nel merito della questione e passando subito all’intervista di rito.
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E’ stata votata dai lettori di TvBlog miglior giudice di questa terza edizione di X Factor, con il 44% dei voti, staccando Morgan che eppure sembrava, anche quest’anno, il mattatore assoluto e artefice di quel poco successo che il talent show di RaiDue stava racimolando quasi strisciando, nonostante i grandi ospiti e le strategie di collocazione nel palinsesto. Mara Maionchi ha raccontato a Max qualche segreto di tanto successo, giusto alla vigilia della finalissima:
“Mamma mia come mi manca il grande rock degli anni Settanta, ad esempio, oppure gli artisti intimi e confidenziali degli anni Cinquanta, i grandi crooners che facevano musica e non solo show. E’ per questo che nel mio lavoro di discografica e talent scout cerco di percorrere strade lontane anni luce dal mondo glam di Lady Gaga. Ultimamente sto lavorando ad esempio con un cantautore, Martino Corti, che collabora con Sandro Mussida e ha una voce pazzesca e una capacità compositiva notevole. Che faccio per lanciarlo, gli creo un look emo? Gli faccio girare un videoclip da censura? No, nessun effetto speciale. Cercherò semplicemente di fargli fare più concerti live possibile, magari come supporter di una band storica. Ci stiamo già lavorando, ed è la strada giusta”.
Molto di ciò è riscontrabile nel lavoro di Mara in quel di X Factor: la sobrietà e l’eleganza, se non proprio di certe sue esternazione genuinamente impulsive, è possibile ricercarla nei talenti che ha avuto per le mani:
“Lo so pure io che l’immagine e la carica sexy possono rappresentare un valore aggiunto per la carriera di un’artista. Nel libro che ho appena pubblicato, Non ho l’età, qualche giochetto lo svelo: i 35 chili fatti perdere a Tiziano Ferro, che mangiava solo merendine e un concerto vero, con quel fisico, non avrebbe potuto sostenerlo; ma la sessualità deve essere un mistero. Invece Lady Gaga la spiattella alla grande, e a ogni intervista fa intendere di essere mezza lesbica, gay chic, e robe simili. Ma l’outing non è necessario per avere successo. Anzi, è fuori moda, superato. L’importante è quello che uno comunica e il modo in cui emoziona”.
Vedremo se la finalissima di X Factor la premierà anche in questo senso (anche se stavolta, con la concorrenza che c’è, sembra obiettivamente impossibile).

Ne avevamo parlato un paio di settimane fa, la novità più curiosa della prossima edizione del Festival di Sanremo 2010 condotto da Antonella Clerici sarà la possibilità di vedere inserite in gara canzoni scritte ed interpretate in uno dei tanti dialetti della nostra penisola. Per consentire questo cambiamento è stato appositamente modificato il regolamento all’articolo 6 che parifica di fatto la lingua italiana ai dialetti dopo l’inserimento di questa frase: “si considerano appartenenti alla lingua italiana, quali espressioni di cultura popolare, canzoni in lingua dialettale italiana“.
I colleghi di PolisBlog, a cui non avevamo dato tutto il credito che meritavano, avevano individuato nell’influenza della Lega Nord questa modifica regolamentare. Avevano talmente ragione che giunge notizia di una curiosa mozione votata all’interno del Consiglio Comunale di Sanremo che si oppone all’inserimento delle canzoni in dialetto all’interno della competizione canora. La decisione giunge con il voto favorevole del PDL (che ha la maggioranza proprio insieme alla Lega) e con l’uscita dall’aula “strategica” del sindaco Maurizio Zoccarato. Il commento di Marco Lupi, presidente del consiglio Comunale in quota Lega è a dir poco contrariato:
È un ordine del giorno assurdo perché si oppone a un’eventualità per la quale la direzione artistica della Rai ha già espresso parere positivo. Ha fatto bene il sindaco a uscire, altrimenti sarebbe stato imbarazzante andare poi a parlare con Mazzi (ndr direttore artistico del Festival). Riguardo l’ipotesi di creare un festival per le canzoni in dialetto, l’estate scorsa l’idea aveva già riscontrato il parere favorevole della conferenza dei capigruppo.

Modifica regolamentare per la prossima edizione del Festival di Sanremo. Dal 2010 le norme che regolano la competizione canora prevedono la possibilità dell’uso del dialetto, per 60 anni confinato ad un uso “marginale” (qualche parola, al limite una strofa) venendo equiparato alle lingue straniere. Il nuovo articolo 6 impone infatti la lingua italiana per la composizione delle canzoni, ma “si considerano appartenenti alla lingua italiana, quali espressioni di cultura popolare, canzoni in lingua dialettale italiana“.
Il cambiamento, stando alla chiave di lettura dei nostri colleghi di PolisBlog, sarebbe da attribuire al nuovo clima imposto dalla Lega Nord che punta alla valorizzazione dei dialetti, delle specificità regionali. Non è da escludere quindi che Antonella Clerici durante la conduzione possa trovarsi ad annunciare canzoni scritte e cantate totalmente in una lingua (tali sono da considerarsi molti vernacoli) “incomprensibile” alla maggioranza dei telespettatori.
Tranne novità dell’ultimissima ora la corsa per entrare nella rosa dei partecipanti selezionati dal direttore artistico Gianmarco Mazzi e dalla Clerici si chiuderà il 18 dicembre. In quella data si conosceranno i nomi dei 14 “artisti” e gli 8 appartenenti alla categoria “Sanremo Nuova Generazione”. C’è dunque un taglio di 4 cantanti in totale rispetto alla scorsa edizione, non vengono invece ridotte le serate, ancora una volta 5 dal 16 al 20 febbraio.

Sono stati resi noti poco fa i nomi dei cantanti in gara al prossimo Festival di Sanremo, l’edizione numero 59 per la precisione, che vedrà la sapiente guida di Paolo Bonolis (coadiuvato da Gianmarco Mazzi). Parecchie le conferme tra i nomi che giravano in queste ultime settimane ed una grossa novità: il numero di partecipanti alla categoria degli Artisti non è 15 come precedentemente annunciato, ma 16, mentre le 10 Proposte 2009 da 8 sono state portate a 10. Per questo motivo, nella serata di venerdì 20 febbraio verranno eliminati 2 artisti della categoria Artisti anziché 1. Ricordiamo che la nuova edizione sarà in onda dal 17 al 21 febbraio 2009.
Come avrete modo di vedere, sono molti i concorrenti provenienti dai nostri talent show - Marco Carta, Silvia Aprile e Karima Ammar - così come sono molti anche i “figli di”: Irene, figlia di Zucchero Fornaciari e Chiara Canzian, un’altra figlia dei Pooh (di Red Canzian, naturalmente).
Ecco tutti i nomi:
AFTERHOURS, Il paese è reale
AL BANO, L’amore è sempre amore
ALEXIA feat. Mario Lavezzi, Biancaneve
MARCO CARTA, Dentro ad ogni brivido
DOLCENERA, Il mio amore unico
GEMELLI DIVERSI, Vivi per un miracolo
FAUSTO LEALI, Una piccola parte di te
MARCO MASINI, L’Italia
NICKY NICOLAI & STEFANO DI BATTISTA, Più sole
PATTY PRAVO, E io verrò un giorno là
POVIA, Luca era gay
PUPO – BELLI – YOUSSOU’N DOUR, L’opportunità
FRANCESCO RENGA, L’uomo senza età
SAL DA VINCI, Non riesco a farti innamorare
TRICARICO, Il bosco delle fragole
IVA ZANICCHI, Ti voglio senza amore