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Morte Arnold - parlano i vecchi "colleghi" (superstiti) del mitico telefilm

pubblicato da Stefano Sgambati

Morte Arnold - parlano i vecchi "colleghi" del mitico telefilmGary Coleman se n’è andato da pochi giorni e sono arrivati, puntuali, le testimonianze di chi al tempo lo accompagnò nella grande avventura televisivo che lo consacrò al mondo come il piccolo Arnold. “Era così adorabile e gentile, la vera star dello show. Se è stato un successo è solo merito suo”, ha commentato Charlotte Rae, non altri che la signora Garrett. Il paradosso, tuttava, è che i “superstiti” di quello storico telefilm non sono moltissimi: anche altri facenti parte del cast hanno trovato la morte nell’ambito di quella che da molti è stata definita una vera e propria maledizione.

Conrad Bain, l’attore oggi 87enne che interpretava il signor Drummond, padre adottivo di Arnold: “Prego per lui”, aveva detto subito dopo il ricovero dell’ex collega e amico. La dichiarazione che fa più specie è certamente quella di Todd Bridges, il celeberrimo Willis della serie (quello di “Che cavolo stai dicendo, Willis?”) che interpretava il fratello maggiore di Arnold: “E’ un giorno molto triste ed è assurdo come io sia rimasto l’unico vivo dei ragazzi di quel telefilm”. Sfortunatamente, infatti, va ricordato che l’altra interprete della famiglia, Dana Plato (Kimberly) morì una decina d’anni fa per overdose.

E' morto Gary Coleman (Arnold)

pubblicato da Paolino

Gary ColemanGary Coleman, l’interprete di Arnold nella famosa sit “Diff’rent Strokes” (”Il mio amico Arnold”) è morto questo pomeriggio, all’età di 42 anni, a seguito di una emoraggia celebrale. L’attore era stato ricoverato mercoledì nell’ospedale di Provo (Utah) dopo un incidente in casa sua, nel quale aveva sbattuto la testa.

Le condizioni sono parse subito gravi, tant’è che la sua situazione era ormai tenuta sotto controllo da dei macchinari. Accanto a lui, in questi momenti ci sono stati gli amici e la moglie Shannon Price, che ha sposato nel 2007.

Coleman è entrato nella storia della tv per il personaggio di Arnold nella sit-com trasmessa dalla Nbc e dalla Abc (l’ultima stagione) dal 1978 al 1986. Famoso il suo tormentone “Che diavolo stai dicendo, Willis?”, che lo rese celebre in tutto il mondo, Italia compresa. Terminate le riprese dello show, la sua carriera ha avuto un rapido declino, al punto da fargli preferire allo show business il lavoro di guardia privata.

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Gary Coleman ricoverato: Il mio amico Arnold rischia di morire

pubblicato da Stefano Sgambati

Gary Coleman ricoverato: Il mio  amico Arnold rischia di morireNuovo guaio per Gary Coleman, in arte Arnold, lo storico personaggio “in miniatura” dell’altrettanto storica serie tv Il mio amico Arnold. Il quarantaduenne è ricoverato in gravi condizioni in terapia intensiva all’ospedale di Provom, nello Utah, dopo essere caduto e aver battuto la testa molto violentemente. Le sue condizioni vengono definite critiche. Non sono state divulgati gli estremi dell’incidente che dovrebbe comunque essere accaduto mercoldì sera nella casa dello stesso Coleman a Salt Lake City. L’attore ha passato diversi mesi difficili, dentro e fuori gli ospedali, per le conseguenze della nefrite che gli ha bloccato la crescita. Oltre a un doppio trapianto di reni, a gennaio era stato ricoverato per un malore e il mese dopo si era sentito male prima di un’intervista con il programma tv The Insider. Innumerevoli anche i suoi guai giudiziari, culminati nel 2008 con il carcere per aver investito un uomo in un parcheggio.
La storica serie di Arnold è andata in onda dal 1978 al 1986: Coleman percepiva qualcosa come 100mila euro a puntata. Nonostante questo, recentemente ha dichiarato bancarotta. Una vita sfortunata per l’attore.

Everybody hates Chris, sit-com da amare

pubblicato da Paolino

Da quando Chris Rock ha deciso di produrre “Everybody hates Chris” (in onda prima su Upn e ora su The Cw), sit-com ispirata alla sua infanzia, le sue quotazioni sono nettamente salite.
Non che prima non fosse uno stimato attore, anzi, già allora era paragonato ad Eddie Murphy (di cui è considerato l’erede), e la popolarità l’aveva già raggiunta grazie alle sue interpretazioni al “Saturday night live”, vera istituzione comica in America.

Ma con questa sit-com, dicevo, ha portato in tv qualcosa di nuovo, più che nella forma (a parte le molte scene in esterni e l’assenza delle risate preregistrate, tipica nel genere), nei contenuti.
La storia è delle più semplici: il comico è la voce narrante delle vicende che lo vedono protagonista all’età di 13 anni, quando si trasferisce con la famiglia in un quartiere poco raccomandabile di New York ed i genitori vollero che avesse un’istruzione migliore possibile (almeno nelle loro capacità economiche), iscrivendolo alla Corleone Junior High School, di cui divenne l’unico ragazzo di colore.
La necessità di conoscere (ed evitare) i rischi che comportano certi quartieri cittadini diventano utili in Chris quando si trova ad affrontare Joey Caruso (Travis T. Flory), il bulletto della scuola che aspetta un suo passo falso per dimostrargli la propria superiorità.
L’unico vero amico di Chris è un nerd di nome Greg (Vincent Martella), che cerca attraverso le mode di diventare più popolare e di conquistare la stima degli studenti più grandi.

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