La prima puntata di Apocalypse Show è andata com’è andata (qui la cronaca, qui gli ascolti, decisamente non buoni). Eppure abbiamo avuto modo di segnalare ai nostri lettori come a Funari vada riconosciuto almeno il merito di aver rischiato.
Rischiare però non basta: la tv deve fare i conti quotidianamente con lo spettro dell’Auditel. E bisogna far qualcosa per far salire quei punticini percentuali.
Qualcuno fra i nostri lettori, ironicamente, ha suggerito di sostituire Cugia con la De Filippi: del resto, Maria dei miracoli ha dato nuova linfa alla Stalla, subentrando alla Ercolani. Ve l’immaginate, Funari in versione Uomini e Donne? Fortunatamente, è un’operazione impossibile.
Qualcosa però bisogna pur fare.
Ed ecco che oggi, nel corso della puntata di Viva Radio2, Mike Bongiorno ha annunciato che sarà ospite della prossima puntata dello show apocalittico. Ecco le sue dichiarazioni:
Purtroppo la prima puntata è stata criticata. Vado da Funari perché siamo molto amici.
Basterà, l’intervento in amicizia del decano della televisione italiana per risollevare le sorti di un programma che meriterebbe molta più attenzione da parte degli spettatori? O si profila all’orizzonte lo spettro della chiusura?
Il countdown dell’Apocalisse è stato smorzato prima del tempo, da quel mostro di nome auditel che tutto divora. Ed è così che un varietà creato allo scopo di esorcizzare il male di vivere si è tramutato prima del tempo in una prece del suo sacerdote propiziatore.
In quest’occasione, mettendo da parte l’abituale cinismo scagliato contro pretenziosi conduttori e sopravvalutati predicatori, ci vorrebbe un attimo di raccoglimento intorno al Gianfranco Funari uomo.
Alla veneranda età della pensione inoltrata, l’incontenibile patriarca dell’opinione catodica ha deciso di rischiare ancora, indubbiamente con un lauto cachet come indennizzo spese ma al tempo stesso con un prezzo da pagare irrisarcibile: la reputazione.
Funari, ritorno economico e di immagine a parte, si è caricato sulle spalle la gatta da pelare da cui in troppi si erano ben guardati. Perchè, si sa, un sabato sera rimediato in bassa stagione, con l’esodo televisivo alle porte, porterebbe sfiga a chiunque se non sei Fiorello o Celentano.
Il giovane vecchio della radio, in particolare, ha pensato bene di infinocchiarci tutti con le sue scaltre scorribande, sintomo dell’ipocrisia di chi rifugge dal video ma non può farne a meno per continuare ad autopromoversi e autocelebrarsi (i veri artisti di teatro, come Loretta Goggi, Mariangela Melato o Gigi Proietti, sono sicuramente più onesti con se stessi e il loro pubblico nella loro coerente riservatezza).
E non si è comportato da meno Roberto Benigni, che stando alla presentazione dei palinsesti della scorsa estate avrebbe dovuto finalmente risollevare le sorti della tv generalista con il connubio comicità-cultura. Eppure anche lui preferisce irridere la tv giovandosi dello strumentale effetto fast-food, presenziarci quel tanto che richiede la marketta del suo ultimo film/spettacolo, non arricchire la qualità dei palinsesti più del suo portafogli (perchè con la tournee tutto esaurito si va sul sicuro guadagnando anche bene).
A filarsela dalle lusinghe di Del Noce prima di rimediarci l’ennesima fregatura sono stati, tra gli altri, Teo Teocoli in versione one man show, che tra tira e molla aziendali deve averci ripensato, e Pippo Baudo, recalcitrante al varietà in prima serata per le cicatrici lasciate dal suo Sabato Italiano.
A quei tempi i postumi dell’icona nazionalpopolare di una volta, così disarmata e nostalgica nella copia sbiadita di se stessa, ci facevano tenerezza proprio come il Funari geriatrico adesso. SuperPippo appariva come il classico vecchietto un po’ attempato, esiliato dal lavoro che era tutta la sua vita e pronto a rispondere alla prima chiamata pur di tornare in pista. E furono subito dolori, che servirono a Baudo per ritemprarsi e trovare la carica battagliera apparentemente perduta. Nel caso di Funari le cose sono un po’ diverse.
Non voglio parlare qui di Gianfranco Funari e della sua Apocalisse. Ma ci tornerò. Voglio solo sottolineare che Funari, per il quale nutro sentimenti contrastanti (ma non giudizi prevenuti), è entrato a far parte del Club degli Esclusi, nel senso che all’inizio del suo show non ha mancato di ricordare il lungo tempo trascorso lontano dagli schermi della Rai. Rammento alcune sue ultime “ospitate” ad esempio in “Chiambretti c’è” e in “Harem”, tuttavia non c’è dubbio che un’esclusione c’è stata. Giusta la riparazione di farlo ricomparire. Ma ci si aspettava di più. Anche per il futuro della post televisione, che sopravviverà o vivrà anche di questa Apocalisse.
Ho letto che all’elenco degli Esclusi rientranti si aggiungerà il nome di Daniele Luttazzi-lo stimo molto- grazie all’invito a “RT” di Enzo Biagi, l’Escluso tra gli Esclusi. Però quello di Luttazzi sarà- pare- all’insegna di una botta e via. Vedremo…
Naturalmente, tra gli Esclusi rientrati il primo di tutti è stato Michele Santoro con il suo “Annozero”.
Un’apoteosi di ritorni e di abbracci e riabbracci.
Ho letto che l’ex premier Berlusconi- di cui non si può mettere in discussione il talento d’inventore di tv, di programmi e magari di veline- ha riconosciuto di avere calcato la mano quando, dalla Bulgaria, disse cose talmente precise da costringere dirigenti tv già peraltro proni a far fuori Biagi, Luttazzi, Santoro (ma forse mi sfugge qualche altro nome meno sonante). Si tratta di un autentico pentimento o una marcia indietro in carattere con i nuovi atteggiamenti più morbidi del Cavaliere fatto e strafatto di tv? Ai posteri l’ardua sentenza. O ai pettegoli o ai maliziosi.

La storia della televisione italiana è talmente breve da essere costellata, fisiologicamente da ritorni, eterni e non. Questa sera, ritorna Gianfranco Funari e noi siamo pronti a seguirne il ritorno insieme a voi, incuranti del lungo ponte primaverile. Pronti a seguire la prima puntata di Apocalypse Show.
21:30: si comincia, con un ritardo impressionante. L’impronta di Cugia è fin troppo evidente. Le prime parole, Funari le pronuncia come voce fuori campo.
E’ tornata la televisione. La televisione sono io.
Il monologo è un po’ incerto ma a tratti incisivo: forse si può sperare anche nel fatto che in questo show qualcosa succeda. Sicuramente la provocazione con il countdown verso la fine del mondo (26 maggio, ore otto e trenta), perché l’ha detto la televisione, non è male e sarebbe un’ottima occasione - un’occasione alla Carmelo Bene, ricordate, quando nel suo Uno contro tutti disse alla platea che era una platea di morti - per sdoganarsi e dire tutto quello che c’è da dire.
21:41: bella la scenografia, dopo la sigla in pieno stile varietà-Ballandi, tocca a Fabio De Luigi - finalmente la prima serata RAI - e Esther Ortega. Al numero 48412 per soli 50 centesimi si possono mandare sms con le cose che si vogliono salvare prima della fine del mondo e le proprie ultime parole famose. Meccanismo che ricorda vagamente il sondaggio di Cuore che era diventato la colonna portante de Il Senso della Vita. Carina la gag dei cameraman mancanti, con un De Luigi straordinario come al solito, seguito dalla steady. Il programma si preannuncia interessante.
Certo che di fronte alla minaccia della fine del mondo, si può parlare di qualunque cosa, e riesumare anche il grande Chubby Cehecker, con il suo Twist Again, e poi subito dopo mostrare le immagini della devastazione nelle isole di Tuvalu, di cui è presente un portavoce del governo in studio.
Probabilmente lo share, come rileva qualche lettore, sarà crollato in quello scampolo di trasmissione, ma se questi sono i temi che si possono portare in tv il sabato sera, viene solo da dispiacersi per il fatto che Funari sia rimasto così tanto lontano dalla televisione. Ora a tratti non ce la fa, prende papere, ha bisogno del gobbo. Ma era e resta una personalità straordinaria che avrebbe potuto dire molto di più nella storia del mezzo catodico. Come si fa a non amarlo, quando si porta via la badante svedese?
22:00: il primo nero pubblicitario. Ci sono alcuni problemi oggettivi da risolvere, inconvenienti tecnici, qualche problemino di ritmo. Ma globalmente lo show apocalittico appare godibile.
22:04: si ricomincia, con un bumber carino e vignettato che mostra il duo Ortega-De Luigi:
La televisione dice che il mondo finisce fra settimane dice lei. E lui, pragmatico: Impossibile, abbiamo un mutuo a trentacinque anni.
Funari ironizza sui suoi bypass, bacia la moglie, non bacia Del Noce (perché lui si fa baciar da tutti) e poi un monologo di De Luigi introduce il nuovo ospite musicale, Lucio Dalla.
22:19 E’ il momento del secondo monologo di Funari. Che esordisce con un
questa non è una cosa da RaiUno e da sabato sera, perché è una cosa vera
e poi se la prende con l’Italia, con la RAI, con la mediocrità, con il Paese tutto. E sarà anche retorica facile, ma non mi vergogno di ammettere che mi piace questa retorica. E’ vecchio, Funari, lo ammette lui stesso, ma questo non gli impedisce di avercela con chi ha paura delle idee.
L’unica perplessità che mi viene in mente è che il livello metaforico del monologo sia troppo alto per essere colto a tutti i livelli. Perplessità che coglie lo stesso Funari e i suoi autori a fine monologo.
22:25: De Luigi + Ortega + Whiter Shade Of Pale. Bello lo snodo che manda la Ortega a dirigere l’orchestra. Dal maxischermo ecco Funari che parla di Cossiga. E, non potendo annunciare il picconatore, annuncia se stesso e si auto-intervista. Alla domanda: qual è la cosa che ti ha fatto incazzare di più, elenca prima il fascismo. Poi la guerra. Poi la democrazia. Ma quel che non perdonerà mai al destino è di essere nato nello stesso secolo in cui c’era Maurizio Costanzo.
22:42 E’ il momento di Fabio De Luigi, che ha l’occasione di mostrare tutta la sua bravura in un bel monologo-imitazione di Carlo Lucarelli (nell’immagine), nel corso del quale si cita un po’ di tutto, persino i concorrenti diretti de La Corrida. Poi, Funari - che lancia una nuova mazzata al “collega” costanzo - presenta un cantante che non si vedeva da tempo: Federico Salvatore, che Costanzo l’ha frequentato parecchio.
Un passato con la canzone “Azz”, una canzone sull’omosessualità, poi una bella ballata su Napoli da cui “qualcuno” si dissociò. E al Funari redivivo non par vero di potergliela far cantare dal vivo su RaiUno. Una grande denuncia, una canzone che parla di camorra e tangenti e dell’offesa clamorosa che viene quotidianamente perpetrata ai danni di una delle città più controverse d’Italia. Questo giusto per chiarir le idee a chi ha pensato che a casa Funari si fosse meno diretti che a casa Celentano.
Pochi secondi di autentico panico, quelli vissuti intorno alle 13.00 nello studio 15 di Cinecittà, quando Gianfranco Funari è caduto durante la conferenza stampa di presentazione del suo nuovo show.
L’attempato conduttore, come annunciato da Repubblica.it, è inciampato in una delle casse acustiche posizionate per terra accanto al tavolo dell’incontro.
E’ bastato poco per temere che l’intera macchina saltasse e che l’appuntamento di domani sera con Apocalypse show fosse rovinosamente annullato. Funari è caduto faccia in avanti, mentre si spostava in studio e si allontanava dal nugolo di fotografi. Sono seguiti alcuni brevi lamenti per il dolore accusato alle gambe, specie alla tibia destra, ed è sembrato che Funari volesse andare via. Poi il presentatore 75enne ci ha ripensato, ha rassicurato tutti sulle sue condizioni ed ha preso posto al tavolo per la conferenza stampa. Continuando però a massaggiarsi la gamba destra, la più provata dall’urto. L’allarme è quindi rientrato, i volti del direttore Del Noce e del capostruttura di Raiuno Paolo De Andreis sono tornati sereni, come quello di Bibi Ballandi.
Vi proponiamo grazie a LiberoVideo una testimonianza live di quello che è accaduto, dall’entusiasmo immediatamente precedente alla fase clou del dramma, vissuto con allarmismo misto a umorismo generale.
Il global warming non interessa solamente MTV e La7, ma sarà anche al centro della prima puntata di domani sera si Apocalypse Show, il ritorno di Funari in RAI (l’appuntamento, ovviamente, è anche live su queste pagine e con il sottoscritto per il Prime time con TvBlog.
Il clima generale - non quello del pianeta - è di grande attesa e di un po’ di preoccupazione per quel che Funari potrà dire o fare in televisione (un po’ come fu per Rockpolitik). Sinceramente credo e temo che tutto si risolverà con toni da telepredica, un po’ di spettacolo ben fatto e la sensazione che ancora una volta si sarebbe potuto dire o fare qualcosa di più.
Spero vivamente di sbagliarmi, anche se la scelta del primo tema di puntata è molto celentanesca (del resto, anche dietro a Apocalypse Show c’è la mano di Cugia - nell’immagine -, uno degli autori di Rockpolitik. Vedremo che tormentone cercherà di inventarsi, dopo rock… lento…).
Il ritorno di Funari - che accompagna quello di Biagi di cui abbiamo già parlato - verrà commentato (sulla fiducia, ovviamente) questa sera nella puntata di Confronti (RaiDue, 23:05) che prevede un faccia a faccia fra il direttore di Liberazione, Piero Sansonetti, e Pietrangelo Buttafuoco, direttore Panorama.
Chi fa televisione sa bene quanto sia radicata la cultura nella pratica quotidiana del “taglio”. E’ una questione tutta interna, tutta italiana: si taglia per non offendere l’amico, il pubblico (questa entità meravigliosa, talmente conosciuta da autori e produttori che sanno perfettamente cosa vuole, il pubblico), la morale comune, e via dicendo.
Non stupisce, pertanto, leggere questa dichiarazione di Cugia (autore del nuovo show di Funari, che fin dal promo chiarisce i riferimenti “alti”. L’avete visto, Funari, a cavalcioni dell’albero che grida “Voglio RaiUno”, citando il Ciccio Ingrassia del felliniano “Amarcord”):
Mi vergogno di vivere in un paese così infantile da censurare un ex presidente della repubblica che viene a parlare del vangelo il sabato sera su Raiuno
Si riferisce, Cugia, all’assenza di Cossiga che avrebbe dovuto parlare del Vangelo in Apocalypse Show. Presenza cancellata dalla Rai.
E pensare che proprio Funari, di censure subite se ne intende, come abbiamo ampiamente ricordato.
Quello della presenza di Cossiga era, a detta di Del Noce, l’unico nodo sul quale si era verificato un disaccordo fra la rete e il team dello show. Risolto, a quanto sembra, nella maniera più ovvia: vince la rete, e tanti saluti a tutti.
Gianfranco Funari torna in Rai con Apocalypse Show.
Quello che prima era solo un rumor è ora una notizia, che Funari commenta abbondantemente in una lunga intervista pubblicata oggi su la Repubblica da cui traiamo alcuni stralci in cui Funari chiarisce alcuni punti fondamentali del suo pensiero televisivo:
Io sono come una muta di cani in chiesa, faccio rumore. Ma non farò politica: ormai mi annoia. Torno allo spettacolo, primo amore. RaiUno è una rete intelligente, a RaiDue non farei lo stesso effetto[…] al posto di Del Noce non mi sarei assunto. Io lo amo molto, con lui c’è un feeling: se guardamo e se capimo. Sì, con Cugia ha avuto dei problemi. Vabbè, saremo il triangolo mortale di questa tv.
.
E noi amiamo riproporvi in breve una carrellata delle apparizioni televisive di Funari, che ha iniziato la sua lunga carriera, che inizia addirittura nel 1970, con La domenica è un’altra cosa. Dopo il debutto ufficiale come conduttore a Telemontecarlo, sbarca in RAI dove conduce prima Aboccaperta, poi il mai troppo rimpianto Mezzogiorno è (fra gli autori del programma figurava Paolo Limiti), dove lanciò il tormentone per le telefonate da casa Pronto, pronto, pronto, c’è e il suo inconfondibile Damme la due, poi genialmente imitato da Guzzanti (il video di questa ormai storica imitazione, dopo il continua).
Fu probabilmente il primo a utilizzare l’espediente dell’Aspettando…, con Aspettando Mezzogiorno subito prima del suo programma. Risultato? Aumento di share con picchi del 37% - come racconta lo stesso Funari - e scopiazzamento dell’idea.
Venne cacciato per motivi politici (la dirigenza non gradì l’invito in studio a La Malfa, PRI), a proposito di epurazioni.
Segue un passaggio in Fininvest (Mezzogiorno Italiano), da cui viene cacciato (e due) per aver espresso in maniera eccessiva il proprio disagio a lavorare nell’azienda. Proprio dopo un’ottima puntata sui funerali di Paolo Borsellino. Vince la causa - nel frattempo si autoproduce un programma dal titolo Zona Franca - e torna a condurre un programma in Fininvest, su Rete4, diviso in due parti (prima e dopo il TG4 di Emilio Fede. Un aneddoto: fra i due, così diversi, non correva buon sangue. E nella seconda parte del suo programma, che si intitolava Punto di Svolta, Funari analizzava i titoli di tutti i TG apgena andati in onda. Tranne quelli del Tg4). Ma la nuova avventura dura poco.
Seguono apparizioni fugaci, programmi su Odeon, una candidatura - poi ritirata - come sindaco di Milano e poi le operazioni, i bypass, di nuovo Odeon e la nuova figura di teleprofeta.
Che ora lo riporta in RAI con uno che di eventi e telepredicatori se ne intende: Diego Cugia, già autore di Rockpolitik.
La notizia è di quelle gustose. Gianfranco Funari a maggio prossimo potrebbe tornare in Rai dopo 11 anni di assenza e con una prima serata tutta sua.
Qualcosa che si preannuncia “nuovo” anche per il poliedrico “giornalaio più famoso d’italia” che andrebbe a condurre uno programma in prima serata molto particolare. Uno “show sulla crisi degli show“.
Il titolo scelto ci costringe ad una ripetizione, che spero ci perdonerete, dovrebbe essere “Apocalypse Show” e fra gli autori annovera l’onnipresente (pure troppo) Diego Cugia.
L’indiscrezione è stata pubblicata da Il Giornale, ma ha trovato dei riscontri, mentre “l’entourage” di Funari si è riservato di dare ulteriori dettagli la prossima settimana.
Finirebbe così, in modo inaspettato, “l’esilio” di uno dei personaggi più sui generis della televisione italiana, da anni ormai punta di diamante di Odeon Tv con il suo programma d’approfondimento Virus. Quest’estate sembrava vicino a Mediaset, ma non se ne fece niente. L’ultima esperienza con un programma tutto suo in Rai, dopo i dissapori con Berlusconi che gli costarono il posto in Finivest, risale al 1996 con un talk show dal titolo Napoli Capitale che durò poche puntate.
Inspiratore di una delle parodie meglio riuscite del geniale Corrado Guzzanti (dopo il salto qualche video ripreso da Youtube), due anni fa in un’intervista con Bonolis si dava praticamente per “trapassato” e lanciava un accorato appello:
“Ho cinque by pass, ragazzi, vi prego, non fumate. Non fumate!“
Ieri sera, fedele al suo motto «La televisione è come la merda, bisogna farla ma non guardarla» conduceva beatamente Virus , insieme alla brillante compagna Morena Zapparoli, fumandosi una sigaretta.
Oggi ce lo ritroviamo catapultato su Raiuno.
Le sette proverbiali vite dei gatti non bastano per Gianfranco.