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Claudio Fasulo si racconta in esclusiva a TvBlog fra Miss Italia 2009 ed il mestiere di autore televisivo

pubblicato da Hit

Claudio Fasulo a TvBlog

Prosegue la nostra marcia di avvicinamento all’edizione numero 70 di Miss Italia ed in questa tappa daremo voce ad uno degli autori di questo evento televisivo, perché se è vero che le strategie dell’organizzazione sono in mano a Patrizia Mirigliani e quelle del timone in pista del programma alla conduttrice Milly Carlucci, il lavoro nascosto ma essenziale dei “meccanici” della trasmissione è fondamentale per la buona messa a punto della vettura. Ed è quindi in questa ottica che TvBlog è voluto entrare all’interno dei box di Miss Italia per intervistare uno degli autori storici di questo evento televisivo che anche quest’anno ne curerà la messa a punto, si tratta di Claudio Fasulo che ha accettato di rispondere alle nostre domande in questa esclusiva intervista. Intervista in cui non parleremo però solamente di Miss Italia, ma faremo anche una panoramica sul “mestiere” dell’autore televisivo, grazie all’esperienza maturata dal nostro intervistato fatta di anni di scrittura nelle più importanti produzioni di RaiUno: da “Scommettiamo che?” con Fabrizio Frizzi e Milly Carlucci, fino ai grandi one man show di Celentano, Morandi, Fiorello, Panariello e Zero. Un’occasione dunque per navigare all’interno di questi grandi programmi televisivi e tentare di capire i meccanismi che ne regolano la costruzione.

Nonostante la televisione sia ora il tuo regno, l’inizio è stato in radio

Esatto. Ho fatto la radio per una decina di anni, è stata una maniera di cimentarsi di giorno in giorno con delle piccole strutture di spettacolo. Nel senso che fare la radio dalle 7 della mattina alle 10, che è la classica fascia di intrattenimento mi permetteva di costruire dei discorsi, delle possibili situazioni divertenti con battute di chiusura prima che partisse il brano musicale. Alla fine ti ritrovavi a fare i conti ogni giorno nel tentativo di costruire un piccolo spettacolo. Quindi una palestra davvero inimitabile, un’esperienza quotidiana che alla fine è diventata utile appunto perché in autonomia dovevi costruire un piccolo show. Credo davvero che il 70% dei miei colleghi e forse il 100% dei conduttori ora sulla cresta dell’onda hanno avuto un’esperienza radiofonica.

Si è poi aperta per te la porta della grande televisione, qual è stato il grimaldello?

E’ stata una lunga marcia, fatta da una eccezionale prima occasione che mi ha proposto Fabrizio Frizzi, il quale da un giorno all’altro mi ha chiesto di andare a curiosare, direi quasi annusare, in qualità di suo assistente inizialmente, come si giocava nella serie A della televisione. Sono arrivato quindi a Roma, ho cominciato a seguire Fabrizio da assistente, partendo dalle piccole cose. Poi di anno in anno ho cominciato a lavorare nelle redazioni dei programmi, poi programmista, quindi consulente. Poi arrivò il primo programma firmato come autore, era l’apertura di Disneyland Parigi, condotto da Fabrizio e Milly. Poi la serie di Scommettiamo che? Lavorare con Michele Guardì è veramente fare 4 anni in uno di televisione, perché era bruciare veramente un sacco di tappe con lui. Poi ci fu “Per tutta la vita” e quindi dal 1999 partì la grande avventura degli one man show, da “C’era un ragazzo” con Gianni Morandi fino a Celentano, passando per Fiorello, Panariello, Renato Zero.

A proposto di one man show, qual è il mestiere dell’autore di fronte a questi grandi personaggi dello spettacolo?

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Ciao Gianfranco

pubblicato da Hit

Ciao Gianfranco
Testimoniare se stesso per testimoniare la gente, il credo integrale di una vita professionale spesa sempre nell’onestà verso il suo pubblico, un pubblico che lo ha amato per il suo essere vero ed unico, un’originalità spesa anche contro il suo stesso interesse lavorativo, ma che lo ha fatto rimanere sempre coerente con le sue idee. Se n’è andato oggi sotto il grigiore di un’estate afosa milanese Gianfranco Funari, il conduttore più eretico della televisione italiana, ha scelto un addio silenzioso a dispetto del suo carattere fumantino ma allo stesso tempo dolce, come spesso avevamo potuto vedere quando in video rivolgeva le sue parole all’amata moglie Morena. Romano ma milanese d’adozione, Funari scopre la popolarità televisiva nazionale grazie all’allora capostruttura di RaiDue Giovanni Minoli, che dopo averlo notato su Telemontecarlo lo chiama alla seconda rete di stato per condurre il programma “Aboccaperta” dallo stesso Funari ideato e suo grande successo.

La trasmissione va in onda su RaiDue prima in seconda serata poi in prime time al venerdi sera. Un programma che metteva la gente comune a discutere dei più svariati argomenti, le chiacchere da bar messe dentro il tubo catodico, un’idea semplice ma vincente che porta Funari in vetta al gradimento del pubblico. Seguono poi le trasmissioni del day time come “Mezzogiorno è” sempre su RaiDue e la versione Mediaset su Italia 1 che si chiamava “Mezzogiorno italiano”. Diverse declinazioni del medesimo concetto: dare spazio alla gente. Personaggio geniale schietto e sincero, per queste sue qualità ha spesso dovuto pagare un prezzo altissimo che lo ha costretto a rimanere in panchina per molti anni, dovendosi accontentare di tribune regionali su emittenti locali, che gli hanno comunque permesso di continuare il rapporto con il suo pubblico.

Lo scorso anno la grande occasione con il ritorno in televisione su RaiUno con “Apocalypse show”, un programma costruito su se stesso che ora appare quasi come il suo testamento catodico. Il programma non ebbe un grosso successo, ma ci ha permesso comunque di vedere ancora una volta l’anima vera del personaggio Funari, un anticonformista, un uomo libero che ha messo sempre davanti a tutto le proprie idee, giuste o sbagliate che fossero. Un uomo la cui onestà professionale non credo si possa discutere. Nel video che Vi propongo subito dopo il salto, tratto proprio dall’ultimo programma andato in onda un anno fa, vediamo anche attraverso l’espediente di una intervista a se stesso, il lato più umano di questo grande personaggio che oggi ci ha lasciato. Segue un secondo video con un commento sulla scomparsa di Funari del critico televisivo del Corriere della sera Aldo Grasso rilasciato a Sky Tg24.

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Apocalypse Show - Atto Finale (e le parole di Travaglio)

pubblicato da Malaparte

Apocalypse Show - Gianfranco Funari Si è chiuso - va detto: finalmente! - uno dei flop più clamorosi della storia della RAI. Parliamo, ovviamente, di Apocalypse Show, poi divenuto Vietato Funari (con giochino di parole da brividi).

Va detto anche che il sottoscritto ha difeso entusiasticamente il prodotto, nonostante la debacle iniziale. L’ho difeso prima dell’accanimento terapeutico della rete che lo ha portato mestamente all’ennesima, ridicola sconfitta annunciata - non ci vuole certo il Fantashare per stabilirlo - contro La Corrida. E, soprattutto, l’ho difeso prima del cambio in corsa. Ora, nel merito, ci giunge da Mascal la segnalazione di un pezzo di Marco Travaglio apparso sul numero 21 di Anna. Ringraziamo per la segnalazione (vi ricordiamo che potete sempre scriverci alla nostra mail dedicata ai suggerimenti) e vi riportiamo il brano, ampiamente condivisibile a parere del sottoscritto.

In esso si pone, fra le righe - ma nemmeno troppo - la questione delle responsabilità: chi è veramente colpevole di un flop televisivo?

Cugia nel suo genere è un genio. Come Funari nel suo. Il guaio è che i loro generi fanno a pugni.
Il pubblico di Cugia non è quello di Funari, e nessuno dei due pubblici coincide con quello familiar-conformista del sabato sera di Rai Uno, allattato per anni a quizzettini e ballettini scemi. Parlare a quel pubblico del tracollo ambientale, della camorra, dell’invecchiamento delle classi dirigenti e della questione morale è come pronunciare la parola cultura a Buona Domenica.

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La battuta del giorno: Alba Parietti riesuma Grimilde

pubblicato da Lord Lucas

parietti ospite vietato funariE’ accaduto quello che temevamo. Alba Parietti ha disseppelito il cadavere Grimilde, nel bel mezzo di un altro relitto catodico come Vietato Funari.

Funari: Che farai nella prossima stagione?

Parietti: Vorrei fare un programma ma non lo posso dire perchè non riguarda questa rete. In realtà è un programma che ha avuto grande successo e proprio per questo non vogliono farmelo fare.

Ora, che qualcuno le dica una volta per tutte che Grimilde non è stato un grande successo, che è andato in onda dalle 21.30 a 00.30, esperimento scellerato in qualsiasi periodo di garanzia di Italia1 e adottato unicamente una domenica di giugno come folle controprogrammazione dei Mondiali. E’ stato uno di quegli eventi eccezionali che, appunto, non devono più ripetersi vista l’impensabilità di intervistare Wanna Marchi e figlia con i suggerimenti via auricolare di Flavia Vento (e gli ascolti erano ovviamente pompati dal manipolo di ospiti reclutato per l’occasione oltre che dal calibrato sbrodolamento nella durata) .
Grimilde rimarrà nella trash-memoria di ognuno di noi, soprattutto per il bacio saffico di Alba e Luxuria, ma di certo Luca Tiraboschi lo ha già relegato tra i suoi peggiori incubi. E, si spera, archiviato per sempre.

Gianluca Nicoletti e il flop di Funari

pubblicato da Lord Lucas

vietato funari ultima puntataUn caro amico di Tvblog, Gianluca Nicoletti, autorevole critico televisivo nonchè acclamato conduttore di Melog su Radio24, si è ormai guadagnato un posto al sole su Youtube, con una carrellata di interventi televisivi che lo riguardano e che meritano di essere visti per la prima volta o riguardati con più attenzione.
Nel video che vi segnaliamo commenta a modo suo in una puntata di Markette il flop di Funari, che questa sera si congeda dal pubblico una settimana in anticipo dopo aver annunciato fino alla nausea l’appuntamento dell’Apocalisse al 26 maggio (non avrà portato sfiga?).
Nella quarta e ultima puntata ci sarà grande spazio agli ospiti musicali, con il ritmo travolgente dei Gipsy King Family, Katherine Jenkins, mezzosoprano gallese in forte ascesa nel panorama internazionale, e con Midge Ure e il suo celebre brano Breathe.
Sul palco del Teatro 15 di Cinecittà anche la musica italiana, con i medley dei brani più famosi di Little Tony, Bobby Solo e Nada, con Anna Tatangelo e Federico Salvatore pronto a fare il bis dopo un lungo periodo di assenza interpretando il suo recente brano Fare il napoletano.. stanca. Spazio anche all’intervista ad Alba Parietti, accomunata a Funari dallo stesso destino di ospite, i monologhi di Zuzzurro e la comicità di Pongo.

The show must go on? Il flop che uccide i professionisti

pubblicato da Lord Lucas

flop stagione 2006 2007Altro che Riccardo Scamarcio o Dr. House. Il divo da copertina del momento è il Signor Flop. Aldo Grasso ha avviato per primo una lunga saga destinata a imperversare in tutta la settimana televisiva.
Sul Corriere Della Sera di domenica, a tutto campo nella pagina spettacoli, si stagliava la retrospettiva sugli infiniti insuccessi della stagione tv ancora in corso: da Unan1mous a Wild West, Fattore C e Formula Segreta, passando per Giorni Da Leone, La Freccia Nera, Codice Rosso, Nati Ieri e continuando ancora con Reality Circus, Colpo di Genio, Apocalypse Show, si profila un quadro davvero apocalittico.
Secondo Grasso, le motivazioni della debàcle sono molteplici: troppi direttori di rete sono scelti per ragioni politiche e non per capacità professionali, soprattutto in Viale Mazzini, il format fa sì che i responsabili delle produzioni non si sporchino pù le mani con il prodotto partecipandone all’ideazione ma preferiscano prenderlo in appalto chiavi in mano da società esterne - mentre gli 11.000 dipendenti della Rai si girano i pollici -, i raccomandati inetti prevalgono nei ruoli di potere sui talenti dotati di passione, infine la programmazione generalista nostrana perde in partenza la sfida con la genialità americana risultando troppo provinciale.
Ad affrontare la spinosa questione è persino il direttore Umberto Brindani nel bollettino generalmente entusiastico nei confronti della tv e dei suoi successi, il Tv Sorrisi e Canzoni:

“La risposta è in una parola: qualità. Il grande pubblico della televisione, o parte di esso, comincia a saper scegliere e a distinguere un prodotto fatto male da uno fatto bene. La tv, da un po’ di tempo , punta più sulla quantità che sulla qualità. Ricordate chi diceva che la quantità si trasforma in qualità? Beh, era Lenin. Si vede che il materialismo dialettico (volgarmente detto marxismo) è sopravvissuto solo ai piani alti dei nostri network televisivi”.

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Funari riceve il Tapiro D'Oro e accusa Cugia

pubblicato da Gabriele Capasso

Gianfranco Funari riceve il Tapiro D'oroNella puntata, attualmente in corso, di Striscia La Notizia l’inviato Valerio Staffelli ha consegnato il Tapiro D’Oro a Gianfranco Funari dopo il fallimento (ormai più che conclamato) del suo Apocalypse Show.

La sua reazione è stata amara più che rabbiosa, la rassegnazione regna sovrana nel solitamente combattivo giornalista romano, che comunque non si assume di fatto la responsabilità del flop lanciando accuse durissime all’ex-autore Diego Cugia. Nelle sue parole c’è il totale svilimento del lavoro anche passato di Cugia, in particolare quello fatto per Rockpolitik e per Celentano. Una scelta non certo coraggiosissima per Funari, difficile pensare che un personaggio come lui abbia delegato così tanto del suo show in prima serata ad un autore, per quanto importante e quotato. Difficile sapere quanto ci sia di vero.
Queste sono state le sue parole:

Ci sono stati attriti ideologici con Cugia. Lui voleva che io ‘eseguissi’ il programma. La prima puntata l’ho fatta senza dire una mia frase. Nella seconda ho fatto solo un pezzettino di 5 minuti: ero solo un ospite. Alla terza ho mandato tutto per aria. Cugia mi risultava un grandissimo autore, poi mi è risultato…una cosa diversa. Per esempio aveva firmato lo spettacolo di Celentano ma non erano suoi i monologhi. Celentano se li faceva da solo. Se tu allo spettacolo di Celentano gli levi i monologhi, buonanotte ai suonatori! Ormai non c’è più niente da fare, quando uno spettacolo è rifiutato alla seconda puntata non lo raddrizzi più. Il sabato la gente si vuol divertire e con me la gente non lo può fare: mi guarda e si può incazzare…Mai ho passato nella mia vita un momento più brutto di questo. La responsabilità è mia: ho accettato un autore sbagliato, in un momento sbagliato, in un giorno sbagliato.

I riti voodoo della televisione

pubblicato da Malaparte



Giampiero Solari, con buona pace delle recenti scelte di RaiUno, Ballandi & C., non basta a resuscitare il cadavere di Apocalypse Show renamed, che non si scolla da quel 12% (sfiora il 13%, a dire il vero, ma non vorremo metterci a valutar queste quisquilie, vero?). Questo significa che i riti voodoo non sempre funzionano e che un programma del genere non si risolleva con un cambio della guardia autoriale che alla fine cambia ben poco. Abbandonato anche da Fabio De Luigi e Ester Ortega, i quali, come si legge in una nota diramata dall’ufficio stampa della RAI (saggiamente)
in considerazione del nuovo percorso intrapreso dalla trasmissione e in pieno accordo con Raiuno e la Ballandi Entertainment, hanno deciso di concludere la loro esperienza all’interno dello show

Funari continua a racimolare risultati scadenti e deludenti. Come deludente sarà apparsa ai pochi spettatori attenti l’ospitata di Gigi D’Alessio, che a molti sarà parsa come una sorta di par condicio dopo il duro attacco, sebbene quasi “senza nomi” di Federico Salvatore della prima puntata. Adesso aspettiamo tutti, detrattori e difensori, che il programma subisca la sua unica, plausibile sorte.
In linea con il flop di RaiDue (l’ennesimo, questo) Votantonio, che lascia spazio a Voyager - Ai confini della conoscenza dopo appena una, deludentissima, puntata.
Haiti non sarà dietro l’angolo, ma forse toccherebbe che qualcuno ci facesse un giro per imparare, almeno, i veri riti voodoo.

Flop - Le (mie) risposte alle domande

pubblicato da Malaparte



Le domande poste da Angelo Ferrari - volutamente provocatorie - hanno suscitato un buon interesse nei nostri lettori e, come promesso, richiederebbero anche una mia risposta. Ovviamente personale e come tale opinabile.
Tuttavia, prima di procedere a rispondere cercando di fare un discorso un minimo coerente, occorre fare una premessa: i flop di RaiUno, effettivi e recenti, sono due. Colpo di Genio e Apocalypse Show. Le ragioni dei flop sono, secondo il sottoscritto, differenti e meriterebbero un’analisi a parte. Certo è che ci si trova di fronte a un’apparente applicazione di due pesi e due misure molto diversi: il primo, chiuso. Il secondo, confermato e rivoluzionato (come sapete, si chiama ora Vietato Funari). Voglio sperare e immaginare - anche perché non trovo altra logica, e non vorrei pensare, dietrologicamente, che ci sia altro sotto - che questo dipenda da ragioni contrattuali che permettono alla direzione un comportamento con Endemol-Ventura e un altro con Ballandi-Funari. Pronto a essere smentito, ovviamente. Com’è ovvio che non giustifico in alcun modo l’esistenza di dette ragioni contrattuali. Detto ciò, procediamo.
E’ assolutamente ovvio che una sequenza di flop fa sì che le responsabilità ricadano sulla dirigenza (è il caso della ormai perenne crisi d’ascolti di RaiDue, per esempio). Qui ci troviamo in una situazione intermedia, e le responsabilità sono da ricercarsi sia a livelli dirigenziali sia a livelli creativo/produttivi (nell’immagine, Fabrizio Del Noce. Che, in merito, ha rilasciato un’intervista a Repubblica). Questa è una mia convinzione, mi pare supportata da fatti: l’Auditel è l’unico elemento a disposizione per misurare il gradimento del pubblico, e al suo giudizio ci si deve attenere. Il pubblico boccia, quindi il programma non piace. Quindi ci sono scelte sbagliate, autoriali, editoriale, di collocazione, ecc. Inutile individuare capri espiatori: piuttosto si dovrebbe fare un sano e costruttivo esame di coscienza.

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Angelo Ferrari e le domande (sul flop Funari e altro)

pubblicato da Malaparte

Angelo Ferrari In seguito al flop-Apocalypse Show, e prima che venisse diramato l’annuncio della sostituzione di Cugia con Solari, Angelo Ferrari, noto autore televisivo, poneva una serie di domande che mi piace riproporvi nella spranza di generare un dibattito costruttivo. Cercherò di dare le mie risposte a queste domande in un post futuro. Intanto, se vi va, cimentatevi anche voi.

1-Vista la sequela di flop che sta collezionando Raiuno… sarà ancora una vola colpa degli autori o qualcuno comincerà a sospettare che anche la direzione di rete ha le sue responsabilità?
2-Flop per flop, quanti Colpi DI Genio ci stanno nel budget di Apocaliypse Show?
3-Davvero qualcuno sperava che una iniezione di anziani (Bongiorno, Monicelli, Bennato) avrebbe risollevato gli ascolti di un programma dove l’assunto è che tra un po’ tutti moriremo?
4-Quali sarebbero le idee e i contenuti tanto particolari di questo programma? E le novità?

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Funari cambia - Via Cugia, dentro Solari

pubblicato da Malaparte

Gianfranco Funari e l'acqua Diego Cugia non è più l’autore di Funari. Apocalypse Show ora si chiama Vietato Funari. Al posto di Cugia, Giampiero Solari, altra firma storica delle produzioni Ballandi. L’operazione è di quelle da golpe - un po’ come avvenne con l’avvicendamento che portò la De Filippi sul trono di Uno, due, tre Stalla! al posto della Ercolani - e da far tremare i polsi persino a un irriducibile funariano come il sottoscritto.

C’è bisogno di spiegar perché? Bene. Proviamoci. Dunque, Funari ritorna in RAI dopo un confino durato un’eternità, roba che in confronto Biagi è stato veramente a farsi una vacanza. Poi finalmente gli danno il suo show di prima serata, insieme a Cugia. L’obiettivo è quello di fare qualcosa di diverso - nei limiti del varietà-Ballandi-style -. E qualcosa di diverso ci sarebbe anche, come testimonia la prima diretta-blog della prima puntata. Con alcuni aggiustamenti da fare, chiaro.

Invece, ecco la debacle nella seconda puntata: 12%, roba che a RaiUno in prima serata abbassa di parecchio una media di rete pur molto alta, in questo periodo. Ma nonostante tutto, Del Noce e Giancarlo Leone lasciano piena fiducia a Funari. E poi il fattacio.

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APPUNTI SULLA POST TELEVISIONE (16)- ELOGIO DI RE LEAR, MA QUALE SPERIMENTAZIONE?

pubblicato da Italo Moscati

Re Lear Rivedere più piace ormai quasi più che vedere. Aguzza la vista. Nei giorni della pena di “Apocalipse show” (Francis Ford Coppola perdonaci!) la mia mente è stata travolta da uno tsunami della memoria. Riguarda Gianfranco Re Lear Funari. Ma prima di raccontare lo tsunami tutto particolare in cui mi sono crogiolato, voglio precisare qualcosa a proposito di Coppola e del titolo dello spettacolo di RaiUno, ovvero una bandiera di fine stagione forse impossibile da rammentare. Coppola, nel suo bellissimo film anni Settanta sul Vietnam, intitolava “Apocalipse now”. Purtroppo, adesso,di fronte alla creatura monstre di Del Noce e di Ballandi si può avere un brivido caldo di terrore. L’Apocalisse non è “now”, qui e ora, e magari nel passato che torna, ma in casa tv è uno “show”, uno spettacolo, se mi è permesso dirlo , di ipocrisia. Destinato a durare?

Non mi pronuncio sul futuro. I flop non mi piacciono, non mi fanno felice, anzi vorrei che non si presentassero mai a riscuotere il dissenso (non solo d’auditel) del pubblico della maggiore rete della Rai a cui siamo da anni affezionati. Mi pronuncio, con cautela e rispetto, sul presente e su appena ieri. Gli eroi stanchi del sabato sera. Sono desolato per Funari, per la prima volta entrato nel mazzo di questi eroi in età matura. Di recente, rivedendo e rivedendo, l’ho molto apprezzato quando parlava di se stesso, del tunnel di una malattia grave, della morte, delle visioni che aveva, della commozione sincera (e non solo ben recitata) che trasmetteva. E così che, attendendo lo spettacolo della Apocalisse Del Noce-Ballandi-Cugia, mi auguravo di ritrovare il nuovo Funari. Preciso. Non lo ho mai amato quando tradiva le sue origini cabarettistiche con scontri sguaiate, i “mortacci”, “andatevelo a prendere nel…”, e mostrava la chiostra dei suoi denti in un eterno bocca a bocca spesso insensato, vuoto, con volti e bocche anonimi. Ma, forse viziato dai miei amori teatrali, lo ho apprezzato nell’ironia e nel dolore, nel calore delle parole e dei sentimenti, nel fare bilanci e offrirli gratis a noi tutti.

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Tvblog nel mirino della stampa: da Chi a Di Più Tv

pubblicato da Lord Lucas

paolo martini tvblog chi Ormai non abbiamo più scampo. Paolo Martini, già ampiamente citato da queste parti visto anche il ritorno del suo 12° Round, dà visibilità a un’opinione del sottoscritto su Paola Perego (e il fatto che abbia riproposto proprio questa considerazione è una grande soddisfazione, visto che era molto sentita) citandoci come fonte critica su Chi assieme a ben altri vetusti personaggi.
Ma, dulcis in fundo, arriva la consacrazione che non ti aspetti. Platinette, intervistata dalla nostra Debora qualche tempo fa, elogiando la tv vista da Internet ci riempie di complimenti nella sua rubrica di Di Più Tv. E dulcis in fundo ci rivela che la sera della diretta di Apocalypse Show, a cura di Malaparte, era qui con noi, sotto mentite spoglie e celandosi dietro diversi nickname, per vivere l’emozione dei commenti a caldo. Al di là dell’orgoglio di finire sui giornali, che non ci appartiene nè tantomeno ci cambia la vita, è sempre più stimolante sentire il proprio lavoro riconosciuto quanto quello della stampa ufficiale.

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La coerenza e il destino di Funari

pubblicato da Malaparte



Funari intervista Funari Più volte, su questo blog, ho avuto modo di sostenere in toto il progetto Apocalypse Show, per l’idea, per i contenuti, per il fatto che il programma aveva il merito di riportare in televisione un grande escluso, Gianfranco Funari e godeva della firma di Diego Cugia, oltreché della partecipazione di un grande Fabio De Luigi.

Questo sostegno però non è andato di pari passo con il volere del pubblico, che ha decretato un affossamento del programma, preferendogli La Corrida, protagonista di un’edizione straordinaria in termini di ascolti.

Significherà, forse, che la gente non ha voglia di pensare, il sabato sera, davanti alla televisione? Può darsi, può darsi che tutto dipenda da una collocazione sbagliata in palinsesto. Può darsi che esista veramente quel pubblico del sabato sera cui propinare solo ed esclusivamente forme di intrattenimento leggere che più leggere non si può.

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TvBlog Consiglia - Apocalypse Show

pubblicato da Malaparte

Ci sono tanti motivi per consigliare, questa sera, la visione della seconda puntata di Apocalypse Show. Gli ospiti, per esempio: Mike Bongiorno, Mario Monicelli e Mario Biondi. Gli ospiti musicali, Simply Red e Edoardo Bennato. Il monologo sui giovani di Funari.

Ma soprattutto c’è il fatto che occorre vedere se e come ci saranno correzioni in corsa per fare in modo di dare una bottarella agli ascolti deludenti della scorsa settimana e per cercare quantomeno di arginare il successo de La Corrida, programma evidentemente perfetto per il target del sabato sera (ma su questo avremo modo di dissertare).

Questa seconda puntata sarà una specie di prova del nove, di cartina di tornasole per Funari e Cugia - il quale, pensate un po’, ha dovuto difendersi proprio oggi dall’accusa di essere stato censore e di aver limitato i contenuti dei monologhi di Funari per compiacer i vertici di RaiUno.