
Grazie alla conferenza stampa di presentazione di Volo in diretta, il nuovo programma di Rai3 con Fabio Volo, è stato possibile per alcune testate intervistare Antonio Di Bella, direttore di Rai3, che ha fatto alcune dichiarazioni interessanti. Su Italia Oggi, ad esempio, ha fatto un bilancio dei programmi che ancora funzionano - come gli storici Ballarò, Report, Che tempo che fa e Chi l’ha visto - e di quelli che, invece, non stanno dando soddisfazioni, come il nuovo Robinson condotto da Luisella Costamagna:
La Costamagna è una brava conduttrice con un bel gruppo di lavoro, ma la trasmissione, per ora, non ha incontrato il favore del pubblico, inutile nascondercelo. Abbiamo battuto la Bignardi, una concorrente diretta su la7, ma è una magra consolazione per un programma di Rai3. Direi che la collocazione di Robinson, in prime time al venerdì, è difficile. Per ora andiamo avanti, verificheremo i correttivi da apportare. […] Al venerdì siamo costretti ad andare in prima serata, perché in seconda ci sono già sia Vespa che Paragone
Di Bella spiega che la prima serata è una fascia molto difficile da rinnovare, proprio per questo motivo il nuovo programma di Volo, che come costruzione sarebbe potuto andare tranquillamente in prima serata, è stato messo in seconda:
Preferiamo partire con la seconda serata perché il pubblico ha bisogno di lentezza, di abitudine, di andare a cercarsi il programma. Gli ascolti non andranno giudicati sulla singola puntata, ma sulla media. Volo va in onda il mercoledì, quando avrà il traino di Chi l’ha visto, e il giovedì e venerdì, quando invece non avrà grandi traini.

“La tv non deve educare né fare cultura, ma intrattenere”. E’ la convinzione di molti autori televisivi, che sanno propinarci solo esibizioni evergreen o performance acrobatiche, specie al sabato sera. Per questo credo che il risultato riportato ieri dal ritorno di Ulisse, il piacere della scoperta, con una puntata interamente dedicata alla Roma cristiana, sia doppiamente confortante.
Stiamo parlando di 2.127.000 telespettatori e di uno share dell’8,61%, in una serata difficilissima dominata dalla finale di Italia’s got talent e della semifinale di Ballando con le stelle. Per giunta in una collocazione, quale quella del sabato sera, in cui su RaiTre avevano fallito tutti, da E se domani di Alex Zanardi, con ascolti sotto un milione e mezzo di spettatori e uno share del 5%-6%, a Nanuk - Prove di avventura, che abbiamo visto riportare anche ascolti inferiori al milione di spettatori e uno share del 3%.
Non a caso, il direttore di rete, Antonio Di Bella, gongola su Twitter:

“8,69 % e oltre due milioni sabato sera per #Ulisse di Alberto Angela.#laclassenoneacqua”.
Il risultato, dicevo, è di duplice conforto in termini di ricezione, perché apre la Rai a un pubblico sicuramente molto diverso. Un pubblico televisivo atipico e variegato, ma ugualmente stimolato da un’offerta di tipo culturale perché abituato a vivere di cultura, anche se suona così fuori moda. Lo vediamo dai commenti sul sito di Rai.tv, lasciati da studenti universitari, docenti, impiegati nel settore delle belle arti, che sanno ancora “commuoversi” di fronte al fascino della storia davanti al piccolo schermo.
Continua a leggere: Ulisse, il piacere della scoperta. Di un pubblico preparato

Nell’ambito di WIDG - La tv che vorrei, oggi parla anche il direttore di RaiTre, Antonio Di Bella. Il suo contributo si aggiunge a quelli di Mario Maffucci, Paolo Bonolis, Gianni Boncompagni, Carlo Freccero, Renzo Arbore e Pippo Baudo
Per gran parte della mia vita professionale sono stato giornalista tv. Da direttore del Tg3 (otto anni) ho sempre impaginato il giornale senza pensare all’Auditel. Scegliere la priorità delle notizie del giorno pensando a come “acchiappare” spettatori è ,a mio parere, un’aberrazione, specialmente se si lavora nel servizio pubblico.
Rimane viva, nella mia formazione americana, la memoria della scritta che campeggia in prima pagina sul New York Times: ”All the news that’s fit to print” .
Detto questo bisogna però aggiungere che un’informazione d’elite, lontanissima dal gusto del pubblico, non ha senso. E in questa direzione gli indici di ascolto sono da tenere in considerazione.
Per i Tg e ancora di più per i programmi. Considerazione però, non adorazione.
La storia della tv italiana è fatta da programmi che non sempre hanno fatto record di ascolti ma hanno inciso profondamente nel costume e lasciato un segno nelle coscienze.
Bisognerebbe, credo, tornare a dare peso all’indice di gradimento.
Alto Gradimento di Arbore e Boncompagni non è solo un programma-mito, ma l’obiettivo programmatico della tv di domani.
Antonio Di Bella
Direttore Raitre
Foto apertura | © TM News

Proprio oggi, dopo la storica e per certi versi clamorosa sentenza Eternit che ha condannato Stephan Schmidheiny e Louis De Cartier De Marchienne a 16 anni di reclusione per disastro doloso, ci chiedevamo come mai la Rai (e la tv generalista) fosse completamente assente da una diretta se si esclude la rete All News, Rai News (e da parte Mediaset, Tgcom24). A sopperire a tale mancanza ci pensa questa sera Rai 3 alle 22:40 che, tramite il suo direttore Antonio Di Bella da twitter, segnala proprio la messa in onda di uno speciale sul tema.
In seguito alla sentenza di Casale Carlo Lucarelli proporrà un programma sui morti per amianto. Il servizio pubblico dunque si sveglia su un argomento che è senza dubbio importante poichè si tratta del più rilevante processo al mondo sulla sicurezza nel lavoro. Condannati dopo la sentenza emessa oggi a Torino i due manager della società Eternit AG che hanno proseguito a produrre materiali pericolosi senza informare i dipendenti del fatto che gli stessi fossero cancerogeni.
Lucarelli cercherà di ricostruire quello che è successo da allora fino alla proclamazione della condanna di oggi. Un modo per saperne di più e per scoprire qualcosa di cui colpevolmente l’informazione si è poco occupata. Su Raitre alle 22:40.
Luisella Costamagna ingaggiata da Di Bella per condurre un programma d’approfondimento su RaiTre? Secondo le indiscrezioni riportate da Marco Castoro su Italia Oggi l’ex conduttrice di In Onda, brutalmente defenestrata da La 7 e dal simpaticissimo Luca Telese per far spazio al gradevolissimo Nicola Porro, potrebbe essere la prima “conquista” della terza rete Rai.
Dopo la fuga di Serena Dandini e Roberto Saviano, entrambi non graditi dalla dirigenza della tv pubblica e presto ospitati dalla rete ora diretta da Paolo Ruffini, la Costamagna rappresenterebbe il primo scambio in direzione opposta. La giornalista è stata ospite nella prima puntata di Servizio Pubblico, ma sulla Rai avrebbe una trasmissione tutta sua con la probabile collocazione in seconda serata al lunedì.
La personale stima per la Costamagna mi rende felice alla prospettiva che lei possa tornare in tv, anche se proprio nella sua presenza a Servizio Pubblico i telespettatori che l’avevano seguita nella sua ospitata a Tv Talk hanno potuto apprezzare una certa incoerenza. Nel programma di RaiTre aveva criticato Mentana per lo scoop di Lavitola, salvo poi porre allo stesso personaggio lei stessa delle domande nel programma di Santoro. Io, per la cronaca, ero d’accordo con la Costamagna che non aveva gradito la presenza del latitante in collegamento televisivo su La 7.

Il Cda Rai ha ratificato, con il solito ingiustificato ritardo, le nomine dei direttori e dei vicedirettori vacanti. Dopo la riunione della scorsa settimana, quando i consiglieri di maggioranza fecero mancare il numero legale, nella seduta di oggi c’è stata finalmente la fumata bianca.
Nessuna sorpresa sui nomi, tutti quelli proposti dal direttore generale Lorenza Lei sono stati accettati dal Cda. Marcello Masi, direttore ad interim per più di 90 giorni quindi di fatto già in carica, è ufficialmente alla guida del Tg2. Per quanto riguarda RaiTre c’è un “ritorno”, quello di Antonio Di Bella già nominato il 25 novembre 2009 prima di “subire” il reintegro di Paolo Ruffini che lo aveva di fatto esautorato l’8 giugno 2010.
Di Bella si ritrova alla guida di una RaiTre senza Parla con me, pezzo forte della seconda serata, e visti i tempi non potrà incidere sul palinsesto autunnale. Per quanto riguarda le altre nomine da segnalare quella di Roberto Nepote a Rai Gold, Gianni Scipione Rossi finisce a Rai Parlamento e Giovanni Miele al Gr Parlamento. Nella stessa occasioni sono stati nominati tre condirettori: Gianfranco D’Anna al Gr3, Giorgio Giovannetti al Gr Parlamento e Simonetta Faverio a Rai Parlamento.
RaiTre - Deve fare in fretta, la Rai di Lorenza Lei. Perché c’è da decidere chi si accomoderà sulla poltrona di direttore del terzo canale dopo che la migrazione di Paolo Ruffini a La7 sarà completata. Anche perché è vacante anche la poltrona di vicedirettore (Silvia Calandrelli è diventata vicedirettrice di Rai Educational).
Fra voci di corridoio e articoli, ecco una serie di ipotesi.
Lucia Annunziata
Già direttore del Tg3 (1996-1998) e Presidente RAI (dal 13 marzo 2003 al 4 maggio 2004. Fu la seconda donna presidente, dopo Letizia Moratti), la Annunziata non è certo un volto gradito al premier Silvio Berlusconi, con il quale ebbe un duro diverbio in una storica puntata di In 1/2 ora (era il 13 marzo 2006: Berlusconi lasciò il programma). Ma ha avuto i suoi bravi scontri anche con Paolo Ruffini e con Michele Santoro (la Annunziata abbandonò lo studio a sua volta).
Carlo Freccero
In pole secondo Dagospia. Freccero è il nome più interessante. Forse anche il meno probabile per molti motivi, ma sicuramente il più interessante.
Fu direttore dei palinsesti di Canale5 e Italia1, poi curatore della programmazione di Rete4 (1982, proprietà Mondadori ancora non berlusconiana); nel 1986 passa a La Cinq (in Francia) e nel 1991 è direttore di Italia1. Poi diventa consulente Rai (1993), responsabile della programmazione di France2 e France3 e quindi (1996-2002) direttore di Rai2. Ora è confinato su Rai4. E’ stato autore di Rockpolitik
E ancora.

Secondo TMNews il direttore di RaiTre Paolo Ruffini sarebbe in procinto di lasciare la Rai e passare a La 7. La notizia, che non ha avuto per ora conferme né smentite, è stata lanciata dall’agenzia e si sostiene che “si sarebbe intensificata in questi ultimi giorni e potrebbe giungere a conclusione già entro questa settimana“.
Ruffini, come ricorderete, era stato direttore della terza rete Rai ininterrottamente fra il 2002 e il 2009 quando il Cda aveva disposto la sua sostituzione con Antonio Di Bella. La decisione non era stata accettata del dirigente che con un ricorso era riuscito ad ottenere il reintegro nel maggio 2010 a spese di Di Bella che, proprio per questo, gli aveva dedicato una “canzone”.
Chissà se, una volta confermata la partenza di Ruffini, sarà proprio l’ex direttore del Tg3 a riprendere “il suo posto”.

Antonio Di Bella, il direttore “trombato” (parole sue) di RaiTre, dedica una canzone a Paolo Ruffini, il direttore “reintegrato”. Spiritoso e davvero fantasioso il giornalista, ex TG3, nell’affrontare le domande di Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro nel corso della trasmissione di RadioDue “Un Giorno da Pecora“. Come noto Di Bella ha subito le conseguenze del reintegro stabilito del giudice che ha rimesso al suo posto Ruffini, di fatto esautorandolo dal ruolo che ricopriva in Rai dalla scorsa estate.
Invece di affidarsi a dichiarazioni al vetriolo Di Bella ha preferito cantare una canzone appositamente composta per descrivere la sua frustrazione di direttore “trombato” costretto nello stesso “ufficio bruttissimo“, nel quale ammette di non fare nulla, che fino a qualche mese fa era proprio di Ruffini. Il paradosso è che il giudice aveva riconosciuto una discriminazione nei confronti del neo direttore reintegrato proprio perché i suoi compiti non era definiti e rispondenti al suo profilo professionale. Ora però nella stessa identica situazione si trova Di Bella. Incredibile.
Ecco il testo della canzone, dopo il continua il video.
Ciao caro direttore reintegrato
non son triste io, che son trombato
per quello che sarà
Ciao caro direttore reinsediato
tu sei allegro ma un po’ preoccupato
per quello che accadrà.
Ti lascio questo ufficio bellissimo
rimpiango tutti i colleghi qua.
Prendo il tuo ufficio bruttissimo
la tua tranquillità.
Da te certo l’atmosfera è più eccitante
In coda c’é già un sacco di gente,
quanta elettricità.
Quaggiù ormai il mio telefono sai tace
Sono solo ma l’animo è più in pace
quanta serenità,
Quanta serenità.
Gioca anche tu al nuovo tormentone dell’estate: “Denuncia la Rai”. Dopo una pletora di presentatori, dirigenti, giornalisti e quant’altro, tra cui Ruffini, Berlusconi, Masi, Morgan e chi più ne ha più ne metta, anche l’ex (ex?) direttore di RaiTre, Antonio Di Bella, dopo il reintegro del suo predecessore, insorge e annuncia di non avere nessuna intenzione di aspettare la sentenza d’appello per valutare l’eventuale cessione della poltrona di direttore di rete allo stesso Ruffini:
“Per riceve un’adeguata collocazione non sono disponibile ad aspettare la sentenza d’appello sul caso Ruffini. Chiedo che il nuovo incarico mi venga assegnato prima che il giudice si pronunci in appello, perché non posso diventare il capro espiatorio di errori che non ho commesso io. Richiedo un ruolo adeguato alla mia storia professionale. La mia è una semplice richiesta, non è ancora una diffida”.
Onestamente sembra una presa di posizione corretta e giusta. Di Bella stava facendo molto bene alla direzione di RaiTre e non c’è dubbio che i meccanismi aziendali, politici e istituzionali che lo stanno, di fatto, esautorando, non lo devono riguardare. Sono beghe interne alla Rai che, com’è ormai noto, è assoggettata al potere politico in maniera preoccupante.
Alla fine non gli sono stati assegnati “incarichi equivalenti”, ma di nuovo la carica di direttore di RaiTre. Parliamo della vicenda Paolo Ruffini, prima sollevato dall’incarico per motivi politici, oggi reinserito, seppure con riserva, in osservanza del dispositivo del giudice del lavoro del tribunale di Roma. La decisione è stata presa dal consiglio di amministrazione di Viale Mazzini, su proposta di Mauro Masi.
Secondo fonti riferite dal Corriere della Sera, lo stesso direttore generale avrebbe intimato ai consiglieri di prendere atto della sentenza “con ogni più ampia riserva all’esito della decisione sul reclamo già proposto e al mero fine di ottemperare all’ordinanza del Tribunale di Roma”. Il 19 luglio prossimo è atteso l’esito del ricordo Rai che sancirà definitivamente gli estremi della situazione. Nel frattempo quello che era l’attuale direttore, cioè Di Bella, resterà alle dipendenze del direttore generale.

Antonio Di Bella non ci sta. Nella scomoda posizione di direttore di RaiTre in una paradossale coabitazione con il suo predecessore, quel Paolo Ruffini reintegrato dal giudice del lavoro, il giornalista ex Tg3 è pronto a difendere il suo palinsesto con le unghie e con i denti, fino all’estrema misura delle dimissioni. Motivo del contendere i due casi, quello legato alla trasmissione con Roberto Saviano e a Parla con me.
Il direttore generale Masi starebbe pensando ad un ridimensionamento del progetto originale di 4 puntate con l’autore di Gomorra, così come di ridimensionamento si tratterebbe per Parla con me che perderebbe nella prossima stagione una serata. Secondo le indiscrezioni Masi vorrebbe giustificare il taglio con la necessità di fare spazio in palinsesto ai programmi celebrativi del cento cinquantenario dell’unità d’Italia, ma non convince nemmeno se stesso.
Per quanto riguarda Saviano e le quattro puntate del suo “Vieni via con me” c’è l’ipotesi di dimezzarle, ma su questo terreno Masi non sembra intenzionato ad andare fino in fondo, non con questo clima, non dopo la dichiarazione dello scrittore che oggi ha fatto sapere “per me la televisione è fondamentale perché mi ha protetto e mi protegge fisicamente“. Difficilmente il direttore generale si prenderà la responsabilità di una scelta così impopolare. La Dandini invece rischia, parecchio, di vedersi tagliata, ma Antonio Di Bella è pronto a rassegnare le dimissioni se un programma caratterizzante come Parla con me per il palinsesto di RaiTre dovesse perdere spazio.

Paolo Ruffini pretende l’applicazione della sentenza del giudice del lavoro che lo ha reintegrato nel ruolo di direttore di RaiTre. Nessuna trattativa, nessuna transazione, Ruffini rivuole il posto da direttore in quanto vittima di una discriminazione di natura politica da parte dell’azienda, certificata da una sentenza. Questo, in sintesi, il pensiero espresso in un’intervista pubblicata oggi da Repubblica.
L’ex direttore non vuole aprire un fronte con Antonio Di Bella, che ha preso il suo posto e che nei giorni scorsi aveva dichiarato di non avere competenza sulla vicenda e di attendere la decisione del Cda. La Rai, in teoria, avrebbe una sola possibilità: reintegrarlo rispettando la sentenza, ma non sembra intenzionata a piegarsi.
Mi pare che Di Bella, nel colloquio con Repubblica, abbia voluto dire un’altra cosa. Mi pare abbia detto che Rai3 è sotto attacco e lui farà di tutto per difenderla. E che se la decisione spettasse a lui non avrebbe alcun dubbio a rispettare la sentenza del giudice. Il gioco di mettere me e Di Bella l’uno contro l’altro è grottesco. Io e Antonio siamo e rimaniamo amici. Anche perché il problema non siamo noi. Ho fatto ricorso al giudice dopo mesi. Quando era chiaro anche a chi non avesse voluto vedere che la ragione della mia rimozione era politica. Lo ho fatto per una questione di dignità. Non certo per utilizzare la sua decisione in una trattativa. Non per farne mercato. La dignità, per me, non ha prezzo. Il punto era ed è quello di ristabilire un principio. E il principio è che in questo Paese si può fare libera informazione senza essere per questo discriminati. E’ un principio che riguarda tutti.
Continua a leggere: Paolo Ruffini dopo la sentenza rivuole RaiTre
Che pasticciaccio brutto, questo del reintegro dell’ex direttore di RaiTre Paolo Ruffini. Della decisione del giudice del lavoro del Tribunale di Roma - che ha accolto il ricorso presentato da Ruffini dopo la sua sostituzione con Antonio Di Bella deliberata dal Cda il 25 novembre del 2009 - abbiamo già parlato diffusamente. Trascorsi un paio di giorni, la situazione in seno alla Rai non s’è chiarita granché col “povero” Ruffini riabilitato a lavorare ma con un direttore nuovo - Di Bella - legittimamente destinato a rimanere al suo posto (tra l’altro con pieni meriti).
In una nota, l’ufficio legale della Rai ha disposto la seguente comunicazione:
“Avendo l’ordinanza disposto l’adibizione del dott. Ruffini all’attività lavorativa come dirigente editoriale direttore di Rai 3 con assegnazione delle mansioni svolte prima del 25/11/2009 sino all’assegnazione di mansioni equivalenti, la Rai si riserva, fermo restando il reclamo che sarà immediatamente proposto, di individuare le soluzioni idonee a conferire al dott. Ruffini incarichi equivalenti a quello di Direttore di Rai 3″.
Tale nota, in chiaro linguaggio burocratese, ma comunque cristallina (bisogna, in qualche modo, sistemare Ruffini in maniera idonea a quella occupata precedentemente, senza smuovere Di Bella), è stata redatta da Claudio Scognamiglio, che assiste la Rai nella vicenda. Si sottolinea drasticamente come lo stesso direttore Di Bella non sia “mai stato citato in giudizio” e dunque non rischi niente. Uscirne in maniera coerente sarà dura.